Venerdì, 24 Ottobre 2025 17:22

Fontevivo: era stato sorpreso a rubare in casa di una coppia e li aveva aggrediti con schiaffi e morsi per riuscire a scappare. 44enne dell'Est Europa denunciato per rapina identificato grazie al D.N.A. In evidenza

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Nel maggio del 2022, una coppia di Fontevivo si è trovata uno sconosciuto in casa travisato da una mascherina chirurgica. L’uomo, colto durante il furto di alcuni preziosi avrebbe usato violenza nei confronti dei proprietari che avevano tentato di bloccarlo. I Carabinieri immediatamente intervenuti hanno effettuato un meticoloso sopralluogo e proceduto ai rilievi e alla campionatura di una mascherina chirurgica persa durante la fuga dall’autore di quella che è poi divenuta una rapina. Le successive indagini scientifiche hanno recentemente disvelato l’identità del presunto responsabile che è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

Si è conclusa nei giorni scorsi con la denuncia alla Procura della Repubblica di Parma di un 44enne straniero una meticolosa attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Fontanellato.

Le indagini hanno permesso di individuare il presunto responsabile di una rapina, aggravata dall’aver cagionato lesioni alle vittime, risalente ad alcuni anni fa e consumata ai danni di una coppia di coniugi di Fontevivo.

L'uomo, già noto alle forze dell'ordine con diversi alias e numerosi precedenti specifici, è stato inchiodato da prove scientifiche inequivocabili.

L’episodio risale alla mattinata del 24 maggio 2022, quando due pattuglie dei Carabinieri, una della Stazione di Fontanellato e l’altra della Stazione di Polesine Zibello, erano immediatamente intervenute nella villetta di due coniugi di Fontevivo, vittime di una rapina avvenuta tra le mura domestiche.

I Carabinieri hanno raggiunto tempestivamente l’abitazione della coppia, venendo a conoscenza che poco prima i coniugi avevano sorpreso al piano superiore un uomo travisato con una mascherina chirurgica intento a frugare nei cassetti della loro camera da letto.

Da qui era scaturita una rocambolesca sequenza di eventi, in cui la coppia aveva cercato coraggiosamente di bloccare il sospetto. L’uomo, ormai vistosi alle strette, avrebbe usato violenza nei confronti di entrambi per garantirsi la fuga: dopo aver colpito con uno schiaffo la donna e morso alla spalla il proprietario di casa, era riuscito a fuggire.

Da qui era scattata l’immediata chiamata al 112 da parte dei proprietari di casa, ancora sotto shock.

All’epoca dei fatti, nel corso del sopralluogo, i militari avevano constatato che l’uomo era riuscito ad arraffare diversi monili in oro e un telefono cellulare. Successivamente, setacciando l’abitazione e le sue pertinenze, avevano rinvenuto nel cortile una mascherina chirurgica, immediatamente repertata poiché trovata proprio lungo il percorso di fuga dell’uomo.

Data l'importanza del reperto, i Carabinieri avevano immediatamente proceduto al campionamento, ritenendo probabile che appartenesse all’autore della rapina. Dopo la formalizzazione della denuncia da parte dei coniugi, le indagini, inizialmente senza sbocchi tangibili, erano proseguite tacitamente con un approccio scientifico e specialistico, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.

La mascherina chirurgica repertata era stata quindi affidata alla "Sezione Biologia" del RIS di Parma. I Carabinieri del RIS hanno svolto un lavoro meticoloso, seguendo tutte le procedure necessarie per rendere le tracce utilizzabili a fini probatori e avviando un complesso processo di comparazione del DNA.

Grazie a queste scrupolose analisi, è stato possibile estrapolare un profilo genotipico maschile, rimasto sconosciuto fino a poco tempo fa.

La svolta era arrivata con il matching di un campione recentemente inserito nella Banca Dati Nazionale del DNA. La comparazione ha rivelato che il campione biologico isolato dalla mascherina corrispondeva in modo inequivocabile al profilo genetico di un 44enne dell’est Europa, collegandolo in modo inequivocabile alla scena del crimine.

Ulteriori attività di comparazione hanno confermato che il profilo biologico dell’uomo risultava inserito anche nelle banche dati del DNA spagnole e tedesche, evidenziando altre vicissitudini penali verificatesi all’estero.

Sulla base delle prove schiaccianti raccolte nel corso delle indagini e fermo restando il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, il 44enne, già noto per reati specifici e attualmente detenuto in carcere per altra causa, è stato infine denunciato all’Autorità Giudiziaria.

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