Mercoledì, 06 Maggio 2026 04:32

Libano - Israele: verso la cronicizzazione della guerra In evidenza

Scritto da Elisa Gestri

A metà maggio scadranno le tre settimane di proroga del Cessate il fuoco tra Israele e Libano che Donald Trump ha di fatto imposto a Benjamin Netanyahu il 23 aprile scorso.

Di Elisa Gestri (Quotidianoweb.it) Beirut, 4 maggio 2026 - La situazione in corso nel Paese dei Cedri è una prova indiscutibile del fatto che spesso le tregue “non significano pace”, per parafrasare le parole di Cosimo Risi, diplomatico ed autorevole esperto di scienza politica. In questo caso, l'escalation delle operazioni militari “contro Hezbollah” in Libano  decisa dallo Stato Ebraico pochi giorni dopo l'estensione della tregua ad opera di Trump – decine di vittime civili al giorno, distruzione di centinaia di villaggi sulla fascia del confine con Israele, occupazione manu militari di sempre nuove porzioni di territorio libanese (il dieci per cento del Libano è già saldamente in mano israeliana), sgombero totale della popolazione della regione del Sud e di parte della Valle della Bekaa – sembrano indicare  la trasformazione del conflitto in un work in progress permanente sulla scia di ciò che IDF ha già sperimentato a Gaza e, più in generale, nei territori palestinesi. Nel caso del Libano, però, le azioni dello Stato Ebraico non sembrano motivate tanto da odio etnico quanto da pura volontà di potenza: l'aggressione al Paese dei Cedri ha ampiamente dimostrato che Israele trova perfettamente legittimo eliminare chiunque osi intralciare i suoi piani – o più banalmente i suoi carrarmati –   non solo i tanto paventati effettivi della milizia sciita ma musulmani di tutte le denominazioni, cristiani,  civili di ogni sesso ed età, giornalisti, volontari di associazioni internazionali e pure membri dei corpi di interposizione dell'ONU.

La cronicizzazione della guerra, a cui lo Stato Ebraico sembra essere giunto dopo quasi cinquant'anni di conflitto col Libano e varie fasi strategiche – scontri a bassa intensità, invasioni di terra, ritirate - sembra aprire la strada a una futura “normalizzazione” forzata dei rapporti tra Beirut e Tel Aviv.  Se, come tutto lascia supporre, tale normalizzazione prevederà l'occupazione militare in permanenza del Sud del Libano sarà molto difficile che IDF riesca a ridurre a zero la conseguente e inevitabile resistenza armata di Hezbollah e simili a questo nuovo status quo.

Frattanto, Donald Trump e la comunità internazionale tutta stanno a guardare, in attesa dello scadere del Cessate il fuoco e di ciò che seguirà. Paradossalmente, un'eventuale ripresa delle ostilità potrebbe produrre meno vittime della tregua in corso – anche solo per il fatto che non ci sarà rimasto più nessuno da uccidere.

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Elisa Gestri – Inviata da Beirut

Foto copertina: credits by Elisa Gestri

Foto interne: credits by Elisa gestri

Link utili:

https://quotidianoweb.it/attualita/trump-estende-la-tregua-tra-israele-e-libano-ma-idf-continua-a-devastare-il-paese-dei-cedri/

https://quotidianoweb.it/attualita/libano-israele-non-chiamatela-tregua/

https://www.associazione-apertamente.org/m/2026/04/19/le-tregue-significano-pace/

 

 

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