Ancora una volta, le fasce più anziane e fragili della popolazione finiscono nel mirino dei malintenzionati. Il meccanismo di questo genere di raggiro è tanto collaudato quanto subdolo: i truffatori, sfruttano in modo sistematico i stretti vincoli di parentela e l'apprensione delle vittime verso i propri familiari, prospettando un grave e improvviso problema con la giustizia. Facendo leva sul panico, inducono così le vittime a consegnare denaro o gioielli a figure professionali del tutto inesistenti per sanare velocemente i guai dei propri cari.
L'episodio specifico risale ad alcuni mesi fa. Una 80enne residente in città è stata contattata sulla linea fissa di casa. All'altro capo del telefono, una voce femminile avrebbe finto di essere la figlia, esclamando disperata: "Mamma, ho avuto un grave incidente stradale, ho ferito un minorenne e ho bisogno di aiuto", per poi riagganciare bruscamente.
Dall'altro capo del filo si sarebbe lasciato trascorrere solo una manciata di minuti, un'attesa calcolata ad arte, il tempo esatto per far precipitare l'anziana nel panico e nell'angoscia più totale, prima di far squillare nuovamente il telefono.
Questa volta, a parlare sarebbe stato un sedicente “avvocato”. L'uomo avrebbe rassicurato la vittima spiegando che la figlia, pur rischiando il carcere, avrebbe potuto cavarsela pagando una vera e propria "cauzione". Pur di salvare la figlia, l'anziana ha raccolto tutto l'oro e l'argenteria presenti in casa, spiegando al legale di non disporre dei 12.500 euro in contanti che le avrebbe richiesto. A quel punto, l'interlocutore avrebbe fissato un appuntamento a domicilio, avvisandola che si sarebbe presentato a breve per ritirare i preziosi.
A mandare in fumo il piano criminale di chi si nascondeva meschinamente dietro una cornetta è stato l'arrivo anticipato della vera figlia, la quale, ovviamente, non aveva subito alcun incidente. Notando l'oro e l'argenteria disposti sul tavolo, la donna ha chiesto immediatamente spiegazioni alla madre, scoprendo il raggiro e allertando subito il 112.
Proprio in quegli istanti, un uomo si sarebbe introdotto nell'androne del palazzo, approfittando dell'ingresso di un altro condomino. Giunto davanti all'appartamento dell'anziana, l'uomo sarebbe stato intercettato e affrontato dalla figlia, che gli ha chiesto chi fosse e cosa volesse. Colto di sorpresa dalla presenza di una terza persona che non aveva preventivato, il finto avvocato si sarebbe dato a una precipitosa fuga salendo a bordo di un’auto parcheggiata nelle vicinanze.
Le preziose e tempestive descrizioni fornite dalla figlia alla Centrale Operativa del 112 hanno permesso ai Carabinieri di far scattare immediatamente il dispositivo di ricerca. Una pattuglia della Stazione di San Pancrazio ha rintracciato in tempi brevi il veicolo utilizzato per la fuga, risultato preso a noleggio.
Sviluppando questi primi elementi investigativi, i Carabinieri hanno condotto indagini mirate che hanno consentito di chiudere il cerchio. I militari sono risaliti all'identità e hanno identificato colui che si sarebbe presentato a casa dell'anziana nel tentativo di sottrarle i risparmi di una vita: si tratta di un 41enne italiano, residente in Campania e già gravato da vicende di polizia per reati contro il patrimonio legati alle truffe. Alla luce dei gravi indizi di colpevolezza raccolti, per il 41enne è scattata la denuncia all'Autorità Giudiziaria.
È obbligo rilevare che l’odierno indagato è allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.











































































