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Venerdì, 09 Ottobre 2020 11:07

Farmacista nei guai per le norme anti covid-19

Controllo esercizi commerciali esigenza covid 19

Pubblicato in Cronaca Parma

Parma 8 ottobre 2020 -  - I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Parma, unitamente ai militari del Comando Provinciale, nell’ambito della campagna di controllo straordinario presso gli esercizi di ristorazione a seguito dell’emergenza sanitaria “Covid-19”, hanno effettuato un’ispezione

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Parma 2 ottobre 2020 – Sporco, muffa sulle superfici ed all’interno dei frigoriferi, ragnatele e ragni, commistione di alimenti con oggetti e materiale vario nelle aeree di preparazione e distribuzione del cibo.

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Mercoledì, 30 Settembre 2020 12:04

Carabinieri NAS: una denuncia e sequestro medicinali

Parma 30 settembre 2020 - I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Parma, unitamente ai militari del Comando Provinciale, hanno effettuato delle ispezioni igienico sanitarie in alcuni esercizi pubblici del Comune di Salsomaggiore (PR).

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I Carabinieri del NAS di Bologna hanno denunciato il direttore di un punto vendita di un’azienda multinazionale per aver posto in commercio a ignara clientela del pane con “sorpresa”: “Silvano dentellato”, un piccolo insetto originario delle regioni calde, temperate e tropicali, appartenente alla specie “Oryzaephilus surinamensis”.

Venerdì, 17 Gennaio 2020 15:35

NAS: sequestro preventivo per un ospedale privato

Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Parma hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Parma nei confronti di un ospedale privato accreditato parmense.

Parma 17 gennaio 2020 - Il provvedimento scaturisce da una complessa indagine denominata “HIP LARS” - coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma (PM dott.ssa Dal Monte) e condotta dal citato N.A.S., anche con la collaborazione del Nucleo Aziendale di Controllo della locale Azienda USL- che ha consentito di raccogliere gravi indizi di reità a carico del direttore sanitario e di un dirigente medico della suddetta struttura sanitaria in ordine ai reati di concorso in truffa aggravata (art. 640, comma 2, c.p.) e falsità materiale ed ideologica commessa da pubblico ufficiale (artt. 476 e 479 c.p.) per fatti riferiti ad un arco temporale compreso tra gli anni 2013 e 2017.


Dalle indagini è infatti emerso che l’attività delittuosa veniva attuata mediante la procedura prevista per il rimborso delle prestazioni sanitarie eseguite da strutture pubbliche o private (purché accreditate), gestite per il tramite del sistema DRG (Diagnosis Related Grouper) che, in seguito all’elaborazione dei codici d’intervento per prestazioni sanitarie inseriti dal dirigente medico responsabile della dimissione e verificati dal dirigente medico addetto a tale controllo (primario/direttore sanitario), trasforma gli atti clinici complessi in un valore economico definito.

Nel corso delle investigazioni è stato possibile documentare, anche mediante una articolata consulenza tecnica sugli atti, che tutte le operazioni chirurgiche effettuate sull’articolazione del ginocchio, relative alla riparazione e/o alla sostituzione dei suoi legamenti, definite “interventi sul ginocchio senza diagnosi principale di infezione”, erano state falsamente classificate nelle SDO (Schede di Dimissione Ospedaliera) con codici d’intervento relativi ad operazioni chirurgiche dell’anca e del femore, di fatto mai effettuate. Tale espediente consentiva di generare, in sede di calcolo del corrispettivo monetario per il rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale, un importo di oltre il doppio rispetto a quello realmente spettante. In particolare, a fronte di un rimborso previsto per gli interventi effettivamente eseguiti in una misura oscillante tra 1746,26 € e 2481,48 euro, veniva richiesto un rimborso (previsto per la tipologia di intervento più complessa, ma non effettuato) in una misura oscillante tra 4442,05 e 5489,19 euro.

Le valutazioni investigative che hanno chiarito la dinamica dei fatti sono nate da un primo confronto fra l’operazione chirurgica a cui i vari pazienti erano stati sottoposti, l’analisi di oltre 400 cartelle cliniche con i relativi verbali operatori (redatte tra il 2013 ed il 2017), l’analisi delle schede di dimissione ospedaliera, nonché la verifica del codice monetario ad esse attribuito, recante le indicazioni mendaci cosi come sopra descritte.
Alla struttura sanitaria interessata dal provvedimento è, altresì, contestato l’illecito amministrativo previsto dal Decreto Legislativo 231/01 (responsabilità amministrativa degli enti), per non aver adottato quegli efficaci modelli organizzativi e di gestione, idonei ad impedire e prevenire i reati di fatto attribuiti ai soggetti sottoposti alla sua direzione e vigilanza.

Sulla scorta degli elementi raccolti ed aderendo alla prospettazione della Procura di Parma, il GIP ha così disposto il sequestro preventivo di somme di denaro indebitamente percepite dalla struttura sanitaria in questione inducendo in errore l’AUSL di Parma sulla codifica degli interventi chirurgici, per un valore complessivo di circa un milione e duecentomila euro.

 

 

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Parma, 22 dicembre 2019 - Sono proseguite anche nella settimana appena trascorsa le verifiche dei carabinieri del comando provinciale e del NAS di Parma.

I controlli hanno avuto ad oggetto la salubrità degli alimenti nel settore ittico che, come noto, nel periodo natalizio registra una sensibile crescita nelle vendite.

Nel dettaglio l’accertamento dei militari ha riguardato lo stato fisico (freschezza) e la rintracciabilità dei prodotti ittici, la corretta etichettatura, il rispetto delle norme igieniche e per la prevenzione delle frodi commerciali (prodotti congelati venduti per freschi o di specie diversa da quella dichiarata).

La buona notizia è che, negli esercizi controllati, non sono emerse irregolarità.

 

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Nella giornata odierna è stato effettuato un controllo straordinario di avventori degli esercizi pubblici e luoghi di aggregazione nella città di Parma e nelle zone di competenza territoriale delle stazioni di Parma centro, Parma oltretorrente, Monticelli terme, San Pancrazio e Vigatto.

Parma 13 agosto 2019 - Il controllo è stato effettuato unitamente ai carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) e del NAS di Parma. Quest’ultimi hanno elevato tre violazioni amministrative nei confronti di una macelleria di Parma sita in via Albertelli:
- Carenze igienico sanitarie dei locali sanzione di euro 1000,
- mancato approntamento delle procedure di autocontrollo sanzione di euro 2000,
- mancanza attestato di formazione per alimentaristi consolazione di euro 100.

Durante le operazioni di controntrollo sono state identificate 92 persone di cui 31 extracomunitarie, sono state inoltre effettuate 6 perquisizioni personali e sono stati rinvenuti 10 g circa di marijuana e s4 soggetti segnalati alla Prefettura per uso di sostanze stupefacenti.

Infine, un nigeriano, classe 95, è stato denunciato in quanto sorpreso a cedere una dose di marijuana all’interno del Parco Ducale.

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Nell’ambito di specifici servizi volti a verificare il rispetto delle norme sul divieto di vendita e somministrazione di alcolici ai minorenni, i Carabinieri del NAS di Parma, nella serata di ieri 26 luglio 2019, hanno denunciato alla Procura della Repubblica il titolare di un noto bar del centro di Parma, insieme all’amministratore e a un lavoratore dipendente dell’attività commerciale, tutti responsabili - in concorso - della somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni 16.
I militari operanti, nel dettaglio, hanno sorpreso uno dei camerieri mentre serviva a tre ragazze quindicenni dei cocktail contenenti rum. L’ordinazione, la preparazione e la somministrazione dei drink avveniva con la piena consapevolezza del titolare e dell’amministratore del bar.

Oltre alla denuncia, i gestori del bar rischiano la sospensione dell’attività commerciale e una sanzione amministrativa fino a 25.000 euro.
L’attività di monitoraggio per il contrasto del grave fenomeno continuerà nei prossimi giorni e sarà rivolta anche alla verifica dell’ottemperanza ai divieti di vendita e somministrazione di bevande alcoliche nelle ore notturne e alla presenza presso le attività commerciali delle tabelle e degli apparecchi di rilevazione del tasso alcolemico da mettere a disposizione dei clienti che desiderino misurare la propria idoneità alla guida dopo l’assunzione di alcool.

 



 

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I Carabinieri del N.A.S. di Bologna, nell'ambito di specifici compiti istituzionali in tema di sicurezza alimentare e tutela sanitaria nei luoghi di lavoro, hanno eseguito vari interventi ispettivi unitamente a militari delle Compagnie Carabinieri di Bologna Centro e San Giovanni in Persiceto (BO) nonchè del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Bologna, svolti presso opifici (produzione tessile, pelletteria, oggettistica da regalo) siti in Bologna e provincia nell'obiettivo di verificare in modo integrato il rispetto delle normative in materia di tutela della salute dei lavoratori e sicurezza e prevenzione negli ambienti, in relazione alla normativa prevista dal Decreto Legislativo 81/2008.

A conclusione dell'intera attività di controllo sono state deferite alla Autorità Giudiziaria 7 persone per inosservanza delle norme in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro, impiego di manodopera illegale ed immigrazione. Infatti, i militari dell'Arma hanno riscontrato numerose irregolarità circa il possesso di requisiti obbligatori per l'idoneità strutturale ed impiantistica degli ambienti lavorativi, la mancata valutazione dei rischi connessi ad eventi di incendio/esplosione, l'impiego di manodopera priva di regolare contratto d'impiego e in stato di clandestinità nonché l'abusivo utilizzo di locali di lavoro come dormitori e mense.

A causa di rilevanti carenze strutturali e autorizzative, sono state sottoposte a sequestro 4 strutture abusive inclusi macchinari e attrezzature di lavoro, per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro.
Sono state altresì elevate sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di 20.000 euro.

Particolare efficacia dei risultati dei controllo è assicurata dalla realizzazione di controlli congiunti condotti sinergicamente dai vari reparti specializzati dell'Arma, al fine di assicurare la verifica contestuale di aspetti fondamentali nel rispetto delle regole del mondo del lavoro, come le condizioni di vita del lavoratore, la prevenzione degli infortuni e la regolarità giuslavoristica nell'assunzione delle maestranze.

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