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Domenica, 31 Gennaio 2016 09:30

La "Forestale" entra nella Benemerita

La forestale cambia casacca. Le perplessità di questa operazione e le preoccupazioni per il futuro contrasto agli ecoreati. Il decreto governativo sancisce il passaggio ma la strada non è libera da ostacoli.

di Virgilio, 27 gennaio 2016 - La "Forestale" non ci sarà più. Lo storico Corpo di Tutela Ambientale entrerà a fare parte dell'Arma dei Carabinieri e in parte sotto il comando della Guardia di Finanza.

Due Forze di polizia dello Stato di altissima specializzazione che, con competenze diverse, in qualche misura sconfinavano negli ambiti di sorveglianza del Corpo Forestale.

Dispiace sempre quando un pezzo di Storia del nostro Paese viene immolato sull'altare della efficienza e dell'organizzazione, a patto che questa sia la reale giustificazione.
Auguriamoci che queste donne e uomini della "forestale", portatori sani di altissime specialità, oltre a quelle più strettamente legate al nome del corpo, possano proseguire con la medesima efficacia al contrasto delle eco-mafie e a tutti i crimini ambientali, piuttosto che ai crimini verso la salute e il benessere animale e la tutela, nel senso più ampio del termine, dell'ambiente.

La preoccupazione diffusa, almeno stando ai vari commenti qua e là pubblicati, sta proprio nella diffidenza circa la destinazione degli interventi, il timore che possa alleggerirsi l'azione determinata di contrasto ai crimini ambientali.
Una preoccupazione condivisa alla quale aggiungo la mia personale perplessità legata a quando e in che termini questo passaggio verrà attuato compiutamente affinché, nel periodo di transizione, non si determini uno scollamento di coordinamento tra le diverse armi e un pesante alleggerimento delle azioni fin qui condotte dal Corpo Forestale dello Stato.

La perplessità per il passaggio, soprattutto del maggiore contingente, al comando dell'Arma sta nella militarizzazione del corpo, è soprattutto connessa agli impiegati civili di cui il CFS è dotato a differenza dei Carabinieri.

Un passaggio che potrebbe trovare alcuni ostacoli nell'obiezione di coscienza ad esempio oltre ai più tradizionali problemi connessi a aspetti sindacali.

Un negoziato che non fa sperare in una soluzione a breve.
Il timore, secondo quanto scrive Roberta De Carolis su GreenMe.it nasce da "I retroscena dietro la decisione si basano su questioni meramente economiche. L'accorpamento potrebbe causare la perdita di posti di lavoro e la ricollocazione di alcune risorse fondamentali. Il Corpo Forestale dello Stato ha avuto sempre un ruolo centrale nella lotta agli ecoreati e alla salvaguardia delle Riserve, problematiche che ora appaiono quindi minacciate".

Ma nello stesso articolo si cita anche la posizione di Legambiente che appare più ottimistica. "Ci auguriamo – ha commentato infatti il direttore dell'associazione Stefano Ciafani – che questo cambiamento sia sfruttato nel modo più utile per realizzare finalmente un Corpo di Polizia specializzato nel contrasto delle illegalità ambientali".

Più preoccupato il WWF invece che si è mostrato perplesso e "auspica che i pareri obbligatori previsti da parte delle Camere e del Consiglio di Stato possano portare ad una serie di correttivi importanti. La repressione dei reati ambientali è certamente garantita all'interno dell'Arma dei Carabinieri, scrive l'organizzazione, ma con personale che potrebbe non essere più sufficiente. Inoltre la gestione delle Riserve Naturali dello Stato potrebbe soccombere in virtù di altre urgenze."

Dobbiamo quindi ancora una volta confidare sulla saggezza dei nostri parlamentari e sul senso di responsabilità dei tutori ambientali, le donne e gli uomini del CFS ai quali comunque va un ringraziamento per il lavoro svolto a favore della comunità.

Pubblicato in Ambiente Emilia

La scorsa notte di oggi 9 gennaio, alle ore 1.30, una Volante della Polizia di Stato è intervenuta in Via Berzioli presso l'Istituto La Salle, su richiesta del direttore, perché era scattato l'allarme.

Nei fatti il direttore, udito l'allarme acustico, nel visionare le immagini del circuito di videosorveglianza interno, aveva visto un uomo incappucciato aggirarsi nei locali dell'Istituto ed aveva chiamato il 113.

Giunta immediatamente sul posto, nell'effettuare un controllo all'interno della scuola la pattuglia ha notato al primo piano, ad ostacolare la visuale, una nube di fumo bianco proveniente da un estintore trovato in terra. Nel continuare la perlustrazione, all'interno dell'aula conferenza del secondo piano hanno trovato un uomo, nascosto sotto un tavolo e coperto da un lenzuolo, il quale, vistosi scoperto, ha tentato la fuga ma è stato prontamente immobilizzato.

Dalla visione delle immagini registrate del sistema di videosorveglianza, è stato così accertato che l'uomo era entrato nell'istituto da un campo adiacente. In un primo momento aveva tentato di asportare alcune biciclette posteggiate nei pressi della scala antincendio, senza però riuscirvi poiché erano legate. Dopodiché aveva afferrato una sbarra di metallo e, salito al primo piano dalla scala antincendio, aveva aperto la porta di un'uscita di sicurezza ed era entrato all'interno dei locali dell'istituto. Dopo aver provato ad entrare in diverse aule, che però erano chiuse a chiave, aveva prelevato un estintore, svuotandolo completamente all'interno del locale e danneggiando in tal modo le attrezzature elettroniche e l'altro materiale lì presente, per poi entrare nell'aula dove era stato finalmente rintracciato e bloccato dagli agenti intervenuti sul posto.

Condotto in Questura, è stato identificato per S.C., di 20 anni di origini albanesi ma cittadino italiano, residente a Parma, noto pluripregiudicato anche per reati analoghi.
Il giovane è stato così indagato in stato di libertà per i reati di tentato furto aggravato, danneggiamento e resistenza a Pubblico Ufficiale, quest'ultimo poiché durante le procedure di rito aveva più volte minacciato di gravi conseguenze gli agenti operanti al fine di farli desistere dalle operazioni nei suoi confronti.

(Fonte Questura di Parma)

 

Pubblicato in Cronaca Parma
Mercoledì, 06 Gennaio 2016 12:49

Un arresto per droga in centro cittadino

Ieri mattina una pattuglia del Radiomobile della Compagnia di Parma, mentre controllava le vie del centro cittadino, ha notato un cittadino di origine nigeriana che sembrava aggirarsi senza apparente motivo in via Farini.

Fermato per un primo controllo il 25enne ha riferito di trovarsi in zona perché intenzionato a pranzare in un ristorante ubicato nelle immediate vicinanze, paventando anche una certa fretta nel potersi liberare per raggiungere il locale.

Al termine del controllo il cittadino extracomunitario si è effettivamente recato al ristorante da dove, tuttavia, è riuscito pochi minuti dopo pensando di aver così "superato" il controllo dei carabinieri.

Per sua sfortuna però i militari, non avendo creduto al suo racconto, si erano defilati e lo attendevano a breve distanza. Appena uscito è stato nuovamente fermato e, grazie ad un controllo più approfondito, trovato in possesso di 6 dosi di cocaina del peso di 11 gr. circa. Vistosi scoperto il 25enne ha tentato di fuggire senza riuscirvi. Accompagnato in via delle Fonderie è stato arrestato e, in attesa del processo per spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a P.U., richiuso nelle camere di sicurezza a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

Pubblicato in Cronaca Parma

Una rete capillare a servizio del cuore. L'obiettivo è quello di avere un territorio cardioprotetto con l'allestimento di diverse colonnine di emergenza. Durante l'incontro sarà consegnato un attestato alle persone abilitate alla rianimazione

 Villaminozzo - "I defibrillatori? Li installeremo su tutto il territorio": così Elio Ivo Sassi, presidente della Croce verde, ribadisce l'obiettivo di "Villa Minozzo paese cardioprotetto". Il progetto sarà presentato alla popolazione martedì prossimo, in occasione del tradizionale incontro prenatalizio dell'8 dicembre, festa dell'Immacolata, che quest'anno si terrà ad Asta, ai piedi del monte Cusna.

A mezzogiorno, dopo la messa e il saluto del presidente, sarà inaugurato il primo defibrillatore esterno, che è stato posto di fianco alla farmacia comunale del paese.
"Prima della foto di gruppo e del pranzo sociale, aperto a tutti, amici, sostenitori e autorità, e che registra sempre - spiega Sassi - una nutrita partecipazione (quest'anno hanno prenotato circa 180 persone), avverrà anche l'inaugurazione e la benedizione di uno dei nostri nuovi automezzi per i servizi alla persona, acquistato, come sempre, grazie al contributo del 5 per mille e di alcuni benefattori, nonché al lavoro dei nostri volontari".

Nel primo pomeriggio, dalle 14, saranno poi consegnati, nel ristorante che ospiterà il convivio, a Castiglione di Asta, gli attestati alle persone della zona "abilitate, a seguito di corsi di formazione da noi organizzati - continua il presidente - ad utilizzare, nei casi di emergenza per crisi cardiache, le colonnine per la defibrillazione. Si tratta di operatori provenienti dalla società civile: lavoratori e artigiani, commercianti, agricoltori e pensionati, insegnanti e altri professionisti. Dopo Asta, i defibrillatori semiautomatici esterni, illuminati, riscaldati (in caso di temperature rigide) e allarmati, saranno posizionati a Civago, Febbio, Minozzo e, a seguire, nelle altre località villaminozzesi, distribuite su un territorio vasto e articolato".
Ogni colonnina è dotata di un kit completo per la rianimazione cardio-polmonare. "Il 'dae', defibrillatore automatico esterno - conclude Elio Ivo Sassi - è un vero e proprio salvavita. Infatti, la grande maggioranza degli arresti cardiaci è caratterizzato da ritmi defibrillabili. Mentre in passato tale operazione era riservata a personale sanitario, oggi, grazie ai progressi della scienza e della tecnica, i defibrillatori si sono trasformati da strumenti ad esclusivo uso dei medici a dispositivi alla portata di chiunque sia stato opportunamente addestrato. Sono più di cento i villaminozzesi che hanno già ottenuto l'abilitazione".

Il nuovo defibrillatore esterno di Asta

(Villa Minozzo, 5 dicembre 2015).

Mercoledì, 02 Dicembre 2015 09:21

Parma - Presentato il progetto "Quartieri più sicuri"

Presentato in Comune un nuovo progetto di videosorveglianza "Quartieri più sicuri" che vede collaborare Corpo di Polizia Municipale, Prefettura, Regione Emilia Romagna, Questura, Comando dei Carabinieri, con il contributo del Ministero degli Interni. -

Parma, 2 Dicembre 2015 -

Quartieri più controllati e sicuri, questa è la base da cui nasce il progetto che vede lavorare insieme Corpo di Polizia Municipale, Prefettura, Regione Emilia Romagna, Questura, Comando dei Carabinieri, con il contributo del Ministero degli Interni.
Un'azione di controllo che sfrutta le moderne tecnologie per assicurare ai cittadini una tranquillità maggiore nella quotidianità del proprio spazio cittadino. Proprio per questo, nei quartieri San Leonardo, Pablo e Oltretorrente e Galleria Mazzini sarà attivato un piano di videosorveglianza attivo 24 ore su 24 centralizzato nelle sale operative di Polizia Municipale, Questura e Comando Carabinieri, attraverso collegamenti in fibra ottica. I costi complessivi di installazione telecamere e formazione del personale ammontano a 96 mila euro, coperti per il 75% dalla Regione.
Un progetto che è stato presentato nel corso di una conferenza stampa tenuta dal sindaco Federico Pizzarotti, l'assessore alla sicurezza Cristiano Casa, il comandante della polizia municipale Gaetano Noè e Paolo Fontechiari responsabile della struttura operativa supporti tecnologici e telecomunicazioni del Comune.

"L'implementazione – ha spiegato il sindaco Pizzarotti - rientra in una strategia ad ampio raggio volta a migliorare la sicurezza sul territorio comunale e che prevede, fra l'altro, l'assunzione di 30 nuovi agenti in tre anni: dieci nel 2015, dieci nel 2016 e dieci nel 2017 – e continua - il tema della sicurezza è prioritario per l'Amministrazione che ha deciso di investire in risorse economiche ed umane".
"Il Comune – ha aggiunto l'assessore alla sicurezza Cristiano Casa – investe in sicurezza, come è già avvenuto nel 2015 attraverso il potenziamento del sistema di video sorveglianza, l'assunzione di 10 nuovi agenti, l'acquisto di nuovi mezzi per il corpo di polizia municipale.
Questo percorso si integra con l'attività di presidio del territorio svolta quotidianamente dagli agenti di polizia municipale in collaborazione con Ausl, con Polizia di Stato e Carabinieri.
Le nuove telecamere si vanno ad aggiungere alle 177 già presenti sul territorio, le più recenti delle quali sono state installate in Piazzale della Pace.

Pubblicato in Cronaca Parma

Presentato il progetto dell'Unione Bassa reggiana che prevede 24 varchi sulle principali strade di accesso con telecamere Ocr in grado di leggere perfettamente le targhe. Anche le pattuglie in servizio, in possesso di cellulari di ultima generazione o tablet, potranno, attraverso un'apposita App, visionare gli allarmi generati dal sistema. -

Reggio Emilia, 18 novembre 2015 -

Un sistema integrato di videosorveglianza renderà più sicura la Bassa reggiana. Il sistema – che consentirà controlli nell'ambito della sicurezza stradale e della sicurezza urbana, ma anche di svolgere analisi e ricerche per indagini di polizia giudiziaria – sarà adottato dall'Unione dei Comuni Bassa Reggiana ed è stato presentato ieri mattina in Prefettura al Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e, subito dopo, a Palazzo Allende dal presidente della Provincia di Reggio Emilia e dell'Unione di Comuni Bassa Reggiana, Giammaria Manghi, dal comandante della Polizia municipale Bassa Reggiana Carlo Alberto Romandini e dai sindaci dei Comuni dell'Unione "Bassa Reggiana.

"Si tratta di uno strumento importante e particolarmente innovativo che segna l'avvio di una stagione nuova, anche per quanto riguarda la strumentazione, del Corpo 'unificato' di Polizia municipale che abbiamo istituito pochi mesi fa nella Bassa reggiana –  ha detto il presidente della Provincia di Reggio Emilia e dell'Unione di Comuni, Giammaria Manghi – Ovviamente le azioni dei singoli Comuni sul fronte della sicurezza non terminano, ma vengono ulteriormente potenziate da questo sistema che conferma l'ottimo lavoro di squadra che si sta portando avanti con l'Unione e consentirà uno scatto in avanti significativo nel controllo di un territorio molto popolato e soprattutto molto esteso, che comprende anche caselli autostradali prima esclusi dalla videosorveglianza. Proprio in virtù della forte connotazione innovativa sul fronte della sicurezza, il progetto – costato 150.000 euro – ha ottenuto un cofinanziamento da parte della Regione Emilia-Romagna.
Il sistema è composto da 24 varchi posizionati sulle principali strade di accesso, a loro volta costituiti da 1 o 2 telecamere di videosorveglianza tradizionale alle quali sono collegate delle telecamere OCR (Optical Character Recognition) in grado di leggere le targhe ed i caratteri evidenziati nei veicoli ripresi dalle prime telecamere."

Varchi prov re rid

"Nel corso del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica dello scorso aprile, erano infatti emerse perplessità sugli apparati di videosorveglianza esistenti in quanto spesso non erano di aiuto alle forze dell'ordine non consentendo l'identificazione dei veicoli ed il riconoscimento delle relative targhe, problema che verrà appunto risolto attraverso la tecnologia OCR, in grado di leggere perfettamente anche eventuali scritte sui veicoli", ha spiegato il comandante della Polizia municipale Bassa Reggiana Carlo Alberto Romandini.

"L'obbiettivo del progetto è quello di costituire nel territorio dell'Unione un sistema di controllo degli accessi che consenta di monitorare le più importanti strade al fine consentire di identificare e segnalare alla polizia locale ed alle altre forze dell'ordine l'accesso di veicoli potenzialmente pericolosi perché oggetto di furto o sottoposti a provvedimento di ricerca, confisca e/o sequestro – ha aggiunto il comandante - Il sistema è in grado di interfacciarsi con le più importanti banche dati in uso alla polizia locale (Motorizzazione, Ancitel, Sives, ecc) al fine di rilevare anche eventuali cause di interdizione dei veicoli dalla circolazione dovute a qualsivoglia motivazione. Inoltre, ogni forza di polizia che aderisce al progetto potrà predisporre una propria Blake o wait-list contente le targhe di veicoli ritenuti di interesse operativo per la loro attività, o in uso a persone comunque attenzionate, delle quali è utile riconoscere o ricostruire i movimenti".

Il progetto prevede la costituzione di 6 centrali di controllo, 2 presso la Polizia municipale della Bassa Reggiana (Sala operativa ed Ufficio di Polizia giudiziaria) le altre presso polizia, carabinieri, guardia di finanza e forestale. Anche le pattuglie in servizio, in possesso di cellulari di ultima generazione o tablet, potranno, attraverso un'apposita App, visionare gli allarmi generati dal sistema.

Attività di videosorveglianza tradizionale:
• Videosorveglianza attiva, in live, degli snodi stradali più importanti del territorio della Bassa Reggiana al fine di verificare ed accertare situazioni problematiche.
• Possibilità di identificare, attraverso telecamere OCR, le targhe dei veicoli che transitano e di conservare memoria dell'accertamento per 7 giorni a disposizione delle forze dell'ordine.
• Possibilità di interrogare il sistema al fine di accertare, anche in tempo reale, il passaggio di veicoli, disponendo anche solo parzialmente del numero di targa.
• Possibilità di visualizzare il transito dei veicoli, avvenuto in ogni singolo varco, nei sette giorni successivi e di estrarre filmati e foto.
• Possibilità di estrarre filmati al fine della ricostruzione delle dinamiche degli incidenti stradali.

Attività per finalità di Polizia giudiziaria:
• Possibilità di interrogare il sistema al fine di accertare il passaggio pregresso di veicoli disponendo anche solo parzialmente del numero di targa.
• Possibilità di accertare il passaggio di veicoli potenzialmente pericolosi o perché oggetto di furto o perché sottoposti a provvedimento di sospensione dalla circolazione (con possibilità di generare allarmi in tempo reale e/o successivamente).
• Possibilità per ogni singola forza dell'ordine collegata, di creare una o più Black o Wait List con riferimento a veicoli che si ritiene opportuno monitorare, per finalità di polizia giudiziaria, con possibilità di generare allarmi riservati esclusivamente al soggetto richiedente.

Nonostante il sistema di videosorveglianza persegua le finalità di sicurezza riconosciute dall'art 53 del Decreto Legislativo 30/6/2003 n. 196, che esimono dall'obbligo dell'informazione preventiva, l'Unione dei Comuni della Bassa Reggiana, compatibilmente con le esigenze di efficacia del sistema, si impegna ad affiggere, ove non ostino specifiche ragioni di tutela e sicurezza pubblica o di prevenzione, accertamento o repressione di reati, un'adeguata segnaletica permanente, nelle strade e nelle piazze in cui sono posizionate le telecamere.

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

Continuano gli incontri di CNA per fornire una panoramica sulla corretta gestione della sicurezza e del modello aziendale, per ottenere importanti risparmi sul premio annuale INAIL. L'appuntamento questa volta è per domani, martedì 17 novembre, alle 15.30, presso la sede CNA di Castelfranco, in via Emilia. -

Castelfranco, 16 novembre 2015 -

Nuova iniziativa CNA per fare il punto sulla sicurezza nei cantieri e cercare di sintetizzare e condividere la documentazione minima per essere sicuri e in regola con leggi e normative. L'appuntamento questa volta è per domani, martedì 17 novembre, alle 15.30, presso la sede CNA di Castelfranco, in via Emilia.
L'iniziativa passerà in rassegna i diversi modi con i quali è possibile ottenere importanti risparmi sul premio annuale INAIL, mentre la presenza dei tecnici dell'AUSL Guido Besutti e Leo Di Federico permetterà di illustrare gli aspetti più importanti della corretta gestione della sicurezza.
La seconda parte del seminario invece vedrà gli esperti del sistema CNA, parlare di come una corretta gestione della sicurezza e del modello aziendale possa, oltre che rendere più efficiente la vita in azienda, permettere importanti risparmi sul premio annuale INAIL.
La partecipazione all'incontro garantirà crediti formativi a geometri e periti industriali.
Alle imprese partecipanti sarà proposto un check up gratuito sulla corretta gestione della sicurezza aziendale e verrà fornita una check list che l'AUSL utilizza durante le attività di controllo.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

Pubblicato in Comunicati Lavoro Modena
Domenica, 15 Novembre 2015 10:05

Prostituta estorce 300mila euro a un pensionato

Prostituta estorce 300mila euro a un pensionato facendo minacce a sfondo sessuale. Lo ha minacciato per mesi e mesi, facendo pressioni e ricatti a sfondo sessuale. La vittima è un facoltoso pensionato parmigiano.

Parma - Nel giro di qualche mese una prostituta romena di 31 anni, con l'aiuto dei suoi collaboratori, era riuscita a farsi dare quasi 300.000 euro.
Erano minacce e ricatti pesanti come macigni, insopportabili.

"Se non mi dai i soldi dico tutto a tua moglie". Doveva essere più o meno questa la frase del ricatto che il benestante settantenne si è sentito ripetere per mesi e che gli rimbombava in testa, continuamente . La paura lo faceva cedere alle aggressioni verbali e la sua torturatrice lo sapeva.
Lei lo aveva come cliente affezionato ed era riuscita ad estorcergli la grossa cifra con l'aiuto dei suoi complici. Fino a quando non è stata arrestata.

La donna è stata catturata dalla polizia nei pressi della rotonda che congiunge la tangenziale Nord a Via Stati Uniti d'America, in località Fraore, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il Tribunale di Parma per il reato di estorsione continuata in concorso, quale componente di un gruppo di dedito ad attività illecite.

Pubblicato in Cronaca Parma
Mercoledì, 11 Novembre 2015 15:07

Parma - Giuseppe Tramuta: "Sicurezza snobbata!"

La nota stampa di Giuseppe Tramuta sulla sicurezza cittadina. Un'analisi dopo i gravi fatti di cronaca degli ultimi giorni che si conclude con le proposte concrete avanzate. "La mancanza di controllo del territorio unitamente al decreto "Svuota Carceri" ha inevitabilmente portato ad una delinquenza più marcata e, quindi, ad un pericolo costante per noi cittadini di Parma." -

Parma, 11 novembre 2015 -

Nonostante le continue assicurazioni da parte delle autorità preposte che, per non destare allarmismo tra la gente, continua a sottolineare che nella nostra città la Sicurezza non rappresenta un grave problema, i gravi fatti occorsi in questi ultimi giorni, stanno a dimostrare il contrario.
La mancanza di controllo del territorio unitamente al decreto "Svuota Carceri" ha inevitabilmente portato ad una delinquenza più marcata e, quindi, ad un pericolo costante per noi cittadini di Parma. Pericolo che, se rapportato al grado di vivibilità di solo pochi anni fa, ci rende invivibile il nostro quotidiano.
Dopo la fine del mio servizio nella Polizia di Stato - Squadra Mobile, più volte sono stato contattato come tecnico con lunga esperienza in materia di Sicurezza. Attualmente con il movimento Prima Parma - Territorio & Autonomia, abbiamo presentato una serie di proposte per una prevenzione del territorio e dei cittadini (vedi petizione "Città Sicura") che, come ormai è noto a tutti, è stata snobbata sia dall'amministrazione che dai consiglieri d minoranza.
Lo scritto arrivato a me nei giorni scorsi, come primo firmatario della suddetta petizione, da parte del Presidente del Consiglio Comunale di Parma, Dott. Vagnozzi, non è certo la risposta che ci si aspettava; solo una cronistoria di quanto successo dal momento della presentazione ad oggi. Quindi, di fatto, la risposta che doveva essere data non è mai arrivata.
Ora, mi chiedo come si possa continuare a nascondersi dietro a risposte date e non date, provvedimenti che non hanno portato a nulla di positivo, mancanza di considerazione sia dei cittadini di Parma che delle loro proprietà.
Come esperto in materia mi sento doppiamente frustrato; vedo cose che potrebbero essere benissimo evitate se solo si volesse agire con buona volontà e senso di rispetto verso la città.
Le proposte avanzate sono:
1) Riapertura delle circoscrizioni aventi funzioni di commissariati in ogni quartiere con la presenza di personale della Polizia Municipale in divisa h24 (nelle ore notturne anche con auto dotata di lampeggiante acceso come deterrente)
2) Più personale in divisa sul territorio, soprattutto nei pressi delle scuole, parchi e luoghi mal frequentati, svolgendo attività di monitoraggio in collaborazione con tutti i cittadini e i commercianti. Le segnalazioni poi dovrebbero essere tempestivamente inviate dagli stessi alla Centrale Operativa delle forze dell'ordine
3) Altro mezzo molto importante, le telecamere dislocate in vari punti della città, con particolare riguardo alle arterie principali
4) Addestramento mirato degli agenti della Polizia Municipale
5) Migliore gestione delle Forze dell'Ordine
6) Evitare iniziative private di "Ronde" molto pericolose; molto meglio il controllo del vicinato
Ritengo che questi suggerimenti, non dispendiosi, possano migliorare di molto la Sicurezza dl nostro territorio.
Mi auguro a questo punto che, chi di dovere, mi dia la possibilità di impegnarmi ancora una volta per Parma ed i suoi cittadini.

Giuseppe Tramuta

Pubblicato in Cronaca Parma

Un investimento di circa 30.000 euro in tecnologie per il Policlinico di Modena. Un piano sicurezza che riguarderà le aree esterne e i parcheggi, accessi alla struttura, maggiore attenzione alle aree a rischio. La Direzione: "L'ospedale è un bene di tutti, aiutateci a preservarlo". -

Modena, 26 ottobre 2015 -

130 telecamere funzionanti, le guardie giurate a presidiare il campus, la presenza del poliziotto al Posto di Polizia e l'inserimento del Policlinico nel percorso delle Volanti. Questi i primi effetti del piano di sicurezza che il Policlinico di Modena ha predisposto con la collaborazione delle Istituzioni e delle forze dell'ordine cittadine e che verrà varato entro dicembre 2015 che riguarderà le aree esterne e i parcheggi, accessi alla struttura, maggiore attenzione alle aree a rischio. La Direzione generale ha da subito inserito la sicurezza tra le sue priorità e a questo proposito ha deciso di istituire, a partire dal 1° maggio, la figura del security manager, per raggiungere l'obiettivo di definire politiche di sicurezza in tutta l'area ospedaliera e implementare soluzioni più idonee di tipo sia organizzativo, sia tecnologico.

Gli interventi

"ll Policlinico di Modena è una struttura enorme – spiega Enrica Corvino, Security manager del Policlinico - e, per la sua stessa natura di ospedale, deve essere aperto al pubblico: pazienti, parenti, studenti. Purtroppo questa vocazione di accoglienza può essere sfruttata, da persone senza scrupoli, per comportamenti delittuosi, sempre gravi ma davvero vigliacchi quando si sfrutta la sofferenza per commettere un reato. In questi mesi abbiamo lavorato per potenziare e razionalizzare l'esistente, con l'obiettivo di implementare la dotazione di sicurezza nel 2016. È stata decisiva la collaborazione con il servizio di Vigilanza Interna (Coop Service) e le forze dell'ordine. La necessità di una collaborazione con tutti i soggetti coinvolti è motivata proprio dal fatto che non esiste un sistema di sicurezza sicuro perfetto e che per minimizzare il più possibile i rischi è fondamentale un approccio a trecentosessanta gradi che tenga conto delle diverse realtà aziendali". Nella pratica sono stati investiti 30.000 euro per ripristinare tutte le 130 telecamere presenti, sostituendo quelle obsolete e/o non più funzionanti riposizionando quelle che – per effetto di modifiche avvenute agli spazi non assicuravano più la giusta visuale. Si tratta di 97 telecamere all'interno, e 33 all'esterno. A questo intervento di sicurezza passiva, si è aggiunto un potenziamento del turno della vigilanza e una più stretta collaborazione con le istituzioni e le forze dell'ordine. "Abbiamo costituito una vera e propria cabina di regia – conclude Corvino – all'interno della quale scambiamo informazioni e predisponiamo azioni di miglioramento, monitorando la situazione."

Il supporto di tutti

Il piano sicurezza mira a dotare il Policlinico di nuovi strumenti per difendersi. Gli strumenti, però, da soli non bastano, solo collaborando tutti insieme potremo vincere questa battaglia di civiltà. Per questo motivo il Security manager ha incontrato i coordinatori infermieristici, in collaborazione con la Direzione Professioni Sanitarie per proporre modelli di comportamento condivisi. A breve sarà consegnato loro un vademecum che riporta consigli utili per cercare di ridurrei i rischi. "Ognuno fa la sua parte, compie le giuste azioni preliminari e diventa un componente dell'equipe che si preoccupa della sua sicurezza" questo lo slogan che riassume la filosofia del progetto.

"Desidero ringraziare il Security manager, gli operatori e la vigilanza per il lavoro svolto in questi mesi – ha concluso il Direttore generale Ivan Trenti – e le Istituzioni che hanno subito mostrato grande sensibilità al problema di sicurezza del Policlinico e ci hanno fornito grande collaborazione. Questo piano va visto come un punto di partenza, non di arrivo: c'è ancora molto lavoro da fare ma questo primo risultato vuole essere un segnale importante per tutta la cittadinanza."

(Fonte: ufficio stampa USL MO)