Martedì, 17 Marzo 2026 15:30

Parma: terrore al CAF, estrae un martello e rapina l'impiegata. Indagine lampo dei Carabinieri, denunciato 28enne straniero In evidenza

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Attimi di paura in un C.A.F. nella zona di Via Venezia, dove un uomo ha distrutto una scrivania a martellate e si è impossessato dello smartphone di un’impiegata. La serrata attività investigativa della Sezione Operativa dei Carabinieri ha permesso di chiudere il cerchio in pochi giorni: decisivo un modulo firmato dall’indagato, le telecamere comunali e il riconoscimento fotografico della vittima. Sequestrato il martello utilizzato per commettere la rapina.

Nei giorni scorsi, a conclusione di un’indagine lampo, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Parma hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica un 28enne di origini straniere. L'uomo è ritenuto il presunto responsabile di una violenta rapina, aggravata dall’utilizzo di un’arma impropria: una pesante mazzetta da muratore.

L'incubo per la vittima ha avuto inizio nella mattinata dello scorso 2 marzo, intorno alle ore 10:00. Il teatro della vicenda è un Centro di Assistenza Fiscale (CAF) situato nella zona di Via Venezia. Qui, un'impiegata ha ricevuto il giovane straniero, presentatosi agli sportelli per chiedere delucidazioni in merito a una pratica relativa all'indennità di disoccupazione NASpI.

Fatto accomodare l’uomo, l'impiegata ha esaminato con professionalità la documentazione. Valutate le carte, ha dovuto però comunicargli che l'ufficio non poteva evadere la sua richiesta, la quale andava necessariamente inoltrata in via diretta all’INPS. A questa semplice spiegazione tecnica, la reazione del 28enne è stata spropositata e agghiacciante, precipitando la donna in uno stato di terrore assoluto.

Alzatosi di scatto dalla sedia in preda all'ira, l'uomo ha infilato la mano all'interno della giacca, estraendo improvvisamente un grosso martello. Con violenza, ha scagliato un colpo tremendo contro la scrivania. Approfittando dello shock e della vulnerabilità dell'impiegata, si è avventato sul suo costoso telefono cellulare, impossessandosene. La donna, paralizzata dalla paura e temendo per la propria incolumità di fronte alla furia dell'aggressore armato, non ha potuto far altro che indietreggiare, assistendo inerme alla fuga a piedi dell’uomo.

Non appena l'uomo ha lasciato la struttura, è scattata la chiamata al 112. L'intervento dei Carabinieri della Sezione Operativa è stato immediato trovando la vittima in forte stato di shock. La tempestività del sopralluogo si è rivelata fondamentale per le indagini avviate: i militari hanno infatti rinvenuto e acquisito un manoscritto riportante la firma del presunto autore del reato. L'uomo, nell'attesa di essere ricevuto, aveva compilato e siglato alcuni moduli che erano rimasti nella disponibilità dell'ufficio.

Questa prima intuizione investigativa ha fornito agli uomini dell'Arma un nome e un cognome da cui partire. Da quel momento, le indagini hanno subito una decisiva accelerazione. I Carabinieri hanno acquisito e analizzato i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza comunali installate a presidio della zona circostante il CAF.

L’attività incrociata è stata risolutiva: i militari hanno comparato i dati anagrafici ricavati dal modulo con le fattezze fisiche immortalate dai circuiti di sicurezza, sovrapponendole alla precisa e lucida descrizione fornita dalla vittima. Questo lavoro certosino ha permesso di stringere inesorabilmente il cerchio attorno ad un 28enne straniero già presente nelle banche dati delle forze di polizia per reati contro la persona.

La prova del nove è giunta con l'individuazione fotografica. Il volto del sospettato è stato inserito in un fascicolo insieme a una decina di volti somiglianti e sottoposto alla vittima. Nonostante il trauma subito, la donna ha riconosciuto senza la minima esitazione il 28enne, confermando in pieno i sospetti su cui gli investigatori dell'Arma avevano concentrato i loro sforzi.

Sotto la costante direzione della Procura della Repubblica, il cerchio si è chiuso definitivamente nella mattinata del 14 marzo. I Carabinieri hanno rintracciato il 28enne per le vie della città, sottoponendolo a un'accurata perquisizione personale che ha dato esito positivo. L'uomo, infatti, è stato trovato ancora in possesso del martello (una mazzetta da muratore) utilizzato per terrorizzare l'impiegata durante la rapina. Non solo: i militari hanno recuperato anche l'abbonamento ai trasporti pubblici intestato alla vittima, che la donna conservava all'interno della cover dello smartphone rubato. Il martello e il documento sono stati immediatamente sottoposti a sequestro per costituire prova nel processo.

Al termine delle indagini e con schiaccianti elementi probatori raccolti, per il 28enne è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria.

Si ricorda che l'indagato è, allo stato attuale, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente. La sua posizione penale verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso del procedimento e la sua colpevolezza potrà essere sancita solo dall'eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.

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