La Polizia di Stato arresta mendicante molesto presso il discount Dpiù di via Emilia Ovest.


La Squadra Mobile ha tratto in arresto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Modena il 7 novembre scorso, un cittadino del Gambia di 35 anni.
Lo straniero, regolare sul territorio italiano, pluripregiudicato, senza fissa dimora, è solito stazionare e bivaccare nella zona di via Emilia Ovest nei pressi del discount Dpiù, infastidendo la clientela e il personale dell’esercizio commerciale.
Il 35enne era stato arrestato dalla Squadra Volante il 30 ottobre scorso per il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale: gli agenti erano intervenuti presso il discount su segnalazione di un addetto alla vigilanza in quanto lo straniero, in evidente stato di alterazione psicofisica da assunzione di alcool, stava disturbando con atteggiamenti molesti dipendenti e clienti. In quell’occasione il gambiano si era opposto ai controlli, spintonando e sputando in faccia agli operatori. Per tale motivo era stato arrestato e, in esito al processo con rito direttissimo, sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Modena in attesa di nuova udienza.


Nei giorni successivi, in violazione della suddetta misura cautelare, lo straniero era stato nuovamente sorpreso dagli agenti davanti al supermercato ancora una volta in evidente stato di ubriachezza, motivo per il quale il G.I.P. ha ritenuto opportuno disporre l’aggravamento della misura cautelare.


Gli agenti della Squadra Mobile lo hanno intercettato proprio ieri sera nei pressi del discount di via Emilia Ovest e lo hanno tratto in arresto. Al termine degli accertamenti di rito, è stato associato presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

 

 

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Al poliziotto aggredito è stato diagnosticato un trauma contrattivo al radiche cervicale con una prognosi di 10 giorni.

Parma 3 novembre 2019 - Nel tardo pomeriggio di oggi, 03/11/19, un detenuto magrebino, durante le operazioni di ritiro della spazzatura, avrebbe aggredito un Poliziotto Penitenziario, prendendolo da dietro ed afferrandolo per il collo.
Solo grazie all'intervento dei detenuti lavoranti si sarebbe evitato il peggio, considerando che il detenuto autore del gesto sarebbe lo stesso resosi già responsabile di altre due aggressioni ai danni della Polizia Penitenziaria e responsabile dell'incendio della sua camera di pernottamento.
Il malcapitato collega sarebbe stato successivamente trasportato presso il pronto soccorso del nosocomio cittadino dove si starebbe sottoponendo alle cure del caso.
Purtroppo, simili episodi stanno diventando sempre più frequenti presso gli II.PP. di Parma e, più in generale, negli Istituti di Pena della regione.
Il SiNAPPe, oltre a sollecitare l’immediato trasferimento del detenuto responsabile dell'evento critico, ai sensi della circolare GDAP 10/10/2018.0316870.U del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, continua a chiedere ai Superiori Uffici di farsi carico della problematica relativa alla gestione dei detenuti facinorosi e/o psichiatrici che stanno mettendo a soqquadro gli Istituti della Regione, compromettendone seriamente l'ordine e la sicurezza interna.

F.to Il Segretario Regionale

Gianluca Giliberti

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Arrestato dalle volanti 19enne di origini russe per rapina aggravata ai danni di una donna filippina di 53 anni.

Parma 2 novembre 2019 - Ha cercato di far perdere le proprie tracce a bordo di una bicicletta un ragazzo 19enne di origini russe che nel pomeriggio del 31 ottobre ha rapinato una donna di origini Filippine di 53 anni.

Nel dettaglio, il giovane, mentre si trovava in bici in via Pontasso rubava la borsa ad una donna cogliendola di sorpresa e strappandogliela di dosso per poi darsi repentinamente alla fuga. La vittima, che ha provato per qualche istante a resistere e, solo per fortuna ,non è caduta a terra, ha iniziato ad urlare chiedendo aiuto ad un uomo che a bordo della propria auto stava transitando in quella via.

L'uomo ha quindi iniziato a seguire il giovane comunicando tutti gli spostamenti al 113 della polizia di stato e dando descrizione dell'abbigliamento del giovane. Il rapinatore veniva pertanto segnalato dapprima in via La Spezia e poi in direzione via Chiavari dove però riusciva a far perdere le proprie tracce.

In base alla segnalazione degli spostamenti ed alle descrizioni ricevute gli agenti delle volanti riuscivano ad individuare il 19enne al capolinea dell'autobus n. 5 di via Chiavari. Il giovane dopo essersi in un primo momento dichiarato estraneo ai fatti ha ammesso la propria responsabilità davanti agli operatori di polizia intervenuti dichiarando di essersi disfatto della borsa buttandola in un cestino della spazzatura.

A seguito di perquisizione è stato trovato in possesso della refurtiva vale a dire di 2 telefoni cellulari, un modem portatile, e un paio di occhiali da sole. Il tutto è stato riconsegnato alla vittima compreso la borsa recuperata dagli Agenti. Il giovane dopo gli accertamenti di rito è stato tratto in arresto per rapina aggravata.

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Sabato, 02 Novembre 2019 07:57

APP. Tik Tok: Attenzione ai vostri bambini

Di Nicola Comparato Modena 31 ottobre 2019 - Internet spesso è un'arma a doppio taglio. Il paradiso delle informazioni può trasformarsi di colpo in un inferno per i più piccoli, inconsapevoli dei rischi che si possono correre.

Recentemente in rete si è venuti a conoscenza di un caso di pedofilia ai danni di un bambino, contattato con messaggi e videochiamate da un uomo adulto sull'applicazione denominata "Tik Tok". Dai messaggi ricevuti dal piccolo erano evidenti le avances dell'uomo: "ti voglio bene, sei il mio fratellino, voglio essere il tuo papà, ti voglio conoscere, mettiti sotto le coperte così nessuno ci ascolta, ora metto la foto di un bambino sul mio profilo così nessuno si insospettisce......". Il padre del bambino dopo essersi reso conto della situazione, ha sporto immediatamente denuncia presso i carabinieri di Modena, contattando anche i genitori dei bambini amici di suo figlio per evitare che casi simili si ripetano.

Ora non resta che aspettare l'esito delle verifiche dei carabinieri che stanno controllando la posizione di una persona sottoposta a indagine.

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Nonostante l’extra impegno in occasione della  partita di calcio, sono proseguiti i controlli in città da parte dei carabinieri.
Ieri pomeriggio intorno alle 17,00 è stato arrestato, dai militari dell'Arma del nucleo operativo e radiomobile, un cittadino nigeriano (classe 89), in Italia senza fissa dimora con precedenti specifici, per resistenza a pubblico principale detenzione ai fini di spaccio.

Mentre si trovava in Viale Barilla, nei pressi del centro commerciale, nel tentativo di sottrarsi al controllo si dava a una precipitosa fuga. Prontamente raggiunto e bloccato, questi reagiva e  aggrediva fisicamente con calci e pugni i militari intervenuti. Presumibilmente nel tentativo di non farsi ritrovare con della sostanza stupefacente del tipo hashish di cui si era disfatto durante la breve fuga. Il giovane veniva quindi arrestato e trattenuto presso le celle di sicurezza della caserma di Strada delle Fonderie in attesa del rito per direttissima .

Contestualmente i carabinieri di Parma centro sono riusciti a bloccare, mentre tentava di oltrepassare i varchi d'uscita dal negozio del centro commerciale sito in piazzale Balestrieri, una cittadina rumena classe '94 e residente a Milano censurata, che si era impadronita di un iPad, del valore economico di 489 €, refurtiva immediatamente restituita ai titolari dell'esercizio. 

 

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Siamo al paradosso e ben presto la società civile si trasferirà in carcere e gli irriducibili mafiosi e terroristi in libertà a gongolarsi dell’impunità da gaudenti feudatari.
  
di Lamberto Colla Parma  27 ottobre 2019 -

Siamo arrivati al capolinea. La Corte Costituzionale ha aperto ai permessi premio agli ergastolani anche in assenza di collaborazione e amplia il potere discrezionale dei giudici che dovranno decidere caso per caso. Il procuratore antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri, a margine di un convegno organizzato dalla Camera Penale a Catanzaro si è così esposto: “Vanificato il sangue di grandi magistrati e uomini di forze dell’ordine.” Una sentenza “inevitabile” dopo quanto deciso dalla Corte di Strasburgo poco più di 15 giorni fa. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha infatti respinto il ricorso dell'Italia sull'ergastolo ostativo e ha ordinato che venga riformata la legge che impedisce al condannato di usufruire di benefici sulla pena se non collabora con la giustizia. L'Italia aveva fatto ricorso contro una sentenza di condanna del 13 giugno che ora diventa definitiva.

“957 condannati all’ergastolo - scrive il sole 24 ore del 24 ottobre scorso a firma di Ivan Cimmarusti - ostativo per mafia (1.250 il totale degli ergastolani in regime ostativo). Potranno accedere ai permessi premio anche chi sta scontando pene minori per mafia, terrorismo, violenza sessuale aggravata, corruzione e in generale i reati contro la pubblica amministrazione. Tutti reati che sino ad oggi impedivano la concessione di qualunque beneficio penitenziario nel presupposto della pericolosità sociale del condannato. Questo il senso della sentenza con cui la Consulta ha ritenuto incostituzionale l’articolo 4 bis dell’Ordinamento penitenziario.”

E se da un lato la Corte di Strasburgo apre le porte agli ergastolani, dall’altra il nostro governo spalanca le porte del carcere per chi non arriva a fine mese, altro che fine pena mai!

Da oltre un mese infatti, ovvero da quando il governo giallo rosso è entrato in carica, si sente solo parlare di manette.

Di manette per gli evasori (fiscali ovviamente) e di misure per arginare la piaga dell’evasione. Dal POS obbligatorio all’incentivo (vedremo quale sarà) all’utilizzo delle carte elettroniche. In contropartita a tutti questi irrinunciabili premi la mano forte e implacabile dello Stato si abbatterà sugli evasori.

Ma quali? Quelli piccoli, quelli che per errore o per impossibilità non riescono a pagare allo Stato quello che presumibilmente avevano. onestamente o “stupidamente” dichiarato e quindi facilmente rintracciabile dai segugi del fisco.

Peccato però che con le nuove norme fiscali, che presumibilmente verranno introdotte nei prossimi mesi, sarà più semplice commettere reati per chiunque. Saranno infatti abbassate le soglie di punibilità e aumentate le pene. Intercettazioni e confische per gli evasori.

Il ritocco della legge tributaria sarà una delle priorità della nuova legge di bilancio per il 2020: verranno abbassate le soglie di punibilità e aumentate le pene per tutti gli evasori, anche per coloro che si trovano nell’impossibilità economica di poter pagare le tasse. e con introiti molto ridotti.

I Grandi evasori invece niente. Delle multinazionali, del gioco e le compagnie digitali in genere ormai è chiara la loro evasione quasi totale anche in forza dei miseri accordi che alcune di queste hanno stabilito con gli stati europei. Ma oggi si scopre che anche le banche ci hanno messo del loro. Più di 55 miliardi di euro sarebbero stati sottratti al Fisco di diversi paesi europei (4,5 miliardi sarebbero ascrivibili all’Italia). E’ quanto emerge da una inchiesta riportata dal giornale tedesco Zeit Online. Decine di banche, broker, studi legali e società di revisione sarebbero coinvolti in un'indagine avviata in Germania dalla procura di Colonia insieme ai magistrati di Monaco e di Francoforte (sole 24 ore 18 ottobre 2019).

Già le banche, quelle che sarebbero certamente avvantaggiate dall’uso di carte di credito anche per i piccoli importi. Loro che da ogni 100 euro ne incassano uno senza colpo ferire, mentre al contrario chi acquista paga di più del prezzo esposto in vetrina e chi vende riceve di meno, mentre con l’uso del contante questa distorsione, tutta a vantaggio esclusivo degli istituti di credito non v’é, salvo la commissione lasciata per il prelievo al bancomat.

Per cui, ecco che tra tasse, balzelli, manette e abbassamento della soglia di punibilità degli evasori, torna di attualità un post pubblicato nel recente passato da Lino Ricchiuti, Presidente Nazionale Movimento Popolo Partite Iva, che riporta il commento di un piccolo imprenditore costretto a abbandonare il gioco (L’impresa).
Vero o falso che possa essere il racconto, la descrizione degli impegni che gravano sulle partite iva è reale e dovrebbe far riflettere sulla necessità di una radicale revisione e semplificazione.
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"LO STATO HA VINTO , CHIUDO LA PARTITA IVA E .. "
 
1.non dovrò più umiliarmi in banca per spiegare che il mio bilancio fa schifo, non perché non so lavorare ma perché i clienti non pagano
2. non dovrò più essere costretto ad usare i fidi bancari a tassi osceni
3. non dovrò più pagare quote associative ad associazioni che alla fine dei conti ti aiutano solo ad adempiere agli obblighi
4. non dovrò piu pagare il commercialista e il consulente del lavoro
5. non dovrò mai più pagare avvocati
6. non dovrò piu comprare marche da bollo da 14,62 e poi da 16,00 per il libro giornale e il libro inventari
7. non dovrò piu pagare il canone per le licenze dei software
8. non farò più la comunicazione dati iva
9. non farò piu la dichiarazione modello unico e non pagherò più l’irpef
10. non farò piu la dichiarazione irap e non pagherò più l’irap
11. non pagherò piu gli f24 per l’inps e l’inail
12. non dovrò mai più richiedere un durc
13. non dovrò mai più pagare la cassa edile
14. non farò piu lo spesometro
15. non farò piu gli studi di settore
16. non dovrò più mandare lettere per la tutela della privacy e redigere il documento programmatico
17. non dovrò più andare a fare il corso pronto soccorso e corso antincendio
18. non dovrò mai più sentire parlare di sistri e di registro rifiuti
19. non avrò più bisogno di pagare manutenzioni di stampanti e computer
20. non dovrò più chiedere la fattura quando vado a mangiare una pizza
21. non dovrò più tenere tutti gli scontrini di qualsiasi acquisto
22. non dovrò più andare all’agenzia entrate
23. non dovrò più lottare contro l'agenzia dell'entrate riscossioni
24. non dovrò più svenarmi per pagare i finanziamenti
25. non dovrò più passare notti in bianco per pensare come fare per pagare i miei dipendenti perché grazie a voi li ho dovuti tutti licenziare ed ora tocca a te stato dargli un posto di lavoro visto che hanno famiglia e mutui da pagare
26. non dovrò più subire la gogna di processi penali con il giudice di fronte e la gabbia a destra , solo perché a volte ho dovuto decidere se pagare gli stipendi o i contributi perché non avevo alternativa
27. non dovrò vivere più con l’ansia giornaliera del postino che mi stava distruggendo la salute o aprire la pec che è diventata la nostra roulette russa ... oggi sarò vivo o affondato ?
Ora venite tutti a prendere gli immobili, venite pure la porta è aperta !
Lo Stato e le banche vogliono i muri ?? Che se li prendano. Vendete all’asta quello che volete, la porta è aperta !
Decreti ingiuntivi, atti di precetto, ipoteche, sequestri, pignoramenti, fate pure ! La porta è aperta.
PORTATE VIA TUTTO, SVENDETE TUTTO ne avete diritto con i titoli esecutivi e non dimenticate di dare  ai miei dipendenti che per me era come una famiglia il reddito di cittadinanza perché  hanno mutui da pagare,  figli da crescere e far studiare. Io mi fermo qua.

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(Per leggere i precedenti editoriali clicca qui)
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Parma 26 ottobre 2019 -  La Polizia di Stato, nel pomeriggio e nella serata di ieri, con pattuglie della Questura, del Reparto prevenzione crimine di Reggio Emilia, con due unità cinofile di Bologna e con una pattuglia della Polizia Locale, ha effettuato diversi controlli antidroga.


Contemporaneamente si sono svolti attenti controlli amministrativi, scaturiti, anche questi, a seguito di un’attenta attività di analisi da parte della Questura. Questi ultimi controlli hanno visto sul territorio una pattuglia della Divisione Polizia Amministrativa della Questura, che ha coordinato il servizio, una della Polizia Locale (c.d. annona), uomini dell’Ispettorato del Lavoro e dell’A.s.l..
Durante tutti i servizi svolti sono state identificate 64 persone di cui 23 straniere, nonché controllati 16 veicoli.
I controlli amministrativi hanno portato ad ispezioni all’interno di 3 esercizi commerciali in zona Via Argini e in Strada d’Azeglio. La Polizia Locale ha comminato in un locale 1600 euro di sanzioni amministrative per mancate esposizioni(scia, divieti di fumo e prezzi), mentre l’ispettorato del lavoro avendo colto un lavoratore in nero ha contestato una sanzione di 500 euro, ed intimato la regolarizzazione entro 48ore, pena la sospensione dell’attività.


I controlli antidroga, invece, ci hanno visto impegnati nel Quartiere S. Leonardo, con particolare attenzione a Via Venezia e al Parco del Naviglio alto, dove sono stati sottoposti a controlli diversi cittadini stranieri. Nel frangente le unità cinofile hanno trovato diverse dosi di hashish e marijuana pronte allo smercio, che sono state conseguentemente sequestrate.
I controlli sono poi proseguiti presso il Parco Ducale e nei viali Vittoria e dei Mille, comprese le strade che insistono all’interno dei viali in direzione piazza Picelli e Matteotti.
Nel corso del servizio sono stati sequestrati 100 grammi di Marijuana e 20 di hashish.
Parallelamente, due stranieri bloccati nel corso dei controlli, entrambi con precedenti e quindi ritenuti pericolosi per la sicurezza, sono stati posti all’attenzione dell’Ufficio Immigrazione. Quest’ultimo ufficio ha sottoposto entrambi al provvedimento dell’espulsione dal territorio nazionale. I due erano un cittadino senegalese classe 87’ ed un palestinese classe 90.


Le attività descritte rispondono alla strategia della Questura, ovvero operare parallelamente attraverso una massiva presenza sul territorio al fine di prevenire e reprimere la commissione di reati nonché verificare le presenze all’interno dei locali, per far si che anche le attività delittuose che si spostano dalla strada all’interno dei locali vengano appunto prevenute e represse.
Tutto ciò operando simultaneamente attraverso l’espulsione di soggetti pericolosi dal territorio nazionale.

 

 

 

 


https://youtu.be/7sBW4odYstc

 

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Si erano resi latitanti dopo la sentenza definitiva per i furti commessi nel 2017. Arrestati 2 componenti del gruppo.

Parma 24 ottobre 2019 - nella giornata di ieri, la Polizia di Stato di Parma, ha tratto in arresto CIOBANU Constantin e COCIORVA Vladimir destinatari di un Ordine di carcerazione per l’espiazione, rispettivamente, di 1 anno e 9 mesi e 3 anni e 5 mesi di reclusione.
COCIORVA Vladimir e CIOBANU Constantin, nel novembre 2017, nell’ambito del Proc. Pen. 1182/2017 RGNR, erano stati tratti in arresto, da parte della Squadra Mobile di Parma, in esecuzione di Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Parma unitamente a VIERU Vitale, nato in Moldavia il 20/12/1984; POCLIT Vladimir, nato in Moldavia il 15/11/1991; VARGUTA Mihail, nato in Moldavia il 12/09/1993; CIOBANU Mihail, nato in Moldavia il 25/10/1995 e LUCA Vitalie, nato in Moldavia il 15/01/1980, in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo, di 19 furti pluri-aggravati commessi nelle province di Parma, Reggio Emilia, Cremona, Piacenza e Padova nel periodo marzo/ottobre 2017 e di vari episodi di ricettazione.


I due soggetti, successivamente sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliare, erano evasi, rendendosi di fatto irreperibili e, pertanto, fino alla giornata di ieri, i tentativi di rintraccio per dare esecuzione alla pena applicata in via definitiva per i fatti di cui al citato procedimento penale 1182/17 erano risultati vani.


I dedicati servizi di monitoraggio, effettuati dal personale della Sezione Antirapine, hanno consentito di individuare in un casolare sito in località Madregolo, un loro possibile rifugio e pertanto, nella mattinata di ieri, si è proceduto alla perquisizione dell’immobile, sorprendendo all’interno i due latitanti che hanno cercato la fuga attraverso il tetto dove, però, sono stati bloccati.
Nel corso della perquisizione dell’immobile, è stato rinvenuto denaro contante ed altri oggetti certamente provento di ulteriori furti, radioline ricetrasmittenti e strumenti da effrazione, nonché la chiave di un’autovettura rubata, rinvenuta poco distante dal casolare, su cui erano state apposte targhe di altro veicolo per occultarne la provenienza illecita.

Video operazione al link:  https://youtu.be/H8JOQ3HAurw

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Distrugge le vetrate del Polo Sanitario di Via Verona, Arrestato in flagranza di reato per il reato di danneggiamento aggravato e resistenza a p.u.

Parma 23 ottobre 2019 - Nel corso della mattinata di ieri intorno a mezzogiorno le volanti della Questura di Parma sono state contattate al 113 per la segnalazione di un cittadino italiano in stato di agitazione nei pressi del predetto polo sanitario in quanto pretendeva di ricevere in assegnazione una casa.

Dopo essere intervenuti prontamente veniva chiarita la situazione ovvero che il ragazzo classe '80 non poteva essere preso in carico dalla servizio sociale in quanto residente in un'altra città. A quel punto gli agenti hanno preso direttamente in carico la situazione di disagio dell'uomo contattando la Caritas per essere accolto temporaneamente.

L'uomo, dopo aver ringraziato, lasciava il polo sanitario in modo tranquillo.

Circa un'ora dopo il 113  riceveva una chiamata da parte di alcuni dipendenti terrorizzati, in quanto, lo stesso uomo, stava spaccando letteralmente le vetrate del polo sanitario con una grossa pietra.

Giunti sul posto si poteva constatare che l'uomo, ancora in possesso dell'arma, era ancora intento a distruggere i vetri, cosa che aveva determinato la fuga da parte di tutti gli addetti al Polo, che si sono  rifugiati all'interno dei loro uffici, e i cittadini presenti  si sono dati alla fuga.

L’uomo particolarmente agitato veniva con difficoltà bloccato dagli agenti. Per questi motivi l'uomo è stato tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e per danneggiamento aggravato ai danni di un ente pubblico. Contemporaneamente lo stesso è anche  stato denunciato a piede libero per i reati di violenza privata, interruzione di pubblico servizio (anche in considerazione del fatto che il polo è dovuto rimanere chiuso, a causa dei danni, per tutto il resto della giornata) e porto di oggetti atti ad offendere, nonché, per gli insulti proferiti agli agenti, per oltraggio a pubblico ufficiale.


Oggi, a seguito del rito per direttissima, il Giudice ha applicato al soggetto la misura cautelare in carcere.

 

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Spaventa i passanti con una pistola giocattolo: bloccato da Polizia di Stato e Carabinieri - 

Carpi 19 ottobre 2019 - Nella serata di ieri, una Volante del Commissariato di P.S. di Carpi è intervenuta in via Ugo da Carpi, all’angolo con via Abetone, dove era stata segnalata la presenza di un uomo, che girava armato di pistola, puntandola all’indirizzo dei passanti. Gli agenti utilizzando tutte le cautele del caso hanno bloccato, con l’ausilio di una pattuglia del Comando Compagnia Carabinieri di Carpi, l’uomo, identificato successivamente per un cittadino ucraino di 41anni, al quale hanno sequestrato una pistola giocattolo. Accompagnato presso gli Uffici del Commissariato per accertamenti più approfonditi, è stato denunciato in stato libertà per il reato di minacce aggravate.

Reato di stalking e maltrattamenti in famiglia: scatta il “divieto di avvicinamento” alla ex compagna per un cittadino peruviano
La Polizia di Stato ha eseguito ieri la misura cautelare del “divieto di avvicinamento alla persona offesa”, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Modena il 17 ottobre scorso a carico di un cittadino peruviano, indagato per i reati di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori nei confronti della ex compagna.
L’uomo, nel corso della relazione durata all’incirca sei anni e anche dopo la fine della loro convivenza, ha mantenuto una condotta di costante sopraffazione e volontà di intimidazione, caratterizzata da ripetute aggressioni fisiche e verbali e da condotte vessatorie e persecutorie nei confronti della donna, anche in presenza della loro figlia minorenne, acuite dall’abuso di sostanze alcoliche e droganti.
Tali atteggiamenti avevano portato la donna a vivere in un profondo stato di prostrazione e angoscia, esasperato dalla paura per la propria incolumità e per quella della figlia. Sfinita dalle continue vessazioni si è rivolta alla Polizia di Stato.
La scrupolosa attività di indagine, svolta dagli investigatori della Squadra Mobile, specializzati nei reati contro la persona, ha consentito di raccogliere una serie di fonti di prova che hanno permesso alla Procura della Repubblica di Modena, nella persona della dott.ssa Natalini, di richiedere in via d’urgenza al G.I.P., in attesa degli sviluppi processuali, l’emissione della misura coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, quantificato in 100 metri, a cui si aggiunge il divieto di comunicare con la vittima attraverso qualsiasi mezzo.

Fermato con documenti falsi sull’A1: 36enne moldavo arrestato dalla Polizia di Stato - Giovedì 17 ottobre, intorno alle ore 14.00, nel transitare sulla carreggiata nord della A/1, una pattuglia della Sottosezione Polstrada di Modena Nord ha fermato per un controllo una FIAT Punto con targa italiana che, in entrata al casello di Modena Nord, si era immessa nel flusso veicolare in direzione nord. Il conducente, un cittadino 37enne di nazionalità moldava, residente a Parma, ha esibito una patente di guida rumena, mentre il passeggero era in possesso di una carta di identità rumena.  
Gli agenti hanno accompagnato i due stranieri presso gli Uffici della Sottosezione di Modena Nord, per accertamenti sulla autenticità dei documenti, in quanto vi erano fondati dubbi che fossero falsi. Approfondite verifiche sui due soggetti hanno permesso di accertare che la carta di identità rumena era stata falsificata e che al conducente, da tempo residente sul territorio nazionale, era stata sospesa nel 2011 la patente per guida in stato di ebbrezza alcolica. Quest’ultimo per poter continuare a guidare, aveva deciso di procurarsene una falsa, circostanza emersa dall’accertamento fatto in banca dati sul numero del documento rumeno, che è risultato intestato ad altra persona. Il moldavo è stato, pertanto, denunciato a piede libero e sanzionato ai sensi del Codice della Strada, mentre il passeggero, identificato per un cittadino moldavo di 36 anni, è stato tratto in arresto per il reato di possesso di documento falso valido per l’espatrio.

Ruba una borsetta in discoteca: 20enne denunciato dalla Polizia di Stato
La Squadra Volante ha denunciato in stato di libertà un cittadino tunisino di 20 anni, regolare sul territorio italiano, per il reato di furto aggravato.
Intorno alle ore 5.00 di questa mattina, gli agenti sono intervenuti presso il locale Kyi Lounge in via Jacopo da Porto Sud, in quanto gli addetti alla sicurezza avevano individuato l’autore di un furto di una borsetta ai danni di una cliente.
Grazie alla visione dei filmati delle telecamere di sorveglianza installate nel locale, è stato possibile accertare quanto accaduto, ovvero che il tunisino si era impossessato della borsa, lasciata incustodita dalla vittima su un divanetto, occultandola sotto la felpa.
Il 20enne, rintracciato all’interno del locale, ha ammesso la propria responsabilità e ha dato indicazioni per ritrovare la borsa, che lo stesso aveva abbandonato al centro della pista da ballo.
Il tunisino è stato poi accompagnato in Questura per accertamenti più approfonditi, dai quali sono emersi precedenti di Polizia a suo carico per rapina, ricettazione, furto con strappo e associazione per delinquere.

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