Martedì, 24 Febbraio 2026 16:40

Parma: con una scusa si intrufola in un condominio per rubare un mountain bike. Arrestata 30enne italiana In evidenza

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Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Parma Centro hanno arrestato una 30nne italiana in flagranza di reato. Al termine delle scrupolose verifiche svolte, la donna è ritenuta la presunta responsabile di un tentativo di furto di una bicicletta, sottratta dall’interno di un condominio situato nel centro città.

L’episodio è avvenuto nel pomeriggio del 22 febbraio, nel corso di un mirato servizio preventivo di controllo del territorio. Mentre una pattuglia della Stazione di Parma Centro ha attraversato lentamente Strada Garibaldi, è scattato l'allarme. In prossimità di Strada Cavallotti, infatti, l’attenzione dei militari è stata attirata da un cittadino che, sbracciando vistosamente, indicava loro di fermarsi. L’uomo ha subito segnalato che, proprio lungo quella strada, era ancora presente una donna che aveva appena sottratto una bicicletta da un condominio della zona.

I Carabinieri si sono subito attivati e in pochi istanti hanno raggiunto la sospettata, constatando che effettivamente era nella piena e immediata disponibilità di una mountain bike da uomo.

Grazie all'approfondita conoscenza del territorio, i militari hanno subito riconosciuto la donna: si trattava di una loro vecchia conoscenza, già nota per precedenti e specifici reati contro il patrimonio commessi in città. I Carabinieri l'hanno formalmente identificata in una 30enne italiana residente in provincia ma senza una stabile dimora.

La stessa, di fronte alle incalzanti e specifiche richieste degli operanti circa la reale provenienza della bicicletta, non ha saputo fornire alcuna giustificazione convincente. Per questo motivo, i militari l'hanno accompagnata nella vicina caserma per condurre ulteriori e doverosi approfondimenti investigativi.

È proprio nel corso delle tempestive indagini che il lavoro dei Carabinieri ha dato i suoi frutti.

La minuziosa raccolta delle testimonianze e delle indicazioni fornite dai residenti del condominio colpito, hanno permesso ai Carabinieri di ottenere una precisa e concordante ricostruzione della dinamica delittuosa.

Stando a quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni minuti prima del fermo, la 30enne si sarebbe avvicinata alla porta carraia del condominio proprio mentre un’auto era in procinto di uscire. In quel frangente, utilizzando una scusa, la donna avrebbe prima tentato di farsi prestare il telefono dal conducente per effettuare una chiamata. L’uomo, tuttavia, non sarebbe cascato nel tranello, fortemente insospettito dallo stato trasandato e barcollante della sconosciuta. Successivamente, la 30enne sarebbe entrata senza alcun permesso all'interno delle pertinenze condominiali, approfittando furtivamente del momento in cui il cancello era rimasto aperto; da lì, sarebbe uscita pochi minuti dopo in sella alla bicicletta.

Nonostante le pressanti richieste del conducente dell’auto, volte a chiarire il motivo del possesso della bici, la donna avrebbe risposto sostenendo che la bici apparteneva a un cugino dimorante nello stabile. Questa giustificazione fittizia ha sollevato ad oltranza i sospetti del cittadino, il quale, prima ancora di riuscire a chiamare il 112, si era astutamente spostato all’inizio di Strada Cavallotti per cercare di monitorare a vista la donna che, nel frattempo, si era fermata a parlare con una terza persona.

A coronamento dell’attività info-investigativa, le ulteriori indagini dei Carabinieri hanno permesso di rintracciare telefonicamente la legittima proprietaria della mountain bike, che in quel momento si trovava fuori casa. Informata dell'accaduto, la presunta vittima ha raggiunto la caserma di Parma Centro nella serata dello stesso 22 febbraio, dove ha sporto regolare denuncia e ha riconosciuto senza esitazioni la propria bicicletta, che le è stata immediatamente restituita dai militari.

Al termine delle indagini, la 30enne è stata formalmente arrestata e parallelamente, denunciata per la violazione dell’ordine di allontanamento dalle cosiddette zone rosse della città.

Il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto nei confronti della donna la misura cautelare dell’obbligo firma.

È obbligo rilevare che l’odierno arrestato è allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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