Giovedì, 04 Giugno 2026 15:51

Parma: dalla violenta rapina in Via Prampolini ai furti all'Ospedale Vaio. Arrestati 35enne e 40enne italiani In evidenza

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A pochi giorni dal violento episodio di cronaca riportato dai quotidiani locali, le tempestive indagini dei Carabinieri hanno portato all’arresto di un 35enne e un 40enne italiani, ritenuti i presunti responsabili di una spregiudicata escalation predatoria. Dopo aver rubato un'auto in provincia e rapinato una donna a Parma, i due avrebbero raggiunto l'Ospedale di Vaio dove in attesa di farsi medicare per una ferita occorsa nella rapina, avrebbero forzato decine di armadietti del personale sanitario facendo razzia di effetti personali. Sorpresi con l’auto rubata, il bottino, attrezzi da scasso e un coltello a serramanico, sono finiti in manette. L'intera refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari.

I Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Parma hanno arrestato due cittadini italiani, di 35 e 40 anni, ponendo fine ad una scia di reati perpetrati sul territorio parmense.

La mattina del 31 maggio, l'aggressione culminata in rapina in danno di una 56enne in via Prampolini sarebbe stata solo l'inizio. Stando alle ricostruzioni degli investigatori dell’Arma, due uomini, a bordo di una utilitaria di colore chiaro, avrebbero bloccato la strada ad una donna in bicicletta.

Il passeggero, sceso rapidamente dal veicolo, avrebbe intimato alla donna di consegnargli la borsa. Di fronte al netto rifiuto della vittima, l'uomo avrebbe strattonato con forza la borsa fino a romperne la tracolla. In quel frangente, nel disperato tentativo di evitare di perdere i propri beni, la donna ha lanciato la borsetta oltre la recinzione di un condominio vicino. L’aggressore, tuttavia, non si sarebbe arreso: avrebbe scavalcato la recinzione recuperando la borsetta lanciandola in strada verso il complice, che nel frattempo era sceso a sua volta dall'auto. In questa circostanza la donna avrebbe nuovamente tentato coraggiosamente di recuperarla venendo però spinta con violenza contro una cancellata e finendo a terra. Proprio in queste fasi concitate, scavalcando la recinzione, uno dei presunti rapinatori si sarebbe ferito lasciando dietro di sé vistose macchie di sangue, per poi allontanarsi a bordo dell'auto con il complice portando via i documenti della donna, un telefono cellulare e 120 euro in contanti.

L'episodio di Parma, tuttavia, non avrebbe esaurito le intenzioni predatorie dei due uomini. I Carabinieri, notando la copiosa quantità di sangue rimasta sulla scena in via Prampolini, hanno intuito che uno dei due sospettati potesse essersi procurato una ferita importante e necessitare di cure mediche urgenti. Dopo aver verificato l'assenza di accessi compatibili al Pronto Soccorso di Parma, i Carabinieri hanno allargato il campo delle ricerche ai presidi sanitari della provincia.

Dagli accertamenti effettuati dalla Centrale Operativa, è emerso che l’auto utilizzata per allontanarsi risultava intestata a una donna residente a Fidenza e che era stata denunciata come rubata proprio quella stessa mattina dal marito della proprietaria. I militari hanno quindi contattato l'ospedale fidentino, ricevendo una conferma cruciale: il personale sanitario ha confermato l'accesso di un paziente con una lesione da taglio, giustificata dall'uomo con una presunta caduta in bicicletta, e la contemporanea presenza nel parcheggio della struttura di un veicolo con la fiancata destra visibilmente sporca di sangue.

I Carabinieri di Parma si sono pertanto diretti di corsa all'Ospedale Vaio e con il supporto di una ulteriore pattuglia dell’Aliquota Radiomobile di Fidenza hanno intercettato la vettura sospetta.

Con lo sportello lato guida aperto, seduto all'interno dell'abitacolo hanno identificato un 40enne italiano, sorpreso proprio mentre era intento a frugare all'interno di alcune borse da donna.

Alla vista dei Carabinieri, l'uomo avrebbe tentato maldestramente di occultare un cacciavite sotto al sedile e delle banconote negli slip.

Proprio in quei concitati momenti, una dipendente dell'ospedale si è avvicinata ai militari riferendo di un furto appena consumato nello spogliatoio del personale, dove circa 40 armadietti erano stati forzati. La sanitaria ha immediatamente riconosciuto la propria borsa tra quelle rinvenute nell'auto, svelando così che i due soggetti, giunti in ospedale per far medicare una ferita, avrebbero approfittato dell'occasione per mettere a segno ulteriori furti ai danni di altre dipendenti della struttura.

Parallelamente, all'interno del Pronto Soccorso, i militari hanno identificato un 35enne italiano ritenuto il complice ferito.

La successiva perquisizione personale e dell’auto ha permesso di chiudere definitivamente il cerchio investigativo. Addosso all'uomo in cura è stato trovato un coltello a serramanico lungo 19 centimetri, affiancato da 2 cacciaviti di 22 cm.

Ma la perquisizione approfondita dell'utilitaria ha riservato un'ulteriore sorpresa, portando alla luce un vero e proprio bazar di materiale ritenuto provento di precedenti reati, unito a un imponente "kit" da effrazione. Oltre al bottino della mattinata (l'autovettura rubata, le tre borse delle infermiere, il cellulare e i 120 euro sottratti in via Prampolini), i militari hanno sequestrato due televisori, due biciclette (una da corsa e una pieghevole), svariati capi di abbigliamento femminile. Ad accompagnare questa presunta refurtiva, c'era un vero arsenale di arnesi da scasso: guanti da lavoro rinforzati, venti chiavi inglesi, dodici cacciaviti di varie misure, 4 chiavi a pappagallo, 3 pinze, uno scalpello di oltre 30 centimetri, una grossa tenaglia, punte da trapano, lime e forbici da lavoro.

Condotti a Parma nella caserma di strada delle Fonderie, al termine delle necessarie verifiche, per il 35enne e il 40enne, entrambi gravati da misure di prevenzione e plurime vicende di polizia per reati contro il patrimonio, è scattato l’arresto con le accuse di essere i presunti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di rapina aggravata, furto, porto di armi o oggetti ad offendere e ricettazione.

Il G.I.P. al termine dell’udienza di convalida ha disposto nei loro confronti la misura cautelare della custodia in carcere dove sono stati successivamente condotti dai Carabinieri.

Si ricorda che gli odierni arrestati sono, allo stato attuale, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale. La colpevolezza potrà essere definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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