AUSL Modena

AUSL Modena

REFERTI ONLINE - tel. 059 438045 - URP DISTRETTO DI MODENA - tel. 059 438045 

Sito ufficiale: http://www.ausl.mo.it

12 NUOVE POSTAZIONI PER TERAPIE INFUSIVE

Nuovi spazi per i pazienti oncologici del Policlinico di Modena 

Grazie ai trasferimenti effettuati nei mesi scorsi, nuove postazioni di infusione e per la Medicina Oncologica

Nuovi spazi per i pazienti oncologici del Policlinico di Modena sono stati attivati in questi giorni nei locali lasciati liberi dalle Malattie dell’Apparato Respiratorio che, nei mesi scorsi, si sono trasferite negli spazi ristrutturati nel corpo centrale. Da lunedì 23 settembre 2019, infatti, al primo piano della Palazzina di Pneumologia sono stati attivati 12 postazioni aggiuntive per terapie infusive e 4 nuovi ambulatori. Grazie a questo ampliamento, le postazioni per terapie infusive del Day Hospital Oncologico diventano 44 con un aumento del 33%.  Questo ampliamento completa quello dell’aprile scorso che ha portato a 7 (+5) le postazioni dell’Affido Oncologico che si è trasferito sempre al primo piano della Palazzina di Pneumologia, e la ristrutturazione del secondo piano del Padiglione Beccaria che ha restituito alla degenza di Medicina Oncologica spazi completamente rinnovati, più ampi e flessibili

Gli ambulatori per l’attività infusiva del Policlinico, di cui è responsabile il dott. Gabriele Luppiè in grado di accogliere ogni giorno oltre 350 pazienti che si sottopongono a prelievi, accertamenti, visite e terapie, spesso accompagnati da amici e famigliari. Per questo motivo l’Azienda è impegnata ad ampliare e rendere sempre più confortevoli gli spazi dedicati alla terapia infusiva, posti al piano di sopra rispetto a quelli originari e quindi facilmente raggiungibili. Il percorso di accettazione e accesso dall’esterno, anche per le nuove postazioni, rimane il front-office al primo piano del Padiglione Beccaria, nella sede “storica” del Day Hospital. Il Day Hospital supporta tutte le strutture del Dipartimento Onco-Ematologico. Per questo motivo l’ampliamento in termini di spazi ambulatoriali e per terapia è funzionale anche ai pazienti seguiti dall’Ematologia, diretta dal prof. Mario Luppi.

L’Affido Onco-ematologico costituisce un punto di accesso diretto, dove i pazienti con patologia oncologica o ematologica possono rivolgersi in caso di peggioramento del proprio stato di salute. L’Affido afferisce alla Medicina Oncologica diretta dal dott. Giuseppe Longo. Nelle stanze dedicate alla presa in carico di questi pazienti a volte si gestiscono permanenze brevi di osservazione per qualche ora, per eseguire esami e accertamenti utili all’inquadramento del caso. Ogni volta che clinicamente il ricovero non si rende necessario, il paziente dopo aver ricevuto le cure può essere dimesso al domicilio. Quando invece il medico ritiene che il paziente debba essere ricoverato, il ricovero avviene in Medicina Oncologica. 

L’Affido ha una funzione importante che accoglie annualmente una media di circa 15 pazienti al giorno in urgenza, contribuendo quindi a evitare l’affollamento del Pronto Soccorso generale e assicurando una gestione mirata dei casi. Anche in questo caso l’Azienda ha investito importanti risorse per ampliare gli spazi e per migliorare il comfort dei pazienti, attuando anche una ristrutturazione delle stanze di degenza con rifacimento dei pavimenti, sostituzione delle porte e in generale un ulteriore miglioramento degli standard alberghieri e di sicurezza per i pazienti. 

L’Azienda ha potenziato inoltre la dotazione in termini di attrezzature per il settore onco-ematologico, ora dotato di un conta-globuli, un analizzatore per emogas e un ecografo per Affido e degenze. Nei nuovi spazi è stato ricavato un ambulatorio dedicato al percorso di presa in carico dei tumori ereditari della mammella, di cui è referente la Dr.ssa Laura Cortesi. 

Nei mesi scorsi la Medicina Oncologica è tornata nella sua sede originaria, al II piano del Padiglione Beccaria, in spazi rinnovati dotati anche di nuovi televisori che, grazie al contributo di Angela Serra, possono essere utilizzati gratuitamente per tutto il giorno dai pazienti ricoverati. 

Questi lavori sono i primi di una serie di interventi destinati a potenziare gli spazi dedicati alle attività del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena. “Il nostro obiettivo – commenta il direttore generale dottor Ivan Trenti – è costituire un vero e proprio polo oncologico che a regime comprenderà il Padiglione Beccaria e la Palazzina di Pneumologia. Questo nuovo polo consentirà di dare una risposta ai pazienti che si rivolgono alla nostra azienda per patologie onco-ematologiche, adeguata alle mutate esigenze di diagnosi e terapia”. 

Fra gli altri interventi, comincerà entro la fine del 2019, la ristrutturazione del piano terra della Palazzina della Pneumologia che ospiterà lo screening mammografico e senologia clinica.

 

Come previsto, sono entrate in funzione oggi 15 nuove telecamere all’Ospedale Civile di Baggiovara che raggiunge così la ragguardevole quota di 100 dispositivi di videosorveglianza. Se consideriamo che al Policlinico sono attive 189 telecamere, l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena è dotata di ben 289 dispositivi di video-sorveglianza

L’istallazione dei nuovi impianti a Baggiovara rientra nel Piano di Sicurezza aziendale, varato nel 2015 al Policlinico ed esteso al Civile nel 2017, che ha visto la creazione di una vera e propria task force con lo scopo di migliorare la sicurezza nei nosocomi cittadini grazie al lavoro svolto in collaborazione tra la Vigilanza Interna e le Forze dell’Ordine.  

Il Piano Sicurezza mira a far collimare la vocazione di accoglienza dell’ospedale con la necessità di tutelare non solo i pazienti e dipendenti ma anche le attrezzature che, essendo di proprietà di un ente pubblico, sono della collettività

La maggior parte dei dispositivi vigila sugli ingressi e sulle aree comuni. Le altre controllano i parcheggi, e le aree più a rischio, tra cui i Pronto Soccorso. 

Il posizionamento delle telecamere deve consentire il controllo, senza impattare sulla privacy dei degenti e nel rispetto di quanto previsto dalla Statuto dei Lavoratori. A questi aspetti tecnologici si aggiunge la decisiva collaborazione tra il servizio di Vigilanza Interna (Coop Service) e i poliziotti dei due posti di polizia interni agli ospedali e le forze dell’ordine, che vengono attivate in caso di necessità a rafforzare l’apparato preposto alla sicurezza.

Oggi essere mamma con la sclerosi multipla si può. La Neurologia dell'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Modena diretta dal prof. Stefano Meletti è stato tra i 77 centri di tutta Italia segnalati nell'ambito dell'iniziativa "Una cicogna per la sclerosi multipla" voluta ONDA – Osservatorio per la salute delle donne, per i servizi offerti alle donne affette da sclerosi multipla (SM), in particolare durante la gravidanza.

Il Centro Malattie Demielinizzanti di Modenasi trova all'Ospedale Civile di Baggiovara, ha come referente la dr.ssa Patrizia Sola, e collaboratrici la dott.ssa Diana Ferraro e la dottoressa Francesca Vitetta. La premiazione si è svolta a Milano giovedì 28 marzo a Palazzo Pirelli, dove è stata conferita "Una cicogna" ai centri clinici multidisciplinari in possesso di requisiti specifici volti ad accompagnare la coppia fino al raggiungimento degli obiettivi desiderati. Nel sito www.ondaosservatorio.it  l'elenco delle strutture a cui è stata assegnata la "Cicogna".

Il progetto, promosso da Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, con il patrocinio di Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism) e Società Italiana di Neurologia (Sin) ha l'obiettivo di spiegare che la malattia non deve essere considerata un ostacolo alla maternità, indicando in quali centri si può trovare un supporto multidisciplinare in fase preconcezionale e per tutta la durata della gravidanza.

Presso il Centro Malattie Demielinizzanti di Modena, sono seguite circa 900 persone affette da Sclerosi Multipla, di queste 616 sono donne, 235 delle quali hanno meno di 45 anni. Il riconoscimento di ONDA certifica il percorso attivato dall'Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena per accompagnare le donne con Sclerosi Multipla che desiderano diventare mamme, garantito da una rete multidisciplinare di professionisti, tra cui neurologi, infermiere, ginecologi, ostetriche, psicologi, professionisti del Centro Fertilità, sia ospedalieri, che dei consultori territoriali, adeguatamente formati sulla specifica patologia, che la possano sostenere per qualsiasi problematica inerente la gravidanza, il puerperio e allattamento.

"La sclerosi multipla – ha spiegato la dottoressa Patrizia Sola – è una malattia autoimmunitaria e degenerativa che del sistema nervoso centrale, colpisce principalmente i giovani adulti e, di questi, 2/3 sono donne nel pieno della loro attività lavorativa, sociale e di pianificazione familiare". Oltre 79.000 donne italiane soffrono di Sclerosi Multipla. "Se un tempo a queste donne era fortemente sconsigliato avere figli – continua la dottoressa Sola - oggi le evidenze scientifiche dimostrano che è possibile realizzare questo progetto di vita, senza modificare a lungo termine l'andamento della malattia e senza causare danni al nascituro. Ciò nonostante persistono ancora errate convinzioni che minano il desiderio di maternità in molte donne con Sclerosi Multipla, come dimostra un'indagine europea realizzata nel 2017 in cinque paesi, tra cui l'Italia, condotta su 1000 pazienti tra i 25 e i 35 anni: l'85% delle italiane con SM teme di non poter avere figli e il 49% dichiara di avere paura di trasmettere la malattia al proprio bambino".

Il Centro Malattia Demielinizzanti di Modena, ha promosso uno studio multicentrico sul tema della gravidanza, coordinato dalla dr.ssa Diana Ferraro, che ha visto il coinvolgimento di otto centri SM della Regione Emilia - Romagna e l'arruolamento di 302 pazienti fine dell'età fertile, raffrontate a un gruppo di controllo composto da donne over 45 non pazienti. Da questo studio è emerso che vi è una maggiore proporzione di donne senza figli tra le pazienti con Sclerosi Multipla (22%) rispetto al gruppo di controllo (13%). "I dati – commenta la dottoressa Ferraro – suggeriscono le pazienti con la Sclerosi Multipla hanno meno relazioni stabili rispetto, in parte in motivi connessi direttamente con la malattia, tra cui la disabilità o il timore di disabilità futura, la paura di trasmettere geneticamente la malattia ed il timore di sospendere trattamenti. Inoltre, una quota di pazienti era stata scoraggiata dal proprio medico ad intraprendere una gravidanza in relazione alla patologia di base." Lo studio è stato pubblicato sul numero del maggio 2017 di Neurological Sciences, una delle più prestigiose riviste del settore.

Pagina 1 di 29