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Giovedì, 19 Maggio 2016 15:44

Sisma, l'Emilia accelera sulla ricostruzione

Quattro anni dopo le scosse del 20 e 29 maggio 2012, 19 mila cittadini rientrati nelle proprie abitazioni, garantita la continuità operativa a 1.680 aziende e esenzioni fiscali per 1.770 micro-imprese nei centri storici con le Zone franche urbane. Dei 16mila nuclei assistiti nella prima emergenza, l'80% è tornato alla normalità. 

Bologna, 19 maggio 2016

L'Emilia accelera nella ricostruzione post sisma. Nell'ultimo anno, da aprile 2015 a aprile 2016, sono aumentati dell'84% i contributi già erogati per risistemare le abitazioni private, arrivati a poco meno di 1 miliardo di euro, e del 105% quelli destinati alle imprese, saliti a 504 milioni. Un ulteriore passo in avanti, in quattro anni di lavoro, per una ricostruzione certificata dai 19 mila cittadini già rientrati nelle loro case, da 8 nuclei su 10 tornati alla normalità e usciti da misure dirette di sostegno e dai cantieri per case (sono complessivamente 10.585 quelle ripristinate) e imprese (nessun posto di lavoro perso, continuità operativa garantita a 1.680 aziende) che procedono veloci. Oltre a un quadro normativo generale che si completa con importanti provvedimenti economici e amministrativi di Governo e Unione europea, dalle Zone franche urbane istituite grazie al Decreto enti locali 78/2015 (39,2 milioni di euro di esenzioni fiscali per 1.770 micro-imprese nei centri storici di 20 Comuni) alla proroga ottenuta dalla Ue fino a fine 2018 per la ricostruzione delle imprese agricole. Il tutto per un risultato oggettivo: il cratere, il perimetro dell'area ribaltata dalle scosse del 20 e 29 Maggio 2012, che si ritira, con 25 Comuni che hanno praticamente completato la ricostruzione o che sono in procinto di farlo.

Si riduce quindi il territorio nel quale concentrare gli sforzi, puntando ora alla ricostruzione dei centri storici, lungo una strada tracciata, che è quella del recupero di piazze e luoghi e non di certo quella delle new town, di nuovi centri urbani diffusi nel territorio.

È questa, in sintesi, la situazione della ricostruzione in Emilia a quattro anni dalle scosse del 20 e 29 maggio 2012, illustrata oggi dal presidente della Giunta regionale e Commissario delegato alla ricostruzione, Stefano Bonaccini, e dall'assessore alla Ricostruzione, Palma Costi. Terremoto che ha investito le province di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia colpendo, nello specifico, 54 comuni e i 4 capoluoghi. A questi si aggiungono i 48 comuni limitrofi che hanno subito solo danni ad alcuni edifici.

«In questi numeri della ricostruzione c'è tutto lo sforzo e il lavoro dei cittadini, delle istituzioni, del mondo produttivo ed economico e delle realtà associative per rendere questa striscia di terra dell'Emilia, in cui si produceva il 2% del Pil nazionale, più bella, più sicura ed economicamente ancora più competitiva di prima», ha evidenziato il presidente Bonaccini. «Ora- ha aggiunto- ci concentreremo sul ricostruire i centri storici che rappresentano l'identità delle nostre comunità: è questa la sfida importante, anche simbolica, che ci resta da vincere. Fu giusta e meritoria la decisione di Vasco Errani, cui va il nostro grazie: le persone avrebbero dovuto tornare a lavorare, studiare, pregare, incontrarsi dove lo facevano prima delle terribili scosse di quattro anni fa. C'è ancora tanto da fare ma questa terra, statene certi, tornerà più forte, più bella e sicura di prima».

Ad oggi per la ricostruzione delle abitazioni e delle imprese sono stati concessi contributi per oltre 2,8 miliardi di euro, con le somme effettivamente liquidate arrivate appunto a 1,5 miliardi di euro.

Anche la ricostruzione pubblica procede, con le strutture e i beni architettonici presenti nei centri storici. Sono già disponibili fondi per 1,06 miliardi (rispetto al miliardo e 664 milioni di danni stimati). I progetti degli interventi presentati rappresentano l'84% di quelli attualmente inseriti nella programmazione del Commissario: di questi, circa la metà risultano in fase di gara d'appalto o di esecuzione. 60 dei 134 soggetti attuatori hanno avuto il 100% delle risorse necessarie per la ricostruzione dei beni pubblici.
Ad affiancare la ricostruzione pubblica sono intervenute anche le risorse legate a donazioni dei cittadini, di aziende e quelle realizzate con i proventi di importanti eventi. In totale, sono stati finanziati 76 progetti, per 33,5 milioni di euro, con oltre 32 milioni di euro derivanti da donazioni. A queste si sommano quelle ricevute e utilizzate direttamente dai Comuni.

Il Report completo sulla ricostruzione è scaricabile sul sito: www.regione.emilia-romagna.it/terremoto 

(Fonte: ufficios stampa Regione Emilia Romagna)

Venerdì, 26 Febbraio 2016 12:21

Scossa di terremoto nella Bassa modenese

Il sisma di magnitudo 3 con epicentro nel mantovano è stato chiaramente avvertito fra le province di Modena e Mantova. E' stato registrato dall'INGV alcuni minuti prima delle 22 di ieri sera.

Modena, 26 febbraio 2016

Nuovo episodio sismico nella Bassa modenese. Ieri sera, alle 21,55, l' INGV ha rilevato una scossa di magnitudo MI. 3.0 ad una profondità di 5 km con epicentro nel territorio di Poggio Rusco, nel mantovano, che è stata chiaramente avvertita tra le province di Modena e Mantova, in particolare nel Comune di Mirandola. Per fortuna data la lieve intensità non si segnalato danni a cose o persone.

Pubblicato in Cronaca Modena

I consiglieri rivelano che in alcuni Comuni della Bassa modenese, non avendo pagato le bollette Enel, diversi cittadini terremotati si sono visti ridurre al minimo la fornitura elettrica. In una interrogazione, i consiglieri chiedono alla Giunta regionale di "stanziare i contributi necessari per consentire il pagamento degli insoluti Enel" relativi a chi ancora abita nei moduli abitativi temporanei. -

Parma, 27 gennaio 2016

Alan Fabbri e Stefano Bargi (Ln) hanno rivolto una interrogazione alla Giunta per chiedere alla Regione di intraprendere iniziative volte a risolvere i disagi dei cittadini terremotati che ancora vivono nei Map "e che ora si ritrovano privi di corrente elettrica e di riscaldamento". "In alcuni Comuni della Bassa modenese come Rovereto di Novi, non avendo pagato le bollette Enel, diversi cittadini terremotati- rilevano i consiglieri- si sono visti ridurre al minimo la fornitura elettrica, quando appare indispensabile, specialmente nel periodo invernale, attivare il riscaldamento nei Map e, quindi, evitare ulteriori disagi a questi cittadini".
 A questo proposito, Fabbri e Bargi chiedono alla Regione "di stanziare i contributi necessari per consentire il pagamento degli insoluti ed evitare che i cittadini ancora residenti nei Map si trovino a breve completamente senza luce e senza riscaldamento" e "di attivarsi urgentemente presso il Governo per impedire il distacco completo dell'energia elettrica nei Map, che si ritroverebbero senza luce e riscaldamento da parte di Enel".
(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell'Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)
(cc)

(Fonte: ufficio stampa Regione Emilia Romagna)

Venerdì, 11 Dicembre 2015 09:50

Scossa di terremoto nel Parmense

L'INGV ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 3.0 e profondità 11 km sull'Appennino Parmense verificatasi la notte appena trascorsa, alle ore 4:05 di venerdì 11 dicembre. L'epicentro sull'Appennino Parmense fra i Comuni fra i comuni di Tornolo, Bedonia e Compiano. -

Parma, 11 dicembre 2015 -

Un terremoto di magnitudo ML 3.0 è avvenuto nella notte appena trascorsa in provincia di Parma, alle ore 4:05 di venerdì 11 dicembre. Il fenomeno sismico verificatosi ad una profondità di 11 km è stato localizzato dall'INGV Centro Nazionale Terremoti. L'epicentro sull'Appennino Parmense fra i Comuni di Tornolo, Bedonia e Compiano. Non si registrano danni a cose o persone.

Pubblicato in Cronaca Parma
Martedì, 20 Ottobre 2015 13:36

Modena, torna la paura del terremoto

Una scossa di magnitudo 3.5 è stata chiaramente avvertita dalla popolazione nella Bassa e in città. L'epicentro vicino a Mirandola. La scossa più forte è stata preceduta da un'altra più lieve, di magnitudo 2.3, non avvertita dalla popolazione, ma segnalata dai sismografi alle 10.08. -

Modena, 20 ottobre 2015 - Di Manuela Fiorini -

La terra trema ancora e torna a fare paura. Una scossa di magnitudo 3.5 è stata chiaramente avvertita dalla popolazione, alle 10.35 di questa mattina. L'epicentro è stato identificato a 4,4 km di profondità, a 3 km da Mirandola, dove gli alunni delle scuole sono stati fatti uscire dalle aule e molte persone si sono precipitate fuori dalle abitazioni.

La scossa più forte è stata preceduta da un'altra più lieve, di magnitudo 2.3, non avvertita dalla popolazione, ma segnalata dai sismografi alle 10.08. Per il momento non si registrano danni a persone o cose, anche se la paura è stata tanta e la mente è andata inevitabilmente al 20 e 29 maggio 2012, quando due scosse di 5.9 e 5.8 hanno causato 27 vittime, centinaia di crolli e quasi 15.000 sfollati.

Pubblicato in Cronaca Modena

Importante chiarimento ottenuto da CNA a favore delle attività nell'area colpita dal terremoto 2012. -

Modena, 28 settembre 2015 -

La vicenda è nota: il contributo concesso a favore di chi aveva delocalizzato temporaneamente la propria attività a causa del sisma 2012 (bando POR-FESR ASSE IV) sino a ieri era soggetto a tassazione, come se si trattasse di un "normale" reddito d'impresa. Un'interpretazione penalizzante per le imprese, che CNA aveva, con rammarico, subito ravvisato, in contrasto con altre interpretazioni. Una valutazione, quella dell'Associazione, confermata poi dalla Regione Emilia Romagna.
CNA, però, non si è accontentata di avere ragione in questo senso, ma si è subito attivata per cambiare questa interpretazione, muovendosi – prima come Rete Imprese Italia, poi autonomamente - a livello regionale e nazionale, con l'Agenzia delle Entrate, per cercare di ottenere il riconoscimento di quelle ragioni oggettive che avrebbero dovuto giustificare la detassabilità dei contributi.
E' di questi giorni il pronunciamento dell'Agenzia che recepisce le motivazioni addotte da CNA e stabilisce la detassabilità del contributo per la delocalizzazione, con l'unica condizione che il danno conseguente al sisma sia comprovato da un perizia giurata, peraltro spesso già in possesso delle imprese.

Di seguito il testo del pronunciamento dell'Agenzia:
Alla luce delle predette valutazioni, si ritiene che il "contributo POR-FESR", erogato dalla Regione Emilia Romagna per le finalità innanzi rappresentate, possa essere "detassato" a norma dell'articolo 6-novies del decreto legge n. 43 del 2013, esclusivamente al ricorrere, in capo a ciascun soggetto beneficiario dell'intervento di delocalizzazione, dei requisiti e delle condizioni, più sopra descritti, posti dalla norma agevolativa (i.e., il beneficiario deve aver subito un danno per effetto degli eventi sismici; il danno deve essere comprovato da perizia giurata; non deve esserci una sovra compensazione dei danni subiti per effetto degli eventi sismici). A tale ultimo riguardo, corre l'obbligo di evidenziare che il vantaggio fiscale conseguente alla non concorrenza del contributo in parola "alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito e dell'imposta regionale sulle attività produttive", in quanto finalizzato anch'esso a compensare i danni connessi agli eventi sismici, concorre – al pari di ogni altro "aiuto" – al plafond massimo di aiuti che può essere concesso alla singola impresa (pari al 100% dei danni accertati, per evitare una sovra compensazione degli stessi).

Si tratta di un notevole beneficio economico per le imprese, in molti casi pari a qualche migliaia di euro. Un risultato concreto ottenuto da CNA, che ha voluto andare fino in fondo ad una vicenda che rischiava di penalizzare ingiustamente tante attività economiche alle prese con la ricostruzione.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

Pubblicato in Comunicati Lavoro Modena

Open data per la prevenzione della criminalità, il contrasto alle infiltrazioni mafiose, la lotta contro la corruzione ma anche per monitorare l'efficacia dell'operazione di ricostruzione

Bologna - Vanno on line tutti i dati relativi ai contributi assegnati per la ricostruzione del patrimonio edilizio privato danneggiato dal sisma del 2012. Un'operazione di trasparenza che vuole essere un'arma efficace per la prevenzione alla criminalità, il contrasto alle infiltrazioni delle mafie, la lotta contro la corruzione. Ma anche un valido strumento di monitoraggio dell'efficacia dell'operazione di ricostruzione.

Un'ordinanza firmata dal commissario per la ricostruzione e presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dispone la pubblicazione dei dati nel sito "Amministrazione trasparente" della Regione, nella sezione "Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici". Cifre relative ai contributi erogati nelle modalità, tempi e forme definiti dal decreto legislativo 33/2013, che saranno richiamate anche sul sito "Terremoto, la ricostruzione".

Inoltre, l'ordinanza numero 33 del 20 luglio 2015 stabilisce che vengano pubblicati nel portale "open data" della Regione Emilia-Romagna i dati relativi alle dichiarazioni di impegno, alle richieste e alle concessioni di contributi concessi per la ricostruzione del patrimonio edilizio privato (destinato a qualunque scopo) danneggiato dagli eventi sismici del 2012, indicando fra gli altri i dati dei professionisti incaricati e dell'impresa affidataria.

I dati riguarderanno le oltre 7700 richieste di contributo già concesse o presentate sul sistema Mude; dati che sono stati completati anche grazie al set informativo messo a disposizione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (DIPE), tramite il Sistema Codice Unico di Progetto (CUP) e, per la parte dei pagamenti, il Sistema Monitoraggio Grandi Opere (MGO).

Verranno inoltre pubblicate le istanze di prenotazione confermate al 15 maggio 2015.

A tre anni dal sisma, risultano ancora 3000 le prenotazioni che a oggi non si sono ancora trasformate in domande di contributo. Avranno tempo fino al 31 dicembre 2015.

Lo stesso atto rientra negli strumenti che il commissario delegato nei suoi poteri può istituire come misura di vigilanza sul corretto utilizzo dei fondi assegnatigli, oltre che per la prevenzione del crimine e delle infiltrazioni legate alla criminalità organizzata.
L'ordinanza è pubblicata nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna (Burert).

I dati si trovano a questi link:
http://www.regione.emilia-romagna.it/trasparenza/sovvenzioni-contributi-sussidi-vantaggi-economici/contributi-assegnati-dai-comuni-per-ricostruzione-patrimonio-edilizio-privato-sisma-2012

http://dati.emilia-romagna.it/media/rdp/comune/dati/Terremoto_newAvanzamento.zip

http://dati.emilia-romagna.it/media/rdp/comune/dati/Terremoto_newPrenotazioni.zip

http://dati.emilia-romagna.it/media/rdp/comune/dati/Terremoto_newPagamenti.zip

http://dati.emilia-romagna.it/media/rdp/comune/dati/Terremoto_newSoggetti.zip

http://dati.emilia-romagna.it/media/rdp/comune/dati/Terremoto_newContributi.zip

 

(Fonte Regione Emilia Romagna) 

A tre anni dal sisma Rete Imprese Italia fa il punto sulla situazione terremoto con un'iniziativa in programma venerdì 12 giugno presso la sala consigliare del Municipio di Mirandola. La serata è aperta al pubblico. -

Mirandola, 10 giugno 2015 -

Una serata per non dimenticare, e per farlo Rete Imprese Italia ha organizzato, a poco più di tre anni dal disastroso sisma del 2012, un'iniziativa che vuole fare il punto della situazione della ricostruzione, evidenziando il tanto che è già stato fatto, ma anche il tanto, il troppo, che rimane da fare. Soprattutto cosa fare per facilitare la ricostruzione.
Le proposte sono tutte nel titolo dell'iniziativa che Cna, Confesercenti, Confcommercio e Lapam organizzano per venerdì 12 giugno alle 20.30 presso la sala consigliare del Municipio di Mirandola, in via Giolitti 22: "Semplificare la burocrazia, introdurre la zona franca urbana: ci vogliamo ancora credere". E' attorno a questi punti che si svilupperà il dibattito, dopo il saluto del portavoce di Rete Imprese Umberto Venturi, e le relazioni di Andrea Tosi e Maurizio Brama: il primo parlerà degli attuali ostacoli alla ricostruzione e delle semplificazioni necessarie per accelerarla, il secondo degli effetti che potrebbero avere sull'economia locale le cosiddette zone franche e delle modalità per sbloccarle.

A parlarne saranno poi Alberto Silvestri, presidente dell'Unione dei Comuni dell'Area Nord, Palma Costi, Assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia Romagna, e l'onorevole Paola De Micheli, sottosegretario al Ministero Economia e Finanze.
Non mancherà il dibattito, per discutere in modo costruttivo di tutti i problemi ancora sul tavolo.
"Con questa iniziativa – continua la nota di Rete Imprese Italia di Modena – in un'occasione di una ricorrenza dolorosa quanto importante, vogliamo condividere con la comunità le soluzioni in grado di contribuire a un rapido ritorno alla normalità produttiva e al rientro nei centri storici di attività commerciali e residenti".
La serata è aperta al pubblico.

(fonte: ufficio stampa CNA MO)

 

A tre anni dal sisma Rete Imprese Italia fa il punto sulla situazione terremoto con un'iniziativa in programma venerdì 12 giugno. La serata è aperta al pubblico. -

Mirandola, 03 giugno 2015 -

Una serata per non dimenticare, e per farlo Rete Imprese Italia ha organizzato, a poco più di tre anni dal disastroso sisma del 2012, un'iniziativa che vuole fare il punto della situazione della ricostruzione, evidenziando il tanto che è già stato fatto, ma anche il tanto, il troppo, che rimane da fare. Soprattutto cosa fare per facilitare la ricostruzione.
Le proposte sono tutte nel titolo dell'iniziativa che Cna, Confesercenti, Confcommercio e Lapam organizzano per venerdì 12 giugno alle 20.30 presso la sala consigliare del Municipio di Mirandola, in via Giolitti 22: "Semplificare la burocrazia, introdurre la zona franca urbana: ci vogliamo ancora credere". E' attorno a questi punti che si svilupperà il dibattito, dopo il saluto del portavoce di Rete Imprese Umberto Venturi, e le relazioni di Andrea Tosi e Maurizio Brama: il primo parlerà degli attuali ostacoli alla ricostruzione e delle semplificazioni necessarie per accelerarla, il secondo degli effetti che potrebbero avere sull'economia locale le cosiddette zone franche e delle modalità per sbloccarle.
A parlarne saranno poi Alberto Silvestri, presidente dell'Unione dei Comuni dell'Area Nord, Palma Costi, Assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia Romagna, e l'onorevole Paola De Micheli, sottosegretario al Ministero Economia e Finanze.
Non mancherà il dibattito, per discutere in modo costruttivo di tutti i problemi ancora sul tavolo.
"Con questa iniziativa – continua la nota di Rete Imprese Italia di Modena – in un'occasione di una ricorrenza dolorosa quanto importante, vogliamo condividere con la comunità le soluzioni in grado di contribuire a un rapido ritorno alla normalità produttiva e al rientro nei centri storici di attività commerciali e residenti".
La serata è aperta al pubblico.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

Banche che non recepiscono il decreto Milleproroghe lasciando immutata la durata del finanziamento imposte. Cna, Lapam, Confesercenti, Fam e Confcommercio - Associazioni di riferimento di Rete Imprese Italia - chiedono un intervento immediato che risolva questa incongruenza. -

Modena, 11 maggio 2015 -

Nello scorso mese di gennaio Rete Imprese Italia aveva posto all'attenzione dei parlamentari modenesi ed emiliani la necessità di risolvere le criticità finanziarie delle imprese colpite dal sisma prorogando di un anno, al 30 giugno 2016, il pagamento del finanziamento imposte e aumentando a cinque anni il periodo concesso per il rimborso. Una richiesta accolta parzialmente dal Parlamento, che nel Decreto Milleproroghe del 27 febbraio aveva sì recepito la proroga di un anno, ma aveva dilazionato di soli dodici mesi il periodo di ammortamento del finanziamento (che, in relazione alle diverse tipologie di imprese, era così passato da due a tre anni e da tre a quattro anni).
Un'interpretazione che aveva avuto conferma dalla Regione Emilia Romagna con una nota datata anch'essa 27 febbraio.

Tutto bene allora? Neanche per idea, perché ora gran parte delle banche sta richiedendo alle imprese le firme della rimodulazione del finanziamento facendo decorrere l'inizio del rimborso al 30 giugno 2016, ma lasciando inalterate le rate finali. Di fatto, dunque, le banche non hanno recepito quanto previsto dal decreto, lasciando invariate le scadenze finali (quattro rate semestrali anziché sei, sei rate anziché otto). Rate che quindi diventano insostenibili per le imprese, che nella stragrande maggioranza dei casi hanno sostenuto con mezzi propri la ricostruzione.

Cna, Lapam, Confesercenti, Fam e Confcommercio - Associazioni di riferimento di Rete Imprese Italia - chiedono un intervento immediato che risolva questa incongruenza, al di là di ogni interpretazione restrittiva della norma. "Non ci interessano le polemiche, né sapere se la colpa sia di una norma scritta male o di un'interpretazione difforme dalla volontà del legislatore. A noi preme soltanto che le vittime di questo corto circuito non siano le imprese che, a tre anni dal sisma, non hanno certo ancora recuperato le normali disponibilità finanziarie e sono ancora in grandissima difficoltà. Anche per questo continuiamo a sostenere la necessità che il periodo di rimborso sia portato a cinque anni per tutti e che vengano adottate quanto prima quelle soluzioni normative, zone franche urbane in testa, indispensabili a dare ossigeno ad un territorio che non ha ancora superato la fase post-terremoto".

(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

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