Reggio Emilia, 7 luglio 2026 - Gli sconti, da soli, non bastano. L'ampliamento delle agevolazioni sulla TARI è una misura che la UIL di Reggio Emilia valuta positivamente, ma non risolve il problema di fondo. Dopo un 2025 segnato da aumenti tariffari ben superiori alla media regionale, resta aperto il tema del costo del servizio e delle scelte che accompagneranno il 2026. Per questo chiediamo uno stop a nuovi rincari e un cronoprogramma chiaro, con date certe – si era parlato di giugno ma ormai siamo a luglio – per la definizione della gara del servizio.
Lo scorso anno i cittadini reggiani hanno subito uno degli aumenti più elevati dell'Emilia-Romagna, con un incremento dell'8,5%, nettamente superiore alla media regionale. Un aggravio che continua a pesare sui bilanci delle famiglie, dei lavoratori e dei pensionati.
«È giusto aiutare chi è in maggiore difficoltà e riconosciamo il valore dell'estensione degli sconti – dichiara Alex Scardina, Coordinatore UIL Reggio Emilia – ma non possiamo dimenticare che il problema resta quello della tariffa nel suo complesso. Se nel 2026 dovessero arrivare nuovi aumenti, i salari e le pensioni sarebbero nuovamente erosi e le stesse agevolazioni rischierebbero di essere in parte vanificate.»
Per la UIL il tema centrale resta quello della trasparenza e della programmazione.
«Non riteniamo accettabile che si possa discutere di ulteriori incrementi tariffari senza avere prima definito con chiarezza il percorso della futura gara per l'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti. Prima di chiedere altri sacrifici ai cittadini occorre sapere quale sarà il modello organizzativo del servizio, quali investimenti saranno realmente necessari, quali risparmi potranno essere ottenuti e quali saranno gli obiettivi di efficienza.»
Secondo la UIL è proprio la fase che precede la nuova gara a richiedere il massimo confronto pubblico.
«I cittadini hanno già fatto la loro parte. Reggio Emilia registra livelli di raccolta differenziata tra i più elevati della regione e le famiglie hanno già sostenuto aumenti ben superiori alla media regionale. È quindi il momento di verificare ogni voce di costo, eliminare eventuali inefficienze e costruire un sistema capace di contenere le tariffe, non di scaricare automaticamente nuovi costi sulle utenze.»
Per questo la UIL rinnova la richiesta di aprire un tavolo di confronto con Comuni, ATERSIR e gestore, affinché il percorso verso il nuovo affidamento del servizio sia improntato alla massima trasparenza.
«Dopo gli aumenti dello scorso anno chiediamo ai sindaci della provincia un impegno chiaro: nessun nuovo rincaro della TARI nel 2026. Chiediamo trasparenza; per questo riteniamo necessario indicare fin da ora tempi certi per la discussione delle tariffe, chiarire se saranno introdotte modifiche al regolamento e rendere pubblici i criteri con cui verranno calcolati gli importi.»
La UIL di Reggio Emilia continuerà a monitorare con attenzione l'evoluzione del dossier TARI e a chiedere che ogni decisione venga assunta nel segno della trasparenza, dell'equità e della sostenibilità economica per cittadini, lavoratori e pensionati.











































































