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A Roma si conclude la terza conferenza sulla crisi dei valori cristiani organizzata  dall’associazione parmigiana Intesa San Martino.

Parma 23 ottobre 2019 - Oggi più che mai è importante che il mondo cattolico rimanga unito perché possa tornare ad essere una forza attuale e incisiva nella vita politica del Paese, ripartendo dallo studio e dall’insegnamento della dottrina sociale della Chiesa.
Questo emerge dalla III conferenza nazionale sulla crisi dei valori cristiani ‘Cattolici e politica’, ispirata al nuovo testo di S.E. Mons. Mario Toso, Vescovo di Faenza e Rettore Emerito dell’Università Salesiana di Roma. La conferenza, ideata dall’associazione parmigiana Intesa San Martino in collaborazione con la Fondazione De Gasperi, si è svolta mercoledì 23 ottobre all’interno dell’elegante sede della Fondazione nel cuore di Roma. In via del Governo Vecchio, all’interno di un auditorium gremito, Lorenzo Malagola - Segretario Generale della Fondazione De Gasperi - ha accolto i presenti con l’invito, rivolto a tutta la compagine cattolica, di compiere una più ampia analisi del presente in vista di un domani in cui tutta la maggioranza cristiana, riunita attorno al proprio credo, possa riconoscersi e operare insieme per un nuovo avvenire.


Andrea Coppola, responsabile organizzativo di Intesa San Martino, nel rievocare le origini della conferenza, ha presentato i tre relatori, aprendo così la terza edizione dell’evento.
Il magistrato Alfredo Mantovano, in veste di Vicepresidente del Centro Studi Livatino e politico di lungo corso con esperienza in ruoli di governo, partendo dall’analisi del libro, dichiara: “Dal libro di S. E. Mons. Toso e dalla ricognizione della realtà viene da domandarsi che cosa ha provocato, in poco più di un decennio, un tale affievolimento del peso sociale e politico dei cattolici italiani. Da forza non maggioritaria, ma egemone su temi fondanti a frangia marginale poco riconoscibile”.
Il professore Alberto Maria Gambino, Prorettore dell’Università Europea di Roma e Presidente dell’Associazione Scienza&Vita, nel suo ruolo di docente, analizza le modalità secondo cui anche un’importante Istituzione come l’Università debba essere centrale nella formazione di cristiani consapevoli che, inevitabilmente, saranno i principali attore del domani.


“Il saggio ha come scopo quello di incoraggiare i cattolici ad essere presenti nell’agone politico con tutta la ricchezza della loro identità, della loro cultura, della loro tradizione sociale, per concorrere, mediante dialogo e collaborazione, alla realizzazione del bene comune” sostiene S.E. Mons. Toso che, nel concludere la conferenza, lancia l’allarme “Se non si procederà ad un’opera sistematica di educazione che aiuti i credenti a rispondere alla vocazione sia umana che cristiana, difficilmente i cristiani potranno essere lievito nella politica come in altri settori.”

 

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Recuperare i tessuti usati per ridar loro nuova vita, rendendoli da rifiuto un nuovo bene economico. Ciò è quanto si prefigge di fare la cooperativa Di Mano in Mano che, forte di una convenzione pluridecennale con Caritas, raccoglie con propri cassonetti svariate tonnellate di indumenti. L'argomento è stato al centro della seconda conferenza organizzata all’interno della Biblioteca Sociale 'Roberta Venturini' dall’associazione Intesa San Martino di Parma. Questa ha accolto gli attori primari di questa importante riuscita economica e, in compagnia di una folta platea, ha posto al centro del dibattito i forti vantaggi dell’economia circolare. 

Maria Cecilia Scaffardi, Presidente della Fondazione Caritas Sant’Ilario e ospite dell'evento, ha ben esposto e presentato le tante attività che sul territorio Caritas svolge nell’ambito dell’economia del riuso sin dalla sua fondazione che, avvenuta in seguito all’intuizione di Papa Paolo VI, che sviluppa anche sul territorio diocesano la sua opera con l’obiettivo di creare una “carità vissuta come popolo di Dio”. Molti i progetti avviati da Caritas che mirano proprio al riutilizzo dei beni al proprio interno, ponendoli a favore dei soggetti meno abbienti, poveri e bisognosi. Ciò partendo dal recupero dei pasti avanzati nelle proprie mense, alla gestione di una boutique interna per la raccolta di abiti usati da donare come prima necessità a chi ne è privo, al sostegno anche economico dei bisognosi, facendosi carico con non pochi sforzi di piccole spese o donazioni. 

Gianfranco Carrera, Coordinatore della cooperativa sociale Di Mano in Mano e membro della omonima onlus, espone in veste di relatore il caso di successo rappresentato dalla sua cooperativa, il cui settore primario si basa proprio sul recupero dei beni scartati, operando: “sulla sostenibilità di tre aspetti: quello sociale, quello ambientale e quello economico”. La cooperativa incentra il proprio lavoro sul recupero dei materiali scartati: “lavoriamo con la materia più povera che esiste, la materia scartata, ciò che la gente ci offre. Cerchiamo di ridare vita alle cose, riponendole in circolo - e ciò - togliendo questo materiale dalle discariche che sono ogni anno tonnellate e tonnellate”. 

L’importante collaborazione tra queste due realtà, Caritas e Di Mano in Mano, concorre quotidianamente al recupero di tantissimi indumenti che, donati dalla gente, dopo un ampio trattamento di igienizzazione, ritornano beni utili da porre sul mercato tramite un negozio interamente incentrato. Il ricavato, al netto delle spese, concorre attivamente a sostenere l’opera sul territorio di Caritas che, come ricorda la Presidente Scaffardi, vive grazie al supporto fondamentale dell’8x1000 alla Chiesa Cattolica. 

Il terzo ed ultimo evento della rassegna TERRITORI 2.0, sarà la conferenza dal titolo “La terra locale e i suoi buoni frutti (a km zero)” previsto nel giorno di martedì 14 maggio alle ore 18.30 all’interno della Biblioteca Sociale 'Roberta Venturini', sita in via Venezia 123 B a Parma.  

Pubblicato in Economia Parma

Ha preso il via TERRITORI 2.0 che inizia il suo percorso con il Communication Manager, Spin Doctor e fondatore di unsocials.com Gianluca Signaroldi. È lui a inaugurare il nuovo ciclo di conferenze organizzato dall’associazione di promozione sociale Intesa San Martino di Parma, con lo scopo di riunire alcuni attori che concorrono quotidianamente alla crescita dell’economia della Città di Parma.

Signaroldi in occasione dell’evento racconta le potenzialità e i rischi della comunicazione nel campo dell’economia locale, spiegando che: “Oggi una persona, o un imprenditore, è quello che gli altri dicono che lui sia”.

L’ascolto dei mezzi di informazione, della rete e dell’ambiente sui cui si lavora è la caratteristica di un vero Communication Manager: “Un buon comunicatore inizia sempre dal pubblico, ‘Chi devo raggiungere attraverso il mio piano d’azione?’ e come dimostra Greta Thunberg: fermarsi ad ascoltare quello che succede e saperlo ‘tradurre’ agli utenti è la prima regola del successo in questo campo, se non sai ascoltare non sai comunicare”. 

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Spesso si associa la comunicazione al concetto di velocità ma: “La qualità dell’informazione è un dato molto importante perché ora il rapporto pubblico/produttore è ancora più prossimo, succede come nella vita reale” e nella politica, come nell’economia, questo rapporto è molto evidente. “Ora gli esperti di comunicazione che seguono i candidati – o le aziende – hanno assunto un ruolo ancora più importante, poiché son loro a creare la ‘faccia’ del soggetto in questione. Berlusconi è un esempio, ha governato vent’anni perché oltre ad essersi affidato a un professionista è stato il primo a fare un sondaggio politico, ha analizzato il pubblico”.

Gianluca Signaroldi si sofferma anche sul web spiegando che: “Oggi la rete fa parte della nostra vita e non possiamo più tornare indietro.
Il mondo è cambiato, sta cambiando e ancora cambierà. Certo in tanti lamentano vari problemi – per esempio il rapporto del web con i giovani o lo scarso uso della memoria – ma non è giusto demonizzarlo, la colpa non è mai dello strumento, ma del suo utilizzo.” 

Martedì 30 aprile, ore 18:30, la Biblioteca Sociale ‘Roberta Venturini’ accoglierà l’evento: L’economia del riuso applicata al territorio. Al centro dell’incontro ci sarà il sistema di riutilizzo dei prodotti tessili e tutti i vantaggi dell’economia circolare con Gianfranco Carrera, Coordinatore della Cooperativa Sociale ‘Di mano in mano’, e la Presidente della Fondazione Caritas Parma Maria Cecilia Scaffardi.

 

Pubblicato in Dove andiamo? Parma

Rubrica sul sociale a cura di Intesa San Martino Parma  

Spesso si parla dei Giovani come una generazione invisibile, incapace di accedere ai più elementari diritti. Viviamo infatti in una struttura sociale che complica l'accesso delle ‘nuove’ generazioni al mercato del lavoro, a prospettive di carriera nelle aziende e nelle istituzioni. Non tutti i giovani italiani girano le spalle al lavoro, anzi, quelli che in questi anni sono stati pronti ad accettare lavori spesso all'insegna della precarietà e della totale insicurezza ora – giustamente - rivendicano, con tutta la loro rabbia, proposte che siano all'interno di garanzie, seppur minime, di condizioni proposte vere e chiare. Il lavoro è il requisito più importante per uscire dalla crisi, è una posizione concreta fatta di salario e sopratutto di dignità, per rilanciare i consumi, rendere credibile la crescita e sereni quei cittadini lavoratori in cerca di occupazione. Per questo non può esseretrascuratoomercificato, ma deve tornare a essere lo strumento fondamentale per la conquista di una autentica cittadinanza. 

Per ottenere effetti economici positivi occorre promuovere una politica finalizzata alla detassazione del lavoro giovanile e soprattutto femminile. In questo contesto un ruolo essenziale può essere assolto anche dal sistema della bilateralità, attraverso il quale è possibile intervenire: sul finanziamento di corsi di formazione e di aggiornamento dei dipendenti; sulla riqualificazione delle donne e dei giovani che vorrebbero rientrare in attività dopo periodi di non lavoro; sul sostegno alle imprese che investono in flessibilità, sostenibilità, conciliazione, salute e sicurezza. Non dimentichiamo poi la ricollocazione degli over 50 espulsi dal ciclo produttivo. Il lavoro dev’essere un valore reale, così come lo è stato per le generazioni precedenti, non una concessione ma un diritto per tutti. Un riferimento diretto alla famiglia e alla società intera, dove vi siano forti legami tra etica della vita ed etica sociale.

Rino Basili
Segretario Intesa San Martino

Pubblicato in Cronaca Emilia

Rubrica sul sociale a cura di Intesa San Martino - Parma -

Alcuni canoni alla base della nostra civiltà sono stati consumati. Non vi è più rispetto per il prossimo e oggi più che mai domina la cultura della superficialità, che porta l'identità a fondarsi sul nemico. Sembra che senza un nemico non si riesca a caratterizzarsi. È sicuramente un istinto presente nella nostra natura - la lotta per la sopravvivenza di cui parlava Darwin - ma tipico dell'uomo non è la sola biologia ma anche la ragione, quella condizione in cui rispettiamo gli altri e riusciamo a frenare un istinto.

Un motivo che aggrava questa situazione è la carenza delle relazioni affettive in famiglia, dove spesso il padre e la madre sono impegnati nella propria professione e non hanno il tempo di dedicarsi a una completa educazione dei figli. Si è diffusa un'immagine negativa degli adolescenti che sembrano sempre meno inclini allo studio, non più pronti a lavorare per guadagnarsi da vivere e interessati solo a ciò che li diverte. L'eccessiva ricerca di piacere che ci impone la nostra società condiziona anche i più giovani nella loro quotidianità. Mentre diversi anni fa, per cercare di soddisfare i bisogni primari, s''impegnavano tutte le proprie energie, oggi l'attenzione si sposta soprattutto su capricci e mode, sicuramente più difficili da seguire.

Occorre quindi recuperare i valori ormai perduti, non quelli legati ai beni materiali, ma i veri valori autentici, come la famiglia, la comunicazione e, non meno importante, la conoscenza reciproca che si è andata a perdere con gli anni anche a causa dei social network.
Ma la ragione che caratterizza l'uomo e consiste nel controllo delle pulsioni a volte non c'è, quella che si era costruita con i principi dell'amore, della fratellanza, della solidarietà per una società più giusta, sono stati da tutti noi spazzati via nel volgere di una generazione e ora siamo tutti più poveri, questa è la vera crisi sociale dell'Occidente che sta regredendo.

Rino Basili
Segretario
Intesa San Martino

Vi sono povertà che vanno ben oltre la condizione economica di un soggetto che, rapportandosi con la società, si ritrova a vivere una situazione di disagio dettata dalla propria condizione educativa. Vi sono povertà che trascurate a lungo producono un impatto negativo sul territorio, le cui ripercussioni sociali permangono e si manifestano nelle generazioni avvenire per decenni. Vi sono povertà evitabili dettate da semplici distrazioni alle quali, per porvi rimedio, basterebbero poche attenzioni ed un impegno concreto della società affinché queste si colmino divenendo risorsa.

L'esempio più noto che giunge ad oggi ed in grado di contrastare questo fenomeno cosiddetto di "povertà educativa", utile a risolvere un problema sociale dall'elevata importanza, ruota attorno a ciò che potremmo definire un miracolo: gli oratori.

Diffusissimi nella storia d'Italia ed al centro di tante e positive storie nostrane, rappresentano da secoli luoghi di incontro, crescita e comunità, in cui non solo riuscire con successo nell'aggregazione dei giovani, ma in grado di concorrere ad educare in pieno le future generazioni, basandosi su quegli imprescindibili valori cristiani certi e duraturi. Ad oggi ne risultano censiti circa 8000 con un'attività proficua che persiste dal 1500, epoca in cui ad opera di San Filippo Neri, si diede vita a questa realtà con l'idea di unire persone di ogni ceto dietro la forza motrice di un grande valore: l'amicizia.

Nell'efficace contrasto alla povertà educativa gli oratori con la sola attività di dopo-scuola prestata alle famiglie, svolgono un ruolo centrale nella formazione del minore. Prettamente incentrati sul lavoro dei volontari, gli oratori si dimostrano utili strumenti di socializzazione, affiancando alla formazione scolastica le tante attività sportive, artistiche e ludiche avviate all'interno.

E' grazie anche a simili esperienze che la nostra associazione si spende attivamente intorno al tema dei minori, cercando con proprie risorse e nei limiti dei propri spazi e tempi dei preziosi soci volontari, di dedicare sempre maggiore attenzione alle giovani generazioni, coinvolgendole in progetti, laboratori ed eventi in grado di simularne gli effetti ed i benefici, nella speranza che vi siano future generazione dall'elevata cultura, dalla profonda preparazione ma soprattutto dotati di un'ampia e benevola sensibilità verso il prossimo.

Andrea Coppola
Tesoriere e Responsabile organizzativo
Intesa San Martino