Nei giorni scorsi, a conclusione di una tempestiva attività d’indagine, i Carabinieri della Stazione di Busseto hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Parma un 40enne dell’est Europa ritenuto il presunto responsabile di una truffa ai danni di una farmacia della zona.
Tutto nasce dalla denuncia presentata ai militari della Stazione di Busseto lo scorso 17 febbraio dalla titolare di una farmacia della zona, caduta in una trappola truffaldina eseguita con un'abilità sorprendente. I fatti risalgono alla tarda mattinata del 16 febbraio. Secondo quanto ricostruito, un uomo di origini straniere avrebbe fatto accesso nell'esercizio commerciale chiedendo alla titolare e ai suoi collaboratori di effettuare numerosi cambi di denaro di banconote da cinque e dieci euro. A fronte della disponibilità della farmacista a cambiare esclusivamente banconote da cinque euro, il finto cliente avrebbe estratto dal giubbotto un mazzo di contanti per un importo complessivo di 600 euro.
Dopo che la titolare e la collaboratrice hanno contato il denaro appoggiandolo sul bancone, l’uomo, con un movimento furtivo e senza farsi notare, sarebbe riuscito a riprendere il mazzo, infilandosi in tasca 230 euro e lasciandone solo 370 sul tavolo. Sfruttando la confusione del momento, l'uomo avrebbe continuato a richiedere ulteriori cambi, estraendo un nuovo mazzo composto da banconote da 5 e da 10 euro.
Ribadito il rifiuto per i tagli da 10, le vittime hanno contato un secondo mazzo del valore di 800 euro. Con la medesima modalità e rapidità, l’uomo avrebbe nuovamente afferrato i soldi, nascondendo 400 euro nel giubbotto e lasciando la restante metà sul bancone, per poi allontanarsi velocemente dalla farmacia con un bottino totale di 630 euro.
Ricevuta la denuncia, i Carabinieri di Busseto hanno avviato immediatamente le indagini. Come prima attività investigativa, i militari hanno acquisito i filmati delle telecamere interne della farmacia. Dall'analisi delle immagini hanno riscontrato in pieno le dichiarazioni della denunciante, giudicandole coerenti e genuine, osservando in modo chiaro l'incredibile abilità manipolatoria del presunto autore durante la commissione del reato.
Trattandosi di un soggetto non noto nell'ambiente locale, i Carabinieri hanno successivamente acquisito anche i filmati della rete di videosorveglianza comunale, grazie ai quali hanno tracciato lo spostamento a piedi dell'uomo, ripreso mentre usciva frettolosamente dalla farmacia per salire a bordo di un’auto scura parcheggiata nei paraggi. L'analisi dei varchi periferici ha consentito agli investigatori di immortalare il veicolo in transito e di isolarne la targa.
Da questo dettaglio è arrivata la svolta: i Carabinieri hanno incrociato i dati nelle banche dati delle forze dell'ordine e grazie a controlli pregressi effettuati su quell'auto, hanno identificato un gruppo di soggetti stranieri. Tra questi figurava un 40enne, che i militari hanno riconosciuto senza ombra di dubbio come la persona ripresa dalle telecamere sulla scena per commettere la truffa. Dagli ulteriori approfondimenti investigativi, i Carabinieri hanno accertato che il 40enne sarebbe già gravato da pregresse vicende di polizia per reati specifici e risulterebbe essere un vero e proprio specialista in questo preciso schema di truffe "con destrezza" al momento del cambio delle banconote.
Per suffragare il positivo esito investigativo e i gravi indizi di colpevolezza emersi a carico del 40enne, i Carabinieri hanno sottoposto un fascicolo fotografico alla farmacista e ai suoi collaboratori. Le vittime hanno fornito il riscontro definitivo, individuando il volto del 40enne con assoluta certezza. Al termine delle attività l'uomo è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.
È obbligo rilevare che l’odierno indagato è, allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.











































































