L’episodio è avvenuto nella giornata del 16 maggio u.s., quando, intorno alle ore 14:00, la Centrale Operativa ha inviato d'urgenza una pattuglia della Sezione Radiomobile presso un negozio di elettronica situato in un centro commerciale della zona nord della città. Il direttore del punto vendita, infatti, aveva richiesto l'intervento dei Carabinieri dopo aver sorpreso un uomo nel tentativo di impossessarsi di merce senza pagare.
I militari sono tempestivamente intervenuti. In prossimità dell'ingresso hanno preso contatti con il richiedente e identificato il sospetto in un 43enne sudamericano senza fissa dimora in Italia. Nel corso delle immediate indagini, grazie alle testimonianze acquisite, i Carabinieri hanno ricostruito la dinamica dell’azione delittuosa, dove è emerso un piano studiato nei minimi dettagli. Intorno alle 13:40, già all’interno del negozio, il 43enne si sarebbe avvicinato con fare sospetto alle confezioni esposte nella corsia dei computer portatili. Utilizzando una tronchesina in acciaio, avrebbe tranciato il cavo metallico del "ragno" antitaccheggio che avvolgeva la scatola. Subito dopo, si sarebbe spostato verso la corsia delle "stampanti" con in mano un singolo computer: qui, impugnando un cacciavite, avrebbe praticato un foro direttamente nel dispositivo di sicurezza, con l'intento di manometterne l'allarme acustico. Infine avrebbe estratto il pc dalla confezione per occultarlo temporaneamente sotto la giacca, per poi recarsi nel reparto "Salute e Benessere". Lì avrebbe tentato di infilare definitivamente la refurtiva all'interno di una speciale borsa schermata in suo possesso. Tuttavia, accortosi di essere stato scoperto dal personale del negozio, avrebbe abbandonato precipitosamente sia il computer che tutti gli attrezzi da scasso, sparpagliandoli tra le varie corsie, per poi dirigersi verso le porte scorrevoli venendo però fermato dal direttore.
I Carabinieri hanno recuperato e sottoposto a sequestro l'intero equipaggiamento utilizzato per tentare il furto: una borsa schermata artigianale creata con nastro adesivo e carta stagnola, un cacciavite e la tronchesina. Constatato che il notebook, dal valore commerciale di quasi 1.1200 euro, non aveva subito danni, i Carabinieri lo hanno immediatamente restituito al responsabile del negozio per essere rimesso in vendita.
A questo punto, il 43enne è stato condotto in caserma per gli accertamenti di rito. Dalle approfondite indagini eseguite interrogando le banche dati, i Carabinieri hanno scoperto che l’uomo era gravato da una lunghissima lista di vicende di polizia, in gran parte per reati contro il patrimonio, soprattutto furti, accertando anche la sua irregolare posizione sul territorio nazionale.
Al termine delle indagini e con i gravi indizi di colpevolezza raccolti a suo carico il 43enne è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.
È obbligo rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.











































































