Lunedì, 13 Luglio 2026 10:00

Bedonia: pulizie straordinarie sa brivido, nel sottoscala spunta una bomba de tipo "ananas" In evidenza

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Dietro vecchi scatoloni coperti di polvere di un sottoscala di un'abitazione dismessa, si nascondeva una sorpresa esplosiva: un ordigno bellico ancora intatto con il suo inconfondibile involucro a scaglie.

L'origine del soprannome "ananas" deriva in modo molto intuitivo dal suo aspetto esteriore, che ricorda da vicino l'omonimo frutto tropicale.

Pochi giorni fa, la proprietaria di una vecchia abitazione, addentrandosi per svuotare un buio vano nel sottoscala, ha fatto una scoperta che non lasciava spazio a dubbi: davanti a lei c'era una bomba a mano tipo "ananas".

Il reperto si presentava in un mediocre stato di conservazione. Un dettaglio non da poco: l'azione del tempo e la ruggine, in questi casi, rendono gli ordigni inesplosi particolarmente instabili e potenzialmente molto pericolosi, poiché i meccanismi di sicurezza originali potrebbero essere compromessi.

La donna ha mantenuto la calma e ha immediatamente contattato il numero unico di emergenza il 112. Sul posto si è precipitata una pattuglia dei Carabinieri di Santa Maria del Taro. I militari hanno subito provveduto a cinturare l'area, per scongiurare qualsiasi rischio per l'incolumità pubblica ed presidiato l’area in attesa dell'intervento degli specialisti.

La delicata fase finale dell'operazione si è conclusa l'11 luglio, quando a Bedonia sono arrivati i militari dell'Esercito Italiano. A prendere in carico l'ordigno è stato il personale specializzato del 2° Reggimento Genio Pontieri di Piacenza, unità per la bonifica del territorio dai residuati bellici.

L'atto conclusivo si è consumato in una zona sicura, dove la bomba è stata adagiata con estrema cautela all'interno di un cratere artificiale. Con gesti precisi, gli specialisti hanno posizionato le cariche esplosive necessarie alla neutralizzazione, sommergendo poi il tutto con un pesante strato di materiale inerte. Una trincea di terra e sabbia che funge da scudo indispensabile contro la violenza dell'onda d'urto e la pioggia di frammenti metallici. Il silenzio dell'attesa è stato rotto solo dal comando a distanza, che ha fatto brillare l'ordigno in totale sicurezza.

A chiudere e sigillare l'operazione è stato l'attento sopralluogo del personale militare: un'ispezione minuziosa della cavità fumante per assicurarsi che del residuato bellico non resti che polvere, dichiarando finalmente il cessato allarme.

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