La vicenda è iniziata quando un 50enne parmigiano si è recato presso la caserma di strada Garibaldi per denunciare il furto del suo monopattino, un modello di valore.
L'uomo ha raccontato ai militari di aver parcheggiato il mezzo davanti a una banca del centro, per poi recarsi in un ufficio poco distante per sbrigare alcune commissioni.
Al suo ritorno, ha trovato solo il lucchetto spezzato a terra, realizzando di essere stato vittima di un furto.
Immediatamente, i Carabinieri hanno avviato le indagini. Il sopralluogo sul luogo del furto ha rivelato la presenza di uno sportello ATM di una banca proprio di fronte al punto in cui era stato parcheggiato il monopattino.
I militari hanno quindi richiesto e ottenuto le registrazioni delle telecamere di sicurezza dell'ATM, analizzando attentamente ogni fotogramma.
L'analisi delle immagini ha dato i suoi frutti: i Carabinieri hanno individuato il momento esatto in cui un uomo si è avvicinato al monopattino, armeggiando con il lucchetto fino a romperlo e impossessarsi del mezzo, per poi allontanarsi in direzione del centro città.
Grazie alla loro profonda conoscenza del territorio e dei soggetti noti per reati simili, i Carabinieri hanno riconosciuto nell'uomo ripreso dalle telecamere una loro "vecchia conoscenza": un 39enne di origine straniera, senza fissa dimora e già noto alle forze dell'ordine per numerosi precedenti specifici.
Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno anche verificato la presenza di eventuali denunce di furto di monopattini simili nella zona e nei giorni immediatamente successivi al fatto, per escludere la possibilità che il 39enne potesse aver rivenduto rapidamente il mezzo.
Inoltre, sono stati acquisiti elementi informativi sui luoghi frequentati dall'uomo e sui suoi contatti, al fine di ricostruire i suoi movimenti e rafforzare ulteriormente il quadro probatorio.
Al termine delle indagini, con le prove raccolte considerate schiaccianti, è scattata la denuncia all'Autorità Giudiziaria per il 39enne, che ora dovrà rispondere dell'accusa di furto.
È obbligo rilevare che l’odierno indagato è allo stato, solamente indiziato di delitto, seppur gravemente, e che la sua posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.











































































