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Un ciclo che si chiude: dagli scarti di cucina si producono biogas e compost. Visita dell'assessore all'ambiente Gabriele Folli all'impianto di compostaggio Aimag di Fossoli.

Parma, 2 agosto 2016

Visita dell'assessore all'ambiente, Gabriele Folli, all'impianto di compostaggio di Fossoli di Carpi gestito da Aimag, insieme integrato di aziende il cui gruppo gestisce servizi nel settore energetico, idrico, ambientale e tecnologico. Lo stabilimento, situato a pochi chilometri da Carpi, si compone di diverse linee di trattamento tra cui quella di vagliatura del rifiuto indifferenziato, dedicato alla separazione della frazione putrescibile dal rifiuto secco residuo a quelle di compostaggio aerobico e digestione anaerobica, che ricevono i flussi di rifiuti organici da raccolta differenziata (scarti da cucina, sfalci e potature). L'azienda oltre a trattare i rifiuti di 11 comuni dell'area modenese, riceve anche importanti flussi dalla provincia di Parma dove, grazie alla raccolta porta a porta estesa in gran parte del territorio sono aumentati considerevolmente i flussi di rifiuti organici, con il Comune di Parma che ha raggiunto la quota di 98 kg/abitante/anno per gli scarti da cucina e 82 kg/ab/anno per sfalci e potature.

"Con le buone pratiche – spiega l'assessore all'ambiente Gabriele Folli – si attiva un processo virtuoso che porta al riutilizzo degli scarti che ogni cittadino separa quotidianamente nella raccolta differenziata con il risultato che si produce compost di qualità (che qui viene certificato anche per l'agricoltura biologica). Inoltre con la linea dedicata alla digestione anaerobica viene prodotto biogas che viene utilizzato per il funzionamento degli impianti".
L'assessore, accompagnato da Luigi Zoni di Iren Ambiente, è stato accolto nell'impianto Aimag dal direttore tecnico dei servizi ambientali, Paolo Ganassi; dalla responsabile dell'impianto, Marcella Bartoli e dal responsabile impianti ambiente, Paolo Manoscalco, che hanno illustrato le caratteristiche degli impianti e i processi produttivi. Ha partecipato alla visita anche Christian Garaffa di Novamont, l'azienda che produce il Mater-bi, materiale di origine vegetale che viene utilizzato per produrre i sacchetti compostabili della raccolta organico, con cui il Comune di Parma ha avviato una collaborazione.

Nel corso della visita sono stati anche illustrati e discussi elementi interessanti relativi al ciclo completo ed alle problematiche ivi connesse come ad esempio la percentuale di scarti risultanti dal trattamento dell'umido che nelle raccolte con cassonetti stradali arriva al 10% mentre con il porta a porta si riduce al 3-4%.
Le linee di trattamento delll'organico lavorano nel complesso oltre 70 mila tonnellate di rifiuto umido e ligno-cellulosico con una linea di recente inaugurazione isolata dall'ambiente esterno per quanto riguarda le emissioni odorigene grazie a bio-filtri dove, tramite un processo di digestione anaerobica che dura 21 giorni, viene prodotto biogas e digestato in un circolo virtuoso che fa nascere nuove risorse dai rifiuti.

Pubblicato in Cronaca Emilia

Quartiere Molinetto: riscontrati 11 contenitori non conformi, 5 esposti in giornata errata. In tutto sono state elevate 4 sanzioni. Questa settimana i controlli interesseranno il quartiere di Parma Centro.

Parma, 1 agosto 2016

Proseguono i controlli in materia di raccolta differenziata dei rifiuti che, nei giorni scorsi, hanno riguardato il corretto conferimento della frazione del residuo nel Quartiere Molinetto, in particolare via Isola: su un potenziale di 246 utenti, sono stati riscontrati 11 contenitori non conformi, 5 esposti in giornata errata. In tutto sono state elevate 4 sanzioni.
Sono proseguiti i controlli sui kit non ritirati, in tutto 9, si tratta di un dato in diminuzione rispetto al passato.
Questa settimana i controlli interesseranno il quartiere di Parma Centro.
I controlli in materia di raccolta differenziata dei rifiuti hanno come obiettivo quello di scongiurare gli abbandoni e intendono correggere i comportamenti sbagliati in tema di conferimento dei rifiuti stessi. Da quasi un anno i vigili ambientali del Comune e il personale di Iren hanno avviato azioni di controllo sistematico nelle diverse zone della città per verificare tempi e modalità di esposizione dei rifiuti, sanzionare i comportamenti irregolari e fare formazione. Nello specifico, i casi di conferimenti scorretti vengono segnalati tramite adesivi affissi su contenitori o sacchi e, se possibile, cercando un contatto con il proprietario ai fini di una corretta informazione, prima di procedere eventualmente a sanzionare gli utenti per cui è stata rilevata un'infrazione.

Pubblicato in Cronaca Parma

Al via i controlli con telecamera mobile contro l'abbandono dei rifiuti. La donna è stata ripresa mentre abbandona due sacchi neri tra la campana del vetro e il cassonetto del verde in via Isola.

Parma, 27 luglio 2016

Sono stati attivati, da alcune settimane, i controlli con telecamera mobile che, a rotazione, verrà posizionata nei punti dove avviene in modo più frequente l'abbandono dei rifiuti.
Nel video compare una donna colta mentre abbandona due sacchi neri tra la campana del vetro e il cassonetto del verde in via Isola. Si tratta di abbandono di rifiuti in piena regola, un comportamento certamente censurabile che può essere sanzionato con multe che vanno da 25 euro fino a 500 euro.

Pubblicato in Cronaca Parma
Martedì, 26 Luglio 2016 09:43

Parma modello di raccolta differenziata

Parma come modello per la raccolta differenziata: con il 74% vanta il miglior risultato tra i comuni capoluogo della regione Emilia-Romagna. incontro fra l'assessorato all'ambiente e una delegazione dell'azienda AAMPS di Livorno.

Parma, 26 luglio 2016

Ancora una volta, Parma come modello per la raccolta differenziata: si è svolto ieri mattina, nella sala della Giunta Comunale, un incontro sul tema tra l'assessore all'ambiente Gabriele Folli, Luigi Zoni di Iren Ambiente e alcuni funzionari dell'azienda AAMPS, che si occupa dello smaltimento dei rifiuti nella città di Livorno.

La delegazione livornese, guidata dalla dr.ssa Paola Petrone, membro del consiglio d'amministrazione dell'azienda, assieme ai tecnici Viola e Lamaglia, ha avuto la possibilità di conoscere i dettagli dell'esperienza parmigiana riguardo, in particolare, alla raccolta differenziata porta a porta e alla tariffazione puntuale.

Si è trattato di uno dei numerosi incontri a cui da tempo l'assessorato all'ambiente partecipa per mettere a disposizione di altre città le competenze maturate sull'argomento.
Proprio in questi giorni sono stati resi noti i dati sulla raccolta differenziata nel 2015 a Parma, che con il 74% vanta il miglior risultato tra i comuni capoluogo della regione Emilia-Romagna.

(Fonte: ufficio stampa Comune di Parma)

In 5 anni, in Italia, cala del 10% la produzione dei rifiuti e cresce il costo di raccolta del 22,7%. La posizione di Confartigianato sulla situazione del Comune di Parma

Parma, 3 giugno 2016

Negli ultimi cinque anni la produzione dei rifiuti è diminuita del 10,1%, ma per la loro raccolta e smaltimento gli italiani hanno pagato il 22,7% in più. Confartigianato ha calcolato il costo del servizio di igiene urbana per le tasche di famiglie e imprenditori: in media, nel 2014, hanno pagato 167,80 euro pro capite, per un totale di 10,2 miliardi. A livello regionale le tariffe più alte d'Italia si registrano nel Lazio con un costo di 220,3 euro per abitante e l'Emilia Romagna, con 168,5 euro di costi pro capite, si è piazzata al settimo posto sul totale di 20 regioni.

«Sarebbe interessante poter analizzare i dati e sapere se e quanto i cittadini hanno effettivamente risparmiato, cosa che l'amministrazione comunale di Parma insiste nel dire. In queste settimane, infatti, cittadini e imprese hanno ricevuto, con la richiesta della prima rata per 2016, anche il conguaglio del 2015. Noi temiamo che il nuovo metodo di determinazione nasconda solo una ripartizione nel tempo del costo – dice Leonardo Cassinelli, presidente di Confartigianato Parma».

A Parma oltre al costo, che comunque resta sempre elevato, esiste poi il problema dell'esposizione dei rifiuti e dei tempi di raccolta. «Per alcune ore i marciapiedi sono impraticabili per la presenza di sacchi o bidoni di rifiuti. Ora che inizia l'estate si ripresenterà il fastidio del fetore, che certamente non è un bel biglietto da visita per una città che punta sul turismo – prosegue Cassinelli -. C'è poi la necessità di lavaggio dei marciapiedi dove spesso colano liquidi maleodoranti dai contenitori. E sappiamo che nell'Oltretorrente alcuni esercizi hanno dovuto chiamare un servizio di derattizzazione».

Confartigianato Parma sostiene che sulla questione rifiuti ci siano oggi, più che in passato, delle incoerenze importanti. «Una dimostrazione evidente sono le tasse applicate anche alle imprese che producono rifiuti speciali per i quali pagano due volte perché al trasporto e smaltimento pensano loro stesse, attraverso operatori autorizzati, diversi dal servizio pubblico. Per non parlare della pulizia di strade e marciapiedi nei quartieri artigianali che, se siamo fortunati, avviene una volta l'anno. Le tasse per i rifiuti che paghiamo dunque a cosa servono»?

Dovrebbe valere, infatti, il principio "chi inquina paga", stabilito dall'Unione Europea ed espressamente inserito nelle direttive 2006/12/CE e 2008/98/CE. Principio che è stato recepito anche dalla legislazione italiana ma che nella realtà però non è applicato. Confartigianato ritiene quindi che la tassa dei rifiuti debba essere applicata con tariffe "puntuali". Per tali ragioni, ad esempio, il Comune dovrebbe maggiorare il tributo per gli esercizi coinvolti nella 'movida': non è giusto, infatti, che i disagi e i costi debbano essere sostenuti dalla comunità quando chi ha vantaggi tangibili sono solo alcuni locali. Ancora oggi la tariffa dei rifiuti è determinata quasi esclusivamente sull'estensione delle superfici dei locali e delle aree scoperte. «Questo è paradossale – conclude il presidente di Confartigianato Parma- sono le persone che producono i rifiuti non le superfici»!

(Fonte: ufficio stampa Confartigianato Parma)

Domenica, 08 Maggio 2016 10:05

Emilia-Romagna, l'eco-svolta

Rifiuti, eco-svolta per l'Emilia-Romagna: differenziata al 73% e tariffazione puntuale per i cittadini. Obiettivo chiusura discariche e spegnimento inceneritori
Con il primo Piano regionale per la gestione dei rifiuti, la Regione punta entro il 2020 su riduzione della produzione pro-capite, riciclo al 70% ed economia circolare.

Bologna - Discariche praticamente azzerate, con il conferimento di rifiuti negli impianti ridotto al 5% (-80% rispetto al 2011), progressivo spegnimento degli inceneritori, il riciclo di carta, legno, vetro, plastica, metalli e organico portato al 70% entro il 2020, la raccolta differenziata innalzata al 73% e la produzione pro-capite di rifiuti ridotta del 20-25%. E ancora: i cittadini che, grazie all'introduzione della tariffa puntuale, pagheranno per ciò che buttano, non più per i metri quadrati dell'abitazione o per il numero di componenti del nucleo familiare; incentivi per i Comuni più virtuosi, quelli che invieranno meno rifiuti allo smaltimento, e per le imprese green, quelle, cioè, capaci di valorizzare le frazioni di rifiuti differenziati nell'ambito di cicli produttivi locali.
É quanto prevede il primo Piano regionale per la gestione dei rifiuti, varato dalla Giunta a gennaio e approvato oggi dall'Assemblea legislativa, che delinea la svolta verde per l'Emilia-Romagna e i suoi territori.

Riduzione della produzione, riciclaggio, contenimento del numero di discariche
Fare dei rifiuti una risorsa, per puntare su un nuovo sistema di gestione che sia sempre più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico: dopo la legge sull'economia circolare, varata a fine settembre dello scorso anno, la Regione si dota di un altro strumento operativo per raggiungere obiettivi ancor più ambiziosi di quelli richiesti dall'Unione europea. L'Europa, infatti, fissa entro il 2030 il riciclaggio al 65% e lo smaltimento e conferimento in discarica al 10%; una percentuale, quest'ultima, che in Italia attualmente è prossima al 40%.

Il Piano prevede di continuare a garantire con sicurezza l'autosufficienza dello smaltimento nell'ambito regionale, con l'obiettivo di ottimizzare l'uso degli impianti esistenti e creare le condizioni per la chiusura progressiva di quelli non più necessari.

Il modello di gestione delineato è in linea con la cosiddetta "gerarchia dei rifiuti" europea, che si fonda su prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di energia e, infine, smaltimento. L'attenzione si sposta quindi sulla parte a monte della filiera e non più su quella terminale, attraverso la progressiva riduzione dei rifiuti non inviati a riciclaggio e l'industrializzazione del riciclo; un aspetto, quest'ultimo, che sarà affrontato anche con la promozione di Accordi volontari.

Le azioni concrete che consentiranno di raggiungere gli obiettivi del Piano sono la tariffazione puntuale, gli Accordi di filiera in parte già sottoscritti, il fondo incentivante previsto dalla legge regionale sui rifiuti urbani. Al 2020, per i rifiuti urbani indifferenziati sono previsti in Emilia-Romagna solo tre impianti di discarica (Ravenna, Imola e Carpi) e la cessazione dei conferimenti di rifiuti urbani indifferenziati in due degli otto impianti di incenerimento (Ravenna e Piacenza). Un obiettivo da raggiungere progressivamente, sulla base dei risultati ottenuti in termini di riduzione dei rifiuti prodotti, che saranno appositamente monitorati ogni anno.

I Comuni, singolarmente e in forma associata, attraverso la loro Agenzia (Atersir) avranno un ruolo centrale nell'attuazione del Piano. Ad essi infatti spetta il compito di attuare nel proprio territorio le azioni previste in materia di prevenzione, raccolta differenziata e recupero in base alle specifiche peculiarità territoriali.

Un ruolo determinante è poi attribuito ai cittadini, chiamati a collaborare con scelte quotidiane consapevoli, orientando l'acquisto dei prodotti alla riduzione dei rifiuti, all'attuazione di forme di riuso e a una raccolta differenziata di qualità.
(Fonte Regione Emilia Romagna - 4 maggio 2016)

Siglate in Ateneo due convenzioni per progetti che coinvolgono i Dipartimenti di Bioscienze e di Chimica. Obiettivi: individuazione di migliori tecnologie per la produzione di biometano da biogas e sviluppo di una tecnologia di trasformazione e riutilizzo della plastica da raccolta differenziata attualmente non recuperabile (Plasmix)

Parma, 22 marzo 2016

Firmate questa mattina due convenzioni tra l'Università di Parma e IREN S.p.A. per progetti di ricerca sulla filiera del recupero dei rifiuti che coinvolgono i Dipartimenti di Bioscienze e di Chimica.

Nella Sala del Consiglio del Palazzo Centrale dell'Università di Parma le convenzioni sono state firmate dal Rettore Loris Borghi, dal Presidente di IREN Francesco Profumo e dai Direttori dei Dipartimenti di Bioscienze e di Chimica, Nelson Marmiroli e Maria Careri. All'incontro hanno preso parte anche l'Amministratore delegato di IREN Rinnovabili Carlo Pasini, intervenuto anche in rappresentanza dell'Amministratore Delegato di IREN Ambiente Roberto Paterlini, e il Pro Rettore Carlo Quintelli.

La collaborazione si fonda su progetti di ricerca volti a una maggiore sostenibilità della filiera del recupero dei rifiuti, a beneficio dell'ambiente e dei cittadini. I filoni di ricerca principali saranno due. Il primo avrà come obiettivo l'individuazione delle migliori tecnologie di produzione di biometano da biogas, nella prospettiva di un miglioramento ambientale di processo e prodotto; la collaborazione prevede infine uno studio di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione e gestione su scala industriale di un impianto di "up-grading" di biometano su impianti IREN già esistenti.

Il secondo avrà come obiettivo la scelta di una tecnologia di trasformazione del Plasmix (gli scarti derivanti dai processi di selezione degli imballaggi in plastica) in un combustibile liquido con caratteristiche simili al gasolio, la realizzazione di un impianto pilota basato su questa tecnologia e la sua gestione e caratterizzazione durante un periodo di prova. L'obiettivo strategico di IREN Ambiente è di dotarsi della base di conoscenza necessaria a sviluppare una dotazione impiantistica tale da permettere il recupero della frazione di plastica da raccolta differenziata attualmente non recuperabile (Plasmix). I due progetti segnano l'inizio di un'ampia serie di iniziative già concordate che si potranno dispiegare nei prossimi mesi e che includeranno altri aspetti fondamentali della filiera rifiuti.

Gli accordi siglati oggi, certamente rilevanti per l'intero territorio, contribuiranno anche a livello nazionale al potenziamento delle azioni di ricerca congiunte pubblico-privato, nella direzione sostenuta dal Rettore Borghi e dalla nuova governance dell'Ateneo di una sempre più costante interazione tra Università e realtà produttive esterne.

Al termine dell'incontro è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle studentesse Erasmus vittime dell'incidente di Tarragona.

Foto di Francesca Bocchia

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Pubblicato in Ambiente Parma

Siglato l'accordo tra Regione Emilia-Romagna e Iren. Alla conferenza dei servizi di ieri pomeriggio il Comune di Parma ha ottenuto la limitazione dei rifiuti da bruciare. Iren autolimiterà la quantità di rifiuti destinati al termovalorizzatore di Parma a 132.500 tonnellate, di cui 125.000 di rifiuti urbani di Parma e Reggio Emilia e 7.500 di rifiuti speciali. -

Parma, 2 febbraio 2016

Un tema spinoso, quello dei rifiuti provenienti da fuori città e destinati all'inceneritore di Ugozzolo, che volge al termine con l'accordo messo in atto tra la Regione ed Iren che prevede una sorta di autolimitazione in base ai contenuti del piano regionale. A siglare l'accordo, ieri pomeriggio, l'assessore regionale alle Politiche ambientali Paola Gazzolo e l'amministratore delegato di Iren Ambiente Roberto Paterlini.

In base all'intesa raggiunta, Iren autolimiterà la quantità di rifiuti destinati al termovalorizzatore di Parma a 132.500 tonnellate, di cui 125.000 di rifiuti urbani di Parma e Reggio Emilia e 7.500 di rifiuti speciali (fanghi e ospedalieri di Parma), così come prevede il Piano regionale dei rifiuti.
Iren Ambiente è titolare dell'impianto di trattamento rifiuti "Polo Ambientale Integrato" di Parma (PAIP) per il quale è in corso il procedimento per il riconoscimento della capacità termica e qualifica di impianto di recupero energetico R1.
L'accordo prende inoltre atto delle decisioni assunte a livello di indirizzo sia dalla Provincia di Reggio Emilia sia della Regione in relazione alla discarica di Poiatica nel comune di Carpineti (Re), che non è più contemplata fra le discariche del Piano di riferimento regionale. In base all'intesa raggiunta, sarà avviato uno studio per valutare la fattibilità tecnica ed economica di un progetto che preveda la migliore riqualificazione ambientale complessiva del sito, anche attraverso l'attivazione di qualificate competenze di livello universitario.

Il Comune di Parma, che aveva già presentato nelle precedenti sedute osservazioni fortemente critiche verso la richiesta di Iren, di approfittare dello Sblocca Italia per aumentare la capacità dell'impianto di incenerimento da 130.000 a 195.000 tonnellate/anno e per allargare il bacino di conferimento rifiuti a tutto il territorio nazionale, ha ottenuto che il rapporto di impatto ambientale si chiuda con una precisa indicazione circa il quantitativo massimo conferibile a incenerimento.

L'accordo citato infatti legava ai flussi previsti dal piano regionale il limite di 130.000 tonnellate, lasciando però aperta la porta a future variazioni della pianificazione, possibile secondo le norme ogni anno ed attuabile agevolmente dal gestore se veniva recepita la richiesta originale della saturazione del carico termico.

"In questo modo - dichiara l'assessore Gabriele Folli - abbiamo ottenuto che venga fissata una quota massima e che si vada nella direzione di riduzione del ricorso all'incenerimento consapevoli che anche Reggio Emilia dovrà per forza procedere nell'implementazione della raccolta differenziata secondo quelli che sono gli obiettivi del Piano Regionale e per ridurre la tariffe dei cittadini reggiani. Abbiamo chiesto inoltre che venga ricostituita la Commissione Tecnico-Amministrativa che, con i Comuni interessati e gli enti preposti al controllo, dovrà lavorare per fornire un ulteriore supporto su monitoraggio e comunicazione sulle attività dell'impianto".

Pubblicato in Cronaca Parma
Mercoledì, 23 Dicembre 2015 09:42

Parma, come esporre i rifiuti per le feste

Le regole per l'esposizione dei rifiuti durante le festività natalizie. Una sintesi delle esposizioni nelle diverse zone. Il Comune di Parma ricorda che occorre fare riferimento ai calendari distribuiti a tutti gli Utenti per sapere con precisione quali sono le regole per l'esposizione dei rifiuti. -

Parma, 23 dicembre 2015

Per coloro che abitano in Centro Storico

I contenitori dei rifiuti potranno essere esposti regolarmente per tutta la durata delle festività. Fanno eccezione le giornate di Venerdì 25 Dicembre (Natale) e Venerdì 1° Gennaio (Capodanno) nelle quali la CARTA dovrà essere esposta alla sera dalle 19,30 alle 21 anziché al mattino, naturalmente solo per coloro che hanno in calendario il Venerdì come giorno di raccolta.

Zona 2 e Zona 3

Per coloro che abitano nella Zona 2 (all'esterno dei viali di circonvallazione compresi) e nella Zona 3 (al di fuori del perimetro delle tangenziali) i contenitori dei rifiuti potranno essere esposti regolarmente per tutta la durata delle festività. Fanno eccezione le giornate di Giovedì 24 e Giovedì 31 Dicembre, quando l'esposizione dei contenitori deve avvenire entro le ore 12, naturalmente solo per coloro che hanno in calendario il Giovedì come giorno di esposizione. Inoltre, per coloro che hanno in calendario il Martedì come giorno di esposizione, l'esposizione dei rifiuti di Martedì 5 è posticipata a Mercoledì 6 gennaio.

Sui calendari che sono stati distribuiti sono presenti in forma dettagliata tutte le informazioni per potere effettuare correttamente la raccolta dei rifiuti. In qualsiasi momento possono essere conferiti i rifiuti alle quattro eco-stationdisponibili sul territorio (Parcheggio S.Leonardo, Parcheggio scambiatore Est, Parcheggio scambiatore Ovest, Viale della Villetta).

Per informazioni sono a disposizione il sito servizi.irenambiente.it 

(Fonte: ufficio stampa Comune di Parma)

Stamattina in Provincia dal Presidente Fritelli e dagli esponenti di Iren, dell'Ausl e dei Comuni di Parma, Colorno, Mezzani, Sorbolo e Torrile. La convenzione riguarda il triennio 2015 – 2017, l'impegno economico è di 300 - 400 mila euro l'anno. I risultati del monitoraggio saranno resi pubblici. -

Parma, 14 dicembre 2015 –

E' stata firmata stamattina in Piazza della Pace la convenzione per la realizzazione del Progetto di sorveglianza degli effetti sanitari diretti ed indiretti dell'impianto di trattamento rifiuti (Paip) di Parma per le annualità 2015, 2016 e 2017.

A siglare il documento sono stati: il Presidente della Provincia di Parma Filippo Fritelli, Mauro Pergetti di Iren Ambiente spa, il Direttore generale dell'Azienda Usl Elena Saccenti, l'Assessore all'Ambiente del Comune di Parma Gabriele Folli, la Sindaca di Colorno Michela Canova, il sindaco di Mezzani Romeo Azzali, il Sindaco di Sorbolo Nicola Cesari e il Vice sindaco di Torrile Antonio Gentile.

"Questo accordo va nella direzione di dare sicurezza ai cittadini di fronte a un impianto importante per il nostro territorio, che è nuovo e le cui conseguenze vanno attentamente monitorate" ha dichiarato la Sindaca di Colorno e Delegata provinciale all'Ambiente Michela Canova.

Il Progetto di sorveglianza PAIP sarà realizzato dall'Ausl di Parma, che relazionerà con cadenza annuale.
La Provincia di Parma, nella figura del Presidente, svolge il ruolo di principale riferimento istituzionale a garanzia della conduzione del Progetto di sorveglianza nel rispetto dei tempi e delle modalità previste.
Iren e Comuni si impegnano a mettere a disposizione i dati in loro possesso.
L'AUSL di Parma produrrà una relazione generale di sintesi a cadenza annuale sullo stato di avanzamento delle attività previste dal Progetto di sorveglianza PAIP e sulle spese sostenute, oltre a rapporti sulle azioni e sui risultati delle singole linee di sorveglianza, con una periodicità almeno biennale.

Sarà inoltre individuato dall'AUSL un Comitato Scientifico esterno agli Enti ed alle istituzioni coinvolte direttamente nel Progetto, con ruolo di valutazione delle relazioni e dei rapporti prodotti, per validare i risultati che vengono comunicati alla popolazione.

L'impegno economico è di 314 mila euro per il 2015, 340 mila per il 2016 e 390 mila per il 2017, ripartiti tra gli enti firmatari.

(fonte: ufficio stampa Provincia di Parma)

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