Redazione

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I genitori, una coppia separata, sono stati rintracciati dopo 4 ore dagli uomini del Comando provinciale di Reggio -

Reggio Emilia, 5 febbraio 2014 -

Lei credeva andasse il suo ex marito, lui pensava il contrario. E così la loro bambina di 9 anni ha dovuto aspettarli davanti a scuola, per poi essere ospitata a casa di una bidella dell'istituto. "Non ci siamo intesi con gli sms", si è giustificata con i Carabinieri la coppia di separati, rintracciati dopo 4 ore dagli uomini del Comando provinciale di Reggio.
La bambina di 9 anni aveva aspettato invano all'uscita dalla scuola l'arrivo di uno dei genitori e alla fine era stata affidata a una bidella. Nel frattempo i Carabinieri, allertati dalla direzione della scuola, si erano attivati per trovare i genitori della piccola. La madre della piccola non era reperibile, quindi si è cercato di verificare dove potesse vivere il padre. Una volta rintracciato il comune di residenza, in un'altra provincia, i militari hanno avviato gli accertamenti.
Finalmente, in tarda serata, gli uomini dell'Arma raggiungono la casa dell'uomo. Ma nello stesso momento viene rintracciata anche la madre della piccola, che stava andando lì per recuperare la figlia, credendo che l'ex fosse andato a prenderla a scuola. I due sono stati quindi condotti in caserma, dove è stata riaffidata loro la bambina. Per i due è quindi scattata la denuncia alla procura del tribunale di Reggio per abbandono di minore.

Gianguido Naldi (Sel-Verdi) in un'interpellanza presentata alla Giunta regionale: "Rischio abbassamento qualità di cura e più costi" -

Bologna, 5 febbraio 2014 -

L'ipostesi di uno "sdoppiamento" dell'Unità operativa complessa di gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell'Azienda ospedaliero universitaria di Parma, se confermata, potrebbe apparire "non funzionale per la continuità assistenziale" e comportare il rischio di ulteriori costi "non necessari" in tempi di spending review .

È quanto segnala Gianguido Naldi (Sel-Verdi) in un'interpellanza presentata alla Giunta regionale per sapere se non ritenga necessario verificare che l'eventuale decisione dell'azienda parmense di riattivare una seconda struttura di gastroenterologia ed endoscopia (congelata alcuni anni orsono), assegnando a quest'ultima personale e attrezzatura dell'unità attualmente operante, "non comporti il rischio di pregiudicare la qualità e la continuità di cura dei pazienti e implicare un maggiore costo a carico del servizio sanitario regionale".

(is)

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

 

Un importante appuntamento per fare il punto sull'evoluzione delle tecniche per il trattamento e la cura di una delle neoplasie più diffuse: il prossimo 8 febbraio alla Sala Peruzzi -

Modena, 5 febbraio 2014 -

"Sarà un'occasione importante per fare il punto sulle tecniche più efficaci per il trattamento del tumore al retto, ambito nel quale l'Ospedale di Carpi ha maturato un'esperienza ormai ventennale. Il prossimo 8 febbraio arriveranno in città esperti di fama internazionale e molti specialisti coi quali in questi anni abbiamo collaborato, steso protocolli e linee guida. Tra loro spicca il professor Vincenzo Valentini, dell'Università Cattolica del S. Cuore di Roma, con cui, unici in provincia, lavoriamo per l'applicazione di un protocollo, grazie al quale abbiamo potuto offrire ai pazienti un trattamento meno invasivo, che, in tutta una serie di casi, consente di ottenere ottimi risultati terapeutici." Sono le parole con cui Margherita Gavioli, direttore incaricato della Divisione di Chirurgia dell'Ospedale di Carpi, presenta il convegno in programma sabato 8 febbraio. Un appuntamento per fare un bilancio sull'evoluzione delle cura del tumore del colon retto negli ultimi vent'anni.

I dati più recenti, contenuti nel Registro tumori della provincia di Modena, evidenziano che il tumore del colon retto costituisce una delle neoplasie più frequenti. Dalle statistiche nazionali emerge che nell'uomo rappresenta la seconda causa di morte per tumore (10% del totale) e la terza nella donna (11,1%), va, però aggiunto che negli ultimi anni, pur in presenza di un aumento dei casi, la sopravvivenza a cinque è significativamente aumentata.

Il convegno, che si terrà presso la Sala Congressi di Via Peruzzi, si svilupperà nell'arco di un'intera mattinata, dalle 8.30 alle 13.00. Dopo i saluti del direttore generale dell'Azienda Usl di Modena, Mariella Martini, del sindaco di Carpi, Enrico Campedelli e l'introduzione di Giorgio Lenzotti, direttore del presidio ospedaliero dell'Ausl di Modena, interverranno diversi specialisti. Tra i temi affrontati, l'importanza della diagnosi precoce, le nuove frontiere terapeutiche aperte dalla terapia pre-operatoria e il miglioramento della sopravvivenza e della qualità della vita dei pazienti.

L'incontro, pur rivolgendosi prima di tutto agli specialisti e agli addetti ai lavori - chirurghi, oncologi, radioterapisti, gastroenterologi - è aperto al pubblico ed ha la finalità anche di sensibilizzare l'opinione pubblica a partire dai pazienti, dai loro familiari e dai medici di medicina generale famiglia il cui ruolo è davvero centrale. Per questa ragione la mattinata terminerà con una tavola rotonda che avrà tra i protagonisti oltre a rappresentanti di tutte le figure professionali che sono coinvolte nell'assistenza e nella cura anche alcuni pazienti. "Sarà così possibile affrontare il tema della cura e più in generale della presa in carico in tutti i suoi aspetti, ponendo particolare attenzione non solo ai pur importantissimi aspetti clinici, ma anche alla relazione, alla chiarezza dei percorsi alla capacità di dare risposte adeguate alla persona e non soltanto al paziente" conclude Margherita Gavioli.

(Fonte: ufficio stampa Ausl Modena)