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Martedì, 17 Dicembre 2013 11:57

Parma, da quasi venti giorni la salute è off-limits

Respiriamo pece da 19 giorni. Ieri ennesimo record di polveri sottili con 61 microgrammi per metro cubo di aria -

Parma, 17 dicembre 2013 -


La media degli ultimi 19 giorni è di 70 μg, il 40% superiore al limite di legge, con picchi di 95 microgrammi (il 90% in più del lecito) lo scorso 10 dicembre.
Ieri solo Bologna, in Emilia Romagna, risultava con un'aria appena accettabile, tutti gli altri capoluoghi di provincia erano fuori legge.
E' una regione intera in sofferenza.
Forlì, Cesena, Rimini, Modena da 13 giorni superano i livelli di inquinamento ammessi, oltre ai nostri 19 giorni da record.
19 giorni sono un tempo infinito, impossibile trattenere il fiato così a lungo.
Oggi alle 12 summit in Comune con l'assessore Folli per affrontare insieme il problema.
Saranno presenti Ausl, Arpa, associazioni ambientaliste, sindacati di categoria dei commercianti, nel tentativo di dare una svolta che vada nella direzione giusta.
Targhe alterne in tutta la regione?
Summit del bacino padano?
Stato di calamità innaturale per la Pianura Padana?
In ogni caso, da qualunque verso la si guarda, la situazione è drammaticamente pericolosa.
Le polveri fini sono cancerogeni certi e ci sono fasce della popolazione particolarmente indifese come piccoli e anziani di cui tutti noi ci dobbiamo far carico e riconoscere responsabilità vicendevole.
Siamo di fronte ad un bivio irrimandabile che ci chiede di fare una scelta netta.
Salute o Malattia?
Se siamo tutti convinti che la prima non abbia prezzo e rappresenti un diritto fondamentale, scritto nella nostra Costituzione, che tutti siamo obbligati a rispettare e garantire, vengono meno tutti i contrasti e le visioni opposte.
Andiamo tutti insieme a riconquistarci un'aria degna di questo nome.

(fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

Lunedì, 16 Dicembre 2013 16:09

Polveri sottili, a Parma record dei record

La straordinaria punta di iceberg del Ducato: ieri 93 microgrammi -

Parma, 16 dicembre 2013 -

Il regalo di Natale per la città di Verdi è un amaro acuto negativo: diciotto giorni di aria infetta.
Anche la fine settimana ha confermato il trend ambientale negativo, surclassando ogni record di durata del mal d'aria. Ieri, giornata di fermo parziale del traffico, picco a 93 microgrammi.
Da 18 giorni respiriamo una miscela cancerogena, come è stata classificata dallo Iarc, l'istituto tumori di Lione branca dell'Oms.
Le poveri sottili come veleni silenziosi che minano la salute dei cittadini.
I Pronto Soccorso che registrano incrementi significativi di accessi con sintomi legati all'apparto respiratorio e cardio circolatorio e la stessa situazione viene registrata dagli ambulatori dei medici di base.
E' una guerra tra inquinamento e salute e dobbiamo scegliere una volta per tutte da che parte stare.
Domani summit straordinario dall'assessore all'ambiente del Comune di Parma Gabriele Folli per enti e associazioni. Saranno presenti anche i sindacati dei commercianti, gli enti sanitari e di controllo, i rappresentanti dei cittadini che si occupano di ambiente.
La situazione è davvero tragica.
Perché le soluzioni non sono a portata di mano.

pm10-parma-001

E' urgente un cambiamento profondo del nostro vivere.
Rimettere al primo posto la salute come carta necessaria di ogni tipo di sviluppo e di crescita.
Senza salute, senza ambiente pulito, il resto è sudore sprecato e inutile.
Serve che Parma si appelli ad un summit del bacino padano per varare misure di sistema, chiedendo al Governo misure straordinarie come in caso di calamità naturale, perché questa, pur non essendo naturale, è calamità pura, semplice e spietata.
Interrompere le fonti di emissione.
Studiare tutti i punti sul territorio dove ci sono imponenti inquinamenti e procedere alla loro bonifica, riduzione, chiusura se necessario.
Inquinare deve diventare un reato come tanti altri.
Da denunciare e reprimere per legge, in modo efficace e immediato.

(Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

 
Parma, 15 novembre 2013 -

Per la trasparenza serve la chiarezza

Settantotto giorni fa veniva acceso il forno inceneritore di Ugozzolo.

Mesi con Pm 10 ad altissimo livello, l'8 novembre scorso l'asticella è schizzata a 121 microgrammi per metro cubo di aria quando il limite è 50, per una annata da dimenticare in fatto di inquinamento, ozono, particolato fine.

Da un po' di tempo sono disponibili i dati di emissione del camino.

Emissioni del 13/11/2013
EMSSIONI-PAIP rid



Alcuni monitor sono state posizionati anche in città per la visione al pubblico, in piazzale della Pace all'interno della Provincia (spesso spento), al Duc, tutte in posizioni non certo di comoda lettura.

Oltretutto i dati non sono facilmente leggibili dai cittadini in quanto organizzati in modo da non far trasparire alcun dato comprensibile al parmigiano medio.

Al link http://www.irenambiente.it/attivita.php?id=205 Iren rende disponibili i dati di emissione suddivisi per giorni e per linea di combustione.

Ma a parte i colori semaforici, verde per l'emissione a norma, rossa per quello sopra i limiti, non sono indicati i livelli massimi da non superare, né quelli legati all'Aia specifica dell'inceneritore, né quelli di legge.

Se l'intento del gestore è quello di aprire il libro della fornace alla lettura dei parmigiani, sarebbe il caso di migliorare gli aspetti delle leggibilità, ad esempio indicando in modo evidente i limiti che non devono essere superati.

Dallo specchietto che alleghiamo ci sono altre singolarità che non sarebbe male chiarire.

Il dato delle Pm 10 è posizionato fisso sullo zero.

Le polveri totali sono inchiodate a 0,025 microgrammi per metro cubo di aria in ogni santo giorno della settimana, così come l'ammoniaca (0,025), l'acido fluoridrico (0,040), così come il carbonio organico fisso sullo zero.

Vogliamo tranquillizzare i parmigiani.

Cominciamo dalla chiarezza, che un passaggio obbligato verso la trasparenza.

(Fonte:Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)
Piacenza, 30 settembre 2013

Tornano in vigore da domani, martedì 1° ottobre, le limitazioni al traffico veicolare previste nell'ambito dell'Accordo regionale sulla qualità dell'aria per il triennio 2012-2015 -

Le disposizioni sono invariate rispetto all'anno scorso, a cominciare dal divieto di circolazione – tra il 1° ottobre 2013 e il 31 marzo 2014 – dal lunedì al venerdì tra le 8.30 e le 18.30, per le tipologie di veicoli più inquinanti (Euro 0 a benzina, Euro 1 o 2 a diesel, senza filtro antiparticolato). Sempre dal 1° ottobre, sino al 30 novembre prossimo, con sospensione nel mese di dicembre e ripresa del provvedimento dal 7 gennaio al 31 marzo, blocco generale del traffico dalle 8.30 alle 18.30, che esclude unicamente i mezzi di livello pari (o successivi) a Euro 4 se a benzina o Euro 3 a diesel, questi ultimi purchè dotati di filtro antiparticolato. Contestualmente, la prima domenica di ogni mese – fatta eccezione per dicembre – riproporrà le stesse limitazioni del giovedì, sempre dalle 8.30 alle 18.30, con facoltà di revoca solo se nei sette giorni precedenti non saranno stati rilevati, sull'intero territorio regionale, superamenti del valore limite di 50 microgrammi di Pm10.

Qualora le centraline di monitoraggio di Piacenza registrassero sforamenti di tale quota per sette giorni consecutivi sul territorio urbano, sono previste misure di emergenza: il dato viene comunicato da Arpa nella giornata del martedì, comportando l'eventuale blocco straordinario della circolazione per la domenica successiva, con le stesse modalità del giovedì. Nel caso in cui il superamento dei valori si protraesse per 14 giorni consecutivi, a Piacenza o in un'altra provincia emiliano-romagnola, sull'intero territorio regionale si adotteranno, nei Comuni che hanno sottoscritto l'Accordo sulla qualità dell'aria, disposizioni aggiuntive al blocco domenicale del traffico: la riduzione delle temperature di almeno un grado centigrado negli ambienti riscaldati, il divieto di utilizzo di biomasse (legna, pellet, cippato o simili) in sistemi del tipo a camino aperto, negli immobili dotati di altri sistemi di riscaldamento, nonché l'aumento dei controlli sui veicoli in circolazione.

"L'obiettivo – rimarca l'assessore alla Città Sostenibile Luigi Rabuffi – è sempre quello di tutelare la salute dei cittadini, senza dimenticare che l'attuazione di questi provvedimenti consentirà a Piacenza di partecipare a cofinanziamenti regionali per il potenziamento del trasporto pubblico e della mobilità ciclopedonale.
 
(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)
Sabato, 28 Settembre 2013 09:00

Chi paga i costi d'inquinamento?

I costi d'inquinamento.

Cento miliardi di euro l'anno, fra giorni di lavoro persi e assistenza sanitaria: è il conto presentato ogni anno dallo smog, secondo le stime dell'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA). Di questi cento, almeno 43 miliardi di euro vanno imputati all'inquinamento causato dai mezzi pesanti, che viaggiano su strada. Essi sono responsabili del 40-50% dell'inquinamento da ossido di azoto (NOx) proveniente dal trasporto stradale.
E, come sempre accade quando parliamo di inquinanti atmosferici, bisogna tener conto del fatto che le conseguenze variano da un ambiente all'altro. Così gli scarichi dei mezzi pesanti provocano più danni dove vi è una densità di popolazione maggiore o in regioni senza sbocchi sul mare e aree montuose in cui l'inquinamento non può essere disperso così facilmente.

Pedaggi mirati
 Per questa ragione, la relazione dell'EEA lancia una proposta: far pagare pedaggi che tengano conto delle effettive conseguenze sulla salute dovute al traffico nei diversi paesi europei. in altre parole, i pedaggi dovrebbero essere più cari in alcuni paesi rispetto ad altri.

Una domanda sorge spontanea. Chi dovrebbe pagare? Chi non ha alternative o chi, queste alternative, non le ha messe a disposizione?
Pubblicato in Trucks Emilia
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