Agosto non è solo il mese della vacanze, ma anche delle scadenze per gli studenti universitari che chiedono agevolazioni, benefici e contributi.

Lo ricorda Caf (centro di assistenza fiscale) della Cisl Emilia Centrale, che gestisce in convenzione con Er-Go (azienda regionale per il diritto agli studi superiori) le domande per diversi benefici. Le domande vengono lavorate on line in tutte le sedi del Caf Cisl; per presentarle occorre essere in possesso dell’Isee (indicatore della situazione economica equivalente).
Nel 2019 il Caf Cisl Emilia Centrale ha elaborato complessivamente 2.162 Isee (1.203 a Modena e 959 a Reggio) per chiedere agevolazioni per il diritto allo studio universitario.

La prima scadenza è giovedì prossimo 8 agosto, termine entro il quale si può presentare la domanda di alloggio per gli studenti iscritti ad anni successivi dei corsi di laurea, laurea magistrale a ciclo unico, laurea magistrale, e le matricole dei corsi di laurea magistrale, corsi di specializzazione, dottorati e Spisa (scuola specializzazione in studi sull’amministrazione pubblica) primi anni e anni successivi. La scadenza riguarda anche l’eventuale richiesta di assegnazione straordinaria di alloggio e la domanda di contributo OL studenti fuori sede in alloggio ultimo anno o primo anno fuori corso e per chiedere il servizio di aiuto personale per studenti disabili iscritti ad anni successivi dei corsi di laurea, laurea magistrale a ciclo unico, laurea magistrale, e le matricole dei corsi di laurea magistrale, corsi di specializzazione, dottorati e Spisa primi anni e anni successivi.

Ancora più importante, soprattutto per gli studenti modenesi, è la scadenza del 31 agosto. Va presentata entro fine mese, infatti, la domanda per altri benefici, come borse di studio, alloggio per studenti matricole dei corsi di laurea a ciclo unico, accesso agevolato al servizio ristorativo per studenti matricole e anni successivi di tutti i corsi, contributo per mobilità internazionale, esonero totale (per studenti che richiedono la borsa di studio Unimore, Unibo e Parma), collaborazioni studentesche retribuite/part-time Unimore e Unibo, collaborazioni a tempo parziale Er.Go per studenti dei corsi inter-ateneo “Muner”, collaborazioni tutorato alla pari in favore di studenti disabili Unimore, disponibilità a prestare volontariato, servizio di aiuto personale per studenti disabili matricole dei corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico.

In fase di compilazione della domanda è preferibile la presenza dello studente, il quale deve portare le credenziali per l'accesso al sito dell'università (utente e password), l’Iban (per i beneficiari di borsa di studio) e l’indirizzo mail.

 

Pubblicato in Scuola Modena
L’Università di Parma si conferma per il terzo anno consecutivo 3° a livello nazionale tra i grandi Atenei, piazzandosi quindi nuovamente sul podio secondo la classifica stilata dal Censis giunta alla diciannovesima edizione. Buona posizione anche per l'università di Modena e Reggio che si classifica al quarto posto.

Parma quindi è terza nella categoria riservata agli atenei con un numero di studenti compresi tra 20.000 e 40.000, con un punteggio complessivo di 89.7. L’Ateneo segue le università di Perugia (91.2, che si conferma al primo posto) e della Calabria (90.2), e precede Pavia (88) e Modena e Reggio Emilia (87.3). 

Un buon piazzamento anche nel complesso degli atenei della Regione: se Bologna infatti si conferma prima nella categoria dei Mega atenei (oltre i 40.000 iscritti), Ferrara si classifica al 12° posto tra gli atenei medi (tra 10.000 e 20.000 iscritti).

Bologna si classifica al vertice dei Mega Atenei con un punteggio complessivo pari a 90,8. Segue, come l’anno scorso, l’Università di Padova (88,7). Al terzo posto l’Università di Firenze (86,3), che, pur incrementando di 3 punti l’indicatore relativo alla dotazione di strutture per gli studenti, scende di una posizione. 

Introdotto quest’anno dal Censis un nuovo indicatore, la “occupabilità”, vale a dire la percentuale di occupati tra i laureati magistrali 2017 a un anno dal conseguimento del titolo. Questo nuovo indicatore si è affiancato a quelli tradizionali:

i servizi offerti agli studenti (ad esempio il numero di pasti in rapporto agli iscritti o i posti letto);

la spesa per le borse di studio erogate;

le strutture messe in campo (ad esempio biblioteche o laboratori scientifici);

la comunicazione e i servizi digitali;

il grado di "internazionalizzazione", ossia la capacità di attrarre studenti stranieri e la quantità di risorse per la mobilità internazionale.

Tra questi parametri, l’Ateneo di Parma fa registrare il miglior punteggio in “Strutture”, dove conquista un ottimo 104, l’unico punteggio “a doppia cifra” ottenuto per questo indicatore tra i grandi atenei. A seguire 95 in“Occupabilità”, 94 in “Comunicazione e servizi digitali”84 nelle “Borse”, 83 in “Internazionalizzazione” e 78 nei “Servizi”.

 

Pubblicato in Cronaca Parma

In Emilia-Romagna il maggior numero di borse di studio riconosciute: oltre 21mila (100% la copertura degli studenti idonei). E il riparto del Fondo nazionale premia la Regione con lo stanziamento più alto: in arrivo 28 milioni di euro (+2,4 rispetto al 2017). Il presidente Bonaccini: "Il nostro è un investimento reale sui giovani, in particolare su chi merita e chi non ha troppe possibilità economiche"

Bologna -
 
Un “pacchetto” che supera i 28 milioni di euro, da destinare alle borse di studio universitarie. A tanto ammonta la quota destinata all’Emilia-Romagna dal riparto del Fondo integrativo statale 2018 (complessivamente, più di 237 milioni di euro), che ha ottenuto il via libera dalla Conferenza delle Regioni. Rispetto all’anno scorso le risorse per l’Emilia-Romagna sono aumentate, passando da 25,8 milioni agli attuali 28,2.

“Tutto questo ci consente di compiere un investimento, reale, sul futuro dei nostri giovani- sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. Con queste risorse rendiamo effettivo il loro diritto a raggiungere i più alti gradi dell’istruzione, con un’attenzione particolare agli studenti capaci, meritevoli, e in situazioni economiche non facili. Per noi è una priorità: vogliamo investire sempre più sul sistema di servizi e interventi per il diritto allo studio universitario. Inoltre- sottolinea-come abbiamo scritto nero su bianco sul Focus Giovani del Patto per il lavoro insieme a tutte le parti sociali, continuiamo nella promozione dei nostri atenei, nella valorizzazione della dimensione aggregativa e formativa delle residenze universitarie, nel sostegno a servizi e azioni di orientamento e accompagnamento al lavoro di laureandi e laureati”.

A livello nazionale, la Regione Emilia-Romagna è quella che spende di più per le borse di studio universitarie - oltre 80 milioni di euro -, ed è quella che ne ha concesso il maggior numero (21.135) nell’anno accademico 2017-2018, con una copertura al 100% degli studenti idonei, e la disponibilità di oltre 3.500 posti letto. Inoltre, l’Emilia-Romagna è la Regione che ha registrato il maggior incremento di studenti iscritti nell’anno accademico 2017-2018 a livello nazionale.

“Questo riparto premia la coerenza, le scelte e la qualità del nostro sistema universitario che nell’ultimo anno accademico ha registrato 14.640 iscritti in più: in valore assoluto, è l’incremento maggiore a livello nazionale- sottolinea l’assessore regionale all’Università, Patrizio Bianchi-. Siamo la Regione che ha avuto di più dal riparto del Fondo integrativo statale, e a questo si aggiungono 21 milioni di risorse regionali messe a bilancio. Ricordo, inoltre, che abbiamo chiesto e ottenuto dalla Commissione europea di poter utilizzare risorse del Fondo sociale europeo per il diritto allo studio universitario: parliamo- spiega l’assessore- di un investimento straordinario di almeno 5 milioni di euro del Fse che, sommati alle risorse nazionali, a quelle regionali e a quelle derivanti dalla tassa regionale per il diritto allo studio, permetteranno attraverso l’Azienda ER.GO di sostenere il sistema integrato di servizi e interventi per il diritto allo studio universitario”. /CV

Il consigliere chiede alla giunta "misure urgenti" per tutti e quattro gli Atenei regionali: Bologna, Ferrara, Modena e Reggio, Parma.

"La difficoltà, da parte della Regione Emilia-Romagna, di coprire al 100% le borse di studio per tutti gli studenti universitari idonei (sarebbero oltre tremila le borse mancanti) danneggerebbero tutti e quattro gli Atenei dell'Emilia-Romagna, Università di Bologna, di Ferrara, di Modena e Reggio, di Parma".

Lo scrive Galeazzo Bignami (Fi) in una interrogazione alla Giunta per sapere "quali misure urgenti intenda porre in essere per assicurare la copertura al 100% delle borse di studio per gli studenti universitari idonei nei quattro Atenei dell'Emilia-Romagna e se e in che modo l'assessorato competente intenda agire per fare in modo che gli stanziamenti non si basino esclusivamente su un riparto di tipo storico ma tengano anche conto del costante aumento delle immatricolazioni premiando gli atenei più virtuosi". (Cesare Cicognani)

(Fonte: Regione Emilia Romagna)

Questa mattina è stata inaugurata una nuova postazione car sharing per gli studenti universitari, nelle immediate adiacenze del Campus alla presenza dell'assessore alle Politiche di Sostenibilità Ambientale del Comune di Parma, Tiziana Benassi e dell' a.u. di Infomobility, Giovanni Bacotelli.

La nuova postazione, che si va ad aggiungere alle 12 già presenti in città, si trova in Largo Sergio Leone (parcheggio Cine City), con le auto disponibili 365 giorni all'anno e 24 ore su 24, è stata voluta dall'Amministrazione per agevolare negli spostamenti gli studenti universitari che spesso non hanno a loro disposizione un'auto di proprietà. Infomobility, in sinergia con l'Università, ha recentemente realizzato una campagna di comunicazione sul car sharing, articolata su diversi canali, per far conoscere i vantaggi del servizio e la promozione speciale riservata agli studenti dell'Ateneo di Parma, i quali potranno sottoscrivere l'abbonamento annuale a metà prezzo, cioè a soli 30 euro. Per usufruire dello sconto basta presentare al momento dell'iscrizione a Infomobility la student card o un documento che attesti l'iscrizione all'Università.

"Dopo la recente attivazione di due postazioni di bike sharing presso il palazzetto dello sport e l'ospedale maggiore, - spiega l'assessore Benassi - continuano le azioni concrete ed integrate nella direzione di una mobilità sempre più sostenibile". Ritengo questa nuova postazione di car sharing particolarmente significativa, poiché sono convinta che l'ambiente universitario possa costituire un terreno fertile per indurre un collegamento virtuoso fra ambiente e società.'

Il car sharing è la scelta ideale per chi desidera avere un'auto a propria disposizione senza dover sostenere i costi di acquisto, proprietà e gestione. Muoversi a Parma sta diventando sempre più facile, anche senza possedere un'auto privata; con il servizio Parma Car Sharing si può girare nella città di Parma e nei dintorni senza problemi e con molti vantaggi: nessun costo di gestione e manutenzione per l'auto, si può accedere alle ZTL senza bisogno di acquistare il permesso, si possono percorrere le corsie preferenziali degli autobus ed è possibile sostare gratuitamente sulle righe blu e bianco-blu. Utilizzarlo è semplice, ci si iscrive, si prenota l'auto (con l'App o attraverso il web) e poi si ritira con la tessera. Si può scegliere il modello più adeguato alla propria esigenza e il tempo di utilizzo può variare da un'ora a più giorni.

"Infomobility continua ad investire nel car sharing perché crede nello sviluppo dei mezzi alternativi all'auto privata. - Dichiara l'a.u. di Infomobility, Bacotelli – la flotta a disposizione degli utenti viene costantemente rinnovata ed ampliata con nuove autovetture e nuove postazioni. Si continua a lavorare per incentivare l'utilizzo del servizio e proprio per questo abbiamo deciso di puntare anche sui giovani, perché sono più recettivi alle novità e a tutto ciò che rientra nelle politiche di sostenibilità."

(Fonte: Comune di Parma)

Al via le iscrizioni per i due corsi di laurea alla nuova Motorvehicle University. E' un centro per la formazione di ingegneri specializzati nel settore. In campo aziende leader come Ferrari, Lamborghini, Dallara e 4 atenei dell'Emilia-Romagna. I dettagli.

di Alexa Kuhne

Bologna, 23 marzo 2017

Lavorare nello sport e fare di una passione una solida occupazione è un sogno che per molti potrà diventare realtà.
Accadrà nella 'Eldorado dei motori' che darà la possibilità a giovani talenti di studiare e lavorare con le più prestigiose industrie automobilistiche del territorio.
Perché l'Emilia- Romagna è luogo di eccellenze conosciute in tutto il mondo e, fra queste, la motoristica è sicuramente quella che ha un fascino irresistibile. Questa vocazione così forte ha fatto sì che la Regione coinvolgesse quattro Università e otto Case automobilistiche per creare due nuovi corsi di laurea magistrale in Advanced Automotive Engineering e Advanced Automotive Electronic Engineering nella Motorvehicle University of Emilia-Romagna (MUNER).
Nell'associazione Muner sono stati coinvolti gli atenei sinonimo di alta formazione - Università di Bologna, Università di Ferrara, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Parma - e le case motoristiche che rappresentano l'eccellenza del Made in Italy nel mondo e che affondano le radici storiche nel territorio: Automobili Lamborghini, Dallara, Ducati, Ferrari, Haas, Magneti Marelli, Maserati e Toro Rosso.

"Siamo di fronte a un progetto unico nel panorama nazionale e internazionale, che conferma l'Emilia-Romagna non solo quale cuore europeo della nuova manifattura che si sta ridisegnando a livello globale grazie all'incontro tra scienza, ricerca e produzione, ma anche quale piattaforma dell'alta formazione con un grande valore aggiunto - dice Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna -. La terra dei motori e la sua straordinaria vocazione a coniugare design industriale, perfezione del prodotto artigianale e frontiera dell'innovazione tecnologica - prosegue - ha deciso di fare sistema. Lavorare insieme è la risposta alla complessità della globalizzazione e alle sfide che essa pone soprattutto ai territori, che possono svolgere un ruolo nel nuovo assetto se sanno diventare hub di quelle innovazioni, anche nella formazione del capitale umano, di cui si nutre l'integrazione delle economie. E il fare rete, la scelta che abbiamo fatto come Regione con il Patto per il Lavoro sottoscritto insieme a imprese, sindacati, atenei, associazioni con l'obiettivo primario di favorire lo sviluppo e creare occupazione, si sta rivelando vincente, con l'Emilia-Romagna regione che cresce di più in Italia, al livello delle aree più avanzate d'Europa".

Il centro Motorvehicle University of Emilia-Romagna punta ad attrarre nella regione i migliori studenti universitari di tutto il mondo con l'obiettivo di formare e inserire nel mondo del lavoro gli ingegneri di domani, i professionisti che progetteranno veicoli stradali e da competizione, i sistemi di propulsione sostenibili e i sottosistemi per le funzionalità intelligenti e gli impianti di produzione all'insegna dell'Industria 4.0.
Uno dei principali fautori del progetto dalle caratteristiche assolutamente innovative è Claudio Domenicali, della Ducati, che ha iniziato a lavorare in questo settore con un'esperienza da stagista fino ad arrivare al ruolo attuale: "Qui ci sono le radici e qui devono venire a studiare i motori. L'assordante distanza tra aziende e università era un peccato mortale, i nostri laureati sono straordinariamente competenti, nulla hanno da invidiare a quelli tedeschi: questa è la terra dei motori".

L'esperienza potrà essere proficua anche per le università coinvolte, che potranno attirare studenti e professionalità eterogenee come ha sottolineato il rettore bolognese Francesco Ubertini: "Ambiamo ad attrarre i migliori professori e studenti del mondo, la nostra Motor Valley è assolutamente paragonabile alla Silicon Valley per innovazione e tecnologia: è bastato unire i puntini perché si delineasse un disegno dirompente".

Il progetto

Si chiama Muner, acronimo di Motorvehicle University of Emilia Romagna ed è stato approvato dalla Regione Emilia Romagna. Le iscrizioni sono aperte da due giorni per il prossimo anno accademico 2017/2018. I corsi di laurea magistrale alla nuova Università dei Motori daranno la possibilità di specializzarsi in Advanced Automotive Engineering o Electronic Engineering.

Iscrizione

Sarà aperta a studenti che hanno acquisito una laurea triennale provenienti da ogni parte d'Europa e del mondo. Una quota sarà riservata agli extra Ue – per i centoventi posti disponibili per la prima laurea e trenta per la seconda, entrambe biennali. Anche i docenti che terranno le lezioni saranno di varia nazionalità, per dare quindi un respiro più internazionale alle competenze fornite nel corso delle lezioni. Del resto, essere presenti alle gare del Mondiale consente di venire a contatto con luoghi e culture di ogni tipo.

Obiettivo

Formare ingegneri di eccellenza che realizzeranno in futuro auto di alta gamma e da gara (tre sono le scuderie di F1 coinvolte), sistemi di propulsione sostenibili e sottosistemi per le funzionalità intelligenti. L'insegnamento sarà fornito in modo trasversale: oltre alle lezioni di teoria, infatti, non mancherà una parte teorica attraverso un tirocinio svolto in azienda.

Competenze

I corsi saranno integralmente in inglese e infatti occorrerà una competenza di livello B2. Le lezioni prevedono sia una parte teorica sia una di laboratorio negli atenei e in aule aziendali delle industrie coinvolte, in modo da sviluppare competenze professionali di alto livello, secondo la logica dell'apprendimento attraverso la pratica.

Come si articola il percorso di studio

La formazione è organizzata in un primo semestre comune, tenuto presso l'Università di Modena e Reggio- Emilia e, successivamente, sarà articolata in cinque indirizzi negli atenei di Bologna, Ferrara e Parma; mentre il percorso dell'Advanced Automotive Electronic Engineering prevede un primo anno di studi presso l'Università di Bologna e un secondo all'ateneo di Modena e Reggio-Emilia.

Sbocchi

Almeno ufficialmente agli allievi non viene garantita alcuna certezza su sbocchi lavorativi futuri, ma sembra difficile che questo non possa accadere. Il settore rappresenta il primo comparto dell'export emiliano ed è continuamente alla ricerca di figure formate e competenti.

Per avere altre informazioni e per iscriversi vi suggeriamo di andare sul sito dedicato: www.motorvehicleuniversity.com

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Pubblicato in Cronaca Emilia

Il Dipartimento di Scienze Economiche Unibo vince il concorso 
"Foscolo Europe Top-Up Fellowship" promosso da UniCredit & Universities Foundation
150.000 euro consentiranno al Dipartimento di Scienze economiche dell'Alma Mater di pubblicare un bando di selezione per un assegno di ricerca di durata triennale da assegnare ad uno studente di dottorato (PhD) al momento all'estero e intenzionato a lavorare in Italia.

Bologna, 11 gennaio 2017

Il Dipartimento di Scienze Economiche dell'Università di Bologna è il vincitore della seconda edizione del concorso Foscolo Europe Top-Up Fellowship, promosso da UniCredit & Universities Foundation, fondazione di UniCredit che sostiene studi e ricerche in ambito economico finanziario, con l'obiettivo di riattrarre e trattenere in Europa giovani ricercatori che si trovano attualmente all'estero.
L'iniziativa è rivolta ai migliori dipartimenti o istituti di ricerca nel campo dell'economia e della finanza - con sede in uno dei Paesi del perimetro UniCredit - che parteciperanno ai PhD job market 2016/2017, un appuntamento annuale che permette alle università di tutto il mondo di incontrare e selezionare i migliori giovani ricercatori in Economia e Finanza per offrire loro la possibilità di lavorare in Ateneo.
Grazie al Foscolo Europe Top-Up Fellowship, il Dipartimento di Scienze economiche dell'Alma Mater potrà contare su un fondo di 150mila euro da destinare ad un assegno di ricerca di durata triennale (50.000 euro/anno), rinnovabile. Un riconoscimento importante non solo dal punto di vista finanziario ma anche perché premia, per la prima volta in Italia, il dipartimento di un'università pubblica.

UniCredit & Universities è la Fondazione di UniCredit che sostiene studi e ricerche volte ad approfondire la conoscenza delle discipline economiche, giuridiche e bancarie, conferendo annualmente borse di studio e assegni di ricerca in tali ambiti. La Fondazione opera su una dimensione europea, rivolgendo le proprie iniziative agli studenti e ricercatori dei Paesi di operatività del Gruppo.

 

 

 

 

Venerdì, 12 Febbraio 2016 20:42

Professione Public Historian

L'Università di Modena e Reggio Emilia è stata la prima in Italia a ospitare un Master in Public History, volto a formare una nuova figura professionale, quella dello Storico per il Pubblico, che si avvale delle nuove tecnologie per divulgare la storia a pubblici diversi, ma senza rinunciare al rigore scientifico.

Di Manuela Fiorini

MODENA - Si chiama Public Historian la nuova figura di studioso della Storia che si avvale di nuovi linguaggi e strumenti per raccontare il passato a pubblici diversi, utilizzando tecniche di comunicazione che vanno dal public speaking alla scrittura on line, dal docu-film alla musica, passando per la televisione, il teatro e il web, ma senza rinunciare al rigore scientifico.

Modena è stata la prima sede in Italia, dopo Parigi e Berlino, a ospitare un Master di II livello per formare questa innovativa figura di storico. Organizzato dall'Università di Modena e Reggio Emilia, e diretto dal Prof Lorenzo Bertucelli, il master è partito lo scorso mese di ottobre, ha una durata annuale e vede coinvolti anche l'Istituto storico di Modena, la Fondazione ex Campo di Fossoli di Carpi, Istoreco di Reggio Emilia e l'Istituto Museo Cervi di Gattatico di Reggio Emilia.

Sono cinquanta i futuri Public Historian che stanno frequentando il master. Tra questi c'è Gabriele Sorrentino, già scrittore e storico.

Gabriele Sorrentino

Lo storico Gabriele Sorrentino - Foto di Daniela Ori

Chi è il Public Historian?
"E' uno storico che utilizza metodi nuovi per raccontare la propria ricerca. E' un accademico che parla un linguaggio non accademico pur mantenendone il rigore, qui sta la difficoltà. In questo approccio deve lavorare in team con altre figure professionali per essere in grado di utilizzare tutti i media possibili per rendere appetibile e comprensibile l'esito di una ricerca storica. Tra questi media vi è la narrativa, la graphic novel, il gioco di ruolo, il documentario, sono al vero e proprio spettacolo teatrale".

Quali sono gli sbocchi professionali di questa figura?
"Nei Paesi anglosassoni dove la disciplina è nata una trentina di anni fa lo storico per il pubblico lavora in diversi campi come le installazioni reali e virtuali, le manifestazioni culturali, le esibizioni fotografiche, le ricostruzioni storiche, gli itinerari geografici e i parchi tematici. Sono questi i campi naturali di questa figura in Italia".

Pensiamo sempre allo storico come al classico studioso che passa il suo tempo su volumi polverosi. Invece, il nuovo approccio, si serve delle nuove tecnologie per parlare del passato anche nel presente e, soprattutto, nel futuro. In che modo la figura "classica" dello storico e i nuovi strumenti possono "andare a braccetto"?
"Lo storico per il Pubblico è uno storico classico che impara a uscire, passami la metafora, dall'archivio. La base del lavoro dello storico di PH è ancora la ricerca e il rispetto di tutte le fonti. La differenza sta nel modo in cui l'esito della ricerca viene esposto, non più attraverso una pubblicazione per iniziati, ma attraverso una serie di media in base al target che si vuole raggiungere. L'equilibrio tra l'appeal e il rigore è la parte più difficile del lavoro dello storico per il pubblico ma, nello stesso tempo, è anche la parte più qualificante di esso: l'obiettivo, infatti, è non lasciare la divulgazione di massa a persone che non hanno la professionalità per fornire contenuti storici adeguati".

Quali sono i nuovi metodi di approccio alla storia secondo le nuove tecnologie?
"La premessa è che occorre lavorare in team con tutte le professionalità necessarie sulla base di un progetto ben definito, che tenga conto anche delle risorse. Una volta deciso il target si può studiare un piano di comunicazione scegliendo le nuove tecnologie più adeguate. Sicuramente, la tecnologia permette approcci meravigliosi: pensiamo a uno scavo archeologico dove, tramite un codice QR l'utente può vedere sul suo smartphone com'era e come si è evoluto nel tempo il monumento che ha davanti. O, ancora, tramite una geo-localizzazione può conoscere la storia dell'angolo in cui si trova. Immaginiamo ancora musei in cui è possibile effettuare un'esperienza sensoriale di un evento storico tramite immagini tridimensionali, rumori, odori, luce e assenza di luce. Vi sono poi approcci più tradizionali che utilizzano il teatro di narrazione, il gioco oppure la narrativa".

Alla luce degli sviluppi tecnologici, che cosa intendiamo quando parliamo di fonti? La fonte è qualsiasi documento che può essere interrogato dallo storico per ricostruire un determinato avvenimento. A partire dal XIX secolo, lo storico ha avuto a disposizione molte più fonti di quelle di un "collega" che si occupa di epoche più remote. La nascita della fotografia e del cinema ha permesso la creazione di archivi di immagini che prima non esistevano. Oggi, disponiamo della voce dei protagonisti, una cosa impensabile per Napoleone o Giulio Cesare. Lo stesso web, come i media, possono essere considerate fonti per uno studio su epoche più vicine alla nostra. Insomma, soprattutto chi si occupa di storia contemporanea ha a che fare con un numero più ampio di fonti con le quali misurarsi. L'approccio di storia per il pubblico, però, è applicabile come filosofia anche alle epoche più remote. Non avremo un'intervista reale a Giulio Cesare ma possiamo costruirne una verosimile".

Pubblicato in Cultura Modena

L'istituto di credito sarà presente con un proprio stand nel corso del Servizio Immatricolazione e Accoglienza Matricole 2015, che si svolgerà dal 14 al 25 settembre presso l'ex Rettorato dell'Università degli Studi di Ferrara (via Savonarola n. 9)

Ferrara, 4 settembre 2015 –

Tesoriere dell'Università dal 2001, UniCredit conferma il suo impegno a favore degli studenti dell'ateneo ferrarese partecipando al Servizio Immatricolazione e Accoglienza Matricole 2015, che si svolgerà dal 14 al 25 settembre presso l'ex Rettorato dell'Università degli Studi di Ferrara (via Savonarola n. 9). Un appuntamento rivolto agli studenti che si immatricolano per la prima volta ad un corso di studio dell'Ateneo ferrarese.
Alle matricole, attraverso una postazione dedicata, UniCredit darà tutte le informazioni utili alle modalità di pagamento delle tasse universitarie oltre a delucidazioni sui prodotti riservati agli studenti, come la Genius Card (carta prepagata con IBAN a canone gratuito per gli universitari under 30), il CreditExpress Giovani (prestito con cui realizzare piccoli e grandi desideri, come l'acquisto del PC, un viaggio di studio o lo stesso pagamento delle tasse universitarie); oppure per i più lungimiranti il CreditExpress Master, formula di credito a condizioni vantaggiose per sostenere le spese di partecipazione a master di specializzazione.

"Saremo presenti – spiega Luciano Resciniti, Responsabile dell'Area commerciale di Ferrara UniCredit – anche per offrire ai ragazzi informazioni generali propedeutiche all'accrescimento della cultura finanziaria e bancaria; per spiegare loro come utilizzare al meglio il proprio conto corrente o i diversi strumenti di pagamento; come accedere e gestire un finanziamento e come utilizzare in tutta sicurezza i più innovativi strumenti di home banking. Perché UniCredit è un grande Gruppo internazionale al servizio del territorio".

Per maggiori informazioni sul Servizio Immatricolazione e accoglienza Matricole 2015 – aperto dal 14 al 25 settembre, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e nei giorni di martedì e giovedì anche il pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30 - rivolgersi all'Unità Orientamento e Tutorato, in via Savonarola, 9 a Ferrara. Tel. 0532 / 293395-293396 - Fax. 0532 293333 - E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

(fonte: ufficio stampa Unicredit)

Saliera: "Appuntamento di grande spessore per la prevenzione alle infiltrazioni mafiose e la diffusione della cultura della legalità"

 

Bologna, 19 febbraio 2014

Due giorni per riflettere sull'espansione mafiosa al Nord, sul rapporto tra criminalità organizzata e politica, sulle logiche e forme della violenza mafiosa, anche con l'analisi di casi. Sono i temi al centro del convegno di studi "Ri-conoscere le mafie. Esperienze e prospettive a confronto", organizzato a Bologna i prossimi 20 e 21 febbraio da Regione Emilia-Romagna e Università di Bologna (Dipartimento di filosofia e comunicazione) con il patrocinio del Comune di Bologna.


"Si tratta di un appuntamento di grande spessore - sottolinea la vicepresidente della Regione Simonetta Saliera - che conferma l'impegno civico della Regione Emilia-Romagna su un tema di grande importanza per la tenuta sociale di questa terra. Qui non abbiamo messo la testa sotto la sabbia ma, anche grazie all'intervento della Regione, continuiamo a organizzare molte iniziative per la prevenzione alle infiltrazioni mafiose e la diffusione della cultura della legalità: oltre 60 progetti realizzati in collaborazione con scuole (coinvolti fino ad oggi 20.000 ragazzi), associazioni come Libera, Arci e Avviso pubblico, sindacati, università, magistratura, forze dell'ordine e Comuni. Di grande rilevanza, poi, gli 8 beni confiscati alla mafia e già in gestione ai Comuni che, grazie a finanziamenti regionali, sono stati messi a disposizione delle nostre comunità e vengono utilizzati per attività di pubblica utilità".


Il programma
Il convegno, organizzato nell'ambito dell'Accordo di programma (l.r.3/2011) tra Università di Bologna e Regione Emilia-Romagna, prevede due giornate di lavori.
La prima giornata del 20 febbraio si terrà in Sala Cappella Farnese a Palazzo D'Accursio (dalle ore 9.30, piazza Maggiore 1), la seguente, invece, nell'Aula Magna della Regione Emilia-Romagna (dalle 9.15, viale Aldo Moro 30).
Tra i relatori della prima giornata: Federico Varese (Università di Oxford), Nando Dalla Chiesa (Università di Milano), Rocco Sciarrone (Università di Torino), Antonio La Spina (Luiss), Alessandra Dino (Università di Palermo), Alberto Vannucci (Università di Pisa), Monica Massari (Università di Napoli Federico II), Umberto Santino (Centro Documentazione Giuseppe Impastato), Deborah Puccio-Den (Ehess, Paris), Marco Santoro (Università di Bologna).


Nella seconda giornata, alla tavola rotonda con amministratori locali parteciperanno: Ouidad Bakkali, assessore alla cultura, pubblica istruzione e infanzia, istruzione superiore, formazione professionale del Comune di Ravenna; Franco Corradini, assessore a Coesione e sicurezza sociale del Comune di Reggio Emilia; Fabiola Gardelli, assessore a Programmazione urbanistica e pari opportunità del Comune di Cervia; Paola Parenti, assessore alle Politiche culturali, giovanili e alla formazione civile del Comune di Casalecchio di Reno e Salvatore Caronna, titolare della Commissione Criminalità organizzata, corruzione e riciclaggio di denaro al Parlamento europeo.

(Fonte: uffico stampa Regione Emilia Romagna)