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A ospitare la convention della Confederazione dell'artigianato e della piccola e media impresa un capannone della Ptl, ricostruito dopo il sisma del 2012. Presenti i Ministri del Lavoro Giuliano Poletti e dell'Ambiente Gian Luca Galletti. Orlando e Boschi danno forfait per impegni a Roma. Interviene anche il neo governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

di Manuela Fiorini - Mirandola (MO) 29 Novembre 2014 --

La Bassa modenese che si rialza e ce la fa dopo il sisma del 2012 viene ancora presa come esempio dell'Italia che vorremmo. Ieri mattina, infatti, a Mirandola, è stato un capannone della Ptl, uno stabilimento metalmeccanico ricostruito a tempo di record dopo il terremoto a ospitare l'Assemblea Nazionale della CNA, la Confederazione degli artigiani e delle piccole e medie imprese (PMI). Simbolico il luogo, simbolico il titolo dato alla convention, Nel cuore dell'impresa – Capitale Umano, per sottolineare l'importanza dei lavoratori, delle persone nella ripresa di un'Italia che ancora arranca dopo sette anni di crisi, ma che ha voglia di ripartire.

Lo stesso Stefano Bonaccini, neo eletto Presidente della Regione Emilia Romagna, ha voluto essere presente. "Nei prossimi due anni - ha detto nel suo intervento – saranno investiti due miliardi e mezzo di fondi europei per creare occupazione e sostenere le piccole e medie imprese, con il fine di diventare più competitive in Europa e nel mondo anche attraverso forme di aggregazione".
"Se il Governo taglia l'Irap – ha aggiunto- fa una buona cosa. Non bisogna aumentare le tasse e, nello stesso tempo, abolire quella più odiosa: la burocrazia. Nei prossimi anni non dovrò fare nuove leggi, ma dovrò abolirne e accorparne, eliminare gli enti inutili". Ai Comuni della Bassa terremotata promette, poi, di "velocizzare la ricostruzione, richiedendo al Governo vantaggi fiscali come nelle zone franche urbane".

E' poi il turno di Daniele Vaccarino, presidente nazionale di CNA. Contro la crisi, auspica più eticità, meno particolarismi e "uno Stato che funzioni, classi dirigenti competenti e responsabili, cura del territorio, investimenti in scuola e ricerca, soluzioni radicali a problemi endemici: divari territoriali, criminalità organizzata, corruzione e illegalità diffusa".
Secondo Vaccarino,occorre rinnovare anche il rapporto tra politica e forze sociali e superare le criticità dell'attuale assetto dei rapporti tra Stato e Regioni. Nel mirino anche la giustizia lenta, "che compromette la propensione all'investimento, all'allargamento dei mercati, alla crescita dimensionale delle imprese e distorce il mercato del credito".
E' critico anche nei confronti del SISTRI, il Sistema di Controllo della tracciabilità dei rifiuti, che definisce "inutilmente complesso, ingestibile e opaco, nato senza tenere conto le caratteristiche delle imprese che avrebbero dovuto utilizzarlo". Non si risparmia una critica anche nei confronti delle banche che "danno sempre meno credito nonostante i finanziamenti della BCE e l'abbondante liquidità". E' necessario "limitare l'adozione di norme sempre più stringenti per l'esercizio del credito che finiscono per penalizzare l'economia reale. Perché senza credito non c'è né ripresa né impresa".
Non può mancare una stoccata al fisco che soffoca le aziende. "La sua riduzione deve diventare una priorità assoluta dell'azione di Governo"- dice. E sul jobs act, si esprime a favore del contratto unico a tutele crescenti, che " può contribuire a semplificare l'attuale quadro normativo in materia di tipologie contrattuali. Bisogna però scongiurare il rischio che si introducano nelle imprese con meno di 15 dipendenti oneri nuovi e difficilmente sostenibili". Spezza poi una lancia a favore del contratto di apprendistato, "cerniera tra scuola e lavoro", che va mantenuto e incentivato per creare professionalità.

Segue la tavola rotonda a cui prendono parte, oltre a Vaccarini, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti e il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio Gian Luca Galletti.
Poletti parla della necessità di un cambiamento profondo in un paese che in sette anni ha visto chiudere migliaia di imprese e la perdita di altrettanti posti di lavoro, "che significa anche perdita del tessuto sociale e del rapporto con il territorio che avevano quelle aziende". Afferma che si sta lavorando sulla decontribuzione dei neoassunti per i contratti a tempo indeterminato e sull'introduzione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.
"In questo modo- afferma il Ministro – per le imprese sarà più facile scegliere questo tipo di contratto. Perché finora è valsa la regola della doppia coscienza. Il contratto a tempo indeterminato viene visto come l'ideale, ma poi si ricorre a quelli a tempo determinato, ai co.co.pro".

Parla di semplificazione anche Gian Luca Galletti, "perché la non chiarezza sulle regole ambientali condiziona le imprese" . E spiega come il problema del dissesto idrogeologico, sia stato messo in primo piano dal Governo fin dal primo Consiglio dei Ministri. "Oggi, ci sono 1600 cantieri aperti per arginare il fenomeno. E' stato varato un piano nazionale che prevede l'impiego di 7 miliardi di euro in sette anni. Non sarà più concesso alcun condono e saranno effettuate le demolizioni finora bloccate per mancanza di fondi" . Novità anche per quanto riguarda il SISTRI: sarà emesso un nuovo bando di gara entro il 30 giugno 2015 per la sostituzione del vecchio sistema.
(foto di Claudio Vincenzi)

Pubblicato in Economia Emilia

La società sportiva Artistic Skating la Torre di Finale Emilia denuncia la mancata possibilità di continuare uno sport storico e amato come il pattinaggio artistico a rotelle -

Modena, 17 settembre 2014 -

"Uno sport storico rischia di sparire per sempre" queste le parole amareggiate di Elena Garutti, Presidente della società sportiva Artistic Skating la Torre di Finale Emilia. "Anche l'ultima palestra in cui risiedevano speranze, è risultata non idonea per praticare uno sport da sempre amato e diffuso come quello del pattinaggio artistico a rotelle".
"Una storia di discriminazione e pregiudizio", la definisce la società sportiva, che si trova nella situazione di non avere più uno spazio idoneo di cui disporre per allenarsi.

La tradizione finalese dei pattinatori ha memoria storica. Il pattinaggio a Finale è sempre stato il fiore all'occhiello del paese, culla di innumerevoli campionati e di tantissimi campioni anche a livello mondiale. Da fine anni 70 infatti, è nata a Finale una società di pattinaggio artistico, che è rimasta in piena attività con affiliazione a UISP fino al 20 maggio 2012, data infausta per il territorio a causa del terremoto. E proprio da quella data, che ha reso inagibile tutte le palestre di Finale, la società è rinata con il nome di "Artistic Skating la Torre", in onore del simbolo di Finale, la torre dell'orologio crollata con il sisma. Dopo un periodo presso una piccola palestra privata, che oggi non potrà più accoglierli, la società rischia di chiudere per sempre perché non dispone di una palestra. Tutte le strutture sorte a Finale dopo il terremoto che possono ospitare diverse attività sportive, non sono però idonee per questo sport.

"Rendere pattinabile una palestra non significa dover applicare un fondo speciale oppure utilizzare materiali particolarmente costosi - spiega la società - sarebbe stato sufficiente posare parquet, cemento levigato o una resina dura, che non avrebbe in alcun modo ostacolato gli altri sport, ma avrebbe dato all' Artistic skating la possibilità di allenarsi e di continuare la propria attività."
"Più volte - denuncia la società - è stata presentata e protocollata presso gli uffici del Comune di Finale Emilia la richiesta di ore per gli allenamenti, nelle palestre in costruzione; allegata ad una relazione redatta dal CONI in cui tecnici autorevoli attestano che l'utilizzo dei pattini non danneggia in alcun modo le superfici." Queste le parole di chi da quarant'anni porta avanti la tradizione del pattinaggio a Finale Emilia e non vuole rassegnarsi all'idea che questo sport non possa più essere praticato.

"Ci siamo informati - afferma la società - e non è possibile utilizzare fondi pubblici post terremoto per ricostruire una struttura capace di accogliere un solo sport: essa per legge deve essere strutturata utile a tutti gli sport presenti sul territorio. L'esclusione, di anche un solo sport nel progetto di ricostruzione, è sinonimo di scarsa serietà."

Purtroppo ora l'unica possibilità per l' Artistic Skating la Torre è aspettare la nuova struttura che sorgerà a Finale fra due anni, ma intanto uno sport storico e amato rischia di cessare senza alcuna giustificazione plausibile. "Il sindaco e l'assessore allo sport ci stanno aiutando ad individuare una possibile soluzione" afferma la Presidente della società rimarcando il fatto che spostarsi da Finale sarebbe un problema per le giovani allieve perlopiù minorenni.

"Il Sindaco ha promesso che, con un milione ed ottocento mila euro ottenuti da fondi post terremoto per la ricostruzione, è in programma la costruzione di una nuova struttura che accoglierà tanti sport e che andrà in sostituzione alle vecchie palestre del centro sportivo abbattute dopo il sisma." - afferma speranzosa la società, ma da qui a due anni - tempo previsto per la realizzazione del progetto - se non si trovano soluzioni il rischio è che cessi di esistere, senza rispetto verso tulle le famiglie e gli atleti che hanno fatto del pattinaggio il loro sport.

Pubblicato in Cronaca Modena

La situazione nei Comuni colpiti dal sisma, Confesercenti: "Strada in salita per pmi dei centri storici su cui pesano crisi e lenta ricostruzione" -

Modena, 9 settembre 2014 -

L'Associazione, rileva ancora troppe 'lungaggini burocratiche' tra l'emissione della cambiale Errani e l'effettivo avvio dei lavori. "Il nuovo commissario s'impegni per agevolare le procedure d'intervento".

"C'è un qualche segnale positivo, c'è la forza di chi non si arrende, c'è la volontà di andare avanti. Ma rimane in salita la strada per le imprese. E la situazione nei settori del commercio, dei servizi e tra i pubblici esercizi continua a destare non poca preoccupazione". Laconico il commento di Confesercenti Area nord in riferimento alle zone e ai comuni colpiti dal sisma. Gli sforzi degli imprenditori sono tanti, ma per il raggiungimento della normalità, c'è ancora tanto da fare.

Lo snaturamento dell'offerta commerciale – in particolare nei centri storici - a causa del terremoto, la nascita obbligata di poli temporanei raggruppanti negozi e attività (spesso distanti dal centro), assieme ad una già di per se pesante situazione generale di perdita del potere di acquisto delle famiglie, ha molto affievolito la capacità' attrattiva nei confronti dei consumatori, locali e non, fonte di importante sostegno, oltre che lavoro, per i settore del terziario. "In questi ultimi mesi – evidenzia l'Associazione imprenditoriale – è emerso che la ricostruzione del patrimonio immobiliare privato nel cuore dei comuni colpiti ha ripreso un po' vigore. Anche se rimangono ancora troppe lungaggini burocratiche tra l'emissione della 'Cambiale Errani' e l'effettiva partenza dei cantieri".

"La ricostruzione non solo è fondamentale, ma indispensabile – tiene a precisare Confesercenti - Il suo prolungarsi o in certi casi continuo rimando potrebbe significare la perdita definitiva dei residenti, con ricadute estremamente negative sull'intero tessuto dei negozi che tra mille difficoltà hanno deciso di rimanere o di rientrare, dopo un necessario periodo di delocalizzazione, in centro storico. È quindi alla luce di ciò che riteniamo sia indispensabile che il nuovo Commissario straordinario si impegni ad intervenire sulle procedure di agevolazione delle pratiche di intervento al fine di velocizzare la ricostruzione".

"Occorre inoltre a nostro avviso, che le singole Amministrazioni comunali si attivino il più possibile, anche utilizzando strumenti economici di sostegno, affinché il processo di ricollocazione nei centri storici delle imprese delocalizzate continui. Mentre auspichiamo un impegno maggiore nei confronti dell'attuazione di una fiscalità di vantaggio finalizzata al sostegno delle pmi costrette ad affrontare questa difficilissimo periodo di crisi e di ricostruzione della rete commerciale", conclude Confesercenti.

(Fonte: ufficio stampa Confesercenti Modena)

Un'indagine per comprendere quali siano gli effetti del terremoto sulla salute dei cittadini. Permetterà di studiare gli effetti sul medio lungo periodo e d'introdurre, ove necessario, dei correttivi rispetto alle scelte assistenziali. L'indagine interesserà 1500 cittadini.

Modena, 25 agosto 2014 -

"Un progetto dalle caratteristiche innovative che aiuterà a misurare in modo puntuale e su solide basi statistiche quali siano gli effetti sulla salute del terremoto, nel medio lungo periodo. Questo ci permetterà di introdurre, ove necessario, dei correttivi rispetto alle scelte assistenziali e di dare un contributo alla ricerca in questo campo." Sono le parole di Giuliano Carrozzi del Servizio di Epidemiologia e Comunicazione del rischio del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'AUSL di Modena, coordinatore scientifico del progetto di ricerca "ISTMO: Impatto sulla Salute del Terremoto in Provincia di Modena" che ha preso il via in queste settimane. Obiettivo della ricerca è indagare, a distanza di oltre 2 anni, gli esiti persistenti sulla salute delle persone residenti nei comuni interessati dagli eventi sismici nel 2012. Molteplici i fattori che saranno approfonditi: si andrà a monitorare lo stato di salute percepito, fisico e psicologico, la presenza di sintomi depressivi, la sedentarietà, il consumo di tabacco e alcol.

L'elemento che rende fortemente innovativa la ricerca sta nel fatto che l'indagine sarà effettuata coinvolgendo un campione di popolazione rispetto alla quale si è già in possesso di una serie di dati analoghi e quindi confrontabili. In Emilia-Romagna, infatti, dal 2007 è attivo il Progetto PASSI, Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia, un sistema di monitoraggio della salute della popolazione adulta che stima la frequenza e l'evoluzione dei fattori di rischio per la salute legati ai comportamenti individuali e la diffusione delle misure di prevenzione. Nel periodo compreso tra il 2007 e il 2013 in provincia di Modena, sono state realizzate ben 4.600 interviste (in Emilia-Romagna oltre 23.300 e oltre 250mila a livello nazionale).

"Siamo perciò in una situazione che permette di fare un confronto rigoroso e comprendere quali siano le effettive variazioni registrate. Sino a oggi, almeno in Italia, non esistono studi di questo tipo. Di norma le indagini svolte si concentrano sugli effetti di breve periodo, senza avere la possibilità di effettuare un confronto davvero attendibile con la situazione preesistente. L'unico studio paragonabile riguarda il terremoto dell'Aquila dal quale è emerso l'aumento della sedentarietà e dei sintomi depressivi, mentre nessuna differenza significativa rispetto al consumo di alcol e tabacco" aggiunge Carrozzi.

I criteri scientifici sono stati definiti da un gruppo di lavoro che coinvolge esperti dell'Azienda Usl, specialisti dell'Agenzia sanitaria e sociale della Regione Emilia-Romagna, dell'Istituto Superiore di Sanità e Medici di medicina generale. Sul piano operativo, attingendo dagli elenchi dell'anagrafe sanitaria, sarà dapprima individuato un campione di 1.500 cittadini, con età compresa tra i 18 e 69 anni, che il 20 maggio 2012 risultavano residenti nei comuni della provincia colpiti dal sisma. Successivamente i cittadini scelti saranno avvisati con una lettera informativa e quindi contattati da personale specificamente formato per un'intervista telefonica con il questionario "PASSI/ESTE", che in gran parte proporrà le domande già previste nel progetto PASSI. Per il buon esito della ricerca, centrale è il ruolo dei Medici di Medicina Generale i quali, dopo avere fornito preziosi consigli sull'impostazione dell'indagine, svolgeranno un'azione altrettanto importante per far conoscere l'iniziativa. Si prevede che i risultati saranno messi a disposizione della comunità dalla seconda metà del 2015.

Il contesto nell'ambito del quale si inserisce il progetto di ricerca

Nel maggio 2012, l'Emilia-Romagna è stata colpita da diverse sequenze sismiche. La provincia di Modena è quella che ha subito i maggiori effetti sia in termini di vittime (17 decessi, di cui 13 in ambito lavorativo a seguito dei crolli di fabbricati industriali), popolazione esposta (circa 230.000 persone), danni alle strutture produttive e alle abitazioni (31.000 abitazioni inagibili).

Si stima che in Emilia-Romagna nelle zone del cratere circa 406.000 persone siano state esposte al sisma, di queste più di 45.000, hanno dovuto lasciare le loro abitazioni a causa dei danni subiti, anche solo temporaneamente. Nei giorni immediatamente successivi agli eventi, oltre 16.000 persone sono state direttamente assistite oppure ospitate in campi tenda o altre strutture di emergenza. Sono stati allestiti 36 campi, di cui 29 in provincia di Modena e 53 strutture al coperto. I campi sono stati chiusi a fine ottobre 2012. Nella provincia di Modena circa 1.500/2.000 anziani, fragili e non, hanno avuto bisogno di una ricollocazione rispetto alle loro abitazioni o alle strutture residenziali. Una grande percentuale di essi non era nota ai Servizi sociali o sanitari. Secondo i dati regionali, più di 1.400 anziani fragili furono trasferiti dalle loro abitazioni in strutture di accoglienza e più di 400 anziani con disabilità, già inseriti in strutture assistenziali sono stati trasferiti in altre realtà, anche al di fuori della Regione Emilia-Romagna.

(Fonte: ufficio stampa Ausl MO)

Luigi Mai, vicepresidente nazionale di CNA ha incontrato il nuovo assessore regionale alle attività produttive Luciano Vecchi, nei capannoni della sua azienda, distrutta dal sisma nel maggio del 2012 - 

Modena, 07 agosto 2014 -

Era il 20 maggio 2012 quando Luigi Mai, imprenditore mirandolese allora presidente della CNA Provinciale, si ritrovò davanti alle macerie della sua ditta la PTL di Mirandola. Il prossimo 20 agosto, quando saranno trascorsi ventisette mesi da quella tragica data, i circa 60 dipendenti dell'azienda ricominceranno a lavorare nella sede storica della PTL, in via Barbi Galileo.

Un momento tanto importante quanto significativo per questa impresa meccanica, un appuntamento che Luigi Mai, oggi vicepresidente nazionale di CNA, ha voluto in qualche modo anticipare al nuovo assessore regionale alle attività produttive Luciano Vecchi, incontrandolo, in fase di pieno trasloco, nei nuovi capannoni della sua azienda.

"Abbiamo ricostruito la nostra azienda più grande e più funzionale di prima, malgrado lo stabilimento precedente fosse stato inaugurato appena nel 2005. E' un risultato di cui andiamo orgogliosi e a cui ha contributo tutta la PTL", ha sottolineato Mai.
Da parte sua Luciano Vecchi ha avuto parole di elogio per il lavoro svolto dall'impresa mirandolese, "un'ulteriore testimonianza – ha affermato Vecchi – della voglia di ricominciare di questa comunità".

All'incontro era presente anche Andrea Tosi, responsabile delle Politiche Economiche di CNA Modena. "L'incontro ci ha dato l'opportunità anche di confrontarci con l'assessore sul processo di ricostruzione in corso. A questo proposito, crediamo importante sottolineare positivamente la disponibilità al dialogo e l'impegno manifestati da Luciano Vecchi, elementi che saranno importantissimi per risolvere i problemi che ancora permangono e che rallentano la piena ricostruzione".

E' in particolare su uno di questi che se sofferma l'attenzione di Tosi, il pagamento delle imposte. "Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: è determinante che l'inizio del rimborso dei finanziamenti di imposte e contributi sia prorogato di un ulteriore anno, vale a dire al giugno 2016, e che sia aumentata fino a tre anni la diluzione del pagamento di questo prestito, perché tra dodici mesi i problemi di liquidità delle imprese non saranno certo minori di quelli attuali. Luciano Vecchi, ancor prima di assumere l'incarico di assessore, ci è stato vicino, nel suo lavoro di consigliere regionale, in occasione della prima proroga. Siamo certo, e i primi atti concreti ce lo dimostrano, che saprà esserlo anche in questa sua nuova veste istituzionale".

(Fonte: Ufficio Stampa CNA
 MO)

Pubblicato in Comunicati Lavoro Modena
Martedì, 05 Agosto 2014 10:25

Modena - Lieve scossa di terremoto nella Bassa

La scossa di terremoto di lieve intensità è stata avvertita qualche minuto dopo le sette, con epicentro nelle zone di Mirandola e Finale Emilia -

Modena, 5 agosto 2014 -

Una lieve scossa di terremoto di magnitudo 2.5 è stata avvertita qualche minuto dopo le sette, di questa mattina, nella Bassa Modenese.
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico Pianura padana emiliana con epicentro nelle zone di Mirandola e Finale Emilia. La scossa con profondità di tre chilometri è stata avvertita anche nelle province di Mantova e Ferrara.

Pubblicato in Cronaca Modena

Ricostruzione post sisma, il sistema bilaterale delle costruzioni e dell'edilizia dona alla Regione 1 milione e 66 mila euro per realizzare micro residenze per anziani nei comuni modenesi di Concordia e Camposanto -

Modena, 4 luglio 2014 –

Continua la gara di solidarietà per la ricostruzione dopo il sisma del 20 e 29 maggio 2012. Il sistema bilaterale delle costruzioni e dell'edilizia dona alla Regione Emilia-Romagna 1 milione e 66 mila euro: la donazione servirà a realizzare due micro residenze per anziani nei comuni modenesi di Concordia e Camposanto. Con le due strutture di Concordia e Camposanto si completa il "Progetto Casa insieme", programma per la realizzazione di 9 micro residenze, ciascuna con una decina di posti letto, in ogni comuni modenese dell'area nord.
Oggi a Bologna i vertici nazionali di Cnce (Commissione Nazionale Casse Edili), Formedil (Ente nazionale per la formazione e l'addestramento professionale nell'edilizia) e Cncpt (network della sicurezza in edilizia) hanno consegnato i fondi raccolti agli assessori regionali Luciano Vecchi (Attività produttive) e Paola Gazzolo (Protezione civile).
«Un significativo contributo alla ricostruzione, un messaggio di speranza. Un gesto reso ancora più importante per la natura sociale degli interventi che andranno a finanaziare incentrati non al recupero di strutture distrutte dal sisma, ma aggiuntive. Solidarietà – ha sottolineato l'assessore regionale alle Attività produttive Luciano Vecchi - che si va ad aggiungere a un complesso di generosità che è stata strategica per la ricostruzione e per il ritorno alla normalità delle popolazioni».
Inoltre, l'assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo ha aggiunto che «la solidarietà, espressa da oltre 7 milioni di donatori, è stata un elemento fondale e straordinario per dare fiducia alle comunità colpite dal sisma».
I due edifici verranno costruiti da imprese di costruzione selezionate dal sistema bilaterale delle costruzioni sulla base di un progetto fornito dalla Regione ai comuni di Concordia e di Camposanto. La soluzione progettuale si caratterizza per assicurare agli anziani di poter vivere in un contesto domiciliare con servizi, facilitando le relazioni sociali e garantendo la necessaria assistenza.

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

"Tra ieri e domani, oggi si (ri)fonda l'Emilia": dal 10 al luglio al 6 agosto torna Scena Solidale, progetto culturale di sostegno alle zone colpite dal terremoto nel 2012, promosso da Regione Emilia-Romagna e Emilia Romagna Teatro Fondazione. Una pubblicazione a colori e un video, "Scena Solidale- Rinascere con la cultura", tracciano un bilancio raccontando gli anni di attività del progetto -

Parma, 5 luglio 2014 -

Torna dal 10 luglio "Scena Solidale" che prosegue il suo percorso con l'omonima pubblicazione a colori, un video e con la rassegna "EMILIA 2.0 - Tra ieri e domani, oggi si (ri)fonda l'Emilia" nei comuni di San Felice sul Panaro, Novi di Modena, Finale Emilia, Cavezzo, Concordia, San Possidonio, Mirandola, Cento e, infine, Bologna.
Promosso dall'Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e da Emilia Romagna Teatro Fondazione con il sostegno economico dell'iniziativa "Un'ora vale due" promossa in maniera congiunta da Agci, Confcooperative, Legacoop – riunite nell'Alleanza delle Cooperative Italiane – e dai Sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil, da luglio 2012 "Scena Solidale" offre un contributo alla rinascita di quelle comunità colpite dagli eventi sismici di maggio 2012.

La presentazione si è svolta nella sede della Regione Emilia-Romagna a Bologna, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato, oltre ad amministratori dell'area sismica, l'assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti, Pietro Valenti direttore di Ert Fondazione e Claudio Longhi, docente universitario e regista, curatore della rassegna. Nell'occasione è stato tratto un bilancio di Scena Solidale: "Un'esperienza straordinaria – ha sottolineato Mezzetti -, anche e soprattutto dal punto di vista umano, che ha fatto emergere il ruolo della cultura intesa come ricostruzione della propria identità". L'assessore ha ripercorso le fasi che hanno portato agli interventi nell'area colpita ("per i teatri è stata una vera catastrofe"), ricordando "il ruolo fondamentale di Ert, per un lavoro condotto senza risorse straordinarie" e con il contributo "di tanti grandi artisti e dell'intero mondo teatrale".

Con "EMILIA 2.0 - Tra ieri e domani, oggi si (ri)fonda l'Emilia", Scena Solidale giunge quindi alla sua terza rassegna estiva curata da Claudio Longhi in collaborazione con Giacomo Pedini; in scena gli allievi del corso di formazione Ert ribattezzati "Bassa Manovalanza" Simone Baldassari, Giulia Cailotto, Luigi Mattia Celotti, Alfonso De Vreese, Giulia Diomede, Marzia Gallo, Gabriele Genovese, Roberto Marinelli, Michele Mariniello, Elisa Prioetti, Irma Ridolfini, Michele Segreto, Isacco Tognon e per il secondo anno consecutivo gli attori Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell'Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia, Simone Tangolo, alla fisarmonica Olimpia Greco.

L'Emilia, come suggerisce il titolo, diventerà una sorta di hard disk che verrà riempito con il narrare 'leggero' di Italo Calvino, con canti colti e popolari che portano la memoria della vita nei campi, con il ritmo fresco delle filastrocche di Gianni Rodari, con i personaggi ritratti da Giovannino Guareschi o ancora con le serate estive raccontate da Pier Vittorio Tondelli per restituire al pubblico un ritratto dell'Emilia di ieri e di oggi, delle lotte politiche e delle serate gioiosamente paesane.
Chiude la rassegna, mercoledì 6 agosto, Le occulte e le future cose, Tra Oriente e Occidente il sogno, passato, di ogni domani in scena al Giardino del Cavaticcio, Bologna. Il ricavato dello spettacolo, programmato nell'ambito della manifestazione Il sole di Hiroshima organizzata da Nipponica, sarà devoluto in parti uguali per la ricostruzione della Scuola Elementare "Watanoha" di Ishinomaki, distrutta dal sisma che ha colpito il Giappone nel marzo del 2011, e del ripristino della Scuola Materna Statale "Montessori" di San Felice sul Panaro (Mo), danneggiata dal terremoto del maggio 2012.
Tutti gli appuntamenti, escluso Le occulte e le future cose, sono a ingresso libero.

Il progetto Scena Solidale
Il progetto si pone come obiettivo quello di affiancare lo sforzo che le amministrazioni comunali e le attività produttive hanno avviato per contribuire a mantenere il radicamento dei cittadini in territori ancora fortemente segnati dai problemi della ricostruzione e dalla mancanza di luoghi nei quali la collettività possa ritrovarsi. Dal suo inizio, il progetto ha visto l'installazione di tre tensostrutture fra Mirandola, Finale Emilia e Cento, oltre che l'avvio di laboratori teatrali per giovani e anziani, parate di strada, concerti e la programmazione di diverse rassegne: due solo nell'autunno 2012 ("Una Nuova Stagione" e "Scena Solidale tra teatro e danza, a bassa voce e in punta di piedi" promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Mibac, dalla Regione Emilia-Romagna e organizzato da Ert in collaborazione con Ater) e l'ultima "l'eMilia e una ...note" lo scorso luglio.
Nell'autunno 2013 "Scena Solidale" ha confermato il suo impegno nel portare avanti le sue attività: in attesa della ristrutturazione del Teatro Sociale, Ert ha messo a disposizione del comune di Finale Emilia una tensostruttura che ha ospitato la Stagione teatrale 2013/2014 oltre che di numerose attività di laboratorio; sempre Ert ha collaborato con il Comune di Mirandola all'allestimento di una nuova tensostruttura in via Dorando Pietri che ha ospitato la stagione teatrale 2013/2014 di Mirandola.

Una pubblicazione e un documentario
La meravigliosa rete di solidarietà, che in due anni non si è mai fermata, ha creato legami, rinsaldato relazioni e generato sinergie: tutte queste esperienze e attività verranno raccontate dai tanti protagonisti nella pubblicazione a colori e nel video "Scena Solidale – Rinascere con la cultura".
Scena solidale ha iniziato nel luglio del 2012 a muovere con discrezione i primi passi tra le macerie e le difficoltà dei comuni colpiti dal terremoto, percorrendo un emozionante percorso di crescita culturale e umana.
L'Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e Emilia Romagna Teatro Fondazione, che del progetto Scena solidale sono promotori, hanno ritenuto importante valorizzare il lavoro svolto sino a ora dalle amministrazioni del cratere sismico, dalle compagnie teatrali, dagli artisti, dalle maestranze e, soprattutto, dalle tante persone che hanno partecipato alle attività laboratoriali organizzate nei territori, attraverso un documentario di sedici minuti e una pubblicazione illustrata, realizzati completamente con risorse interne a cura di Anna Sbarrai, Laura Di Salvo e Simona Giuliano.
"Scena solidale – Rinascere con la Cultura" è divenuto così un progetto dentro il progetto, un album di ricordi e un diario di bordo in cui trovano voce i tanti protagonisti, attraverso scritti, testimonianze, immagini, interviste.
Il documentario, che ha contato sulla preziosa collaborazione di Lepida TV per il montaggio, sarà diffuso sul canale 118 Lepida del digitale terrestre e pubblicato sui siti istituzionali regionali e dei comuni coinvolti, può essere inoltre visionato al seguente link sul canale regionale di YouTube: www.youtube.com/watch?v=7av6FJ9xFMk&feature=youtu.be.
La pubblicazione di 60 pagine a colori è stata impaginata e stampata dalla Regione Emilia-Romagna; sarà distribuita nel corso della prossima stagione di Scena solidale e messa a disposizione di tutti (in formato pdf) sui siti internet istituzionali e sul portale E-R Cultura della Regione. 

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

 

I Comuni colpiti dal terremoto del 2012, grazie ad una deroga straordinaria alla legge statale, possono utilizzare le risorse che la generosità delle persone ha messo a disposizione per la ricostruzione -

Parma, 2 luglio 2014 -

Oltre 8,5 milioni di euro di donazioni ed erogazioni liberali ricevute dai Comuni colpiti dal sisma del 2012 sono a disposizione per la ricostruzione al di fuori dei vincoli del patto di stabilità nazionale. Le risorse sono state sbloccate grazie ad una deroga straordinaria alle norme statali sul patto di stabilità approvata dalla Giunta dell'Emilia-Romagna, applicando le possibilità offerte dalla legge regionale che regola il patto di stabilità a livello territoriale.

La deroga consente quindi ai Comuni del cratere di utilizzare tutte le risorse ricevute direttamente da donazioni e atti di liberalità da parte di cittadini e di imprese e il cui utilizzo, altrimenti, sarebbe impedito dalle norme nazionali in materia di finanza pubblica. "Come già l'anno scorso la Regione ha operato in modo che i Comuni possano utilizzare compiutamente le tante risorse che la generosità delle persone, dei singoli, delle imprese e del mondo dell'associazionismo ha permesso di raccogliere per aiutare le zone terremotate", spiega Simonetta Saliera, vicepresidente e assessore al Bilancio della Regione Emilia-Romagna. Nello specifico sono interessati Comuni in provincia di Modena, Bologna, Reggio Emilia e Ferrara.

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

Pubblicato in Cronaca Emilia
Martedì, 24 Giugno 2014 13:43

Parma - Scossa di terremoto nella Val di Taro

L 'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato una lieve scossa di terremoto nel distretto sismico Val di Taro, in provincia di Parma.

Parma, 24 giugno 2014 -

A neanche una settimana dalla scossa che si era registrata nella Bassa Modenese, la terra continua a tremare e questa volta lo fa nel distretto sismico Val di Taro, in provincia di Parma. Registrata dall 'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la scossa, per fotuna di lieve intensità, è stata di magnitudo 2.4 e si è verificata nella notte scorsa alle ore 3:56, con una profondità di 1,8 km. I comuni vicini all'epicentro sono Albareto, Bedonia, Compiano e Tornolo.

Pubblicato in Cronaca Parma