Giovedì, 12 Febbraio 2026 16:10

Medesano: violenta rissa nei pressi di un bar - i Carabinieri identificano i presunti responsabili. Denunciate 8 persone e notificati 4 D.A.C.U.R. In evidenza

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L'attività investigativa dei Carabinieri non si è fermata all'identificazione e alla denuncia dei presunti responsabili dei reati, ma si estesa con l’attivazione degli strumenti giuridici più idonei a garantire sicurezza. A seguito della violenta rissa esplosa nei pressi di un esercizio pubblico, i militari hanno ottenuto l'emissione di 4 DACUR che sono stati notificati a carico dei soggetti più pericolosi: una strategia che mira ad arginare le devianze giovanili e restituire tranquillità ai cittadini.

Si è conclusa con un’importante operazione dei Carabinieri della Stazione di Fornovo di Taro una complessa attività d’indagine scaturita da una violenta rissa avvenuta lo scorso settembre nel centro di Medesano. Grazie a un minuzioso lavoro di ricostruzione, i militari sono riusciti a dare un volto ai partecipanti agli scontri, portando alla denuncia di 8 giovani residenti in provincia e all’emissione di provvedimenti amministrativi severi per i soggetti ritenuti più pericolosi.

L'episodio risale alla serata del 21 settembre u.s., intorno alle 21:30. Tutto si è svolto nei pressi di un esercizio pubblico situato nel centro di Medesano. Quella che inizialmente sembrava una banale lite verbale tra poche persone è degenerata rapidamente in uno scontro fisico che ha coinvolto decine di persone, divise in due fazioni contrapposte.

La situazione è precipitata proprio mentre una pattuglia dei Carabinieri di Fornovo, in servizio di controllo del territorio tentava di riportare la calma. I militari, circondati dalla folla, hanno cercato di separare i contendenti ma sono stati a loro volta coinvolti nella calca, subendo l’aggressione fisica di alcuni partecipanti che si colpivano reciprocamente con calci, pugni e spintoni. Il bilancio della serata è stato pesante: due Carabinieri sono rimasti feriti nel tentativo di sedare la rissa. Anche due dei giovani coinvolti hanno dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Fidenza per i traumi subiti.

L’attività investigativa condotta dalla Stazione di Fornovo di Taro è stata meticolosa e determinante per ricostruire con esattezza l’esatta concatenazione degli eventi. Nei giorni successivi al fatto, i Carabinieri hanno acquisito i filmati e le immagini dei sistemi di videosorveglianza comunali che coprono la zona centrale di Medesano e le aree limitrofe. A queste si sono aggiunti alcuni video girati con i telefoni cellulari da testimoni e cittadini presenti quella sera.

I militari hanno proceduto a un’analisi capillare dei filmati, visionando le riprese fotogramma per fotogramma. Questo lavoro certosino ha permesso di documentare le singole condotte violente e di identificare con certezza i partecipanti attivi alla rissa, distinguendoli dai semplici astanti.

L'indagine ha così portato alla denuncia all'Autorità Giudiziaria competente di 8 giovani, accusati a vario titolo e in concorso tra loro di rissa e lesioni personali.

Vista la gravità dell'accaduto, avvenuto in un luogo di aggregazione sociale frequentato da famiglie, i Carabinieri non si sono limitati all'azione penale. Il Comando Stazione di Fornovo ha avanzato alla Questura di Parma una proposta per l'applicazione di misure di prevenzione personali.

Accogliendo la richiesta dell'Arma e valutata la pericolosità sociale delle condotte, sono stati emessi 4 provvedimenti di D.A.C.U.R. (Divieto di Accesso alle aree Urbane).

I decreti, notificati agli interessati nel febbraio 2026, impongono un divieto della durata di un anno: i destinatari non potranno accedere ai pubblici esercizi (bar, locali di intrattenimento) di Medesano né stazionare nelle loro immediate vicinanze. La violazione di tale divieto comporta conseguenze penali severe, con la reclusione da uno a tre anni e multe salate.

È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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