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Sicurezza partecipata supportata da cittadini, enti locali e forze dell'ordine: presentato il progetto "Controllo del Vicinato" a Novellara. 240 i Comuni dove il progetto è già operativo ed altrettanti dove sta per essere avviato.

Novellara, 1 febbraio 2017

Teatro gremito lunedì sera per l'assemblea pubblica di presentazione del progetto "Controllo del Vicinato" a Novellara, iniziativa che promuove il concetto di sicurezza partecipata supportata da cittadini, enti locali e forze dell'ordine.
Nato dall'idea di un cittadino, di un consigliere comunale e di un poliziotto, il Controllo del Vicinato è stato avviato nel 2009 ed in breve tempo ha preso piede in tutt'Italia: sono 240 i Comuni dove il progetto è già operativo ed altrettanti dove sta per essere avviato.

Tre gli elementi su cui si basa il controllo del vicinato: recuperare la coesione sociale (il classico rapporto di buon vicinato), eliminare ogni elemento di vulnerabilità ambientale e comportamentale – in questo il criminologo Caccetta ha fornito utili indicazioni su come mettere in sicurezza la propria casa – insegnare ai cittadini a fare segnalazioni qualificate alle forze dell'ordine, per aiutarli a effettuare controlli mirati ed efficaci. L'obiettivo è quello di ottenere la disponibilità per ogni via del territorio di un massimo di 15 persone, il numero ideale per poter organizzare al meglio il controllo e gestire le eventuali comunicazioni.

Chiara e netta la differenza da altre soluzioni che nel corso del tempo sono state sperimentate. Innanzitutto il Controllo del vicinato non è la "ronda" perché non espone i cittadini ad alcun rischio, ma richiede a tutti responsabilità e attenzione. Il Controllo del vicinato si basa su segnalazioni puntuali e qualificate alle forze dell'ordine, non su un gruppo whatsapp improvvisato che spesso rischia di fare allarmismo o addirittura ledere la privacy.

Per il Sindaco Elena Carletti: "La partecipazione di ieri sera dimostra la grande attenzione che c'è sul tema sicurezza. In un territorio come il nostro, in cui la cittadinanza attiva è un segno identitario e radicato, credo che il controllo del vicinato possa essere una bella opportunità per rafforzare ulteriormente la rete sociale"

Tanti cittadini durante la serata hanno offerto la propria disponibilità, e per coloro che non erano presenti l'invito è quello di segnalare il proprio nominativo, indirizzo e contatto telefonico alla email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. così da permettere agli agenti della polizia municipale di capire l'effettiva adesione al progetto e organizzare concretamente i gruppi.

Comune di Novellara (RE)
Piazzale Marconi, 1
tel. 0522-655459 - fax. 0522-652057

www.comunedinovellara.gov.it 
Facebook: Comune di Novellara
twitter: @ComuneNovellara

In piazzale della Pace presso il Modulo Eco, i volontari City Angels di Parma hanno festeggiato con una giornata informativa e la raccolta di indumenti per i senzatetto, i sei anni di attività.

Parma, 30 gennaio 2017

Una giornata intera per conoscere i City Angels di Parma, quella svoltasi ieri, domenica 29 gennaio, presso la casa eco-compatibile di piazzale della Pace. I volontari in giubba rossa e basco blu che si occupano di solidarietà e sicurezza in città hanno festeggiato i sei anni di attività per la sezione di Parma, iniziata il 29 gennaio 2011 con il primo corso di formazione.

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I City Angels sono volontari di strada d'emergenza, sempre pronti ad aiutare chiunque abbia bisogno: dal turista che si è perso all'anziana con borse pesanti, dalla donna che chiede di essere accompagnata per evitare brutti incontri all'animale abbandonato o maltrattato. Ma soprattutto tanti senzatetto, sempre più di nazionalità italiana, che a causa di sfratti, perdita del lavoro o vita sregolata si ritrovano a vivere per strada.

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In modo apartitico, aconfessionale e senza scopo di lucro i City Angels si mettono a disposizione della città distribuendo cibo, vestiti, coperte e un sorriso a senzatetto, migranti, etilisti, tossicodipendenti, prostitute e chiunque necessiti di aiuto.
Inoltre svolgono un'attività di prevenzione e contrasto alla criminalità, attraverso la deterrenza e il presidio del territorio, in collaborazione con Forze dell'Ordine e Istituzioni locali.

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Tutte le foto a fondo a pagina

 

RIEPILOGO USCITE & SERVIZI CITY ANGELS SEZIONE di PARMA ANNO 2016

232 Uscite /Servizi svolti

4.006 ore di servizio

1.122 presenze di volontari

16 Servizi di Cortesia

Durante le uscite serali l'Unità Mobile ha distribuito:

6.235 sacchetti di cibo contenenti: pane, tonno, frutta, dolce, bottigliette di the'
175 Coperte
294 Maglioni
310 Magliette e polo, T-shirt
163 Giubbotti
94 Paia di scarpe
134 Paia di pantaloni
Diverse decine di sciarpe, felpe, guanti, cappelli, lenzuola, indumenti intimi, calze.

CITY ANGELS ITALIA ONLUS – SEZIONE di PARMA


Borgo San Giuseppe 32
43125 Parma
Tel : + 39 3312949737 
E-Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  Web site: www.cityangels.it  Pagina 
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Pubblicato in Cronaca Parma

Azioni di disturbo nelle zone difficili della città: rispetto del regolamento di polizia urbana; presidio di controllo in contrasto dei venditori e dei compratori di stupefacenti; controlli serali con lampeggianti; contrasto all'abusivismo; coordinamento con le forze dell'ordine.

Parma, 22 dicembre 2016

Comune in prima linea per garantire maggiore sicurezza ai propri cittadini anche in termini di sicurezza percepita attraverso la predisposizione di un progetto ad hoc, il "Progetto legalità" con la costituzione di una Squadra Speciale di vigili urbani, con una valenza trasversale che punta a migliorare il presidio territoriale e potenziare la vocazione di "polizia di prossimità", attraverso il dialogo e la vicinanza con i cittadini, al fine di fornire agli stessi un servizio sempre più snello, efficiente ed efficace. Il progetto è stato illustrato, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, dall'assessore alla sicurezza, Cristiano Casa; dal comandante del corpo di polizia municipale, Gaetano Noè; dal commissario Emma Monguidi e dall'ispettore capo, Massimo Marchinetti, assieme ad alcuni agenti che faranno parte della squadra speciale.

"Costituiamo una squadra speciale – ha spiegato il comandante della polizia municipale, Gaetano Noeè –, nell'ambito di un progetto concordato con le organizzazioni sindacali, che si occuperà di operare in un'azione di contrasto alle problematiche legate al degrado. L'attività, infatti, sarà concentrata in aree maggiormente degradate, dopo un percorso di formazione che ha interessato gli agenti che ne faranno parte, con un focus sulle procedure di intervento che fungeranno da deterrente e che terranno in giusto conto anche la sicurezza degli operatori.
Le aree sottoposte al controllo mirato sono quelle oggetto degli esposti dei cittadini e dove si sono riscontrate criticità, in parte attenuate, come si è verificato, per esempio per quanto riguarda il tema della movida in Oltretorrente. L'obiettivo, quindi, è quello di perseguire modalità che hanno permesso di risolvere alcune problematiche, per questo sarà attivato un servizio di interventi specifici in zone come San Leonardo e piazzale della Pace attraverso azioni di identificazione dei soggetti ed anche di controllo degli esercizi pubblici, sopratutto in tema di consumo di bevande alcoliche. Verranno altresì controllati i mercati e la presenza di abusivi nelle zone mercatali. Il progetto è stato condiviso in sede di Comitato Provinciale per l'ordine e la sicurezza, in sinergia con le altre forze di Polizia". Il comandante ha, poi, fatto riferimento anche ai primi interventi attuati in via sperimentale: agli inizi di dicembre, nel quartiere San Leonardo si proceduto con l'identificazione di 60 persone, sono state comminate sanzioni a persone che circolavano in bici creando situazioni particolari e a persone che consumavano bevande alcoliche in modo non conforme al Regolamento".

L'assessore Cristiano Casa ha spiegato che "la costituzione di una Squadra Speciale, nell'ambito del progetto legalità e sicurezza, si inserisce nelle azioni previste dal Patto per la città sicura, sottoscritto in Prefettura. I dati resi noti dal Prefetto – ha proseguito Casa – dimostrano il lavoro svolto quest'anno da parte delle forze dell'ordine, incluso l'apporto della polizia municipale.

L'obiettivo del progetto è di dare ulteriore valore, attenzione e qualità ad attività che vengono già svolte dalla municipale a fronte delle richieste dei cittadini ed in base agli indirizzi del Comitato per l'ordine e la sicurezza. Coloro che fanno parte della Squadra Speciale hanno aderito volontariamente, si tratta, pertanto, di persone motivate, che svolgono un'attività importante in un tempo segnato dalla carenza di risorse umane. Altra attività di rilievo sarà quella del controllo dei mercati e del contrasto al commercio di merce contraffatta, per cui è importante anche la collaborazione dei cittadini. Gli agenti della Squadra Speciale compiranno attività di presidio delle zone critiche come piazzale della Pace, dove è già in corso un'intesa attività in collaborazione con i carabinieri, a San Leonardo, Oltretorrente, Pablo e piazzale della stazione".

Il commissario, Emma Monguidi, ha posto l'accento sul percorso di formazione degli agenti che fanno parte della Squadra Speciale e l'ispettore capo, Massimo Marchinetti, ha parlato della Squadra Speciale come di un gruppo di agenti formati e motivati che operano in sinergia con le altre forze dell'ordine.

Il progetto punta su una maggiore presenza degli agenti sul territorio, partendo proprio dal tempo legato al Natale, contraddistinto da diverse iniziative. Per dare seguito al progetto, che si protrarrà, sempre in via sperimentale, fino a maggio del 2017, e vedrà i coinvolgimento di 40 agenti.

L'attività inerente al "Progetto Legalità", in coordinamento con le forze dell'ordine, verrà svolta prevalentemente nelle zone di: Piazzale della Pace, zona stazione, quartiere San Leonardo, quartiere Oltretorrente e quartiere Pablo, e sarà un'azione volta a garantire il rispetto del nuovo Regolamento di Polizia Urbana, con particolari azioni di: presidio e di controllo volti a contrastare i venditori e i compratori di stupefacenti; controlli serali con lampeggianti; contrasto all'abusivismo.

Il servizio verrà svolto, quindi, con continuità, garantendo la costante presenza di personale nelle zone di maggior affluenza di pubblico, con il presidio delle zone mercatali, delle aree di parcheggio delle zone commerciali e ospedaliere anche per il contrasto dei reati predatori, in fisiologico aumento nel periodo delle festività, e delle aree sensibili della città dove maggiormente viene lamentata la presenza di aggregazioni giovanili e moleste con obiettivi di contrasto al degrado, all'accattonaggio molesto, all'abusivismo commerciale e al fenomeno dei parcheggiatori abusivi. I servizi verranno svolti, in caso di necessità, anche in borghese secondo le modalità previste dal Regolamento del Corpo di Polizia Municipale di Parma.

Il progetto si inserisce in un percorso intrapreso dall'Amministrazione in sinergia con gli altri soggetti del territorio che si occupano di ordine pubblico e sicurezza, come previsto dal "Patto per la Sicurezza", siglato fra la Prefettura di Parma ed il Comune di Parma per incrementare l'attività di contrasto delle criticità urbane, ai fenomeni d'illegalità diffusa ed a tutti quei comportamenti che, seppur non riconducibili a vere e proprie fattispecie criminose, possono arrecare forte disturbo alle persone e provocare situazioni di degrado del territorio.

(Fonte: Comune di Parma)

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del sindaco alla città. Pizzarotti: "I parmigiani chiedono più sicurezza. Noi vogliamo gli strumenti per garantirla".

Parma, 18 novembre 2016

"E' cronaca di questi giorni la volontà del sindaco Giuseppe Sala di dotarsi dell'esercito, per arginare la violenza e la microcriminalità che agiscono nelle periferie di Milano. Sono contento che sabato pomeriggio, presso la Camera di Commercio, assieme ad altri importanti sindaci italiani, il sindaco Sala sarà a Parma in un incontro pubblico per discutere assieme a noi del fenomeno dell'insicurezza che serpeggia nelle nostre città. Anche a Parma, da anni, i parmigiani chiedono alle proprie istituzioni più sicurezza, e hanno ragione. In determinate zone di Parma persistono situazioni diventate francamente insopportabili, in particolare mi riferisco ai quartieri San Leonardo e Pablo, dove la microcriminalità esaspera la vita dei nostri concittadini, i quali chiedono a gran voce una sola cosa: porre rimedio ad atteggiamenti e gesti di pura prepotenza e strafottenza.

Adottando tutti i poteri di cui dispone il sindaco, in questi anni abbiamo fatto il massimo per assicurare più sicurezza e vivibilità: assunzione di nuovi vigili, aumento del parco macchine in dotazione al Comando, aumento delle telecamere di videosorveglianza - proprio una di queste è stata determinante per risalire al presunto omicida di via Gobetti -, intensificazione di controlli in sinergia con le forze dell'ordine, approvazione del nuovo regolamento di polizia urbana – il vecchio era fermo al 1982! -. Molte situazioni sono migliorate, come ad esempio in Oltretorrente e in Borgo Fiore, oltre a via Savani e via Lanfranco, grazie anche al supporto di cittadini attivi nel quartiere. Nonostante ciò ci si chiede: tutto questo basta per rendere la città più sicura? No, purtroppo non basta. Giustamente i parmigiani pretendono di più.

È del tutto inconcepibile, infatti, che nonostante gli sforzi quotidiani e l'impegno delle forze dell'ordine e della polizia municipale in contrasto alla microcriminalità, ogni volta che si arresta qualche spacciatore, questi dopo poche ore venga rilasciato come se nulla fosse accaduto. In un Paese normale un delinquente dovrebbe essere assicurato alla giustizia e scontare la propria pena, oppure dovrebbero essere cambiate le leggi per normare molti fenomeni che adesso sfuggono. Invece molto spesso ci troviamo ad agire in una situazione in cui gli spacciatori si sentono liberi di fare tutto ciò che è in loro potere, perché sanno che la legge italiana è talvolta blanda e inefficace. Giustamente, poi, i parmigiani scrivono esasperati al sindaco. E il sindaco, per quanto può e con i mezzi a sua disposizione, cerca di sopperire a una totale mancanza di pugno duro da parte dello Stato.

In passato ho già avuto modo di ribadire la problematica al ministro dell'Interno Angelino Alfano - tramite missiva - e al vice ministro Filippo Bubbico in occasione di un incontro istituzionale: o si cambiano le leggi italiane adottando maggior repressività, oppure si dotano le amministrazioni locali di strumenti e poteri efficaci per assicurare ai propri concittadini attenzione, sicurezza e prevenzione. Lo dico con estrema sincerità: oggi i regolamenti per le polizie locali non sono adeguati al cambio di epoca che stiamo vivendo.

Parma, in sostanza, non chiede la presenza dell'esercito come ha fatto il sindaco di Milano. Parma chiede più forze dell'ordine e la possibilità di assumere più vigili, maggiori risorse economiche da investire in prevenzione e controllo, e leggi adeguate al contesto sociale. Attenzione però: non lo chiediamo da oggi, ma da anni. Ecco, sabato, come già detto, in un incontro pubblico avremo a Parma i sindaci di Milano, Verona, Venezia, Bergamo, Napoli, Malegno e Valdengo: sarà probabilmente l'ennesima occasione per ribadire con forza che i sindaci sono già pronti per fare la loro parte, ma che anche lo Stato si deve rendere conto che la sicurezza è un diritto."

(Fonte: ufficio stampa Comune di Parma)

Emergenza sicurezza. Luigi Alfieri, cofondatore di Parma non ha paura: "Parma nella classifica del Sole24ore - in proporzione al numero di abitanti -registra più denunce di altre 86 località italiane. Occorre che le amministrazioni comunali si dotino di politiche sulla sicurezza più adeguate ai tempi."

Parma, 6 ottobre 2016

Mentre in città si fa sempre più viva l'emergenza legionella e, giustamente, l'attenzione di tutti è concentrata sul diffondersi dell'epidemia, il Sole 24ore ha pubblicato il 3 ottobre una pagina dedicata alla situazione della sicurezza nelle città italiane nel 2015. Ebbene, questa pagina conferma che a Parma esiste un'altra emergenza, l'emergenza sicurezza, appunto. Il quotidiano ha evidenziato una tabella dei reati denunciati nelle varie province (che alleghiamo) da cui deriva che Parma, in proporzione al numero di abitanti, registra più denunce di altre 86 località italiane. Più denunce di città come Agrigento, Nuoro, Caserta, Crotone. In dodici mesi a Parma e provincia sono stati denunciati più di 21mila reati.

tabella sole24ore sicurezza 2015

Una cifra enorme se consideriamo che molti cittadini rinunciano sempre più spesso alla denuncia e questo atteggiamento potrebbe spiegare, in parte, il calo dei reati rispetto al 2014, che perderebbe così una porzione del suo significato positivo. Una cifra così enorme, e il sospetto che il numero dei casi reali sia superiore, indica come la sicurezza sia un'emergenza strisciante, ormai non più avvertita dalle autorità competenti, che si dilunga da anni. In realtà i cittadini hanno, sulla loro pelle, l'esatta percezione del fenomeno e ne subiscono tutti gli effetti. Come rilevato dal criminologo di fama internazionale Andrea Di Nicola, fondatore di eCrime, durante il convegno "Bellezza, sicurezza, immigrazione" che si è tenuto nei giorni scorsi a Parma per iniziativa del comitato Parma non ha paura, occorre che le amministrazioni comunali si dotino di politiche sulla sicurezza più adeguate ai tempi, come la polizia predittiva (un algoritmo che permette di pronosticare i tempi e i luoghi in cui colpiranno i criminali e già usato in alcune città americane) e, soprattutto, che combattano la prima causa di criminalità urbana: il degrado. Diversi studi delle maggiori università internazionali dimostrano una connessione diretta tra bellezza e sicurezza, degrado e criminalità. Una città pulita, ordinata, col verde curato, i parchi in buono stato, aiuole fiorite, bene illuminata è, secondo gli scienziati, un deterrente contro la criminalità. Il tutto unito - spiega Andrea Di Nicola - a un buon livello dei servizi sociali. In questo ambito si può muovere un'amministrazione locale, mentre tocca al governo il presidio di polizia e il varo di leggi idonee a scoraggiare il crimine.

Luigi Alfieri (cofondatore di Parma non ha paura)

In allegato, la tabella del Sole24 ore

Pubblicato in Cronaca Parma

Più di trecento persone al WoPa per il convegno su sicurezza, bellezza, immigrazione, organizzato da "Parma non ha paura". Sul palco il questore della Camera Stefano Dambruoso, il criminologo e fondatore di eCrime Andrea Di Nicola e l'avvocato Andrea Bertora del comitato "Parma chi".

Parma, 27 settembre 2016

Si è parlato di sicurezza e immigrazione, e dei modi in cui gestirle nella nostra città con esperti di livello internazionale, nell'incontro svoltosi ieri sera al Work Out Pasubio - simbolo della rinascita del quartiere San Leonardo - promosso dal comitato "Parma non ha paura", nato ai primi di febbraio per fare fronte al dilagare dei furti, spaccio, scippi e truffe in città e guidato dal giornalista Luigi Alfieri.

Più di trecento persone hanno preso parte all'incontro, moderato dalla stesso Lugi Alfieri che ha visto sul palco il questore della Camera Stefano Dambruoso - magistrato antiterrorismo, inserito dal Time nella lista degli eroi moderni per il suo impegno nelle indagini sulla rete di Al-Qaida -, il criminologo e fondatore di eCrime Andrea Di Nicola e l'avvocato Andrea Bertora del comitato "Parma chi".

WOPA PARMANONHAPAURA

I due esperti hanno affrontato senza tabù e preconcetti i temi della serata. "Per contrastare il crimine – ha spiegato Di Nicola – abbiamo introdotto anche a Trento un concetto che si sta diffondendo nel mondo e applicabile pure a Parma. Quello di polizia predittiva. Questo strumento permette di leggere il futuro, attraverso l'elaborazione di dati significativi e per mezzo di specifici algoritmi. Se questura, carabinieri, comune e altri enti ci forniscono certi dati, noi possiamo dire come e quando colpiranno i ladri nei prossimi giorni. Questo anche sulla base di informazione pratiche banali. Gli algoritmi tengono conto di alcune verità semplici: i criminali raramente agiscono col maltempo. A differenza di quanto si crede, non è vero che i criminali quando hanno colpito un'abitazione non tornano più. E' dato pressoché assodato che nelle successive due/tre settimane si appalesano nuovamente. Se non nella stessa casa, dal vicino o nella via. Quindi – ha proseguito – sulla base di tante informazioni di questo tipo, partendo dai dati del passato è prevedibile prevedere dove si andrà a concentrare la criminalità".

il criminologo e fondatore di eCrime Andrea Di Nicola

Dopo avere spiegato il ruolo del decoro urbano e delle bellezza nel contrastare il crimine, Andrea Di Nicola ha detto quello che tutti si aspettavano: "E' fondamentale la certezza della pena. Chi ruba nelle case deve avere la certezza del carcere. Se c'è un problema di sovraffollamento, diminuiamo la durata della detenzione, ma chi commette questi reati deve andare in carcere".
Sull'immigrazione Dambruoso ha puntato il dito contro l'Europa. "Siamo stati lasciati soli. Germania e Francia non fanno niente per risolvere il problema dell'immigrazione. Noi dobbiamo puntare su un'immigrazione selettiva: occorre rivedere le politiche comunali. Si accolgono gli immigrati che davvero vogliono fare parte del territorio. Che siano disposti a imparare l'italiano, ad accettare la nostra cultura. Che si comportano secondo le nostre leggi. L'amministrazione comunale ha il dovere di imporre i valori della propria città".

questore della Camera Stefano Dambruoso

Tutte le foto di Francesca Bocchia nella galleria in fondo alla pagina

 

Pubblicato in Cronaca Parma

Il presidente Bonaccini in provincia di Piacenza, in visita ai cantieri aperti dopo l'alluvione del 2015 a Zerba (il più piccolo comune dell'Emilia-Romagna) e Cerignale:"Oltre 5 milioni di euro per la messa in sicurezza della Val Trebbia, già investito il 75% delle risorse. Assegnati a Piacenza 1 milione e 200 mila euro per la tutela delle aree boschive. In arrivo 643 mila euro per i comuni della montagna piacentina. Entro il 2019 la copertura della banda ultra larga.

Piacenza, 26 settembre 2016

A distanza di un anno dall'alluvione che colpì le zone della provincia di Piacenza, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini ha visitato ieri Zerba - il più piccolo comune dell'Emilia-Romagna e il più alto capoluogo della provincia di Piacenza, per poi proseguire a Cerignale (il secondo più piccolo in regione).

Un'occasione per incontrare i due sindaci, Claudia Borrè e Massimo Castelli, e le comunità di due dei centri piacentini che, il 13 e 14 settembre del 2015, furono colpiti dall'alluvione. E per fare un bilancio del lavoro svolto per la messa in sicurezza del territorio e il ritorno alla normalità.

"A distanza di un anno, siamo orgogliosi di poter dire che sono stati stanziati oltre 29 milioni di euro, di cui circa 19 dalla Regione- ha sottolineato il Bonaccini-. Di queste risorse, 5,3 milioni di euro sono state destinati alla Val Trebbia. Fondi a cui si aggiungono 45 milioni per i rimborsi ai privati. Abbiamo visto con i nostri occhi, anche assieme al presidente del Consiglio, quanti danni abbia causato quell'alluvione. Avevamo promesso che la risposta sarebbe stata il più possibile rapida, ce l'abbiamo messa tutta, anche grazie all'impegno delle istituzioni locali e delle comunità. Dopo dodici mesi- ha aggiunto- in Val Trebbia abbiamo già investito il 75% delle risorse disponibili che complessivamente hanno finanziato 59 cantieri. Adesso andiamo avanti, per lavorare sempre più in fase di prevenzione".

Ma i fondi stanziati per il territorio piacentino non sono solo legate all'alluvione. "Proprio in questi giorni si è chiuso il primo bando per la forestazione, che ha assegnato alla provincia di Piacenza oltre 1 milione di euro per realizzare dieci interventi destinati alla tutela delle aree boschive- ha sottolineato Bonaccini-. Poi c'è il Programma regionale per la montagna: a disposizione per la legislatura ci sono 700 milioni per il rilancio del nostro Appennino. Destinati alla difesa del territorio, allo sviluppo delle imprese, dell'agricoltura e del turismo, alla diffusione della banda larga e ultra larga. Perché rafforzare la montagna significa rafforzare anche la nostra regione".

Alluvione nel Piacentino messa in sicurezza Zerba

Risorse che sono in arrivo anche a Piacenza. Alle 5 Unioni di comuni comprendenti zone montane presenti nella provincia – che coprono un territorio di oltre 1.180 chilometri quadrati dove vivono più di 20.400 persone – sono stati attribuiti 643 mila euro dal Fondo regionale per la montagna del 2016. Nel dettaglio: 273 mila euro all'Unione montana Valli Trebbia e Luretta; oltre 28 mila euro all'Unione dei comuni Valle del Tidone; più di 215 mila euro all'Unione montana Alta Val Nure; 38 mila 557 euro all'Unione Valnure Valchero; circa 88 mila euro all'Unione dei comuni montani Alta Val d'Arda.
L'Appennino è inoltre al centro delle politiche regionali sulla diffusione delle infrastrutture digitali. Il presidente della Regione ha ricordato l'importante accordo siglato con il ministero dello Sviluppo economico, che mette a disposizione oltre 250 milioni per portare entro il 2020 la banda ultra larga a cittadini, imprese e scuole dell'Emilia-Romagna, soprattutto nei luoghi dove gli operatori delle telecomunicazioni non intendono investire, in quanto considerati non redditizi.
"Avevamo scritto nel programma che avremmo portato la banda ultra larga da Piacenza fino a Rimini, da Zerba a Pennabilli. Grazie a questa intesa, possiamo dire che raggiungeremo certamente l'obiettivo".

Pubblicato in Cronaca Piacenza

"Premio Nazionale per la Sicurezza Urbana" organizzato dal Fisu, un concorso finalizzato a dare visibilità a esperienze, innovative e coerenti con i principi che da sempre ispirano le attività dell'associazione. Secondo posto per il Comune di Piacenza con il progetto "Porta Galera 3.0". 

Piacenza, 21 settembre 2016

Anche il sindaco Paolo Dosi ha partecipato, in qualità di presidente del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana, al convegno dal titolo "Vent'anni di pratiche locali di sicurezza urbana, quali politiche di prevenzione oggi", svoltosi nei giorni scorsi al Palacongressi di Riccione. Nel corso della tavola rotonda organizzata dal Fisu, in occasione della 35° edizione del congresso nazionale "Le Giornate della Polizia Locale", amministratori ed esperti hanno approfondito le principali esperienze alla base delle attuali politiche locali di sicurezza urbana, prevenzione della criminalità e del disordine urbano, messe in atto in Italia negli ultimi vent'anni.

Erano presenti, tra gli altri, il comandante della Polizia Municipale Stefano Poma, Giuliano Barbolini, già presidente del Forum Europeo per la Sicurezza Urbana, Matteo Biffoni, sindaco del Comune di Prato, Matteo Ricci, sindaco del Comune di Pesaro e Carmela Rozza, assessore alla Sicurezza del Comune di Milano. Al sindaco Paolo Dosi, il compito di concludere i lavori.

Premio Nazionale per la Sicurezza Urbana piacenza sindaco Paolo Dosi

In tale contesto, in occasione del ventennale dalla sua fondazione, il Fisu ha promosso la prima edizione del "Premio Nazionale per la Sicurezza Urbana", un concorso finalizzato a dare visibilità a esperienze, innovative e coerenti con i principi che da sempre ispirano le attività dell'associazione.
Assegnato il primo premio al Comune di Genova con il progetto "Dare un posto al disordine...", la giuria di esperti ha attribuito al Comune di Piacenza – ex aequo con il Comune di Ferrara - la piazza d'onore, valutando il progetto "Porta Galera 3.0, sicurezza e riqualificazione del Quartiere Roma" "un'esemplare iniziativa di prevenzione e partecipazione comunitaria, caratterizzata da grande coerenza tra l'analisi del problema affrontato, le azioni proposte e la metodologia seguita". Terza posizione per il Comune di Lucca con il suo progetto di controllo del vicinato e menzione speciale all'iniziativa di riqualificazione urbanistica e sociale presentata dal Comune di Modena.

(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

Il Consorzio di Piacenza ha creato un nuovo percorso per l'alveo del Rio Gragnano e migliorando notevolmente la sua funzionalità ha spinto le acque fuori dal centro abitato. Inaugurazione ieri con il presidente Zermani, il sindaco Calza e l'impresa COGNI.

Gragnano Trebbiense (PC), 13 Settembre 2016

La comunità di Gragnano, il suo centro storico e le molteplici colture agricole presenti nella gran parte del comprensorio comunale da oggi sono decisamente più al sicuro grazie ad una complessa e articolata opera di completamento e ottimizzazione funzionale della rete di canali realizzata in tempi utili dal Consorzio di Bonifica di Piacenza. Fino a pochi giorni fa infatti l'alveo interrato del Rio Gragnano attraversava l'abitato del paese – dividendolo quasi perfettamente in due parti lungo la bisettrice del corso della strada provinciale – scorrendo al di sotto della carreggiata a strettissimo e ravvicinato contatto, anche se non visibile, con le case, le cantine e le numerose opere intubate del sistema idrico integrato-fognario: questa sistemazione originale - oltre a mettere a potenziale repentaglio il centro storico in caso di grave piena aveva creato contemporaneamente criticità legate ad alcune infiltrazioni. Così inserendo l'importante e capillare opera nel progetto più ampio a supporto del miglioramento generale dell'ampia area irrigua del Trebbia (che ha un valore totale di circa 10 milioni di euro) il Consorzio - grazie alla fattiva collaborazione con il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e il Comune di Gragnano – ha ultimato i lavori in circa due anni con il supporto degli Uffici Tecnici Comunali e l'impresa Cogni Spa di Piacenza. Nella fattispecie l'opera che ha riguardato la riqualificazione funzionale dei canali irrigui e ha interessato un lungo tratto di rete di circa 3,5 KM ha ridotto al contempo, in misura considerevole, le perdite di risorsa idrica. Particolare attenzione è stata riservata – nel corso dell'ideazione ed esecuzione del progetto -agli aspetti legati al risanamento e alla qualificazione ambientale delle zone attraversate, alla separazione delle acque irrigue da quelle meteoriche e alle aree verdi contigue ai canali per uso pubblico; tra queste ultime anche la messa in sicurezza - con staccionate di protezione in legno - dell'area che lambisce il Parco del Trebbia. Inoltre anche siepi e alberature sono state inserite in modo mirato.

"Siamo soddisfatti di questo progetto complessivo che inauguriamo oggi– ha commentato il presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza Fausto Zermani- che porterà alle aree del Trebbia circa 10 milioni di euro spalmate su diversi comuni in un beneficio diffuso. Un territorio abitato –come a Gragnano- che storicamente nasce e si insedia al di sopra della rete dei canali già presente e che ora necessita inevitabilmente di alcuni rilevanti cambiamenti dopo l'urbanizzazione. Anche per questo la realizzazione dell'opera più a monte del Trebbia, la cosiddetta Traversa di Rivergaro, si fa sempre più importante ed essenziale per garantire apporto irriguo costante alla vallata, agli abitanti e all'economia".

Soddisfatta di quanto fatto - in circa 24 mesi di lavoro complessivi - Patrizia Calza Sindaco di Gragnano – "Con quest'opera capillare abbiamo risposto a più esigenze dei cittadini: alcuni allagamenti di cantine, infiltrazioni ed esalazioni non si verificheranno più e in più sarà fondamentale la funzione preventiva svolta dal nuovo tratto del Rio Gragnano per contenere e mitigare l'impatto di piogge abbondanti. Ora attraversando a semi-cerchio l'abitato garantisce un impatto "intelligente". E a proposito di impatto voglio rimarcare che abbiamo posto particolare attenzione alle opere in termini ambientali e questo è un ulteriore motivo di soddisfazione.

(Fonte: Ufficio Stampa Consorzio Bonifica Piacenza)

Parma, 6 settembre 2016 - Nell'ambito di un piano straordinario di controllo del territorio, nel pomeriggio di ieri 5 settembre 2016 la Questura di Parma, insieme con il Reparto Prevenzione Crimine Emilia Romagna Occidentale di Reggio Emilia, una delle quali dotata di sistema elettronico "Mercurio" per la ricerca di veicoli rubati, e la Polizia Municipale di Parma, ha svolto attività finalizzata alla prevenzione dei reati in genere e a controlli "anti degrado", in particolare nelle aree di Piazzale Pablo, Via Savani, Viale Piacenza, Piazzale della Pace, Stazione F.S. e Piazzale C. A. Dalla Chiesa, Via San Leonardo.

Nell'ambito di questa attività, sono stati effettuati tre posti di controllo, controllati 19 autoveicoli ed identificate e controllate 52 persone, 13 delle quali extracomunitarie e 17 delle quali risultate pregiudicate.

Sono stati controllati inoltre 4 esercizi pubblici: in occasione di uno di questi controlli, in un bar è stato identificato un cittadino albanese 32enne residente in città, risultato avere a carico la misura di prevenzione dell'Avviso Orale emesso nei suoi confronti dal Questore di Parma nel 2013.

La Polizia Municipale, nell'ambito di specifica competenza, ha proceduto al controllo di due centri benessere gestiti da soggetti di nazionalità cinese.

Nell'arco di tutta la giornata di ieri, complessivamente sono stati controllati 21 autoveicoli e 62 persone, una delle quali, un uomo 46enne di nazionalità tunisina, è risultata irregolare sul territorio nazionale: accompagnato in Ufficio, gli è stato notificato un Decreto di espulsione con Ordine del Questore di lasciare l'Italia.

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