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Seminario gratuito giovedì 5 ottobre 2017, alle ore 9,30 nella Sala convegni dell'Ente camerale.

Per sostenere le imprese del territorio, la Camera di Commercio di Reggio Emilia e UniCredit hanno elaborato un piano di incontri formativi gratuiti sui temi dell'export. L'iniziativa ha l'obiettivo di supportare la crescita delle imprese nei mercati internazionali.
Il prossimo incontro si terrà il 5 ottobre con inizio alle 9:30, nella Sala Convegni della Camera di Commercio di Reggio Emilia (Piazza della Vittoria, 3).

Nel corso della mattinata Patrizia Caiti, Specialista Trade Finance Sales Centro Nord di UniCredit, illustrerà le opportunità collegate alla globalizzazione. Più nel dettaglio la relatrice parlerà delle modalità di ingresso sui mercati esteri e delle varie tipologie del contratto internazionale.
Per maggiori informazioni consultare il sito della Camera di Commercio www.re.camcom.gov.it  o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

La partecipazione è gratuita.
E' obbligatoria l'iscrizione on line attraverso il sito www.re.camcom.gov.it

(Fonte: Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

Deciso rallentamento, nel primo semestre del 2017, per i fallimenti delle imprese reggiane, con una netta inversione di tendenza rispetto al trend del 2016. Sono infatti scese a 47 le procedure fallimentari aperte in provincia di Reggio Emilia nel periodo gennaio-giugno di quest'anno, il 39% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno passato, quando se ne contavano 77.

Osservando la distribuzione delle procedure per settore di attività economica - come sottolinea l'analisi effettuata dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio su dati del Tribunale di Reggio Emilia - quello che contribuisce maggiormente in termini assoluti è l'industria manifatturiera, con 13 fallimenti aperti in sei mesi (il 27,7% del totale), di cui 5 nella metalmeccanica e 3 nel ceramico, che risultano i comparti più colpiti.
Seguono poi le costruzioni con 12 procedure (25,5% sul totale) e il commercio e pubblici esercizi con 9 fallimenti (19,1% l'incidenza sul dato complessivo).

Se si confrontano i dati settoriali di quest'anno con quelli del primo semestre del 2016, è evidente la decelerazione registrata nelle aperture delle procedure fallimentari. Le aziende manifatturiere fallite nel periodo gennaio-giugno del 2017 sono meno della metà di quelle dello stesso periodo del 2016, quando furono 28.

Lo stesso andamento riguarda le imprese di costruzioni (27 nel 2016 rispetto alle 12 di quest'anno). In flessione anche i fallimenti delle attività di commercio e pubblici esercizi, calati del 36% (da 14 a 9 imprese).
A peggiorare la performance rispetto ai primi sei mesi del 2016 sono state, invece, le aziende del settore immobiliare, per le quali le procedure fallimentari aperte sono passate da 3 a 6.

I fallimenti relativi ai servizi alle persone sono stati complessivamente 4 (come nel primo semestre 2016) e hanno riguardato attività sia ricreative e di divertimento che di supporto alle rappresentazioni artistiche. Per quanto concerne i servizi di supporto alle imprese, i 2 fallimenti aperti nel corso del primo semestre 2017 hanno riguardato attività di informatica e di logistica. Nel settore agricolo si registra un unico fallimento.

La flessione delle procedure fallimentari aperte in provincia di Reggio Emilia nei primi sei mesi del 2017 sembra dunque confermare, indirettamente, quel miglioramento della situazione economica provinciale che già si è evidenziato con un aumento della produzione industriale, dell'export e la flessione del tasso di disoccupazione.

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(Fonte: U.O. Studi, Statistica e Osservatori Camera di Commercio di Reggio Emilia)

Mercoledì, 09 Agosto 2017 15:29

Giovani reggiani. La voglia di fare impresa.

Cresce la voglia di fare impresa dei giovani reggiani. Delle 1.967 imprese nate nei primi sei mesi del 2017 in provincia di Reggio Emilia, quasi una su tre (il 27,2%) è guidata da "under 35"; nello stesso periodo, delle 2.053 aziende che hanno espresso la volontà di non proseguire l'attività, solo il 13% è capitanata da giovani.

Il saldo positivo fra iscritte e cessate non d'ufficio nel periodo gennaio-giugno di quest'anno registrato dalle imprese giovanili (pari a 267 unità) - prosegue l'analisi dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio provinciale - ha permesso alle aziende condotte da imprenditori con meno di 35 anni di registrare un tasso di sviluppo positivo pari al +5,1% a fronte del -0,6% delle imprese non giovanili.
Le imprese "under 35" della provincia di Reggio Emilia erano, al 30 giugno scorso, 4.776, l'8,6% della struttura imprenditoriale provinciale, con punte di maggior presenza in settori come le attività di lotterie, scommesse e case da gioco (30%), l'assistenza sociale sia non residenziale (22,1%) – che comprende l'assistenza ad anziani e disabili e i servizi di asili nido – che residenziale (1 impresa giovanile ogni 5 del settore), i servizi di pulizia e cura e manutenzione del paesaggio (16,2%), i servizi postali e attività di corriere (14,3%) e i servizi di informazione e comunicazione (14%).

Sul piano della ripartizione settoriale, i giovani si concentrano, in buona parte, nei settori tradizionali, primi fra tutti le costruzioni che, con 1.557 imprese, rappresentano il 32,6% delle imprese di "under 35" e il commercio, comprese le attività di alloggio e ristorazione (28%). Quello dell'edilizia è però un settore che ha perso appeal nei confronti delle nuove generazioni: in sei mesi è infatti calato di oltre due punti percentuali il peso del comparto sulla struttura economica totale reggiana; in lieve aumento invece la quota ricoperta dai pubblici esercizi che, a dicembre 2016, era del 27,2%.

Fra le attività manifatturiere, il tessile-abbigliamento, con 1.357 imprese "under 35" pari all'11,3% del totale aziende del comparto, è il settore a maggior vocazione giovanile.
In genere si tratta di imprese di piccolissima dimensione, visto che il 58,9% ha un unico addetto e un altro 20,5% si colloca nella classe da 2 a 5 addetti. Le dimensioni e la forma giuridica (in tre casi su quattro si tratta di ditte individuali), evidenziano ancora la prevalenza di imprese poco strutturate, anche se vi sono alcuni importanti cambiamenti in atto.

Negli ultimi anni, infatti, si assiste ad una aumento del peso delle società di capitale costituite da "under 35" (attualmente 722), che in sei mesi è cresciuto di quasi un punto percentuale passando dal 14,2% di dicembre 2016 al 15,1% del giugno di quest'anno.

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Lunedì, 07 Agosto 2017 18:06

Le imprese reggiane aprono le porte ai giovani

Tante le imprese disponibili ad accogliere i giovani studenti. Domande per i finanziamenti camerali (200.000 euro) entro il 31 agosto.

Le imprese reggiane aprono le porte ai giovani, consentendo al nostro territorio di volare nelle zone alte della graduatoria nazionale e di aggiudicarsi il primo posto regionale nella classifica delle province con il più alto numero di aziende iscritte al "Registro nazionale per l'alternanza scuola-lavoro", che raccoglie le imprese disponibili ad ospitare i giovani studenti nell'alternanza tra formazione in aula e quella sul lavoro.

Gestito dalle Camere di Commercio, il Registro – al quale possono iscriversi imprese, liberi professionisti ed enti sia privati che pubblici - vede Reggio Emilia al quarto posto a livello nazionale con 197 soggetti iscritti (in testa Verona, con 254, subito seguita da Vicenza, con 246, ed Avellino, con 217), cifra che vale al nostro territorio il primo posto assoluto in Emilia-Romagna, con 36 iscrizioni in più rispetto a Ravenna, 112 in più rispetto a Parma, che a sua volta precede Rimini (73), Modena (62), Bologna (49), Piacenza (21), Forlì-Cesena (19) e Ferrara, ferma a 6 iscrizioni.

"La disponibilità delle imprese reggiane rispetto alla formazione dei giovani in azienda - sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi - non è un dato nuovo: tutte le iniziative che negli anni sono state lanciate in tal senso dalla Camera di Commercio, così come dalle strutture di formazione presenti nel territorio, hanno ottenuto buoni riscontri anche in passato".
"Il dato nuovo - prosegue Landi - è da una parte la stabile disponibilità che si manifesta attraverso l'iscrizione al Registro e, contemporaneamente, il consolidarsi di una virtuosa relazione che vede in campo istituzioni, imprese e mondo della scuola".

A questo proposito, Landi esprime "un ringraziamento sentito alle imprese e ai dirigenti scolastici delle scuole reggiane, che si sono da subito resi disponibili ad affiancare la Camera in questo nuovo ed importante percorso di alternanza scuola-lavoro, sostenendo i giovani in un nuovo percorso di approccio alla formazione più strettamente legato al mondo dell'impresa e alle sue esigenze".

"A sottolineare il valore di questa importante alleanza tra imprese e scuola - osserva Landi - bastano alcuni dati. La disoccupazione giovanile nel nostro territorio è pari al 27%, ma contemporaneamente il 26% dei profili richiesti dalle imprese resta di difficile reperimento, con particolare riferimento, come emerge dalle nostre analisi, a specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche, discipline artistiche e scienze umane e sociali, operai specializzati e conduttori di impianti nelle industrie".
Proprio per questo, conclude Landi, "l'aver reso l'alternanza in azienda parte integrante del percorso formativo è stata sicuramente una importante scelta, alla quale siamo soddisfatti corrisponda l'alta adesione e disponibilità di un sistema di imprese che, come Camera di Commercio, abbiamo deciso di sostenere con 200.000 euro per il 2017, agevolando così l'ingresso dei giovani e, soprattutto, il loro impegno in mansioni strettamente correlate alla loro formazione scolastica".

Il bando - ricorda la Camera di Commercio - prevede una modulazione economia differente a seconda del numero di studenti ospitati, e cioè 600,00 euro per l'impresa che coinvolge in percorsi di alternanza da 1 a 3 studenti e 1.100,00 euro per il coinvolgimento di 4 o più studenti.

La scadenza delle domande è fissata al 31 agosto.

(Fonte CCIAA REGGIO EMILIA)

C'è una nuova alleanza in campo a sostegno delle esportazioni reggiane. Camera di Commercio di Reggio Emilia e Agenzia interregionale delle Dogane di Emilia-Romagna e Marche hanno infatti sottoscritto un protocollo di collaborazione che consentirà di ampliare ulteriormente i servizi alle imprese impegnate su quei mercati esteri che, nel 2016, hanno generato un valore pari a 9,5 miliardi di euro.
La firma è avvenuta stamane in Camera di Commercio da parte del presidente dell'Ente camerale, Stefano Landi, e del direttore interregionale delle Dogane per l'Emilia-Romagna e le Marche, l'ing. Sergio Ciardiello.

L'accordo consentirà, innanzitutto, il potenziamento del "Punto Impresa Export", cioè dello sportello di orientamento e preparazione delle imprese ai mercati internazionali attivo in Camera di Commercio e, contemporaneamente, di accrescere l'informazione alle aziende curata dalle Dogane sul sito camerale.

Accanto a queste due prime azioni, il protocollo prevede poi una serie di altri servizi e iniziative comuni.

"Siamo di fronte - sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi - ad un quadro di azioni che qualificano e rafforzano decisamente il nostro lavoro sull'internazionalizzazione; questa partnership, infatti, si inserisce in un percorso che ci vede in campo non solo con investimenti per un milione di euro, nel 2017, a beneficio delle imprese locali, ma anche con l'ampliamento delle collaborazioni funzionali alla creazione di nuove opportunità e servizi per l'internazionalizzazione".

(fonte CCIAA Reggio Emilia 10 aprile 2017)

Previsto un saldo positivo di 2.700 unità, più che doppio rispetto al 2016. Il 43,6% delle assunzioni di lavoratori dipendenti riguarda giovani under 30.

Reggio Emilia, 16 febbraio 2017

Il 2017 parte bene sul fronte dell'occupazione nella nostra provincia. Secondo le analisi dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sul monitoraggio dei fabbisogni professionali delle imprese che Unioncamere e il sistema camerale, in accordo con il Ministero del Lavoro, svolgono tramite l'indagine Excelsior, il primo trimestre dell'anno si chiuderà, infatti, con un saldo positivo di oltre 2.700 posti di lavoro contro i 1.040 dello stesso periodo dello scorso anno.
Da gennaio a marzo, le analisi camerali parlano di 5.710 nuove entrate nelle imprese della provincia a fronte di un numero di uscite (scadenza del contratto, pensionamento o altri motivi) che dovrebbe invece attestarsi a quota 2.970.
Dei quasi seimila ingressi previsti, 2.250 saranno lavoratori dipendenti, 1.920 saranno interinali, 800 collaboratori coordinati e continuativi e 740 collaboratori a partita IVA o occasionali.
Fissando l'attenzione in particolare sui 2.250 lavoratori dipendenti, il 43,6% delle assunzioni riguarderà giovani under 30 (contro una media nazionale del 34% e del 32,9% per l'Emilia Romagna) mentre la quota di assunzioni in rosa sarà di appena il 13% ma, aggiungendo una quota di assunzioni per cui il genere è ritenuto ininfluente, la percentuale potrebbe più che raddoppiare, raggiungendo il 28%.

"Queste previsioni - sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi - confermano bene l'andamento registrato nel 2016, che secondo le prime stime si è chiuso con un incremento dell'occupazione pari al 2,4%".
"Un dato confortante - aggiunge Landi - soprattutto alla luce del fatto che la crescita del Pil, stimata nell'1,3%, si è tradotta in lavoro e occupazione e in un aumento del reddito disponibile per le famiglie (+2,4%), fattori fondamentali per poter parlare di un miglioramento della situazione economica e sociale del nostro territorio".

Dalle analisi della Camera di Commercio emerge che nel primo trimestre 2017 il 43,7% degli ingressi in azienda di lavoratori dipendenti avverrà in modo stabile, cioè con contratto a tempo indeterminato (29,9%) o di apprendistato (13,8%). Un altro 46,3% (1.040 nuove entrate) sarà invece a tempo determinato, strumento utilizzato non solo per far fronte a picchi di attività (che riguardano circa un terzo degli ingressi di personale con contratto a termine) ma anche, nel 50,2% dei casi, come periodo di prova per valutare una futura assunzione stabile.

I nuovi contratti saranno siglati, per circa due terzi, nel comparto dei servizi (1.420 ingressi) distribuiti fra commercio e turismo-alloggio-ristorazione (350 assunzioni per ognuno dei settori), servizi alle persone (300) e servizi avanzati di supporto alle imprese (120); le restanti assunzioni nel terziario riguarderanno gli altri servizi (trasporti e logistica, editoria, telecomunicazioni, finanza, immobiliare, vigilanza, pulizie, ecc.).
Delle 830 nuove entrate previsti nel settore manifatturiero, 500 saranno destinate alle industrie metalmeccaniche ed elettroniche, 270 nelle altre industrie (alimentari, tessile-abbigliamento, ceramica, gomma-plastica, legno, utilities, ecc.), mentre i restanti ingressi andranno nelle costruzioni.

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(Fonte: Camera di Commercio di Reggio Emilia)

Gli "Scenari per le economie locali" di gennaio elaborati da Prometeia e analizzati dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia. Per il 2017, Pil in crescita dell'1,1%, cui dovrebbe far seguito un +1,3% nel 2018.

Reggio Emilia, 14 febbraio 2017

Sono leggermente migliori del previsto i dati di chiusura 2016 per l'economia reggianaGli "Scenari per le economie locali" di gennaio elaborati da Prometeia e analizzati dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia parlano, infatti, di un Pil che dovrebbe aver chiuso con un +1,3% rispetto al +1,2% previsto nell'ottobre 2016, associato ad una più robusta ripresa dell'occupazione (+2,4% contro il +2,2% ipotizzato pochi mesi fa) e ad una conferma di un buon rialzo del reddito disponibile per le famiglie (+2,8%).

Le stesse analisi indicano, per il 2017, un Pil in crescita dell'1,1%, cui dovrebbe far seguito un +1,3% nel 2018.
Il sostegno al valore aggiunto provinciale dovrebbe derivare soprattutto dall'aumento dell'export che, per il 2016, è stimato in crescita del 3%, con un ulteriore rafforzamento nel 2017, anno per il quale le previsioni parlano di un +4,1%. Per le importazioni, invece, il 2016 dovrebbe aver chiuso con una flessione dello 0,4%, ma con una inversione di tendenza prevista sia nel 2017 (+3,3%) che nel 2018 (+3,1%).

L'analisi del Pil per settori di attività economica della provincia di Reggio Emilia mostra, per il 2016, un incremento del 2% del valore aggiunto prodotto dall'industria, che si prevede non andrà oltre il +1,7% nel 2017 per arrivare al +1,8% nel 2018. Rallenta leggermente rispetto alle previsioni di ottobre e si attesta al +0,9% l'aumento del valore aggiunto prodotto dai servizi; anche in questo caso il 2017 dovrebbe registrare un'ulteriore lieve frenata alla crescita fermandosi al +0,8% per risalire al +1,0% nel prossimo anno. Di segno positivo anche il trend delle costruzioni per le quali è previsto un incremento del valore aggiunto pari all'1,4% per l'anno in corso e del +1,7% per il 2018. Andamento meno performante, infine, per l'agricoltura, settore che si stima abbia chiuso il 2016 in flessione dello 0,2% e che si prevede in ulteriore calo quest'anno (-0,6%) per tornare poi in territorio positivo nel 2018, anno in cui il valore aggiunto prodotto dal settore primario dovrebbe crescere dello 0,2%.

Rivisto al rialzo rispetto all'edizione precedente degli "Scenari" l'andamento del mercato del lavoro. Le stime sull'occupazione, infatti, parlano di un incremento del 2,4% nel 2016, con la contemporanea flessione del tasso di disoccupazione che dovrebbe così attestarsi al 5,1% (in ottobre era previsto raggiungesse il 5,3%). Per il 2017 la disoccupazione dovrebbe calare ancora, scendendo sotto la soglia del 5%: il tasso di disoccupazione, infatti, dovrebbe attestarsi al 4,8% ed essere confermato anche per il 2018.
Quanto al reddito disponibile delle famiglie, le stime sulla chiusura 2016 parlano di un aumento del 2,8%, mentre le previsioni indicano un ulteriore aumento del 2,2% nell'anno in corso. Il clima di fiducia delle famiglie, influenzato dal miglioramento del reddito a disposizione, dovrebbe quindi supportare una ripresa dei consumi, che nel 2016 sono indicati in aumento dell'1,6%, per raggiungere il +2% nel 2017.

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(Fonte: Dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

In controtendenza con il dato nazionale, sono tornati a crescere, nel 2016, i fallimenti in provincia di Reggio Emilia. Le procedure fallimentari, che erano scese sotto le cento unità nel 2015, lo scorso anno si sono infatti riportate a 125 unità.

Reggio Emilia, 23 gennaio 2017

Ancora una volta, secondo l'analisi effettuata dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio su dati del Tribunale di Reggio Emilia, è il comparto edile ad essere maggiormente interessato. Le imprese di costruzioni o gli impiantisti dichiarati falliti nel 2016 sono 42, il 33,6% del totale, alle quali si aggiungono 7 società immobiliari (5,6%).
Segue il settore manifatturiero con 39 fallimenti (31,2%) - relativi, in particolare, ad aziende metalmeccaniche – e il commercio sia all'ingrosso (8 procedure fallimentari aperte nel 2016) che al dettaglio (5 procedure); i pubblici esercizi hanno totalizzato complessivamente 8 fallimenti, e la maggior parte ha riguardato bar e ristoranti (7).
I fallimenti relativi ai servizi di supporto alle imprese sono stati complessivamente 6 e hanno riguardato sia attività professionali, scientifiche e tecniche che il noleggio e leasing. Per quanto concerne i servizi alle persone, i 4 fallimenti aperti nel corso dell'anno passato hanno riguardato sia attività dei centri per il benessere fisico che lavanderie.

 procedure fallimentari reggioemilia

Altri settori, come la logistica-trasporti e l'editoria-informazione, sono stati toccati più marginalmente: per ciascun settore le procedure fallimentari aperte sono 3.
L'incremento delle procedure fallimentari aperte in provincia di Reggio Emilia nel corso dell'anno scorso, più che alla situazione economica attuale – le indagini congiunturali delineano una economia in moderata ripresa - è probabilmente da imputare ad una fase recessiva che ha toccato la nostra provincia negli anni passati; l'attuale momento di leggera crescita non è forse ancora in grado di garantire a molte aziende del territorio un efficace risanamento.

fallimenti reggioemilia 2016

(Fonte: dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

 

 

Domenica, 18 Dicembre 2016 09:00

Export reggiano a +2,6%.

Dai mercati esteri continuano a giungere segnali positivi per le esportazioni di prodotti "made in Reggio". Bene l'Europa, USA in volo.

Reggio Emilia - 16 dicembre 2016 -
Nei primi nove mesi del 2016, infatti, le esportazioni reggiane hanno raggiunto i 7,2 miliardi di euro, vale a dire il 2,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2015. In controtendenza le importazioni che si sono attestate, da gennaio a settembre dell'anno in corso, attorno 2,7 miliardi rispetto ai 2,8 dei primi nove mesi del 2015. Il saldo commerciale tra export ed import, con quasi 4,5 miliardi, è quindi cresciuto del 7,1%.

"Siamo evidentemente molto soddisfatti di questo andamento delle esportazioni - sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi - che offrono un riscontro positivo anche rispetto alle risorse economiche messe in campo dalla Camera di Commercio per il supporto all'internazionalizzazione delle imprese reggiane".
"Nonostante la riduzione delle risorse disponibili, legate alle più recenti azioni del Governo in materia di riforma delle Camere di Commercio - spiega al proposito Landi - per il 2016 abbiamo assicurato 1,276 milioni alle azioni di sostegno alle esportazioni, cifra fra le più alte degli ultimi anni".
"Gli ultimi dati – prosegue Landi – ci confermano che siamo in presenza di un andamento molto favorevole che sottolinea la capacità competitiva delle imprese reggiane e che occorre consolidare ulteriormente".
"Proprio per questo - conclude il presidente della Camera di Commercio - quest'anno abbiamo puntato soprattutto ad estendere il numero delle imprese che hanno rapporti con l'estero e, contemporaneamente, ad azioni di incoming tanti paesi esteri (Germania, Austria, Area Scandinava, Russia, Stati Uniti e Canda, Giappone e Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, solo per citarne alcuni) che hanno messo in evidenza alcuni dei settori trainanti la nostra economia, con particolare attenzione a metalmeccanica, oleodinamica, agroalimentare, moda e filiera del costruire e dell'abitare".

L'aumento delle esportazioni registrato nei primi nove mesi del 2016, come rilevano le analisi dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio sui dati diffusi dall'Istat, è sicuramente influenzato dal +3,1% che si registra nelle vendite verso l'Europa, passate dai 4,979 miliardi del periodo gennaio-settembre 2015 ai 5,135 miliardi del 2016. Il Vecchio Continente, con il 71,8% del totale esportato, continua dunque a rappresentare non solo il principale acquirente di prodotti reggiani, ma registra anche una crescita percentuale superiore alla media generale.

Ai primi due posti della graduatoria dei Paesi verso i quali sono dirette le nostre merci si posizionano due paesi europei, Germania e Francia; in particolare, le vendite di merci "made in Reggio Emilia" verso la Germania sono cresciute, nei primi nove mesi del 2016, del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno passato, mentre sono in lieve flessione quelle verso la Francia (-1%). Continua la ripresa delle esportazioni verso la Russia che, registrando un +3,5%, superano i 180 milioni di euro; ancora in calo le vendite dirette verso la Turchia (-6,7%%).
Positivo l'andamento delle vendite di prodotti reggiani sia verso l'Asia che verso l'America: il continente americano, con 842,4 milioni di esportato ed un incremento dell'1,4%, supera quello asiatico (830,9 milioni) e diventa, a settembre di quest'anno, il nostro secondo maggior acquirente dopo l'Europa.
Determinante per il trend dell'export verso l'America è stata la crescita delle vendite verso gli Stati Uniti che, con 550,5 milioni ed una crescita rispetto al 2015 del 4,9%, si posizionano saldamente al terzo posto della graduatoria dei nostri principali clienti e si confermano primo Paese extra Europa per prodotti reggiani acquistati. Incremento a due cifre, poi, per il Messico (+14,4%) verso il quale sono diretti merci per quasi 93 milioni.

Fra i prodotti di punta dell'economia reggiana registrano andamenti positivi, nel primi nove mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015, i prodotti metalmeccanici che crescono del 3,5% e raggiungono i 3,6 miliardi di esportato, continuando a rappresentare circa la metà del totale dell'export reggiano; il tessile-abbigliamento raggiunge il valore di quasi 1,3 miliardi con un aumento del 3,4%; la ceramica, passando da 781,4 a 840,2 milioni euro, registra un +7,5%; l'elettrico-elettronico cresce dell'1,2% raggiungendo i 617 milioni; in crescita del 2,4% la gomma-plastica il cui export raggiunge quasi i 100 milioni.

In flessione, invece, gli alimentari-bevande, il cui export passa da 460 milioni dell'anno passato ai 438,7 milioni del 2016 (-4,6%). In calo del 6,3%, infine, altri prodotti manifatturieri che scendono da 366,5 milioni dei primi nove mesi 2015 a 343,6 dell'analogo periodo di quest'anno.

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(Fonte CCIAA Reggio Emilia - 16 dicembre 2016)

L'analisi dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sulle previsioni occupazionali formulate dalle aziende reggiane attraverso la 19^ indagine Excelsior, il sistema informativo per l'occupazione e la formazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro.

Reggio Emilia, 24 ottobre 2016

Gli imprenditori reggiani provano a rilanciare l'economia locale inserendo figure professionali con un titolo di studio alto e medio-alto. Nel 2016, infatti, in provincia di Reggio Emilia le assunzioni di figure high skills, cioè dirigenti, specialisti e tecnici, raggiungeranno le 1.490 unità, il 22% del totale delle assunzioni previste (6.740), dato superiore ad una media nazionale che si attesta al 17%. Le assunzioni medium skills saranno invece pari al 34% (2.260 unità). Le restanti 2.990 assunzioni (low skills) previste riguarderanno figure di livello più basso, con una percentuale del 44%.

E' quanto emerge dall'analisi dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sulle previsioni occupazionali formulate dalle aziende reggiane attraverso la 19^ indagine Excelsior, il sistema informativo per l'occupazione e la formazione di Unioncamere-Ministero del Lavoro.

I titoli di studio maggiormente richiesti riguardano gli indirizzi economico–amministrativo, meccanico-meccatronico ed energia, ingegneria nel suo complesso (con una prevalenza dell'elettronica e di quella industriale), insegnamento e formazione, costruzioni, ambiente e territorio.
Secondo le analisi dell'Ufficio Studi camerale, il 14% delle 6.740 assunzioni programmate nel 2016 in provincia di Reggio Emilia, riguarderà laureati (970 unità), mentre il 45% sarà rivolto a diplomati della scuola secondaria superiore (3.050 unità). I nuovi ingressi di persone in possesso della qualifica professionale si attesteranno al 15% (1.020 unità) e il restante 24% riguarderà figure alle quali non verrà richiesta una formazione scolastica specifica (1.700 unità).

Excelsior 2016

I laureati e i diplomati nel loro insieme detengono quindi il 59% delle assunzioni programmate nella provincia per il 2016, quota superiore di 6 punti sia alla media regionale che a quella nazionale. La quota percentuale di laureati è aumentata, nel reggiano, di 2 punti rispetto all'anno passato e per i diplomati la crescita è addirittura di 8 punti.
Il 12,7% delle figure professionali richieste (860 unità) è considerata dagli imprenditori di difficile reperimento e la percentuale aumenta e raggiunge il 14,7% per le assunzioni nell'industria. Le cause sono da imputare sia al ridotto numero di candidati (6,1%) che all'inadeguatezza degli stessi (6,6%).
Per cercare, almeno in parte, di superare il gap che divide ancora la scuola e il mondo del lavoro, gli imprenditori cercano di fare la propria parte ospitando studenti sia in tirocinio/stage che in alternanza scuola-lavoro. Nel 2015, il 12,9% delle aziende ha accolto i giovani per l'esperienza di alternanza e nel 2016 la percentuale fra chi ha già ospitato o prevede di farlo nel corso dell'anno è salita al 13,4%.

(Fonte: Dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

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