Si è svolta sabato 6 giugno la Pride Fest organizzata dalle associazioni L’Ottavo Colore, Famiglia Arcobaleno Emilia-Romagna, Extinction Rebellion Parma, Udu Parma, Collettiva Scum Parma e dal Consiglio Locale Giovani di Parma.
Il ritrovo è avvenuto nel pomeriggio in piazzale Santa Croce, da dove il corteo ha preso il via attraversando via D’Azeglio, viale Toschi e viale Mentana fino a raggiungere il Parco Vero Pellegrini. Durante il percorso non sono mancati musica, striscioni, interventi pubblici e momenti di riflessione legati ai diritti LGBTQI+, ma anche alle questioni ambientali, sociali e alla partecipazione delle nuove generazioni.
L’iniziativa, nata come proposta alternativa al Pride ufficiale, ha cercato di costruire uno spazio più vicino alle realtà associative e ai percorsi vissuti quotidianamente da chi opera sul territorio, mettendo al centro non solo la celebrazione dell’identità, ma anche il tema della rappresentanza e dell’inclusione reale.
Una volta arrivati al Parco Vero Pellegrini, la manifestazione è proseguita con gazebo informativi, momenti artistici, interventi, attività aperte alla cittadinanza e spazi di confronto che hanno coinvolto soprattutto molti giovani.
Tra i presenti anche Michele Rignanese, segretario cittadino del PSI Parma, che in esclusiva per la nostra testata, ha espresso sostegno all’iniziativa sottolineando il valore sociale e culturale della manifestazione.
“Queste giornate – ha dichiarato Michele Rignanese – non riguardano soltanto una comunità specifica, ma il livello di maturità democratica di un’intera città. Quando delle persone scendono in piazza per chiedere rispetto, riconoscimento e libertà di essere sé stesse, la politica ha il dovere di ascoltare e accompagnare questi percorsi, non di guardarli con diffidenza. Eventi come questo aiutano a costruire una società più aperta, soprattutto per le nuove generazioni che troppo spesso crescono ancora tra discriminazioni, isolamento e paura del giudizio. Difendere i diritti civili significa difendere la dignità della persona, e questo dovrebbe appartenere a qualunque cultura democratica e riformista”.
La giornata si è conclusa in un clima disteso e partecipato, tra musica, socialità e confronto, con l’obiettivo dichiarato dagli organizzatori di continuare a costruire in città spazi condivisi di ascolto, inclusione e partecipazione.












































































