Nei giorni scorsi, al termine di una tempestiva attività d’indagine, i Carabinieri della Stazione di Roccabianca hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Parma un 31enne italiano ritenuto il presunto responsabile di diffamazione e diffusione di immagini falsificate generate tramite l’intelligenza artificiale, reato conosciuto anche come “Deepnude1”.
L’episodio finito sotto la lente dei Carabinieri di Roccabianca è avvenuto alcuni mesi fa, quando l'indagato avrebbe contattato sulla piattaforma social "Instagram" dei ragazzi con la presunta finalità di screditare pesantemente la reputazione di una 22enne, descrivendola falsamente ai suoi interlocutori come una persona disposta ad avere incontri a sfondo sessuale a pagamento e arrivando a ipotizzare compensi in denaro.
Per rendere apparentemente più credibile l'annuncio, l'uomo avrebbe inizialmente inviato in chat una fotografia reale della ragazza, ritratta vestita, scattata in un contesto privato. Di fronte al netto rifiuto dell'interlocutore, declinando ogni proposta, l'uomo si sarebbe spinto oltre: avrebbe generato e condiviso una seconda immagine, manipolata appositamente attraverso l'intelligenza artificiale, in cui il volto della giovane vittima sarebbe stato incollato sul corpo completamente nudo di un'altra donna.
La vicenda è emersa unicamente grazie al senso civico di questi ragazzi che, intuendo la gravità e la falsità di quella foto, hanno rintracciato la vittima sui social network per avvisarla dell'accaduto, inoltrandole per correttezza tutti gli screenshot della conversazione.
La ragazza, profondamente scossa e umiliata, si è immediatamente presentata presso la caserma dei Carabinieri di Roccabianca, dove ha sporto denuncia. In questa fase, la vittima ha fornito un contributo fondamentale per orientare le indagini dei militari. Oltre a disconoscere categoricamente l'immagine "senza veli", la 22enne ha infatti riconosciuto subito lo scatto originale di partenza. Ha spiegato ai Carabinieri di ricordare perfettamente il luogo, la data e il motivo di quello scatto: la foto era stata scattata all'interno di una struttura sportiva privata ubicata in provincia che frequentava.
Dettagli cruciali che le hanno permesso di indicare con assoluta certezza chi fosse l'unica persona ad avere nel proprio telefono la disponibilità esclusiva di quell'immagine originale.
Ricevute queste preziose indicazioni, i Carabinieri hanno avviato le indagini. I militari hanno prima acquisito formalmente tutto il materiale multimediale, per poi ascoltare i testimoni, raccogliendo riscontri e informazioni che hanno confermato in pieno la dinamica della chat.
Incrociando i dati telematici, le utenze telefoniche e le informazioni precise fornite dalla vittima, i Carabinieri hanno chiuso il cerchio sulle indagini: sono risaliti con certezza all'utilizzatore del profilo Instagram da cui era partito il materiale illecito, identificando il presunto autore in un 31enne italiano residente in una provincia confinante.
Al termine delle indagini e con i gravi indizi di colpevolezza emersi a suo carico per il 31enne è scattata la denuncia all'Autorità Giudiziaria.
È obbligo rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.











































































