Martedì, 24 Marzo 2026 14:18

Langhirano: "sua figlia ha investito una ragazzina" la spietata truffa del finto maresciallo. Denunciato un 48enne italiano In evidenza

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Hanno recitato un copione tanto classico quanto diabolico e ben collaudato, ingenerando il terrore e facendo leva sui sentimenti più profondi di una madre per derubarla dei suoi risparmi. Grazie alle indagini dei Carabinieri della Stazione di Langhirano, il presunto autore della truffa, un 48enne italiano residente fuori regione, è stato identificato e denunciato. Vittima del raggiro, una donna di 79 anni residente in provincia.

Nei giorni scorsi, a conclusione di una complessa attività investigativa, i Carabinieri della Stazione di Langhirano hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Parma un 48enne italiano ritenuto il presunto responsabile di una truffa telefonica eseguita, ancora una volta, con la tecnica del finto Maresciallo dei Carabinieri e del finto avvocato.

La dinamica della truffa, secondo quanto ricostruito dai militari, è risultata particolarmente complessa e studiata nei minimi dettagli per non lasciare alla vittima il tempo di ragionare. Per prima cosa, l’interlocutore telefonico è riuscito, con uno stratagemma, a far allontanare il marito della 79enne dall'abitazione, lasciandola sola e vulnerabile.

A quel punto è scattato il vero e proprio attacco: l’anziana è stata tenuta impegnata contemporaneamente su entrambi i telefoni a sua disposizione, fisso e cellulare, una tecnica che ha di fatto impedito alla vittima di contattare i veri familiari o le Forze dell'Ordine per chiedere aiuto o effettuare verifiche in prima persona.

Su una linea, un uomo che si era qualificato come Maresciallo dei Carabinieri, ha informato la donna che la figlia era rimasta coinvolta in un incidente stradale e che aveva investito una ragazzina. Sull'altra linea, contemporaneamente, un altro interlocutore, presentatosi come avvocato, rassicurava la 79enne, spiegando che la giovane vittima dell'incidente stava meglio e che i genitori di quest'ultima sarebbero stati disposti a ritirare la denuncia contro la figlia, ma solo in cambio di un risarcimento economico immediato.

Per rendere la messa in scena ancora più credibile e angosciante, durante le chiamate, in sottofondo è intervenuta anche una voce femminile: la presunta figlia che implorava disperatamente aiuto.

Sopraffatta dal panico e temendo per la figlia, l'anziana ha ceduto alle richieste di racimolare quanto più denaro o preziosi possibili. Pochi minuti dopo, un uomo, presentatosi come incaricato dello studio legale, si è presentato alla porta dell'abitazione dell’anziana, facendosi consegnare tutto ciò che la pensionata aveva in casa in quel momento: 100 euro in contanti e numerosi gioielli in oro, dileguandosi rapidamente.

A mente fredda e dopo aver telefonato alla figlia che si è dichiarata estranea ad ogni coinvolgimento nell’incidente, la vittima si è resa conto di essere stata truffata e si è rivolta ai Carabinieri della Stazione di Langhirano.

I militari hanno immediatamente avviato una complessa e articolata attività investigativa. Incrociando dati e raccogliendo elementi sul territorio, gli investigatori dell'Arma sono riusciti a risalire all'identità dell’uomo che si era fisicamente recato a ritirare il denaro nella casa dell’anziana. Si tratta di un 48enne italiano, residente fuori regione, che per muoversi agilmente sul territorio senza dare nell’occhio, si era servito di mezzi pubblici e servizi di trasporto a pagamento, sperando che i suoi movimenti non venissero registrati. Al termine delle indagini e con un quadro probatorio ormai definito, per il 48enne è scattata la denuncia all'Autorità Giudiziaria.

I Carabinieri colgono l'occasione per rinnovare l'appello alla cittadinanza: le forze dell'ordine non chiedono mai denaro o gioielli per evitare denunce o arresti. In caso di chiamate sospette, il consiglio è sempre quello di riagganciare e chiamare immediatamente le forze dell’ordine.

È obbligo rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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