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Mercoledì, 04 Febbraio 2015 09:24

Smog: nuovi provvedimenti dal Comune di Parma

Nuovi provvedimenti contro l'inquinamento dal 9 febbraio: dopo quattro giorni consecutivi di superamento dei limiti verranno istituite limitazione al traffico all'interno dell'anello delle tangenziali -

Parma, 4 Febbraio 2015 -

I livelli di smog superano i limiti previsti ed il Comune mette in atto nuovi provvedimenti contro l'inquinamento. Le misure anticipano quelle previste nel Piano regionale per l'aria che partirà dal primo ottobre, e saranno attuate in via sperimentale dal 9 febbraio al 31 marzo.
In sintesi, le nuove direttive indicano che dopo quattro giorni consecutivi di superamento dei limiti, Arpa, ovvero l'ente che si occupa di segnalare inconvenienti ambientali, invierà una comunicazione al Comune così che, entro due giorni, possa provvedere ad istituire la limitazione al traffico all'interno dell'anello delle tangenziali, che scatterà quindi al terzo giorno successivo ai quattro di superamento.
Gli orari rimangono gli stessi attivi dei blocchi del giovedì e della domenica, dalle 8.30 alle 18.30, e la durata potrà essere variabile, ma lo scenario prevede un minimo di una giornata. Sarà infatti Arpa a comunicare il rientro dei valori nei limiti tollerati ed il Comune avrà due giorni per riattivare la normale apertura della viabilità.
Dalle nuove misure sono esclusi i veicoli a benzina euro quattro, che potranno liberamente circolare anche il giovedì e la domenica, mentre sono confermati i limiti per i diesel euro 4.

Pubblicato in Cronaca Parma

Incontro tra l'amministrazione comunale, le associazioni di categoria Ascom e Confesercenti Parma, Arpa, Ordine dei Medici, associazioni ambientaliste, GCR (Gestione Corretta Rifiuti) e Vigili per discutere sul problema inquinamento e restrizioni del traffico. Confesercenti: "Bloccare il centro storico non è sostenibile per la qualità dell'aria e il commercio di Parma" -

Parma, 30 gennaio 2015 -

Mercoledì 28 gennaio, si è svolto un incontro tra l'amministrazione comunale, le associazioni di categoria Ascom e Confesercenti Parma, Arpa, Ordine dei Medici, associazioni ambientaliste, GCR (Gestione Corretta Rifiuti) e Vigili per discutere sul problema inquinamento e restrizioni del traffico. L'emergenza annota 25 sforamenti, oltre il limite consentito del PM, nei primi 30 giorni del nuovo anno e l'Assessore Gabriele Folli ha proposto di attuare misure di contrasto come targhe alterne e restrizioni del traffico nel centro storico che in parte anticipano le misure restrittive previste dal nuovo piano regionale PAIR 2020.

Una soluzione che Confesercenti respinge da tempo in quanto non risolutiva per la questione ambientale e di poco profitto per i negozianti del centro che già vivono un periodo pesante dal punto di vista economico.
Sono oltre 10 anni che si risponde al problema ambientale con i giorni di blocco del traffico, ma sono altrettanti anni che il problema non si risolve «al giorno d'oggi vorremmo vedere una svolta nella politica ambientale più coscienziosa e consapevole - ha dichiarato Ernesto Monteverdi di Confesercenti - Il blocco del traffico all'interno dell'arco delle tangenziali o del solo centro storico ha già ampiamente dimostrato la sua inefficacia sul lungo periodo e un insufficiente effetto in termini di riduzione degli inquinanti nel breve periodo, causando inoltre effetti negativi su tutta la rete di vendita del centro storico».

Dopo tanti anni di insuccessi dal punto di vista ambientale la proposta sarebbe quella di spostare l'attenzione non tanto sui blocchi saltuari e temporanei, quanto piuttosto di creare in collaborazione un piano ambientale capace di includere iniziative culturali e di sensibilizzazione della cittadinanza, percorsi di formazione nelle scuole, attività di sostegno a quelle iniziative già in essere come il "piedibus" o il "biciBus" attualmente abbandonate alla buona volontà dei cittadini. Confesercenti ha inoltre proposto il riordino del servizio di trasporto pubblico, una maggiore efficienza nei collegamenti e un parco mezzi non inquinante e con prezzi ridotti del 50% per pendolari e studenti e convenzioni vantaggiose per incentivare l'utilizzo del mezzo pubblico. Altro punto su cui lavorare potrebbe essere quello di aggredire il 60% delle emissioni in atmosfera non derivanti da traffico attraverso l'efficientismo dei riscaldamenti domestici ed industriali e l'obbligo di utilizzo di nuove tecnologie di filtraggio dei fumi con incentivi per chi utilizza nuove tecnologie ad impatto zero.
Maggiore attenzione si potrebbe porre anche sul parco mezzi privato e sul parco mezzi pubblico o sui mezzi per la raccolta rifiuti o mezzi di pulizia strada a spazzole che non utilizzano acqua sollevando enormi nubi di polvere.
«Ci aspettiamo una politica di svolta sui temi ambientali che non colpisca per l'ennesima volta solo chi opera e lavora in centro storico o solo i residenti del centro oppure solo i cittadini che non hanno una targa dispari e una pari. Ci aspettiamo una politica ambientale che pensi all'aria pulita in tutta la città, non solo all'aria del centro storico!» ha concluso Ernesto Monteverdi.

(Fonte: ufficio stampa Confesercenti Parma)

Dati allarmanti quelli evidenziati nel corso del convegno scientifico tenutosi a Rubbiano sulla situazione ambientale e sanitaria. Secondo i dati epidemiologici presentati da Ausl infatti, la mortalità complessiva è superiore del 30% nel comune di Solignano rispetto alla media regionale nel periodo 2003-2007. Gli esperti hanno evidenziato la necessità di affiancare analisi più puntuali sulle gravi "anomalie epidemiologiche" -

Parma, 11 dicembre 2014 -

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa -

Al contrario di quanto titolato dalla Gazzetta di Parma in data 3 dicembre (di cui in allegato), il convegno scientifico tenutosi a Rubbiano lunedì 1 dicembre sulla situazione ambientale e sanitaria di Rubbiano e zone limitrofe (Ramiola, Fornovo) ha evidenziato risultati tutt'altro che rassicuranti. I dati epidemiologici presentati da Ausl hanno mostrato una mortalità complessiva superiore del 30% nel comune di Solignano rispetto alla media regionale nel periodo 2003-2007. Dato in aumento rispetto al periodo precedente 1998-2002. Gli esperti indipendenti presenti alla giornata di studio e al successivo incontro pubblico (prof. Valerio Gennaro, prof. Federico Valerio, prof Fabrizio Oleari, prof. Fabrizio Bianchi, ed altri) hanno esortato i Sindaci dei comuni (Fornovo, Medesano, Varano e Solignano) e gli organi di controllo (Ausl e Arpa, Procura) a proseguire, aggiornare ed approfondire le indagini ambientali ed epidemiologiche per individuare le cause dell'inquinamento ambientale e degli eccessi di mortalità al fine di adottare le conseguenti decisioni migliorative. I dati ad oggi raccolti (limitati prevalentemente al comune di Solignano) sono del tutto insufficienti a comprendere i motivi di queste gravi "anomalie epidemiologiche" che nessuno ha potuto negare. Gli esperti hanno suggerito di raccogliere e analizzare i dati relativi non soltanto alle morti ed all'incidenza di alcuni tumori selezionati, ma anche quelli riguardanti i ricoveri, le malformazioni infantili e le patologie respiratorie e cardiocircolatorie. Senza tralasciare l'importante complesso delle patologie, assai più numerose dei tumori.

Il Prof. Valerio Gennaro, medico epidemiologo (IRCCS, Genova), ha definito urgente, in un contesto di emergenza sanitaria come quella evidenziatasi, richiedere urgentemente ai Sindaci dei comuni coinvolti, di affiancare analisi più puntuali (come la georeferenziazione degli inquinamenti e dei deceduti) aggiornando i tassi di mortalità complessivi, stimando i decessi attribuibili, valutando il trend temporale almeno nelle donne e nei bambini. Tutte queste analisi non comportano spese eccessive perché analizzano dati già presenti. Il Prof. Fabrizio Bianchi (CNR Pisa) ha affermato che i dati sanitari raccolti sono solo descrittivi, manca l'analisi dei ricoveri e dell'utilizzo di farmaci e che i dati sulla popolazione esposta vanno confrontati con quelli relativi ad un'area della provincia non sottoposta alle emissioni del co-inceneritore. Il Prof. Federico Valerio ha esordito comunicando a cittadini e amministratori che "c'è un problema ambientale, la concentrazione di PM10 è oltre le soglie di legge, il maggior produttore puntuale di questi inquinanti è Laterlite. Inoltre, è preoccupante la mutagenicità rinvenuta sulle acque di condensa del camino. Nelson Marmiroli, professore ordinario all'Università di Parma, ha esortato i sindaci a definire una road map per approfondire le questioni e rispondere alle esigenze dei cittadini che chiedono la tutela della salute, concetto ribadito anche da Fabrizio Oleari dell'Istituto Superiore di Sanità.

I filmati integrali dell'incontro pubblico sono disponibili sul sito www.comitatorubbiano.it

Inoltre l'Osservatorio ambientale, rinato 2 anni fa dopo un lungo periodo di torpore, ha il dovere di capire quale sia l'impatto ambientale e sanitario dell'attività di co-incenerimento di olii esusti (rifiuti pericolosi) della ditta Laterlite, che è autorizzata a bruciare ogni anno 60 mila tonnellate di rifiuti in sostituzione al gas metano. Gli esperti hanno affermato in modo concorde che è possibile individuare l'impatto di questa azienda compiendo analisi sugli inquinanti tipici del suo processo di co-incenerimento, i quali non sono prodotti né dal traffico autostradale né dalle altre attività produttive del territorio. Attendiamo a breve che le autorità politiche e sanitarie si interessino in modo prioritario al tema della salute e della tutela ambientale. Salvaguardare territorio e salute dei cittadini può aiutare anche quei profitti privati che li rispettino adeguatamente.
E' importante inoltre che i mezzi di informazione riportino correttamente i dati e le prove, evitando di mistificare i fatti e di confondere la popolazione.

(Fonte: Il Comitato Rubbiano per la Vita)

Pubblicato in Cronaca Parma

La nota stampa di Aldo Caffagnini sul nuovo sversamento nel Rio Sant'Ilario presso lo stabilimento Citterio di Felino che ha colorato l'acqua di una sostanza biancastra -

Parma, 7 ottobre 2014 -

Ieri mattina nuovo sversamento nel rio Sant'Ilario, presso lo stabilimento Citterio di Felino.
Sul posto Arpa, il sindaco di Felino, il vicesindaco, un autospurgo (chissà perché), maestranze della stessa Citterio.
Nonostante la diffida della Provincia contro la ditta di salumi, le acque del rio sono tornate bianco latte per l'immissione di non si sa quali sostanze.
Ovviamente ci sono stati prelievi e l'organo di controllo ambientale farà le sue analisi.
Rimane inequivocabile l'ennesimo episodio di inquinamento dell'acqua.
Un rio sempre secco senza le piogge, dall'estate è costantemente alimentato dalle acque, proprio in corrispondenza dello stabilimento.
Ad intervalli regolari il rio si è colorato di una sostanza biancastra, poi rilevatasi grasso ed altre sostanze chimiche non precisate.
Le segnalazioni dei cittadini hanno portato all'intervento di Arpa.
Le analisi hanno fatto emergere risultati eclatanti come l'indice di inquinamento di 33 mila volte superiore alla norma ambientale.
Da qui la diffida della Provincia contro Citterio, datata 15 settembre, che dava un tempo di 30 giorni per le spiegazioni e i chiarimento del caso.
Ieri il nuovo sversamento nel rio.
Chi pagherà la bonifica?
Quali sostanze sono state rilasciate e dove sono andate a finire?
Il rio è affluente del Baganza, che poi è affluente della Parma e quindi del Po.
Una lunga scia di inquinamento che è partita da un punto ben preciso.
I cittadini di Felino sono sconcertati da questa situazione e chiedono giustizia.
E' stata chiesta una riunione straordinaria del consiglio comunale e una assemblea pubblica per spiegare ai residenti cosa stia succedendo al Poggio Sant'Ilario.
Il diritto di sapere.
Il diritto di non farsi calpestare.

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(Fonte: Aldo Caffagnini, Gestione Corretta dei Rifiuti Parma)

Dal prossimo lunedì al via le limitazioni al traffico nella cerchia urbana di Reggio Emilia. Il blocco riguarderà alcune categorie di veicoli, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30. Il giovedì sono previste ulteriori e più restrittive limitazioni.

Reggio Emilia, 2 ottobre 2014 – di Ivan Rocchi

Da lunedì 6 ottobre tornano le limitazioni al traffico nell'area urbana di Reggio Emilia, disposte dalla Regione in accordo con le Province e con i Comuni sopra i 50mila abitanti per abbattere le concentrazioni di polveri sottili (Pm10).

Da lunedì 6 ottobre 2014 al 31 marzo 2015 sarà dunque vietata la circolazione dal lunedì al venerdì (festivi esclusi) dalle ore 8.30 alle 12.30 e dalle ore 14.30 alle 18.30 ai seguenti veicoli: Euro 0 a benzina, Euro 0 ed Euro 1 a diesel, ciclomotori e motocicli Euro 0 a due tempi (anche se provvisti di bollino blu); Euro 2 diesel non dotati di filtro anti particolato omologato Euro 3; autocarri sopra i 35 quintali Euro 0, Euro 1 e Euro 2 non dotati di Fap omologato Euro 3; veicoli per trasporto persone con più di 8 posti (oltre al conducente) Euro 0, 1 e 2 non dotati di Fap omologato Euro 3. Il provvedimento potrà essere revocato quando le concentrazioni di polveri sottili evidenzino valori inferiori al massimo consentito dalla legge. Il blocco sarà sospeso nel mese di dicembre.

I giovedì senz'auto anche quest'anno partiranno da subito e non da gennaio, come invece accadeva in passato. Già da giovedì 9 ottobre in città vi sarà quindi il blocco totale della circolazione dalle ore 8.30 alle ore 12.30 e dalle ore 14.30 alle ore 18.30. Il giovedì si fermeranno anche: veicoli a benzina Euro 1, 2, 3, veicoli diesel Euro 3 non dotati di Fap, ciclomotori e motocicli Euro 1 anche se provvisti di bollino blu. In caso di ripetuti superamenti delle concentrazioni massime di inquinanti nell'aria potranno essere previsti ulteriori blocchi del traffico nelle giornate di domenica, che saranno opportunamente comunicati.

Sono diverse le esenzioni, tanto da far sorgere qualche dubbio sulla reale efficacia del provvedimento: veicoli per il trasporto dei bambini da e per gli asili nido, le scuole dell'infanzia, le scuole primarie; autoveicoli (catalizzati e non catalizzati) con almeno 3 persone a bordo; veicoli di personale sanitario in pronta disponibilità o di assistenti domiciliari; veicoli per il trasporto di persone soggette a visite mediche, a ricoveri, trattamenti sanitari o riabilitativi; veicoli degli ambulanti diretti o provenienti dai mercati del centro; veicoli che trasportano attrezzature e merci per il rifornimento di ospedali, scuole e cantieri; veicoli per consegna pasti alle mense aziendali, scolastiche e ospedaliere; veicoli condotti da persone con più di 65 anni, purché il veicolo sia di proprietà del conducente o di un familiare con medesima residenza. L'elenco completo è consultabile all'indirizzo www.comune.re.it.

Inoltre, durante i periodi di limitazioni sarà possibile circolare sulle seguenti arterie di attraversamento del centro urbano e lungo i percorsi che da queste conducono ai relativi parcheggi scambiatori: via Fratelli Manfredi (parcheggio ex Foro Boario); piazzale Europa (via Ramazzini, parcheggio Cim); via Kennedy (intersezione con via Hiroshima - Meridiana); via Emilia (intersezione con via Hiroshima – via Kennedy – Centro Volo); via Inghilterra (intersezione con via Francia - Le querce); via Amendola (via Emilia est, piazzale Funakoshi); via Aristotele (zona Buco del Signore).

Pubblicato in Cronaca Reggio Emilia
Martedì, 30 Settembre 2014 11:23

Inquinamento, GCR: "Boom Pm10, Parma è fuori legge"

La nota stampa di GCR sulle polveri sottili che tornano a soffocare i centri urbani come Parma, che ad oggi è arrivata a 37 sforamenti con picco di inquinamento sabato -

Parma, 30 settembre 2014 -

Il taglio del nastro è avvenuto il 20 settembre, ma nessuno se n'è accorto.
In quella data Parma ha raggiunto il numero di sforamenti (35) consentiti per legge per un intero anno solare.
Ed oggi siamo arrivati a 37 sforamenti, mentre restano ancora 3 mesi da conteggiare.
E come al solito è Parma che primeggia in tutta l'Emilia Romagna, aggiudicandosi il peggior risultato in termini di concentrazione di inquinanti.
Se la soglia da non superare è 50 microgrammi di particelle per metro cubo di aria, il nostro capoluogo ha dato il meglio di sé collocando sabato scorso l'asticella a 70 microgrammi.
Fuori limite anche domenica (64 µg/m3), e lunedì con 52 microgrammi.
Il mix di inquinanti è il solito che attanaglia le città e la pianura padana: traffico veicolare in particolare, ma anche impianti industriali troppo impattanti per un territorio morfologicamente inadatto a difendersi dallo smog.
La pianura padana è un'enorme conca dove a causa della scarsa ventilazione gli strati di aria tendono a mantenersi stabili, con un lento ricambio delle masse atmosferiche. E' la cosiddetta inversione termica, che complice l'alta pressione, comprime l'atmosfera a terra.
Il risultato è quindi una massa di aria che circola con lentezza più o meno sempre nella stessa area, arrotolandosi su sé stessa in una specie di ricciolo che assomiglia a zucchero filato di carbone, sempre più intricato, denso, scuro, velenoso.
Tutti noi respiriamo questa miscela inquinata e la fasce deboli della popolazione, bambini, anziani, malati, ne subiscono le conseguenze maggiori.
I dati dei Pronto Soccorso seguono con coerenza i ritmi delle polveri sottili: bronchiti, affezioni respiratorie la classica infiammazione delle vie aeree che diventa cronica.
Non ci sono alternative se non nella sostituzione delle emissioni attuali con altre meno inquinanti.
L'unico antidoto alla situazione sempre più grave della nostra aria è il calo della pressione ambientale.
Se la pancia cresce si deve smettere di mangiare, se aumenta la tachicardia deve calare il numero di caffè, se non si vuole soffocare, non si può fumare in una stanza chiusa ma, soprattutto, non si devo fumare.
Il fronte di attacco all'inquinamento è quindi concentrato sulle manovre per ridurre le emissioni.
Controlli serrati alla qualità dell'inquinamento dei medi e grandi insediamenti industriali, compresi gli scarichi in acqua, ma soprattutto riduzione della circolazione di mezzi privati all'interno delle cerchie urbane.
La soluzione è quella di creare un efficiente, puntuale, conveniente sistema di trasporto urbano pubblico che consenta di accedere ai centri città con frequenza e velocità, lasciando le auto nei parcheggi esterni.
Un altro importante progetto, questa sì che sarebbe una grande utile opera da finanziare, è quella di creare une rete provinciale su rotaia che consenta ai pendolari di giungere in città in velocità, puntualità, comfort. Altro che autostrade senza senso né senno.
Decisive sarebbero le metropolitane leggere e frequenti che colleghino i paesi satellite al capoluogo, l'ossatura di un trasporto moderno e non impattante, che darebbe anche l'occasione di ripensare anche il luogo di residenza, favorendo il calo della pressione abitativa sui maggiori centri urbani a favore del vivere in periferia o in collina con evidenti vantaggi economici per le famiglie.
Soluzioni che guardano avanti, consapevoli del danno che stiamo causando.
Nel frattempo, tratteniamo il respiro.

(Fonte: ufficio stampa Gestione Corretta dei Rifiuti Parma)

Giovedì, 30 Gennaio 2014 17:48

Citterio, perché l'inceneritore non si accende?

Rete Ambiente Parma si interroga sull' inceneritore a grasso animale che Citterio ha voluto costruire nel proprio stabilimento, ma non ancora funzionante -

Parma, 30 gennaio 2014 -

I cittadini di Felino e la gente del Poggio di S.Ilario Baganza se lo chiedono ormai da un po'. L'inceneritore a grasso animale che Citterio ha voluto costruire nel proprio stabilimento che fine ha fatto?
Se lo è chiesto lo stesso comune di Langhirano, che si era opposto alla richiesta di un impianto simile nel suo territorio.
Non smettiamo di chiedercelo noi di Rete Ambiente Parma, impegnati in tutti i modi contro la sua realizzazione a causa della pericolosità delle emissioni.
L'impianto è pronto dall'inizio dell'estate scorsa, ma non si accende.
Mistero.
E' pronto l'impianto di rendering per la colatura del grasso dagli scarti dei prosciutti, è pronto il motore endotermico per bruciarlo ed alimentare il cogeneratore per produrre energia elettrica da cui ricavare milioni di euro di incentivi pubblici.
Eppure tutto tace.
Non dice niente nemmeno Citterio.
Per il Comune di Felino il problema è come se non esistesse, per l'Amministrazione Provinciale, che ha dato l'autorizzazione in conferenza dei servizi, vige la legge del silenzio.
Tra i tecnici del settore invece la voce corre.
Termoindustriale, l'azienda che ha fornito l'impianto, pare non sia stata pagata, e per questo è in lite con Citterio.
Citterio non vuole pagare.
Perchè?
Perché l'impianto non può funzionare.
Il grasso, che brucia bene come normale strutto suino, quando ricavato dalle carcasse appena macellate, ha un comportamento diverso se ricavato dagli scarti di prosciutti stagionati.
Il grasso da stagionatura ha un tenore di acidità tale che pregiudica la combustione e rischia di rovinare il motore.
Con una acidità dei grassi del 5%, la combustione accresce di molto la polimerizzazione e la formazione di concrezioni carboniose nel motore endotermico.
In un nostro documento di un anno fa avevamo già indicato il problema: "Il grasso viene mantenuto fluido tramite preriscaldamento. Il preriscaldamento provoca un aumento delle temperature in camera di combustione che, unitamente ad un elevato tenore di ossigeno delle molecole di grasso, determina polimerizzazioni degli acidi grassi e formazione di concrezioni carboniose agli iniettori ed alle valvole e grandi emissioni di NOx" (Reteambiente 15-3-2013 "Analisi puntuale del progetto Citterio")
Il livello maggiore di acidità dei grassi ricavati da prodotti stagionati ha accresciuto il problema.
Pare che l'azienda stia provando ad aggiungere additivi chimici al grasso da bruciare, con ulteriore pregiudizio per le emissioni nocive.
Così non va.
Gli enti preposti (Provincia, Comune di Felino, Arpa etc), che in conferenza dei servizi hanno autorizzato l'impianto, dovrebbero ora spiegare ai cittadini la situazione, sospendendo l'autorizzazione a bruciare.
Col silenzio si sta creando un grave pregiudizio alla qualità e alla salubrità delle produzioni agroalimentari del nostro territorio.
Vi è assoluta e urgente necessità di chiarezza sull'inceneritore, che si erge all'interno dello stabilimento Citterio.

Giuliano Serioli

(Fonte: ufficio stampa Rete Ambiente Parma)

 

Potenziate alcune linee di autobus e un biglietto unico per l'intera giornata -

Parma, 17 gennaio 2014 -

In occasione del blocco del traffico di domenica 19 gennaio 2014, entro l'anello delle tangenziali, dalle 8.30 alle 18.30, il Comune, in collaborazione con Smt – Società per la mobilità e il trasporto Spa e Tep, ha previsto alcune agevolazioni per quanto riguarda il trasporto pubblico locale con il potenziamento di alcune linee di autobus e la previsione di un biglietto unico per l'intera giornata.

Il blocco è esteso alle auto Euro 3 ed Euro 4 e rientra nel piano delle chiusure al traffico concordato con la Regione. Cade in un momento particolarmente delicato tanto che, a fronte degli sforamenti fino ad oggi verificatesi dall'inizio dell'anno, l'Amministrazione sarebbe stata costretta comunque a chiudere al traffico. Dall'inizio del nuovo anno (2014), infatti, sono stati ben 10 gli sforamenti, su 13 giorni, di cui 7 consecutivi dal 7 al 13 gennaio. Il picco massimo di inquinamento si è registrato sabato 11 gennaio, in cui si è raggiunto il valore di 89 µg/m3 (a fronte di limite di legge pari a 50 µg/m3 ). In Regione i 7 sforamenti consecutivi sono stati raggiunti, oltre che da Parma, solo da Forlì-Cesena. Il 2013 si è chiuso con 80 giornate in cui i livelli di PM 10 sono risultati superiori ai limiti di legge, a fronte di un numero massimo annuo di giornate di sforamenti consentiti pari a 35 all'anno.

AGEVOLAZIONI PER IL TRAPORTO PUBBLICO LOCALE - Per favorire la mobilità collettiva, pur in presenza di forti limitazioni alla circolazione delle auto private, il Comune di Parma, col supporto di Tep e SMTP, ha attivato una serie di misure volte a permettere ai cittadini di muoversi agevolmente in centro. Le principali linee urbane, infatti, saranno intensificate, specialmente sull'asse nord-sud e est-ovest. Coloro che raggiungeranno la città dai comuni della provincia potranno, dunque, lasciare l'auto ai parcheggi scambiatori e servirsi del bus per raggiungere in pochi minuti le vie del centro. In particolare:

- sull'asse est-ovest le linee 3 e 5 avranno frequenza doppia tra le 9.30 e le 19.30, con una corsa ogni 15 minuti. Tutte le corse della linea 3 raggiungeranno i parcheggi scambiatori est e ovest.

- nel pomeriggio, sull'asse nord-sud saranno le linee 2 e 7 a collegare rispettivamente i parcheggi scambiatori nord e sud con una corsa ogni 15 minuti da e per la città, dalle 14.30 alle 19.30.

Si ricorda, inoltre, che per tutta la giornata di domenica sarà possibile viaggiare sull'intera rete urbana timbrando un unico biglietto, valido su tutte le linee diurne e semi notturne (2N e 4N) per un numero illimitato di corse e senza vincoli di durata. È escluso dalla validità del biglietto unico il servizio a chiamata Prontobus. Il potenziamento dei servizi sarà possibile in virtù della disponibilità del Comune di Parma a farsi carico dei maggiori costi previsti rispetto al normale servizio festivo, per far sì che l'uso del trasporto pubblico sia vissuto dai cittadini come l'opportunità più comoda per muoversi in centro.

PARCHEGGI – La deroga al blocco del traffico è prevista anche per gli assi viabilistici che permettono di raggiungere i parcheggi scambiatori interni, con la possibilità di accesso garantito ai seguenti parcheggi scambiatori: Palasport, Esselunga e Cavagnari. Novità da questa stagione, si potrà usufruire anche del parcheggio Toschi.

DEROGHE PRINCIPALI – Per il blocco di domenica 19 gennaio 2014 valgono le seguenti deroghe: Car pooling – è prevista la possibilità di circolare per i mezzi con a bordo 3 persone se omologati a 4 o più posti, e con almeno 2 persone se omologati a 2/3 posti. Via libera alla circolazione per i veicoli alimentati a metano/gpl. Possono circolare gli autoveicoli ad alimentazione elettrica o ibrida. Car sharing - E' consentito l'utilizzo dell'auto condivisa. Circolazione ammessa anche per i mezzi di emergenza e di soccorso, oltre ai mezzi di per la sicurezza pubblica, taxi, gli autoveicoli diretti ad alberghi della città, mezzi ufficialmente adibiti al trasporto dei portatori di handicap e mezzi privati con a bordo portatori di handicap in possesso di apposito contrassegno, la deroga è prevista anche per gli ultra settantenni.

Sanzioni. In caso d'inosservanza delle disposizioni dei provvedimenti è prevista la sanzione amministrativa di 163 euro, con la possibilità di beneficiare di una riduzione della multa pari al 30%, pagando la multa entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notificazione del verbale della violazione al codice della strada che prevede il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria.

(Fonte: Comune di Parma)

 

Ci siamo giocati in 2 settimane, 10 dei 35 giorni fuori norma che la legge consente: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma propone le dieci misure da adottare -

Parma, 14 gennaio 2014 -

Il 13 ha portato male all'Emilia Romagna che registra una giornata di strike-smog, con 9 province su 9 con l'inquinamento fuori limite.
Per Parma il solito record, ieri 68 microgrammi per metro cubo sui 50 consentiti.
Ma il dato che colpisce è la durata: sette giorni consecutivi di aria avvelenata da polveri sottili.
Nell'anno appena iniziato, su 13 giorni, ben 10 hanno registrato dati di inquinamento oltre il limite consentito dalla legge: stiamo parlando del 77% del tempo trascorso con aria pericolosa per la salute.
Ci siamo giocati in 2 settimane 10 dei 35 giorni fuori norma che la legge consente, il 30% della disponibilità nel 4% del tempo: una saetta.
Torniamo oggi a richiamare l'attenzione degli organi competenti sull'emergenza ambientale in atto.
Rilanciamo le 10 mosse proposte il 10 gennaio: gestionecorrettarifiuti.it/img/10-mosse.jpg
Le riepiloghiamo.
1. Adozione ad oltranza della circolazione a targhe alterne all'interno delle tangenziali
2. Messa al bando delle caldaie a gasolio
3. Esclusione dal servizio di autobus e corriere a gasolio
4. Divieto di accesso ai Suv nel centro città
5. Diagnosi delle emissioni di industrie e centrali presenti nel comune di Parma
6. Arresto programmato di impianti a forte emissione di Pm10 come gli inceneritori
7. Riduzione della velocità a 30 km/h all'interno delle circonvallazioni
8. Controllo su emissioni parco auto in particolare furgoni e autocarri
9. Attivazione isole pedonali attorno a tutti i poli scolastici cittadini
10. Incremento frequenza bus e biglietto unico giornaliero dai parcheggi scambiatori
E' in gioco la salute delle popolazioni, la salute di un'intera regione che oggi appare insensibile e paralizzata, come scioccata davanti al crescere dell'inquinamento, senza essere in grado di porre in opera azioni forti e efficaci per riportare la qualità dell'aria a livelli accettabili o per lo meno entro i limiti dettati dalle normative.
E' evidente il disastro in atto
Occorre agire subito.
Cominciando a valutare se non sia il caso di dimezzare la potenzialità dell'inceneritore, mantenendo sempre ferma una linea delle 2 disponibili: almeno ridurremmo della metà l'emissione annua di Pm10 e ciò costituirebbe un segnale di inversione di tendenza.

(Fonte:Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

Ieri solo Bologna tra le 9 province emiliano romagnole si è salvata dallo sforamento -

Parma, 9 gennaio 2014 -

La nube tossica avviluppa l'intera regione.
Torna con il meteo stabile lo strapotere dell'inquinamento.
Ieri solo Bologna tra le 9 province emiliano romagnole si è salvata dallo sforamento.
Le altre sono oltre i limiti di legge per le polveri sottili.
E Parma ovviamente svetta su tutti con 74 microgrammi di polveri sottili per metro cubo di aria contro i 50 consentiti.
Aria sporca e cancerogena come indicato dallo Iarc lo scorso ottobre.
E pensare che l'inceneritore di Parma è stato in ferie e solo ieri è stata riaccesa la seconda linea, mentre la prima è ferma.
Chissà cosa succederà quando il 19 gennaio, con l'entrata in esercizio definitivo, verranno accese entrambe le linee e il camino erutterà in atmosfera 144 mila metri abusi di aria inquinata ogni ora.
E' stato un 2013 finito con 26 giorni consecutivi di Pm10 oltre la linea rossa.
Nell'intero anno 80 sforamenti contro i 35 consentiti dalla normativa.
Con il capoluogo ducale che ha mantenuto il primato negativo di città più inquinata della regione per il terzo anno consecutivo.
Non vogliamo passare un intero anno a contare di quante volte siamo andati oltre la legge.
In 8 giorni ci siamo bruciati il 15% dei giorni consentiti in un anno intero, il 15% sul 2% di giorni passati.
E' ormai evidente che il territorio produce un carico eccessivo di emissioni nocive, tale da essere insostenibile e indigeribile per l'ambiente. Produciamo veleni più di quanto la natura sia in grado di assorbire e disperdere. Lo facciamo non solo a Parma, ma in tutta la regione, in tutto il bacino padano.
La locomotiva italiana porta con sé una pesantissima zavorra che limita e mette a rischio gli stessi risultati di sviluppo, resi opachi dalla grande nuvola che proprio questo sviluppo disordinato produce.
E' uno sviluppo che va portato in officina per ripararne i difetti.
Una officina gigantesca i cui costi devono essere condivisi con tutti gli agenti inquinanti.
Fabbriche, caldaie ferrovecchio, inceneritori, traffico a motore termico, centrali generatrici di energia, industrie pesanti.
Un'azione corretta, efficace, equa, deve coinvolgere e modificare tutta una serie di errori commessi negli ultimi 50 anni e che oggi emergono evidenti anche all'occhio che osserva perplesso la coltre nera che ammorba l'aria delle città e di tutti i territori della Grande Piana.
Proprio la mancanza di nitidezza dell'orizzonte testimonia l'opacità del progetto, i particolari oscuri di un progresso che non ha tenuto degli effetti collaterali ed ora paga costi salatissimi ad una mancata analisi coerente e lucida.
Questo non è progresso, è un suicidio convinto.

(Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)

 

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