Sabato, 11 Aprile 2026 20:47

Dalla Lucania a Parma, una storia di ristorazione lunga quarant'anni

Scritto da Francesca Caggiati
Dalla Lucania a Parma, una storia di ristorazione lunga quarant'anni ph. credits Enrico Zermani

Roberto Lauria del San Martino ha saputo coniugare i migliori prodotti enogastronomici di diversi territori per dare vita ad una ristorazione di eccellenza che nel 2027 festeggia i 40anni di attività.

Nel cuore di Parma, precisamente in viale San Martino, esiste un luogo dove la tradizione lucana e il profumo del mare si fondono in un'abbraccio enogastronomico unico, passando per i prodotti tipici del territorio della nostra food valley. A raccontarci questa storia è Roberto Lauria, nato a Roccanova, in provincia di Potenza, nel cuore della Basilicata, quella stessa terra anticamente conosciuta come Lucania, culla di civiltà millenaria e di tradizioni culinarie e vitivinicole che affondano le radici nella storia d'Italia.

È dal 1987 che la famiglia Lauria porta a Parma la cultura e i sapori delle sue terre, quando decise di aprire il Ristorante Pizzeria ed Enoteca San Martino. Ma non si limitò a fondare una semplice pizzeria, diventata famosa per la pizza sottile croccante e più di recente per quella alta: fin da subito, il locale si fece apprezzare come ristorante di mare, puntando tutto sulla freschezza del pesce e su un'enoteca sempre più ampia e selezionata. Una scelta premiante, tanto che per il secondo anno consecutivo il San Martino è stato scelto dalla Guida Veronelli come sede di presentazione e degustazione dei vini Tre Stelle Oro, confermando l'attenzione meticolosa verso la migliore produzione vitivinicola italiana.

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Appena si varca la soglia, si percepisce immediatamente quell'aria familiare che solo i locali gestiti con passione e continuità sanno trasmettere. Roberto è affiancato da Martina e da uno staff unito e preparato, che rende l'esperienza piacevole sin dal primo sorriso di benvenuto. Il locale è ampio e accogliente, con una saletta riservata per chi cerca maggiore intimità e una veranda che ospita anche un'area dedicata ai fumatori, pensata per garantire comfort a tutti gli ospiti.

La proposta culinaria del San Martino è un viaggio che parte dalla tradizione lucana di Roberto e arriva ai profumi più autentici del mare. Dal menù vario che alterna piatti di terra e di mare, ci siamo lasciati conquistare dai profumi mediterranei optando per un antipasto misto ricco e colorato: carpaccio di spada, tonno e salmone, insalata di mare, bruschette con cocktail di gamberi, polpette di baccalà e gambero in pastella. Una unione di sapori che prepara il palato a un'immersione ancora più profonda nelle tradizioni.

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Per continuare nel tema marino, abbiamo scelto un antipasto caldo che racchiude la veracità del sud: vongole, cozze, calamari, pomodorini e pane tostato, un connubio semplice ma perfetto che profuma di vacanze e di domenica in famiglia.

Ma il vero protagonista è arrivato con il primo piatto, una specialità tipica del San Martino che non troverete altrove: il Vesuvio un piatto a forma di vulcano che arriva in tavola coperto di pasta di pizza, proprio per ricordarne la forma scenografica. All'interno, un tripudio di sapori: cavatelli freschi fatti a mano, calamari, pesce spada, gamberoni, vongole, cozze e scampi. Un'esplosione di mare che rapisce gli occhi prima ancora del palato, abbinato alla perfezione ad un Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc classico superiore Tre Ripe, vendemmia 2024.

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L'abbondanza dei primi ci ha suggerito di saltare i secondi - anche questi, peraltro, proposti in una ricca scelta a base di pesce fresco - per arrivare al dolce. La scelta è ricaduta su uno dei Tartufi di Pizzo in carta: abbiamo optato per quello bianco affogato con Grand Marnier, un finale dolce e deciso che ha concluso la visita.

Quasi quarant'anni di attività fanno del San Martino una realtà storica della ristorazione a Parma, un ponte tra la food valley e le tradizioni del sud, tra la pianura padana e il mare che qui, nel piatto, trova la sua più autentica rappresentazione.

Francesca Caggiati

 

Gallery fotografica a cura di Enrico Zermani

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