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Dal Governo confermati quasi 400 milioni di euro. L'assessore Gazzolo: "Misure importanti, che consentono di operare in modo strutturale". Polveri sottili fuori limite per 14 giorni consecutivi: scattano le misure emergenziali in tutti i Comuni capoluogo sopra i 50mila abitanti.

Di A.K.

Bologna, 3 febbraio 2016

I fondi sono stati stanziati. Da questo momento in poi si dovranno attuare le misure che non solo dovranno fronteggiare l'emergenza aria inquinata, ma risolverla in modo strutturale.
Lo ha annunciato l'assessore regionale alle Politiche ambientali Paola Gazzolo al termine del Tavolo per la qualità dell'aria che si è svolto ieri a Roma. "Abbiamo analizzato i provvedimenti da assumere nel medio e lungo termine - afferma Gazzolo - . Si tratta di misure importanti per interventi strutturali e non solo emergenziali per migliorare la qualità dell'aria. Una più immediata efficacia delle azioni antismog necessita di interventi omogenei sull'intero territorio nazionale e le decisioni assunte oggi vanno proprio in questa direzione". 
Sono stati confermati i 376,5 milioni di euro messi a disposizione per il miglioramento della qualità dell'aria e a breve verrà convocato il Tavolo del bacino Padano per l'attuazione di misure coordinate.

Nel dettaglio si tratta di 12 milioni di euro per incentivare il trasporto pubblico locale, 6 milioni per la mobilità condivisa e 35 per la mobilità casa-scuola, casa-lavoro. 50 milioni derivano dal Fondo Kioto, 252 milioni saranno destinati alle esigenze di miglioramento energetico delle scuole, a cui si aggiungono 21,5 milioni per la riqualificazione energetica degli edifici della Pubblica amministrazione. Rimangono da quantificare le risorse derivanti per gli incentivi al cosiddetto "conto termico". 
Il Comitato di coordinamento ambientale sarà convocato periodicamente, con cadenza possibilmente mensile, per tenere monitorati in modo coordinato i decreti attuativi delle risorse complessive i cui stanziamenti sono di competenza di diversi Ministeri.

I dati Arpae sulla qualità dell'aria in Emilia-Romagna


Tra il 20 e il 30 gennaio tutta la Pianura Padana è stata interessata da un episodio di inquinamento particolarmente intenso: in diverse zone della Lombardia e del Veneto sono stati registrati valori di PM10 prossimi a 200 ug/m3 per diversi giorni consecutivi. L'Emilia-Romagna è stata interessata in modo più marginale, ma le concentrazioni sono state comunque superiori al limite di legge (50 ug/m3) per l'intero periodo su gran parte del territorio. Una situazione simile a quella normalmente registrata nei mesi di gennaio dal 2012 al 2015.
Questo episodio è legato alla presenza di un'area di alta pressione sull'Europa sud occidentale. Nella Pianura Padana i venti sono stati deboli e la situazione è stata aggravata da temperature particolarmente elevate (+ 3°C rispetto al clima), che hanno pesantemente influito sull'accumulo degli inquinanti. 
Ieri si è verificato a Modena il superamento per 14 giorni consecutivi del limite di legge per le polveri (PM10), con la conseguente estensione dei provvedimenti di limitazione della circolazione (la cosiddetta "domenica ecologica") alle aree urbane di tutti i Comuni capoluogo e dei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, e l'introduzione di ulteriori misure emergenziali, fino alla successiva verifica di martedì prossimo, previste in questi casi: la riduzione delle temperature di almeno un grado centigrado negli ambienti di vita riscaldati (fino a massimo 19°C nelle case, negli uffici, nei luoghi per le attività ricreative associative o di culto, nelle attività commerciali; fino a massimo 17°C nei luoghi che ospitano attività industriali ed artigianali). Sono esclusi da queste indicazioni gli ospedali e le case di cura, le scuole ed i luoghi che ospitano attività sportive. Vietato l'utilizzo delle biomasse (legna, pellet, cippato, altro) in sistemi di combustione del tipo camino aperto. Saranno inoltre potenziati i controlli sui veicoli circolanti sulla base delle limitazioni della circolazione in vigore. 
Secondo le previsioni meteo, verso sera il transito di una veloce onda depressionaria favorirà un generale ricambio della massa d'aria presente sulla Pianura Padana, determinando una sensibile diminuzione delle concentrazioni di PM10 su tutto il territorio regionale.

Pubblicato in Ambiente Emilia

La nota stampa di Aldo Caffagnini sulla situazione smog: "L'inquinamento da Pm10 è cresciuto in regione del 16%. A Parma sforamenti aumentati dell'11%. Modena leadership 2015 per i superamenti dei limiti di legge. L'aria peggiore dell'Emilia Romagna la detiene nel 2015 Reggio Emilia". -

Parma, 14 ennaio 2016

"Il bilancio 2015 della qualità dell'aria in regione è negativo, con un netto peggioramento della performance ambientale rispetto al 2014.
Gli sforamenti dei 50 microgrammi per metro cubo registrati dalle centraline Arpa sono stati complessivamente 574, mentre 940 volte si è superata la soglia di attenzione di 40 microgrammi.
A Parma il dato annuale registra 78 superamenti del limite di legge e 120 dati oltre la soglia di attenzione.
Rispetto al 2014 la regione registra un incremento del 41% di sforamenti, e un 35% di incremento della soglia di attenzione.
Anche Parma ha peggiorato la sua performance, ma molto meno della media regionale.
Nella città ducale gli sforamenti sono aumentati dell'11%, i superamenti della soglia di attenzione del 6%.
Colpisce il netto miglioramento da ottobre in avanti. Forse le misure adottate qualche effetto lo danno: 12 mila auto in meno in circolazione, un'area di 33 km quadrati "limitata" (a Modena solo 11), nessun viale di attraversamento consentito (invece a Reggio Emilia ci sono).
E' andata malissimo a Modena, dove gli sforamenti sono passati da 46 a 78, con un incremento del 70%, dando alla città degli Este la leadership 2015 per i superamenti dei limiti di legge.
Prendendo in considerazione i dati dell'intero 2015 vediamo che la media regionale di polveri sottili si attesta a 35 microgrammi con Parma che registra un dato superiore, 38.
L'aria peggiore dell'Emilia Romagna la detiene nel 2015 Reggio Emilia, che ha spodestato Parma, regina nera invece nel 2014.
L'aria meno fetida è quella di Bologna e di Forlì Cesena, 31 µg/m3 di media.
Un'intera regione malata d'aria, che è riuscita a peggiorare la qualità di cosa respiriamo in modo netto, passando da una media di 30 a una media di 35 microgrammi di polveri fini per metro cubo di aria.
La cappa regna su tutta la regione e su tutto il bacino padano.
In queste condizioni di estremo malessere crescono a dismisura ricoveri, accessi ai pronto soccorso, malattie respiratorie e cardio-vascolari.
Si incrementano i decessi e diminuisce la qualità della vita.
A dirlo è un'indagine dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa. Disturbi polmonari più che raddoppiati, attacchi d'asma passati dal 3,4 al 7,2%, per la rinite allergica si è saliti dal 16.2% al 37.4%, l'espettorato ha superato il 19% rispetto all'8.7% del 1985 e la broncopneumopatia cronica ostruttiva ha raggiunto il 6.8% contro il 2.1% iniziale.
In una situazione di questo genere aver progettato, sostenuto, costruito un impianto inquinante di classe uno, la peggiore, come un inceneritore, quando c'erano evidenti alternative, è stato quanto meno un atto scellerato.
Ma questo è quello che è successo a Parma.
Oggi che la recita è finita ci troviamo un debito di 200 milioni di euro e un impegno scritto degli enti locali di provvedere al suo rimborso.
Un camino che per sopravvivere "deve" bruciare più del doppio di quanto è disponibile sul territorio, che affamato di rifiuti deve andare a caccia oltre i confini che gli erano stati posti come limite invalicabile.
Il modello Parma della raccolta differenziata ha messo a nudo i calcoli di comodo che erano stati invece proposti come architravi del progetto.
Il modello Parma dice, numeri alla mano, che per tutta la regione basterebbe un solo inceneritore, in attesa di portare a zero il rifiuto residuo, oggi causato da una errata progettazione dei materiali, da oggetti che in una prospettiva di economia circolare non dovrebbero essere prodotti né la legge dovrebbe consentire la loro messa in commercio.
Emergenza ambientale e sanitaria.
I nostri polmoni stavano meglio 20 anni fa.
La soluzione delle autorità?
Incrementare la potenzialità degli inceneritori.
Livelli di saggezza e lungimiranza da sforamento!"

Aldo Caffagnini

Pubblicato in Cronaca Emilia

L'inquinamento atmosferico si combatterà con i semafori intelligenti (almeno loro) e abbattendo i limiti di 20 km orari in città. In conclusione non si avrà nessun miglioramento ma solo un aggravamento dei disagi.

di Lamberto Colla Parma, 3 gennaio 2016.
Siamo alle solite anche in campo ambientale. Si crea un'emergenza per giustificare degli interventi straordinari per raggiungere uno scopo che non è, quasi certamente, quello manifesto.

Allora fiato alle trombe.
D'incanto tutti i grandi media lanciano ripetizione tutti gli stessi identici messaggi coprendo tutte le 24 ore di palinsesto televisivo. Dalle trasmissioni strettamente dedicate alle news e in ogni programma di intrattenimento, di cucina, di pseudo approfondimento o di costume, un intervento o un passaggio sulla allarmante situazione dell'inquinamento dell'aria di Milano e Roma, della Val Padana e di Pechino non può mancare.
Così sul finire d'anno le due maggiori preoccupazioni del nostro Governo, almeno stando al tamburellamento mediatico, sono state riservate ai Botti di Capodanno e all'emergenza inquinamento dell'aria.

Così via con i tavoli di lavoro che restituiscono, in men che non si dica, la miglior risposta possibile riassunta nel protocollo d'intesa tra il Ministero dell'Ambiente, l'ANCI e la Conferenza delle Regioni e province autonome, destinato "Migliorare la qualità dell'aria, incoraggiare il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni, disincentivare l'utilizzo del mezzo privato, abbattere le emissioni, favorire misure intese a aumentare l'efficienza energetica."

Troppi macro-obiettivi per uno scarno documento di 13 pagine, delle quali ben quattro sono occupate da riferimenti legislativi, e un impegno di spesa di soli 12 milioni di euro.

Alla fine il risultato sarà:
- alcune municipalità riceveranno un contentino per ammodernare qualche autobus obsoleto;
- qualche società di software riceverà l'appalto per la sincronizzazione dei semafori e il monitoraggio dell'intensità di traffico (che nessuno poi leggerà e interpreterà);
- due gradi in meno negli uffici pubblici che non verranno mei rispettati;
- l'imposizione del limite di 30 Km/ora nei centri cittadini che porteranno nuovi introiti alle casse comunali;
- le misure di dissuasione e repressione della sosta di intralcio (idem come sopra).

Se questo vi sembra inverosimile allora leggete voi stessi il documento (allegato in pdf) e traete le vostre personalissime considerazioni.

Quello che personalmente mi sconcerta è la paradossale e ridicola riduzione a 30 Km/ora del limite di velocità urbano per due ordini di ragioni:
1. la velocità media all'interno delle nostre città si è ridotta di altri 2,8 km/ ora nell'ultimo anno superando di poco i 15 km/h, con punte di 7-8 km/h come rilevato da "Confcommercio";
2. E' noto che la miglior efficienza dei motori, e quindi della quantità e qualità delle emissioni, si ha in costanza di regime di giri e all'interno di un intervallo di giri/min specifico (diverso a seconda del tipo di motorizzazione).

Vien da sé che le misure saranno inefficaci e inutili per lo scopo specifico per le quali verranno introdotte ma utilissime per le casse comunali che potranno garantirsi nuovi introiti per tutti coloro che sfrecceranno (nei brevi tratti che saranno liberi) a velocità superiori a 31,5 km/h (considerato già il 5% di tolleranza concesso). Una Velocità di punta difficilmente rilevabile con certezza dai tachimetri delle auto e ancor più difficilmente percepibile dallo stesso conducente con conseguente elevamento a potenza della probabilità di incorrere in contravvenzione.

Dei semafori intelligenti degli anni 70-80 ai T-Red di più recente memoria stendiamo un velo pietoso. I primi per l'inefficacia e i secondi per le frodi ai danni degli automobilisti e perciò, se tanto mi dà tanto, i nuovi semafori "multitasking" non saranno da meno. Ammesso e non concesso che possano rilevare interessanti dati dai flussi veicolari, poi nessuno riuscirà mai a interpretarli.

In conclusione siamo alle solite!
Il cittadino / automobilista sarà ancora e sempre più il bancomat dei comuni e l'intelligenza delegata ai soli semafori.

Domanda: C'è di che vergognarsi o no?

(in allegato il Protocollo di Intesa)

Media delle Velocità nelle Regioni - fonte Unipol SAI

Pubblicato in Politica Emilia

La Regione fa scattare le misure emergenziali a causa dello sforamento continuativo del limite giornaliero di PM10 negli ultimi sette giorni nella provincia di Modena e in quelle di Piacenza, Reggio Emilia e Ferrara. Il Comune di Modena vietato anche di bruciare le sterpaglie. -

Modena, 23 dicembre 2015 -

Scattano le misure di emergenza previste dalla Regione nel Piano Aria. La coltre di smog continua a offuscare il cielo dell'Emilia Romagna. Pe far fronte a questa situazione di emergenza è prevista una nuova domenica ecologica, al di fuori del calendario regolare, per il 27 dicembre. La decisione è stata assunta dalla Regione Emilia Romagna a causa dello sforamento continuativo del valore limite giornaliero di PM10 che si è registrato negli ultimi sette giorni nella provincia di Modena e in quelle di Piacenza, Reggio Emilia e Ferrara.

In tutto il territorio comunale di Modena, da oggi, 23 dicembre fino al 29 dicembre, saranno inoltre vietate le operazioni di bruciatura di sterpaglie, residui di potatura, simili e scarti vegetali di origine agricola.
Nel caso di prolungamento degli sforamenti per ulteriori sette giorni, tutti i Comuni che applicano la manovra antinquinamento, Modena compresa, dovranno attuare un'ulteriore domenica ecologica il 3 gennaio 2016. Inoltre sarà richiesto l'abbassamento di 1 grado della temperatura negli ambienti riscaldati e sarà vietato l'utilizzo del riscaldamento a biomasse (come legna e cippato), dove disponibile un'altra forma di riscaldamento. Anche in questo caso saranno vietate le operazioni di bruciatura di sterpaglie.

Sono 53 gli sforamenti del limite di PM10 registrati a Modena fino al 21 dicembre contro un numero massimo ammesso dalla normativa di 35 all'anno. Nel 2014 erano stati 36 quelli registrati dalla centralina di via Giardini e 29 al Parco Ferrari. Il trend degli ultimi anni registra però un calo continuo: nel 2006 gli sforamenti infatti erano stati 130, scesi a 120 nel 2007; 112 nel 2008; 79 per i due anni successivi; 84 nel 2011, 85 nel 2012 e infine 51 nel 2013. Il calo strutturale è testimoniato dalle medie annuali che sono al disotto del limite di legge di 40 microgrammi per metro cubo fin dal 2009, con una media minima di 28 microgrammi per metro cubo lo scorso anno.

Durante la domenica ecologica, dalle 8.30 alle 18.30, nella stessa area soggetta alle limitazioni della circolazione durante la settimana, non potranno circolare i veicoli a benzina fino a Euro 1, i diesel fino a Euro 3, i ciclomotori e motocicli Euro 0.

Pubblicato in Cronaca Modena
Martedì, 10 Novembre 2015 13:38

Lo smog regna sovrano in tutta la regione

Aldo Caffagnini: "Su 7 giorni di rilevamenti dei Pm10 la media dell'Emilia Romagna è sopra il limite di legge 5 volte e nel 2015 Parma risulta al top della classifica dei luoghi più inquinati della regione". Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa. -

Parma, 10 novembre 2015 -

"Ferrara ha infilato ieri un filotto di 7 giorni consecutivi di sforamenti dei limiti delle polveri sottili.

Scatta così il blocco del traffico previsto dal nuovo accordo regionale, il Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2020) approvato lo scorso settembre.
Modena invece lo evita di un soffio. Ieri ha raggiunto i 50 microgrammi di polveri sottili, a 51 sarebbe scattato il superamento ed anche Modena, reduce da 6 giorni di fuori norma, avrebbe dovuto procedere allo stop delle marmitte.
La situazione perdura ormai da una settimana e tutta la regione soffre il mal d'aria.
Su 7 giorni di rilevamenti dei Pm10 la media dell'Emilia Romagna è sopra il limite di legge 5 volte.
Parma questa volta si salva, con un solo superamento, ma pare che la centralina di via Montebello abbia registrato problemi di funzionamento visto che mancano a novembre 3 dati su 9.
In ogni caso anche nel 2015 Parma risulta al top della classifica dei luoghi più inquinati della regione con 50 superamenti dei limiti lungo l'anno, seguita a stretto giro da Reggio Emilia con 49.
La media 2015 vede Parma e Reggio sul gradino più alto con 36 µg/m3 contro la media regionale di 33.
Nel mese di novembre sono già 32 i valori sopra i limiti di 50 microgrammi per metro cubo di aria e 61 quelli sopra la soglia di attenzione di 40 registrati in regione dalle centraline gestite dalle Arpa provinciali.
E la previsioni meteo non sono rassicuranti.
Domani è previsto un picco di inquinamento che si concentrerà particolarmente a Parma, nella zona a nord, quella per capirci corrispondente alla localizzazione dell'inceneritore di Ugozzolo.
Tale nube si sviluppa come da foto nelle località di Sorbolo, Mezzani, Brescello, Boretto.
Una forma che assomiglia al cono di emissione del camino.
Domani meglio non respirare."

Aldo Caffagnini

 

Pubblicato in Cronaca Emilia
Mercoledì, 28 Ottobre 2015 15:27

Parma - Smog, 5° giorno consecutivo sopra al limite

Smog oltre i limiti a Parma. Ieri si è registrato il quinto giorno consecutivo di sforamento del limite di 50 microgrammi di polveri per metro cubo di aria.. La nota stampa di Aldo Caffagnini: "La nube è servita. Si riempiono i pronto soccorso e si grida al lupo". -

Parma, 28 ottobre 2015 -

"Puntuale come l'ora solare ritorna lo smog nelle città padane.
Ieri a Parma 5° giorno consecutivo di sforamento del limite di 50 microgrammi di polveri per metro cubo di aria.
Tutta la regione da 2 giorni è coperta da una fitta coltre nera e naturalmente l'unico rimedio possibile "pret a porter" è la pioggia, benedetta come non mai in queste condizioni disperate.
Le polveri sottili uccidono.
Ogni anno in Italia circa 30mila decessi per il PM 2.5, rispetto limiti legge salverebbe 11.000 vite all'anno, scrive Legambiente all'Europa.
Il mix di inquinanti è sempre lo stesso: impianti industriali (come il nostro beneamato inceneritore di Ugozzolo), automobili vecchie ma anche quelle a gasolio e i mezzi pesanti antiquati, impianti di riscaldamento, polveri generate dal trascinamento, come freni e pneumatici, polveri da attività umane.
Quando questa ricetta viene preparata in un ambiente costipato come la Pianura Padana, affetta da inversione termica e bassissima ventilazione, il veleno diventa raffinato e micidiale.

tabella smog rid

E si riempiono i pronto soccorso e si grida al lupo.
Specialmente a Parma, che ancora una volta svetta su tutti i capoluogo regionali.
La soluzione?
Togliere il traffico dai centri storici, dotando i parcheggi scambiatori di navette elettriche frequenti e puntuali, spegnere impianti facilmente sostituibili (vedi l'inceneritore che non trovando più rifiuti sul territorio dovrò importarne da fuori), favorire la circolazione delle biciclette in città e s-favorire quella delle auto, riducendo il limite di velocità, riducendo le carreggiate per ingrandire le strade riservate alle due ruote, chiudere le porte dei negozi a impianto di riscaldamento acceso, incentivare i pannelli fotovoltaici sui tetti pubblici, ridurre le temperature negli appartamenti, riservare il centro solo a mezzi elettrici, ridurre le merci che arrivano da lontano preferendo l'economia locale sulla falsariga dei gruppi di acquisto solidali.
Eccetera eccetera eccetera.
Perché la salute viene prima di ogni altro interesse."

Aldo Caffagnini

Pubblicato in Cronaca Parma

Alcune modifiche introdotte dall'Amministrazione comunale all'ordinanza che disciplina le limitazioni al traffico nel rispetto del Piano Aria regionale. In particolare, è stata eliminata dal calendario delle giornate ecologiche – che prevedono gli stessi divieti di circolazione attivi dal lunedì al venerdì – la prima domenica di dicembre. -

Piacenza, 28 ottobre 2015

L'Amministrazione comunale, nel rispetto del Piano Aria regionale e in linea con le integrazioni già apportate da altre municipalità, ha adottato alcune modifiche all'ordinanza che disciplina le limitazioni al traffico per il contenimento delle emissioni inquinanti, entrate in vigore il 1° ottobre scorso.
In particolare, è stata eliminata dal calendario delle giornate ecologiche – che prevedono gli stessi divieti di circolazione attivi dal lunedì al venerdì – la prima domenica di dicembre, non solo per il 2015 ma anche per gli anni successivi di validità del Piano.
Sono state inoltre inserite tre deroghe, valide fino al 31 marzo 2016, per altrettante categorie professionali che hanno necessità lavorative legate a urgenze e contingenze non sempre prevedibili: veicoli in servizio pubblico, appartenenti ad aziende che effettuano interventi urgenti e di manutenzione essenziali (ad esempio su reti e impianti idrici, gas, energia elettrica, telefonia); mezzi attrezzati per il pronto intervento e la manutenzione di impianti elettrici, idraulici, termici, di sicurezza e tecnologici in genere; veicoli che trasportano attrezzature e merci per il rifornimento di ospedali e strutture di assistenza socio-sanitaria, scuole, mense e cantieri.
Approvate anche le misure emergenziali che, dal 1° ottobre al 31 marzo, saranno attuate in caso di superamento, per sette giorni consecutivi, del valore limite per le Pm10 rilevato da Arpa: lo stop ai mezzi più inquinanti – gli stessi interessati dalle limitazioni nei giorni feriali – nella prima domenica successiva al giorno di controllo (il martedì) e, qualora l'eccesso perduri per altri sette giorni, l'estensione a tutti i Comuni capoluogo e alle città con oltre 50 mila abitanti del territorio regionale, indipendentemente dalla località in cui si è registrato lo sforamento, nonché l'abbassamento del riscaldamento di un grado centigrado negli ambienti interni.

(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

Una serata di approfondimento sull' inquinamento ambientale e le ripercussioni che questo ha sui bambini e sulle future generazioni. L'incontro è gratuito e aperto a tutta la cittadinanza. -

Parma, 23 settembre 2015 -

Giovedì 24 Settembre alle 20:30 presso il Teatro al Parco si terrà una serata di approfondimento su alcuni argomenti legati all'inquinamento ambientale e alle ripercussioni che questo ha sui bambini e sulle future generazioni.
L'incontro vuole essere un'appendice della giornata che si svolge a Roma all'Istituto Superiore di Sanità in memoria di Lorenzo Tomatis, in cui i massimi esperti nazionali si confronteranno sullo stato di salute dell'ambiente e su come questo condizionerà le nuove generazioni in Italia.
Aria, acqua, terra, i beni essenziali per la vita che già 30 anni fa Lorenzo Tomatis vedeva compromessi a causa di uno sviluppo miope e dissennato da parte dell'uomo, sono l'oggetto di studio e riflessione di questa VI giornata a Lui dedicata.
Le centinaia di migliaia di sostanze chimiche immesse nel corso dell'ultimo secolo nell'ambiente sono ormai sistematicamente presenti in quasi tutte le matrici ambientali e non solo ne risulta compromessa la qualità di aria, acqua, suolo, ma la stessa salute umana ne è potenzialmente minacciata.

Sarebbe importante che questi temi divenissero di dominio pubblico interessando non solo i luminari della scienza, ma anche tutti i componenti della società civile e politica che, con le loro scelte e con le loro delibere, preservano o deteriorano il territorio in cui vivono.
Per questo motivo la Giostra dei Diritti, associazione di promozione sociale di Parma che organizza la serata, ha chiesto e ottenuto il patrocinio di Provincia e Comune ed estenderà l'invito a tutte le componenti sociali della città, dall'Arpa all'Ausl, dai medici ai pediatri, dall'Università all'Unione Industriali, nonchè Diocesi, Associazioni, Partiti e Movimenti.
L'intento è quello di promuovere un dibattito scientifico in grado di condurre gli interlocutori ad un confronto aperto attorno a temi che coinvolgono tutta la cittadinanza.

E' sempre più urgente l'adozione di politiche e stili di vita in grado di tutelare i beni primari quali terra, acqua, aria e salute. Anche la nostra pianura padana, purtroppo, è un territorio soggetto ad inquinamento.
Relatori dell'incontro al Teatro al Parco saranno due figure di livello internazionale in grado di dare ampio respiro al dibattito: il Dr. Ernesto Burgio, direttore del comitato scientifico ISDE, che arriverà direttamente da Roma dopo aver avuto l'onore di aprire i lavori all'Istituto Superiore di Sanità al mattino e la Prof. Lucia Migliore, docente all'Università di Pisa, una delle più importanti genetiste d'Italia di fama internazionale.

L'incontro è gratuito e aperto a tutta la cittadinanza.
E' gradita la prenotazione tramite mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

24 settembre inquinamento salute locandina

(Fonte: ufficio stampa Giostra dei Diritti)

Pubblicato in Dove andiamo? Parma
Martedì, 24 Febbraio 2015 13:18

Parma - Smog, scatta il blocco del traffico

La conta dei giorni di sforamento del limite di PM10 nell'aria ha fatto scattare il blocco del traffico per la giornata di mercoledì 25 febbraio. Le limitazioni riguardano l'area interna alle tangenziali - 

Parma, 24 febbraio 2015 -

Il provvedimento adottato a partire da domani anticipa a Parma quella che sarà una delle misure della legge regionale in Emilia-Romagna dall'ottobre 2015 con il PAIR 2020, il piano integrato per la qualità dell'aria con l'obiettivo di ridurre della metà le emissioni di PM10 nella nostra regione. L'Amministrazione ha deciso introdurre da subito questa misura a causa dell'elevato numero di sforamenti che si sono registrati nelle centraline ARPA cittadine nel mese di gennaio proseguite poi anche a febbraio (32 sforamenti dei limiti su 49 giorni).

Orari ed area interessata

Le limitazioni riguardano l'area interna alle tangenziali con possibilità di accesso ai principali parcheggi scambiatori (incluso parcheggio Toschi) con le modalità abituali del blocco della domenica e fascia oraria dalle 8.30 alle 18.30

Principali deroghe

Autoveicoli ad alimentazione elettrica o ibrida, autoveicoli ad alimentazione a gas metano o GPL, autoveicoli alimentati a benzina omologati Euro 4 o superiori, diesel Euro 5 o superiori, autoveicoli con almeno tre persone a bordo (car pooling), auto condivisa (car sharing), autoveicoli condotti da persone con più di 70 anni, mezzi privati con a bordo portatori di handicap muniti di apposito contrassegno, veicoli di lavoratori il cui orario di lavoro abbia inizio o fine in periodi non coperti dal trasporto pubblico o in pronta reperibilità, veicoli di privati diretti presso l'abitazione di familiari che necessitino di assistenza domiciliare, veicoli utilizzati per il trasporto di persone sottoposte a terapie indispensabili ed indifferibili per la cura di malattie gravi e non o per visite o trattamenti sanitari programmati, veicoli di venditori ambulanti accreditati durante i giorni di mercato per i percorsi di entrata ed uscita dalle aree mercatali, veicoli per il trasporto dei bambini da/per gli asili nido, le scuole materne, le scuole elementari, mezz'ora prima e mezz'ora dopo l'orario di ingresso e di uscita degli alunni, veicoli trasporto merci per operazioni di carico/scarico dalle 08:30 alle 10:30 e dalle 14:30 alle 16:30.

La nota del Comune di ieri -

Perchè i 4 sforamenti consecutivi registrati la settimana scorsa fanno partire il blocco mercoledì?

I dati medi rilevati da ARPA vengono comunicati entro le ore 12 del giorno successivo con un procedimento che ne richiede la validazione da parte dei tecnici e non viene rilasciato automaticamente dagli strumenti di rilevamento. Attualmente la struttura di ARPA non prevede la presenza dei tecnici preposti alla validazione dei dati nei giorni festivi ed è per questo che i dati di venerdì e sabato vengono comunicati il lunedì. Abbiamo chiesto alla Regione Emilia-Romagna che in previsione dell'applicazione del PAIR 2020 venga garantita la comunicazione dei dati tutti i giorni della settimana, festività comprese, al fine di permettere una pronta risposta del meccanismo anche nel caso che il 4° giorno cada in un giorno festivo.

Necessità di comunicazione ai media

Il blocco parte nei 2 giorni successivi alla comunicazione di ARPA per permettere ai tv, carta stampata e media online di darne diffusa comunicazione alla cittadinanza ed alla struttura tecnica del Comune di predisporre cartellonistica e transennature sulle strade di accesso. Anche la revoca del blocco viene determinata 2 giorni dopo la comunicazione ARPA del rientro nei limiti. Nel caso particolare dei 4 giorni di sforamento della settimana scorsa (in realtà i giorni di superamento si sono protratti da martedì 17/02 a sabato 21/02), la comunicazione ARPA è giunta in Comune questa mattina e ciò fa scattare il blocco per mercoledì 25/02. Nella stessa mattina è arrivata anche la comunicazione ARPA del rientro nei limiti di Legge di ieri (domenica 22/02), per questa ragione già da giovedì 26/02 il provvedimento sarà revocato, mentre mercoledì 25/02 viene comunque effettuata la chiusura, indipendentemente dal rientro di domenica, in linea con la disciplina contenuta nel PAIR.

Casi in cui si revoca il blocco

Nell'ordinanza emessa l'amministrazione si riserva la facoltà di revocare le limitazioni alla circolazione in condizioni climatiche particolari come forti piogge o nevicate previste nei giorni di blocco che limitino la mobilità alternativa al mezzo privato.

Perchè ha senso fare il blocco anche se i limiti si sono abbassati

Nella stagione invernale le condizioni sono favorevoli ad un incremento delle medie giornaliere e ridurre il numero di auto che circolano è comunque utile ad allentare il carico emissivo anche se le piogge dei giorni scorsi hanno abbassato i livelli sotto i limiti di legge. Ricordiamo che le PM10 sono comunque nocive per la salute anche a livelli bassi e che ad incremento di 10 microgrammi/metro cubo corrispondono incrementi di malattie respiratorie, cardiovascolari e ricoveri ospedalieri.

(Fonte: Comune di Parma)

Pubblicato in Cronaca Parma

Smog, continui sforamenti al livello di pm10 consentito: 32simo risultato fuorilegge del 2015, ma in un anno ne sono consentiti 35 -

Parma, 18 febbraio 2015 -

Non migliorano i dati preoccupanti per l'alto tasso di inquinamento che flagella la nostra città. Gli sforamenti continui, oltre il livello di Pm10 consentito per legge, sembrano non dare tregua a Parma. Con le nuove misure adottate dal Comune - l'ordinanza è entrata in vigore lunedì - inizia la conta dei giorni di sforamento, a seguito dei quali - dopo quattro consecutivi - verrà attivato il blocco del traffico entro le tangenziali.

Di seguito riportiamo la nota di Aldo Caffagnini, di Gestione Corretta dei Rifiuti -

Ieri ha ripreso a mordere lo smogIl "sollievo" è durato due giorni, domenica e lunedì, che avevano però registrato valori oltre la soglia di attenzione, quindi l'aria era semplicemente accettabile, mediocre, entro i limiti.
Ieri invece l'asticella ha superato di netto la soglia dei 50 microgrammi, fermandosi a 61, 32simo risultato fuorilegge del 2015 (in un anno ne sono consentiti 35).
Ieri sera a Teleducato la conferma del blocco del traffico dopo 4 giorni consecutivi di sforamenti.
Dai dati di previsione meteo, oggi, domani e venerdì saranno stabili ed è praticamente certo lo sforamento consecutivo di 4 giornate, limite oltre il quale scatta il blocco del traffico alle tangenziali.
Anzi, la giornata di venerdì 20 febbraio sarà particolarmente "nera", con previsioni da brivido sull'incremento delle polveri sottili su tutta la regione, ma in particolare ovviamente in pianura.
L'immagine allegata è evidente.
La qualità dell'aria è prevista "pessima", il livello peggiore.
Ci si attende quindi un picco che porterà i livelli di polvere a superare la soglia dei 100 microgrammi per metro cubo di aria.
Non si sa cosa respirare.
La settimana prossima inizierà il blocco del traffico entro l'anello delle tangenziali, che si protrarrà fino al rientro dei valori nei limiti di legge.

Pubblicato in Cronaca Parma
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