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Si fa tanto parlare di nazionalismi e sovranismo che ci si dimentica quanto ognuno sia attaccato alla propria terra d'origine e come orgogliosamente intenda tramandarlo ai discendenti nel ricordo degli ascendenti. Pubblichiamo perciò questa originale lettera aperta a un neonato come tanti al quale si augura una vita felice e almeno  dignitosa.

Lettera aperta a Diego, neonato di Bologna con radici calabresi a Badolato e a Soverato (CZ)


Caro Diego,
benvenuto tra noi! Per la tua nascita abbiamo esultato davvero in tanti. Oltre per tutta la tua famiglia, l’esultanza corre ancora sui “Social” (facebook, whatsapp, email, telefonini e quanto altro) da ogni parte d’Italia e anche dall’estero (perché, sì, tu hai parenti pure all’estero). A te auguriamo, di vero cuore, tutta la felicità di questo mondo!
Auguri e complimenti, in particolare, ai tuoi Genitori, ai Nonni, ai Bisnonni, alle Zie e proZie e a tutti gli altri tuoi familiari. Purtroppo ne manca uno. Manca tuo nonno Tonino che è volato in Cielo poco più di tre mesi fa, il 10 settembre 2019. Ti stava aspettando con tanto amore. E’ lui che, con un messaggio su whatsapp, mi aveva annunciato, la scorsa estate, che tu c’eri già, scalciando nel pancino di tua madre, e che saresti nato verso la metà di ottobre. Infatti sei venuto alla luce giovedì 17 mattina. Pure l’Università delle Generazioni ti saluta oggi. Con l’entusiasmo e le speranze che merita ogni nuova nascita. In particolare la tua!


Un giorno tutti ti parleranno di tuo nonno Tonino. Specialmente nonna Maria. Hanno avuto una grande e bella storia d’amore, fin da quando erano ragazzini della scuola media. Un amore sbocciato a Badolato e durato a lungo, quasi 55 anni, ma interrotto troppo prematuramente. A Bologna, dove sei nato tu.
Adesso ti voglio dire io qualcosa di questo tuo meraviglioso nonno. Come amico di lunga data. Più di 50 anni. Compagni di Liceo, dai Salesiani di Soverato. Poi, vicini di casa. I nostri balconi dialogavano, prospicienti, distanti appena una cinquantina di metri. Quasi quotidianamente ci scambiavamo, così, i saluti con i tuoi bisnonni Pietrino e Caterina, con la tua prozia Vittoria ed altri parenti del loro condominio.
A Tonino piaceva ricordare quando ripassavamo insieme le lezioni, di mattina presto, sotto casa, aspettando l’autobus che ci avrebbe condotti a Soverato, alla scuola dei Salesiani. Sì, ricordo anche io quei momenti, vissuti con la trepidazione tipica degli adolescenti che hanno insegnanti assai severi.


Pensa, avevamo un autobus tutto per noi studenti. Sei, in tutto. Tre da Badolato Marina e tre da Badolato Superiore. Infatti, l’anno scolastico 1967-68 era il primo per cui alle autolinee locali Bressi era stata concessa la tratta Badolato Superiore – Soverato e ritorno. Negli anni seguenti, l’autobus sarebbe stato stracolmo di persone (specialmente studenti). Anzi, di mattina erano necessari due autobus per tanta gente che viaggiava per Soverato.
Nonno Tonino aveva frequentato i tre anni di scuola media e i due di ginnasio come “interno” in quell’Istituto Salesiano. Cioè, studiava, mangiava e dormiva in quel collegio. Poi, per i restanti tre anni di liceo ha deciso di viaggiare, intanto che la famiglia s’era trasferita a Badolato Marina dal borgo antico dove aveva trascorso, in pratica, l’infanzia e la prima adolescenza. Avendo per amici quelli che poi sarebbero diventati tali per tutta la vita. Gli stessi che adesso lo stanno ricordando con un apposito gruppo su whatsapp “Amici di Cenzo e Toni”.


Mi dirai: chi è Cenzo? E’ Vincenzo Ermocida, uno dei compagni d’infanzia più cari di nonno Toni. Cenzo era pure uno dei miei amici più fraterni e di lungo corso (ben 56 anni). Se ne è andato in Cielo lunedì mattina 11 dicembre 2017, poco prima dell’alba, a Roma. Cenzo e Toni, come vogliono indicarli e ricordarli gli amici, stavano sempre insieme. E nonostante Cenzo avesse studiato e poi vissuto sempre a Roma, i due non mancavano occasione per incontrarsi e, spesso, per celebrare, con gli amici disponibili di volta in volta, i loro riti gastronomici in totale allegria e condivisione. Che bei tempi! Auguro a tutti un’amicizia così intensa, significativa e splendida!
Verrà il giorno in cui saprai pure di tale fortissima amicizia e conoscerai di persona i protagonisti di questa bella avventura, tutta paesana, che trovavano nella convivialità il momento più esaltante dei loro incontri, specialmente estivi. Infatti, quasi tutti questi amici abitano in luoghi diversi e lontani tra loro nella nostra Italia meravigliosa. Qualcuno pure all’estero. Ma era autentica e totale festosità quando avevano la possibilità di rivedersi. Ritrovarsi. A parecchi di questi quasi “sissizi” (pasti comuni) ho avuto il piacere di partecipare anche io. Con immensa gioia!


Ti assicuro che tali gustosi incontri erano l’esaltazione pure della nostra più antica cultura calabrese. Ereditata dal mitico re Italo, vissuto proprio nella nostra Calabria centrale circa tremila anni fa. Sicuramente gli amici rimasti si ritroveranno, ancora, attorno ad una squisita tavolata paesana. Certo, adesso che Cenzo e Toni non ci sono più, faranno un po’ fatica. Ma tu, caro Diego, l’hai già dimostrato. La vita continua. E continua soprattutto avendo nel cuore e nella mente coloro che fisicamente non sono più accanto a noi. Ma ci inondano ancora il pensiero. E straripano nel nostro cuore.
Infatti, l’amore è immortale. Almeno finché c’è qualcuno che ci vorrà ricordare. Ecco tu, ad esempio, continuerai a far rivivere nella memoria nonno Toni e tutto il suo mondo, specialmente quello dell’amicizia. Non a caso, Cenzo e Toni ci hanno lasciato in eredità il senso dell’amicizia perfetta. Quel tipo di amicizia che vorremmo che pure tu coltivassi, perché è un sentimento davvero eccezionale. Lieto. Privilegiato, direi. Ti auguro, con tutto il cuore, di percorrere le vie della bella amicizia e della sana aggregazione, almeno così come le abbiamo percorse noi. Ed anche le vie degli altri piccoli e grandi valori umani e sociali che ci hanno contraddistinti. Pure come generazione.
Quando avrai modo di frequentare luoghi come Badolato e Soverato, che sono nelle più profonde radici della tua nascita, scoprirai l’emozione e la bellezza di avere tanti amici, come li hanno avuti Cenzo e Toni. Scoprirai tante altre preziose emozioni, tante altre stupende bellezze e sicuramente resterai legato indissolubilmente anche tu a questa nostra antica terra calabrese che, proprio da re Italo, ha dato il nome all’Italia tutta, dalle Alpi a Lampedusa. Anzi, sono sicuro, ne diventerai convinto paladino.


Fra qualche giorno sarà Natale. E’ il tuo primo di una lunga serie. Sei tu, adesso, il Gesù Bambino per la tua famiglia e per chi ti vuole bene. Amo pensare che, nel Presepe Vivente di casa tua, sia proprio nonno Toni la Stella Cometa che Vi illumina la via e Vi scalda il cuore! Allora “Buon Natale”, Diego! Fra qualche anno, come tanti altri bambini, proverai tanto stupore e tanta gioia al pensiero di Babbo Natale e della Befana! E proverai incontenibili emozioni per ogni tuo viaggio in Calabria … Fra qualche anno … piano piano ti si aprirà l’infinito universo-mondo! Fra qualche anno…
Adesso, poppa! Poppa tranquillo e sereno. Ne riparleremo fra qualche tempo, magari di persona! Un bacione a te e a tutti i tuoi cari. Buona Vita, Diego! Anzi, ottima Wita!


Mimmo Lanciano (Agnone del Molise, lunedì 16 dicembre 2019 ore 09,06)

 

Appello alle Istituzioni dell'associazione Calabria Prima Italia. Manca e urge una festa per il nome Italia. Potrebbe avere una propria giornata oppure essere associata alla Festa del Tricolore del 7 gennaio o alla Festa della Repubblica del 2 giugno.

L'associazione culturale "Calabria Prima Italia" (fondata nel 1988 dal giornalista Domenico Lanciano, con presidente dal 2004 l'avv. Giovanni Balletta) ha sempre rivendicato (finora inascoltata) presso le massime Autorità dello Stato, la istituzione del "Giorno del Nome Italia" da celebrarsi da solo oppure associato alla Festa del tricolore (07 gennaio) o Festa della Repubblica (02 giugno).
Uno Stato, per dirsi tale, deve avere almeno le seguenti 8 caratteristiche fondamentali, ufficiali e riconoscibili dalle altre Nazioni: una Costituzione (con un ordinamento politico e giuridico), un Nome (Italia), uno Stemma, un Territorio (entro precisi confini), una Popolazione residente, una Bandiera (il Tricolore), un Inno (Fratelli d'Italia), una Capitale (Roma).

Altresì, uno Stato che si rispetti dovrebbe avere almeno una Festa Nazionale. L'Italia ne ha,attualmente sei. Tre in cui non si lavora: Festa della Liberazione (25 aprile), Festa dei Lavoratori (primo maggio), Festa della Repubblica (02 giugno); e tre feriali: Festa del Tricolore (7 gennaio), Anniversario dell'Unità d'Italia (17 marzo), Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate (4 novembre). Ci sono, poi, altre Giornate di memoria o commemorative, istituite per legge, come ad esempio quella del 27 gennaio per la Shoah e quella del 10 febbraio.

Secondo la tradizione orale e le testimonianze scritte dei primi e più attendibili storici, il nome "Italia" è nato nell'attuale territorio della Calabria (precisamente nei pressi dell'attuale città-capoluogo regionale di Catanzaro) ai tempi del re Italo, nell'età del bronzo, attorno al 1500 avanti Cristo.

Quindi, con i suoi 3500 anni circa, quello di Italia è uno dei nomi più antichi e prestigiosi al mondo.

L'associazione "Calabria Prima Italia" continua a lavorare non soltanto perché ci sia prima possibile la "Festa del nome Italia" , ma anche perché l'ente Regione Calabria possa denominarsi ufficialmente "Calabria Prima Italia" come è giusto che sia, soprattutto per aver dato i natali al Nome del nostro Stato e per aver significato molto nel corso dei millenni come aspirazione nazionale di molteplici generazioni.

(Ricevuto Da Calabria Prima Italia 8 gennaio 2019)

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