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Le foto della tradizionale fiaccolata svoltasi sabato scorso a Parma in ricordo delle vittime innocenti di mafia, in occasione del 22° anniversario della morte di don Peppe Diana. Da Piazzale Santa Croce, il corteo, organizzato dal Coordinamento provinciale di Libera, ha raggiunto piazza Garibaldi.

Don Peppe Diana venne assassinato a Casal di Principe dalla camorra il 19 marzo del 1994. Sfidò apertamente la mafia tramite una lettera volta a spronare la cittadinanza a non abbassarsi davanti ai Casalesi, un documento intitolato "Per amore del mio popolo".

La fiaccolata, oltre a ricordare il sacrificio di centinaia di donne e uomini liberi, ha voluto ribadire che per amore del proprio popolo a Parma nessuno, istituzioni, Curia, industriali, commercianti, ordini professionali, media, potrà e dovrà ancora tacere ignorando quelle mafie, le collusioni e le relazioni pericolose che stanno mettendo a repentaglio il futuro di questa città.

Ph. Francesca Bocchia

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Teatro e Legalità anteprima 2016: Giovanni Impastato a Guastalla. Conferenza spettacolo venerdì 18 marzo 2016 ore 21 presso Centro Sociale I Maggio (via G. di Vittorio) ad ingresso libero.

Reggio Emilia, 10 marzo 2016

NoveTeatro, con il sostegno e la collaborazione del Comune Guastalla, dà seguito al proprio Festival Teatro e Legalità presentando "Mio fratello Peppino", conferenza-spettacolo che vede protagonista Giovanni Impastato, fratello di Peppino, icona della lotta alla Mafia assassinato nel 1978.
Giovanni Impastato sarà nella nostra città venerdì 18 marzo ore 21 presso il centro sociale Primo Maggio in via G. di Vittorio, angolo via Castagnoli.

L'incontro prenderà spunto dal libro "Resistere a Mafiopoli. La storia di mio fratello Peppino impastato", scritto da Giovanni Impastato e da Franco Vassia, pubblicato da Stampa Alternativa. Scrive Giovanni: "La storia di Peppino Impastato è una storia di giovani, di coraggio, di ribellione e di anche di violenza. [...] La storia di Peppino non è soltanto la sua: è la storia dei suoi compagni, la nostra storia, piena di fatti e di gioie, ma anche irta di spine. in pratica la storia atavica di chi non si rassegna a essere un semplice strumento, ma pretende di lasciare una traccia visibile del suo passaggio".
La conferenza spettacolo "Mio fratello Peppino" è dedicata ai giovani e a tutta la cittadinanza.

L'evento è ad ingresso libero.
Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  - www.noveteatro.it 

(Fonte: ufficio stampa Comune di Guastalla)

Il consigliere regionale della Lega Nord Gabriele Delmonte denuncia di aver subito minacce. L'assessore alla Legalità Mezzetti esprime la solidarietà della Regione all'esponente della Lega Nord oggetto di un violento messaggio intimidatorio. 

Bologna, 11 febbraio 2016

"Le minacce mafiose sono il sintomo di una cultura criminale". Una "emergenza" per Massimo Mezzetti, assessore regionale alla Legalità della Regione Emilia-Romagna, che ha commentato il messaggio inviato ieri all'esponente della Lega Nord da Alfonso Mendicino, cittadino cutrese che da anni vive a Reggio Emilia.
"Le minacce mafiose rivolte al consigliere regionale Gabriele Delmonte sono gravissime e inaccettabili, che non deve essere sottovalutata e ci deve spingere con sempre maggiore determinazione, ciascuno per le proprie competenze, a contrastare con ogni mezzo la diffusione di questa cultura criminale".
"Mendicino cerca ancora una volta di trascinare l'intera comunità calabrese nelle farneticazioni criminali sue e dei suoi accoliti. Questo è un pericoloso gioco a cui la comunità calabrese, composta per la stragrande maggioranza da persone oneste, deve reagire prontamente e noi non dobbiamo cadere nella trappola della generalizzazione".
La presidente dell'Assemblea legislativa Simonetta Saliera, ha espresso solidarietà al consigliere regionale: "La violenza e le minacce devono essere condannate senza appello perché mai possono appartenere al vivere civile della nostra comunità".

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia

La Cia reggiana contro le minacce mafiose a Luca Vecchi. Non solo mafia degli affari. Istituzioni e cittadini chiamati a intensificare la vigilanza.

Reggio Emilia 3 febbraio 2016 - CIA – Agricoltori Italiani di Reggio Emilia esprime la propria solidarietà ed il proprio sostegno al Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, oggetto di tentativi di intimidazione mafiosa, rivoltigli tramite una lettera.
"La città ed il territorio reggiano – afferma il presidente provinciale Antenore Cervi – non possono tollerare minacce più o meno esplicite a cittadini ed istituzioni, né l'insediamento delle cosche nel proprio territorio. Se qualcuno ha mai pensato che da noi si muovesse solamente una 'mafia degli affari' da questo come da tanti 'misteriosi' incendi e danneggiamenti si svela il volto criminale di questi soggetti".
"Istituzioni e cittadini tutti – conclude – sono chiamati ad intensificare vigilanza e rifiuto rispetto a queste organizzazioni, che nella nostra provincia non devono poter trovare terreno fertile per i loro intrighi".

I pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi hanno chiesto condanne sostanziose per 71 degli imputati del processo di 'Ndrangheta Aemilia, nell'aula speciale predisposta alla fiera di Bologna. La sentenza è prevista tra fine febbraio e inizio marzo.

Di A.K.

Reggio Emilia, 4 febbraio 2016

Pene fino a 20 anni. I pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi hanno chiesto condanne sostanziose per 71 degli imputati del processo di 'Ndrangheta Aemilia, nell'aula speciale predisposta alla fiera di Bologna.
A gennaio del 2015 furono arrestate 117 persone accusate di far parte di una organizzazione mafiosa con radici in Calabria ma che si era sviluppata autonomamente, utilizzando come base Reggio.
Prima di Natale 167 erano stati i rinvii a giudizio, solo che molti imputati avevano scelto il rito abbreviato.
Per due capi, Nicolino Sarcone e Alfonso Diletto e per due organizzatori, Giuseppe Giglio e Antonio Silipo, sono stati chiesti 20 anni. Tra gli accusati di concorso esterno, 13 anni e 8 mesi sono stati reclamati per la fiscalista bolognese Roberta Tattini, 12 anni per il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Giuseppe Pagliani.
Per altri tre accusati di essere i promotori dell'associazione di tipo mafioso contestata, Antonio Gualtieri, Romolo Villirillo e Francesco Lamanna, i Pm hanno richiesto 18 anni, 17 anni e 8 mesi, 16 anni e 8 mesi.
Per gli altri associati la richiesta dei pubblici ministeri scende di poco: Giuseppe Richichi (16 anni), Giulio Giglio (15 anni e 8 mesi), Donato Agostino Clausi (15 anni), Salvatore Cappa (14 anni e due mesi), Roberto Turrà (14 anni), Giuseppe Pallone (13 anni e 4 mesi), Francesco Frontera e Alfonso Martino (12 anni e 8 mesi), così come per Domenico Mesiano, poliziotto ed ex autista del questore di Reggio; 12 anni e 4 mesi per Pasquale Battaglia, 12 per Michele Colacino, Selvino Floro Vito e Francesco Lepera.
Dodici anni sono stati chiesti anche per Nicolino Grande Aracri, ritenuto il punto di riferimento della Cosca, ma che nel processo 'Aemilia' non risponde di associazione a delinquere di tipo mafioso: la sua è l'unica posizione per cui sono state chieste assoluzioni per alcuni capi di imputazione.
Tredici anni sono stati chiesti inoltre per un altro poliziotto, Antonio Cianflone, 14 anni per il giornalista Marco Gibertini, 12 anni per Fulvio Stefanelli, marito di Tattini e sei anni per Giovanni Paolo Bernini, ex assessore Pdl del Comune di Parma. La pena più bassa chiesta è stata di 10 mesi. La sentenza è prevista tra fine febbraio e inizio marzo.

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Venerdì 4 dicembre nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia, incontro dal titolo "Contrastare nuove mafie e terrorismo": ospiti i magistrati Scarpinato e Capaldo per un'iniziativa gratuita ed aperta alla cittadinanza in cui si tratterà il tema della criminalità organizzata partendo dal caso del processo "Aemilia". Interverrà anche Carlo Lucarelli, scrittore e giornalista Rai. -

Reggio Emilia, 3 dicembre 2015 -

I magistrati Scarpinato e Capaldo saranno a Reggio Emilia per partecipare all'incontro dal titolo "Contrastare nuove mafie e terrorismo". L'obbiettivo è analizzare il mutamento della criminalità organizzata, partendo dal caso del processo "Aemilia", per cercare di comprendere la trasformazione dei fenomeni criminali più preoccupanti.

L'iniziativa, aperta alla cittadinanza, si aprirà con il procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato, autore del libro "Il ritorno del principe", testo che analizza le complicità esterne alle mafie. Sarà seguito da Giancarlo Capaldo, procuratore aggiunto di Roma, coordinatore del pool antiterrorismo, già responsabile della Direzione Distrettuale Antimafia e autore del libro "Roma mafiosa". Interverrà anche Carlo Lucarelli, scrittore e giornalista Rai.

L'appuntamento è fissato per venerdì 4 dicembre alle ore 20.45 nella Sala del Tricolore, sede del Consiglio comunale di Reggio Emilia. Ad intervistare i tre ospiti sarà Elia Minari, coordinatore dell'associazione culturale antimafia Cortocircuito, autore di video-inchieste sulla 'ndrangheta in Emilia. I saluti di casa saranno portati dal sindaco di Reggio Luca Vecchi e da Natalia Maramotti, assessora a Sicurezza e Cultura della legalità. L'ingresso è libero e gratuito.
Si tratta del decimo appuntamento del ciclo di incontri del progetto "Reggio contro le mafie.it", promosso dall'associazione Cortocircuito in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e la Regione Emilia-Romagna. L'iniziativa è patrocinata dalla Provincia, da Libera, dalla "Alleanza reggiana per una società senza mafie" e dal gruppo "Giovani a Reggio Emilia contro le mafie".

Inoltre sabato mattina i procuratori Scarpinato e Capaldo incontreranno all'auditorium "Malaguzzi", studenti dell'università e di otto scuole superiori di Reggio Emilia. L'iniziativa sarà introdotta da Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia e dall'assessora alla Sicurezza Natalia Maramotti. Anche tale convegno sarà condotto da Elia Minari, coordinatore dell'associazione Cortocircuito.

Sul sito internet www.reggiocontrolemafie.it  è possibile leggere dossier, relazioni, documenti, rassegne stampa e molte altre informazioni sulle mafie a Reggio Emilia. Altre informazioni sul sito www.cortocircuito.re.it

 

'Ndrangheta: sequestro preventivo di beni ai sensi del codice antimafia tra Reggio Emilia, Parma, Crotone, Aosta e Verona. La stima complessiva si aggira intorno ai 30 milioni di euro. Un'azione che si va ad aggiungere alle tante intraprese nell'operazione Aemilia attiva sul territorio. -

Parma, 30 Ottobre 2015 -

Nuovi sviluppi nell'indagine Aemilia, la massiccia operazione che in questi mesi è andata a scoprire e bloccare una fitta rete di infiltrazioni mafiose stanziata sul territorio. Gli ultimi provvedimenti hanno visto eseguire, da parte dei carabinieri del ROS e dei comandi provinciali di Reggio Emilia e Parma, un massiccio numero di sequestri di beni tra Reggio Emilia, Parma, Crotone, Aosta e Verona: la stima complessiva si aggira intorno ai 30 milioni di euro.

Il provvedimento preventivo è stato emesso dal Tribunale di Reggio Emilia, su richiesta del D.D.A. di Bologna, a carico dei fratelli Palmo e Giuseppe Vertinelli, originari di Cutro, ed attualmente detenuti presso il Carcere di Bologna. A loro sono stati imputati i reati di associazione mafiosa, riciclaggio ed intestazione fittizia di beni. I due fratelli sono ritenuti una vera e propria emanazione imprenditoriale del sodalizio di matrice mafiosa attiva sul territorio emiliano, operante anche in Calabria, e collegato alla cosca "Grande Aracri di Cutro".

Più in generale, questa misura di prevenzione patrimoniale ha interessato, oltre all'azienda "Sime Srl." Di Verona, altre 11 aziende, 71 immobili, 22 veicoli e numerosi rapporti bancari e finanziari.

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Si apre oggi nell'aula predisposta ad hoc in un padiglione delle Fiere di Bologna l'udienza preliminare del maxiprocesso Aemilia. Firmata, anche dai sindaci di Bibbiano, Brescello, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo, la procura all'avvocato Tesoriero. Il presidente Manghi: "Ribadiamo il nostro no a ogni forma di mafia". -

Reggio Emilia, 28 ottobre 2015 -

Anche la Provincia di Reggio Emilia e altri cinque Comuni, oltre al capoluogo, si costituiranno parte civile all'udienza preliminare del maxiprocesso Aemilia che si apre oggi nell'aula predisposta ad hoc in un padiglione delle Fiere di Bologna. Il presidente Giammaria Manghi e i sindaci di Bibbiano, Brescello, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo hanno firmato ieri a Palazzo Allende la procura all'avvocato Salvatore Tesoriero del Foro di Bologna, che affiancherà il legale della Provincia Alessandro Merlo. La Provincia di Reggio Emilia e i cinque Comuni si ritengono infatti "persona offesa e danneggiata, e come tale legittimata a costituirsi parte civile, rispetto a tutti i capi di imputazione che hanno ad oggetto i delitti commessi nel territorio dell'ente o la cui manifestazione abbia comunque arrecato un danno all'ente stesso".

L'iniziativa dà seguito all'ordine del giorno approvato all'unanimità dall'Assemblea dei sindaci a poche ore dal blitz, il 31 gennaio scorso, nel quale - oltre a rivolgere un plauso a magistratura e forze dell'ordine per "il durissimo colpo inferto alla criminalità organizzata" e a sottolineare la capacità di contrasto della comunità reggiana, grazie a "una consolidata attitudine alla collaborazione tra istituzioni, Enti e associazioni, nonché a un diffuso senso civico, che ha impedito all'illegalità di tradursi in fenomeno di massa sostenuto dal consenso sociale" - si dava appunto corso a "un approfondimento finalizzato a valutare la possibilità di costituirsi in giudizio come parte civile nei procedimenti per mafia a tutela della comunità".

Lunedì il presidente della Provincia di Reggio Emilia ha quindi firmato il decreto di nomina dei due legali, tra cui l'avvocato Salvatore Tesoriero - legale che esercita presso lo Studio Gamberini di Bologna, incaricato a sua volta di curare la costituzione a parte civile della Regione Emilia-Romagna - circostanza questa "che consentirà un migliore coordinamento delle iniziative processuali con le altre parti civili e un inquadramento delle problematiche antimafia di livello ultraprovinciale", spiega il presidente Giammaria Manghi.

"Al di là del puntare a ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dai rispettivi enti, la nostra iniziativa, che si affianca a quella di Comune di Reggio Emilia e Regione Emilia-Romagna, intende ribadire l'impegno delle istituzioni nel rifiutare e contrastare qualsivoglia forma di prevaricazione e di infiltrazione da parte della criminalità organizzata - aggiungono il presidente della Provincia e i cinque sindaci – Siamo fermamente convinti che l'identità delle nostre comunità si fondi su legalità e civile convivenza e insieme a forze dell'ordine, magistratura e società civile intendiamo continuare con sempre maggiore impegno e tenacia a combattere ed estirpare ogni forma di insediamento mafioso nei nostri territori".

Al processo di oggi a Bologna – nel corso del quale il giudice dell'udienza preliminare valuterà le costituzioni di parte civile - la Provincia sarà presente, oltre che con gli avvocati Tesoriero e Merlo, anche con il consigliere delegato a Lavoro e legalità, Enrico Bini.

(fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

"Solidarietà al direttore di Telereggio, contro ogni intimidazione". L'assessore alla Legalità, Massimo Mezzetti, al fianco di Gabriele Franzini minacciato da esponenti criminali coinvolti nell'inchiesta Aemilia

Bologna – "Apprendiamo di questo ulteriore tentativo di intimidazione nei confronti di un rappresentante dell'informazione, ancora una volta di Reggio Emilia come nel caso della redattrice del Resto del Carlino Sabrina Pignedoli: voglio esprimere a Gabriele Franzini la mia più decisa solidarietà, anche a nome di un'istituzione che sarà sempre al fianco di chi si batta per la legalità e contro ogni tentativo di infiltrazione nel tessuto sano della comunità emiliano-romagnola".

Così l'assessore regionale alle Politiche per la Legalità, Massimo Mezzetti, ha voluto portare la vicinanza a nome proprio e della Giunta regionale al direttore di Telereggio che, oggi si apprende, è stato nel passato fatto oggetto di minacce criminali da parte di personaggi indagati nell'inchiesta "Aemilia bis".

Open data per la prevenzione della criminalità, il contrasto alle infiltrazioni mafiose, la lotta contro la corruzione ma anche per monitorare l'efficacia dell'operazione di ricostruzione

Bologna - Vanno on line tutti i dati relativi ai contributi assegnati per la ricostruzione del patrimonio edilizio privato danneggiato dal sisma del 2012. Un'operazione di trasparenza che vuole essere un'arma efficace per la prevenzione alla criminalità, il contrasto alle infiltrazioni delle mafie, la lotta contro la corruzione. Ma anche un valido strumento di monitoraggio dell'efficacia dell'operazione di ricostruzione.

Un'ordinanza firmata dal commissario per la ricostruzione e presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dispone la pubblicazione dei dati nel sito "Amministrazione trasparente" della Regione, nella sezione "Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici". Cifre relative ai contributi erogati nelle modalità, tempi e forme definiti dal decreto legislativo 33/2013, che saranno richiamate anche sul sito "Terremoto, la ricostruzione".

Inoltre, l'ordinanza numero 33 del 20 luglio 2015 stabilisce che vengano pubblicati nel portale "open data" della Regione Emilia-Romagna i dati relativi alle dichiarazioni di impegno, alle richieste e alle concessioni di contributi concessi per la ricostruzione del patrimonio edilizio privato (destinato a qualunque scopo) danneggiato dagli eventi sismici del 2012, indicando fra gli altri i dati dei professionisti incaricati e dell'impresa affidataria.

I dati riguarderanno le oltre 7700 richieste di contributo già concesse o presentate sul sistema Mude; dati che sono stati completati anche grazie al set informativo messo a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (DIPE), tramite il Sistema Codice Unico di Progetto (CUP) e, per la parte dei pagamenti, il Sistema Monitoraggio Grandi Opere (MGO).

Verranno inoltre pubblicate le istanze di prenotazione confermate al 15 maggio 2015.

A tre anni dal sisma, risultano ancora 3000 le prenotazioni che a oggi non si sono ancora trasformate in domande di contributo. Avranno tempo fino al 31 dicembre 2015.

Lo stesso atto rientra negli strumenti che il commissario delegato nei suoi poteri può istituire come misura di vigilanza sul corretto utilizzo dei fondi assegnatigli, oltre che per la prevenzione del crimine e delle infiltrazioni legate alla criminalità organizzata.
L'ordinanza è pubblicata nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna (Burert).

I dati si trovano a questi link:
http://www.regione.emilia-romagna.it/trasparenza/sovvenzioni-contributi-sussidi-vantaggi-economici/contributi-assegnati-dai-comuni-per-ricostruzione-patrimonio-edilizio-privato-sisma-2012

http://dati.emilia-romagna.it/media/rdp/comune/dati/Terremoto_newAvanzamento.zip

http://dati.emilia-romagna.it/media/rdp/comune/dati/Terremoto_newPrenotazioni.zip

http://dati.emilia-romagna.it/media/rdp/comune/dati/Terremoto_newPagamenti.zip

http://dati.emilia-romagna.it/media/rdp/comune/dati/Terremoto_newSoggetti.zip

http://dati.emilia-romagna.it/media/rdp/comune/dati/Terremoto_newContributi.zip

 

(Fonte Regione Emilia Romagna) 

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