Lunedì, 16 Marzo 2026 15:10

Parma: truffata con il numero clonato dei Carabinieri. Due persone denunciate In evidenza

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Per raggiungere lo scopo si presentano come il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Parma, Col. Andrea Pagliaro. Anziana raggirata e plagiata dal sedicente "appartenente all’Arma dei Carabinieri", la donna ha bonificato 18.000 euro per "salvare" i suoi soldi da movimenti sospetti. L'amara scoperta solo varcando la soglia della caserma. I Carabinieri si sono messi subito sulle tracce dei truffatori. Un meticoloso lavoro di indagine tra flussi finanziari e telecamere ha portato all'identificazione dei presunti responsabili del raggiro.

Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Parma Oltretorrente, hanno concluso una complessa attività d’indagine che ha portato alla denuncia, alla Procura della Repubblica di Parma di due persone, una 52enne e un 20enne italiani residenti fuori regione, ritenute in concorso tra loro le presunte responsabili di una truffa eseguita con la tecnica del “spoofing/vishing” in danno di un’anziana residente in città.

La vicenda ha avuto inizio alcuni mesi fa, quando la vittima, una 77enne parmigiana, ha ricevuto in casa una chiamata sul numero di cellulare del marito.

Sul display è comparso un numero apparentemente rassicurante e istituzionale, il numero breve della caserma dei Carabinieri di Parma come poi emergerà dalle indagini.

Dall'altro capo del filo, una voce maschile dal tono deciso e fermo si presenta come il "Colonnello Andrea Pagliaro", Comandante Provinciale dei Carabinieri di Parma.

La trappola psicologica scatta all'istante: il finto Ufficiale lancia l'allarme su fantomatici movimenti sospetti in uscita dal conto corrente dei coniugi, prospettando come unica via di salvezza il trasferimento immediato dell'intero saldo verso un nuovo conto "fittizio" e sicuro.

Con una freddezza tipica di chi è maestro dell’inganno, il sedicente Comandante si fa dare il numero personale della 77enne e la ricontatta tramite una chiamata WhatsApp dove era anche stata riprodotta, nella foto del contatto, proprio la “Fiamma” dei Carabinieri, in modo da rendere sempre più verosimile la genuinità dell’interlocuzione.

Qui, all’anziana viene imposto di non riagganciare e di correre subito in filiale. Plagiata dall'autorevolezza e della fiducia che è sempre riposta dai cittadini nei Carabinieri, temendo per i propri risparmi, l'anziana si è recata presso la filiale della sua banca in città e, sempre in costante contatto telefonico, ha disposto un bonifico di ben 18.000 euro.

Nel vortice del raggiro, la donna è anche stata convinta ad inviare sulla chat di WhatsApp le fotografie dei propri documenti d'identità e di quelli del marito.

Ma l’imbroglio si è chiuso in modo ancora più subdolo. Per prendere tempo e garantirsi uno spazio di manovra più ampio, con un’ultima telefonata il sedicente Carabiniere ha dato appuntamento alla vittima nella serata dello stesso giorno nella caserma di Strada delle Fonderie 10. È solo varcando quella soglia, in cerca del "Comandante" che l’aveva aiutata, che l'anziana ha scoperto che non c’era nessun appuntamento a suo nome e che era caduta vittima di una truffa.

A seguito della denuncia, sporta il giorno dopo i fatti, i veri Carabinieri hanno immediatamente avviato gli accertamenti focalizzandosi sul tracciamento dei flussi finanziari. I militari hanno proceduto, in prima istanza, al sequestro del conto corrente risultato intestato a una 52enne italiana residente in Campania, anche se dalle preliminari verifiche è emerso che era già stato svuotato.

Acquisita la documentazione contrattuale e la lista movimenti, gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti del denaro: subito dopo l'accredito dei 18.000 euro, è stato disposto un bonifico di 9.000 euro con causale “acquisto auto” a beneficio del conto corrente intestato a un 20enne italiano, anch’esso residente nello stesso comune della 52enne. La restante somma è stata rapidamente prelevata in contanti attraverso altre operazioni tre operazioni presso altrettanti Uffici Postali.

La svolta nelle indagini è arrivata dall'analisi dei sistemi di videosorveglianza degli uffici postali. Grazie alla collaborazione dei Carabinieri competenti per il luogo dove è avvenuto il prelievo di denaro, i filmati hanno permesso ai militari l'individuazione negli esatti orari dei fatti di due persone, un uomo giovane e una donna più grande, che sono stati identificati nella 52enne e nel 20enne ritenuti i presunti autori del raggiro.

L'identificazione certa è stata possibile incrociando le immagini acquisite con i "video-selfie" scattati dai due durante la procedura di riconoscimento per l'apertura dei rispettivi conti correnti e dei cartellini foto-segnaletici comparati con i fermo immagine dei filmati acquisiti.

I controlli nelle banche dati hanno infine rivelato che a carico della 52enne figurano diversi precedenti di polizia, tra cui una recente denuncia per una truffa perpetrata a danno di un’anziana residente in Lombardia nel novembre 2025 con il medesimo modus operandi, ovvero fingendosi un appartenente alle Forze dell'Ordine.

Al termine delle indagini e con schiaccianti elementi probatori raccolti, per il 20enne e la 52enne è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria.

Si ricorda che gli odierni indagati sono, allo stato attuale, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente. La loro posizione penale verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso del procedimento e la loro colpevolezza potrà essere sancita solo dall'eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.

L’Arma dei Carabinieri ricorda ai cittadini l’importanza della prevenzione contro tali fenomeni delittuosi e, nella sua costante opera di sensibilizzazione, mette a disposizione sul sito istituzionale fruibile al link www.carabinieri.it, alcuni consigli utili e propedeutici per non cadere nella rete dei truffatori – i contenuti sono fruibili al link: https://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/contro-le-truffe

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