La problematica degli imballaggi in plastica sta avendo grande risonanza negli ultimi tempi. Da un lato è ormai reale la necessità di limitare l’utilizzo di packaging superfluo, ove possibile. Dall’altro lato esistono una serie di prodotti per i quali la confezione in plastica è necessaria, in quanto ha reso possibile il loro ingresso nella grande distribuzione. Non tutti i prodotti oggi disponibili possono essere venduti sfusi, a volte è anche una questione di igiene. Nascono per questo nuovi modi di confezionare alimenti e prodotti di vario genere, non solo per quanto riguarda il packaging sul punto vendita, ma anche per la conservazione in casa.


Sacchetti in materiali alternativi
Oggi li chiamiamo alternativi, nel senso che li si può utilizzare al posto della plastica, ma non sempre questi materiali sono del tutto nuovi. Ad esempio i sacchetti di juta per packaging proposti dal sacchettificio Sacchetti di Tessuto sono disponibili in varie dimensioni e forme, in modo da rispondere senza problemi a qualsiasi tipo di richiesta. Non solo la juta è un materiale completamente riciclabile, ma anche biocompatibile, visto che si tratta di una materia prima di origine vegetale, con sviluppo ecosostenibile. La juta è poi anche piacevole e igienica, con questo tessuto si confezionano sacchetti per legumi e verdure, così come simpatici accessori per la casa. Durevoli nel tempo, si possono anche riutilizzare; modificando la consistenza del tessuto nascono poi anche imbottiture e contenitori antiurto, oltre agli innovativi sacchetti in juta con isolante termico.


Il bambù
La novità degli ultimi anni è il bambù. Anche in questo caso stiamo parlando di una novità solo per quanto riguarda gli ambiti di utilizzo, in quanto questa pianta è coltivata dall’uomo da millenni, che poi la usa per scopi vari. La praticità e l’eco compatibilità del bambù sta nel fatto che lo sviluppo annuo di una singola pianta è enorme, oltre a non necessitare di pesticidi o concimi. Inoltre il bambù si sviluppa anche in terreni considerati difficili, sopportando la presenza di acqua così come la siccità. Ciò che di rivoluzionario è oggi presente nel bambù è il campo di utilizzo, ampissimo. Con il bambù si produce una fibra adatta a confezionare qualsiasi tipo di tessuto; ma la parte legnosa dei fusti si può anche usare per l’edilizia o per costruire accessori da cucina, dai cucchiai in legno fino alle lastre di parquet.


Perché adottare un packaging innovativo
Oggi sempre più aziende si stanno muovendo verso l’utilizzo di packaging innovativo ed ecocompatibile. Che non sia di mera plastica, quella che impiega centinaia di anni per decomporsi. Si tratta anche di rispondere alle esigenze della clientela, che desidera limitare la produzione di rifiuti, seppur riciclabili come avviene con la plastica. I nuovi materiali permettono di limitare l’utilizzo di confezioni mono uso, infatti i sacchetti in tessuto sono riutilizzabili e lavabili praticamente all’infinito. Sono inoltre versatili, oggi con i nuovi materiali si prepara anche packaging ecologico per cosmetici, come ad esempio quello che ci propone il sacchettificio Sacchetti in Tessuto. Poter proporre alla clientela un’alternativa ecocompatibile alla plastica diviene in certi casi anche una mossa adatta a favorire lo sviluppo di una migliore reputazione nei confronti dei consumatori.


Il problema plastica
In molte città italiane oggi la plastica viene raccolta in modo differenziato. Il passaggio però dalle abitazioni al riciclo non è così sicuro, anzi sono molti i materiali plastici che purtroppo ancora oggi finiscono nell’ambiente. Oltre agli imballaggi, alle bottiglie, ai film plastici ci sono anche microplastiche invisibili a occhio nudo. Stiamo parlando di una vera e propria emergenza, che potrebbe portare gli oceani a contenere più plastica che pesci. Solo un nuovo modo di concepire il packaging, che lo renda riutilizzabile, può fermare l’inquinamento dilagante da plastiche.

 

Michele Belmessieri, dopo aver realizzato l'anno scorso il primo stradario parmigiano a vignette è ora pronto a presentare il secondo volume. Per la realizzazione sta effettuando una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Kickstarted, che finirà il 30 novembre 2019 e che per ora ha raggiunto il budget per la stampa di 250 copie. Tutte le persone che vogliono partecipare possono visitare la pagina Facebook stradarioparmigiano con le informazioni. 
 
L'iniziativa editoriale che lo vede impegnato in prima persona e che è composto da una serie totale di tre volumi racconta tramite la toponomastica la biografia dei personaggi a cui sono state intitolate le vie, spesso poco conosciute. Un piccolo manuale suddiviso in base ai quartieri cittadini con le caricature divertenti e una breve biografia di ciascuno. In questo volume ci sarà anche una particolare appendice di approfondimento sui monumenti scomparsi della città. 
 
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Il progetto fin dalla sua prima edizione ha avuto il patrocinio del Comune di Parma e per questo nuovo volume l'introduzione sarà scritta dall'assessore alla cultura Michele Guerra. La vendita delle nuove copie dovrebbe iniziare a metà dicembre al costo di euro 10 e tutto il ricavato, come lo scorso anno, sarà devoluto alla Fondazione Matteo Bagnaresi Onlus. 
 
Per il 2020 in concomitanza con Parma Capitale della Cultura, a conclusione del progetto, vi sarà il terzo volume dello stradario con il 365esimo personaggio (uno per ogni giorno dell'anno). 
 
 
Foto e intervista a cura di Francesca Bocchia 
 
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Pubblicato in Cronaca Parma

Da oggi, mercoledì 20 novembre, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza della transitabilità.

Parma,

La Provincia di Parma – Servizio Viabilità rende noto che da oggi, mercoledì 20 novembre 2019, sulla strada provinciale 84 di Carobbio è interrotto il transito a tutti i mezzi e le persone da fine centro abitato di Carobbio (Km 6+400 ca) a Rio Carzago (Km 7+500 ca) fino al ripristino delle condizioni di sicurezza della transitabilità.

L’interruzione della circolazione si è resa necessaria per motivi di sicurezza dopo che in prossimità del Rio Carzago negli ultimi giorni e a causa delle recenti piogge si è aggravato il movimento franoso a monte strada, sono state lesionate le reti paramassi esistenti, con conseguente distacco di blocchi di roccia e detriti che incombono sulla carreggiata.

Occorrerà realizzare interventi specialistici di stabilizzazione del versante (ripristino e posa di nuove reti paramassi)  per poter riaprire il transito.

La deviazione obbligatoria del traffico avverrà utilizzando la S.P. 14 di Tizzano per raggiungere l’abitato di Carobbio e la S.P. 13 di Corniglio per raggiungere gli abitati di Rividulano e Carzago compresa la discarica.

In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza i Giocamici, i volontari di Noi per Loro, le insegnanti, i genitori e soprattutto loro, i giovani ricoverati, scendono in pista

Alle 11 in punto la colonna sonora di Friends, la serie americana che ha spopolato in tv, ha invaso i locali dell’Ospedale dei bambini per coinvolgere personale, genitori e giovani pazienti in un balletto che si è snodato tra atrio e corridoi dell’Oncoematologia pediatrica portando una ventata di novità e di sana follia in reparto.

A lanciare questa improvvisa performance la coordinatrice infermieristica Maria Luisa Zou insieme al personale dell’Onco, le insegnanti della Scuola in Ospedale, i volontari di Giocamico, con l’intento di regalare un momento di spensieratezza a chi, per professione o per cura, passa le giornate in un reparto dove le emozioni sono sempre a tinte forti. A sostenere l’iniziativa l’immancabile associazione Noi per Loro.

Il flash mob è stata l’occasione per celebrare la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il 20 novembre, e la scelta della sigla di Friends - I'll be there for you - un omaggio all’amicizia. 

“Sono momenti di leggerezza in cui vogliamo coinvolgere i nostri pazienti – spiega Maria Luisa Zou – ma credo siano momenti importanti anche per il personale, perché sorridere insieme ci aiuta ad affrontare meglio anche il nostro lavoro che ci mette a contatto ogni giorno con la sofferenza di bambini e ragazzi. E inevitabilmente ne siamo sempre profondamente coinvolte”.

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Pubblicato in Cronaca Parma

Personale del Commissariato di Polizia di Sassuolo ha tratto in arresto un uomo di 41 anni e una donna di 32, responsabili in concorso del reato di rapina aggravata.

Intorno alle ore 5.00 di ieri mattina, è giunta una segnalazione sulla linea di emergenza 112NUE da parte della vittima, il titolare di un panificio, che poco prima era stato derubato della somma di circa 1.000 euro, che la donna aveva sottratto dal registratore di cassa, mentre il 41enne lo minacciava con una bottiglia di birra in mano e una spatola tagliente utilizzata per la lavorazione del pane afferrata al momento. La coppia era poi scappata a bordo di una autovettura.

Grazie alla minuziosa descrizione dei due soggetti, gli agenti, esperti conoscitori del territorio, hanno immediatamente capito chi potesse essere l’autore della rapina, indirizzando le indagini nei confronti del 41enne, noto pregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona, e dopo alcune ricerche sono riusciti ad intercettare la coppia in via Regina Pacis e a bloccarla.

Il malfattore ha restituito solo una parte del denaro rubato perché il resto era già riuscito a spenderlo.

La vittima, che nel corso della rapina era stata afferrata al collo, è stata refertata presso il locale pronto soccorso con prognosi di cinque giorni.

I due malviventi sono stati associati presso la Casa Circondariale Sant’Anna, come disposto dal Magistrato di Turno, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Pubblicato in Cronaca Modena

Fioriscono nuovi giochi nel giardino del CAV (Centro di Aiuto alla Vita) e il prato di via Cima Palone si trasforma in un luogo sempre più a misura di bambino, grazie alle attrezzature donate da Parma Facciamo Squadra. 

La pioggia di sabato scorso, 16 novembre, non è riuscita a rovinare la festa di inaugurazione dove, oltre agli amici, ai volontari e alle mamme con i loro bambini erano presenti i pagliacci della Croce Rossa di Parma e di Fontanellato a scacciare il grigio delle nuvole. 

Ora il CAV ha un luogo dove i piccoli seguiti dall’associazione ma anche i bimbi del quartiere potranno giocare insieme senza correre alcun pericolo. Un giardino per tutti i bambini che potranno trovare qui un luogo aperto e pronto ad accoglierli con le loro mamme. 

Il Centro di Aiuto alla Vita di Parma attualmente segue circa un migliaio di donne e ne ospita ventisei in diverse case di accoglienza.

La donazione è frutto della raccolta fondi di Parma Facciamo Squadra 2018, coordinata da Forum Solidarietà, è sostenuta da Fondazione Cariparma con Barilla e Chiesi Farmaceutici hanno moltiplicato per quattro le donazioni dei cittadini. 

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Pubblicato in Cronaca Parma

L’Università di Parma ha promosso un importante convegno in Emilia Romagna sul tema della sicurezza informatica: esperti a confronto e case study aziendali per una giornata di condivisione e diffusione della consapevolezza sulla cyber security.

Il ruolo della sicurezza informatica nell’era della digitalizzazione, l’importanza della sua azione trasversale ai diversi ambiti della vita odierna; da quello politico, a quello economico, sanitario, fino alla sfera sociale: partendo da queste tematiche si è sviluppato il Convegno “Cyber Security Parma”, tenutosi giovedì 14 novembre presso il Centro Congressi del Plesso Aule delle Scienze al Campus di Parma. Una giornata, organizzata dall’Area Sistemi Informativi – Unità Organizzativa Sicurezza e Processi dell’Università di Parma, che è diventata momento di condivisione e diffusione della consapevolezza sui temi della cyber security.

Sono stati numerosi gli esperti e i referenti di importanti aziende, attive non solo sul territorio italiano, che si sono succeduti per raccontare esperienze dirette e case study nell’ambito della sicurezza informatica. Si è venuto in tal modo a delineare un quadro estremamente complesso e variegato, che ha fornito una visione professionale e più ampia sul tema.

Ad aprire la mattinata è stato il Key Note “4 Cybersec Topics VS 4 InfoSec Cultures”, condotto da due importanti nomi nell’ambito del digitale e della sicurezza informatica: Raoul Chiesa, il primo hacker italiano, ora consulente in ambito ICT Security, e Selene Giupponi, una delle maggiori esperte in Italia di Computer forensics e reperimento dati nel dark web. Grazie al loro significativo contributo è stato possibile evidenziare e analizzare differenti focus basati su “keyword” tecnologiche, soffermandosi al contempo su esempi e casi di studio semplici e concreti legati a tematiche quali: DNS Exfiltration, IoT, Disaster Recovery, Infrastrutture Critiche, Proactive Security, Misure Minime, Data Breach ed Incident Detection.

Fil rouge dell’intera giornata, la presa di coscienza che la Cyber Security che deve diventare trasversale, ovvero prevenire e contrastare la diffusione di una criminalità informatica molto diffusa in quanto il cybercrime ha ormai un volume di affari su scala globale di circa 1,5 trilioni di dollari all’anno.

“Al centro di questa attività rimane sempre “la persona” – spiega Raoul Chiesaperché ciò che facciamo influisce principalmente sulla popolazione. Non esiste più il vecchio cliché che identifica il singolo attacco in modo preciso. Chi si occupa di sicurezza informatica deve quindi essere sempre più preparato, non basta solo una approfondita conoscenza tecnologica, servono intuito, certamente passione, capacità di connessione con le altre persone e basi di psicologia per interpretare e prevedere comportamenti”.

“Ogni nuova forma di tecnologia porta nuove forme di criminalità – sottolinea Selene Giupponila sicurezza cibernetica entra e tocca tutti gli ambiti della nostra vita, che si tratti del cittadino, fino ad arrivare ad aziende, pubbliche amministrazioni e sistemi di sicurezza nazionali. Anche il singolo soggetto può fare qualcosa, prestare attenzione, perché i suoi dati possono essere rubati per commettere altri crimini. Sono diversi gli schemi di azione e gli strumenti: richieste di amicizia social, mail di spam con offerte, mail con link. Un utente può tutelarsi, ad esempio, cambiando spesso password, non connettendosi a reti wifi free, ma anche controllando bene le autorizzazioni che si concedono nell’utilizzo delle semplici applicazioni sugli smartphone. Per quanto riguarda le aziende, la situazione è complessa. Sicuramente, per prima cosa, devono adeguarsi alla normativa europea del Gdpr”.

Dall’ambito del cittadino a quello aziendale, passando per casi pratici ed esempi concreti, il Convegno “Cybersecurity Parma” ha affrontato diversi ambiti della sicurezza informatica: come fronteggiare il phishing innalzando la consapevolezza degli utenti, come innalzare la sicurezza in un ambienta eterogeneo monitorando i propri asset, come approcciarsi alle problematiche di sicurezza dell’IoT (Internet delle cose cioè dispositivi di uso quotidiano connessi in rete), come gestire un databreach, come proteggere informazioni industriali, come gestire gli incidenti di sicurezza, come conservare copie dei dati e dei sistemi in cloud.

Un contesto reso ancora più completo dagli interventi dei relatori che si sono alternati durante l’incontro. Queste le tematiche affrontate:

Michele Rivieri (Cedacri Group): “La gestione della DNS exfiltration, minacce, impatti e contromisure”;

Pietrandrea Lambertini e Roberto Goldoni (Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma): “Sviluppare la coscienza informatica attraverso attacchi etici”;

Ilaria Comelli (Università di Parma), Marco Rottigni (Qualys): “Viaggio al centro di un asset – da visibilità a consapevolezza”;

Luca Veltri (Università di Parma): “Sicurezza in ambito IoT”;

Fabio Berti (IT.City) e Paolo Fontechiari (Comune di Parma): “Il piano di Disaster Recovery del Comune di Parma”;

Armando Tacchella (Università degli Studi di Genova): “Sicurezza delle infrastrutture critiche”;

Domenico Carnicella, Alessandro Rodolfi e Roberto Tanara (DataConSec): “La gestione tecnico organizzativa di un data breach: un caso pratico”;

Enrico Riccardi (Chiesi Farmaceutici): “L’Incident Detection in una multinazionale”;

Christian Alzapiedi (Dallara Automobili): “Protezione delle informazioni e del know-how aziendale in ambito Automotive”;

Pietro Delsante e Bernardino Grignaffini Gregorio (Certego): “Adventures in RansomwareLand”.

Dopo questa prima edizione, “Cyber Security Parma” mira a divenire un appuntamento annuale incentrato sul forte interesse per ciò che riguarda le tematiche legate alla sicurezza digitale e sicurezza IT.  

L’evento è stato realizzato grazie al supporto di Qualys, Certego, Dataconsec e Interconsul; con il patrocinio di Comune di Parma, Camera di Commercio di Parma, Unione Parmense degli Industriali, ARPAE, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma.

Il Convegno aderisce alla campagna di sensibilizzazione dell’Unione Europea ECSM European Cyber Security Month, creata con la volontà di aumentare la consapevolezza nei confronti delle sempre più aggressive e frequenti minacce sulla rete digitale, nonché di promuovere la sicurezza informatica tra cittadini e organizzazioni fornendo risorse per proteggersi online, attraverso l’educazione e la condivisione di buone pratiche.

Website: https://cybersecurity.unipr.it/

 

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia
Mercoledì, 20 Novembre 2019 09:35

Ritirata la farina per allergene non dichiarato.

Allergene non dichiarato, Ministero della salute segnala richiamo farina di grano tenero tipo 00 bio ‘Bongiovanni s.r.l. Rischio per i consumatori allergici
 
La tutela de consumatore e la sua salute, prima di tutto. Cresce l’attenzione per la sicurezza alimentare ancora di più se ha a che fare con le allergie. Per questo il Ministero della salute in data odierna, ha diffuso il richiamo di un lotto del la “Farina di grano tenero tipo 00 Bio” del marchio BONGIOVANNI SRL per rischio allergeni. Nello specifico il prodotto è venduto in confezioni da 1 Kg, 5 Kg e 25 Kg. Il lotto richiamato è il numero 00FT0019/0702 mentre la data di scadenza è 22-02-2020. Il prodotto è realizzato da Iftea s.r.l. nello stabilimento di via Cà del Vento 35 di Bagnacavallo, popolosa località della Romagna situata in provincia di Ravenna. Quindi fosse allergico alla senape è esposto a un elevato rischio di reazione avversa che può generare persino uno shock anafilattico. La nota si trova sull’apposito spazio web dello stesso Ministero. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda ai consumatori “ALLERGICI ALLA SENAPE” di non consumare il prodotto con il numero di lotto segnalato e di restituirlo al punto vendita d’acquisto. Per tutti gli altri consumatori il prodotto è del tutto sicuro.
(19 novembre 2019 )

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Pubblicato in Agroalimentare Emilia

Il maltempo non molla la presa in Emilia Romagna e la provincia di Modena è stata colpita domenica 17 novembre da un forte nubifragio.


Oltre il contrasto, l’adattamento ai cambiamenti climatici è fondamentale per garantire sicurezza e comfort abitativo. L’esempio concreto di Ecovillaggio Montale, ecoquartiere sostenibile, che “risponde bene” alla nuova bomba d’acqua grazie ad una progettazione urbanistica che tiene conto della frequenza ravvicinata di eventi meteoclimatici estremi.
In Ecovillaggio la capacità di resilienza e le misure di prevenzione attuate limitano i rischi e i danni che potrebbero verificarsi come conseguenza di alluvioni o nubifragi.


COSA SUCCEDE IN ECOVILLAGGIO SE ARRIVA UN NUBIFRAGIO?
Grazie alla meticolosa realizzazione di una rete di regimentazione delle acque in Ecovillaggio l’acqua viene mantenuta in loco dandole il tempo di fitodepurarsi e di raggiungere la falda sottostante per alimentarla. Questa riserva di liquido prezioso, che mitiga il microclima e mantiene viva la vegetazione che disinquina, sarà utilizzata nei periodi siccitosi. In questo modo l’acqua non si disperde e pertanto non si spreca ma viene restituita all’ambiente quando esso stesso ne avrà bisogno.


SILVIA PINI – IDEATRICE DI ECOVILLAGGIO MONTALE
“Dopo le intense precipitazioni di questi giorni abbiamo potuto costatare come la progettazione urbanistica del nostro ecoquartiere, frutto di uno studio e lavoro multidisciplinare, e la realizzazione in termini di raccolta acque piovane con permeabilità dei suoli e rinvio in falda FUNZIONANO. Ciò garantisce due cose:
• maggiore sicurezza per i residenti e per l’ambiente
• mantenimento di abbondante flusso d’acqua piovana in falda da utilizzare nei periodi siccitosi per irrigare, senza sprechi, tutte le essenze che provvedono al disinquinamento e alla regolazione del microclima”.


VIDEOPILLOLA “L’ACQUA BENE PREZIOSO IN ECOVILLAGGIO”
Gli eventi climatici estremi sono destinati a diventare sempre più frequenti, per questo è necessario agire prima possibile ed intervenire in soluzione coordinata e sistematica per ridurre i rischi connessi al verificarsi di tali eventi.

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L’Autorità Distrettuale di Bacino del fiume Po chiede progettualità esecutiva per altri 12 milioni di euro, in particolare per le aree di Lombardia, Piemonte e Liguria

Parma, 19 Novembre 2019 – Uno stanziamento di cinque milioni di euro all’Autorità Distrettuale di Bacino del fiume Po – in seguito all’ultima ondata di piene e di criticità idrauliche che hanno colpito il territorio – per realizzare interventi di manutenzione e di difesa del suolo in alcune zone nevralgiche, necessari per contrastare i fenomeni di dissesto idrogeologico nel distretto idrografico del fiume Po.

È questa la decisione più rilevante assunta nell’ambito di una riunione straordinaria che si è svolta a Roma, nella sede del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Un incontro della Conferenza Istituzionale Permanente dell’Autorità Distrettuale di Bacino del fiume Po – al quale hanno partecipato il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Sergio Costa, il Segretario Generale del Distretto del Po Meuccio Berselli, il capo del Dipartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli, il Direttore Generale Maddalena Mattei Gentili e i rappresentanti delle Regioni – che si poneva l’obiettivo di individuare finanziamenti straordinari per mitigare il rischio di dissesto idrogeologico.

In questo contesto l’Autorità Distrettuale di Bacino del fiume Po beneficerà di 5 milioni di euro di natura straordinaria dal Ministero dell’Ambiente. Nel corso dell’incontro il segretario generale del Distretto del Po Meuccio Berselli ha presentato alla Commissione ulteriori progettualità per un importo complessivo di 12 milioni di euro. I progetti presentati hanno l’obiettivo di contrastare il fenomeno del dissesto idrogeologico in zone in cui sono state evidenziate alcune fragilità rilevanti. Tra i progetti presentati quelli più rilevanti riguardano le aree di Lombardia, Piemonte e Liguria (vedi dettagli dei lavori in allegato).

Il Programma Stralcio 2019 – la cui adozione è stata deliberata durante la Conferenza Istituzionale Permanente – prevede un importo complessivo di 5 milioni di euro e riguarda interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio e di opere di difesa del suolo che contrastano fenomeni di dissesto di versante e fenomeni alluvionali che possono generare situazioni di rischio idrogeologico ed idraulico, pericolose per i centri abitati e per le infrastrutture. Le risorse sono state ripartite tra le Regioni del Distretto tenendo conto dei criteri di ripartizione – in funzione di superficie e popolazione residente – già condivisi e definiti per il Programma Stralcio 2018.

Nel corso della Conferenza si è affrontato anche il tema dei modelli, sviluppati nel 2010 dopo un’estesa campagna di studi di carattere specialistico, che riguardano lo stato di vita dei fiumi Parma, Enza, Secchia, Tresinaro e Panaro. Dopo nove anni il quadro – relativo ai parametri idraulici e ai valori delle portate limite di deflusso della rete idrografica – è completamente mutato, anche in conseguenza dei cambiamenti climatici. I monitoraggi effettuati lungo i fiumi hanno evidenziato la necessità di una serie di interventi per rendere gli argini più sicuri. In particolare gli studi hanno fornito elementi sufficienti per rappresentare le criticità del sistema difensivo necessarie per l’organizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e per l’adeguamento della pianificazione di emergenza.

"L’incontro con il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e gli altri Enti presenti in occasione della Conferenza Istituzionale Permanente è stato molto rilevante – sottolinea Meuccio Berselli, Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po – . L’obiettivo è incidere concretamente su un fenomeno che crea disagi alle popolazioni del nostro territorio e di contribuire al contrasto del dissesto idrogeologico in alcune aree nelle quali sono state evidenziate fragilità conclamate”.

“Prevenire con la tutela del territorio e la messa in sicurezza è fondamentale – ha dichiarato Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – . Abbiamo approvato i primi progetti esecutivi che riguardano tutto il territorio nazionale, per un totale di 25 milioni di euro iniziali. Progetti per gli Appennini centrali, meridionali, settentrionali, Alpi orientali, bacino del fiume Po. Siamo solo all’inizio: servono progetti cantierabili da parte delle Regioni, per troppi anni sono stati dati soldi a pioggia che spesso neanche arrivavano alla giusta destinazione, cioè quella della messa in sicurezza del territorio”.

(In allegato il piano di interventi)

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