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Sabato 11 luglio alle ore 18 in piazzale Santa Croce il Comune chiama a raccolta partiti, movimenti civici, cittadini e tutti coloro che condividono la richiesta di fermare l'applicazione dell'articolo 35 del decreto noto come "Sblocca Italia", che liberalizza il conferimento dei rifiuti anche al di fuori dei confini regionali, e soprattutto di stoppare la richiesta di Iren di incrementare la portata dell'inceneritore di Parma a 195.000 tonnellate l'anno. -

Parma, 6 luglio 2015 -

Il comunicato di adesione di Zero Waste Italy -

Zero Waste Italy aderisce convintamente e partecipa alla manifestazione dell'11 luglio "Nessun Dorma" promossa dal comune di Parma contro l'inceneritore ed in particolare contro il tentativo della multiutility IREN, proprietaria dell'impianto, di importare rifiuti da tutta Italia. Questo tentativo rappresenta una risposta disperata ed aggressiva alla mancanza di rifiuti da bruciare una volta che la raccolta differenziata porta a porta promossa dal comune ha raggiunto il 70%.

Infatti, al momento, il funzionamento dell'impianto raggiunge circa il 45% delle sue potenzialità di combustione costringendo il gestore a "perorare" l'arrivo di altri rifiuti da fuori grazie all'attuazione dell'articolo 35 dello "Sblocca Italia" che consente di stracciare le pianificazioni regionali e provinciali e di importare rifiuti non provenienti da territori di propria pertinenza attuando una "deregulation" inaudita.
Tutto questo diviene tanto più drammatico poiché lo si vorrebbe realizzare in un territorio sede dell'Autorità Europea Alimentare e di straordinarie "eccellenze alimentari" per di più definito la Food Valley!

nessundorma

Con quale coerenza si potrebbe continuare a definire in questo modo un territorio invaso dalla "industria sporca" dell'incenerimento! E' stato un gravissimo errore costruire a tutti i costi questo impianto che in moltissimi, tra cui Zero Waste Italy, avevano definito oltre che dannoso per la salute e per l'ambiente non necessario se fossero state fatte partire le buone pratiche verso Rifiuti Zero come effettivamente si sta dimostrando.
Così già da un anno Zero Waste Italy ha denunciato il pericolo che proprio perché in carenza di rifiuti questo inceneritore avrebbe esposto Parma a divenire tristemente e pericolosamente sede di smaltimenti da tutta Italia. In particolare paventiamo che i rifiuti verrebbero fatti affluire dalla Liguria e dal Piemonte ma chissà potrebbero arrivare anche la famigerate "ecoballe" dalla Campania.

Per questi motivi la "battaglia di Parma" oltre a confermarsi una delle "tre Stalingrado" su cui si combatte il "fronte delle alternative all'incenerimento" (insieme in primis a Torino e a Firenze) diviene il banco di prova per fermare la scelleratezza dell'articolo 35 che se applicato porterebbe il nostro Paese non a percorrere il sentiero delle buone pratiche di riduzione-riuso-riciclo/compostaggio per estrarre materia, valori economici e occupazionali dai rifiuti come richiesto dall'Europa e dall'enfasi posta sulla "economia circolare "dalla culla alla culla" anche da moltissime imprese ma quello sporco ed inquinante dello smaltimento voluto da multiutilities sempre più distanti ed aggressive nei confronti dei beni comuni e delle comunità locali.

Zero Waste Italy chiede che le autorizzazioni a compiere questo scempio non vengano concesse, che l'inceneritore proprio perché non necessario venga dismesso e che al contrario si realizzino e si finanzino "distretti della riparazione e del riciclo", a partire da quello dei metalli preziosi contenuti nei RAEE - rifiuti elettrici ed elettronici.
Ormai come chiesto dallo stesso Pontefice occorre uscire dall'inganno insostenibile dell'usa e getta combattendo sprechi, malaffare e decisioni prese da "corpi separati" dai territori sempre più compromessi nella loro salute ambientale e compromettenti gli stessi livelli minimi di democrazia.

Zero Waste Italy

 

Pubblicato in Cronaca Parma

Si tratta di un sistema progressivo che premia coloro che espongono meno rifiuto residuo. Come funziona e come si calcola la Tari. -

Parma, 22 giugno 2015 -

Dal mese di luglio chi effettuerà la raccolta differenziata in modo corretto, verrà premiato con una riduzione sulla bolletta. Il sistema incentiva a esporre meno rifiuto residuo, calcolando il numero di volte annuale in cui viene esposto tramite gli appositi bidoncini o sacchi microchippati.

A esempio per una famiglia composta da 3 persone che vive in un appartamento di 100 metri quadrati ecco come si profila la situazione. A fronte di una tariffa attuale di 254 euro, c'è la possibilità di risparmiare 18 euro annui, fino a 24 vuotamenti annuali del bidone o del sacco per l'indifferenziato, con una bolletta, nel caso di un comportamento virtuoso, quindi, pari a 236 euro annui.
Nel caso in cui la stessa famiglia effettui 36 vuotamenti annui, la bolletta raggiunge i 254 euro, cioè lo stesso importo di quella attuale uguale per tutti. Nel caso in cui effettui il numero massimo di vuotamenti annui, pari a 52, allora la bolletta sale a 276 euro annui.

Quindi 236 euro per 24 vuotamenti, prevede il mantenimento ai livelli attuali della tariffa, cioè 254 euro per 36 vuotamenti annui, ed arriva fino a 276 euro per 52 vuotamenti annui.

Come funziona

Il contenitore per il rifiuto residuo può essere un bidoncino grigio o un sacco bianco. Esso è dotato di un microchip che l'operatore leggerà ad ogni vuotatura. Il microchip funziona come un contatore abbinato al proprio codice a barre identificativo della Tari e registra il numero di volte in cui il contenitore viene vuotato o il sacco raccolto. Per cui più si differenzia in modo corretto, minore sarà la quantità di rifiuto residuo.

Come si calcola la Tari per Famiglie

La prima rata Tari 2015 è stata ancora calcolata secondo il metodo in vigore fino ad oggi e comprende: la quota fissa semestrale basuata sulla superficie dell'immobile e la quota variabile basta sula numero dei componenti il nucleo familiare. Oltre a questo l'avviso di pagamento contiene l'addizionale provinciale. La seconda rata Tari 2015 verrà emessa in autunno e sarà calcolata con nuovo metodo. Si comporrà di 4 parti, le prime due uguali alla precedente, più altri due nuovi elementi: una riduzione percentuale sulla quota variabile prevista dall'introduzione del sistema di calcolo puntuale; una quota variabile basata sul numero di vuotature minime previste.

Per cui, in sintesi, all'utente verranno addebitate un numero minimo di vuotature. Se l'utente non lo supererà avrà ottenuto il massimo risparmio, in caso contrario le vuotature aggiunte verranno addebitate nella prima bolletta dell'anno successivo.

Numero di vuotature minime annue addebitate per famiglie e tipologia di contenitore

Con un solo componente del nucleo familiare per i contenitori da 40 litri il numero di vuotamenti è 12, per quello da 120 litri è di 4. Con due componenti, per contenitori da 40 litri il numero di vuotature è di 18, per contenitori da 120 litri è di 6. Per 3 componenti, per contenitori da 40 litri il numero è di 24, per contenitori da 120 litri è di 8. Per nuclei con 4 componenti, per contenitori da 40 litri il mumero minimo di vuotature è di 30 per contenitori da 120 litri scende a 10. Per nuclei con più di 5 componenti il mumero minimo è di 36 vuotature per contenitori da 40 litri, che scende a 12 per contenitori da 120 litri.

Il costo delle vuotature cadauna, oltre a quelle addebitate, è di 1,40 euro per contenitori da 40 litri e di 4,20 euro per contenitori da 120 litri.

Per i sacchi, nel centro storico, il sistema è analogo: per un componente il numero minimo di vuotature è di 24, per due componenti è di 36, per tre componenti è di 48, per quattro sale a 60, per più di 5 si va a 72. (Nella seconda rata della Tari 2015 sarà riportato il numero di sacchi raccolti semestrale, pari alla metà)

Il costo vuotature sacco cadauna, oltre a quelle addebitate, è di 0,70 euro per ogni sacco bianco da 50 litri.

Per pannoloni e pannolini

Le famiglie con bambini fino a 30 mesi e le persone che necessitano dell'uso di presidi sanitari hanno diritto ad agevolazioni. Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 800 608 090.

Come si calcola la Tari per Attività e Imprese

La prima rata Tari 2015 è stata ancora calcolata secondo il metodo precedente e comprende: la quota fissa semestrale basata sulla superficie dell'immobile; la quota variabile semestrale calcolata sulla superficie dell'immobile in funzione della categoria dell'attività svolta. L'avviso di pagamento contiene l'addizionale provinciale. La seconda rata Tari 2015, che sarà emessa in autunno, sarà calcolata con il nuovo metodo e comporrà di quattro parti, le prime due uguali alla precedente, più altri due nuovi elementi: una riduzione percentuale sulla quota variabile prevista dall'introduzione del sistema di calcolo puntuale; una quota variabile basata sul numero di vuotature minime previste.

In sintesi, verrà addebitato un numero minimo di vuotature. Superato questo numero, il risparmio permane, ma si assottiglierà gradualmente fino ad arrivare all'equivalenza rispetto al metodo tariffario precedente e trasformandosi, oltre un certo numero di vuotature, in un possibile maggior costo rispetto alla tariffa tradizionale. Ma attenzione, questo avverrà solo se gli utenti non saranno stati sufficientemente attenti a fare la raccolta differenziata.

Esempio: per un ufficio da 80 metri quadrati e una pattumiera da 40 litri, l'utente continuerà a risparmiare, rispetto al metodo tradizionale di tariffazione, fino a 46 svuotamenti all'anno.

Numero di vuotature minime annue addebitate per attività e imprese, per tutte le tipologie di contenitore sono 18. (Nella seconda rata della Tari 2015 sarà riportato il numero di vuotature semestrali pari alla metà. Le vuotature superiori alle 18 saranno addebitate nella bolletta dell'anno successivo).

Costo vuotature cadauna, oltre a quelle addebitate: per contenitore da 40 litri è di 1,40 euro; contenitore da 120 litri 4,20 euro; contenitore da 240 litri 6 euro; contenitore da 360 litri 9 euro; contenitore da 660 litri 16,50 euro; contenitore da 1.000 litri 24 euro; contenitore da 5.000 litri 120 euro.

Numero di sacchi raccolti minimi annui addebitati per attività e imprese nel centro storico.

Sacco da 50 o da 100 litri è di 36. (Nella seconda rata Tari 2015 sarà riportato il numero dei sacchi raccolti semetralmente pari alla metà)

Costo vuotature cadauna, oltre a quelle addebitate, nel centro storico: sacco bianco da 50 litri è di 0,70 euro; sacco bianco da 100 litri è di 2,10 euro.

Consigli utili

Il bidoncino del residuo va esposto solo quando è pieno, va personalizzato con un adesivo in modo da non scambiarlo con quello dei vicini, è importante tenerlo su suolo privato ed esporlo su suolo pubblico solo quando si vuole che venga svuotato, si consiglia di annotarsi sul calendario ogni esposizione per il controllo del numero di vuotature; scaricando la App gratuita Clickiren e al sito: clickiren.gruppoiren.it  dal mese di luglio si potrà controllare se il numero del codice del contenitore in possesso dell'utente corrisponde a quello collegato al proprio contratto e il numero delle vuotature effettuate.

Per informazioni relative all'avviso di pagamento, per l'attivazione di nuove utenze o cessazioni o subentri è possibile contattare il numero verde 800 608 090 da lunedì a venerdì dalle 8 alle 18, sabato dalle 8 alle 13. Oppure lo sportello Iren di strada Santa Margherita, 6, Parma, da lunedì a venerdì dalle 8 alle 14. Oppure: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..  Per informazioni, richieste, segnalazioni relative a servizi di raccolta differenziata e igiene urbana: numero verde 800 212 607 da lunedì a venerdì dalle 8 alle 17, sabato dalle 8 alle 13. Oppure: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..  Oppure il sito: servizi.irenambiente.it  con possibilità di scaricare la app gratuita EcoIren.

Pubblicato in Cronaca Parma
Lunedì, 08 Giugno 2015 15:12

Inceneritore di Parma, no rifiuti da fuori

La nota stampa di Aldo Caffagnini sullo striscione di protesta apparso in piazzale santa Croce. Un no alla richiesta di Iren di portare la capacità di incenerimento del camino di Ugozzolo da 130 mila tonnellate a 195 mila e soprattutto alla richiesta della stessa di ampliare il bacino d'utenza a tutta Italia. -

Parma, 8 giugno 2015 -

In piazzale Santa Croce è apparso domenica mattina un enorme striscione con un breve quanto eloquente slogan a caratteri cubitali: "No rifiuti da fuori".
E' il no alla richiesta di Iren di portare la capacità di incenerimento del camino di Ugozzolo da 130 mila tonnellate a 195 mila e soprattutto è il no alla richiesta della stessa di ampliare il bacino d'utenza a tutta Italia.
E' la prima risposta di una città che ha raggiunto importantissimi traguardi nelle raccolta differenziata (70% in pochi mesi) e non vuole gettare alle ortiche lo sforzo di tutti coloro che si impegnano a gestire correttamente i propri scarti, ogni giorno.
"No rifiuti da fuori" deve diventare la risposta corale alla richiesta di Iren di trasformare l'inceneritore di Ugozzolo in una ingorda bocca ingoiatutto, facendo diventare Parma una pattumiera dell'Italia intera.
"No rifiuti da fuori" era scritto nei patti, è stato ribadito in molteplici e ufficiali incontri e convegni dalla Provincia di Parma, presidente Bernazzoli, assessore Castellani, e dalla stessa multiutility, per bocca del suo presidente, che aveva tranquillizzato i parmigiani sulle intenzioni del gestore e sulla vigilanza che l'ente non avrebbe mai mancato di mantenere.
L'inceneritore è stato tarato, secondo le rassicurazioni degli addetti ai lavori, per le esigenze del territorio e non si comprende quindi questo improvviso cambio delle carte in tavola.
Nessuno ha costretto Iren a costruire il camino che svetta a pochi chilometri dal centro città.
Nessuno le aveva imposto di costruire un forno di due linee invece che una sola.
Il problema rifiuti ci era stato presentato come una emergenza assoluta e immediata.
Ora l'emergenza consiste nella scarsità degli stessi.
Delle due l'una: o ci avevano preso in giro prima, o chi ha progettato questo percorso era un incapace che non sapeva (o non voleva) vedere aldilà del proprio naso.
E' bastato applicare al capoluogo di provincia il sistema porta a porta per mandare in crisi il sistema di smaltimento con l'inceneritore.
Sono bastati pochi mesi per far emergere l'errore progettuale che mina ora il futuro del forno.
A Ugozzolo da più di un mese l'impianto funziona sotto il 50% per mancanza di materia prima.
Il sistema porta a porta intercetta gli stessi materiali appetiti dalla fornace: carta, plastica, legno.
Ovvio che i due sistemi siano apertamente in concorrenza e la vittoria dell'uno comporti la sconfitta certa dell'altro.

Aldo Caffagnini

La nota stampa di Aldo Caffagnini sulla richiesta di Iren di incrementare la capacità di trattamento dell'inceneritore di Ugozzolo. "Gli accordi sottoscritti? Carta straccia da bruciare nel forno." -

Parma, 25 maggio 2015 -

"Il dado è tratto e porta la data del 20 maggio 2015.
Giorno in cui Iren ha depositato istanza presso la Provincia di Parma per incrementare la capacità di trattamento dell'inceneritore di Ugozzolo da 130 a 195 mila tonnellate annue, approfittando dell'aiutino del decreto del governo.
Ciò significa che nelle intenzioni del gestore i rifiuti potranno giungere in città da ben oltre i confini provinciali, praticamente da tutta Italia.
La domanda presentata di fatto straccia tutti gli accordi che hanno accompagnato la complessa gestazione del camino della discordia.
Iren fece domanda nel 2006 per un impianto con taglia doppia rispetto alle necessità del territorio (50 mila tonnellate di residuo da raccolta dei rifiuti urbani), progettandone uno da 130 mila tonnellate, a 4 km da piazza Duomo.
La politica sosteneva questa scelta e l'ondivago ruolo pubblico/privato di Amps/Enia fece il resto: in una certa misura il gestore seguì le indicazioni del territorio, che magnificava l'inceneritore come ottava meraviglia del mondo.
A 10 anni dal piano provinciale rifiuti ci troviamo con un impianto costato ben oltre 200 milioni di euro, che probabilmente lavora in perdita fin dal suo avvio.
Ci troviamo con un territorio che, applicando la raccolta differenziata, non ha nemmeno più bisogno di un impianto di trattamento a caldo perché i rifiuti conferiti sono drasticamente diminuiti a favore dell'enorme incremento dei materiali riciclati e di un calo importante della produzione.
Di fronte a questi numeri il gestore ha semplicemente usato la calcolatrice, sfruttando lo Sblocca Italia come grimaldello.
Lo Stronca Italia è una specie di buco nero che accoglie pratiche altrimenti irricevibili.
Tra le sue pieghe la norma che consente di "ottimizzare" tutti gli impianti di incenerimento già esistenti e attivi, in modo da saturarli e renderli economicamente vantaggiosi per chi li gestisce.
Con tanti saluti per i territori virtuosi che si stanno impegnando, con ottimi risultati, per una gestione dei proprio rifiuti attenta e rispettosa della salute dei cittadini e dell'ambiente in cui vivono.
Ma a Parma i patti sono/erano estremamente chiari.
Sbandierati da tutti i responsabili istituzionali e aziendali.
Ricordiamo l'allora presidente della provincia Bernazzoli, l'assessore all'ambiente Castellani, il presidente di Amps Allodi, i sindaci di Parma Ubaldi e Vignali.
Lunghe file di parole per tranquillizzare i cittadini sulla bontà delle intenzioni del presente e del futuro, in modo da far digerire l'amaro boccone di un nuovo forno dopo l'esperienza estremamente negativia dell'impianto del Cornocchio.
Mai rifiuti da fuori provincia. Mai!
Oggi scopriamo che a Ugozzolo si intende bruciare perfino i pneumatici esausti, e cdr, combustibile da rifiuti, sostanze chimiche, rifiuti infetti, fanghi di ogni tipo e provenienza, addirittura scorie e polveri di altri inceneritori.
Pura e lucida follia.
Davanti a questa trappola coscientemente allestita occorre mobilitarsi.
Non stiamo parlando di camino sì, camino no, di confronto di filosofie.
Stiamo per affrontare una rivoluzione.
Parma candidata a diventare pattumiera d'Italia.
Si era avvertito ripetutamente di questo rischio, Gcr in testa.
Cassandre inascoltate.
Oggi non ci sono recinti ideologici.
Si tratta di scegliere da che parte stare.
E lo devono fare tutti: a cominciare dai cittadini e dalle associazioni, per passare ai partiti, ai sindacati di categoria, ai consorzi di prodotto, a tutte le forze economiche di Parma.
Questa volta scendere in piazza significa esprimere il futuro che vogliamo.
Schiavi di un camino o padroni del proprio destino?
E' un referendum, su di noi."

(fonte: Aldo Caffagnini)

La nota stampa di Aldo Caffagnini: "Il camino a singhiozzo continua nel suo incerto procedere, con pause di riflessione sempre più intense e prolungate." -

Parma, 22 maggio 2015 -

"La linea 2 era già stata spenta il 4 maggio, 18 giorni fa, ma il 18 maggio anche la linea 1 è stata messa in fermata e la situazione dura ormai da 4 giorni.
E' il languore di rifiuti che sta diventando vera e propria fame?
Il camino a singhiozzo, forse un unicum nel panorama italiano degli inceneritori, continua nel suo incerto procedere, con pause di riflessione sempre più intense e prolungate.
La vorace fornace, affetta da famelica necessità di rifiuti da bruciare, non trova sfogo nel sistema di raccolta impostato a Parma dal Movimento 5 Stelle e dall'assessore all'ambiente Folli, irrisoluti portatori sani del porta a porta, che a regime riduce drasticamente la necessità di queste macchine infernali che sparano in aria centinaia di migliaia di metri cubi di aria sporca ogni ora.
Così a Ugozzolo la fossa del residuo è sempre più vuota e visto l'avanzare della differenziata porta a porta in tutto il territorio di Parma e Provincia, non si profilano radiosi futuri ricchi di sacchi neri da attizzare.
L'inceneritore di Parma è grande almeno il doppio delle previsioni elaborate nel 2005, ma oggi risulta oltremodo ipertrofico rispetto ai piccoli numeri che rimangono dopo il tornado porta a porta.
Il gestore risponderà a questo nuovo stop con le questioni tecniche, la manutenzione, il controllo.
Ma il problema rimane l'organizzazione della raccolta degli scarti, che con il sistema domiciliare va contro come concezione stessa ad ogni tipo di smaltimento, discarica o inceneritore che sia.
E non potrà che peggiorare, per il forno.
Il sistema porta a porta ha altre frecce al suo arco.
L'obiettivo ora va oltre i numeri ormai alla portata (80%) e sposta la sua attenzione sul rifiuto residuo, che rappresenta ancora un terreno fertile di caccia per il sistema.
Si tratta di ampliare i materiali oggetto di riciclo e di ridurre gli stessi nell'ormai limitato recinto dell'indifferenziato.
Ad esempio si può lavorare sui pannolini, che ancora rappresentano un problema di non facile gestione, ma che oggi con l'avanzare della tecnologia trovano varchi virtuosi di risoluzione.
L'adozione di pannolini lavabili nei nidi darebbe una scossa ai numeri, sia quelli della montagna di usa e getta che sparirebbe, sia per l'impatto ambientale drasticamente ridotto, sia per il risparmio economico per le casse comunali.
Questo è solo un esempio delle ulteriori mosse che il sistema porta a porta può implementare.
Il Pap è un raffinato cecchino che non sbaglia un colpo, e in questo caso nel mirino cadrebbero vittima l'inquinamento e lo spreco, a favore di salute, risparmio e consapevolezza."

(Fonte: ufficio stampa Gestione Corretta dei Rifiuti)

Un nuovo strumento per il Comune di Parma. Online il nuovo portale "Raccolta rifiuti: dove, come, quando" pubblicato da Iren per la raccolta dei rifiuti. -

Parma, 21 maggio 2015 -

Un aiuto a portata di tablet e smartphone per capire esattamente ed in ogni momento le modalità della raccolta differenziata del Comune di Parma. Da ieri è Online il nuovo portale "Raccolta rifiuti: dove, come, quando" pubblicato da Iren. Il nuovo portale è interattivo e di immediata consultazione al pari della App ECOIREN per gli smartphone da tempo scaricabile dall'App-store per i sistemi Apple e da Google play per quelli Android.

Il portale è completamente responsivo per tablet e smartphone, cioè si adatta cioè automaticamente allo schermo di questi terminali ed è direttamente accessibile dal sito di irenambiente e dall'indirizzo diretto servizi.irenambiente.it 

Cosa si può consultare dal nuovo portale?

Una grande quantità di contenuti interattivi: Informazioni su raccolta differenziata – giorni, orari, contenitori, festività - e relativi calendari; il Rifiutologo interattivo; la sezione Dove siamo: sportelli, centri di raccolta, punti di distribuzione e casette dell'acqua, con relativi giorno, orari e materiali; la prenotazione del ritiro dei rifiuti ingombranti a domicilio; una sezione dedicata alle App per smartphone; una parte dedicata ai social: Twitter e Youtube; le News elencate per categoria.

Dal portale, inoltre, è possibile accedere ad altri contenuti inerenti informazioni sulla raccolta dei rifiuti, sulla raccolta differenziata, sulle azioni per la riduzione dei rifiuti, carta dei servizi, tutto sulla TARI, ed opuscoli informativi sulla raccolta.

rifiuti rid

Pubblicato in Cronaca Parma

Si parla di rifiuti con la presentazione di un nuovo progetto di raccolta. Domani, mercoledì 20 maggio, alla Sala Degli Esposti di Castelfranco. La serata è aperta al pubblico. -

Castelfranco, 19 maggio 2015 -

E' possibile ridisegnare una politica più "giusta" nell'individuazione delle tariffe per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, in particolare nelle aree industriali? Per rispondere a questo interrogativo la CNA di Castelfranco Emilia ha organizzato un incontro che, in collaborazione con le Amministrazioni locali di Castelfranco e San Cesario e il gestore del servizio, vuole proporre una nuova metodologia di raccolta dei rifiuti.

Nel corso dell'iniziativa - in programma domani, mercoledì 20 maggio alle 20.30 presso la Sala Gabriella degli Esposti, presso la biblioteca comunale, in piazza Liberazione 5, a Castelfranco – verrà, infatti, presentato un progetto che prevede una raccolta porta a porta il cui obiettivo è di contribuire da un lato a incrementare la differenziazione dei rifiuti e un loro corretto smaltimento (oggi solo l'11,4% dei rifiuti non è differenziabile), con i relativi benefici ambientali, dall'altro a definire una tariffa "puntuale" dei rifiuti prodotti in ciascuna attività, arrivando così a tariffe coerenti con l'effettiva produzione questi ultimi.

L'efficacia di questi sistemi, peraltro, è testimoniata dalle esperienze positive maturate in latri territorio, ad esempio, Imola, Rimini, Ferrara.
Di tutto questo si parlerà nel corso dell'incontro cui parteciperanno Lena Ferrari (presidente CNA dell'Area Nord Est), Andrea Tosi (Responsabile delle Politiche Economiche dell'Associazione modenese), il sindaco di Castelfranco Stefano Reggianini e gli assessori Massimiliano Vigarani e Leonardo Pastore, e, in rappresentanza dei Servizi Ambientali di Hera Alberto Santini, Luca Sitta e Fabia Ferrioli.

"I temi dell'incontro – sottolinea Lena Ferrari sono importanti e ampi. Coinvolgono, ad esempio, anche i recenti pronunciamenti del Ministero dell'Economia e della Finanza sulla non tassabilità, rispetto allo smaltimento dei rifiuti, delle aree dove avviene la produzione aziendale. Insomma, una serata utile a capire le implicazioni di una delle tassazioni più complicate e che, negli ultimi anni, hanno subito probabilmente gli aumenti più rilevanti".
La serata è aperta al pubblico.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA MO)

Superate le 1.250 tonnellate, il doppio rispetto all'anno prima. Manghi: "Risultati importanti per l'ambiente grazie a strumenti operativi efficienti e all'impegno di pubblico e privato". -

Reggio Emilia, 7 maggio 2015 -

La quantità di rifiuti agricoli raccolti nel 2014 nella provincia di Reggio Emilia è raddoppiata rispetto all'anno precedente. E' quanto emerso nel corso della riunione tenutasi nei giorni scorsi in Provincia tra i sottoscrittori dell'Accordo di programma che hanno promosso la raccolta: associazioni agricole, Consorzio fitosanitario, Iren Emilia, Sabar e ovviamente la stessa Provincia.

Complessivamente lo scorso anno sono state raccolte 1.263 tonnellate di rifiuti agricoli, 39 dei quali catalogati come pericolosi (come batterie al piombo, olii esausti, neon). In particolare nel bacino Iren sono state raccolte complessivamente 816 tonnellate, 447 nel bacino Sabar. Le tipologie vanno dai rifiuti plastici ai contenitori di fitofarmaci vuoti e bonificati, agli imballaggi in carta e cartone, plastica e vetro, filtri d'olio eccetera.

Il servizio di raccolta dei rifiuti agricoli promosso dalla Provincia di Reggio Emilia si articola con tre modalità: servizio di raccolta presso il domicilio aziendale (porta a porta); conferimento alla cooperativa agricola che ha organizzato per i propri soci il deposito temporaneo previsto dalla Legge 35/12; conferimento diretto da parte dei produttori agricoli al gestore pubblico (gli impianti di Iren Ambiente in via dei Gonzaga 46 a Reggio e di Sabar in via Levata 64 a Novellara).

La raccolta dei rifiuti agricoli nella provincia di Reggio Emilia è partita nel 1998 con la sottoscrizione del primo Protocollo d'intesa tra le stesse associazioni agricole, Consorzio fitosanitario, Iren (allora Agac) e Sabar. Da allora, è cresciuta in maniera costante fino al vero e proprio boom registrato nel 2014, con un quantitativo doppio rispetto all'anno prima, grazie all'impegno delle imprese agricole, all'efficienza del sistema di raccolta e delle semplificazioni amministrative previste nel campo della gestione dei rifiuti agricoli. "Questi risultati – commenta il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi – confermano come la messa in campo di strumenti operativi efficienti, quale l'Accordo di programma, e l'impegno di pubblico e privato consentano di raggiungere importanti obiettivi per la tutela dell'ambiente".

(fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)

Da maggio importanti novità nella organizzazione del servizio di raccolta rifiuti. Cambiano gli orari e i giorni di raccolta. I nuovi calendari sono già in fase di distribuzione da oggi. -

Parma, 20 aprile 2015 -

Una nuova fascia oraria per l'esposizione dei rifiuti, più comoda per i cittadini, migliorerà il decoro urbano per il minor tempo esposizione. A partire da lunedì 18 maggio 2015, le zone di raccolta restano invariate e anche la frequenza dei passaggi ma l'orario di esposizione dei rifiuti passerà dalla fascia diurna a quella serale, nello specifico dalle ore 19,30 alle ore 21.

"In questo modo rispondiamo alle richieste di attenzione al decoro urbano richiesta da tanti cittadini". - afferma l'assessore all'ambiente Gabriele Folli - nella nota del Comune.

I nuovi calendari sono in fase di distribuzione da oggi: lì sono indicati i nuovi giorni ed orari di esposizione dei contenitori per la raccolta differenziata, con l'avvertenza, sempre da tenere presente, che i contenitori andranno esposti sul suolo pubblico per lo svuotamento soltanto nei giorni e negli orari indicati. Il servizio di raccolta sarà garantito anche in occasione delle festività o nella giornata immediatamente successiva, con la sola avvertenza che per la vigilia di Natale e per l'ultimo dell'anno il conferimento dovrà essere anticipato entro le ore 12 per consentire di ultimare al raccolta nel corso del pomeriggio stesso.

L'assessore Gabriele Folli ha confermato che, a completamento delle innovazioni previste per l'anno 2015, dal mese di giugno verranno collocate le prime "casette" fisse con i vari contenitori, utilizzabili solo con i badge in dotazione agli utenti, che verranno collocate in aree di parcheggio a ridosso del centro, fra le tangenziali e la circonvallazione interna, in luglio scatterà la tariffa puntuale con la conta del numero di svuotamenti del bidoncino indistinto, e in settembre arriveranno i mezzi mobili per i conferimenti in situazioni di difficoltà o emergenza. I materiali necessari per praticare correttamente la raccolta differenziata (contenitori, sacchi gialli, sacchi biodegradabili, calendari, materiale informativo ed eventualmente i badge, se sono stati smarriti) possono essere ritirati presso il PUNTO AMBIENTE - sede di lren in strada S. Margherita 6/a, attivo da lunedì a sabato dalle 8.00 alle 14.00, ed il giovedì dalle 8.00 fino alle 17.00.

Info: numero verde 800212607, oppure mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Pubblicato in Cronaca Parma

Nella quarta giornata di "Noicontrolemafie" si è parlato degli scempi ambientali. Tra i testimoni anche don Maurizio Patriciello, il sacerdote di Caivano che "non è la Terra dei fuochi, ma la Terra dei fumi che ci avvelenano e uccidono ragazzi e giovani madri". -

Reggio Emilia, 17 aprile 2015 -

"Custodire il futuro: bellezza contro paura" e, dunque, quando la mafia deturpa la nostra terra e mette a repentaglio la nostra salute al centro della quarta mattinata di "Noicontrolemafie", il festival della legalità promosso dalla Provincia di Reggio Emilia. Ma, soprattutto, a catalizzare l'attenzione degli studenti che hanno gremito il cinema Olimpia – in un gruppo di relatori comunque di grande competenza – è stato don Maurizio Patriciello, il sacerdote di Caivano in prima linea contro i veleni dei roghi a cielo aperto provocati dalla camorra nel Napoletano. Lui - "un esperto di niente" come si è presentato, solo "un semplice sacerdote entrato in seminario a 30 anni per servire Dio e i suoi fratelli, lasciando il lavoro da paramedico, dopo aver dato un passaggio in auto a un frate" - che ha raccontato il dramma delle più povere famiglie napoletane trasferite nei quartieri del post-terremoto. In quella che – a causa dello sversamento illegale da parte della camorra nelle campagne o ai margini delle strade di rifiuti, anche tossici, che vengono poi bruciati - è diventata la tristemente nota 'Terra dei fuochi'. "Che in realtà è una 'Terra dei fumi', perché di fuochi non se ne vedono, noi siamo circondati da nuvole di denso fumo nero...", ha detto don Maurizio, divenuto l'emblema della ribellione popolare contro questo sfregio non solo ambientale "dopo essermi stancato di celebrare funerali di ragazzini o giovani madri stroncati da tumori e leucemie".

"Non era il mio compito, ma ho dovuto fare qualcosa", ha detto spiegando le tante iniziative promosse insieme alle stesse mamme di Caivano per sensibilizzare quelle istituzioni, a partire dal Governo, "che sono responsabili in egual misura di camorra e industrie dell'avvelenamento della nostra terra e di tante, troppe morti". L'ultima proprio l'altro giorno, con la lettera-appello firmata da 25 associazioni per sollecitare il Parlamento ad approvare in tempi rapidi il disegno di legge sugli ecoreati, così da "dare ai magistrati le armi per combattere e punire questo crimine odioso, perché inquinare il creato equivale ad ammazzare gli uomini".

Insieme a don Maurizio, ieri mattina – ben coordinati dal capo della pagina di Reggio Emilia del Resto del Carlino, Gigi Manfredi, che ha sottolineato come "anche ai danni dell'ambiente le mafie prosperino e facciano affari, e come la bellezza ci possa veramente salvare" – sono intervenuti Patrizia Fava, docente del Dipartimento di Scienze della vita dell'Università di Modena e Reggio Emilia, e Walter Ganapini, direttore generale di Arpa Umbria e membro onorario del Comitato scientifico dell'Agenzia europea Ambiente. Ad aprire la giornata, il saluto del presidente della Provincia Reggio Emilia Giammaria Manghi, che ha ricordato ai ragazzi l'importanza "di un festival della legalità proprio nella settimana che precede il 25 aprile: queste sono le nuove Resistenze, oggi sono le mafie il nuovo terreno di una lotta che ha bisogno di partigiani attivi, contro le eversioni e infiltrazioni malavitose, perché il nostro territorio è occupato anche da persone che non vogliono il bene della nostra comunità, e i danni ambientali di cui oggi parleremo rappresentano uno dei tanti crimini compiuti a danno del vostro futuro".

"Perché se si inquinano le falde acquifere nel Meridione, se si inquina la filiera alimentare, i prodotti non restano comunque al Sud, ma finiscono anche sulle vostre tavole", ha aggiunto il direttore scientifico di Noicontrolemafie, lo studioso delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso, sottolineando con rimpianto come anche proprio dal Napoletano "grazie a un grande giurista e filosofo, Gaetano Filangieri, la Costituzione americana abbia attinto per sancire il suo fondamento centrale, quello della ricerca della felicità". "Un principio che è nato proprio a Napoli, dove nel Settecento una legge garantiva ai cittadini il diritto di vedere il mare – ha aggiunto – Oggi invece basta girare in qualsiasi città italiana, non solo del Sud, per assistere a ogni genere di scempio, alla cementificazione della coste e a uno sviluppo urbanistico selvaggio. Allora voi ragazzi dove cercare di crescere nella consapevolezza di gestire con cura questo territorio e non farvelo strappare dalle mani da chi cerca solo bruttezza e scempio ".

Sull'importanza della consapevolezza ha insistito anche la docente di UniMoRe Patrizia Fava: "Spesso siamo troppo disattenti a dove lasciamo i nostri rifiuti – ha detto – Il 70% dei rifiuti nel mondo finisce in discarica, anche se tutto contiene energia che può essere riutilizzata, e solo il 19 per cento viene destinato a forme corrette di smaltimento come riciclo e compostaggio". E il 50% per cento dei rifiuti si stima sia composto da plastica, ha aggiunto Fava citando lo scempio – che ha molto colpito i ragazzi – delle vere e proprie 'isole di plastica' (il Pacific Trash Vortex), quegli enormi accumuli di spazzatura galleggiante formatisi a partire dagli anni cinquanta nell'Oceano Pacificio a causa dell'azione delle correnti.

Walter Ganapini, ambientalista reggiano che ha lavorato un po' in tutta Italia (anche in Campania, in particolare sui laghetti di Castelvolturno, venendo anche minacciato dalla camorra) ha invitato i ragazzi "a pretendere che si cambi il nostro modo di vivere e di consumare, perché purtroppo abbiamo innescato una bomba a tempo e vi stiamo consegnando una terra devastata". "Anche qui nel Reggiano, perché basta guardare dalla chiesa di Albinea la cappa marrone che copre la Pianura padana a causa dell'inquinamento ed in particolare delle polveri sottili, che sono cancerogene, per rendersene conto – ha detto - Allora voi dovere pretendere che tutti i discorsi fatti oggi non si fermino qui, ma si traducano in azioni concrete a tutela del nostro territorio, perché purtroppo anche qui dobbiamo fare i conti con un consumo sconvolgente di suolo".

Il programma di oggi, venerdì 17 aprile

Ore 10 Palazzetto dello Sport di Correggio
Saluto del sindaco Ilenia Malavasi
DON CIOTTI
incontra gli studenti delle scuole superiori di Correggio
Promosso da Lions Club Correggio "Antonio Allegri"

Ore 10.30-13 Cinema Olimpia, via Tassoni Reggio Emilia
Saluti di Giammaria Manghi presidente della Provincia Reggio Emilia
e Virginio Carnevali presidente di Transparency International Italia
CRIMINALITÀ E CORRUZIONE
Una metastasi che corrode senso civico e cultura democratica
Presiede Antonio Nicaso direttore scientifico di Noicontrolemafie
Relatori
Cristina Brasili docente di Politica Economica, Università di Bologna
Paolo Bertaccini Bonoli coordinatore del Premio Giorgio Ambrosoli e Centro Studi
Territoria/ASAG Università Cattolica
Salvatore Sberna research fellow, Istituto Universitario Europeo di Firenze
Conclusioni
Nicola Gratteri procuratore aggiunto Dda di Reggio Calabria

Ore 11-12.30 Aula magna istituto Galvani-Iodi di Reggio Emilia
QUANDO IL GIOCO NON È PIÙ UN GIOCO
Dialogo con il pubblico sulla pericolosa diffusione del gioco fra i giovani
Saluto della dirigente Maria F. Dall'asta
Relatori Filippo Arcelloni e EnzoValeri Peruta
autori de Il Circo delle Illusioni, progetto di prevenzione al gioco d'azzardo

Ore 21 Centro di volontariato Kaleidos di Poviglio
Saluto del sindaco Giammaria Manghi
ORO BIANCO
Nicola Gratteri e Antonio Nicaso presentano in prima nazionale
"Oro bianco" Mondadori: storie di uomini, traffici e denaro dall'impero della cocaina
Conduce Nicola Fangareggi direttore di 24Emilia

Ore 21 Teatro Herberia di Rubiera
Saluto del sindaco Emanuele Cavallaro
IL CIRCO DELLE ILLUSIONI
Spettacolo teatrale di prevenzione al gioco d'azzardo di e con Filippo Arcelloni e Enzo
Valeri Peruta
A seguire, dialogo degli attori col pubblico sul tema 'Quando il gioco non è più un gioco'

(Fonte: ufficio stampa Provincia di Reggio Emilia)