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Sono 12 le nuove startup innovative che nei primi otto mesi del 2018 si sono iscritte nella sezione speciale del Registro Imprese della Camera di Commercio di Reggio Emilia.

Non sono bastate a compensare quelle che per legge, dopo 5 anni, non possono più definirsi tali, ma il numero complessivo resta alto: in totale, infatti, sono 84 rispetto alle 89 presenti alla fine di agosto 2017 e, in massima parte, operano nel terziario.

Secondo gli ultimi dati resi disponibili da Infocamere e analizzati dall'Ufficio Studi dell'ente camerale, infatti, 6 startup innovative su 10 – ovvero 51 imprese – svolgono attività nell'ambito dei servi rivolti sia alle imprese (48 aziende) che alle persone (3). Un terzo delle startup presenti sul territorio provinciale, poi, opera in campo manifatturiero, 4 nel commercio e solo una appartiene al settore primario.
Relativamente ai settori economici, prevalgono le startup impegnate nella produzione di software e nella consulenza informatica per le aziende, ambito nel quale sono presenti 23 imprese innovative reggiane; seguono poi quelle di supporto tecnico specializzato (10), di Ricerca e Sviluppo (9) e, infine, le attività dei servizi d'informazione (6).

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Delle 28 startup che operano nell'industria in senso stretto, la quota più rilevante – pari al 39,3% del manifatturiero in complesso – è rappresentata dalle aziende metalmeccaniche (11 imprese); una quota pari al 14,3% del totale è costituita da quelle attive nella fabbricazione di computer e prodotti elettronici ed ottici ed altrettante operano nella trasformazione alimentare, mentre il 7% svolge attività di fabbricazione di apparecchiature elettriche.

La forma giuridica prevalente è quella della società a responsabilità limitata. Oltre il 90% delle startup innovative reggiane, infatti, è costituito in questa forma; un ulteriore 7,1% ha scelto la forma giuridica della srl semplificata e il restante 2,4% la forma della società cooperativa.
Dall'analisi del valore della produzione emerge la dimensione ridotta delle startup reggiane. Nessuna delle imprese delle quali è disponibile il bilancio supera i 2 milioni di euro, due aziende su tre hanno un fatturato che non supera i 100.000 euro e per un ulteriore 23% il valore della produzione si colloca fra i 100mila e i 500mila euro.

Altro indicatore che sottolinea l'ancora limitata dimensione delle imprese in esame è il valore di capitale sociale: per 61 startup (61,4% del totale) non supera i 10.000 euro e il 30% ha un investimento iniziale compreso fra i 10 e i 50.000 euro. Solo 7 imprese hanno un capitate sociale compreso fra i 50mila e i 250 mila euro.
Delle 84 startup innovative della provincia di Reggio Emilia, inoltre, solo 9 sono ad alto valore tecnologico in ambito energetico, ovvero sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Fonte: CCIAA RE

Compie il suo primo anno di vita "impresa.italia.it", quello che il sistema camerale definisce il "il cassetto digitale dell'imprenditore".

Il servizio della Camera di Commercio, realizzato da InfoCamere, consente infatti agli imprenditori e amministratori di imprese del nostro Paese di accedere gratuitamente, anche da smartphone o tablet, alle informazioni ufficiali sulla propria azienda depositate nel Registro delle Imprese, in modo facile, sicuro e veloce.
Nella nostra provincia sono 778 - su un totale regionale di quasi 8.000 e uno nazionale di oltre 130.000 - gli imprenditori che in questi mesi hanno aperto il "cassetto digitale" della propria azienda dalla piattaforma "impresa.italia.it".

I documenti accessibili vanno dalla certificazione d'impresa (la visura camerale, già tradotta anche in inglese) alle informazioni su certificazioni biologiche e rating di legalità; dallo statuto al bilancio, fino alle pratiche inviate allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) del Comune in cui ha sede l'impresa. A breve - per chi utilizza il sistema gratuito delle Camere di Commercio "fatturaelettronica.infocamere.it" - saranno anche accessibili le fatture elettroniche emesse.
"Si tratta - sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia, Stefano Landi - di un servizio che contribuisce alla competitività dell'impresa, al pari di tutti i fattori che portano ad un cambiamento di strumenti, servizi e soprattutto processi che consentono di affacciarsi sul mercato con velocità, semplicità e trasparenza".

"La sua gratuità - osserva Landi - è legata all'ampio impegno che il sistema camerale sta mettendo in atto per favorire un più ampio percorso di digitalizzazione delle imprese, che anche nella nostra provincia si è tradotto in diverse iniziative di vera e propria alfabetizzazione digitale finalizzata alla creazione di valore e lavoro".

La piattaforma si configura come un vero e proprio "cassetto digitale" in cui l'imprenditore ha sempre a portata di mano l'identikit digitale della propria impresa, da condividere in modo semplice e intuitivo con partner, clienti, fornitori, banche e professionisti, ma anche per inviarli alla Pubblica Amministrazione per partecipare a gare o bandi locali, nazionali e internazionali.

Per accedere alla piattaforma "impresa.italia.it" è sufficiente essere in possesso delle identità digitali che consentono di identificare il cittadino-imprenditore: lo SPID (il Sistema Pubblico di identità digitale), o la CNS (la Carta Nazionale dei Servizi).

 

Cresce il numero di imprese della provincia di Reggio Emilia che esprime l'intenzione di assumere (62,3% delle imprese con dipendenti), ma cresce anche la difficoltà degli imprenditori reggiani nel reperire le figure professionali da inserire in azienda.

Il 29,8% delle assunzioni previste dalle imprese reggiane riguarda, infatti, figure di difficile reperimento, e il dato del territorio reggiano supera di quasi cinque punti e mezzo percentuali quello dell'Emilia-Romagna (24,4%) di oltre otto punti quello nazionale (21,5%).

La situazione è evidenziata dall'analisi effettuata dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sui dati del sistema informativo Excelsior sulle previsioni di assunzione delle imprese private con dipendenti dell'industria e dei servizi, realizzata da Unioncamere-ANPAL con la collaborazione delle Camere di Commercio.

Le imprese della provincia di Reggio Emilia continuano quindi a manifestare, in media, maggiori difficoltà a reperire personale specializzato.

Tre le cause fondamentali indicate dalle aziende: la non adeguata preparazione dei candidati (per il 37% delle assunzioni considerata di difficile reperimento), la mancanza di persone con caratteristiche personali adatte alla professione offerta (28,3%) e, infine, il ridotto numero di candidati (34,7%) a causa, ad esempio, di una forte richiesta di figure molto specifiche e di nuove professioni richieste dai cambiamenti indotti dalla globalizzazione e introdotti nell'organizzazione dei processi produttivi e del lavoro.

Dall'ultima edizione di Excelsior è emersa la richiesta crescente di competenze trasversali, ovvero quelle capacità che raggruppano le qualità personali, l'atteggiamento in ambito lavorativo e le conoscenze nel campo delle relazioni interpersonali. Fra le soft skills, quella maggiormente richiesta (95,7% del totale) è la flessibilità e adattamento, seguita dalla capacità di lavorare in gruppo (85,9%) e in autonomia (76,8%). Considerata importante anche la capacità di risolvere i problemi (70,9%).

Fra le competenze richieste dalle imprese reggiane, oltre alla capacità comunicativa scritta e orale in lingua italiana - che si colloca al primo posto con il 62,3% del totale – hanno assunto notevole importanza, proprio per le modifiche tecnologiche in atto, la richiesta di competenze digitali (54,3%) alla quale si aggiunge la capacità di gestire soluzioni innovative applicando tecnologie "4.0" (32,3%) e la capacità di utilizzare linguaggi e metodi matematici e informatici (47,8%).

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Seminario gratuito giovedì 5 ottobre 2017, alle ore 9,30 nella Sala convegni dell'Ente camerale.

Per sostenere le imprese del territorio, la Camera di Commercio di Reggio Emilia e UniCredit hanno elaborato un piano di incontri formativi gratuiti sui temi dell'export. L'iniziativa ha l'obiettivo di supportare la crescita delle imprese nei mercati internazionali.
Il prossimo incontro si terrà il 5 ottobre con inizio alle 9:30, nella Sala Convegni della Camera di Commercio di Reggio Emilia (Piazza della Vittoria, 3).

Nel corso della mattinata Patrizia Caiti, Specialista Trade Finance Sales Centro Nord di UniCredit, illustrerà le opportunità collegate alla globalizzazione. Più nel dettaglio la relatrice parlerà delle modalità di ingresso sui mercati esteri e delle varie tipologie del contratto internazionale.
Per maggiori informazioni consultare il sito della Camera di Commercio www.re.camcom.gov.it  o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

La partecipazione è gratuita.
E' obbligatoria l'iscrizione on line attraverso il sito www.re.camcom.gov.it

(Fonte: Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

Deciso rallentamento, nel primo semestre del 2017, per i fallimenti delle imprese reggiane, con una netta inversione di tendenza rispetto al trend del 2016. Sono infatti scese a 47 le procedure fallimentari aperte in provincia di Reggio Emilia nel periodo gennaio-giugno di quest'anno, il 39% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno passato, quando se ne contavano 77.

Osservando la distribuzione delle procedure per settore di attività economica - come sottolinea l'analisi effettuata dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio su dati del Tribunale di Reggio Emilia - quello che contribuisce maggiormente in termini assoluti è l'industria manifatturiera, con 13 fallimenti aperti in sei mesi (il 27,7% del totale), di cui 5 nella metalmeccanica e 3 nel ceramico, che risultano i comparti più colpiti.
Seguono poi le costruzioni con 12 procedure (25,5% sul totale) e il commercio e pubblici esercizi con 9 fallimenti (19,1% l'incidenza sul dato complessivo).

Se si confrontano i dati settoriali di quest'anno con quelli del primo semestre del 2016, è evidente la decelerazione registrata nelle aperture delle procedure fallimentari. Le aziende manifatturiere fallite nel periodo gennaio-giugno del 2017 sono meno della metà di quelle dello stesso periodo del 2016, quando furono 28.

Lo stesso andamento riguarda le imprese di costruzioni (27 nel 2016 rispetto alle 12 di quest'anno). In flessione anche i fallimenti delle attività di commercio e pubblici esercizi, calati del 36% (da 14 a 9 imprese).
A peggiorare la performance rispetto ai primi sei mesi del 2016 sono state, invece, le aziende del settore immobiliare, per le quali le procedure fallimentari aperte sono passate da 3 a 6.

I fallimenti relativi ai servizi alle persone sono stati complessivamente 4 (come nel primo semestre 2016) e hanno riguardato attività sia ricreative e di divertimento che di supporto alle rappresentazioni artistiche. Per quanto concerne i servizi di supporto alle imprese, i 2 fallimenti aperti nel corso del primo semestre 2017 hanno riguardato attività di informatica e di logistica. Nel settore agricolo si registra un unico fallimento.

La flessione delle procedure fallimentari aperte in provincia di Reggio Emilia nei primi sei mesi del 2017 sembra dunque confermare, indirettamente, quel miglioramento della situazione economica provinciale che già si è evidenziato con un aumento della produzione industriale, dell'export e la flessione del tasso di disoccupazione.

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(Fonte: U.O. Studi, Statistica e Osservatori Camera di Commercio di Reggio Emilia)

Mercoledì, 09 Agosto 2017 15:29

Giovani reggiani. La voglia di fare impresa.

Cresce la voglia di fare impresa dei giovani reggiani. Delle 1.967 imprese nate nei primi sei mesi del 2017 in provincia di Reggio Emilia, quasi una su tre (il 27,2%) è guidata da "under 35"; nello stesso periodo, delle 2.053 aziende che hanno espresso la volontà di non proseguire l'attività, solo il 13% è capitanata da giovani.

Il saldo positivo fra iscritte e cessate non d'ufficio nel periodo gennaio-giugno di quest'anno registrato dalle imprese giovanili (pari a 267 unità) - prosegue l'analisi dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio provinciale - ha permesso alle aziende condotte da imprenditori con meno di 35 anni di registrare un tasso di sviluppo positivo pari al +5,1% a fronte del -0,6% delle imprese non giovanili.
Le imprese "under 35" della provincia di Reggio Emilia erano, al 30 giugno scorso, 4.776, l'8,6% della struttura imprenditoriale provinciale, con punte di maggior presenza in settori come le attività di lotterie, scommesse e case da gioco (30%), l'assistenza sociale sia non residenziale (22,1%) – che comprende l'assistenza ad anziani e disabili e i servizi di asili nido – che residenziale (1 impresa giovanile ogni 5 del settore), i servizi di pulizia e cura e manutenzione del paesaggio (16,2%), i servizi postali e attività di corriere (14,3%) e i servizi di informazione e comunicazione (14%).

Sul piano della ripartizione settoriale, i giovani si concentrano, in buona parte, nei settori tradizionali, primi fra tutti le costruzioni che, con 1.557 imprese, rappresentano il 32,6% delle imprese di "under 35" e il commercio, comprese le attività di alloggio e ristorazione (28%). Quello dell'edilizia è però un settore che ha perso appeal nei confronti delle nuove generazioni: in sei mesi è infatti calato di oltre due punti percentuali il peso del comparto sulla struttura economica totale reggiana; in lieve aumento invece la quota ricoperta dai pubblici esercizi che, a dicembre 2016, era del 27,2%.

Fra le attività manifatturiere, il tessile-abbigliamento, con 1.357 imprese "under 35" pari all'11,3% del totale aziende del comparto, è il settore a maggior vocazione giovanile.
In genere si tratta di imprese di piccolissima dimensione, visto che il 58,9% ha un unico addetto e un altro 20,5% si colloca nella classe da 2 a 5 addetti. Le dimensioni e la forma giuridica (in tre casi su quattro si tratta di ditte individuali), evidenziano ancora la prevalenza di imprese poco strutturate, anche se vi sono alcuni importanti cambiamenti in atto.

Negli ultimi anni, infatti, si assiste ad una aumento del peso delle società di capitale costituite da "under 35" (attualmente 722), che in sei mesi è cresciuto di quasi un punto percentuale passando dal 14,2% di dicembre 2016 al 15,1% del giugno di quest'anno.

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Lunedì, 07 Agosto 2017 18:06

Le imprese reggiane aprono le porte ai giovani

Tante le imprese disponibili ad accogliere i giovani studenti. Domande per i finanziamenti camerali (200.000 euro) entro il 31 agosto.

Le imprese reggiane aprono le porte ai giovani, consentendo al nostro territorio di volare nelle zone alte della graduatoria nazionale e di aggiudicarsi il primo posto regionale nella classifica delle province con il più alto numero di aziende iscritte al "Registro nazionale per l'alternanza scuola-lavoro", che raccoglie le imprese disponibili ad ospitare i giovani studenti nell'alternanza tra formazione in aula e quella sul lavoro.

Gestito dalle Camere di Commercio, il Registro – al quale possono iscriversi imprese, liberi professionisti ed enti sia privati che pubblici - vede Reggio Emilia al quarto posto a livello nazionale con 197 soggetti iscritti (in testa Verona, con 254, subito seguita da Vicenza, con 246, ed Avellino, con 217), cifra che vale al nostro territorio il primo posto assoluto in Emilia-Romagna, con 36 iscrizioni in più rispetto a Ravenna, 112 in più rispetto a Parma, che a sua volta precede Rimini (73), Modena (62), Bologna (49), Piacenza (21), Forlì-Cesena (19) e Ferrara, ferma a 6 iscrizioni.

"La disponibilità delle imprese reggiane rispetto alla formazione dei giovani in azienda - sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi - non è un dato nuovo: tutte le iniziative che negli anni sono state lanciate in tal senso dalla Camera di Commercio, così come dalle strutture di formazione presenti nel territorio, hanno ottenuto buoni riscontri anche in passato".
"Il dato nuovo - prosegue Landi - è da una parte la stabile disponibilità che si manifesta attraverso l'iscrizione al Registro e, contemporaneamente, il consolidarsi di una virtuosa relazione che vede in campo istituzioni, imprese e mondo della scuola".

A questo proposito, Landi esprime "un ringraziamento sentito alle imprese e ai dirigenti scolastici delle scuole reggiane, che si sono da subito resi disponibili ad affiancare la Camera in questo nuovo ed importante percorso di alternanza scuola-lavoro, sostenendo i giovani in un nuovo percorso di approccio alla formazione più strettamente legato al mondo dell'impresa e alle sue esigenze".

"A sottolineare il valore di questa importante alleanza tra imprese e scuola - osserva Landi - bastano alcuni dati. La disoccupazione giovanile nel nostro territorio è pari al 27%, ma contemporaneamente il 26% dei profili richiesti dalle imprese resta di difficile reperimento, con particolare riferimento, come emerge dalle nostre analisi, a specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche, discipline artistiche e scienze umane e sociali, operai specializzati e conduttori di impianti nelle industrie".
Proprio per questo, conclude Landi, "l'aver reso l'alternanza in azienda parte integrante del percorso formativo è stata sicuramente una importante scelta, alla quale siamo soddisfatti corrisponda l'alta adesione e disponibilità di un sistema di imprese che, come Camera di Commercio, abbiamo deciso di sostenere con 200.000 euro per il 2017, agevolando così l'ingresso dei giovani e, soprattutto, il loro impegno in mansioni strettamente correlate alla loro formazione scolastica".

Il bando - ricorda la Camera di Commercio - prevede una modulazione economia differente a seconda del numero di studenti ospitati, e cioè 600,00 euro per l'impresa che coinvolge in percorsi di alternanza da 1 a 3 studenti e 1.100,00 euro per il coinvolgimento di 4 o più studenti.

La scadenza delle domande è fissata al 31 agosto.

(Fonte CCIAA REGGIO EMILIA)

C'è una nuova alleanza in campo a sostegno delle esportazioni reggiane. Camera di Commercio di Reggio Emilia e Agenzia interregionale delle Dogane di Emilia-Romagna e Marche hanno infatti sottoscritto un protocollo di collaborazione che consentirà di ampliare ulteriormente i servizi alle imprese impegnate su quei mercati esteri che, nel 2016, hanno generato un valore pari a 9,5 miliardi di euro.
La firma è avvenuta stamane in Camera di Commercio da parte del presidente dell'Ente camerale, Stefano Landi, e del direttore interregionale delle Dogane per l'Emilia-Romagna e le Marche, l'ing. Sergio Ciardiello.

L'accordo consentirà, innanzitutto, il potenziamento del "Punto Impresa Export", cioè dello sportello di orientamento e preparazione delle imprese ai mercati internazionali attivo in Camera di Commercio e, contemporaneamente, di accrescere l'informazione alle aziende curata dalle Dogane sul sito camerale.

Accanto a queste due prime azioni, il protocollo prevede poi una serie di altri servizi e iniziative comuni.

"Siamo di fronte - sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi - ad un quadro di azioni che qualificano e rafforzano decisamente il nostro lavoro sull'internazionalizzazione; questa partnership, infatti, si inserisce in un percorso che ci vede in campo non solo con investimenti per un milione di euro, nel 2017, a beneficio delle imprese locali, ma anche con l'ampliamento delle collaborazioni funzionali alla creazione di nuove opportunità e servizi per l'internazionalizzazione".

(fonte CCIAA Reggio Emilia 10 aprile 2017)

Previsto un saldo positivo di 2.700 unità, più che doppio rispetto al 2016. Il 43,6% delle assunzioni di lavoratori dipendenti riguarda giovani under 30.

Reggio Emilia, 16 febbraio 2017

Il 2017 parte bene sul fronte dell'occupazione nella nostra provincia. Secondo le analisi dell'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sul monitoraggio dei fabbisogni professionali delle imprese che Unioncamere e il sistema camerale, in accordo con il Ministero del Lavoro, svolgono tramite l'indagine Excelsior, il primo trimestre dell'anno si chiuderà, infatti, con un saldo positivo di oltre 2.700 posti di lavoro contro i 1.040 dello stesso periodo dello scorso anno.
Da gennaio a marzo, le analisi camerali parlano di 5.710 nuove entrate nelle imprese della provincia a fronte di un numero di uscite (scadenza del contratto, pensionamento o altri motivi) che dovrebbe invece attestarsi a quota 2.970.
Dei quasi seimila ingressi previsti, 2.250 saranno lavoratori dipendenti, 1.920 saranno interinali, 800 collaboratori coordinati e continuativi e 740 collaboratori a partita IVA o occasionali.
Fissando l'attenzione in particolare sui 2.250 lavoratori dipendenti, il 43,6% delle assunzioni riguarderà giovani under 30 (contro una media nazionale del 34% e del 32,9% per l'Emilia Romagna) mentre la quota di assunzioni in rosa sarà di appena il 13% ma, aggiungendo una quota di assunzioni per cui il genere è ritenuto ininfluente, la percentuale potrebbe più che raddoppiare, raggiungendo il 28%.

"Queste previsioni - sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi - confermano bene l'andamento registrato nel 2016, che secondo le prime stime si è chiuso con un incremento dell'occupazione pari al 2,4%".
"Un dato confortante - aggiunge Landi - soprattutto alla luce del fatto che la crescita del Pil, stimata nell'1,3%, si è tradotta in lavoro e occupazione e in un aumento del reddito disponibile per le famiglie (+2,4%), fattori fondamentali per poter parlare di un miglioramento della situazione economica e sociale del nostro territorio".

Dalle analisi della Camera di Commercio emerge che nel primo trimestre 2017 il 43,7% degli ingressi in azienda di lavoratori dipendenti avverrà in modo stabile, cioè con contratto a tempo indeterminato (29,9%) o di apprendistato (13,8%). Un altro 46,3% (1.040 nuove entrate) sarà invece a tempo determinato, strumento utilizzato non solo per far fronte a picchi di attività (che riguardano circa un terzo degli ingressi di personale con contratto a termine) ma anche, nel 50,2% dei casi, come periodo di prova per valutare una futura assunzione stabile.

I nuovi contratti saranno siglati, per circa due terzi, nel comparto dei servizi (1.420 ingressi) distribuiti fra commercio e turismo-alloggio-ristorazione (350 assunzioni per ognuno dei settori), servizi alle persone (300) e servizi avanzati di supporto alle imprese (120); le restanti assunzioni nel terziario riguarderanno gli altri servizi (trasporti e logistica, editoria, telecomunicazioni, finanza, immobiliare, vigilanza, pulizie, ecc.).
Delle 830 nuove entrate previsti nel settore manifatturiero, 500 saranno destinate alle industrie metalmeccaniche ed elettroniche, 270 nelle altre industrie (alimentari, tessile-abbigliamento, ceramica, gomma-plastica, legno, utilities, ecc.), mentre i restanti ingressi andranno nelle costruzioni.

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(Fonte: Camera di Commercio di Reggio Emilia)

Gli "Scenari per le economie locali" di gennaio elaborati da Prometeia e analizzati dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia. Per il 2017, Pil in crescita dell'1,1%, cui dovrebbe far seguito un +1,3% nel 2018.

Reggio Emilia, 14 febbraio 2017

Sono leggermente migliori del previsto i dati di chiusura 2016 per l'economia reggianaGli "Scenari per le economie locali" di gennaio elaborati da Prometeia e analizzati dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia parlano, infatti, di un Pil che dovrebbe aver chiuso con un +1,3% rispetto al +1,2% previsto nell'ottobre 2016, associato ad una più robusta ripresa dell'occupazione (+2,4% contro il +2,2% ipotizzato pochi mesi fa) e ad una conferma di un buon rialzo del reddito disponibile per le famiglie (+2,8%).

Le stesse analisi indicano, per il 2017, un Pil in crescita dell'1,1%, cui dovrebbe far seguito un +1,3% nel 2018.
Il sostegno al valore aggiunto provinciale dovrebbe derivare soprattutto dall'aumento dell'export che, per il 2016, è stimato in crescita del 3%, con un ulteriore rafforzamento nel 2017, anno per il quale le previsioni parlano di un +4,1%. Per le importazioni, invece, il 2016 dovrebbe aver chiuso con una flessione dello 0,4%, ma con una inversione di tendenza prevista sia nel 2017 (+3,3%) che nel 2018 (+3,1%).

L'analisi del Pil per settori di attività economica della provincia di Reggio Emilia mostra, per il 2016, un incremento del 2% del valore aggiunto prodotto dall'industria, che si prevede non andrà oltre il +1,7% nel 2017 per arrivare al +1,8% nel 2018. Rallenta leggermente rispetto alle previsioni di ottobre e si attesta al +0,9% l'aumento del valore aggiunto prodotto dai servizi; anche in questo caso il 2017 dovrebbe registrare un'ulteriore lieve frenata alla crescita fermandosi al +0,8% per risalire al +1,0% nel prossimo anno. Di segno positivo anche il trend delle costruzioni per le quali è previsto un incremento del valore aggiunto pari all'1,4% per l'anno in corso e del +1,7% per il 2018. Andamento meno performante, infine, per l'agricoltura, settore che si stima abbia chiuso il 2016 in flessione dello 0,2% e che si prevede in ulteriore calo quest'anno (-0,6%) per tornare poi in territorio positivo nel 2018, anno in cui il valore aggiunto prodotto dal settore primario dovrebbe crescere dello 0,2%.

Rivisto al rialzo rispetto all'edizione precedente degli "Scenari" l'andamento del mercato del lavoro. Le stime sull'occupazione, infatti, parlano di un incremento del 2,4% nel 2016, con la contemporanea flessione del tasso di disoccupazione che dovrebbe così attestarsi al 5,1% (in ottobre era previsto raggiungesse il 5,3%). Per il 2017 la disoccupazione dovrebbe calare ancora, scendendo sotto la soglia del 5%: il tasso di disoccupazione, infatti, dovrebbe attestarsi al 4,8% ed essere confermato anche per il 2018.
Quanto al reddito disponibile delle famiglie, le stime sulla chiusura 2016 parlano di un aumento del 2,8%, mentre le previsioni indicano un ulteriore aumento del 2,2% nell'anno in corso. Il clima di fiducia delle famiglie, influenzato dal miglioramento del reddito a disposizione, dovrebbe quindi supportare una ripresa dei consumi, che nel 2016 sono indicati in aumento dell'1,6%, per raggiungere il +2% nel 2017.

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(Fonte: Dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Reggio Emilia)

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