Siamo 450 mila nel Parmense, in costante calo le nascite. La Provincia – Ufficio Statistica ha reso noti i dati al 1° gennaio 2018. Sono 62 mila gli stranieri (13,8%), in leggera crescita. Parma capoluogo è il 2° Comune più popoloso in Regione dopo Bologna. Bianchi: "Dati preziosi, di cui tenere conto nella programmazione di svariati servizi comunali e provinciali."

Parma, 30 maggio 2018 – La popolazione del Parmense ha fatto registrare nell'ultimo anno un aumento di 1.651 individui (+0,37%), arrivando a sfiorare la soglia delle 450.000 persone al 1° gennaio 2018.
Lo ha reso noto oggi la Provincia nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte il Delegato provinciale alla Statistica Paolo Bianchi e Monica Cavalli dell'Ufficio Statistica.

"I dati ci confermano la tendenza in atto negli ultimi 4 anni: il ritmo di crescita è modesto, il saldo naturale negativo (nascite – decessi) non viene compensato dal saldo migratorio, che è fortemente diminuito, probabilmente per il perdurare della crisi economica – spiega Monica Cavalli - Ormai da 8 anni le nascite diminuiscono nella nostra provincia, ed è sicuro che questa dinamica è destinata a proseguire, visto che la quantità di donne in età riproduttiva continuerà a calare in futuro per molti anni. Infatti le numerose baby boomers nate negli anni '60 sono ormai uscite dall'età feconda, e le donne nate negli anni successivi sono numericamente molto inferiori. Quindi, anche ipotizzando un valore costante del numero medio di figli per donna, si avrà comunque una costante diminuzione delle nascite."

"Si tratta di dati importanti, di cui noi amministratori dovremo tenere conto nella programmazione di svariati servizi comunali e provinciali – afferma il Delegato provinciale alla Statistica Paolo Bianchi – Questa è la funzione preziosa della Statistica: darci gli strumenti e le conoscenze necessarie per orientare la nostra azione amministrativa. "

A livello regionale l'aumento della popolazione è ancora più lento (0,08%) e a livello nazionale addirittura la popolazione cala di quasi 100 mila residenti (-0,16%) rispetto al 2017 (stime ISTAT), dopo anni di crescita rilevante dall'inizio degli anni 2000 fino al 2013.

Fino a novembre 2017 il Parmense presentava un saldo naturale negativo di 1.433 persone.

Prosegue la diminuzione delle nascite, in calo del -3,9% rispetto all'anno precedente (-143 bambini).
In effetti, il saldo naturale nella nostra provincia è negativo da molti anni (l'ultimo valore positivo risale al 1972). Mentre fino al 2012 questa diminuzione veniva ampiamente compensata da una immigrazione molto sostenuta, negli ultimi anni la crisi economica ha fatto diminuire i flussi in ingresso e aumentare quelli in uscita, anche di cittadini italiani; basti pensare che il numero degli emigrati italiani, a livello nazionale, è più che triplicato, passando da 36mila del 2007 a 115mila del 2016.

I DATI COMUNALI
A livello territoriale, l'aumento che si riscontra a livello provinciale è quasi completamente spiegato dall'aumento del comune di Parma, che è ormai, in modo piuttosto netto, il 2° comune più popoloso della Regione, dopo Bologna, con circa 10.000 abitanti in più di Modena.
L'area extra capoluogo nel suo complesso presenta al 1° gennaio 2018 una popolazione quasi uguale a quella dell'anno precedente, con una crescita di sole 32 persone.
La popolazione complessiva diminuisce, nell'ultimo anno, in 24 comuni su 45.

I decrementi maggiori si registrano nei centri della fascia montana, come da vari anni a questa parte: Valmozzola (-3,6%), Tornolo (-2,8%), Monchio (-2,4%).
Ma quest'anno vediamo anche calare, alcuni comuni di pianura. Le diminuzioni maggiori a Felino (-1%), Busseto e Mezzani (-0,9%), Roccabianca (-0,8%).
Inaspettatamente gli aumenti percentuali più significativi si registrano in area montana: a Palanzano (+1,8%), seguito da Calestano (+1,3%), e Terenzo (+0,8%).
Gli altri comuni in crescita sono soprattutto il Capoluogo, che da solo fa rilevare un aumento di 1.619 residenti (+0,8%) e quelli della sua cintura: Montechiarugolo (+1%), Sorbolo (+0,9%), Colorno (+0,8%).

GLI STRANIERI
La popolazione straniera al 1° gennaio 2018 ammonta a 61.921 persone, il 13,8% del totale, con un aumento rispetto all'anno precedente di 1.369 persone, pari al +2,3%. Ormai da alcuni anni si registrano percentuali modeste di crescita degli stranieri, molto inferiori a quelle che si erano rilevate a partire dal 1995 per circa 15 anni, con punte, in alcuni anni, del 20% annuo di aumento.
E' l'aumento degli stranieri a spiegare la maggior parte della crescita della popolazione complessiva a livello provinciale.
Va inoltre considerato anche che una quantità ormai notevole di stranieri acquisisce la cittadinanza italiana, anche a causa del raggiungimento del 18° anno di età da parte di quote sempre più ampie di persone nate in Italia da genitori stranieri. Nel complesso in provincia di Parma siamo passati dalle 1.021 acquisizioni nel 2012 alle 2.416 nel 2016 (ultimo dato ISTAT disponibile).

Le più alte percentuali di crescita di popolazione straniera si verificano nei comuni montani o dell'alta collina (in ordine decrescente Palanzano, Varsi, Calestano, Albareto, Bardi), tutti con aumenti superiori al 10% nell'ultimo anno.
In valore assoluto si tratta di crescite modeste, che però in realtà demograficamente in difficoltà possono rappresentare un sostegno significativo.
Esempio emblematico è Palanzano, il comune a più elevata percentuale di crescita della provincia, dove abbiamo un aumento della popolazione complessiva di 20 persone, di cui 18 sono stranieri.
In 16 comuni su 45 si rileva, invece, nell'ultimo anno una diminuzione degli stranieri.

La più alta incidenza degli stranieri sulla popolazione totale si registra nei comuni di Langhirano (20,7%), Calestano (20,1%) e Colorno (17,4%), che anche nel 2017 erano ai primi 3 posti.
Anche alcuni comuni di montagna e di alta collina raggiungono percentuali di presenza straniera piuttosto alte, a differenza della generalità di queste zone altimetriche: ad esempio, Tizzano Val Parma (12,5%), Palanzano (10,8%), Neviano degli Arduini (10,6%) e Berceto (10,4%).

Tra le cittadinanze più numerose, al primo posto troviamo i Rumeni (in crescita rispetto al 2017, +6,4%), seguiti a breve distanza dai Moldavi, diminuiti, invece, del -3,1% e dagli Albanesi (-0,9%).
Tra le altre principali nazionalità che fanno rilevare dei cali notiamo i Marocchini (-1,7%).
In crescita, invece, si collocano, oltre ai già citati Rumeni, gli stranieri provenienti dalla Nigeria +13,1%, dal Pakistan +10,2% e dalla Cina +6,9%.

Gli stranieri raggiungono, nella fascia di età 30-34 anni una percentuale del 28,3% rispetto alla popolazione complessiva. Nella fascia 0-4 i bambini stranieri sono ormai oltre 1 su 4: 25,2%.
Nella popolazione straniera cominciano ad avere qualche consistenza anche le persone con 65 anni e oltre: abbiamo in quella fascia d'età 2.541 stranieri, nel 1997 erano solamente 114.

LE FASCE DI ETÀ SCOLARI
Tornando alla popolazione complessiva, per quel che riguarda le fasce di età scolari, crescono nell'ultimo anno:
- quella collegata alla scuola primaria, età 6-10 (111 unità, +0,5%)
- quella della scuola media, età 11-13 (313 residenti in più, +2,7%)
- quella della scuola superiore, età 14-18 (337 persone, +1,8%).
Calano, invece, le prime fasce d'età scolari, la 0-2 (asili nido) e la 3-5 (scuola dell'infanzia), rispettivamente del -2,3% e del -0,9%.
Queste diminuzioni sono la conseguenza diretta del calo delle nascite che, come si diceva, perdura ormai da alcuni anni. E', inoltre, abbastanza prevedibile che, con il passar degli anni, questo calo si trasferirà anche alle fasce d'età scolari successive.

GLI ANZIANI
Gli anziani da 75 anni in avanti continuano ad aumentare, e raggiungono il numero di 56.315. Tuttavia, il ritmo di incremento negli ultimi 4 anni è in diminuzione, e nell'ultimo anno si registra una crescita solo del +0,2%.
Cresce, invece, in modo più consistente la fascia degli 80 anni e oltre, ormai definiti "grandi anziani", che nella nostra provincia arriva a rappresentare il 7,7% della popolazione complessiva, raggiungendo il numero di 34.572 (+1,2%), un aumento in linea con gli ultimi 4 anni.
Calano, invece, per il quarto anno consecutivo, gli ultracentenari, che scendono a 152 al 1° gennaio 2017, con un calo di 36 persone.
Infine, una curiosità: la persona più anziana della provincia ha 108 anni, risiede a Parma ed è un uomo.
Seguono altre 3 donne di 107 anni, 1 ancora a Parma, le altre 2 a Collecchio e Montechiarugolo.

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Nella foto: Bianchi e Cavalli

 

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(In allegato le slide complete)

 

 

Mercoledì, 17 Gennaio 2018 17:42

Cremonese - Parma: sfida verità per i gialloblu

 

Il Parma è quinto in classifica con trentatré punti, Cremonese sesta con trentadue: non bastassero questi semplici dati a mettere pepe sullo scontro diretto di sabato pomeriggio allo Zini (si gioca alle 15), aggiungiamoci che il Venezia (la prima squadra ad oggi fuori dai play out) di punti ne ha ventinove e il Frosinone secondo dietro al Palermo (a trentanove) ne ha trentasette. Insomma, la corsa promozione è decisamente affollata e nessuno può permettersi distrazioni.

Per questo la gara di Cremona potrebbe rappresentare uno snodo fondamentale per il Parma: dopo la sosta invernale la squadra di D’Aversa dovrà dimostrare di aver smaltito la ruggine e i carichi di lavoro e dovrà cercare di dimenticare i quattro pareggi consecutivi che avevano caratterizzato e rallentato i gialloblu prima dello stop. In quanto a pareggi, però, nemmeno la Cremonese scherza: undici su ventuno partite totali, dunque la metà delle gare disputate dai grigiorossi sono terminate pari (solo la Ternana con dodici ha fatto peggio).

Il pareggio è anche il risultato più frequente allo Zini (cinque su dieci), campo sul quale però è passato solo il Palermo (e soltanto con il minimo scarto). Il Parma in trasferta, invece, ha già perso a Carpi, Frosinone e Perugia, ma è anche vero che ha vinto a Cittadella, Foggia, Venezia e Novara. Per questo la partita di Cremona può essere un banco di prova decisivo per i gialloblu, una sorta di prova di maturità contro una squadra decisamente organizzata, che concede pochissimo all’avversario ed è cinica quando c’è da punire gli errori degli avversari. Non a caso, la difesa del Parma è la migliore del campionato insieme a quella del Palermo (diciassette le reti incassate), ma la Cremonese ne ha subite soltanto quattro in più.

L’attacco grigiorosso, invece, si fa preferire rispetto a quello dei gialloblu: ventinove le reti all’attivo per Paulinho e compagni, mentre Insigne e soci si sono fermati a ventisette. Ed è il gol che è mancato al Parma nelle ultime uscite, perché se è vero che Frattali ha chiuso con la porta inviolata nelle ultime tre, è altrettanto vero che gli avanti gialloblu non sono riusciti a scalfire i muri difensivi avversari. Insomma, bene l’imbattibilità, ma bisognerà anche riprendere a segnare, altrimenti si rischia di accumulare distacchi preoccupanti o, peggio, farsi rimontare dalle inseguitrici. E in questo senso la classifica cortissima di questa “pazza” Serie B non aiuta. Come detto, però, lo Zini non è proprio il campo più agevole della Serie B e infatti secondo i bookmakers l’1 è il segno favorito (la quota si aggira su 2.4, mentre sia l’X che il 2 superano quota 3).

Viste le statistiche delle due difese, inevitabile pensare ad una gara con poche reti e infatti l’Under 2.5 è largamente favorito rispetto all’ipotesi Over 2.5 (1.6 contro 2.3). Per gli ottimisti, buona anche la quota della doppia chance X2, che vale anch’essa 1.6 volte la posta. Per chi volesse scommettere sulla gara, è possibile anche approfittare dei bonus di benvenuto di alcuni dei più importanti bookmakers. È possibile ritrovarne una rassagna dettagliata su www.sportytrader.it.

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