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Startup innovative: cooperativa Stars&Cows iscritta nel database ufficiale delle Camere di commercio. La cooperativa è nata nel giugno 2015 grazie alla prima edizione di Imprendocoop, il progetto che favorisce l'occupazione e l'imprenditorialità ideato da Confcooperative Modena e Fondazione Democenter-Sipe con il patrocinio e sostegno del Comune di Modena ed Emil Banca.

Modena, 17 marzo 2016

C'è anche una cooperativa aderente a Confcooperative Modena tra le 110 cooperative iscritte nel Registro delle startup innovative, il database ufficiale delle Camere di commercio che raccoglie le startup e le piccole e medie imprese innovative italiane. Si tratta di Stars&Cows i cui soci, che si occupano di servizi per la trasmissione generazionale del sapere d'impresa, hanno creato un portale web per avvicinare i giovani alle imprese, offrendo un pacchetto di servizi (tra cui ricerca e selezione, formazione e consulenza aziendale) che prevede il coinvolgimento di manager "senior" disposti a trasmettere le loro competenze ai giovani.

«L'iscrizione nell'albo delle startup innovative ci rende molto orgogliosi perché – afferma Marcella Gubitosa, socia fondatrice della cooperativa Stars&Cows - ci permetterà di valorizzare e promuovere la nostra mission in un'ottica innovativa che guarda al futuro, in piena sintonia con i valori e lo spirito cooperativo che ci contraddistingue». «Stars&Cows è nata nel giugno 2015 grazie alla prima edizione di Imprendocoop, il progetto che favorisce l'occupazione e l'imprenditorialità ideato da Confcooperative Modena e Fondazione Democenter-Sipe con il patrocinio e sostegno del Comune di Modena ed Emil Banca – sottolinea il direttore di Confcooperative Modena Cristian Golinelli – L'iscrizione di Stars&Cows nel Registro delle startup innovative conferma che la forma cooperativa è lo strumento giuridico ideale per gli aspiranti imprenditori, soprattutto giovani, che vogliono fare innovazione».

(Fonte: ufficio stampa Confcooperative MO)

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La cooperativa sociale è nata 32 anni fa per iniziativa della Diocesi e della Caritas. Ha due sedi operative (Modena e Pavullo) nelle quali lavorano oltre 100 persone in gran parte inserite sulla base di progettualità – o in convenzione – con i servizi socio-sanitari di Modena e Pavullo.

Modena, 11 marzo 2016

«Quello che producete serve alla società, la società valorizza i doni che avete e che mettete a disposizione. Per questo penso di poter dire che la Diocesi continuerà a sostenere la vostra esperienza: perché c'è un valore che può essere di esempio per tutti». Lo ha detto l'Arcivescovo di Modena-Nonantola don Erio Castellucci nel corso di una visita a CoopAttiva, la cooperativa sociale nata nel 1984 per iniziativa della Diocesi e della Caritas diocesana. CoopAttiva svolge per conto terzi tutte quelle attività che il cliente ritiene strategico gestire in outsourcing, fino ad arrivare allo sviluppo delle attività di digitalizzazione e valorizzazione di archivi cartacei (ma anche fotografici, video, ecc.) industriali, amministrativi, storici. Ha due sedi operative (Modena e Pavullo) nelle quali lavorano oltre 100 persone in gran parte inserite sulla base di progettualità – o in convenzione – con i servizi socio-sanitari di Modena e Pavullo. L'Arcivescovo ha visitato i laboratori di tipo A (socio-occupazionale) e B (inserimento lavorativo) gestiti dalla cooperativa, ha parlato con i lavoratori, gli educatori e il consiglio di amministrazione. Il presidente di CoopAttiva Giorgio Garuti ha ringraziato il vescovo per la sua presenza e gli ha consegnato la fotografia delle "mani al lavoro", opera della fotografa Barbara Pasquariello, che in un'immagine descrive l'identità di CoopAttiva. Da parte sua il vicepresidente Arturo Nora ha espresso l'auspicio che questo incontrarsi e conoscersi sia un'ulteriore occasione per far crescere una realtà che si impegna a praticare ogni giorno i valori dell'accoglienza e inclusione dichiarati nella sua mission: "lavorare per unire". «Visitando i vostri spazi di lavoro mi veniva proprio da pensare all'idea della famiglia, con diverse età: ci sono i più giovani, quelli che hanno più anni, diverse provenienze e capacità. La cosa bella – ha aggiunto don Erio - è che qui tutte queste differenti caratteristiche le mettete insieme per produrre, per fare qualcosa che serve alla cooperativa e alla comunità. Il Vangelo ci insegna che aiutare non è solamente fare qualcosa di buono per l'altro, ma anche per se stessi. Ringrazio chi dirige la cooperativa in questo clima di famiglia e coloro che qui operano. Voi - ha concluso l'Arcivescovo - fate in piccolo quello che dovrebbe fare la nostra società: mettere i doni a disposizione degli altri e aiutarsi a vicenda».

(Fonte: ufficio stampa Confcooperative MO)

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Ricominciano domani - mercoledì 9 marzo - i corsi di formazione in materia di sicurezza sul lavoro erogati da Uniservizi alle cooperative aderenti a Confcooperative Modena.

Modena, 8 marzo 2016

Ricordiamo che da alcuni anni il centro servizi di Confcooperative Modena propone la consulenza e la formazione alle cooperative affinché esse adempiano agli obblighi previsti dalla normativa (dlgs 81/08 e collegati). Nel mese di marzo si tengono le sessioni di formazione e aggiornamento per le figure di rspp (responsabile servizio di prevenzione e protezione) e rls (rappresentante lavoratori per la sicurezza).

I corsi si svolgono in via Emilia Ovest 101 a Modena (palazzo Europa, piano interrato) con il seguente calendario: mercoledì 9 marzo (ore 9-13 e 14-18); mercoledì 16 marzo (ore 9-13 e 14-18); mercoledì 23 marzo (ore 9-13 e 14-18), mercoledì 30 marzo (ore 9-13 e 14-18). Per info e iscrizioni contattare Francesca Ferrari (tel 059.384722; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

(Fonte: ufficio stampa Confcooperative MO)

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Uno studio di Emil Banca per aiutare gli agricoltori a diventare imprenditori. "Lo studio è stato pensato per dare supporto alla crescita competitiva delle aziende agricole locali, storicamente uno dei settori più seguiti dal nostro istituto" – spiega il direttore generale Daniele Ravaglia.

Modena, 22 febbraio 2016

Preoccupato dai cambiamenti climatici, disorientato dalla concorrenza internazionale, poco attento alla gestione economica e, soprattutto, scarsamente disponibile a mettersi in rete. È la fotografia dell'imprenditore agricolo emiliano che emerge dallo studio realizzato da Emil Banca e Agri 2000, società di servizi e ricerche specializzata nell'agribusiness, su un campione di 403 imprenditori locali (di cui ottanta modenesi) che hanno risposto a una serie di domande sulla gestione manageriale delle loro aziende.

«Lo studio è stato pensato per dare supporto alla crescita competitiva delle aziende agricole locali, storicamente uno dei settori più seguiti dal nostro istituto – spiega il direttore generale di Emil Banca Daniele Ravaglia – L'agroalimentare svolge un ruolo strategico non solo per la produzione di alimenti, ma anche per la tutela del paesaggio e la produzione di bioenergia e biomateriali, cioè per quella che viene definita "bioeconomia"».

A Modena erano 8.265 le imprese agricole iscritte alla Camera di commercio al 31 dicembre 2015, per complessivi 122 mila ettari coltivati e un valore della produzione pari a 550 milioni di euro. Circa un terzo delle aziende intervistate ha un fatturato inferiore ai 50 mila euro, il 29 per cento tra i 50 e i 100 mila euro, il 31 per cento tra i 100 mila e 500 mila euro; solo il 6 per cento ha un volume d'affari superiore al mezzo milione di euro. Circa la metà delle aziende del campione non ha personale o impiega solo collaboratori familiari.

«La carenza di veri strumenti per valutare i risultati della propria azienda espone gli imprenditori agricoli a tensioni finanziarie crescenti, aumenta i rischi di errore e limita le potenzialità delle imprese – aggiunge Camillo Gardini, presidente di Agri 2000 – Gli imprenditori intervistati utilizzano il web, ma hanno poca dimestichezza con i programmi gestionali, scarsa propensione a mettersi in rete tra loro e faticano ad affrontare il passaggio da una situazione a basso rischio a una più instabile. Per questo tutti gli imprenditori che hanno partecipato alla ricerca hanno ricevuto un report personalizzato in cui si analizzano i punti di forza e di debolezza della loro azienda e si forniscono consigli su come aumentare il reddito e fronteggiare la crescente volatilità dei mercati attraverso – conclude Gardini - modelli organizzativi e produttivi innovativi».

Emil Banca, nata oltre un secolo fa proprio come cassa rurale e con lo scopo di affrancare il mondo contadino dalla povertà, è geneticamente vicina agli imprenditori agricoli ai quali oggi è in grado di proporre, oltre a tutti i servizi bancari di cui possono avere bisogno, la consulenza di personale specializzato, formato per gestire esclusivamente il settore agricolo.

(Fonte: ufficio stampa Confcooperative MO)

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Caleidos cooperativa sociale di Modena, in collaborazione con la cooperativa sociale Lag di Vignola, ha attivato uno sportello mobile, denominato Tinformobus. Si tratta di una cosiddetta "unità di strada" rivolta a cittadini stranieri, regolari e irregolari, residenti a Modena, Castelfranco Emilia, Vignola, Sassuolo e Pavullo. 

Modena, 18 febbraio 2016

Anche tra gli immigrati c'è chi abusa di alcol e droghe (eroina compresa), rischia di contrarre malattie sessualmente trasmissibili come Aids, epatiti e sifilide, gioca d'azzardo in modo compulsivo. Per offrire agli stranieri informazioni e cure, nei mesi scorsi Caleidos cooperativa sociale di Modena, in collaborazione con la cooperativa sociale Lag di Vignola, ha attivato uno sportello mobile, denominato Tinformobus. Si tratta di una cosiddetta "unità di strada" rivolta a cittadini stranieri, regolari e irregolari, residenti a Modena, Castelfranco Emilia, Vignola, Sassuolo e Pavullo.

«Abbiamo scoperto persone che, pur vivendo ai margini, desiderano inserirsi nella società modenese – afferma Silvia Ferri, coordinatrice del progetto – Molte di esse abusano di sostanze e alcol perché, non avendo un lavoro o un alloggio stabile, vivono nella solitudine». Il progetto, primo del suo genere in Italia, è stato finanziato dalla Chiesa Valdese con l'8 per mille. Tra aprile e ottobre 2015 gli operatori di Caleidos e Lag sono andati nelle strade, nei parchi e nelle zone più degradate di Modena e altri centri della provincia a cercare persone con problemi di alcolismo, tossicodipendenza, gioco patologico, prostituzione. In sette mesi sono stati contattati 2.493 stranieri; novanta di essi sono stati accompagnati ai servizi sanitari, come il Ser.T e il reparto di malattie infettive del Policlinico, dei quali la maggior parte degli immigrati ignora completamente l'esistenza. Del resto gli stessi stranieri erano del tutto sconosciuti ai servizi pubblici. «Gli immigrati africani sono i più a rischio per le malattie sessualmente trasmesse, come Aids ed epatiti – spiega Marianna Menozzi, dell'équipe medica di Caleidos – Gli immigrati dell'Est Europa, invece, non hanno consapevolezza di cosa significhi essere alcolisti».

Inizialmente gli educatori delle due cooperative sociali hanno monitorato il consumo di sostanze. Successivamente hanno cercato di contattare le persone con l'aiuto di mediatori culturali di lingua araba, ucraina e nigeriana. «Abbiamo informato sui rischi corsi da chi consuma alcol e sostanze e spiegato cosa fanno i servizi pubblici – dichiara Davide Mantovani, educatore di Caleidos – In alcuni casi siamo riusciti ad avere colloqui e impostare un lavoro educativo finalizzato alla riabilitazione». «All'inizio è stato difficile, poi pian piano siamo riusciti a conquistare la fiducia – aggiunge Okechukwn Jude Obidum, mediatore Caleidos – Qualcuno aveva nascosto a tutti il proprio alcolismo o tossicodipendenza e oggi ringrazia per le cure ricevute». Il progetto Tinformobus era rivolto anche a persone con problemi di dipendenza dal gioco d'azzardo, che riguarda uomini e donne di tutte le età e nazionalità.

«Molti giocatori incalliti non si rendono conto della patologia di cui soffrono», sottolinea Sara Lutti, della cooperativa sociale Lag. «Speriamo che questo progetto possa continuare perché si è rivelato utile sia dal punto di vista sociale che sanitario – conclude Stefano Tonini, educatore di Caleidos cooperativa sociale - Ha favorito l'integrazione degli stranieri e aiutato i servizi pubblici ad accogliere questa nuova particolare utenza».

(Fonte: ufficio stampa Confcooperative MO)

Martedì, 16 Febbraio 2016 12:22

Imprendocoop: domani l'ultimo seminario

Si conclude domani – mercoledì 17 febbraio – il ciclo di seminari formativi di Imprendocoop, il progetto che favorisce l'occupazione e l'imprenditorialità ideato da Confcooperative Modena e Fondazione Democenter-Sipe con il patrocinio e sostegno del Comune di Modena ed Emil Banca.

Modena, 16 febbraio 2016

Domani alle 17 presso FabLab (via Attiraglio 5/A, Modena) il consulente Francesco Artioli presenta gli aspetti fiscali delle cooperative, mentre il funzionario di Confcooperative Modena Gino Pili illustra la normativa giuslavoristica dei soci lavoratori. Sono un'ottantina gli aspiranti cooperatori che partecipano a Imprendocoop; hanno presentato 28 idee d'impresa che spaziano dalle nuove tecnologie ai servizi alla persona, dalla promozione turistica del territorio ai prodotti biologici e solidali. Da inizio novembre a oggi i partecipanti hanno usufruito di un percorso formativo di alto livello, assistenza, consulenza e servizi gratuiti. Entro il 7 marzo dovranno presentare il business plan al comitato tecnico scientifico di Imprendocoop, il quale selezionerà tre progetti d'impresa che saranno premiati con 2.500, 1.500 e mille euro. L'erogazione dei premi e servizi è vincolata alla costituzione di un'impresa in forma cooperativa aderente a Confcooperative Modena.

(Fonte: ufficio stampa Confcooperative MO)

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Imprendocoop è il progetto che favorisce l'occupazione e l'imprenditorialità ideato da Confcooperative Modena e Fondazione Democenter-Sipe con il patrocinio e sostegno del Comune di Modena ed Emil Banca.

Modena, 9 febbraio 2016

Si parla di pianificazione economico-finanziaria, ovvero come rendere sostenibile la propria impresa, nel seminario Imprendocoop in programma domani – mercoledì 10 febbraio – alle 17 presso FabLab (via Attiraglio 5/A) a Modena. Imprendocoop è il progetto che favorisce l'occupazione e l'imprenditorialità ideato da Confcooperative Modena e Fondazione Democenter-Sipe con il patrocinio e sostegno del Comune di Modena ed Emil Banca. Gli ottanta aspiranti cooperatori che partecipano a Imprendocoop hanno presentato 28 idee d'impresa che spaziano dalle nuove tecnologie ai servizi alla persona, dalla promozione turistica del territorio ai prodotti biologici e solidali. Da inizio novembre i partecipanti stanno usufruendo di un percorso formativo di alto livello, assistenza, consulenza e servizi gratuiti. Al termine del percorso formativo avverrà la selezione di tre progetti d'impresa che saranno premiati con 2.500, 1.500 e mille euro. L'erogazione dei premi e servizi è vincolata alla costituzione di un'impresa in forma cooperativa aderente a Confcooperative Modena.

(fonte: ufficio stampa Confcooperative MO)

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Parla la presidente Diana Bortoli, prima donna alla guida di una cooperativa ortofrutticola. E' componente del cda di Conserve Italia, Apo-Conerpo e Opera.

Modena, febbraio 2016 - Specializzata nella raccolta e commercializzazione di pomodoro, pere, cocomeri e meloni, da quest'anno la cooperativa Ital-frutta di S. Felice sul Panaro intende aumentare la quota di ortive (ceci e fagioli borlotti) per il consumo fresco.

Lo annuncia la presidente di Ital-frutta Diana Bortoli, eletta da pochi mesi alla guida della cooperativa sanfeliciana, che associa 240 aziende agricole distribuite nella Bassa Modenese. Scelta dai soci per sostituire Francesco Budri, che ha gestito la delicata fase post terremoto, Diana Bortoli ha 55 anni e abita a Medolla, dove conduce insieme al marito un'azienda che produce pere, seminatevi e uva. È la prima donna chiamata a guidare una cooperativa ortofrutticola modenese. Socia di Ital-frutta da una decina d'anni, siede nel consiglio di amministrazione dal settembre 2012. Fa parte anche dei cda di Conserve Italia, Apo-Conerpo e Opera, la cooperativa nata il 29 maggio 2015 e che rappresenta la più importante realtà italiana specializzata nella pera; inoltre il 15 gennaio è stata eletta nel nuovo consiglio provinciale (il "parlamentino interno") di Confcooperative Modena.

«Concentreremo gli sforzi sul miglioramento dell'efficienza interna della cooperativa e rafforzeremo la collaborazione con le altre cooperative, enti e consorzi dell'ortofrutta, perché il nostro settore ha bisogno di aggregare l'offerta dei prodotti – dichiara la presidente di Ital-frutta – L'anno scorso abbiamo lavorato 370 mila quintali di pomodoro destinato all'industria, 115 mila quintali di pere, 40 mila di meloni e cocomeri. Quest'anno vogliamo aumentare la quota di ortive, soprattutto ceci e fagioli borlotti, allo scopo di garantire ulteriore reddito ai nostri 240 soci». Pesantemente colpita dal terremoto del 2012, la cooperativa Ital-frutta ha speso complessivamente 12,3 milioni di euro per la ricostruzione degli immobili e l'acquisto di nuove attrezzature, impianti e macchinari.
(Confcooperative Modena 1 febbraio 2016)

Marketing e comunicazione nel seminario Imprendocoop in programma domani a Modena. L'incontro fa parte nel progetto che favorisce l'occupazione e l'imprenditorialità ideato da Confcooperative Modena e Fondazione Democenter-Sipe con il patrocinio e sostegno del Comune di Modena ed Emil Banca.

Modena, 2 febbraio 2016

Si parla di marketing e comunicazione nel seminario Imprendocoop in programma domani – mercoledì 3 febbraio – alle 17 presso FabLab (via Attiraglio 5/A) a Modena. Ricordiamo che Imprendocoop è il progetto che favorisce l'occupazione e l'imprenditorialità ideato da Confcooperative Modena e Fondazione Democenter-Sipe con il patrocinio e sostegno del Comune di Modena ed Emil Banca. Gli ottanta aspiranti cooperatori che partecipano a Imprendocoop hanno presentato 28 idee d'impresa che spaziano dalle nuove tecnologie ai servizi alla persona, dalla promozione turistica del territorio ai prodotti biologici e solidali. Da inizio novembre i partecipanti stanno usufruendo di un percorso formativo di alto livello, assistenza, consulenza e servizi gratuiti. Al termine del percorso formativo avverrà la selezione di tre progetti d'impresa che saranno premiati con 2.500, 1.500 e mille euro. L'erogazione dei premi e servizi è vincolata alla costituzione di un'impresa in forma cooperativa aderente a Confcooperative Modena.

(Fonte: ufficio stampa Confcooperative MO)

Pubblicato in Comunicati Lavoro Modena

Da quest'anno la cooperativa Ital-frutta di S. Felice sul Panaro intende aumentare la quota di ortive (ceci e fagioli borlotti) per il consumo fresco. Parla la presidente Diana Bortoli, prima donna alla guida di una cooperativa ortofrutticola. 

Modena, 1 febbraio 2016

Specializzata nella raccolta e commercializzazione di pomodoro, pere, cocomeri e meloni, da quest'anno la cooperativa Ital-frutta di S. Felice sul Panaro intende aumentare la quota di ortive (ceci e fagioli borlotti) per il consumo fresco. Lo annuncia la presidente di Ital-frutta Diana Bortoli, eletta da pochi mesi alla guida della cooperativa sanfeliciana, che associa 240 aziende agricole distribuite nella Bassa Modenese. Scelta dai soci per sostituire Francesco Budri, che ha gestito la delicata fase post terremoto, Diana Bortoli ha 55 anni e abita a Medolla, dove conduce insieme al marito un'azienda che produce pere, seminatevi e uva. È la prima donna chiamata a guidare una cooperativa ortofrutticola modenese. Socia di Ital-frutta da una decina d'anni, siede nel consiglio di amministrazione dal settembre 2012. Fa parte anche dei cda di Conserve Italia, Apo-Conerpo e Opera, la cooperativa nata il 29 maggio 2015 e che rappresenta la più importante realtà italiana specializzata nella pera; inoltre il 15 gennaio è stata eletta nel nuovo consiglio provinciale (il "parlamentino interno") di Confcooperative Modena.

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«Concentreremo gli sforzi sul miglioramento dell'efficienza interna della cooperativa e rafforzeremo la collaborazione con le altre cooperative, enti e consorzi dell'ortofrutta, perché il nostro settore ha bisogno di aggregare l'offerta dei prodotti – dichiara la presidente di Italf-rutta – L'anno scorso abbiamo lavorato 370 mila quintali di pomodoro destinato all'industria, 115 mila quintali di pere, 40 mila di meloni e cocomeri. Quest'anno vogliamo aumentare la quota di ortive, soprattutto ceci e fagioli borlotti, allo scopo di garantire ulteriore reddito ai nostri 240 soci». Pesantemente colpita dal terremoto del 2012, la cooperativa Ital-frutta ha speso complessivamente 12,3 milioni di euro per la ricostruzione degli immobili e l'acquisto di nuove attrezzature, impianti e macchinari.

(Fonte: ufficio stampa Confcooperative MO)