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Venerdì, 03 Gennaio 2014 12:45

Inquinamento: 2014, l'anno della polvere

L'intera regione Emilia Romagna è avvolta in una nube tossica -

Parma, 3 gennaio 2014 -

In comunicato di Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma

Due giorni, due sforamenti.
A Parma fa buona compagnia tutta la regione tranne Piacenza, che sfiora anch'essa il limite.
In città ieri 69 microgrammi per metro cubo di aria, il dato peggiore dell'Emilia Romagna, contro i 50 consentiti dalla legge.
Le polveri fini Pm10 tornano quindi subito protagoniste e sfidano l'homo sapiens ricacciandogli in gola l'aria sporca improvvidamente prodotta.
Il nostro uomo tecnologico aveva tentato di giocare una carta falsa, quella di papà vento che tutto porta via, ma il trucco è stato scoperto e la resa dei conti è arrivata.
Sta a noi decidere il nostro futuro.
Il pianeta è gravato ormai da una mole di inquinamento insostenibile.
Abitiamo in un sistema chiuso che necessariamente ricicla dalla notte dei tempi tutto ciò che accade al suo interno.
Usiamo la stessa acqua da millenni, la stessa terra, la stessa aria, le stesse molecole.
Dobbiamo fare una scelta.
Continuare su questa strada significa andare verso l'estinzione, cambiare comporta il mettere al primo posto la salute e la qualità della vita.
Tutto il resto viene dopo.
Lo sviluppo, se vogliamo intendere il termine come una positiva e costante tensione verso il meglio, per noi stessi e per gli altri, non può includere anche inquinamento, polveri cancerogene, baratro ecologico.
Innumerevoli gli esempi dello scempio che abbiamo fatto del nostro Paese, su tutti l'Ilva di taranto e la Terra dei Fuochi.
Incubi.
Non è sviluppo questo ma una corsa sfrenata senza guidatore.
Dobbiamo tornare ad osservare la natura e comprendere che essa non manifesta nei suoi cicli naturali alcun tipo di rifiuto, ma chiude perfettamente i suoi ambiti nutrendosi a vicenda.
Ciò che è scarto per gli uni è alimenti per gli altri.
Occorre una pausa di riflessione.
Occorre spegnere i motori.
Occorre farlo adesso.

(Fonte: ufficio stampa Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

Dopo quasi un mese di aria irrespirabile il Natale ha portato una tregua: GCR chiede di mettere al bando le caldaie a gasolio -


Parma, 31 dicembre 2013 -

Dopo 26 giorni di smog fuori-legge ad oltranza San Meteo ci ha fatto il regalo di Natale.
Sotto l'albero la tregua, dopo quasi un mese di aria irrespirabile.
Da 6 giorni Parma (e l'Emilia Romagna) hanno un'aria degna di questo nome.
Ma già il 29 i livelli di polveri sottili hanno sfiorato il limite, fermandosi, alla solita centralina di via Montebello, a 46 microgrammi per metro cubo di aria, solo quattro lineette sotto il limite.
Il vento di Natale e le piogge dei giorni scorsi hanno dato una grossa mano alla Pianura Padana, come se improvvisamente si fosse aperta la finestra e sollevato il tetto, dando libero sfogo a vortici e scrosci, che hanno provveduto a lavare l'aria nera.
Lo smog se n'è andato, attraverso il suolo spinto dall'acqua scendente e disperso altrove con i venti.
Ma basta un giorno di stasi per far rialzare la testa all'inquinamento.
Abbiamo osservato in questi giorni code kilometriche di automobili che sciamavano avanti e indietro dai centri commerciali, dal centro storico monumentale, assiepate sulle circonvallazioni.
Il traffico rimane un dei maggiori colpevoli della situazione ambientale disastrosa.
Ma non solo quello.
Ci sono anche le centrali termiche.
A questo proposito anche gli enti locali potrebbero fare di più.
Ad esempio verificando quante sono ancora le caldaie a gasolio presenti negli edifici scolastici o nelle sedi istituzionali.
Abbiamo a disposizione una mappatura aggiornata?
Da tempo ormai il gasolio è indicato come uno dei peggiori carburanti in quanto a emissioni cancerogene e polveri.
Ci sono ancora caldaie a gasolio che scaldano scuole e uffici?
Noi speriamo davvero di no.
Ma se così non fosse crediamo anche questa una manovra di urgente attualità.
Procedere senza indugio ad ammodernare le centrali termiche pubbliche.
Dismettere in fretta a furia le eventuali caldaie a gasolio e introdurne altre a gas metano o, ancora meglio, sostituendole con scambiatori collegati al tele riscaldamento, decentrando così le emissioni e rendendo agevole ma manutenzione.
Va da sé che una modernizzazione delle centrali termiche gioca anche a favore del risparmio di bollette e conti di manutenzione.
Quanto stiamo spendendo come collettività in questi settori?
Perché alla fine sono sempre le nostre tasche a coprire questi costi attraverso la tassazione più o meno centralizzata.
Pagando noi stessi, possiamo certo pretendere efficienza, risparmio, ecologia.
Sperando così di dare una mano a tenere basso il livello di Pm10.

(Fonte: ufficio stamap Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

Domenica 29 dicembre è prevista la limitazione straordinaria della circolazione veicolare -

Piacenza, 24 dicembre 2013 -

A causa del perdurare della situazione di inquinamento atmosferico sul territorio emiliano-romagnolo, domenica 29 dicembre è prevista la limitazione straordinaria della circolazione veicolare, dalle 8.30 alle 18.30, secondo i criteri abitualmente in vigore il giovedì e in occasione delle domeniche ecologiche. Non potranno transitare, pertanto, gli automezzi a benzina Euro 1, Euro 2 e Euro 3, i veicoli a diesel Euro 3 non dotati di filtro antiparticolato, i ciclomotori e motocicli Euro 1.
Il provvedimento è stato stabilito, a livello regionale, sulla base dell'Accordo sulla Qualità dell'Aria per il triennio 2012-2015, a fronte del bollettino odierno emesso da Arpa che registra una situazione di eccezionale criticità con quattordici sforamenti consecutivi, tra il 10 e il 23 dicembre scorsi, del valore limite giornaliero di 50 μg/m3 di Pm10, nelle province di Parma e Modena.
L'Accordo regionale prevede ulteriori misure emergenziali, che saranno in vigore da martedì 24 a martedì 31 dicembre 2013:
riduzione della temperature di almeno un grado centigrado negli ambienti riscaldati (fino a un massimo di 19°C nelle case, negli uffici, nei luoghi per le attività ricreative associative o di culto, nelle attività commerciali; fino a un massimo di 17°C nei luoghi che ospitano attività industriali ed artigianali). Sono esclusi da queste limitazioni gli ospedali e le case di cura, le scuole ed i luoghi che ospitano attività sportive; divieto di utilizzo di biomasse (legna, pellet, cippato, altro) in sistemi di combustione del tipo camino aperto, nelle unità immobiliari dotate di sistemi di riscaldamento multi-combustibile; potenziamento dei controlli sui veicoli circolanti.

(Fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

 

Martedì, 24 Dicembre 2013 13:25

Parma, infinitamente Pm10

Sotto l'albero solo smog, 26 giorni di sforamenti consecutivi -

Parma, 24 dicembre 2013 -

Ieri, con le polveri sottili a 63 microgrammi, Parma ha tagliato il traguardo dei 26 giorni consecutivi di aria fuori legge.
Dal 28 novembre la città è circondata da una nube formata da una miscela cancerogena, come ha deciso l'Oms lo scorso ottobre.
E' il Natale del carbone, tutti appassionatamente uniti nell'aria infetta, tutti dentro le auto a scorrazzare per la città, in perenne coda, tutti con i camini a mille, nonostante la temperatura mite che aiuta a non far schizzare ancora di più i livelli di inquinamento.
Su 35 superamenti consentiti dalla legislazione, Parma è arrivata con ieri a 80, il 128% in più di quanto consenta la normativa, che ricordiamolo è ancora blanda e non ha recepito l'indicazione dell'Oms di portare a 25 giorni il numero massimo di eccezioni (e a 20 microgrammi il limite da non superare).
Il problema ovviamente non è solo di Parma ma di tutta la regione Emilia Romagna, che ancora tace e non accenna a prendere provvedimenti drastici e immediati per salvaguardare la salute dei cittadini.
Il problema ovviamente va oltre anche l'ambito regionale e coinvolge tutto il bacino padano, un vero e proprio catino dei veleni, un'area considerata fra le più inquinate al mondo, un concentrato di polveri che uccidono, silenziosamente, le persone più deboli e a rischio come anziani e bambini.
Pronto Soccorso con incrementi di accessi, medici di base con paziente perennemente affetti da problemi respiratori, la gravità della situazione è conclamata, ma nulla si muove.
Ci aspettiamo misure straordinarie allineate con la straordinarietà della situazione.
Ma tutto sommato vince la paura di andare contro gli interessi delle grandi lobbies che vivono del grande circo del mezzo privato, che assiepa i centri storici, pullula i centri commerciali, visita le pompe di benzina, festeggia con allegria il proprio suicidio globale.
Smettiamola di far finta di niente.
Guardiamo con coraggio la realtà e agiamo.

(Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

Lunedì, 23 Dicembre 2013 14:05

Parma Pm10, dicembre nero

Da un mese l'inquinamento è alle stelle: servono misure eccezionali subito -

Parma, 23 dicembre 2013 -

Dal 28 novembre scorso l'aria di Parma è irrespirabile. Per tutto il mese di dicembre le polveri sottili hanno superato i limiti di legge. Una media di 70 microgrammi per metro cubo di aria contro il massimo di 50 µg/m3 consentiti dalla normativa.
La nube nera ci accompagna da 25 giorni, un evento mai accaduto prima in città.
E' l'anno dell'inceneritore di Ugozzolo, che dal 28 agosto emette le sue polveri. L'impianto sta funzionando a mezzo servizio, ma il suo apporto all'inquinamento complessivo è già evidente.
Basta indugi.
Non ci sono più scuse.
Bisogna prendere decisioni eccezionali vista l'eccezionalità della situazione.
Chiudere la città a livello delle tangenziali, ridurre la velocità massima in tangenziale e in città, ridurre la velocità anche in autostrada, introdurre le targhe alterne, spegnere i camini inutili come l'inceneritore di Ugozzolo, proporre bus a biglietto unico giornaliero con frequenze assidue dai parcheggi scambiatori.
Sono decisioni che devono coinvolgere non solo Parma.
Tutta la regione è sotto assedio dallo smog.
Tutte le province sono da settimane nella morsa dell'inquinamento.
I Pronto Soccorso registrano picchi di accessi, i medici di base hanno la fila di pazienti che lamentano problemi respiratori.
La regione non può stare a guardare.
Si prendano decisioni di bacino, si fermi il traffico regionale, si spengano tutti i camini inquinanti che ci stanno avvelenando, si dichiari lo stato di calamità ambientale e si richieda al governo un intervento a livello di bacino padano, prima che sia troppo tardi.
Stiamo pagando un conto assurdo in termini di malattie e morti.
L'Oms ha dichiarato le polveri sottili cancerogeni certi.
Non possiamo più fingere di non conoscere quali conseguenze porti respirare questa melma.
Il nero fumo dei nostri davanzali riporta lo stesso colore che potrebbero assumere i nostri polmoni.
E' emergenza sanitaria oltre che ambientale.
Che si intervenga oggi.

(Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

Lunedì, 23 Dicembre 2013 11:55

A Parma Profumo di smog

"A Parma solo rifiuti di Parma, altrimenti è una presa in giro": il disappunto dell' Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse alle dichiarazioni del presidente IREN Francesco Profumo -

Parma, 23 dicembre 2013 -

Riceviamo con forte perplessità e disappunto le dichiarazioni del presidente IREN Francesco Profumo inerenti gli sviluppi in città della raccolta differenziata.
Dichiarazioni che suonano come presa in giro delle associazioni, come la nostra, che si occupano da anni della questione rifiuti e di una loro gestione rispettosa della salute dell'uomo e dell'ambiente.
Parma a breve potrebbe raggiungere l'80% di raccolta differenziata, lo stesso nostro obiettivo di quando, pochi anni fa, venivamo indicati come visionari.
Nonostante questo traguardo si afferma che l'inceneritore farà comunque la sua parte nel bellissimo ciclo dei rifiuti.
Parma sarà una delle prime città italiane veramente virtuose.
Con quale premio per cittadini così collaborativi?
Questo: un grande inceneritore a pochi metri dall'autostrada e dalle principali attività agro industriali della nostra provincia.
Un inceneritore che la nostra amministrazione ha promesso di affamare, dichiarazioni condivise dalla stragrande maggioranza di chi in questi anni ha avversato il progetto del PAI di Ugozzolo. Leggendo le dichiarazioni di Profumo invece tutti sembrano pronti ad aprire le porte di Ugozzolo a rifiuti provenienti da fuori provincia.
Dove sono finite le promesse fatte dall'amministrazione provinciale, presidente Bernazzoli e assessore Castellani, da quella comunale precedente, che avevano scritto entrambe nero su bianco nelle prescrizioni all'autorizzazione dell'impianto, che mai si sarebbero accettati rifiuti da fuori provincia?
In questo Bel Paese un giorno si afferma una cosa e il giorno dopo il contrario.
Dobbiamo desumere che dopo che i parmigiani si saranno rimboccati le maniche per fare una raccolta differenziata di qualità, dopo che l'amministrazione avrà raggiunto l'obiettivo di portare la raccolta all'80%, ci dovremo tenere un inceneritore alla massima potenza che invece volevamo affamare?
GCR pretende che questo non avvenga, che siano rispettate le prescrizioni, che si divida la gestione della raccolta differenziata dallo smaltimento.
Si smetta di prendere in giro la buona fede della gente.
Che potrebbe anche decidere di smettere di essere virtuosa, se il loro gesto non servisse a ridurre l'inquinamento del camino di Ugozzolo.

 

(Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

Venerdì, 20 Dicembre 2013 13:19

Smog Parma, altro giorno nero

Il record tocca i 22 giorni di veleni -

Parma, 20 dicembre 2013 -

Ieri la nube tossica è tornata intensa in città, 84 microgrammi contro i 50, soglia massima consentita, 76 sforamenti dall'inizio dell'anno contro i 35 consentiti.
L'inquinamento, in attesa di pioggia o neve, si mantiene su livelli altissimi e pericolosi.
Ieri tutta la regione è andata oltre i limiti.
Dopo 22 giorni di smog ieri il carico di inquinamenti ha raggiunto il suo massimo livello: 84 microgrammi di media regionale fra tutte le province.
Denunciamo ancora una volta una situazione drammatica.
Ma ventidue giorni consecutivi di smog fuori legge hanno lasciato il segno?
Sinceramente crediamo di no.
Di fronte alla miriade di problemi che azzoppano lo Stivale, l'inquinamento è l'ultima delle preoccupazioni. Davanti ad uno sfratto la purezza dell'aria viene dopo, in coda, dopo aver dato un tetto a una famiglia che soffre.
Eppure l'ambiente e il clima sono elementi indispensabili anche per lo sviluppo e la ricchezza di un territorio. E senza questi ingredienti anche l'economia è destinata al disastro.
Specie quando un luogo è universalmente noto come "food valley".
Colpisce l'enorme ritardo dell'imprenditoria locale nell'affrontare un tema così indissolubilmente legato al successo delle loro imprese.
Le categorie si presentano puntuali solo quando è ormai tardi, a contrastare decisioni di limitazione del traffico obbligate e imposte da un minimo di buon senso, oltre che dalle leggi.
Se ci si ritrova solo quando il semaforo è diventato rosso qualcosa è mancato lungo la strada.
Senza territorio (sano) non c'è marchio o prodotto di eccellenza che tenga.
Se i mulini sono neri la farina è sporca.
Eppure siamo ancora alla fase del bianchetto, del nascondere errori anche marchiani, e non son ciliegie.
La nostra insistenza va nella direzione di affrontare il problema, invece che dimenticarselo in tempi di grassa e farci tornare il mal di testa (non solo in senso figurato) in tempi di magra.
E' evidente che torneremo e cadremo sugli stessi temi a cadenza regolare.
In stasi di vento, inversione termica, alta pressione, Parma e il bacino padano respirano ciò che hanno liberato in aria, anche per intere settimane. Se è Pm10 d'inverno (gli impianti termici incrementano il loro negativo contributo) sarà ozono nei mesi estivi, con cerchi di influenza che si allargano a dismisura coinvolgendo, specie d'estate, anche le colline e le media altitudini.
Ma cosa intendiamo per azione?
L'inquinamento uccide più degli incidenti stradali.
Ha un costo sociale enorme.
Prevenire è anche economicamente conveniente.
Oggi chiediamo un segnale di area vasta, un'azione condivisa da tutta la Pianura Padana, un blocco dello smog antropomorfo sincronizzato, finalizzato a registrarne gli effetti.
Vorremmo assistere ad una grande scena madre, un territorio che si ferma davanti all'evidente emergenza sanitaria in atto, spaventato dalle azioni delle proprie mani.
Ma questa è solo una manifestazione di richiamo, di sollecitazione e presa di coscienza, a favore di tutti i cittadini coinvolti, in qualunque posizione sociale si trovino.
Il nocciolo è l'azione che segue.
Se è vero che le polveri sono cancerogene chi le immette in atmosfera ne diviene diretto responsabile.
Facile continuare a fingere, tanto tutto si mischia e nessuno riesce a indicare il colpevole.
Se ci sono enti deputati ai controlli vanno fatti emergere tutti gli eccessi e i punti di emissione da monitorare e da ridurre.
Non deve più essere accettato un silenzioso inquinare senza che nessuno ne senta la responsabilità e affronti un cambiamento.
Se il sistema attuale dei controlli e dei limiti emissivi ha fallito il dovere di una comunità responsabile è quello di modificare queste leggi per raggiungere lo scopo per cui sono nate, proteggere le persone e l'ambiente.
Non per umanità o illuminismo ma per pura visione economica.
Il mio mulino vince quando rimane bianco senza bianchetto.

(fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

Giovedì, 19 Dicembre 2013 15:32

Parma, Pm10 fuori legge da 21 giorni


La nube tossica avvelena la Pianura Padana da 3 settimane -

Parma, 19 dicembre 2013 -

Per il ventunesimo giorno l'inquinamento ha superato il limite imposto dalla legge (50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo di aria) arrivando a traguardare un nuovo record di inquinamento.
Non respiriamo da 3 settimane.
Il meteo finalmente sta volgendo al cambiamento, il salvatore sarà lui, il clima, che verrà incontro all'incapacità dell'uomo di risolvere problemi da lui stesso prodotti.
Intanto l'aria rimane tossica.
Polveri sottili cancerogene, come classificate dallo Iarc di Lione, organismo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
L'Italia, tra le tante procedure di infrazione, ha ovviamente anche quella sull'aria.
Il nostro Paese incapace di garantire un ambiente salubre ai suoi cittadini.
E paga questa mancata attenzione anche con costi sanitari enormi, perché lo Stato deve poi "riparare" il danno attraverso la cura delle persone che subiscono le conseguenze del respirare veleno, contraendo malattie più o meno gravi.
I morti per l'ambiente superano i morti per incidenti stradali.
Il Commissario responsabile per l'Ambiente della Ue, Janez Potočnik, sostiene che l'inquinamento atmosferico continua a essere un "killer invisibile" che impedisce a molte persone di vivere appieno una vita attiva.
L'aria avvelenata è lo specchio di un Paese avvelenato fino dentro i suoi gangli più reconditi.
La Penisola è costellata di aree di grandi emergenze ambientali, ormai classificate e catalogate come tali ma bel lontane da una prospettiva di bonifica.
L'emblema negativo di Taranto è davanti agli occhi del mondo.
Il ricatto posti lavoro scambiati con la salute ha portato una intera città al disastro, a drammi inenarrabili e, nonostante tutto, ancora sembra non bastare per dare segnali inequivocabili di ferma presa di distanza da queste pratiche industriali così dannose e pericolose per la vita.
Oggi andrebbe fermato l'intero bacino padano, dichiarare una giornata di stop totale per auto, fabbriche, arterie stradali, industrie inquinanti.
L'uomo incapace di osservare allo specchio i danni che da solo si procura dovrebbe per lo meno essere costretto a confrontarsi con sé stesso, almeno per giungere a separare l'idea che progresso e modernità siano obbligatoriamente portatrici di veleni e inquinamento.
Stiamo firmando noi stessi la nostra condanna a morte, con il vezzo macabro di volerci occupare anche di tirare il grilletto.

(fonte: ufficio stampa Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

Mercoledì, 18 Dicembre 2013 13:42

Parma, "Venti sporchi venti"


Da 20 giorni lo smog assedia Parma limitazioni straordinarie al traffico giovedì 19 e riduzione delle temperature negli ambienti riscaldati -

Parma, 18 dicembre 2013 -

Il 28 novembre scorso iniziò la via crucis parmigiana dello smog.
Non è ancora finita.
Con 61 microgrammi per metro cubo, anche ieri, ventesimo giorno consecutivo, l'aria della città era irrespirabile, colma di quelle polveri sottili che lo Iarc ha classificato cancerogeno certo per l'uomo.
Parma, come tutta la pianura padana, giace in questo catino immenso e scuro, fatto di nebbia corposa e nera, un'aria che ogni giorno noi ripuliamo con i nostri polmoni.
Il nero fumo che ingoiamo è lo stesso strato nero dei nostri davanzali, un nero pece, un buco nero per la salute.
Ieri summit in comune con tutti gli stakeholders locali e regionali.
Il dato di fatto è l'emergenza ambientale in atto,
Da parte del Comune la messa in campo di progetti che a lungo termine produrranno sicuramente incidenze positive sul clima.
Ma ora l'allarme è oggi.
Per questo abbiamo chiesto che si valutino tutte le possibilità, e fra queste lo stop temporaneo dell'inceneritore di Ugozzolo.
Uno stop complessivo che coinvolga poi tutto il bacino padano, per spegnere il traffico veicolare, l'apporto dell'industria, delle autostrade.
Una sorta di giorno della salute, nel quale tutto si fermi per verificare concretamente l'effetto di una riflessione condivisa e corale.
Lo abbiamo fatto durante la crisi petrolifera degli anni '70.
Lo possiamo fare ora se a tutti coloro che inquinano, piccoli o grandi che siano, consegniamo la propria fetta di responsabilità, chiedendo di risponderne verso la collettività.
L'inceneritore che oggi viaggia quasi vuoto, una linea sempre spenta, l'altra a un terzo della potenzialità, ci preoccupa per gli effetti che avrà quando inizierà sul serio a bruciare.
Già ora abbiamo visto dall'estate scorsa (il camino si è acceso a singhiozzo da fine agosto), il peggioramento della situazione delle Pm10, giungendo oggi al record assoluto di 29 giorni di smog, venti giorni di strangolamento per tutti i cittadini di Parma.
Oggi chiediamo maggiore rispetto per la salute, un diritto costituzionale oggi calpestato da altri interessi.
Rispetto per le persone che stanno male, che si vedono obbligate a recarsi al pronto soccorso o dal medico di base accusando gravi problemi respiratori e cardiocircolatori.
Non possiamo accontentarci di attendere la pioggia o la chiusura delle scuole per veder calare l'inquinamento.

(fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

Accordo regionale sulla qualità dell'aria, limitazioni straordinarie al traffico giovedì 19 e riduzione delle temperature negli ambienti riscaldati per contrastare la situazione di eccezionale criticità -

Piacenza, 17 dicembre 2013

A causa del perdurare della situazione di inquinamento atmosferico sul territorio regionale, giovedì 19 dicembre è prevista la limitazione straordinaria della circolazione veicolare, dalle 8.30 alle 18.30, secondo i criteri abitualmente in vigore il giovedì. Non potranno transitare, pertanto, gli automezzi a benzina Euro 1, Euro 2 e Euro 3, i veicoli a diesel Euro 3 non dotati di filtro antiparticolato, i ciclomotori e motocicli Euro 1.
Il provvedimento è stato stabilito, a livello regionale, sulla base dell'Accordo sulla Qualità dell'Aria per il triennio 2012-2015, a fronte della situazione di eccezionale criticità che ha visto sette sforamenti consecutivi del valore limite giornaliero di 50 μg/m3 di Pm10 rilevati dalle stazioni della rete di monitoraggio della provincia di Parma nonché, per ulteriori 7 giorni dal 10 al 16 dicembre 2013, nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Ravenna, Rimini, Forlì – Cesena.
L'Accordo regionale prevede ulteriori misure emergenziali, che saranno in vigore da giovedì 19 dicembre a lunedì 23 dicembre 2013:
riduzione delle temperature di almeno un grado centigrado negli ambienti riscaldati (fino a un massimo di 19°C nelle case, negli uffici, nei luoghi per le attività ricreative associative o di culto, nelle attività commerciali; fino a un massimo di 17°C nei luoghi che ospitano attività industriali ed artigianali). Sono esclusi da queste limitazioni gli ospedali e le case di cura, le scuole ed i luoghi che ospitano attività sportive; divieto di utilizzo di biomasse (legna, pellet, cippato, altro) in sistemi di combustione del tipo camino aperto, nelle unità immobiliari dotate di sistemi di riscaldamento multi-combustibile; potenziamento dei controlli sui veicoli circolanti.
Originariamente, l'Accordo prevedeva le limitazioni al traffico la domenica, in questo caso il 22 dicembre, ma la Regione ha esortato i Comuni coinvolti, vale a dire tutti gli enti sottoscrittori, ad anticipare il provvedimento a giovedì 19.

(fonte: ufficio stampa Comune di Piacenza)

 

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