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"Accordo tra Jenner Institute, Oxford e Astrazeneca accelera progetto"

Roma 30 aprile 2020 - "Il recente accordo tra lo Jenner Institute, l'Universita' di Oxford e AstraZeneca e' molto importante per l'accelerazione e lo sviluppo internazionale del vaccino contro il Covid-19. AstraZeneca e' una multinazionale che possiede una grande rete di distribuzione, una grande capacita' di sviluppo e anche di produzione. Per questo ci congratuliamo con lo Jenner Institute e l'Universita' di Oxford per avere avuto la possibilita' di concludere questo accordo che non e' importante solo per il progetto in se', ma per tutta la comunita'". Cosi' Matteo Liguori, ad dell'Irbm, commenta all'agenzia Dire via Skype l'accordo internazionale siglato nelle ultime ore.

"Questo perche' - prosegue Liguori - come gia' dichiarato dalla Oxford University, si prevede di operare secondo un modello senza profitto durante il periodo della pandemia e questo nobilita ancora di piu' questa intesa appena raggiunta".

"Il traguardo di avere a ottobre il vaccino in distribuzione e' molto ambizioso - aggiunge - Certamente tutto il sistema che deve essere coinvolto in questo processo sta lavorando alacremente e in maniera molto veloce. Anche questo nuovo patto con AstraZeneca sara' fondamentale per permettere di lavorare in parallelo e farsi trovare pronti in tempi molto veloci nel momento in cui il vaccino sara' validato. I test in Inghilterra sull'uomo sono iniziati da pochi giorni, ci vorra' del tempo perche' si possano avere dei risultati chiari e stabili. Per ora la cosa importante e' che i test siano iniziati e vadano avanti
secondo il programma prestabilito".

 

Vaccini, la Regione fa il punto. Decadenza dall'iscrizione per la fascia 0-6 anni per chi non ha adempiuto agli obblighi. Ma decidono i Dirigenti scolastici o i Responsabili servizi educativi. Ribaditi i principi della Legge 31 luglio 2017, n. 119. In Emilia-Romagna, da zero ai due anni d'età, la percentuale dei vaccinati ha superato la soglia del 95% per la maggior parte delle vaccinazioni obbligatorie.

Bologna -

Conto alla rovescia per la riapertura del nuovo anno scolastico e la Regione fa il punto sugli obblighi di vaccinazione, sulla base di ciò che prevede la Legge n. 119/2017.

La legge nazionale, ricorda la Regione, ha imposto l’obbligo di 10 vaccinazioni - poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, rosolia, parotite e varicella - per i bambini e i ragazzi da zero a 16 anni.

La norma prevede sanzioni amministrative a carico delle famiglie dei minori nella fascia compresa tra 0 e 16 anni non in regola con il percorso vaccinale.  Inoltre, per quanto riguarda i bambini da 0 a 6 anni, non in regola con le vaccinazioni, scatta l’impossibilità di frequenza ai nidi e alle scuole per l’infanzia.

La Regione, quindi, chiarisce che per accedere agli asili nido e alle scuole per l’infanzia è necessario ed indispensabile il regolare certificato che attesta l’avvenuta vaccinazione. Per chi non ha ancora completato il percorso, è possibile accedere direttamente agli ambulatori vaccinali delle Aziende Usl presso i quali potranno essere effettuate le vaccinazioni, senza necessità di prenotazione.

Resta chiaro, infine, che l’eventuale procedura di decadenza dall’iscrizione è di competenza dei Dirigenti scolastici o dei Responsabili servizi educativi.

In Emilia-Romagna, prima regione in Italia ad aver introdotto l’obbligo vaccinale che garantisce la cosiddetta “immunità di gregge”, a tutela della salute pubblica e dei piccoli più esposti, per i bimbi da zero ai due anni d’età, la percentuale dei vaccinati ha superato la soglia del 95% per la maggior parte delle vaccinazioni obbligatorie. / Ti.Ga.

Vaccini: in Emilia-Romagna tutto procede secondo la tabella di marcia. I percorsi di recupero dei bambini non in regola vanno avanti, senza necessità di deroga. Nessuna criticità per la scadenza del 10 marzo, che in regione riguarda casi limitati. L'assessore Venturi: "Aver giocato d'anticipo ci ha favorito".

Bologna - Nessuna criticità, in Emilia-Romagna, sugli adempimenti vaccinali: tutto sta procedendo secondo la tabella di marcia prevista e i percorsi di recupero dei bambini e dei ragazzi non ancora in regola stanno andando avanti, sulla base della programmazione definita dalle Aziende sanitarie.

Nessun problema previsto, quindi, neppure per la scadenza del 10 marzo, fissata dalla legge nazionale, perché non è la data entro cui avere adempiuto agli obblighi previsti, né tanto meno quella per interrompere la frequenza: in Emilia-Romagna, infatti, tutti i minori fino a 16 anni che risultavano non in regola con il calendario vaccinale (anche solo per un richiamo di uno dei 10 vaccini obbligatori), sono già in carico alle Ausl e hanno già ricevuto la lettera con l'appuntamento fissato.

La scadenza del 10 marzo riguarda solo coloro che a inizio anno scolastico avevano presentato un'autocertificazione: o dichiarando che il figlio era in regola con gli adempimenti vaccinali, o di aver richiesto un appuntamento all'Azienda sanitaria per effettuare le vaccinazioni mancanti. Soltanto questi genitori, quindi, dovranno esibire a scuola il certificato vaccinale o la lettera con l'appuntamento rilasciati dall'Ausl.

In Emilia-Romagna si tratta di casi molto limitati, perché l'organizzazione messa in campo da Regione, Aziende sanitarie e Ufficio scolastico regionale ha consentito di semplificare, da subito, le incombenze a carico dei genitori. Infatti sia per i servizi educativi (quindi la fascia d'età 0-3) sia per le scuole dell'obbligo, sono state compiute direttamente le verifiche sullo stato vaccinale degli alunni, attraverso lo scambio di elenchi tra scuole e Ausl, e successivamente inviate a casa le lettere con l'appuntamento per i bambini che risultavano non in regola. Per le scuole d'infanzia (materne) sono stati inviati direttamente a casa sia i certificati vaccinali che le lettere con l'appuntamento. Uno scambio di dati che ha permesso alla stragrande maggioranza dei genitori di non consegnare alcun documento, o al massimo la lettera dell'appuntamento.

"Aver approvato una legge regionale sull'obbligatorietà dei vaccini prima di quella nazionale- sottolinea l'assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- ci ha permesso di giocare d'anticipo, sia sul fronte organizzativo sia su quello delle coperture vaccinali. E se abbiamo potuto adottare per i genitori procedure semplificate, lo dobbiamo all'organizzazione e all'efficienza dell'intero sistema, a partire dall'esistenza, in Emilia-Romagna, dell'anagrafe vaccinale. Uno dei nostri obiettivi era quello di agevolare le famiglie di fronte a questa novità; lo abbiamo fatto, con un'azione costante di informazione, ma anche di snellimento burocratico. Non in tutte le regioni è andata così. Adesso andiamo avanti con il percorso di recupero messo in campo dalle Aziende sanitarie per i bambini e ragazzi non in regola, che sta funzionando a pieno regime. Un percorso serrato, che ci ha consentito in pochi mesi di arrivare a un consistente aumento delle coperture per tutte le vaccinazioni obbligatorie, tornate finalmente sopra la soglia di sicurezza indicata dall'Organizzazione mondiale della sanità".

I dati aggiornati a fine 2017, infatti, mostrano un netto rialzo in tutte le province dell'Emilia-Romagna e, per i bambini di un anno, segnano il superamento della soglia del 97% per le vaccinazioni obbligatorie introdotte dalla normativa regionale (difterite, tetano, poliomielite ed epatite B). /EC

 

Regione ER

Giovedì, 28 Settembre 2017 14:18

Vaccini, in Emilia-Romagna la legge funziona

Per i bambini nati nel 2015, i primi a essere stati pienamente coinvolti dall'obbligo vaccinale introdotto in Emilia-Romagna, al 30 giugno 2017 tutte le province registrano crescite consistenti, con punte del 99%. In netto rialzo anche le percentuali per le vaccinazioni rese obbligatorie dalla legge nazionale.

28 settembre 2017

Una copertura complessiva del 96,6%, che oltrepassa abbondantemente la soglia di sicurezza del 95% indicata dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), e in alcune province tocca addirittura punte del 99%. È quella raggiunta in Emilia-Romagna, per la vaccinazione contro difterite, tetano, poliomielite ed epatite B, a poco più di sei mesi dall'approvazione (novembre 2016) della legge regionale che ne ha introdotto l'obbligatorietà per l'iscrizione al nido. Una situazione molto diversa rispetto al 2015, quando si toccò il minimo storico del 93,4% di bimbi vaccinati al 24esimo mese, e il 2014, quando per la prima volta si scese sotto il 95%, facendo registrare il 94,7%, con un minimo poco al di sopra dell'87% in alcuni territori.

Supera la copertura del 95% anche il vaccino contro pertosse ed emofilo di tipo B (per cui è prevista l'obbligatorietà dalla legge nazionale), e pneumococco (tra quelli fortemente raccomandati). Percentuali in ripresa, ma leggermente più basse, per i bimbi nati nel 2014: un aumento molto significativo riguarda l'MPR (il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia), passato dall'87,2% di dicembre 2016 al 90,7% di giugno 2017, e l'antimeningococco C: dall'87,7% al 91,7%.

"In Emilia-Romagna- ricorda l'assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- abbiamo sempre avuto buone coperture, fino a quando, in tempi relativamente recenti, hanno iniziato a calare, arrivando al minimo del 2015. Noi non siamo rimasti a guardare, ci siamo messi subito all'opera. E tutte le forze messe in campo per informare e sensibilizzare le nostre comunità su un tema così importante per la salvaguardia della salute pubblica sono servite. Lo dimostrano questi dati, che ci stanno dando ragione sulla scelta dell'obbligatorietà dei vaccini che per primi, direi coraggiosamente, abbiamo fatto. Adesso continuiamo a lavorare affinché i genitori ancora dubbiosi possano cambiare idea e convincersi dell'importanza dei vaccini: uno strumento fondamentale e indispensabile per prevenire patologie molto gravi, che possono lasciare un segno permanente su un bambino e sulla sua famiglia. Stiamo parlando di un primo risultato molto positivo, che occorre naturalmente confermare nel tempo con impegno e determinazione".

Sulla base dei dati inviati dalle singole Ausl, il Servizio Prevenzione collettiva e Sanità pubblica dell'assessorato regionale alle Politiche per la salute ha messo a confronto, sia per i nati nel 2015 che per quelli del 2014, i numeri dei vaccinati al 31 dicembre 2016 e al 30 giugno 2017, a distanza appunto di poco più di sei mesi dall'approvazione della legge regionale.

I tempi

Entro il 10 marzo 2018, questo stabilisce la legge nazionale, coloro che hanno presentato prima l'autocertificazione –per tutti i minori della fascia 0-16 anni – dovranno consegnare (al nido, alla materna, alla scuola primaria o secondaria) la certificazione di avvenuta vaccinazione rilasciata dall'Ausl. Certificazione che, in Emilia-Romagna, potrà essere scaricata anche dal Fascicolo elettronico: un'opportunità, questa, disponibile a partire dal 15 ottobre. Sul Fascicolo la certificazione verrà aggiornata in tempo reale e riporterà la valutazione di idoneità con la scadenza. In alternativa, sempre dal 15 ottobre la certificazione potrà essere ottenuta nei punti Cup della propria Ausl di residenza. Attualmente, può essere richiesta al proprio ambulatorio vaccinale.

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Pubblicato in Cronaca Emilia

L'Azienda Usl di Reggio Emilia, sulla base dei dati in suo possesso, sta inviando in questi giorni circa 15.000 lettere alle famiglie, nel rispetto della legge nr. 119 del 31 luglio 2017 entrata in vigore il 6 agosto scorso che porta le vaccinazioni obbligatorie da 4 già previste a 10.

Le comunicazioni hanno un contenuto differente a seconda della posizione dei minori nei confronti dell'assolvimento dell'obbligo vaccinale.

I genitori dei circa 13.000 bambini che hanno completato i cicli vaccinali obbligatori previsti per l'età riceveranno una lettera, da consegnare alla scuola, quale attestazione valida per l'accesso ai servizi educativi per l'infanzia.

Ai genitori dei circa 1.000 bambini il cui stato vaccinale non è completo in relazione a quanto previsto per età, ai sensi della legge in vigore, l'Ausl comunica che l'invito programmato per la prossima vaccinazione, già spedito al loro indirizzo dal Servizio vaccinazioni pediatriche, è un requisito indispensabile per l'accesso alla scuola materna. Copia dell'invito andrà consegnata alla scuola entro il 10 settembre 2017.

Ai circa 1.000 inadempienti parziali o totali l'AUSL sta inviando un invito con data e ora in cui presentarsi per completare il calendario vaccinale.
Nel caso sussistano dubbi sulla necessità di effettuare la vaccinazione o sulla sicurezza dell'atto vaccinale, in occasione dell'appuntamento si potranno ricevere le opportune informazioni.

Si chiarisce, inoltre, che le famiglie che non dovessero ricevere la comunicazione ASL, per problemi logistici o in quanto residenti in altra Regione o per qualsiasi altro motivo, potranno comunque avvalersi della possibilità di presentare l'autocertificazione, scaricabile ai siti www.ascuolavaccinati.i t o http://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccinazioni-infanzia-e-adolescenza 

I genitori dei bambini già iscritti ai servizi educativi 0/3 anni non dovranno presentare alcuna documentazione. L'Azienda Usl infatti è già in possesso degli elenchi dei bambini iscritti e comunicherà lo stato vaccinale direttamente ai Comuni/Gestori dei servizi educativi.

Per la scuola dell'obbligo, per cui la Regione e l'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna si stanno impegnando a cercare ogni forma di supporto affinché i procedimenti previsti dalla norma possano esser svolti con efficienza, si rimanda a successive informazioni.
La scadenza per la presentazione della documentazione per i bambini e gli adolescenti iscritti dalla prima elementare al secondo anno delle superiori infatti è il 31 ottobre 2017.

Nel caso esista una controindicazione medica all'esecuzione dei vaccini, i genitori saranno invitati a presentare alla Pediatria di Comunità il prima possibile un certificato del medico curante (pediatra di libera scelta o medico di medicina generale) che attesti il motivo per cui tali vaccinazioni sono controindicate e il periodo di esonero dalle stesse.

I genitori che vogliano sistemare la posizione vaccinale dei figli possono prenotare la vaccinazione telefonando ai servizi del distretto di residenza. Per ulteriori informazioni e per scaricare il modulo di autocertificazione www.ascuolavaccinati.it

Qualora le vaccinazioni siano state effettuate in altra sede, per tutti i tipi di scuole, è necessario che i genitori presentino la documentazione relativa alle vaccinazioni effettuate all'Ambulatorio della Pediatria di Comunità del Distretto di appartenenza.

A chi avesse già attivato il Fascicolo Sanitario Elettronico per il figlio si ricorda che accedendo al sito www.ausl.re.it a breve sarà possibile scaricare il certificato vaccinale aggiornato.

Cambiano le regole per quanto riguarda le vaccinazioni

La legge nr. 119 del 31 luglio 2017 entrata in vigore il 6 agosto scorso prevede che le vaccinazioni obbligatorie passino dalle 4 già previste (difterite, tetano, poliomielite ed epatite B) a 10.
Sono obbligatorie: la vaccinazione anti-poliomielitica; la vaccinazione anti-difterica; la vaccinazione anti-tetanica; la vaccinazione anti-epatite B; la vaccinazione anti-pertosse; la vaccinazione anti-Haemophilus Influenzae tipo b (Emofilo tipo b). Inoltre sono obbligatorie fino a diversa valutazione successiva la vaccinazione anti-morbillo, la vaccinazione anti-rosolia, la vaccinazione anti-parotite, la vaccinazione anti-varicella. Questo significa che sono tutte e 10 obbligatorie, in base alle specifiche indicazioni contenute nel calendario vaccinale nazionale vigente nel proprio anno di nascita. Ad esempio la vaccinazione contro la varicella è obbligatoria per i nati dal 1 gennaio 2017.
A partire dall'imminente nuovo anno scolastico per i minori frequentanti scuole di ogni ordine e grado (pubbliche e private) la legge prevede che in caso di mancata osservanza dell'obbligo vaccinale, i genitori o gli esercenti la potestà genitoriale siano convocati dall'Azienda sanitaria locale per un colloquio al fine di fornire ulteriori informazioni sulle vaccinazioni e di sollecitarne l'effettuazione. In caso di mancata effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie, è previsto inoltre sia comminata una sanzione amministrativa pecuniaria da cento a cinquecento euro.
Il diritto allo studio non è messo in discussione perché la frequenza scolastica (dalla classe prima elementare in poi) non sarà subordinata all'adempimento degli obblighi vaccinali.
Per gli asili nido e le materne la norma prevede invece che l'esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie sia anche requisito per l'accesso. In altre parole senza le vaccinazioni previste dalla legge non si è ammessi.
Il provvedimento adottato a livello nazionale rafforza quanto già legiferato in Emilia-Romagna.
La legge regionale del novembre 2016 nel ridisegnare i servizi 0-3 anni, introduceva come requisito d'accesso ad asili nidi pubblici e privati, l'avere assolto gli obblighi vaccinali prescritti dalla normativa vigente.

Fare chiarezza sui vaccini: la "settimana della Pubblica" si apre stasera con una conferenza sul tema "proteggiamoli con i vaccini, proteggiamoci dalle bufale". Relatore: Prof. Fabrizio Pregliasco. Ingresso libero. Lunedì 5 giugno 2017, ore 20.45 Sala "Luigi Anedda" - ASSISTENZA PUBBLICA PARMA ONLUS Viale Gorizia, 2/A.

Parma, 5 giugno 2017

Si apre stasera la tradizionale "Settimana della Pubblica", organizzata dall'Assistenza Pubblica Parma Onlus con il patrocinio del Comune di Parma, per far festa insieme alla città e far conoscere i servizi offerti 365 giorni l'anno, 24 ore al giorno.

Alle 20.45, nella sala "Luigi Anedda" in Pubblica (Viale Gorizia, 2/A,) si terrà una conferenza di educazione sanitaria aperta a tutti, dal titolo "Proteggiamoli con i vaccini, proteggiamoci dalle bufale", tenuta dal professor Fabrizio Pregliasco, virologo presso il Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell'Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell'IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, oltre che presidente dell'Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze.

«L'argomento è decisamente attuale – afferma la dottoressa Cristiana Madoni, direttore sanitario della Pubblica – perché, tra sospensione dei medici contrari, illazioni sui presunti effetti devastanti sulla salute, il sospetto di guadagno da parte di aziende farmaceutiche, è normale che chiunque inizi a nutrire dubbi sui vaccini. Io, come medico, sono convinta dell'efficacia delle vaccinazioni e dei grandi risultati che nel corso degli anni si sono raggiunti. Ora questi risultati sono meno evidenti. Per questo abbiamo deciso, in occasione della Settimana della Pubblica, di invitare tutta la cittadinanza a un incontro con un esperto».

"È evidente che ci sia esigenza di fare chiarezza ancora una volta su questo tema – spiega il Professor Fabrizio Pregliasco –, parlandone in modo sereno e chiarendo i dubbi sulla pratica vaccinale».

Per avere più informazioni sulla "Settimana della Pubblica": 0521.224922/224988, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  www.apparma.org www.facebook.com/AssistenzaPubblicaParma 

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PROGRAMMA "SETTIMANA DELLA PUBBLICA" 2017

LUNEDÌ 5 GIUGNO

ore 20.45 "PROTEGGIAMOLI CON I VACCINI, PROTEGGIAMOCI DALLE
Assistenza Pubblica – V.le Gorizia, 2/A BUFALE. La corretta informazione per una scelta consapevole" (ingresso libero)
Conferenza del prof. Fabrizio Pregliasco

MARTEDÌ 6 GIUGNO

ore 20.00 APERIPIZZA (ingresso a offerta)
Assistenza Pubblica – V.le Gorizia, 2/A In collaborazione con Pizzeria "La Barchetta"

MERCOLEDÌ 7 GIUGNO

ore 20.45 "AL SARTOR PR'ILL DONNÌ" (ingresso libero)
Circolo Parma Lirica – V.le Gorizia, 2 Commedia con la compagnia dialettale "La Duchessa"

GIOVEDÌ 8 GIUGNO

ore 20.45 "LIFE, ANIMATED" (ingresso libero)
Cinema Astra d'Essai – P.le Volta, 3 Proiezione del film a cura di Telefono Amico Parma
In collaborazione con Ufficio Cinema – Comune di Parma

VENERDÌ 9 GIUGNO

ore 19.30 BICICLETTATA PER LE VIE DEL CENTRO
Assistenza Pubblica – V.le Gorizia, 2/A Iniziativa per tutti
Ritrovo e arrivo in Pubblica

ore 20.30 TORTA FRITTA E SALUME (ingresso a offerta)
Assistenza Pubblica – V.le Gorizia, 2/A In collaborazione con Orti Sociali Crocetta

DOMENICA 11 GIUGNO

ore 15.30 "BIMBI IN PUBBLICA!" (ingresso libero)
Assistenza Pubblica – V.le Gorizia, 2/A POMPIEROPOLI
In collaborazione con i Vigili del Fuoco in congedo di Parma
AMBULANZA DEI PUPAZZI
Merenda per tutti i piccoli partecipanti

Pubblicato in Dove andiamo? Parma

Salute. "Al nido vaccinati: un gesto importante, utile a tutti". Al via la campagna di comunicazione di Regione e Servizio sanitario regionale sull'obbligo previsto dal prossimo anno educativo: online le informazioni per famiglie e genitori. Video di medici ed esperti. Anche nel 2016 in Emilia-Romagna vaccinazioni al di sotto della soglia di sicurezza del 95%. I dati delle singole Ausl.

Bologna, 12 maggio 2017

"Al nido vaccinati": un gesto importante, utile a tutti. Prende il via la campagna di informazione del Servizio sanitario regionale e della Regione Emilia-Romagna sulle vaccinazioni obbligatorie per i bambini da 0 a 3 anni, requisito richiesto per l'iscrizione ai servizi educativi e ricreativi per la prima infanzia, pubblici e privati, dell'Emilia-Romagna dopo l'approvazione della legge regionale 19 del 2016 - la prima in Italia - che introduce l'obbligo vaccinale a partire dal prossimo anno educativo, 2017-2018, per antipolio, antidifterite, antitetanica e antiepatite B.

Sul sito www.alnidovaccinati.it  viene spiegato tutto quello che occorre sapere sulla legge, con le risposte alle domande più frequenti (da quando viene applicata, i servizi per la prima infanzia interessati, come fare per "mettersi in regola"); è illustrato il nuovo calendario vaccinale regionale - in vigore dal primo gennaio 2017 -, sono disponibili tutte le informazioni necessarie su come e dove fare i vaccini, consultando l'elenco degli ambulatori vaccinali regionali, con i relativi indirizzi, e indicati quali certificati richiedere o presentare per l'idoneità alla frequenza.

Sul portale si possono poi scaricare i materiali informativi cartacei già a disposizione dei cittadini nelle strutture sanitarie del territorio regionale: opuscoli, locandine, manifesti.

E sempre online, medici ed esperti spiegano in alcuni video l'importanza delle vaccinazioni. Sul sito, infatti, si risponde al quesito di fondo: perché vaccinare? E lo si fa ricordando come le vaccinazioni siano tra gli strumenti più efficaci a difesa della salute: infatti, hanno consentito di debellare malattie gravissime - come il vaiolo - e di ridurre notevolmente la diffusione di patologie infettive come la pertosse o il morbillo. Malattie molto comuni, fino a non molti anni fa, nell'infanzia, gravate da complicanze a volte gravissime e che, negli ultimi anni, parallelamente al calo delle coperture vaccinali, stanno di nuovo aumentando. La vaccinazione rappresenta quindi un importante strumento di protezione sia individuale che collettiva, a tutela della salute pubblica; quando viene fatta dalla maggior parte della popolazione, quest'effetto protettivo si moltiplica, grazie a quella che viene definita "immunità di gregge": se la maggior parte della popolazione è protetta, il microbo, non trovando più persone suscettibili alla malattia, non riesce più a diffondere. In questo modo la vaccinazione diventa un formidabile strumento di prevenzione collettiva, la cui necessità è dimostrata anche dai dati sulla copertura vaccinale.

Le vaccinazioni in Emilia-Romagna: anche nel 2016 sotto la soglia del 95%

In base alle indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la percentuale di vaccinati che garantisce la migliore protezione a tutta la popolazione deve essere superiore al 95%. Percentuale che, in Emilia-Romagna, è notevolmente diminuita negli ultimi anni, scendendo dal 2014 sotto il livello di sicurezza. Nel 2016 la copertura al 24^ mese di vita per le quattro vaccinazioni obbligatorie (antipolio, antidifterica, antitetanica, antiepatite B) si è fermata al 92,4%. Tutte le Ausl sono risultate al di sotto del 95%: Piacenza con il 92,2%, Parma con il 94,1%, Reggio Emilia con il 94,1%, Modena con il 92,5%, Bologna con il 92,3%, Imola, la più alta, con il 94,5%, Ferrara con il 92,3%. Dati ancor più in flessione per l'Ausl unica della Romagna, che - sempre nel 2016 - ha fatto registrare una copertura pari al 90,9%, rispetto al 91,1% dell'anno precedente.

Le linee guida della Regione

Il provvedimento approvato dalla Giunta regionale per l'applicazione della legge che prevede l'obbligo vaccinale stabilisce la road map delle vaccinazioni, indispensabili non solo per i bambini che accedono per la prima volta ai servizi educativi e ricreativi, ma anche per quelli che già frequentano questi servizi in vista dell'iscrizione al prossimo anno educativo.
Per servizi educativi si intendono l'asilo nido (micronidi, nidi part-time, tempo lungo) e i servizi integrativi (spazio bambini, servizi domiciliari, centro per bambini e famiglie, e così via).
Le linee guida prevedono che i genitori, una volta scelta la struttura pubblica o privata alla quale intendono iscrivere il proprio figlio, debbano impegnarsi a farlo vaccinare. Dovranno quindi presentare la certificazione delle vaccinazioni effettuate - che sarà rilasciata dalle Aziende Usl e dovrà essere consegnata ai gestori dei servizi educativi - oppure autorizzare la direzione della struttura educativa ad acquisire l'idoneità alla frequenza direttamente presso l'Azienda Usl di competenza.

Il provvedimento assunto dalla Regione prevede anche la possibilità di accedere ai servizi educativi per i bimbi di età inferiore a 6 mesi: in questo caso c'è l'ammissione con riserva, con l'impegno da parte dei genitori di vaccinare il figlio (prima dose) entro il compimento del sesto mese di vita.

Per i bambini che si iscrivono direttamente al 2^ e 3^ anno, e che non sono mai stati vaccinati, è previsto l'obbligo di iniziare il ciclo vaccinale, ed effettuare almeno le prime due dosi di ciascuna vaccinazione obbligatoria prima di accedere ai servizi. Dovranno poi completare il ciclo vaccinale, con la terza dose, prima di iscriversi all'anno successivo. Le linee guida della Regione prevedono infine che, nei casi in cui la vaccinazione debba essere omessa o differita, l'esonero per motivi sanitari sia certificato dal pediatra di libera scelta e autorizzato dai Servizi vaccinali delle Aziende Usl.

(In allegato, l'immagine della campagna)

(Fonte: Regione ER)

Via libera in Aula, prima Regione l'Emilia Romagna ad approvare una legge sul tema. Per accedere ai nidi, pubblici e privati, bisognerà aver somministrato quattro vaccini. il presidente della Regione, Stefano Bonaccini: "Misura a tutela della salute pubblica e dei bimbi più deboli".

Bologna, 23 novembre 2016

Adesso in Emilia Romagna è legge ed è la prima approvata da una Regione italiana, dopo il via libera dell'Assemblea legislativa alla riforma dei servizi educativi per la prima infanzia, fascia di età da 0 a 3 anni. Per accedere ai nidi, pubblici e privati, bisognerà aver somministrato ai minori 4 vaccini: l'antipolio, l'antidifterica, l'antitetanica e l'antiepatite B.
Dalla nostra regione una legge che potrebbe espandersi a livello nazionale. Il presidente Bonaccini: "Misura a tutela della salute pubblica e dei bimbi più deboli. Apriamo la strada a livello nazionale".

La percentuale di vaccinati che garantisce la migliore protezione a tutta la popolazione deve essere superiore al 95%, limite indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). In Emilia-Romagna tale copertura è stata del 93,4% nel 2015 dopo essere scesa al di sotto di quella richiesta nel 2014, quando arrivò al 94,5%.

Entro un mese dall'entrata in vigore della legge la Giunta regionale, attraverso un provvedimento apposito, specificherà "le forme concrete di attuazione" del comma sui vaccini. Per l'accesso al nido, i genitori dei bimbi non ancora vaccinati avranno tempo per presentare il certificato di avvenuta vaccinazione fino a quando non sarà accettata la domanda d'iscrizione (maggio-giugno 2017, data che varia a seconda del Comune di appartenenza).

Pubblicato in Cronaca Emilia