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Modena, 13 novembre 2019 - La Polizia di Stato ha eseguito la misura cautelare del “divieto di avvicinamento alla persona offesa”, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Modena il 6 novembre scorso a carico di un cittadino tunisino, regolare sul territorio nazionale, indagato per i reati di atti persecutori nei confronti della ex moglie e del nuovo compagno.


Per motivi da ricondursi alla fine della loro relazione sentimentale, l’uomo ha posto in essere una serie di comportamenti molesti e minacciosi nei confronti della ex coniuge, attraverso condotte assillanti ed invasive ripetute nel tempo quali telefonate, appostamenti, pedinamenti.


La relazione, durata all’incirca 13 anni, era stata incrinata dal marito proprio a causa dei suoi atteggiamenti dispotici e tirannici; a seguito dell’ennesima lite, avvenuta nel novembre del 2015, alla presenza dei figli, la moglie aveva richiesto l’intervento della Polizia e dopo quest’ultimo episodio i coniugi aveva instaurato la causa di separazione.


Con il passare del tempo l’atteggiamento ossessivo dell’uomo si era manifestato anche nei confronti del nuovo compagno della ex moglie, al punto di arrivare a denunciarlo alla Polizia imputandogli di averlo minacciato di morte con una pistola. Accuse risultate assolutamente infondate a seguito delle indagini effettuate dalla Squadra Mobile.
Tali atteggiamenti avevano portato la donna e il nuovo compagnano a vivere in un profondo stato di ansia e paura, costringendoli a modificare le loro abitudini di vita e a temere per la propria incolumità.
La scrupolosa attività di indagine, svolta dagli investigatori della Squadra Mobile, specializzati nei reati contro la persona, ha consentito di raccogliere una serie di fonti di prova che hanno permesso alla Procura della Repubblica di Modena di richiedere in via d’urgenza al G.I.P., in attesa degli sviluppi processuali, l’emissione della misura coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese, quantificato in 200 metri.

 

 

Pubblicato in Cronaca Modena

Personale della Squadra Mobile ha eseguito ieri la misura cautelare del “divieto di avvicinamento alla persona offesa”, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Modena il 18 settembre scorso a carico di un italiano di 30 anni, indagato per i reati di atti persecutori, sequestro di persona e violenza privata nei confronti della ex fidanzata.


È un altro caso di stalking da inizio anno, trattato dalla Sezione della Squadra Mobile specializzata nei reati contro la persona e conclusosi con l’emissione di una misura cautelare in attesa degli sviluppi processuali.
Il 30enne, nel corso della relazione durata all’incirca tre anni e anche successivamente alla fine del legame sentimentale, ha posto in essere reiterate condotte assillanti ed invasive nei confronti della donna, realizzate mediante telefonate, appostamenti, pedinamenti, incontri indesiderati, ovvero una serie di azioni persecutorie dirette ed indirette tali da incutere uno stato di soggezione nella vittima e da provocarle un disagio fisico e psichico, nonché un inevitabile grave stato di ansia e timore per la propria incolumità.


L’uomo, durante la relazione affettiva, in occasione di un litigio era addirittura arrivato a segregarla all’interno della camera da letto, chiudendo a chiave la porta e bloccando la tapparella dall’esterno, motivo per cui è stato accusato di sequestro di persona. In altre occasioni l’aveva aggredita non solo verbalmente, ma anche sferrandole schiaffi al volto, tirandole i capelli e afferrandola con forza per poi lasciarle lividi sul corpo.
La donna sfinita dalle continue vessazioni ed impaurita dall’atteggiamento dell’ex fidanzato, che l’aveva anche minacciata di morte, si è rivolta alla Polizia di Stato.
Gli investigatori, grazie ad una minuziosa attività di indagine, hanno raccolto una serie di fonti di prova che hanno permesso alla Procura della Repubblica di Modena, nella persona del dott. Amara, di richiedere in via d’urgenza al G.I.P. l’emissione della misura coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, quantificato in 200 metri, a cui si aggiunge il divieto di comunicare con la vittima attraverso qualsiasi mezzo.

Pubblicato in Cronaca Modena
Sabato, 02 Febbraio 2019 11:26

Quando lo Stalker è Donna!

Quando lo Stalker è Donna! Escono insieme una volta, lei lo bombarda con 159.000 SMS. Una donna è stata accusata di aver inviato 159.000 messaggi di testo a un uomo che ha conosciuto su un sito di incontri riservato ai milionari. L'uomo d'affari ha risposto ad alcuni messaggi prima di bloccare il suo numero. Ha presentato una denuncia contro Jacqueline Ades, 33 anni. La donna verrà processata nel tribunale della contea di Maricopa a Phoenix, in Arizona.

Secondo la denuncia, Jacqueline e la sua vittima avevano un appuntamento. Si separarono prima della fine della notte. Lei ha mandato messaggi ogni giorno per dieci mesi, a volte fino a un numero di 500. E' passata dalle dichiarazioni d'amore alle minacce.

"Preparerò il sushi con i reni e le bacchette per mangiarlo con le ossa delle mani", gli ha scritto. L'uomo ha spiegato alla polizia che era stato chiaro con Jacqueline che non voleva più vederla. Ha chiamato la polizia quando l'ha vista sostare con l'auto davanti a casa sua nel luglio 2017. Poi lo scorso aprile, grazie al sistema di sorveglianza della casa dell'uomo che era in viaggio all'estero, Jacqueline è stata arrestata dalla polizia dopo essere stata sorpresa delirante con un coltello nascosto nella sua auto nei pressi dell'abitazione dell'uomo.

Dopo il suo arresto è stata rilasciata, ma è stata rimandata in carcere l'8 maggio dopo aver omesso di comparire in tribunale, per andare nel luogo di lavoro della vittima, dichiarando di essere sua moglie. Numerosissime telefonate, in orari impensabili,comportamenti di controllo e sorveglianza,autoinviti in casa senza preavviso e nei momenti meno opportuni.

È così, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", che si comporta una stalker: non accetta i limiti e pretende che l'altro sia costantemente a sua disposizione. Se ciò non accade diventa aggressiva, come nel caso appena raccontato.

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(1 febbraio 2019)

Nella giornata di ieri, personale della Squadra Volante ha tratto in arresto un cittadino italiano, di anni 52, per il reato di atti persecutori.

Gli agenti sono intervenuti, nel cuore della notte, in zona Ganaceto, a seguito di una chiamata alla linea di emergenza 112NUE da parte di una anziana residente che stava subendo minacce di morte da un vicino di casa, il quale nonostante l'arrivo della Polizia ha continuato nel suo atteggiamento minatorio.

Nel corso dell'intervento gli agenti sono stati avvicinati da molti residenti, in forte stato di agitazione, esasperati e spaventati dai reiterati comportamenti minacciosi e dalle aggressioni messe in atto dal vicino, che con il tempo hanno cagionato loro perduranti e gravi stati d'ansia e paura, fondato timore per la propria incolumità e per quella dei loro famigliari, fino al punto di costringerli a modificare le proprie abitudini di vita.

L'uomo è già noto alle Forze dell'Ordine in quanto in passato sono stati numerosi gli interventi della Volante a seguito delle ripetute aggressioni, minacce, molestie e danneggiamenti a cose, perpetrate dal 52enne nei confronti dei propri vicini di casa.

L'uomo, gravato da numerosi precedenti di Polizia per violenza privata, lesioni personali, resistenza a P.U., reati contro il patrimonio, disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, guida sotto l'influenza dell'alcool, è stato pertanto accompagnato in Questura per più approfonditi accertamenti, al termine dei quali è stato trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa del processo con rito direttissimo.

Pubblicato in Cronaca Modena

Uomini violenti che maltrattano e picchiano le proprie compagne o ex. Due gli arresti a Reggio Emilia per altrettanti casi di violenza nei confronti di due donne, la cui colpa principale è stata di avere incontrato la persona sbagliata.

Il primo caso si è verificato a Montecchio, nella val d'Enza, dove un uomo di 36 anni è stato arrestato e portato in carcere dai carabinieri, accusato di aver rotto le costole e perforato un polmone alla moglie, anche dopo la separazione. A riferirlo è l'agenzia ANSA che fa risalire l'episodio principale all'agosto scorso quando l'ex marito ha preso a schiaffi la donna e l'ha sbattuta al muro provocandole fratture al costato.

Nel secondo caso invece i carabinieri hanno tratto in arresto un 55enne di Scandiano che avrebbe molestato e minacciato, sia tramite sms sia fisicamente - in una circostanza armato anche di coltello - l'ex fidanzata di 28 anni, non volendo accettare la fine della loro relazione. Un tasso di violenza che avrebbe suggerito al Magistrato della procura di Reggio Emilia di chiedere gli arresti domiciliari che il GIP ha accolto.

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

Il 10 gennaio scorso  personale della Squadra Mobile ha dato esecuzione all'Ordinanza di Applicazione della Misura Personale Coercitiva del Divieto di Avvicinamento alla parte offesa, emessa nella medesima giornata dal G.I.P. del Tribunale di Modena, nei confronti di una donna indagata per il reato di stalking, già ammonita dal Questore di Modena nel 2016.

L'indagata, una donna italiana di 48 anni, che aveva da alcuni anni una relazione extraconiugale con il marito della vittima, dopo che quest'ultima era venuta a conoscenza della situazione, aveva iniziato a perseguitarla con messaggi, foto e video che la ritraevano insieme all'amante, seguendola e facendosi trovare nei luoghi frequentati dai due coniugi.

Una volta terminata la relazione extraconiugale, l'atteggiamento persecutorio, offensivo e minaccioso è continuato anche nei confronti dell'ex amante.

Pubblicato in Cronaca Modena
Mercoledì, 20 Dicembre 2017 11:15

Cittadino senegalese arrestato per stalking

Nel pomeriggio di lunedì 18 dicembre, equipaggio di questo Ufficio interveniva in Via Modigliani in quanto una ragazza italiana riferiva essere infastidita dal suo ex fidanzato senegalese.

La pattuglia intervenuta, giunta tempestivamente sul posto, ha trovato la giovane in un forte stato di agitazione e fosse fortemente impaurita. Dopo essere stata posta in disparte e comunque lontana dall'uomo, sentendosi parzialmente rassicurata dalla presenza degli operatori, la giovane spiegava, con non poca fatica, come l'uomo lì presente tale K.O. classe 1992, senegalese, s.f.d., incensurato, e con ricorso in atto avverso il provvedimento di rifiuto del permesso di soggiorno, fosse soggetto con il quale aveva intrattenuto una relazione sentimentale della durata di circa 1 anno, storia terminata nell'agosto del c.a.

La giovane raccontava, come sin da subito la relazione fosse stata molto tormentata causa la forte gelosia dell'uomo, le continue minacce di ritorsioni qualora lo avesse lasciato e le condotte, in alcuni casi violente, che l'uomo aveva agito nei suoi confronti come nell'occasione in cui l'aveva afferrata per il collo, stringendo con forza, impedendole di chiamare il 113.

Sempre la giovane, raccontava poi come ad agosto 2017, approfittando del fatto che l'uomo si era recato in Spagna alla ricerca di lavoro, ne aveva approfittato per comunicargli la fine della relazione, cosa che aveva scatenato la reazione dell'uomo che aveva cominciato ad assillarla con numerose chiamate e plurimi sms - alcuni ancora ricchi di minacce e propositi di vendetta – tanto da indurla a bloccare il numero del senegalese.

Aggiungeva poi che da circa una settimana, avendo fatto ritorno in Parma, l'uomo aveva cominciato ad assillarla presentandosi sotto la sua abitazione, citofonandole più volte, aspettando per ore sotto la sua abitazione, condotte che le facevano temere per la propria incolumità, stante anche le pregresse minacce.

Tornando al giorno dell'intervento la donna riferiva che poco prima dell'intervento, K.O. si era ripresentato per l'ennesima volta presso la sua abitazione, suonando insistentemente il citofono; nell'occasione, il nuovo fidanzato della giovane scendeva in strada per spiegare al senegalese che la storia era finita circostanza nella quale veniva anche lui minacciato, strattonato con forza tanto da subire anche il danneggiamento dei propri capi di abbigliamento.

La donna impaurita scendeva in strada nel tentativo di dividere gli uomini circostanza nella quale K.O. la baciava con forza e contro la sua volontà, in segno di sfregio verso la donna, irridendo il nuovo fidanzato.

Stante quanto sopra riportato, raccolta dettagliata denuncia sporta dalla giovane, K.O. veniva tratto in arresto per il reato di stalking, nonché indagato per violenza sessuale, minacce e danneggiamento.

Al termine dell'udienza per direttissima tenutasi nella mattinata di ieri il senegalese K.O. veniva condannato al divieto di avvicinamento alla donna, con obbligo di rimanere a distanza dall'abitazione della medesima e dai luoghi dalla stessa solitamente frequentati e quindi rimesso in libertà.

Pubblicato in Cronaca Parma
Lunedì, 30 Ottobre 2017 16:24

Perseguita la ex compagna: arrestato

Aveva già sporto quattro denunce negli ultimi venti giorni, ma non erano bastate a far desistere l'uomo. Ieri sera l'ennesimo episodio.

Già dalla mattina, l'ex convivente si era presentato sotto casa della donna in via Rismondo e citofonando insistentemente aveva chiesto di entrare in casa con la scusa di prendere gli ultimi effetti personali. Per tutto il giorno poi si erano susseguiti messaggi con offese e minacce.

Verso sera, l'uomo si è ripresentato sotto casa per farsi aprire ma la signora cercando di prendere tempo, ha avvertito la Polizia.
Arrivati sul posto, gli agenti hanno identificavano A.A., della provincia di Caserta e residente a Parma, con vari precedenti, già denunciato per reati specifici, arrestandolo per atti persecutori.

Pubblicato in Cronaca Parma

Sono pesanti le accuse per un uomo di trentatré anni, residente nella provincia di Piacenza, arrestato per aver perseguitato l'ex compagna.

A far scattare le indagini da parte del Nucleo investigativo scientifico e sicurezza (Niss) della Polizia Municipale è stata una giovane donna non ancora trentenne, dalla cui denuncia è emerso un quadro di violenze, psicologiche e fisiche, che l'ex fidanzato perpetrava da alcuni mesi nei suoi confronti, ovvero dalla fine della loro relazione. L'uomo è così finito direttamente in carcere su disposizione del sostituto procuratore, Ornella Chicca.

I due, colleghi di lavoro, avevano iniziato una relazione nel 2013, successivamente interrotta dalla ragazza nel novembre dello scorso anno. Da quel momento l'uomo, non accettando la separazione, ha cominciato a perseguitarla con telefonate, sms, post sui social e numerosi appostamenti sotto casa per spiare e tenere sempre controllata la giovane in ogni suo movimento. E costringendo talvolta la stessa a chiedere di essere accompagnata a casa da conoscenti o amici per maggiore sicurezza.

In un'occasione, in auto da sola e dopo un concitato inseguimento, la giovane per sfuggire al suo persecutore si era precipitata all'interno di un centro commerciale, per poi chiamare un'amica con la quale fare rientro a casa. A volte, il semplice like di un amico a una sua frase o a un post su facebook, erano in grado di scatenare il tormento inquisitorio da parte dell'uomo per sapere se l'amico era o no il nuovo fidanzato.

La ragazza, dopo aver tentato nonostante la paura di mettere fine alla drammatica situazione attraverso alcuni incontri chiarificatori, fidando in un cambiamento e in ricordo del sentimento che li aveva uniti, ormai all'esasperazione per le vessazioni psicologiche, morali e fisiche che stava subendo, si è rivolta quindi alla sezione investigativa della Polizia Municipale, che da subito si è adoperata al fine di garantire la sicurezza della giovane e ricercare le prove necessarie per richiedere un'idonea misura cautelare all'autorità giudiziaria (dal contenuto dei messaggi - oltre mille in due giorni tra email, whatsapp e sms – gli agenti avevano capito che l'uomo pedinava la ragazza e che spesso era appostato nei pressi della casa).

L'arresto in flagranza è avvenuto lo scorso 17 agosto, quando la giovane, pronta per trascorrere una serata in compagnia delle amiche, come ormai non aveva più fatto da alcuni mesi, si era accorta della presenza del suo aguzzino nei pressi dell'abitazione, pronto a seguirla in auto. Sempre in contatto telefonico e anche visivo con gli agenti della Municipale, la ragazza era quindi uscita in auto con le amiche e una volta arrivata a destinazione era stata avvicinata dallo stalker. A questo punto gli agenti del Niss sono intervenuti, per arrestare e poi condurre in carcere alle Novate l'uomo, che dopo l'interrogatorio del gip è stato rimesso in libertà e a cui è stato notificato un provvedimento di divieto di avvicinamento alla giovane.

Pubblicato in Cronaca Piacenza

Stalking: arresti domiciliari per l'ex compagno che dopo una prima condanna per lesioni e molestie viene perdonato dalla sua vittima e ritorna a picchiarla e tormentarla.

Parma, 3 maggio 2017

La loro relazione era iniziata nel 2015 e nei primi mesi lui, G.T. un cittadino albanese di 35 anni residente in provincia di Parma, aveva mostrato il suo lato più tenero ed affettuoso. Poi, già verso la fine dell'anno, aveva iniziato ad assumere comportamenti sempre più aggressivi e violenti dettati da una cieca gelosia, impedendo alla compagna, G.Y. trentenne rumena residente a Parma, di coltivare le proprie amicizie e giungendo in varie occasione a picchiarla violentemente. La donna, già a partire dal gennaio dello scorso anno, ha iniziato a denunciare gli atteggiamenti aggressivi del suo compagno, ma solo nel maggio dello stesso anno ha deciso di troncare quel rapporto malsano e raccontare le gravi violenze subite, consentendo alla locale Procura del Repubblica di richiedere ed ottenere l'applicazione nei suoi confronti della misura cautelare degli arresti domiciliari. Trascorrono vari mesi e, nel novembre del 2016, l'uomo viene condannato in primo grado per i reati di lesioni personali e molestie. Dopo la condanna, la donna, credendo in suo reale pentimento, decide di ritornare sui suoi passi e si riavvicina al suo aguzzino. Ancora una volta, nel primo periodo, l'uomo si dimostra affettuoso ed amorevole, prospettandole una nuova vita insieme e proponendole, addirittura, di entrare in società con lui nella sua attività. G.Y. accoglie con entusiasmo questa proposta, che appare ai suoi occhi un ulteriore prova della reale volontà dell'uomo di costruire un sereno percorso di vita insieme. Le speranze della donna, però, crollano quando, di rientro da una serata trascorsa fuori alla fine del mese di gennaio, l'uomo, completamente ubriaco, inizia ad offenderla pesantemente, ad accusarla di aver avuto rapporti con uomini a lei sconosciuti ed a picchiarla selvaggiamente con schiaffi e calci, strappandole ciocche di capelli e causandole lesioni diagnosticate con 7 giorni di prognosi. Solo in quel momento, percependo di aver corso il rischio di perder la vita, G.Y. decide di troncare definitivamente ogni rapporto con l'uomo. L'uomo, da quel momento in avanti, cerca in ogni modo di riallacciare un contatto con la donna, chiamandola ripetutamente al telefono, raggiungendola nei pressi della sua casa o cercando negli amici in comune un utile intermediario. La donna, che nel frattempo si è presentata presso la Squadra mobile per formalizzare una nuova denuncia, è finalmente irremovibile. L'uomo, vistosi rifiutato ed in cerca di vendetta, decide di colpire la donna nei suoi affetti e nelle sue amicizie, diffondendo tramite facebook e nei gruppi whatsapp messaggi contenenti informazioni di natura personale sul suo conto, o frasi contenenti deliranti ingiurie e pesanti offese. L'attività svolta dal personale della sezione "reati contro la persona" della Squadra Mobile ha consentito di cristallizzare le dichiarazioni della donna e di trovare numerosi riscontri nelle testimonianze rese dalle persone vicine alla "coppia", ricostruendo un contesto di violenza e soprusi ed un mirato tentativo di denigrarne l'immagine diffondendo false notizie sul suo conto. Nella mattinata di sabato, il medesimo personale, ha dato esecuzione all'Ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa su richiesta della locale Procura, sottoponendo agli arresti domiciliari l'uomo, indagato per i reati di atti persecutori e lesioni personali aggravate.

Pubblicato in Cronaca Parma
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