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Lunedì, 31 Dicembre 2018 07:12

Crateri lunari a Colorno?

A Colorno, in un'area non centralissima come può essere la piazza della reggia, ma pur sempre molto popolata ed importante, il manto stradale è talmente dissestato che consigliamo ad ogni colornese di munirsi di fuoristrada. Pur facendolo però il problema non si risolverebbe del tutto, perchè anche i marciapiedi sono in parte difficilmente praticabili, e lacerati dalle crepe. Occorre davvero molta attenzione nel percorrere la via Pasini fino alla piccola salita della strada che conduce alla frazione di Vedole. Le crepe, le buche e gli avvallamenti iniziano dalla rotonda del Conad, continuando dalla caserma dei carabinieri del paese, costeggiando il parco della zona, fino al campo da baseball.

Arrivati all'incrocio che conduce a destra al campo da baseball e a sinistra in Via Macedonio Melloni, qualcuno potrebbe pensare che finalmente cambiando direzione, la strada diventi migliore. Nulla di più sbagliato, purtroppo. Percorrendo la strada che conduce al campo da baseball, si possono notare almeno due grosse buche dall'altezza di svariati centimetri. Buche che quando piove diventano delle vere e proprie mini piscine, in grado di danneggiare facilmente i semiasse delle automobili e gli ammortizzatori.

Volgendo invece a sinistra verso via Macedonio Melloni, la strada è ancora peggiore. A causa del passaggio di mezzi pesanti che quotidianamente arrivano alla Wittur e alla Cerve, il manto stradale è trivellato di buche. Sembra di essere sulla luna.

Sono già diversi anni che queste strade si trovano in tali terribili condizioni, e le stagioni invernali che continuano a sussegguirsi con gelo e neve, non fanno altro che peggiorare la situazione, aumentando il dissesto stradale, rendendo sempre più pericoloso il percorso sia per le auto che per biciclette e pedoni.

Il gruppo

AMO - COLORNO

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Durante l'ultimo giorno dell'anno è consuetudine dare sfogo alla propria euforia di festa attraverso una pratica retrograda e "medievale" che oltre ad essere pericolosa per l'uomo stesso, lo è anche per i nostri amici animali e per l'ambiente.

I botti di capodanno hanno un effetto molto dannoso per la salute umana sia per la pericolosità intrinseca nel maneggiare ordigni esplosivi carichi (anche se in piccolissima parte), di polvere da sparo; sia perchè si assiste all'incremento del particolato nell'atmosfera, che è il maggior elemento d'impatto inquinante nelle aree urbane. Petardi e fuochi d'artificio rilasciano inoltre particelle metalliche presenti nel loro colore, in grado di causare problemi non di poco conto a persone che soffrono di asma e problemi cardiovascolari. I botti sono pericolosi per le lesioni che possono procurare a chi li maneggia senza praticità, procurando lesioni al volto, alle mani, alle braccia, agli occhi e alle orecchie, causando delle ustioni di primo, secondo e terzo grado. Frequenti sono stati episodi di cronaca nei quali si raccontava di persone che avevano subito (in conseguenza all'uso di petardi), la perdita di un dito o una lesione agli occhi. Oltre a ciò il fragore dei botti viene percepito dai nostri animali domestici, con un'intensità molto superiore della nostra. Gli scoppi dei petardi li portano ad uno stato di stress e paura in grado di causarne addirittura il decesso. La notte di capodanno tantissimi cani e gatti presi dal panico perdono l'orientamento e tentando la fuga in strada causando gravi situazioni di pericolo per gli automobilisti. Altri invece si gettano nel vuoto se lasciati soli sui balconi.

Sembra che stiamo descrivendo uno scenario apocalittico ma se per noi la notte di capodanno è motivo di festa e buon cibo, per i nostri animali da compagnia è davvero uno scenario di guerra, di bombardamenti e di paura profonda.

Per tale motivo, così come hanno già fatto altri comuni della nostra provincia e d'Italia, chiediamo, iniziando da Colorno, di disporre divieto d'uso di botti che esplodono e fanno rumore, al fine di tutelare le persone, l'ambiente e gli animali. Doveroso gesto civico delle istituzioni.

Il gruppo
AMO - COLORNO

Pubblicato in Salute e Benessere Parma

Il Questore di Parma chiude per 15 giorni il Bar Caffetteria "Maria Luigia" di Colorno.

Nella giornata di ieri, 20 dicembre 2018, è stato notificato al titolare del pubblico esercizio ad insegna "CAFFETTERIA MARIA LUIGIA", ubicato in piazza Garibaldi a Colorno, il provvedimento emesso dal Questore di Parma, ai sensi dell'art. 100 del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.), con il quale è stata disposta la sospensione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande all'interno del suddetto pubblico esercizio, per un periodo di 15 giorni.

Il provvedimento del Questore, che ha come finalità la tutela dell'Ordine e della Sicurezza Pubblica, è stato adottato a seguito di una operazione di polizia giudiziaria compiuta, nel corso della settimana scorsa, dai militari del Comando Provinciale di Reggio Emilia che ha portato all'arresto di un soggetto legato al pubblico esercizio per i reati di ricettazione e detenzione abusiva di armi, nonché detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Posta la evidente pericolosità sociale della caffetteria, diventata luogo di spaccio di sostanze stupefacenti e di frequentazione di persone gravitanti in ambiente criminogeno, il Questore di Parma, con tale provvedimento, ha così inibito la prosecuzione di una situazione di pericolosità sociale al fine di prevenire il reiterarsi di condotte criminali.

Tale provvedimento, adottato a seguito di una tempestiva attività della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Parma, impegnata quotidianamente in una azione di monitoraggio del territorio e di vigilanza sull'andamento dell'ordine e della sicurezza pubblica della provincia, è stato reso esecutivo in data odierna dai Carabinieri di Colorno.

Pubblicato in Cronaca Parma
Venerdì, 21 Dicembre 2018 09:03

Raccolta fondi Filomena

Il gruppo AMO COLORNO ha deciso di fare azione concreta per dare una mano alla famiglia Cataldi, a seguito della tragica scomparsa di Filomena, brutalmente assassinata da un vicino di casa (che ormai verrà riconosciuto incapace d'intendere e volere). La famiglia di Filomena dovrà pagarsi anche le spese legali a causa della mancanza di un fondo governativo atto a sostenere le vittime di femminicidio.

Si è deciso quindi di avviare una raccolta fondi dal titolo "Un salvadanaio per Filo". Raccolta che durerà fino al 10 di gennaio del prossimo anno. Il ricavato della raccolta verrà interamente devoluto alla sorella di Filomena, Rosangela, e servirà per risarcire parte delle spese legali da loro sostenute.

Vogliamo mobilitarci perchè la solidarietà è meravigliosa, ma un atto concreto vale più di mille parole.

Chiunque voglia supportare la nostra raccolta, può contattarci via email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o scrivere al gruppo Amo - Colorno direttamente su facebook.

 

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Il gruppo AMO - COLORNO ha deciso di scrivere alle più alte cariche dello stato per ciò che sta accadendo in merito alla vicenda di Filomena Cataldi, brutalmente assassinata da un vicino di casa di origini cinesi a San Polo di Torrile. La missiva è stata indirizzata al presidente della repubblica Sergio Mattarella e ai ministri Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Nello scritto si chiede di intervenire sulle leggi attuali, al fine di garantire pene certe per gli autori di femminicidi, indipendentemente dall'eventuale capacità di intendere e volere, intervenendo anche sul caso proprio di Filomena, e l'istituzione di un fondo governativo per il pagamento delle spese legali in favore delle famiglie delle vittime, da elargire come si fa con il patrocinio gratuito per gli aventi diritto.

Dopo un lungo colloquio con Rosangela (la sorella di Filomena), membra di AMO - COLORNO, si è deciso di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per far si che ciò che accade alla famiglia Cataldi, non capiti più. Rosangela sta attraversando un momento terribile, e nonostante ciò deve farsi forza per cercare di "consolare" le sofferenze dei genitori settantenni e di sua figlia, che da un pò di tempo non riesce più a dormire la notte e che ha iniziato a frequentare uno psicologo temendo di subire la stessa sorte della zia. Rosangela è una ragazza forte e di cuore che ha visto spegnere il suo sorriso perdendo una delle persone più importanti della sua vita. Per lei Filomena era tutto, era più di una sorella. Era un'amica, una confidente, la metà del suo cuore e il suo ossigeno. La sua perdita è stata la fine di un bellissimo percorso d'amore famigliare; la perdita di due vite anziché di una sola. La fine di una bellissima favola.

Filomena manca da morire ai suoi cari e anche a tutti noi del territorio di Colorno e Torrile. Una mancanza che sente anche chi non la conosceva, continuandosi quotidianamente a chiedersi perchè tanta violenza e crudeltà nei confronti di una donna poco più che quarantenne, dal fisico esile e dal carattere gentile che mai avrebbe fatto male ad una mosca. Il dolore non se ne vuole andare e il giudizio della legge è stato crudele. E' come se Filomena fosse stata uccisa per la seconda volta". Il suo assassino è stato riconosciuto completamente incapace d'intendere di volere e quindi non farà nemmeno un giorno di carcere. Farà l'ergastolo presso una struttura REMS e alla famiglia di Filomena toccherà pagarsi addirittura le spese legali. Pensiamo che non sia giusto tutto questo. Che non sia giusto che la famiglia debba pagare un prezzo ancora più alto di quello che già ha dato.

Auspichiamo nella sensibiltà delle istituzioni perchè le famiglie di queste atroci disgrazie non possono e non devono essere lasciate sole. Hanno bisogno della vicinanza dello stato.

Il gruppo Amo Colorno
18/12/2018

Pubblicato in Cronaca Parma
Lunedì, 17 Dicembre 2018 16:08

Nebbia e Neve da Colorno

Colorno - Via Giulio Onesti. In foto si scorge la palestra Ferrari. 

da Amo-Colorno

Pubblicato in Cronaca Parma
Domenica, 16 Dicembre 2018 08:33

I genitori di Colorno sulla Mensa scolastica

C'è chi impone ai piccoli studenti di non potarsi il pasto da casa, mentre intanto sui media nazionali viene divulgata la notizia che il servizio mensa pagato dalle famiglie a seconda del proprio ISEE, risulta scadente per non dire di peggio. Si parla del fatto che una mensa su tre sia irregolare. Si parla di cibo scaduto, di vermi e sporcizia, oltre che spesso di cibo insano ed insufficiente a sfamare correttamente un bambino, seguendone la giusta alimentazione per la sua età.

Una brutta storia raccontata per un paese, l'Italia, che da sempre ha la cultura culinaria come fiore all'occhiello. L'Italia, il paese del miglior cibo; capitale mondiale della cultura culinaria, divenuta famosa grazie alle pellicole di grandi attori Italiani quali Totò, Troisi e Mastroianni. L'Italia, il paese della pizza, degli spaghetti e del parmigiano.

Un paese che cala tristemente la testa di fronte a quelle aziende (spesso cooperative), che offrono un servizio inumano ai bambini, cercando di "centesimare" anche su una micca, pur di ottenere un ingiusto guadagno.

La cosa ci sconvolge e ci obbliga a chiederci: "Perché non hanno funzionato i tanto decantati controlli dell'eccellente Italia? Italia dei prodotti DOC, IGP, STG etc..?"

Non vogliamo generalizzare perché siamo consapevoli dell'esistenza di ditte serie, che offrono un servizio ottimale e scrupoloso; ma per quei fraudolenti imprenditori vigliacchi che indirettamente se la prendono con i bambini, occorre la massima severità sia sanzionatoria che penale. Chi non rispetta le più normali e semplici norme igieniche deve essere immediatamente chiuso in via definitiva e non deve più avere la possibilità di esercitare tale professione!

Ciò che vorremmo infine sottolineare è che la scuola ora è a tempo pieno, e quindi nel tempo pieno la mensa è tempo scuola a tutti gli effetti. Se abbiamo l'obbligatorietà scolastica, perché chiedere anche alle famiglie di pagare il pranzo dei loro figli?... Perché non realizzare un sistema pubblico per la fornitura del cibo e delle mense scolastiche?...
Pagare le mense e non avere un servizio decente è una vera e propria beffa che mette a repentaglio la salute dei nostri bambini.

I GENITORI DI COLORNO per Il Gruppo
AMO - COLORNO

Pubblicato in Salute e Benessere Parma

Oggi pomeriggio nella sede della Provincia di Parma. Soddisfatto il Presidente Diego Rossi:" Un ulteriore passo avanti per il risolvere il problema. Entro l'estate prossima la riapertura del ponte".

Parma, 13 dicembre 2018 – Oggi pomeriggio, nella sede della Provincia di Parma, a Palazzo Giordani, sono state apposte le firme digitali in calce al contratto per i lavori di ristrutturazione del Ponte sul Po di Colorno – Casalmaggiore.
A firmare sono stati il Segretario generale della Provincia di Parma dott.ssa Rita Alfieri e Mauro Micheli della cordata di Parma Primo Micheli Officine meccaniche srl - Coimpa Consorzio Stabile Imprese associate.

"Un ulteriore passo avanti per risolvere un grave problema del nostro territorio, che coinvolge le popolazioni di due Regioni – afferma il Presidente della Provincia di Parma Diego Rossi –Per questo risultato possiamo ringraziare l'impegno della struttura tecnica che, con l'appoggio dell'intera Amministrazione, ha contenuto i tempi davvero al massimo possibile. Compatibilmente con il clima, le imprese procederanno ora all'impianto del cantiere. Entro l'estate 2019 avremo la riapertura completa del ponte "

 

Nella foto: Alfieri, Rossi, Micheli, Annoni

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Il gruppo AMO - COLORNO è da sempre impegnato a sensibilizzare la collettività sul rispetto verso i beni comuni. Diverse sono state le nostre segnalazioni sul degrado presente nei nostri parchi e per le nostre strade. Da sempre abbiamo guardato con occhio di riguardo il problema e denunciato atti di inciviltà e vandalismo. Riteniamo da sempre che la tutela del territorio in cui si vive e specialmente delle nostre aree verdi sia un dovere di tutti.

In merito a questo, siamo venuti a conoscenza di un fatto orribile avvenuto al parco Ducale di Parma venerdì 7 dicembre nel primo pomeriggio verso le 14.

Una coppia di fidanzati passeggiava tranquilla nel parco quando hanno notato un uomo allontanarsi da una panchina, lasciando su di essa una grossa quantità di rifiuti. Il senso civico del ragazzo in coppia, ha prevalso, e lo stesso ha avvisato l'uomo "che i rifiuti non si abbandonano" e che "esistono i cestini". L'uomo ha prima finto di non conoscere l'Italiano, e poi in Italiano perfetto, tirando fuori un coltello avvolto in un panno, ha minacciato di tagliare la gola al giovane. La ragazza spaventata è fuggita via gridando e chiedendo aiuto fino all'arrivo delle forze dell'ordine.

La storia ci lascia molta amarezza e rabbia. L'incività si combatte anche con un richiamo all'ordine. Non è possibile fare tutto ciò che si vuole, imbrattando, sporcando e danneggiando i beni della collettività.

Poteva sfociare tutto in tragedia e di certo la paura presa dai due poveri ragazzi li segnerà per parecchio tempo.

E' possibile che non si possa far nulla per deterrere episodi di tale inciviltà? Bisogna aver paura a rimproverare qualcuno per paura di ricevere una coltellata?... Bisogna ricorrere al detto "non sento, non vedo non parlo...??"

Molti di noi si impegnano ogni giorno a differenziare i rifiuti, a rispettare la natura e ad essere civili, ma a volte basta un soggetto come quello presente al parco Ducale di Parma, in quel tranquillo pomeriggio di ieri, a distruggere in un attimo il nostro impegno quotidiano.

Anche piccoli gesti all'apparenza innocui di maleducazione e inciviltà, in realtà creano grande degrado. Basta amplificare un singolo gesto per moltissimi altri. Questi limitati gesti di decadenza quotidiana, partoriscono atti di violenza, di criminalità, di sopraffazione del più debole che poi risultano molto difficili, se non impossibili da fermare.

Occorre coinvolgere sempre di più e meglio tutta la comunità spiegando il senso civico e l'educazione, invitando i cittadini a fare squadra, allontanando dal nostro territorio nazionale chi non vuole rispettare le nostre regole e la nostra Italia.

Nicola Scillitani

Coordinatore cittadino

AMO - COLORNO

Pubblicato in Costume e Società Parma
Venerdì, 07 Dicembre 2018 10:22

Ponte sul Po: sospensiva respinta

Il Tar si è pronunciato contro la richiesta della ditta Edil2000, che aveva fatto ricorso contro l'assegnazione dell'appalto da parte della Provincia alla Coimpa. I lavori inizieranno a breve e si concluderanno dopo 150 giorni. Rossi: "Le pratiche saranno accelerate al massimo."

Parma, 6 dicembre 2018 – Il pronunciamento del Tar di ieri pomeriggio è una buona notizia per i territori di Colorno e di Casalmaggiore e per tutti coloro che devono attraversare quotidianamente il Po in quel tratto. Il Tribunale Amministrativo regionale infatti, con, l'ordinanza 192/2018 ha stabilito di non concedere la sospensiva dell'aggiudicazione chiesta dalla ditta Edilmecos in associazione temporanea di imprese con Lavori e Costruzioni Srl e con Edil 2000, che avevano fatto ricorso contro il bando e l'appalto promosso dalla Provincia di Parma, difesa dall'avvocato Paolo Michiara.
La sentenza di merito arriverà il 30 aprile 2019, ma nel frattempo la Provincia di Parma intende far partire i lavori al ponte.

E' soddisfatto presidente della Provincia di Parma Diego Rossi: "Questo primo pronunciamento sancisce che i nostri tecnici e la Commissione aggiudicatrice hanno lavorato bene – dichiara – Adesso conterremo al massimo i tempi tecnici per la sottoscrizione del contratto per partire al più presto, entro il 31 dicembre. Nel frattempo abbiamo già proceduto con gli accordi con i proprietari dei terreni. La Provincia di Parma ha fatto la sua parte efficacemente in tutta la partita."

Se non interverranno problemi imprevisti, i lavori si concluderanno entro 150 giorni dalla consegna ai vincitori dell'appalto, la cordata di Parma Primo Micheli Officine meccaniche srl - Coimpa Consorzio Stabile Imprese associate.