Giovedì, 15 Gennaio 2026 14:02

Eseguita ordinanza di custodia cautelare per una violenta aggressione avvenuta a Colorno In evidenza

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La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Parma, concordando pienamente con le risultanze investigative desunte dal corposo materiale indiziario prodotto dai Carabinieri della Stazione di Sorbolo-Mezzani, ha chiesto ed ottenuto, dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale, l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di due cittadini stranieri gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei delitti di minacce e lesioni personali volontarie, aggravate dall’utilizzo di un’arma impropria e dall’aver causato alla vittima, già interessata da uno stato di vulnerabilità fisica, lesioni gravissime e permanenti.

Il provvedimento rappresenta l'esito di un'articolata indagine che ha ricostruito non solo la violenta aggressione occorsa il 18 luglio scorso a Colorno, ma anche il successivo ed allarmante clima di intimidazione imposto dagli indagati nel tentativo di garantirsi l'impunità.

Secondo la ricostruzione operata dagli inquirenti e accolta dal G.I.P., i due indagati, in stato di alterazione dovuta al probabile abuso di bevande alcoliche, hanno avvicinato la vittima - un connazionale di 39 anni - mentre si trovava seduto su un muretto in compagnia di un amico.

Senza apparente motivo e per futili ragioni, gli indagati hanno aggredito ferocemente la persona offesa, la quale non è riuscita a fuggire a causa di una grave patologia cardiaca pregressa. L'aggressione è stata caratterizzata da una violenza inaudita: mentre uno degli indagati teneva ferma la vittima incitando il complice a colpirlo, l'altro lo colpiva al volto ripetutamente con una bottiglia di vetro rotta, sferrandogli anche dei calci in varie parti del corpo.

Le lesioni riportate dalla vittima sono risultate gravissime: il referto medico ha certificato un trauma cranio-facciale con fratture multiple e lo scoppio del bulbo oculare destro, che ha determinato la perdita permanente della vista dall’occhio colpito.

Le indagini hanno fatto emergere un quadro altrettanto allarmante relativo alle condotte tenute dagli indagati nei giorni e nelle settimane successive al reato.

Al fine di ostacolare l'accertamento della verità, i due hanno instaurato un clima di terrore attraverso reiterate pressioni e minacce. È emerso che gli indagati hanno intimato più volte alla vittima di non sporgere denuncia o di ritirarla, arrivando a minacciare esplicitamente che, in caso contrario, si sarebbero determinati a porre in essere nuove ed altrettanto gravi violenze fisiche nei suoi confronti. Tali intimidazioni non si sono limitate alla persona offesa (che si è vista costretta a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita) ma hanno coinvolto anche i testimoni, anch’essi minacciati di ritorsioni fisiche qualora avessero collaborato con le autorità.

L'attività investigativa, condotta dai Carabinieri sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica, ha consentito l'identificazione dei presunti responsabili grazie ai riconoscimenti fotografici effettuati dalla vittima e dai testimoni, le cui dichiarazioni sono risultate tra loro coerenti e concordanti.

All’esito degli accertamenti, su richiesta della Procura, il G.I.P. di Parma ha emesso una misura cautelare personale, in esecuzione della quale i Carabinieri hanno rintracciato i due presunti responsabili in due momenti distinti: B.S.W. è stato arrestato a Parma il 26 dicembre u.s., mentre S.F. è stato localizzato ed arrestato in provincia di Rimini nella giornata del 12 gennaio, entrambi sono stati associati alla Casa Circondariale.

Ovviamente - nel rispetto del principio della presunzione di innocenza- gli indagati avranno modo di difendersi e chiarire le proprie posizioni a fronte delle accuse che sono state loro mosse.

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