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La Camera di Commercio punta su Hong Kong, Thailandia e Singapore, che già valgono 138 milioni per l'export reggiano. -

Reggio Emilia, 17 luglio 2015 -

Le imprese reggiane dell'agroalimentare hanno tempo sino al 24 luglio per inviare alla Camera di Commercio la scheda di adesione all'incontro con una delegazione di 13 operatori commerciali esteri programmata all'Ente camerale in prossimità della chiusura di Expo.
L'incontro d'affari, infatti, si terrà il 19 e il 20 ottobre nella nostra città, e l'iniziativa è finalizzata proprio a far incontrare imprese reggiane e buyer asiatici del settore agroalimentare (Food & Wine).

I Paesi di provenienza degli operatori stranieri sono Singapore, Hong Kong, Thailandia: nazioni che, insieme, valgono già 138 milioni di export per l'economia reggiana e presentano buone prospettive di crescita.
Hong Kong guida la classifica con quasi 74 milioni di export reggiano e una crescita del 9,2% nel 2014; segue la Thailandia con oltre 37 milioni e, infine, Singapore, con quasi 27 milioni di euro.

La giornata di incontri d'affari bilaterali si svolgerà il 19 ottobre presso la sede di Palazzo Scaruffi a Reggio Emilia, mentre nella giornata successiva gli operatori potranno essere ospitati dalle imprese per le visite aziendali. La permanenza dei buyer sul territorio è organizzata in modo da far conoscere loro l'enogastronomia locale e non solo: nel programma del tour agli operatori, infatti, sono inserite proposte per visite guidate a luoghi ed eventi di particolare interesse, tra i quali il Teatro Valli e la Mostra "NOI - Storie di comunità, idee, prodotti e terre reggiane" presso il Palazzo dei Musei.
Agli incontri saranno ammesse fino ad un massimo di 25 imprese. Per il settore wine saranno ammesse solo le imprese vincitrici del Concorso enologico "Terre di Lambrusco-Matilde di Canossa" 2015 la competizione tra lambruschi promossa annualmente dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia.
L'azione è realizzata con il contributo della Regione Emilia Romagna.

Gli interessati sono invitati ad inviare la scheda di adesione scaricabile dal sito www.re.camcom.gov.it  a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., entro il 24 luglio prossimo. Per informazioni è possibile contattare l' Ufficio Promozione CCIAA di Reggio Emilia (tel. 0522 796529 – 0522 796528 – mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

(Fonte: Dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

Mercoledì, 15 Luglio 2015 16:20

Scende ancora il valore aggiunto dell'agricoltura

Lo studio coordinato dalla Camera di Commercio rileva una riduzione del 3,2% del valore aggiunto l'annata agraria reggiana 2014. -

Reggio Emilia, 15 luglio 2015 -

Si è chiusa con una riduzione del 3,2% del valore aggiunto l'annata agraria reggiana 2014.
Lo rileva lo studio coordinato dalla Camera di Commercio e diffuso sul sito internet camerale www.re.camcom.gov.it
Il valore aggiunto dell'agricoltura, silvicoltura e pesca della provincia di Reggio Emilia, nel 2014 si è infatti fermato a quota 343,22 milioni di euro a fronte dei 354,70 milioni del 2013.
Il calo è da attribuire alla flessione del prezzo del formaggio Parmigiano Reggiano, oltre che alla riduzione del prezzo dei cereali.

valore aggiunto agricoltura re tab1

Mentre la produzione si è mantenuta pressoché stabile in quantità (+0,3%), in termini di valore risulta un evidente calo (-2,9%), che si appesantisce ulteriormente parlando di valore aggiunto (-3,2%), decretando un saldo negativo anche per l'apporto di lavoro e capitale ai beni primari.
Le variazioni negative a prezzi correnti sono da imputare ai settori delle produzioni vegetali e zootecniche. Nel primo caso si registra una riduzione del 3%, mentre le produzioni animali hanno accusato una flessione ancora più accentuata, pari al 4,7%. I rimanenti settori evidenziano, al contrario, segni positivi, in particolare le attività secondarie e la pesca, che mostrano gli incrementi relativamente più elevati, pur rimanendo ancora poco rilevanti rispetto al totale della produzione provinciale.
La flessione delle produzioni vegetali - da attribuire in buona parte alle minori superfici investite - vede in vetta i cereali, con un -17% in quantità per il mais, un - 38% a carico dei cereali minori, quali orzo, sorgo ed avena, e una contrazione del 6% per il frumento.
Considerata la contestuale flessione delle quotazioni dei cereali, il valore a prezzi correnti della produzione di mais è diminuita del 24%, mentre quella del frumento del 6,2%. In controtendenza rispetto ai seminativi, per il pomodoro da industria e le uve si sono registrati aumenti pari, in entrambi i casi, al 2%.

Le produzioni animali, dal canto loro, si sono mantenute stabili in quantità, ma hanno registrato una significativa contrazione in valore. Alla riduzione del prezzo del latte non ha infatti corrisposto un calo delle quantità prodotte. A prezzi correnti, il valore delle produzioni zootecniche è calato da 429,26 a 409,29 a milioni di euro, principalmente a causa della flessione delle quotazioni all'origine del formaggio Parmigiano Reggiano.
Al lieve incremento della produzione provinciale di latte ha corrisposto il calo della produzione di carni bovine (-2,8%) e di carni avicole (-3,2%). Per i bovini da carne l'aumento dei prezzi ha determinato comunque una crescita in valore dello 0,8%, mentre gli avicunicoli hanno accusato una perdita del 6%, e quindi quasi doppia rispetto all'entità del calo produttivo.

valore aggiunto agricoltura re tab 2

L'inversione nell'andamento del mercato di Parmigiano Reggiano, responsabile della significativa riduzione del valore dell'intera produzione zootecnica provinciale del 2014, è la conseguenza del forte aumento produttivo del triennio 2010-2012. Dopo un lungo periodo di crisi e di produzione calante, il progressivo smaltimento delle scorte aveva infatti innescato in quel periodo un repentino rialzo delle quotazioni all'origine, stimolando un'altrettanto forte ripresa produttiva.
Nel 2013 e nel 2014 la produzione è lievemente rientrata, ma questo non ha evitato una nuova fase di cedimento dei prezzi, che si è consolidata nell'anno in corso.

Per quanto riguarda le carni suine, nel 2014 la produzione, pari a 38.800 tonnellate, si è mantenuta intorno a volumi molto prossimi a quelli del 2013. In valore si è registrato un lieve incremento, in linea con il contenuto rialzo dei prezzi dei suini da macello. Il valore della produzione si è infatti attestato a 57,04 milioni di euro rispetto a 56,65 milioni di euro dell'anno precedente, segnando un incremento limitato allo 0,7%.

I consumi dei mezzi di produzione utilizzati dagli agricoltori della provincia di Reggio Emilia hanno registrato nel 2014 un incremento a prezzi costanti limitato allo 0,2%, a fronte di un calo del 2,6% a valori correnti. A livello provinciale, il valore dei consumi sono diminuiti da 369,69 a 359,99 milioni di euro. L'entità dell'aumento in volume dei consumi intermedi è quindi risultato del tutto simile al lieve incremento della produzione provinciale, mentre il calo in valore è da attribuire alla sensibile riduzione dei prezzi di mangimi e foraggi, oltre che dell'energia e dei carburanti.

Nonostante gli sforzi sostenuti dagli agricoltori in questi ultimi anni, il settore agricolo evidenzia ancora alcuni problemi non del tutto risolti, problemi che i risultati della ricerca mettono chiaramente in evidenza.
Il 2014 ha rappresentato il terzo anno consecutivo di calo del valore aggiunto a prezzi correnti, dopo il buon risultato raggiunto nel 2011, e dall'indagine emerge che per ottenere migliori risultati operativi sarebbe necessario ristabilire l'equilibrio fra domanda ed offerta. Questo, in particolare, è evidente per quanto riguarda la produzione di latte destinato alla trasformazione in Parmigiano Reggiano, i cui forti incrementi degli ultimi anni hanno provocato, in particolare nel 2014, un aumento delle giacenze di formaggio ed una conseguente caduta del prezzo.

(fonte: ufficio stampa Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

 

 

Prezzo "a riferimento" del latte industriale per la campagna casearia 2014 - Primo quadrimestre.

Reggio Emilia -

Presso la Camera di Commercio di Reggio Emilia, in conformità a quanto previsto dal nuovo regolamento ed agli accordi interprofessionali, tra le Associazioni dei produttori assistiti dalle Organizzazioni professionali agricole da una parte, gli industriali ed artigiani trasformatori dall'altra, si è pervenuti alla determinazione - a valere per tutta la provincia di Reggio Emilia - del prezzo  del latte ad uso industriale conferito ai caseifici nel periodo 1/1 –30/04/2014 nella misura di:

€ 44,75 il q.le, IVA compresa e franco stalla

Il pagamento del latte sarà corrisposto: 60 giorni dalla pubblicazione (30 giugno 2015)

(fonte CCIAA Reggio Emilia 30 giugno 2015)

Il 2015 è iniziato registrando un trend positivo che, secondo l'analisi dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia, porterà risultati positivi anche sul saldo del secondo trimestre. -

Reggio Emilia, 8 luglio 2015 -

Sono orientate all'ottimismo le previsioni economiche degli imprenditori reggiani. Dopo che il 2014, seppur con andamenti altalenanti e differenziati tra i settori, si era chiuso positivamente, il 2015 è iniziato registrando un trend positivo che, secondo l'analisi dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia, porterà risultati positivi anche sul saldo del secondo trimestre.
L'indagine congiunturale sulle imprese manifatturiere del sistema camerale e Istituto Tagiacarne, infatti, ha evidenziato una crescita di tutti gli indicatori analizzati – produzione, fatturato, ordini in complesso ed in particolare quelli esteri – nel primo trimestre, con una tendenza al consolidamento nel trimestre successivo.

tab 2 mercato interno cciaa re

"E' ancora presto per dire se siamo di fronte ad una ripresa stabile - sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi, che già in occasione della Giornata dell'Economia, all'inizio di giugno, aveva parlato di "ripresina" - ma certamente il dato più interessante è relativo alla ripartenza del mercato interno dopo anni di pesante stagnazione".
"Nel primo trimestre - spiega al proposito Landi - abbiamo infatti registrato un incremento degli ordinativi superiore all'1%, mentre all'estero si è confermato - con un +1,9% - la competitività dei nostri prodotti".
"Un dato nuovo e positivo - sottolinea Landi - che vedremo se e con quale entità sarà confermato nei prossimi mesi, ma che intanto inverte una tendenza negativa in atto da molto tempo e si colloca in linea con le previsioni di Prometeia, che per l'economia reggiana parlano di una crescita del Pil attorno all'1,5% nel 2015, dato ben superiore a quello relativo all'economia nazionale e nettamente migliore dello 0,4% in più previsto per il 2014".
"In questo scenario in miglioramento - conclude Landi - stiamo peraltro registrando un'attenzione fortissima delle imprese reggiane rispetto agli interventi che abbiamo messo in campo per quest'anno, ed in particolare rispetto all'innovazione tecnologica (1,8 milioni di euro) e alla ricerca, con un bando pari a 700.000 euro in scadenza a fine luglio: questo, ovviamente, significa che ai nostri sostegni si stanno associando più forti investimenti da parte delle imprese".
Venendo ai dati trimestrali, la produzione delle imprese manifatturiere è cresciuta del 2,2% nel periodo gennaio-marzo rispetto allo stesso trimestre del 2014, con andamenti diversificati, ma tutti positivi, dei diversi principali settori dell'economia reggiana. Si passa, infatti, da incrementi superiori al 3% per l'industria metalmeccanica ed elettrico-elettronica, al +2,4% per l'industria della gomma-plastica, al +1,1% per il tessile-abbigliamento, fino al +0,5% dell'alimentare e al +0,3% della ceramica. 

tab 1 mercato interno cciaa re

Sono poi cresciuti del 2,9%, sempre nel primo trimestre dell'anno in corso e rispetto all'analogo periodo del 2014, gli ordinativi del mercato italiano ed estero. Per la metalmeccanica la crescita raggiunge il +4,6%, mentre per gli altri settori, pur registrando andamenti positivi, gli incrementi rimangono inferiori al +2%.
L'aumento registrato dal fatturato in un anno totale ha raggiunto il 3,3%, influenzato dalle buone performance delle imprese esportatrici che hanno incrementato del 3,1% il proprio fatturato fuori dai confini nazionali.
Sono le imprese più strutturate, ovvero con una dimensione superiore ai 50 dipendenti, a condizionare maggiormente la ripresa economica della provincia di Reggio Emilia, ma anche le imprese di dimensioni più contenute registrano andamenti positivi per tutti gli indicatori analizzati.
L'artigianato, che nel primo trimestre del 2015 aveva registrato timidi segnali positivi, sembra invece non riesca a mantenere questo andamento. Nel secondo trimestre dell'anno, infatti, risulta negativo il saldo fra imprese che ritengono possibile una crescita e quelle che prevedono un calo, sia in termini di produzione che di fatturato. Una nota positiva viene dai mercati esteri dai quali gli artigiani prevedono una crescita degli ordinativi.

(fonte: ufficio stampa Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

 

Circa 250 le imprese della provincia di Reggio Emilia che hanno rapporti commerciali con il territorio ellenico. -

Reggio Emilia, 30 giugno 2015 -

Fiato sospeso, anche nella nostra provincia, per le drammatiche vicende che stanno investendo la Grecia, che seppure non sia nei primissimi posti per le nostre esportazioni (si colloca infatti al 23° posto), pesa comunque per quasi 90 milioni sull'economia reggiana.
L'Ufficio Studi della Camera di Commercio, infatti, evidenzia che sono circa 250 le imprese della provincia di Reggio Emilia che hanno rapporti commerciali con il territorio ellenico, aziende che nel 2014 hanno esportato merci in Grecia per un valore pari a 87,4 milioni di euro con un aumento del 5,9% rispetto al 2013. Nello stesso periodo hanno acquistato prodotti per 21,9 milioni registrando, però, una flessione del 6,8% (le importazioni nel 2013 si erano attestate a 23,5 i milioni).
Nel primo trimestre del 2015, il valore dell'export reggiano ha già raggiunto i 23,8 milioni con una crescita, rispetto allo stesso periodo dell'anno passato, del 5,1%; nel contempo anche l'import ha registrato una ripresa passando da 7,3 a 7,6 milioni di euro (+4,3%).

tab export reggio-grecia

L'interscambio delle imprese della provincia di Reggio Emilia con la Grecia riguarda, per la quasi totalità, i prodotti manifatturieri. Gli articoli di abbigliamento e il sistema moda nel complesso, con 8,6 milioni esportati nel periodo gennaio-marzo 2015, rappresentano la parte più consistente e registrano una crescita del 29,2% rispetto al primo trimestre 2014. Segue il metalmeccanico - in particolare pompe e compressori, organi di trasmissione, di sollevamento e movimentazione, con un valore dell'export che è passato da 5,9 a quasi 6,7 milioni (+11,3%).
In aumento del 21,9% ed un valore pari a 3,2 milioni, il settore ceramico, che occupa il terzo posto fra i principali prodotti "made in Reggio Emilia" venduti nella penisola ellenica.
In flessione, invece, i prodotti alimentari in complesso che scendendo da 2,7 a poco meno di 2,4 milioni registrano un calo del 12,8%, anche se la voce più consistente del settore alimentare, quella cioè relativa alla "carne lavorata e conservata" che comprende gli insaccati, mostra una crescita del 3,6%.
Tutto questo, ovviamente, fino al braccio di ferro del Governo greco con la Ue, che apre scenari punteggiati da incognite e inquietudini.

(Fonte:Dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

Premiati i 90 vini selezionati nell'ambito dell'edizione 2015 del Concorso enologico "Matilde di Canossa-Terre di Lambrusco". -

Reggio Emilia, 29 giugno 2015 - in allegato il comunicato completo con i nomi delle cantine premiate -

"Siamo molto soddisfatti di questa edizione, che ha segnato un autentico record sul numero dei campioni iscritti (225, con un +11% rispetto al 2014), e come Camera di Commercio continueremo a lavorare affinché la buona immagine creata attorno alle nostre produzioni vinicole diventi anche valore e reddito per i nostri produttori e le loro imprese".

Così il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi, si è rivolto agli esponenti delle tante cantine che si sono date appuntamento alla Sala degli Specchi del Teatro Valli per la premiazione dei vini selezionati nell'ambito dell'edizione 2015 del Concorso enologico "Matilde di Canossa-Terre di Lambrusco".

Aprendo i lavori, coordinati dalla giornalista e conduttrice televisiva Tessa Gelisio, Landi ha sottolineato le ragioni dell'iniziativa camerale, cui hanno partecipato, in questa sesta edizione, 64 cantine reggiane, modenesi, mantovane e parmensi. "Il senso del Concorso - ha detto Landi - è innanzitutto quello di mettere in evidenza prodotti e imprese che generano ricchezza economica, lavoro, sicurezza, tutela e cura dell'ambiente in vaste aree che si rendono così più riconoscibili ed attrattive su molti versanti, senza trascurare il fatto che una sana competizione, soprattutto sul piano della qualità, crediamo sia di stimolo per chi fa impresa, investe in tecnologie e ricerca per dare nuovo valore a lunghe tradizioni".

Ma non è tutto qui. "Con altrettanto pragmatismo - ha aggiunto Landi - vogliamo consolidare le basi per una nuova visibilità nazionale ed internazionale dei nostri vini e delle nostre imprese, a maggior ragione nel momento in cui, grazie ad Expo, siamo al centro di una particolare attenzione a livello internazionale che può consolidare quelle esportazioni di vino che per le quattro province coinvolte valgono circa 180 milioni di euro, di cui 74 per Reggio, 60 per Modena, 28 per Mantova e 21 per Parma".
Non è dunque un caso che proprio quest'anno fossero presenti, alla Sala degli Specchi, 16 tra blogger e reporter delle più prestigiose testate internazionale del settore wine e del turismo enogastronomico, che sino al 28 giugno saranno impegnati in un "educational press tour" tra i territori e le cantine partecipanti al Concorso.

Organizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna - rappresentata in sala dalla vicepresidente dell'Assemblea regionale, Ottavia Soncini -, il tour di questi giorni sarà poi seguito, a fine ottobre, da un'altra iniziativa camerale a carattere internazionale, con un incoming di operatori commerciali dell'area asiatica, che oggi vale già oltre 12 milioni di euro per i vini emiliani, con una quota del 50% per quelli reggiani.
"Vogliamo dunque rafforzare - ha detto Landi a proposito di esportazioni - una parte consistente della nostra economia vitivinicola, che ha saputo affermarsi grazie ad un continuo miglioramento della qualità e ad azioni commerciali che, all'estero come in Italia, posizionano i lambruschi in posizioni da primato per gradimento tra i consumatori".

E dopo il ringraziamento alle cantine partecipanti al Concorso enologico proprio per i risultati ottenuti sul piano qualitativo, spazio alle premiazioni per i 90 vini selezionati e alle degustazioni di queste eccellenze.
Nel corso della premiazione è stata presentata la Guida Terre di Lambrusco 2015, il principale strumento di promozione di tutti i vini selezionati che presenta i lambruschi vincitori ed è a disposizione gratuita di operatori, appassionati, fruitori e chiunque interessato.

(Fonte:Dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

Il presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia, Stefano Landi: "Buon bilancio e ricadute importanti su lavoro e internazionalizzazine. -

Reggio Emilia, 19 giugno 2015 -

"E' esattamente questo il tipo di risultato che ci attendiamo dalle società partecipate, guardando innanzitutto alle ricadute effettive delle loro attività prima ancora che ai risultati economici conseguiti, alla luce dei quali, in questo caso, è evidente che la nostra soddisfazione aumenta ulteriormente".
Così il presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia, Stefano Landi, interviene sul bilancio 2014 di Ifoa, l'Istituto di formazione che vede l'Ente camerale presente nel capitale sociale con una quota dell'81,4%
Un consuntivo che parla di un volume di attività di quasi 15 milioni di euro e di un avanzo, prima delle imposte, di 170mila euro.
"Cifre - afferma Landi - più che soddisfacenti, soprattutto perché riferite ad un ambito, come la formazione, che raramente consente un equilibrio di questo genere".

"Ancor più rilevanti - secondo Landi - sono le altre cifre riferite all'attività 2014 di Ifoa, che parlano di 19.000 persone formate, tra le quali spiccano 2.500 tirocinanti formati con Garanzia Giovani, 7.000 lavoratori inseriti in percorsi legati ai fondi interprofessionali, 4.000 apprendisti, e, soprattutto, quei 1.000 ragazzi che hanno seguito corsi post-diploma e post- laurea e che nel 72% dei casi riescono a trovare occupazione entro i sei mesi successivi alla conclusione dei corsi".
"I nostri criteri di valutazione dei risultati conseguiti dalle partecipate - osserva Landi - guardano dunque contemporaneamente ad equilibri di bilancio e alle ricadute effettive e misurabili delle attività portate a compimento, e nel caso di Ifoa non possiamo che esprimere particolare soddisfazione, ringraziando gli amministratori, i dirigenti, il personale e i collaboratori per il contributo che hanno assicurato alla formazione di nuove competenze che, in moltissimi casi, si sono rivelate e e continueranno ad essere condizione essenziale per aprire nuovi spazi di lavoro per i giovani".

"Di particolare rilievo - prosegue il presidente della Camera di Commercio - anche le nuove azioni intraprese da Ifoa sul piano degli scambi e delle relazioni internazionali, con 150 persone che già nel 2014 hanno fatto esperienze di mobilità all'estero e la recente assegnazione ad Ifoa di due importanti progetti di formazione in Romania e l'approvazione di 8 progetti comunitari Erasmus+".
"E' evidente - conclude Landi - che si tratta di attività estremamente importanti a beneficio di un territorio che lega agli scambi internazionali oltre il 60% del valore aggiunto, integrandosi bene con le azioni e gli investimento rilevanti (1,5 milioni di euro) che la Camera di Commercio ha messo in campo quest'anno per l'internazionalizzazione".

(Fonte: Dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

Incontri dedicati dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia alle questioni inerenti la tutela della proprietà intellettuale. - 

Reggio Emilia, 16 giugno 2015 -

Proseguono gli incontri dedicati dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia alle questioni inerenti la tutela della proprietà intellettuale, con specifiche iniziative seminariali aperte agli operatori ed all'utenza in generale. Il prossimo appuntamento di un lungo percorso finalizzato alla tutela di un patrimonio immateriale che rappresenta, però, uno dei principali fattori di competitività delle imprese, essendo legato a marchi, brevetti e invenzioni, è in programma 19 giugno nella Sala Convegni della Camera di Commercio, con inizio alle ore 9.00, dove si parlerà del "Come tutelare la forma di un prodotto: design, marchio di forma e diritto d'autore".

I lavori saranno condotti dal dr. Federico Corradini e dall'Ing. Emanuele Tollari dello Studio Ing. C. Corradini & C. Srl, esperti della materia.
Nell'incontro saranno affrontati i temi relativi alla protezione della forma di un prodotto, in relazione ai modelli registrati ed ai marchi di forma, con particolare attenzione inoltre ai diritti d'autore sulle forme (Copyright) ed alle strategie di deposito ed estensione ultra nazionale dello stesso.
Il programma del seminario e l'iscrizione on line sono disponibili sul sito www.re.camcom.gov.it

Per maggiori informazioni, segreteria del seminario (Ufficio Marchi e Brevetti: tel. 0522 796207, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

(Fonte: Dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

Un quadro ancora contraddittorio quello delineato a Reggio Emilia durante la 13a Giornata dell'Economia. Il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi ha sottolineato come non bastino colpi di pennello attorno ad Expo: "C'è una tela da dipingere con continuità." Le indicazioni della 13.a Giornata dell'Economia. Si riaffaccia la fiducia. -

Reggio Emilia, 9 giugno 2015 -

Che sia ripresa o "ripresina" - come prudenzialmente indica il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi - un dato è certo: la fiducia sta riaffacciando sull'economia reggiana. E' in tal senso, infatti, che si sono spinti gli interventi dei protagonisti della tredicesima Giornata dell'Economia organizzata dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia.
Nella parole del presidente Landi, in apertura, l'analisi di un quadro ancora contraddittorio (export in aumento del 4% nel 2014%, il Pil provinciale verso un saldo attorno al +0,5%, con previsioni di un +1,2% per il 2015, valore aggiunto delle costruzioni a -1,3% e invece a +0,5% per l'industria, tasso di disoccupazione al 6,6% dal 5,9% del 2013, ma previsioni di aumento degli occupati dell'1% nel 2015), dal quale però emergono i segnali di una "ripresina" che va accompagnata, secondo Landi, da nuove scelte da parte dei diversi soggetti economici, sociali, politici e istituzionali.

"Lo sguardo strategico che occorre in situazioni come questa, ma soprattutto di fronte ad un cambiamento che rischiamo di rincorrere e non di anticipare, è molto ampio, e non è più sufficiente che ciascuno faccia la propria parte, ma è necessario fare qualcosa di più insieme, adottando una scala di priorità non solo condivise, ma che abbiano a cuore una prospettiva, un futuro da costruire e non semplicemente la salvaguardia di risultati acquisiti e probabilmente irripetibili negli stessi modi".
"Le crisi - ha aggiunto il presidente della Camera di Commercio - non sono un elemento insuperabile, ma non sono neppure una lunga e dolorosa stagione che prelude al ritorno di un tempo migliore che abbiamo conosciuto e vissuto".
E qui l'affondo di Landi: "Questo territorio è cresciuto grazie ad un virtuoso rapporto tra tutte le forze in campo, che non è mai stato esente da problemi e anche da conflittualità, ma nell'ambito del quale c'è sempre stata una vivacità nel costruire insieme che oggi mi pare molto affievolita".

E allora, dice Landi, "non bastano le iniziative comuni attorno ad Expo per ridare slancio allo sviluppo locale, così come non bastano le pur lodevoli e recenti iniziative finalizzate ad attrarre nuovi investimenti sul nostro territorio".
"Questi - aggiunge il presidente della Camera di Commercio - sono colpi di pennello su una tela che va riempita con metodo e continuità, perché non si può pensare di guardare alle opportunità nel mondo senza affrontare, ad esempio, il tema dell'irregolarità del lavoro che scontiamo pesantemente, o quello delle gare al massimo ribasso che inducono irregolarità, o quello di una burocrazia che diviene dissuasiva per gli investimenti e per quei giovani che con ben maggiore facilità dialogano con il mondo".

Tavola rotonda rid

Tavola rotonda: da sin: Andrea Cabrini (moderatore), Vincenzo Perrone (Lombardini srl), Roberto Nicastro (UniCredit), Vittorio Borrelli (Confindustria ceramica)

E attorno a questa ripresa che si affaccia, ma che ha bisogno di nuove condizioni per consolidarsi, si sono espressi Lucio Caracciolo (direttore di Limes, rivista italiana di geopolitica), Vittorio Borelli (presidente di Confindustria ceramica) Roberto Nicastro, direttore generale di UniCredit, e Vincenzo Perrone, amministratore delegato di Lombardini srl.
Per Caracciolo, il rapido mutamento geopolitico e geoeconomico che si registra nel mondo è cominciato dopo la fine della guerra fredda con la liberalizzazione dei flussi di capitale, genericamente battezzata globalizzazione". Insieme ad altri fattori geopolitici e culturali - ha aggiunto Caracciolo - questo cambio di paradigma sta intaccando i tradizionali rapporti di forza fra Occidente e resto del mondo e sta mettendo in questione le stesse fondamenta dell'Europa e il posto dell'Italia nell'Ue".

Ma pur in questo complesso quadro, le opportunità non mancano, soprattutto nei settori più presenti sui mercati globali.
"L'industria ceramica italiana - ha detto Vittorio Borrelli - percepisce un clima di rinnovata fiducia, dovuto alla somma di alcune condizioni favorevoli e concomitanti per le nostre imprese: un ridotto costo dell'energia dovuto al calo dei prezzi; un euro debole rispetto a quelle valute verso i cui mercati esportiamo; bassi tassi di interesse che sono attesi allo stesso modo anche nel medio termine".
"In questo positivo e favorevole contesto - ha osservato Borrelli - urgono le riforme, soprattutto di fisco e Pubblica Amministrazione, per far sì che le imprese intercettino questa occasione di sviluppo. Se vogliamo puntare ad una "vera" ripresa - ha sottolineato il direttore generale di Unicredit, Roberto Nicastro - tutti, banche imprese e istituzioni, dovrebbero cambiare e sapersi mettere in gioco".

"Stiamo assistendo ad alcuni significativi segnali di ripresa per l'economia italiana ed europea – ha proseguito Nicastro - e l'implementazione dell'Unione Bancaria e del SSM (Single Supervisory Mechanism), oltre che le azioni della BCE, (tra queste il TLTRO e il QE), hanno reso possibile un'ampia disponibilità di liquidità a basso costo". "Il nostro impegno di Banca ha osservato Nicastro - è innanzitutto quello di far ripartire gli investimenti da parte delle imprese: UniCredit ha chiesto complessivamente 15.6 miliardi di euro di fondi TLTRO e ne ha già erogati circa 12 in gran parte proprio a supporto di chi fa nuovi investimenti".
Riforme, credito, azioni più stringenti e congiunte da parte di forze economiche, sociali e istituzioni sono dunque alcune prioritarie azioni a favore della ripresa, ma non di meno lo è anche una nuova spinta sull'innovazione, come ha sottolineato l'intervento di Vincenzo Perrone, amministratore delegato di Lombardini srl.

"Siamo impegnati su prodotti - ha detto Perrone - che garantiscono maggiore produttività dei macchinari e la riduzione dei costi di utilizzo, tenendo conto del fatto che a questa richiesta del mercato si sovrappone l'introduzione di norme sempre più severe in materia di emissioni". "Ne consegue - ha detto Perrone - che per crescere in questo contesto e in tutti gli ambiti in continua evoluzione, occorre investire nello sviluppo di nuovi prodotti e nello sviluppo di una potente organizzazione a supporto delle vendite e del servizio post-vendita".
Su questo tema, sullo sfondo, le parole di Landi, che ha ricordato che proprio su innovazione tecnologica e ricerca (unitamente all'internazionalizzazione) si sono concentrati in misura particolarmente rilevante (complessivamente 4 milioni di euro) gli investimenti 2015 della Camera di Commercio.

(fonte: ufficio stampa Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

Pubblicato in Economia Reggio Emilia

Atteso un +1,2% per il Pil reggiano nel 2015. Export in aumento, ma cresce anche la disoccupazione. Landi presidente della Camera di Commercio: "Azioni importanti su internazionalizzazione, innovazione e ricerca". -

Reggio Emilia, 5 giugno 2015 -

E' uno sguardo ampio sull'economia reggiana, ma anche sulle nuove fragilità che si manifestano sul versante della coesione sociale, quello che offrirà la tredicesima Giornata dell'Economia promossa dalla Camera di Commercio ed in programma lunedì 8 giugno nella Sala degli Specchi del Teatro Valli alle 16,30.

"Una realtà, quella reggiana - spiega il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi - che continua a soffrire, ma che registra anche segnali di ripresa che vanno accompagnati da nuove scelte che coinvolgono tutti i soggetti economici, sociali, politici e istituzionali e definiscano con chiarezza su quali priorità si debba oggi lavorare".
I dati sulle sofferenze e sui miglioramenti dell'economia reggiana sono chiari. Gli "Scenari per le economie locali" di Prometeia parlano di una crescita del Pil provinciale dello 0,4% nel 2014, mentre le previsioni per il 2015 parlano di un +1,2%, con situazioni che restano comunque fortemente differenziate tra i comparti: il valore aggiunto delle costruzioni, ad esempio, ha registrato un ulteriore calo dell'1,3%, mentre per l'industria in senso stretto si è registrato un +0,5% che, finalmente, interrompe un ciclo di due anni negativi.
E in questo alternarsi di situazioni critiche e "ripresine" - come le definisce lo stesso Landi - si inseriscono i risultati record raggiunti dalle esportazioni (+4%), il cui valore si è portato vicino ai 9 miliardi (oltre il 60% del valore aggiunto reggiano), ma anche quella questione occupazionale che - dice il presidente della Camera di Commercio – "rappresenta uno dei dati più gravi della nostra economia, con un tasso di disoccupazione che in un anno è salito dal 5,9% al 6,6%".

"Siamo evidentemente ben lontani - spiega Landi - da un dato regionale che si colloca all'8,3% e da quello nazionale attestato al 12,7%, ma nell'aumento della disoccupazione, già di per sé allarmante, si inserisce anche il forte aumento della percentuale di giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni che sono senza lavoro, con un balzo dal 26,4% al 33,5% tra il 2013 e il 2014".
"Ecco perché - sottolinea Landi - occorre concentrarsi su priorità di lavoro condivise, che da una parte affrontino le emergenze che permangono e, dall'altro, irrobustiscano i segnali di ripresa che si manifestano anche sulla stessa occupazione, prevista in aumento dell'1% nel 2015".

Molte le indicazioni che Landi offrirà in apertura della Giornata dell'Economia di lunedì 8 giugno (tra i relatori Lucio Caracciolo, direttore di Limes, rivista italiana di geopolitica), con un accento particolare sul tema dell'internazionalizzazione, dell'innovazione tecnologica e della ricerca.
"E' su questi fronti - osserva il presidente della Camera di Commercio - che abbiamo investito la quota più consistente delle risorse camerali: da una parte, infatti, è ancora troppo limitata la platea di imprese che esportano (poco più di 3.500), quando vi è un'alta percentuale di aziende che presentano le stesse caratteristiche e potrebbero avviare nuovi flussi commerciali nel mondo, consolidando l'enorme beneficio che ricade sull'economia e sul lavoro (e quindi anche sui servizi e sull'attrattività del territorio per nuovi investimenti) proprio grazie ai rapporti con l'estero; dall'altra parte occorre sostenere le imprese ad ampliare i loro orizzonti, visto che oggi il 54% delle aziende reggiane esportatrici è presente in un solo Paese estero".

"Con 1,5 milioni destinati all'internazionalizzazione, 1,8 milioni per l'innovazione tecnologica e 700.000 euro per la ricerca e sviluppo - osserva Landi - puntiamo allora ad uno sviluppo che non abbia le caratteristiche del "mordi e fuggi", ma ad accrescere su tutti i versanti, e stabilmente, la competitività delle nostre imprese, che grazie a ricerca e innovazione possono meglio cogliere anche le nuove opportunità che lentamente si vanno profilando anche sul mercato interno".
Proprio di opportunità e prospettive, di "tracce geoeconomiche" da seguire nel mondo e del "fare impresa nel mondo che cambia" parleranno lunedì al Valli Lucio Caracciolo (direttore di Limes, rivista italiana di geopolitica), Vittorio Borelli (presidente di Confindustria Ceramica), Roberto Nicastro, direttore generale di UniCredit, e Vincenzo Perrone, amministratore delegato di Lombardini srl.

(Fonte: Dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)