Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Stazione di Langhirano hanno arrestato un 56enne italiano ritenuto presunto responsabile di aver violato le prescrizioni della “sorveglianza speciale di pubblica sicurezza”.
Nell’ambito della medesima attività investigativa il 56enne e un 51enne che viaggiava con lui sullo stesso veicolo, sono anche stati denunciati per porto di armi o oggetti atti ad offendere.
L’episodio è avvenuto nella mattinata del 17 febbraio, quando una pattuglia della Stazione di Langhirano, impegnata in un servizio di controllo del territorio, ha intimato l’alt a un furgone che transitava in località Cascinapiano. A bordo del veicolo i Carabinieri hanno identificato due italiani, un 56enne e un 51enne entrambi residenti fuori provincia.
L'attività investigativa dei militari è scattata a seguito dell'atteggiamento sospetto degli occupanti. Alle legittime richieste di spiegazioni sulla loro presenza nel parmense, i due hanno fornito versioni contraddittorie: inizialmente hanno dichiarato di essere operai del settore edile diretti verso un cantiere, per poi rettificare sostenendo di essere in zona per l'acquisto e la rivendita di prodotti alimentari, senza però riuscire a indicare fornitori precisi.
I Carabinieri hanno quindi approfondito gli accertamenti e dalla consultazione delle banche dati in uso alle Forze di Polizia sono emersi precedenti penali a carico di entrambi.
Gli approfondimenti investigativi hanno fatto emergere che il 56enne risultava gravato dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza per la durata di cinque anni, con l'obbligo tassativo di non allontanarsi da un comune emiliano senza l'autorizzazione del giudice.
Il Tribunale di Bologna, nel 2023 aveva applicato al 56enne la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. per la durata di cinque anni, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e severe prescrizioni (tra cui il divieto di uscire in orari notturni e di associarsi a pregiudicati).
Secondo quanto ricostruito dagli atti giudiziari l’uomo fungeva stabilmente da prestanome e gestore di società, utilizzate per emettere fatture false, agevolando così le frodi fiscali e il riciclaggio di denaro per l'organizzazione criminale.
Il 56enne, che in un primo momento aveva tentato di eludere il controllo sostenendo di aver dimenticato i documenti, si trovava a circa un'ora di distanza dal luogo in cui era obbligato a dimorare.
Non limitandosi al controllo documentale, i Carabinieri hanno proceduto anche alla perquisizione del veicolo. L'ispezione ha permesso di rinvenire e sequestrare diversi oggetti atti ad offendere detenuti senza giustificato motivo: un'accetta, una sega, un bastone in legno e diversi coltelli, tra cui uno a serramanico.
Di fronte all'evidenza dei fatti, i Carabinieri hanno proceduto all'arresto del 56enne per la violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale e per entrambi è scattata la denuncia per il porto ingiustificato delle armi rinvenute.
Il giudice, dopo aver convalidato l’arresto ha disposto nei confronti del 56enne l’obbligo di dimora nel comune di residenza.
È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.











































































