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Ringraziamento da parte del personale e dei direttori dei reparti Covid, commossi da tanto sostegno in un momento di difficoltà che accomuna tutti.

Abbiamo passato momenti di grande tensione e fatica e pensavo proprio di perdere peso – dice un medico del Maggiore mentre si tocca il giro vita - invece qui si mangia da gran ristorante!”.

Una battuta per alleggerire la stanchezza alla fine del turno che racconta la solidarietà manifestata al personale dell’Ospedale Maggiore dai tanti che hanno voluto far sentire la loro vicinanza attraverso il cibo.

Accomunati da un ingrediente prezioso: la generosità.

Un dolce grazie! I produttori del territorio vi sono vicini” è il bigliettino con cui Podere Stuard insieme a Impasto Zero, Caseificio Battistero, Associazione Apicoltori di Parma e Reggio Emilia, Az. Agr. Larovere Cosimo ha accompagnato ognuno dei tanti muffin consegnato al personale del Barbieri, mentre altri ottimi muffin sono stati donati personalmente dalla dottoressa Francesca Arcuri.

Ognuno di noi, con il suo piccolo o grande aiuto, può contribuire alla lotta contro il Covid-19” dice Angelo Mazzieri proprietario della pasticceria Bombé che ha offerto un momento di dolcezza.

Vassoi carichi di torte e tortelli sono invece arrivati da Le Ghiottenerie, mentre la colazione in reparto accompagnata da un cartello manoscritto “Buona colazione e Grazie di tutto” firmato I Ragazzi di via Mordacci” è stata servita dal bar latteria Da Beccio a cui si sono aggiunte torte e brioche dal laboratorio pasticceria “Duprè” di piazzale Lubiana.

Appetitosi piatti caldi sono arrivati e continuano ad arrivare ai reparti Covid dal ristorante “Cocchi”, servizio in corsia anche per l’Osteria “Il Bersò” di Sorbolo che ha “messo a tavola” 50 persone mentre Camst, fornitrice abituale dei pasti al Maggiore e gestore delle mense aziendali, ogni giorno distribuisce gratuitamente bibite e panini al personale impegnato a curare i pazienti affetti da Covid.

Tra i primi ad organizzare un “servizio di catering dedicato” gli chef di Parma Quality Restaurants, l'associazione presieduta dallo chef Andrea Nizzi che riunisce una trentina di ristoratori del territorio. Pasti caldi in contenitori monouso e riscaldabili al microonde, per poter essere consumati durante tutta la giornata. "Il cibo è piacere di stare insieme e abbiamo deciso di mettere il nostro tempo e il nostro talento in cucina a disposizione di chi è in prima linea al fianco dei cittadini nella lotta a un nemico tanto invisibile quanto pericoloso” spiega Nizzi.

Vaschette monoporzione anche da parte del mondo sportivo, come il Club Rugby House di Colorno che a cadenza regolare consegna 60 pasti caldi per il personale mentre bibite e leccornie varie sono arrivati dall'associazione calcistica ASD Lemignano 1988, tramite il professore Vincenzo Vincenti otorinolaringoiatra dell’Azienda ospedaliero-universitaria.

Hanno voluto far sentire il proprio sostegno gastronomico anche il Servizio Veterinario di Langhirano e l’Associazione Futura Parma che ha unito una lettera di ringraziamento “Nel senso di impotenza che sperimentiamo in tanti in questo periodo e con il desiderio di poter fare qualcosa per chi si adopera nel quotidiano anche a rischio della propria salute abbiamo deciso di prenderci cura di voi, per quel poco che possiamo fare”.

E quel poco lo hanno le pizzerie Al Faro di Baccanelli, Laguna Blu di via Gramsci, Pizzeria da Luca di viale Fratti e la Duchessa di piazza Garibaldi.

Allo stesso tempo, alcune aziende alimentari parmensi hanno deciso di donare cibo come atto simbolico di gratitudine e riconoscenza nei confronti di medici, infermieri e volontari.

È il caso di Barilla, Centro Agroalimentare, Prosciuttificio Fratelli Galloni e Parmalat, che si sono attivate per recapitare all'Ospedale Maggiore di Parma una fornitura di frutta e verdura, pasta, snack dolci e salati, succhi di frutta e prosciutto crudo a basso contenuto di sodio pre-affettato.

Affettati e salumi anche da parte del Prosciuttificio Leporati e dell’azienda Parmacotto, forniture di tramezzi da Parma Is e altrettante consegne quotidiane di panini e affettati da Terre ducali e altre delicatezze da L’Officina Alimentare Dedicata.

L’azienda modenese Madonna Industrial Bakery non ha mai fatto mancare pane fresco, pizza e focacce al personale del Maggiore e per alleggerire la fatica una generosa fornitura dei vini dell’Azienda agricola Lamoretti di Casatico; MSL group per conto di Nespresso ha consegnato 4 macchine per caffè con 4mila cialde mentre Buon Ristoro ha regalo snack e 30 chiavette precaricate da utilizzare nei distributori automatici presenti all’interno dell’Ospedale.

La Corte di Giarola ha consegnato pasti alla Terapia intensiva di Parma nel momento di maggior intensità di ricoveri. Al pranzo domenicale sta invece contribuendo Esselunga con vaschette preparate dal reparto gastronomia che saranno integrate, la domenica di Pasqua, con spumante, cioccolatini e colomba per celebrare la giornata di Resurrezione con chi la sta vivendo in corsia.

Uova di Pasqua anche da parte del bar Tolasuldosa, un nome che potrebbe diventare un invito a tutti coloro che devono restare in casa, mentre è concentrato in un mega uovo di cioccolato il regalo del circolo Arci “Il ciclone” di Panocchia.

Cento uova di Pasqua sono state invece consegnati questa mattina dal Parma Calcio 1913 nei piani del padiglione Barbieri. Mentre hanno pensato ai bambini, i volontari di Noi per Loro l’associazione da sempre impegnata al fianco dell’Oncoematologia pediatrica di Parma.

Abbiamo deciso di trasformare la nostra tradizionale campagna pasquale – spiega la presidente Nella Capretti - in una consegna di uova di cioccolato ai bambini che vivono isolati, prima di tutto in Ospedale ed in luoghi individuati in collaborazione con CSV Emilia (ex Forum Solidarietà) e con la Protezione civile”.

Vorremmo ringraziarVi uno ad uno perché ogni vostro gesto ha un significato importante per noi – ha affermato il direttore del dipartimento geriatrico Tiziana Meschi oggi responsabile del Covid hospital del Barbieri a nome del personale e dei colleghi del Maggiore – La nostra gratitudine è davvero tanta. Proprio perché il cibo è un momento conviviale per eccellenza ci avete dimostrato e ci state dimostrando un affetto e un’attenzione pluristellata, se vogliamo misurarle con simboli della migliore gastronomia di un territorio”.

La solidarietà è arrivata davvero in tutti i reparti e in tutti i padiglioni Covid dell’Ospedale Maggiore, tanto che nessuno è rimasto escluso … né a stomaco vuoto.

Attivato uno sportello volontario e gratuito per affrontare lo stress del Coronavirus.
Attività di ascolto a distanza con la collaborazione della cooperativa Mani Parlanti.

Da questa settimana, gli operatori dell’Asp di Parma possono avvalersi di un servizio di supporto psicologico per riuscire a gestire le situazioni di stress causate dall’emergenza Coronavirus.

L’attività di ascolto, che si svolgerà per via telefonica, è aperta anche ai familiari di persone che risiedono nella case protette gestite dall’Asp in città e a Colorno.

Lo sportello è stato attivato in sinergia con gli esperti della cooperativa sociale Mani Parlanti.

L’emergenza Covid-19 ha stravolto le abitudini di vita. Un cambiamento particolarmente difficile da gestire in quei luoghi di lavoro che sono la frontiera di cura per persone a forte rischio, come le strutture gestite da Asp. Nelle residenze per anziani non autosufficienti, le routine e il modo stesso di lavorare risentono di una pressione che può generare ansie, incertezze e altre forme di sofferenza.

L’Asp di Parma, consapevole della forte esposizione allo stress cui i suoi operatori sono sottoposti, ha messo a disposizione fin dall'inizio dell’emergenza la psicologa dell’azienda, dottoressa Silvia Vescovi, a supporto delle equipe di lavoro e dei singoli dipendenti.

Da questa settimana si aggiunge un servizio in più. La Cooperativa Sociale “Mani Palanti”, nota a Parma per la sua qualificata attività a contrasto del disagio psicologico, ha proposto ad Asp di Parma l’attivazione e la gestione di uno sportello di supporto psicologico on-line a favore del personale socio-sanitario e per i famigliari degli oltre 400 ospiti delle strutture di Asp. L’offerta si è subito concretizzata attraverso una specifica convenzione attivata con Asp.

I dati e le informazioni che potranno essere toccate durante i colloqui telefonici verranno trattati protetti dal pieno segreto professionale degli psicologi, all’interno della normativa e legislazione di riferimento.
Le aree di vita che i professionisti dello sportello potranno sostenere e accogliere attraverso conversazioni in remoto audio e video – afferma Gianluca Borghi, amministratore unico di Asp – riguarderanno le relazioni con gli ospiti, fortemente investite di emozioni e affetti in questo momento, le relazioni con i colleghi, con i parenti degli ospiti e con la propria rete familiare sulla quale grava un forte impatto emotivo dovuto agli effetti della pandemia”.

Anche per i familiari delle persone maggiormente a rischio questo periodo è spesso denso di preoccupazioni ed angosce, che tengono alta la tensione. Lo sportello di sostegno psicologico potrà aiutare a trovare maggiore orientamento ed alleggerire emozioni e disagi. Gli operatori delle Cra gestite da Asp – conclude Borghi – questo supporto psicologico a parenti particolarmente provati. Ringrazio gli specialisti di Mani Parlanti per il contributo effettivo che daranno alla gestione di queste difficili settimane”.

Parma 3 aprile 2020 - I militari del nucleo operativo e radiomobile di Parma hanno proceduto a due denunce a piede libero nei confronti di un cittadino crotonese classe 87 residente a Parma e di una cittadina napoletana classe 93 residente a Colorno.

I due soggetti, nei giorni scorsi e in modo separato, si erano recati presso il supermercato Esselunga rispettivamente di via Colaianni e di via Emilia est e avevano tentato di superare le casse con prodotti cosmetici ed alcolici per un valore di circa 400 € cadauno. Un tentativo però fallito per entrambi e la refurtiva
recuperata e restituita agli aventi diritto.

In particolare l’uomo aveva occultato, all’interno del suo zaino e dentro il giubbotto, le bottiglie di materiale sottratto per poi tentare di superare la barriera delle casse e pagare soltanto tre confezioni di acqua naturale.

L'uomo è stato fermato dall’addetto alla vigilanza, il quale ha immediatamente ricevuto il supporto dai militari dell’arma.

La donna invece riusciva ad occultare le bottiglie del materiale all’interno della propria borsa personale per uscire dall’esercizio attraverso un’uscita di emergenza con la refurtiva e senza passare per le casse. Il personale addetto alla vigilanza, osservata tutta la scena, riusciva ad intervenire in tempo e a assicurarla ai militari.

Pubblicato in Cronaca Parma
Lunedì, 30 Marzo 2020 08:53

La Reggia di Colorno si veste col Tricolore

La Reggia di Colorno illuminata di bianco, rosso e verde. I colori della bandiera nazionale splendono in notturna sulla facciata dell’edificio della Provincia. Rossi:”Un messaggio di unità e fiducia, segno dell’impegno corale del nostro Paese contro il virus.” Stocchi:”Un simbolo del generoso sforzo collettivo che in questo momento accomuna il Paese intero.”

Parma, 28 marzo 2020 – Anche la Reggia di Colorno, come già altri edifici pubblici, da ieri sera è illuminata con i colori della bandiera italiana: bianco, rosso e verde.
L’iniziativa è stata realizzata di concerto tra la Provincia di Parma, proprietaria dell’edificio, e il Comune di Colorno

"In questo frangente così difficile per tutte le nostre comunità, abbiamo bisogno di dare anche messaggi di unità, di fiducia – spiega Diego Rossi Presidente della Provincia di Parma - Vogliamo testimoniare che i cittadini sono tutti uniti, insieme alle Istituzioni , a fianco di chi sta lavorando in prima linea per la salute di tutti noi, sotto l'insegna del tricolore. Per questo, anche la Reggia di Colorno è illuminata con i colori della nostra bandiera, come segno di impegno corale del nostro Paese."

Il sindaco di Colorno Christian Stocchi rileva:”Oltre al fondamentale impegno sul campo che si sta profondendo in questo momento delicato, crediamo sia importante sottolineare, con gesti simbolici come questo, la coesione della comunità nazionale, la presenza forte delle istituzioni, la speranza che ci anima e ci dà forza per sconfiggere il virus. Insomma, un ulteriore segno del generoso sforzo collettivo che in questo momento accomuna il Paese intero”.

Nella foto: la Reggia tricolore

Pubblicato in Cronaca Parma

I Carabinieri della Compagnia di Fidenza, coadiuvati dai colleghi di Cuneo, hanno dato esecuzione a due misure cautelari in carcere emesse dal GIP del Tribunale di Parma a carico di altrettanti cittadini italiani, D.G. di anni 64 e D.A. di anni 40, ritenuti responsabili dei reati, tentati e consumati, di furto aggravato in abitazione, truffa aggravata, possesso di segni distintivi contraffatti delle FF.PP. e falso.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma (Sostituto Procuratore dott.ssa Daniela Nunno) e delegata ai Carabinieri della Stazione di Colorno, con il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile dei CC di Fidenza, ha avuto inizio a novembre scorso allorquando i carabinieri della predetta Stazione hanno registrato sul territorio della “bassa parmense” una recrudescenza di truffe e furti in danno di anziani.

In particolare gli inquirenti hanno notato che il 12 novembre 2019 sono avvenuti due gravi episodi da parte di falsi carabinieri, a distanza di pochissime ore.

Nel primo evento, due uomini si sono presentati presso l’abitazione di un anziano di San Secondo Parmense e, con indosso una pettorina con la scritta “carabinieri”, hanno tentato, invano, di raggirarlo per impossessarsi del suo denaro.

Subito dopo si sono allontanati a bordo di una Volkswagen Polo di colore bianco, sulla quale avevano applicato targhe clonate di un altro veicolo corrispondente per marca, modello e colore, ed hanno raggiunto l’abitazione di un anziano di Colorno. Costui, invece, è stato raggirato perché ha permesso ai due di entrare in casa per un controllo delle tubature del gas per presunta infiltrazione di mercurio. Nell’occasione l’anziana vittima, indotta in errore, ha nascosto i suoi preziosi, con l’intento di “proteggerli”, nel frigorifero in attesa che i falsi Carabinieri “sanificassero” gli ambienti. Questi, dopo averlo distratto, si sono impossessati del bottino e sono fuggiti, facendo così perdere le loro tracce.

Dopo circa due settimane i falsi carabinieri, indossando la solita pettorina con la scritta “Carabinieri” ed utilizzando la stessa autovettura con altre targhe clonate, si sono introdotti nell’abitazione di un’anziana di Sissa Trecasali e, con l’ormai collaudato modus operandi del falso controllo delle tubature del gas, si sono appropriati di € 850,00 e vari gioielli, del valore di circa € 21.000,00, che la vittima era stata indotta a nascondere all’interno del frigorifero per preservarlo da ipotetiche pericoli da mercurio.

Sempre con un intervallo di tempo di circa due settimane, a dicembre scorso, i due soggetti hanno colpito con la stessa tecnica presso due abitazioni dello stesso immobile di proprietà di un’anziana di Fontanellato e di sua figlia. Anche qui, con il collaudato pretesto del controllo alle tubature del gas inquinate dal mercurio, le hanno fatto riporre 300,00 € e vari gioielli nel frigorifero e, dopo una banale distrazione della vittima, sono fuggiti con la refurtiva che l’anziana aveva raccolto anche dall’abitazione della figlia.

A questo punto i Carabinieri, supportati efficacemente dai colleghi delle polizie locali dei comuni della bassa parmense (Fidenza, Soragna, Fontanellato, Roccabianca, San Secondo P.se e Colorno), sono riusciti ad individuare attraverso le immagini dei sistemi di video sorveglianza, tra migliaia di veicoli in transito, la targa “pulita”, ossia quella originale, della vettura in uso ai falsi Carabinieri. Sono stati quindi ricostruiti con accuratezza i percorsi effettuati per commettere i reati nella bassa parmense. Inoltre, con il supporto di personale dell’aliquota operativa dei CC di Fidenza, i Carabinieri di Colorno hanno effettuato un periodo di pedinamento e controllo in provincia di Cuneo (zona da cui risultavano provenire le auto utilizzate dagli autori dei furti), riuscendo ad individuare i reali utilizzatori del veicolo, intestato ad una prestanome, e localizzando le loro abitazioni.

A questo punto gli inquirenti, diretti e coordinati dall’A.G. a cui hanno riferito l’esito delle indagini fino a quel momento svolte, hanno ascoltato le vittime dei raggiri che, tramite riconoscimento fotografico, hanno individuato senza dubbio i due odierni arrestati quali autori dei fatti commessi a loro carico.

L’attività degli investigatori non si è fermata ai 5 casi scoperti ma è proseguita e sono stati accertati ulteriori quattro delitti commessi nel medesimo arco temporale con la stessa tecnica, sempre in danno di persone anziane, nei comuni di Soragna, Sissa Trecasali e Roccabianca.

In questi casi i due soggetti si sono sempre qualificati (falsamente) “Carabinieri” ma, per raggirare le vittime, hanno utilizzato un altro sottile stratagemma ovvero, dopo essersi introdotti all’interno delle abitazioni simulando l’arresto di una persona per furto, hanno fatto credere alle vittime che erano in corso delle verifiche sulla refurtiva recuperata. In questo modo, dopo aver avuto a portata di mano denaro e gioielli, con un banale pretesto hanno distratto i malcapitati proprietari di casa e si sono appropriati dei loro preziosi dileguandosi subito dopo.

In totale sono stati contestati loro nove episodi delittuosi, uno per tentata truffa aggravata e otto per furto in abitazioni, oltre ai reati di falso (per aver sostituito la targa dei mezzi con cui giungevano in zona con targhe clonate) e di illecito uso di segni distintivi dell’Arma dei Carabinieri (avendo usato pettorine con la scritta “carabinieri”).

La refurtiva complessiva ammonta a diverse decine di migliaia di euro.

La Procura della Repubblica di Parma, sulla scorta dei gravi puntuali e concordanti indizi raccolti a carico degli indagati per i nove episodi criminosi sopra sinteticamente descritti, ha chiesto ed ottenuto dal G.I.P. presso il Tribunale di Parma le misure cautelari in carcere a carico di D.G. e D.A.

In sede di esecuzione della misura cautelare, sono state effettuate perquisizioni domiciliari a carico degli indagati, che hanno consentito il rinvenimento ed il conseguente sequestro di un rilevante numero di gioielli, evidentemente provento di altrettanti reati.

A tal proposito, l’obiettivo ora è quello di tentare di risalire ai legittimi proprietari di tali gioielli per procedere poi alla restituzione degli stessi.

Pubblicato in Cronaca Parma

8 marzo 2020. Una giornata internazionale della donna molto diversa dal solito. L'emergenza epidemica da Corona virus ha ridimensionato questa ricorrenza solo in parte, "costringendo" le istituzioni a vietare manifestazioni ed eventi e quindi anche commemorazioni dedicate alle donne vittime di violenza che hanno perso la vita per mano di carnefici senza umanità.

Una data l'8 marzo, per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche e le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo.

Pur non potendo svolgere iniziative di nessun tipo, abbiamo sentito il dovere morale di ricordare con voi le tantissime donne vittime di femminicidio e che anche in questo momento stanno subendo violenza fisica e psicologica. I dati istat mondiali sono allarmanti. Il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subito violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila). Nel 2020 in Italia ci sono state ben 15 vittime. 15 donne brutalmente assassinate spesso da coloro che avrebbe dovuto difenderle. Vogliamo ricordare i loro nomi uno per uno: Carla Quattri Bossi di Milano, Concetta di Pasquale Di Catania, Fausta Forcina di Formia, Maria Stefania Kaszuba di Verona, Ambra Pregnolato di Valenza, Francesca Fantoni di Bedizzone, Rosalia Garofalo di Mazara del Vallo, Fatima Zeeshan di Versciaco di San Candido, Rosalia Mifsud di Mussomeli, Monica Diliberto di Mussomeli, Speranza Ponti di Alghero, Laureta Zyberi di Genova, Anna Seergevina Marochkina di Piossasco, Zdenka Krejcikova di Ossi e Larisa Smolyak di Camaiore.

Ogni donna che ha perso la vita per femminicidio non va dimenticata e bisogna continuare a lavorare a livello istituzionale per ridurre questo fenomeno ai minimi termini. Occorre lavorare per una corretta educazione all'interno degli istituti scolastici, insegnando l'importanza del rispetto verso la donna e organizzare incontri formativi in ogni territorio con l'aiuto di esperti e forze dell'ordine.

Occorre garantire pene certe e severe ai carnefici e tutela alle famiglie delle vittime, garantendo l'ergastolo indipendentemente dalla capacità d'intendere e volere per chi uccide, senza garantire nessun tipo di sconto di pena, o detenzione alternativa in strutture come le R.E.M.S. (Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza). E' assolutamente necessario istituire un vero e proprio fondo governativo così come il patrocinio gratuito a spese dello stato, atto a sostenere tutte le spese legali e medico - psicologiche ai parenti delle vittime. Sono punti fermi su cui si deve basare la democrazia di un paese civile come l'Italia.

Punti fermi su cui non ha potuto beneficiare ad oggi nemmeno la famiglia Cataldi, dopo l'assassinio di Filomena avvenuto a San Polo di Torrile nella bassa Parmense. Tale brutale omicidio ai danni di una giovane donna 44enne molto conosciuta, scosse un'intera comunità, essendo Filomena molto amata e conosciuta per il suo carattere mite e per la sua concretezza nell'aiutare tutti. L'omicidio fu eseguito e sembra premeditato da un 36enne di origini cinesi, tale Gueling Fang, suo vicino di casa. "Mostro" che ad oggi non ha fatto nemmeno un giorno di galera essendo stato giudicato incapace d'intendere e volere nonostante la "probabile" premeditazione. Fang è ad oggi detenuto a due passi dal luogo dell'omicidio, ossia presso la struttura Rems Casale di Mezzani. Struttura negli ultimi anni nell'occhio del ciclone, per le numerose fughe di soggetti ad alta pericolosità sociale. Soggetti poi ricatturati in seguito.

Tutto questo ha distrutto un'intera famiglia che ha subito la beffa anche di non essere tutelata e sostenuta dalle istituzioni, e che "vive" quotidianamente in estremo dolore da quel maledetto 22 agosto del 2018. Un maledetto giorno d'estate che ha spezzato non solo la vita di Filomena, ma anche dei suoi familiari e di coloro che l'amavano e la conoscevano.
Storie come questa evidenziano l'incapacità dello stato Italiano di dare risposte certe di giustizia e supporto alle famiglie delle vittime. Occorre intervenire con leggi ad hoc, affrontando il problema con serietà e celerità. Non basta il codice rosso atto ad accelerare giustamente iter giudiziari in caso di denuncia. Non bastano cortei con le candele accese tra le mani e non bastano le panchine rosse. Il ricordo è doveroso e meraviglioso ma ancor di più lo è evitare che una donna perda la vita. Una vita non si recupera.

Intanto noi vogliamo dedicare un pensiero a tutte le donne e a Coloro che sono in prima linea contro l'emergenza del corona virus. Donne viste come fonte di vita, come perno della famiglia e come miracolo meraviglioso. Auguri a tutte voi donne. Ci lasciamo con un desiderio: "Che possiate essere felici e amate davvero, e che se state subendo violenza fisica o psicologica, denunciate. Non abbiate timore di farlo".

Il gruppo
Amo Colorno

 (Foto di copertina di Francesca Bocchia - Mostra Natura & Donna)

Pubblicato in Costume e Società Parma

Colorno 25 febbraio 2020 - Il senso civico è sempre più raro e la consapevolezza di far parte di una comunità e di tutelare il bene comune sta venendo meno ogni giorno di più. Diverse sono le segnalazioni che abbiamo ricevuto nel tempo in merito ad atti vandalici e abbandono di rifiuti e di coloro che hanno richiamato incivili, salvo poi prendersi insulti.

Ultimamente a Colorno abbiamo assistito ad episodi inqualificabili che purtroppo non sono stati sporadici. Negli ultimi giorni è stato incendiato un cassonetto della carta riversata poi in strada in via Allende e al vandalismo nel parco della reggia, dove sono stati abbandonati diversi rifiuti, spostate panchine in legno (non fissate a terra) e dipinte su pietre e muri scritte di poco senso. Tutto questo mette a disagio molti colornesi e di certo anche con molti turisti.

Sarebbe opportuno intanto fissare le panchine della reggia al pavimento, al fine di evitare lo spostamento inconsiderato e iniziare a provvedere con un piano "anti vandalismo e anti abbandono di rifiuti" con un maggior presidio del territorio e con l'utilizzo di videosorveglianza e di foto/video trappole.
Riteniamo fondamentale controllo e sanzionamento, perché solo così facendo pensiamo possano cambiare le cose. Tale fenomeno non può essere sottovalutato e va affrontato con determinazione.

Il gruppo civico
Amo Colorno

Pubblicato in Cronaca Parma

A seguito della richiesta del comune di Colorno indirizzata ad Rfi, di abbattere le barriere architettoniche presenti nella stazione di Colorno, la risposta è stata la medesima che Amo Colorno ricevette nell'anno 2017 dopo l'invio di una missiva in cui si richiedeva celerità nell'intervenire.

Secondo Rfi i disabili che non sono in grado di raggiungere i binari della stazione, vista la ripidissima scalinata, devono recarsi a Parma che dista a circa 15 km distanza, essendo Parma munita di sale blu attrezzate per l'occasione, previa una prenotazione di assistenza ad almeno un'ora prima del viaggio. Una risposta che già a suo tempo ci fece indignare e oggi al ripetersi della stessa, ci sconvolge ancora di più.

Vien da pensare che i suddetti dirigenti di Rfi non cambieranno idea nemmeno questa volta, ma invece di arrenderci, vogliamo ricordare alcuni passaggi fondamentali. 

Il decreto del presidente della repubblica n. 503 del 1996 stabilisce che tutti gli spazi pubblici debbano garantire la fruizione a chiunque abbia capacità motoria limitata, che si traduce non solo nell’abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche nell’installazione di tutti gli ausili necessari agli edifici pubblici per poterli definire accessibili. La Convenzione O.N.U. sui diritti delle Persone con disabilità, ratificata dal Parlamento italiano nel 2009, identifica con precisione la disabilità come “il risultato dell’interazione tra persone con minorazioni e barriere attitudinali ed ambientali, che impedisce la loro piena ed efficace partecipazione nella società su una base di parità con gli altri”. 

Esistono quindi delle leggi ben precise che vanno rispettate e se anche Rfi non ritiene importante la tutela dei disabili, vogliamo ricordare che esistono degli incentivi come previsto ad esempio dalle legge 13 del 1989 e degli sgravi fiscali di non poco conto.
Siamo certi che una società importante come Rfi non vorrà venir meno a obblighi normativi, violando la legge, e che quanto prima vorrà incontrare le istituzioni per trovare il miglior compromesso atto a garantire a chiunque di prendere il treno da Colorno. 

I disabili vivono già una vita di ostacoli, non complicategli ulteriormente le cose.

Il gruppo
Amo Colorno

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Pubblicato in Cronaca Parma
Mercoledì, 19 Febbraio 2020 08:30

Schiuma e cattivi odori nell'acqua dei canali colornesi

Da un po' di settimane i nostri corsi d'acqua sono invasi da schiuma bianca e da un odore poco gradevole. Spesso l'acqua prende anche il colore verde. Dal ponte della piazza di Colorno si può facilmente notare quanto sopra, ma anche dall'argine di Gainago e dal Ponte Albertelli in zona Mezzano Superiore.

Vien da pensare a sversamenti illegali costanti di natura sconosciuta. La cosa preoccupa moltissimi cittadini colornesi che vorrebbero delle risposte rassicuranti da Arpae quanto prima. Tale fenomeno negli ultimi mesi si è ripetuto troppo spesso per essere soltanto un caso sporadico.

Il gruppo civico
Amo - Colorno

A seguito di un decreto governativo, diverse strade d'interesse nazionale sono passate ad Anas, come l'asolana 343 e quindi il ponte sul Po che collega Colorno a Casalmaggiore potrebbe beneficiare di investimenti di riqualificazione e quindi di fondi per la costruzione di un nuovo ponte.

Nuovo ponte che se verrà costruito necessiterà di tempi e di attese prolisse, dovute alla macchinosa burocrazia degli appalti. Tempi lunghi necessitano di essere "coperti" con interventi atti alla salvaguardia di quello attuale, infrastruttura essenziale per la viabilità di collegamento di due regioni ad oggi riparata e che è stata chiusa per quasi 2 anni. Senza interventi repentini di sorta "sanzionatoria" il nostro ponte continuerà a rimanere a rischio, così come è stato fin ora, senza che nessuno intervenisse in maniera concreta. Sembra purtroppo che a ponte aperto, ci si sia del tutto dimenticati del rischio. Il rischio non va confuso con il pericolo. Il pericolo è imminente ma il rischio nel tempo può diventare pericolo.

Per limitare il rischio occorre massimizzare il livello di sicurezza riducendo le sollecitazioni sui vari pilastri del ponte e limitando il carico che ogni giorno l'infrastruttura è costretta a sostenere. Per farlo due cose sono essenziali, e lo dimostrano anche i regolamenti che nessuno fa rispettare se non quando ci riescono le forze dell'ordine, ossia il limite di velocità (50 km/h) e il limite di peso per ogni mezzo pesante (44 tonnellate). Norme che dovrebbero essere osservate in ogni momento, attraverso sistemi fissi di sanzionamento, tanto più a tutela di un ponte riparato e datato anni 60'.

Secondo i dati del Cnr buona parte dei ponti costruiti in Italia ha già abbondantemente superato il ciclo di vita utile e i ponti di un tempo non erano costruiti con materiali innovativi e non avevano un buon coefficiente di SLV (salvaguardia della vita). Negli anni 50' - 70' le leggi sulle costruzioni erano piuttosto scarne.

Alla luce di quanto sopra diviene assolutamente necessario interfacciarsi tra politica e prefetture al fine di posizionare almeno due autovelox con relativa cartellonistica sul ponte e l'utilizzo di un sistema di pesatura dinamica (in movimento) per i mezzi pesanti così come il tutor Pverload posizionato in alcuni tratti autostradali italiani.

Sul tutor overload in passato abbiamo avuto risposta dalla provincia di Parma, dell'impossibilità di una sua installazione a causa della mancanza di una normativa che consente di multare un autoveicolo in movimento in maniera successiva alla violazione seppur constatata da pese affidabili e da videocamere.

Vogliano istituzioni e politica considerare l'alto rischio in cui Colorno e Casalmaggiore, Emilia - Romagna e Lombardia stanno vivendo, e si impegnino a ridurlo il più possibile e il più rapidamente possibile. Il tempo scorre inesorabile e tutto va nel dimenticatoio, fino e speriamo di no, alla prossima e dolorosissima chiusura.

Nicola Scillitani
Presidente del gruppo
Amo Colorno

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