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Ancora aperte le prenotazione per il personale sanitario che deve ricevere la prima dose

Pubblicato in Comunicati Sanità Parma
Lunedì, 28 Dicembre 2020 05:34

Il Vax day a Parma, la parola ai vaccinati.

Di Raffaele Crispo e Elvis Ronzoni Parma 27 dicembre 2020 - Come per tutta Italia e anche per tutta Europa il 27 dicembre è stato il giorno delle prime inoculazioni del vaccino anti Covid preparato dalla casa farmaceutica Pfizer che è giunto a Parma scortato dai Carabinieri e che è stato iniettato in primis ad operatori sanitari. 

Abbiamo intervistato le prime due persone che hanno ricevuto il vaccino e la Dottoressa Tiziana Meschi responsabile del Covid Hospital di Parma.

Alla Dottoressa Maria Chiara Parisini, pediatra che vive a Parma, che lavora in una struttura sanitaria di Langhirano e che è stata la prima a ricevere il prodigioso vaccino abbiamo chiesto subito dopo l'iniezione:

Come sta?

Benissimo, non sento nulla di strano anzi sono serena e contenta e continuo ad alimentare in me la speranza che possiamo farcela. D'ora in poi lavorerò in modo più tranquillo sia per la mia salute che per quella dei miei pazienti e mi auguro che venga data presto a tutti l'opportunità di usufruire del vaccino. 

Le hanno già detto quando ci sarà la seconda inoculazione?

Tra circa tre settimane, dovrò fare il richiamo e mi inietteranno la seconda dose.

Vuole fare un appello affinché ci siano sempre più persone che accettano la vaccinazione?

Io credo e spero che quando le persone saranno chiamate a vaccinarsi, risponderanno tutte affermativamente perché dobbiamo avere fiducia nella scienza. In America tante persone sono state già vaccinate con effetti collaterali insignificanti rispetto ai rischi e ai danni provocati da una malattia generata dal Covid.

Dopo le parole della Dottoressa Parisini abbiamo ascoltato anche il Dott.Raffaele D'Ippolito, pneumologo presso l'Ospedale di Parma ed uno dei primi medici a ricevere l'iniezione del vaccino Pfizer.

Come sta Dott. D'Ippolito?

Bene, e continuerò a stare bene anche nelle prossime ore e nei prossimi giorni. L'iniezione è stata indolore, non ho sentito nulla e voglio utilizzare l'occasione di essere salito agli onori della cronaca per invitare tutti, caldamente, colleghi ed operatori sanitari a farsi vaccinare. Vaccinarsi è una cosa necessaria, di tutto questo dobbiamo convincerci perché il vaccino è al momento il modo più immediato e sicuro per uscire dal tunnel. 

In qualità di pneumologo sa quanto può essere grave contrarre il coronavirus pertanto rivolga un appello anche a tutta la cittadinanza.

A tutti i cittadini dico di non opporre resistenza alla vaccinazione ma di sottoporsi ad essa con fiducia e tranquillità non appena saranno chiamati a farla. Non sappiamo il vaccino per quanto tempo ci proteggerà, l'unica cosa di cui siamo certi è la sua sicurezza e le garanzie che ci da la scienza. 

In parole semplici, in che cosa consiste il vaccino?

In effetti, non viene inoculato il virus ma una piccola struttura di RNA che fa sviluppare nell'organismo umano degli anticorpi che impediranno al virus di potersi sviluppare e di generare una malattia; 

Pertanto nonostante la vaccinazione, per un paio di mesi, si dovrà continuare a portare la mascherina e ad usare tutte le precauzioni perché comunque potremmo diventare positivi al Covid. 

Abbiamo avuto il piacere di incontrare anche la Dottoressa Tiziana Meschi che nella sua qualità e nel suo ruolo tiene il polso della situazione dei reparti dove vengono assistiti i pazienti Covid. A lei abbiamo chiesto:

Come sta vivendo questo giorno?

È un giorno emozionante perché è l'inizio di un lungo percorso che ci auguriamo che sia fruttuoso e che ci porti alla fine di questo incubo permettendoci di vedere la luce della speranza. Oggi saranno vaccinate le prime 100 persone e nei prossimi giorni seguiranno circa 15.000 tra operatori sanitari dell'intera provincia e gli ospiti ed il personale delle RSA. 

A chi è destinato il vaccino?

In primis a tutte le fasce deboli della popolazione, a quelle persone che sono particolarmente a rischio ed in special modo ai pazienti fragili.

Qual è il suo appello in questa circostanza?

Invito caldamente a fare il vaccino perché questo esprime il nostro senso comunitario e perché così usciremo insieme da questa odissea. Nel frattempo, però, dobbiamo continuare ad osservare tutte le regole che abbiamo dovuto rispettare in questi ultimi 10 mesi.

Sappiamo che ci sono ancora diverse sacche di resistenza tra i medici e i paramedici qual è la sua posizione in merito?

Il mio è un appello doveroso per far sì che tutti possiamo vincere questa battaglia; non ci deve essere alcuna resistenza, bisogna parlare, dialogare e confrontarsi perché vinceremo solo se si vaccina il maggior numero di persone.A mio avviso per gli operatori sanitari il vaccino deve essere un dovere civico e professionale.

Cosa cambierà da oggi?

Le cose non cambieranno immediatamente, dobbiamo continuare ad essere vigili e non abbassare la guardia. Al momento la situazione è stazionaria e riusciamo a seguire tutti i pazienti.

Cosa devono fare i cittadini che non rientrano nelle fasce più a rischio?

Devono attendere indicazioni che verranno certamente fornite, dai loro medici, dall' ASL e dal Servizio Sanitario Nazionale. Dovranno informarsi e fare tutte le domande che riterranno opportune continuando a mantenere le distanze di sicurezza, ad indossare la mascherina e a provvedere al lavaggio delle mani.

Noi e la redazione aggiungiamo che a nostro avviso il Vax Day è stato anche un momento di unità europea, perché nelle difficoltà tutti gli stati membri della Comunità hanno trovato coesione e comunione di intenti... una vera e propria forma di maturità e crescita. 

Pubblicato in Salute e Benessere Parma

"Dati non sono ancora noti, no pressioni su enti regolatori"

Coronavirus. L'aggiornamento: in Emilia-Romagna su oltre 22.500 tamponi 2.430 nuovi positivi (10,8%, in netto calo rispetto al 16,2% di ieri), di cui 1.251 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. +252 guariti. Quasi il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Effettuati anche 3.718 test sierologici. L'età media nei nuovi positivi è di 45,6 anni. 21 i nuovi decessi. Inseriti nel conteggio odierno i dati di Ferrara (100 positivi) non registrati ieri.

Coronavirus. L'aggiornamento: in Emilia-Romagna 2.025 nuovi positivi, di cui 829 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. +238 guariti. Quasi il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Effettuati quasi 12.500 tamponi e più di 3.000 test sierologici. L'età media nei nuovi positivi è di 46 anni. 8 i nuovi decessi. Non disponibili i dati della provincia di Ferrara a causa di un problema informatico nell'Ausl estense (verranno inseriti nel conteggio di domani)

Coronavirus. L'aggiornamento: in Emilia-Romagna: su quasi 13mila tamponi 2.360 nuovi positivi, di cui 1.452 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing (il 61,5%). Quasi il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Fatti anche 3.098 test sierologici. L'età media nei nuovi positivi è di 44 anni. +121 i guariti. 35 i nuovi decessi

Coronavirus. L'aggiornamento: in Emilia-Romagna: su oltre 20.200 tamponi 2.009 nuovi positivi (il rapporto è del 9,9%), di cui 942 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Quasi il 95% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Fatti anche 3.636 test sierologici. L'età media nei nuovi positivi è di 45 anni. +60 i guariti. 29 i nuovi decessi

Coronavirus. L'aggiornamento in Emilia-Romagna: su oltre 20.800 tamponi 1.953 nuovi positivi (il rapporto scende al 9,4%), di cui 932 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Oltre il 94,5% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. In calo l'Rt regionale: 1,57 rispetto all'1,63 di una settimana fa. Fatti anche 3.624 test sierologici. L'età media nei nuovi positivi è di 44 anni. +156 guariti. 40 i nuovi decessi

Coronavirus. L'aggiornamento in Emilia-Romagna: su oltre 20.300 tamponi 2.180 nuovi positivi, di cui 1.156 asintomatici da screening regionali e attività di contact tracing. Oltre il 97% dei casi attivi con sintomi lievi in isolamento a casa. Fatti anche 3.092 test sierologici. L'età media nei nuovi positivi è di 44 anni. +162 guariti. 13 i nuovi decessi .

Coronavirus. Emilia-Romagna in fascia gialla (criticità moderata), da venerdì 6 novembre in vigore le misure base del nuovo Dpcm valide nell'intero territorio nazionale. L'assessore Donini: "Non arretriamo nella battaglia contro il virus, occorre davvero l'impegno di tutti nel rispetto di tutte le regole di sicurezza"

Stop agli spostamenti dalle 22 alle 5; didattica distanza che sale al 100% alle scuole superiori e alle Università; capienza al 50% di bus e treni regionali; chiusura di musei e mostre; chiusura dei centri commerciali nel week end. I provvedimenti introdotti dal nuovo Decreto. La Regione Emilia-Romagna fuori dalle zone arancioni e rosse

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