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Lunedì, 22 Luglio 2019 15:17

Il Lambrusco sfida lo Champagne

Forse non batte ancora lo Champagne, soprattutto nella reputazione, ma sulla qualità se la gioca perlomeno alla pari. Il Lambrusco è stato l’inatteso protagonista all’edizione 2019 dei “The Champagne & Sparkling Wine World Championships”, i campionati mondiali delle “bollicine”. Nei giorni scorsi a Londra sono stati resi noti i risultati. Con sette medaglie d’oro e sette d’argento, il vino simbolo del nostro territorio ha contribuito al bottino dell’Italia (71 ori e 92 argenti), che ha battuto per la prima volta la Francia (ferma a 61 ori e 49 argenti).

Tra i vini premiati con la medaglia d’oro ci sono il Lambrusco Salamino di S. Croce dop “Tradizione”, prodotto dalla Cantina di S. Croce di Carpi, e il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro dop "Vini del Re" della Cantina Settecani di Castelvetro. «Sfatiamo un luogo comune secondo il quale il Lambrusco è solo un vino da sagra paesana, non adatto a palati raffinati», commenta il presidente della Cantina di S. Croce Francesco Schiavo. «Non è un caso che la medaglia d’oro arrivi dopo i premi ottenuti all’ultimo Vinitaly e al recente concorso enologico internazionale "Città del Vino"», aggiunge il responsabile commerciale della Cantina Settecani Fabrizio Amorotti. Per il giornalista inglese Tom Stevenson, ideatore dei “The Champagne & Sparkling Wine World Championships”, il numero di Lambruschi entrati nella competizione è una delle novità più significative dell’edizione 2019.

 

Compie 52 anni il 4 Madonne Caseificio dell'Emilia, che ha sede a Lesignana di Modena ed è tra i maggiori produttori di Parmigiano Reggiano. La ricorrenza viene festeggiata domani – sabato 8 giugno – a partire dalle 19 con gnocco fritto, tigelle e altri prodotti tipici locali. Alle 20 i tre casari più giovani del caseificio si cimentano nel taglio di tre forme di Parmigiano Reggiano. Segue un concerto della banda musicale di Cantoira (Torino). 

Fondato nel 1967, aderente a Confcooperative Modena e presieduto dall’imprenditore agricolo Andrea Nascimbeni, il 4 Madonne Caseificio dell’Emilia associa una cinquantina di aziende agricole, ha quaranta dipendenti e produce 65 mila forme di Parmigiano Reggiano l’anno. La cooperativa conta cinque caseifici (con relativi magazzini per la stagionatura) dislocati nelle province di Modena e Reggio Emilia. Oltre che a Lesignana, il formaggio viene prodotto ad Arceto di Scandiano, Monchio di Palagano, Varana e Montardone di Serramazzoni, dove nasce il Parmigiano Reggiano biologico e delle Vacche Rosse che, grazie all’ubicazione degli stabilimenti, può essere denominato “Prodotto di Montagna”. 

Nel terremoto del 29 maggio 2012 ha perso 18 mila forme e subito danni per 7,5 milioni di euro. Nell'aprile 2014 ha inaugurato i nuovi stabilimenti di Lesignana, per i quali ha investito sei milioni di euro. Per consolidare la struttura e valorizzare il prodotto, nel 2016 il 4 Madonne ha emesso un prestito obbligazionario da sei milioni di euro, garantito da forme di Parmigiano Reggiano e in parte già restituito. A inizio aprile UniCredit ha sottoscritto un altro prestito obbligazionario da 4,080 milioni di euro, emesso dal 4 Madonne. L’operazione servirà in parte a rifinanziare l’attuale debito societario a breve e a medio-lungo termine, in parte a sostenere il programma di investimenti del caseificio per la costruzione di un nuovo magazzino di stagionatura. 

Il 4 Madonne è anche inserito nei circuiti del turismo enogastronomico. Nel 2018 il caseificio ha accolto quasi 20 mila turisti, in maggioranza stranieri, che hanno visitato le sale di lavorazione del latte e il magazzino per la stagionatura del Parmigiano Reggiano.

C'è anche la Cantina Formigine Pedemontana nella top ten delle cantine italiane con la più alta web reputation. Lo rende noto Marketing Management, un istituto bolognese di ricerche di mercato italiano. Con un Wr (indicatore di web reputation) di 27,7, la cooperativa formiginese aderente a Confcooperative Modena è al settimo posto.

DANTE_CHILETTI_7_1.jpg«Per noi è un eccellente risultato, ottenuto grazie al restyling del sito internet www.lambruscodoc.it con l'aggiunta di uno shop online e al potenziamento dei nostri profili Facebook, Instagram e Linkedin – commenta il presidente della Cantina Formigine Pedemontana Dante Chiletti – Con un mercato del vino così frammentato come quello italiano e un consumatore comprensibilmente confuso, l'influenza dei contenuti online sulle decisioni d'acquisto non può che essere alta».

Nata nel 1920, la Cantina Formigine Pedemontana ha 380 soci che coltivano uva in 600 ettari solo di vitigni autoctoni; l'80% del vino prodotto è Lambrusco, soprattutto Grasparossa.

Come riportato nel suo sito web, nel quarto trimestre 2018 Marketing Management ha rinvenuto 13.778 documenti in cui si parla delle principali 400 cantine italiane e dei loro vini. In tutta Italia sono stati rinvenuti 1.287 influencer che hanno pubblicato post e articoli, orientando di fatto la web discussion intorno al vino. Si tratta di utenti talvolta autorevoli, con una media di oltre 3.200 follower ciascuno (qualcuno arriva a 22 mila), per una platea potenziale complessiva di oltre 4,1 milioni di internauti che hanno garantito oltre 1,8 milioni di visualizzazioni, ricevendo più di 56 mila like.
La capacità della web discussion di generare emozioni intorno al mondo del vino appare molto alta: 83 documenti su 100 indicano un sentiment positivo. L'indicatore di web reputation (Wr) adottato da Marketing Management, che tiene conto simultaneamente del rumor e del sentiment delle cantine, ha un range di variazione 0-100.

«Il nostro posizionamento nella top ten mostra come la dimensione aziendale non sia un fattore rilevante per attrarre spontaneamente interesse e approvazione online – sottolinea Chiletti – Nel 2018 abbiamo prodotto 1,3 milioni di bottiglie e fatturato 6 milioni di euro tra imbottigliato e sfuso. Sono piccoli numeri, se confrontati alle grandi cantine. Però siamo capaci di coinvolgere gli influencer del mondo del vino e non solo: sono stati importanti, infatti, anche gli eventi in cui abbiamo abbinato il vino a musica, moda, arte, sport e che ci hanno permesso di attrarre potenziali consumatori da ambienti diversi».

 

 

Venerdì, 19 Ottobre 2018 16:22

Confcooperative Modena in festa per i suoi 70 anni

Piccinini: «False cooperative cancro da estirpare. Avanti con Cispadana, nuova visione per il nostro Appennino»

«Le false cooperative sono un cancro da estirpare con determinazione. Serve una coesione tra movimento cooperativo, istituzioni, sindacati e categorie imprenditoriali.
Occorre anche sanzionare le imprese committenti che, pur di lucrare qualche euro in più, si servono delle false cooperative e dello sfruttamento del lavoro che queste fanno».
Lo ha detto il presidente di Confcooperative Modena Carlo Piccinini nella relazione con cui ha aperto oggi l'assemblea annuale della centrale cooperativa di palazzo Europa, dedicata al 70 esimo anniversario di nascita.

«La cooperazione non è di sinistra o di destra: è delle cooperatrici e dei cooperatori. Per questo non tradiremmo i padri fondatori della Confcooperative se dovessimo procedere all'unificazione del movimento cooperativo – ha affermato Piccinini - L'Alleanza delle Cooperative Italiane (il soggetto unitario costituito da Agci, Confcooperative e Legacoop, ndr) può essere un obiettivo da raggiungere se avrà come prospettiva la valorizzazione delle aspettative e specificità delle cooperative». A questo proposito Piccinini ha ricordato che Confcooperative si ispira alla dottrina sociale della Chiesa, alla quale si devono principi, come sussidiarietà e solidarietà, nei quali oggi molti si riconoscono.
Dopo aver ricordato i cooperatori che negli anni hanno fatto grande l'associazione citando, per tutti, due grandi cooperatori scomparsi di recente (don Sergio Mantovani e il cav. Ermete Modena), il presidente di Confcooperative Modena ha toccato anche temi di attualità locale, come la Cispadana. «Un'arteria di cui il nostro territorio ha bisogno per rilanciare un'area della nostra provincia che, nonostante il terremoto, ha dimostrato una vitalità straordinaria che va accompagnata.
Quanto alla montagna, - ha aggiunto Piccinini - la cooperazione ha un ruolo fondamentale, basti pensare alla diffusa produzione di Parmigiano Reggiano e alla sua filiera.
È necessario lavorare per una nuova visione del nostro Appennino, dove i servizi di welfare oggi sono garantiti soprattutto grazie alla capillare presenza delle cooperative sociali e dove le cooperative di comunità – ha concluso il presidente di Confcooperative Modena – possono rappresentare un'alternativa all'abbandono di borghi e paesi».

Mercoledì, 19 Settembre 2018 16:53

Le bibite naturali che sostengono il Sud del mondo

Commercio equo: cooperativa Vagamondi lancia le bibite naturali che sostengono il Sud del mondo. Sono analcoliche, contengono meno zuccheri delle bibite concorrenti, sono prodotte solo con ingredienti biologici e certificati Fairtrade, aiutano piccoli agricoltori e cooperative del Sud del mondo. Sono le bibite LemonAid e ChariTea che la cooperativa sociale Vagamondi di Formigine ha cominciato a distribuire in esclusiva per l'Italia nel circuito del commercio equosolidale.

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«LemonAid è una limonata naturale, mentre ChariTea è un infuso di tè biologico – spiega Milena Pellati, presidente della cooperativa formiginese che, oltre a commerciare prodotti equosolidali, ospita laboratori inclusivi in collaborazione con i servizi sociali e di inserimento lavorativo dei Comuni del distretto ceramico - Le bibite sono confezionate ad Amburgo (Germania), ma realizzate con ingredienti (frutta, tè, zucchero) provenienti dal Sud del mondo. Per ogni bottiglia venduta, 5 centesimi sono destinati al sostegno di progetti ambientali, economici e sociali nei Paesi dai quali provengono le materie prime. Ricordiamo, infatti, che con il commercio equo e solidale si cerca di favorire lo sviluppo delle popolazioni più povere».

LemonAid e ChariTea sono state lanciate a livello nazionale in occasione di Tuttaunaltracosa, il festival nazionale del commercio equosolidale che si è tenuto dal 14 al 16 settembre a Mira (Venezia). A livello locale, invece, la presentazione avverrà domenica 23 settembre nell'ambito del Settembre Formiginese.

Le nuove bevande commercializzate da Vagamondi si aggiungono all'Ubuntu Cola, la bevanda fatta con zucchero di canna prodotto in Malawi e Zambia che la cooperativa di Formigine ha lanciato in Italia nove anni fa e che è ancora molto richiesta: l'anno scorso sono state vendute 184.582 lattine.

Pubblicato in Food

Secondo una statistica, quasi 50 mila modenesi (289 mila in Emilia-Romagna) sono dei cosiddetti "caregiver familiari", devono cioè prendersi cura di un congiunto malato, disabile o non autosufficiente.

Agli aspetti assistenziali, finanziari, legislativi, sanitari e sociali del caregiver è dedicata la conferenza in programma dopodomani - sabato 3 febbraio – a Modena.

L'iniziativa, che si tiene dalle 14.30 alle 18.30 presso la sala Pucci ed è accreditata Oaser (Ordine assistenti sociali Emilia-Romagna), è organizzata da InTandem, la cooperativa sociale creata da tre educatori under 30 per offrire alle persone disabili servizi per il tempo libero. Intervengono Loredana Ligabue (associazione Caregiver familiari Emilia-Romagna), la psicoterapeuta Barbara Montanari (collaboratrice Anfass Sassuolo), Gionathan Soares da Silva (socio cooperativa Aida, specializzata in ausili tecnologici per disabili) e Antonella Scarpa Missiroli (madre di un ragazzo autistico).

La conferenza sul caregiver fa parte di #dopoilcentro, il ciclo di incontri promossi da InTandem per riflettere sui problemi concreti delle persone con disabilità.
Prenotazione obbligatoria su www.intandem.it/dopoilcentro. Per agevolare la partecipazione dei caregiver che non sanno a chi lasciare il proprio assistito, durante la conferenza sono previsti attività e laboratori al piano inferiore della sala Pucci.

Pubblicato in Dove andiamo? Modena

Partiranno anche da Modena i pullman che dopodomani - domenica 22 ottobre – trasporteranno i soci di Emil Banca alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) per votare "sì" o "no" alla fusione per incorporazione di Emil Banca con la Banca di Parma e la Bcc di Vergato.
Sono circa 44 mila i soci di Emil Banca, provenienti da tutta l'Emilia-Romagna, che possono esprimersi sul progetto di fusione.
In contemporanea con l'assemblea di Casalecchio, si terranno a Parma l'assemblea della Banca di Parma (1.800 soci e una filiale) e a Vergato quella della Bcc di Vergato (circa 1.500 soci e quattro filiali, tutte nell'Appennino bolognese). Se tutte e tre le assemblee straordinarie daranno il via libera, la fusione avrà decorrenza dal prossimo 1 dicembre.
Dopo questa operazione Emil Banca potrà contare su 47.300 soci e circa 155 mila clienti, di cui 22.380 aziende locali. Il patrimonio ammonterà a 341 milioni di euro, di cui 105 milioni costituiti da capitale sociale, mentre i mezzi amministrati raggiungeranno i 7,37 miliardi di euro (2,6 miliardi di euro di impieghi e 4,8 miliardi di euro di raccolta).
Le filiali della banca saranno 89, i dipendenti 734. Il territorio di competenza vedrà un consolidamento della presenza di Emil Banca su Parma e un allargamento nell'alta valle del Reno, dove la banca di credito cooperativo presente anche a Modena è già radicata da tempo.

Emil Banca

Per la prima volta in Emilia-Romagna una banca offre agli imprenditori un servizio gratuito di consulenza organizzativa e finanziaria.
L'iniziativa è di Emil Banca, la banca di credito cooperativo presente anche a Modena, che propone alle aziende clienti un coach esperto di management (esterno alla banca) per accompagnare l'imprenditore nello sviluppo della sua impresa e nella soluzione dei problemi.
Il servizio si chiama Business&Financial Coaching. Nel mondo anglosassone, dove è assai utilizzato, capita che le banche lo vendano ai propri clienti.

Emil Banca, invece, lo offre alle aziende senza alcun costo. La consulenza sui temi finanziari e organizzativi si svilupperà in sei sessioni di un ora e mezza da tenersi ogni 15 giorni nella sede dell'azienda o in una filiale della banca. Il coach, a differenza dei classici consulenti, non studierà l'azienda per poi fornire una soluzione, ma cercherà di trovare la strada per migliorare dialogando con l'imprenditore o con chi gestisce l'impresa. Supportato dal coach, l'imprenditore (o il direttore finanziario) potrà ottenere risultati significativi su aspetti quali la strategia economico-finanziaria che l'impresa sta adottando e le sue implicazioni.

«Abbiamo investito in questo progetto soprattutto per aiutare il tessuto economico regionale ad accrescere le proprie performances - spiega il direttore generale di Emil Banca Daniele Ravaglia - Per la prima volta questo servizio verrà offerto alle imprese gratuitamente. È un modo per affermare una volta di più la nostra natura cooperativa e non lucrativa. La ricerca del bene comune, infatti, passa anche da un supporto innovativo alle imprese che, con il loro lavoro, creano benessere diffuso».

Per questo servizio Emil Banca ha stretto una collaborazione con la YouManage Coaching&Change di Massimo Ferrante. Si tratta di un professionista indipendente, che rispetta un codice etico e deontologico e garantisce all'impresa la totale riservatezza delle informazioni. Il coach non sarà, infatti, un consulente della banca e non deve essere percepito dall'impresa come ispettore, advisor o certificatore, cioè un professionista che trasmette informazioni alla banca. Il coach lavorerà direttamente ed esclusivamente per l'impresa.

«Il coaching è uno strumento potente perché conduce l'imprenditore a sviluppare nuove capacità, vedere i problemi da prospettive differenti, liberarsi di idee bloccanti e pregiudizi, ma soprattutto a costruire soluzioni nuove per sé e per l'impresa - afferma il fondatore e ceo di YouManage Massimo Ferrante - Nel momento in cui, grazie all'iniziativa di Emil Banca, possiamo impattare un numero più elevato di imprese e portarle a sviluppare appieno il proprio potenziale, rendiamo un grande servizio al territorio perché stiamo rendendo più forte il suo tessuto produttivo e la sua capacità di creare ricchezza e occupazione con un servizio all'avanguardia, una formula innovativa e a costo zero per l'impresa».

(Fonte: Confcooperative MO)

Anche la cooperativa La Tradizione di Ponte Alto (Modena) aderisce ad "Acetaie aperte", l'evento in programma dopodomani - domenica 24 settembre - a Modena e provincia per far vedere come viene prodotto l'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.
Sarà possibile visitare una delle venti acetaie che hanno dato vita alla cooperativa. Si tratta dell'acetaia di Mirco Casari, che si trova a Nonantola in via Provinciale Ovest 30.
Durante la visita si potrà degustare Aceto Balsamico Tradizionale di Modena in purezza abbinato a Parmigiano Reggiano di montagna stagionato 24-36 mesi, prodotto dal caseificio Casello di Acquaria di Montecreto e offerto da Tipico e Cooperativo, una cooperativa di Pavullo che valorizza e distribuisce le eccellenze enogastronomiche modenesi.

Pubblicato in Dove andiamo? Modena
Martedì, 19 Settembre 2017 16:35

Emil Banca incorpora Bcc di Vergato e Banca di Parma

Dopo la fusione dello scorso febbraio con il Banco Cooperativo Emiliano, Emil Banca consolida la propria presenza sui territori di competenza aggregando altre due realtà del credito cooperativo: Bcc di Vergato, un'ex cassa rurale con alle spalle più di un secolo di storia e un'ottima solidità patrimoniale, e Banca di Parma, la banca di credito cooperativo nata pochi anni fa e che con questa aggregazione diventerà più solida e competitiva.
Le assemblee degli istituti coinvolti nell'operazione di fusione per incorporazione si terranno il 22 ottobre. Se i soci daranno il via libera, la fusione avrà decorrenza dal 1 dicembre.

Dopo questa operazione Emil Banca potrà contare su 47.300 soci e circa 155 mila clienti, di cui 22.380 aziende locali. Il patrimonio ammonterà a 341 milioni di euro - di cui 105 milioni costituiti da capitale sociale -, mentre i mezzi amministrati raggiungeranno circa i 7,37 miliardi di euro (2,6 miliardi di euro di impieghi e 4,8 miliardi di euro di raccolta).
Le filiali della banca saranno 89, i dipendenti 734. Il territorio di competenza vedrà un consolidamento della presenza su Parma e un allargamento nell'alta valle del Reno (Appennino Bolognese), dove Emil Banca è già presente e radicata.

«Quest'operazione è un altro importante passo anche verso la razionalizzazione del credito cooperativo in vista della creazione del gruppo nazionale targato Iccrea, al quale tutte e tre le Bcc coinvolte nella fusione avevano già dato adesione - dichiara il presidente di Emil Banca Giulio Magagni – Se i soci daranno il loro assenso alle fusioni, la nuova Emil Banca sarà ancora più forte e competitiva e riuscirà ad svolgere più efficacemente il proprio ruolo di banca di sistema a livello regionale, senza perdere la propria specificità».
«In meno di un anno siamo riusciti a unire sotto un unico tetto ben quattro realtà cooperative – aggiunge il direttore generale di Emil Banca Daniele Ravaglia - Abbiamo dato vita a una banca che, nonostante sia diventata una delle banche di credito cooperativo più grandi d'Italia, non ha perso l'anima solidale e ha mantenuto il proprio cuore sul territorio».

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