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Martedì, 29 Ottobre 2013 16:40

Le polveri fini sono cancerogene

Parma, 29 ottobre 2013
 
Il comunicato di GCR che chiede la revisione totale dell'autorizzazione ambientale dell'inceneritore -
 
Spettabile Usl Parma, Provincia di Parma,
La decisione è stata poi pubblicata su Lancet.
Alla luce di questa importante decisione le emissioni dell'inceneritore di Parma sono diventate di fatto cancerogene certe per le persone con evidente grave danno per l'ambiente circostante il camino.
Essendo in queste ora in fase di rinnovo l'Aia del Paip, siamo con la presente a richiedere formalmente se questa riclassificazione non debba essere presa in seria considerazione per la revisione stessa dell'autorizzazione.
Siamo altresì ad evidenziare che lo studio di impatto ambientale del 2007 è ora desueto e privo di attualizzazione alla luce della decisione dello Iarc.
Siamo quindi a richiedere che sia messa in atto una completa revisione dell'autorizzazione ambientale integrata perché sono cambiati totalmente i contenuti da ponderare per una attenta valutazione dei rischi correlati all'esercizio di combustione rifiuti in questi mesi in fase di esercizio provvisorio a Ugozzolo da parte del gestore Iren.
Siamo infine a richiedere se sia stata messo in atto da parte della stessa Iren il controllo in continuo delle diossine e delle altre molecole tipiche di queste emissioni come ad esempio i metalli pesanti.
In attesa di una pronta risposta.
Dr. Manrico Guerra
 
(Fonte: ufficio stampa Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)
Lunedì, 28 Ottobre 2013 14:53

Pm 10 giorni sopra i limiti

Parma da 10 giorni continua a superare i limiti di Pm 10 consentito: GCR chiede lo spegnimento dell' inceneritore -
 
Parma, 28 ottobre 2013

Spegnete l'inceneritore

Ora è allarme vero.

Da dieci giorni i Pm10 superano i limiti di legge.

Dal 18 ottobre Parma è regina dello smog in regione.

dati arpa
Una situazione drammatica che ora rischia di assumere un carattere di vera e propria emergenza sanitaria, perché le polveri sottili sono cancerogene e ormai nessuno può sostenere il contrario, anche coloro che hanno coscientemente sostenuto e dato la possibilità al gestore dei rifiuti di costruire l'inceneritore, che ogni anno manda in atmosfera oltre 3 tonnellate di Pm 10.

Parma è stata l'unica ieri a sforare il limite di 50 milligrammi per metro cubo di aria, l'unica città dell'Emilia Romagna, nonostante si condivida in pratica lo stesso territorio, la stessa area, la stessa piatta Pianura Padana, uno dei territori più inquinati al mondo.

Ma noi stiamo superando tutti quanti.

Ed è ora di prendere provvedimenti.

I riscaldamenti sono quasi spenti (e meno male).

Il traffico è lo stesso dello scorso anno, le industrie idem.

L'unica differenza sorge in strada della Lupa.

Chiediamo che l'inceneritore sia fermato, in attesa che migliorino le condizioni dell'aria.

Qui ci stanno avvelenando giorno per giorno.

E' ora di dire basta.



(Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)
Dopo il caso delle ceneri di cui non si conosce la destinazione GCR si interroga sulle latte scadute dell' inceneritore di Ugozzolo -
 
Parma, 21 settembre 2013
 
Il comunicato di GCR
 
Il 15 ottobre è scaduto il permesso a costruire del Paip di Parma.
Ma a Ugozzolo si continua a lavorare.
Certo non stiamo parlando di lavori strutturali.
Probabilmente lattonerie e ammenicoli vari.
Ma proviamo a pensare se in un nostro cantiere si provasse a piantare un chiodo senza autorizzazione, tirare un intonaco senza il foglio di carta che me lo consenta.
Sappiamo come finirebbe.
Il minimo che potrebbe capitare è che il solerte vigile compili puntualmente una salata sanzione, da saldare in tutta fretta.
In caso invece di grave inadempienza si aprirebbero le procedure di sigillo del cantiere.
In strada della Lupa invece tutto procede in rilassatezza.
Non giungono notizie di visite scomode, né di reprimende.
Si continua a lavorare, a latte scadute.
 
(Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)
Lunedì, 14 Ottobre 2013 11:46

Le ceneri di Parma, chi le ha viste?

 
Le problematiche relative all' inceneritore di Parma continuano e ora GCR tratta la questione sul caso delle ceneri di cui non si conosce la destinazione -
 
Parma, 14 ottobre 2013
Comunicato GCR
 
Il 28 agosto 2013 l'inceneritore di Parma ha iniziato a bruciare rifiuti.
Lo farà 8000 ore l'anno, 24 al giorno, durante i 330 giorni in cui è previsto il funzionamento.
Ogni anno solare l'inceneritore di Ugozzolo produrrà circa 40 mila tonnellate di ceneri.
Una bella montagna difficile da nascondere specie quando si sostiene che con l'accensione del camino si chiuda il ciclo dei rifiuti, che Parma sarà indipendente e non avrà bisogno di rivolgersi fuori provincia per gestire i materiali post utilizzo.
Perché la realtà è molto diversa.
L'umido sarà portato a Carpi, Imola, Sant'Agata, Ostellato ed altri.
La plastica, dopo la prima cernita, verrà portata fuori provincia.
Idem il vetro, il ferro, l'alluminio
Almeno così recita il rapporto di rifiuti della Provincia, fermo al 2011, due anni orsono.
Ma veniamo alle ceneri.
Da Ugozzolo ne fuoriescono 100 tonnellate al giorno.
Quindi dalla sua apertura l'asticella segna 5000 tonnellate.
Ceneri di fondo, ricche di sostanze come metalli pesanti, diossine, furani.
Una bella montagna di materiale da trattare con le dovute attenzioni e cautele.
Ma fino ad oggi nessuno sa dove vada a finire tutta questa roba.
Dentro il famoso cerchio della provincia, il cerchio virtuoso dei rifiuti dell'inceneritore, dove tutto si chiude, non ci sono discariche a disposizione.
La trasparenza finora non ha portato a conoscere i contratti inerenti lo smaltimento delle ceneri.
Qualcuno proponeva il loro utilizzo nei cementifici, come sostitutivo di alcuni componenti delle malte cementizie.
Se l'intenzione è quella di portare nei mattoni le molecole di cui sopra, metalli pesanti, furani, diossine, noi vorremmo conoscere marca e modello dei mattoni made in inceneritore, ovviamente per tenerli lontani da casa nostra.
In Veneto uno stabile fu abbattuto pochi anni fa a causa del cemento di scarsa qualità in cui erano state convogliate anche ceneri da combustione.
Oggi abbiamo scritto una lettera ufficiale ad Arpa per conoscere il destino delle ceneri di Parma.
Altrimenti ci dovremo rivolgere a "Chi l'ha visto?".

(Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)
Venerdì, 11 Ottobre 2013 11:04

Milano, il residuo costa 128 euro, a Parma 170

Parma, 11 settembre 2013
 
Comunicato Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
 
L' indagine svolta da GCR sui costi dello smaltimento dei rifiuti tra Parma e Milano -
 
Siamo andati a spulciare nel Piano finanziario 2013 AMSA del Comune di Milano, per vedere quanto costa ai milanesi lo smaltimento e trattamento del rifiuto indifferenziato, quello che finisce al termovalorizzatore Silla.
A luglio, esaminando il Piano finanziario AMSA, eravamo partiti da un costo totale previsto per il 2013 di circa 69 milioni di euro, da applicare ad un volume di rifiuto indifferenziato di 357.000 tonnellate.
In realtà, come ci ha spiegato il Settore Igiene Ambientale di Milano, i numeri vanno letti diversamente, sia riguardo al costo attribuibile allo smaltimento e trattamento dell'indifferenziato (in sostanza quanto costa a tonnellata il viaggio dell'indifferenziato a Silla e la successiva termovalorizzazione), sia riguardo al totale indifferenziato cui applicare questo costo.
Ai 68,9 milioni di euro - CTS - Costi variabili di Trattamento e Smaltimento RSU - vanno detratti gli oneri diversi (ossia i costi indiretti AMSA, di funzionamento della struttura, che comprendono stipendi, costi di consumo, materiali, ecc.) - stimabili per il 2013 in circa 25,9 milioni (pag. 17 del Piano allegato). Il risultato è di 43 milioni di euro.
Ma cosa considera come "indifferenziato" il Comune di Milano? Tutto quello trasportabile ed inceneribile al termovalorizzatore (ad esempio non i rifiuti abusivi, abbandonati e i fanghi stradali raccolti dallo spazzamento). Quindi: oltre alla frazione residuale della RD, l'indifferenziato raccolto porta a porta, che per il 2013 è previsto essere di 249mila tonnellate, vanno calcolate le voci "frazione residuale e RD diverse" (41.681 tonnellate), la "vuotatura cestini" (32.916 tonnellate) e la pulizia dei mercati ambulanti (12mila tonnellate).
Risultato? 335.000 tonnellate circa, ossia l'indifferenziato milanese che viaggia verso l'impianto di Silla 2 per essere "termovalorizzato".
Da qui il costo di 128 euro a tonnellata, che comprende il trasporto all'impianto Silla e tutte le operazioni di trattamento e smaltimento del rifiuto indifferenziato.
Ovviamente il quesito sovviene spontaneo. Il rifiuto indifferenziato è tale sia a Parma che a Milano.
Come identico è il sistema utilizzato per lo smaltimento, per l'appunto un inceneritore.
Come mai allora a Parma dovremmo pagare 170 euro la tonnellata quando a Milano spendono 128?
Come mai i cittadini di Parma e Provincia sono costretti ad un esborso del 30% in più, ben un terzo di spesa maggiorata rispetto ai vicini milanesi?
Trattandosi di un servizio pubblico non vige la necessità di offrire lo stesso servizio ai cittadini al minor costo possibile?
 
(Fonte: ufficio stampa GCR Parma)
Martedì, 08 Ottobre 2013 13:19

Il boschetto mangiapolveri era una bufala

Parma, 8 ottobre 2013 -
 
Il boschetto mangiapolveri ha magnificato spesso e volentieri l'iter di progettazione del forno di Ugozzolo, visto che il fogliame doveva creare una valida barriera agli inquinanti emessi dal camino.
Perché anche se sperimentale, la piantumazione doveva consentire di assorbire ingentissimi quantitativi di polveri emesse dall'inceneritore, almeno se si voleva credere ai proclami dei sostenitori a tutto tondo del progetto.
E i numeri parlavano chiaro. Una tonnellata di polveri trattenuta dalle foglie. Ma erano solo acchiappafantasmi.
I dubbi sul boschetto li abbiamo avuti e manifestati fin da subito, e a parte le risposte pseudo rassicuranti degli addetti ai lavori, che insistevano nel lodare la foglia kamikaze, ci fu anche un siparietto divertente nel corso di una trasmissione televisiva, durante la quale un ricercatore universitario smontò con un eloquente sorriso tutte le fandonie raccontateci.
Il video: http://goo.gl/lnUPS0
Ma del boschetto si è continuato a parlare fino a che il camino è partito senza.
Dalla verifiche sul posto ci siamo resi conto che del boschetto non vi era traccia alcuna se non in tremolanti, nudi steli che punteggiavano i campi intorno all'inceneritore.
Il servizio fotografico: http://goo.gl/a8SEnv
Abbiamo quindi provveduto a scrivere ad Arpa, chiedendo lumi sulla vicenda. Era il 4 settembre: http://gestionecorrettarifiuti.it/pdf/arpa-boschetto.pdf
Il giorno 7 ottobre, oltre un mese pi tardi, a risponderci è la Provincia di Parma e non Arpa.
Il responsabile unico del procedimento del Pai, Gabriele Alifraco, risponde al quesito solo all'ultima frase, un attimo prima del commiato: "Risulta impossibile ottemperare la prescrizione 29".
Ergo, il boschetto è una bufala. A partire dalla specie piantumata, che risulta caduca, quindi non scherma, nel periodo tardo autunno-invero, proprio nulla, perché gli schermi sono caduti a terra con i primi freddi.
Proponiamo una soluzione: accendiamo il forno solo d'estate, a schermi presenti. Ci sarebbero poi anche le verifiche sul progetto sperimentale del boschetto. Calma e gesso: ci saranno nel 2014, nel 2015, nel 2021...
Abbiamo capito l'antifona. Il boschetto fa parte di quegli specchietti per le allodole in cui si incappa sempre quando si deve presentare un progetto inviso alla popolazione, ma appetito da chi costruisce e gestisce.
Si infilano 2, 3 fuochi d'artificio, che fanno il botto subito, e tanto basta.
Che resti solo il fumo non è un problema. Nel frattempo la faccenda è risolta, le caselle sono andate al loro posto, il camino è acceso. Con tanti saluti alla salvaguardia del nostro territorio.

Dire che ci si sente presi in giro è un eufemismo.

www.gestionecorrettarifiuti.it/pdf/RiscontroRichiestaGCR_presc29.pdf

(Fonte: Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR)
Lunedì, 02 Settembre 2013 08:25

WWF Parma e l'inceneritore

 

Il rispetto delle opinioni è il primo passo verso la democrazia.

di Lamberto Colla -
Parma, 2 settembre 2013 -
E' indubbio la questione dell'inceneritore acceso, forse in modo definitivo, è questione che fa "bruciare" e alle volte anche perdere di lucidità con il rischio di lasciarsi trasportare dalla emotività più che dalla ragione.
Il problema della gestione dei rifiuti ed il loro smaltimento è, a mio personale giudizio, molto complesso e non risolvibile con "inceneritore SI o inceneritore NO". Una domanda da porre eventualmente in via preliminare ai cittadini attraverso un referendum popolare dall'esito quasi scontato: "inceneritore NO".
Nel frattempo il problema rimarrebbe irrisolto per molti anni ancora.
Proprio per la complessità del problema risulta difficile pensare a una sola ed unica soluzione. Come spesso accade per i problemi complessi la soluzione definitiva si raggiunge attraverso una sequenza di risposte semplici.
Opinioni diverse possono produrre arricchimento alla discussione e, forse, indirizzare l'opinione collettiva verso una terza e migliore soluzione.
Perchè ciò accada è indispensabile che tutte le menti siano aperte e ricettive. Se esistono preconcetti o chiusure dogmatiche risulterà difficile trovare la migliore soluzione anche al più semplice dei problemi.
Così come si sta operando al mantenimento della massima "bio-diversità", alla salvaguardia della maggior numero di specie e razze, mi sembra impossibile che altrettanto non si possa fare con l'opinione.
E se poi qualcuno riporta un'opinione non totalmente allineata, magari "un giornaletto web in cerca di qualche click a buon mercato" lo si attacca ferocemente.
E' il caso del comunicato del wwf di Parma a firma del Presidente Rolando Cerri in relazione alla opinione di un attivista (ex Presidente del wwf di Parma) postata sul profilo facebook personale e riportata da un periodico digitale locale.
Il comunicato in questione, giustamente, sottolinea la posizione ufficiale dell'organizzazione sulla questione dell'inceneritore, ma si scaglia contro il giornale che ha riportato la notizia (documentata peraltro) e nulla riporta al riguardo del commento del proprio attivista.
Il rispetto delle opinioni e di chi le divulga è il primo passo verso la democrazia. Dalla "bio-diversità" alla "opinion-diversità" sarebbe auspicabile.

Il Comunicato wwf di Parma 
Negli ultimi giorni un post pubblicato su FB dal nostro Attivista Enrico Ottolini, contenente una sua personalissima opinione sull'avviamento dell'inceneritore, è stato arbitrariamente contrabbandato come posizione del WWF di Parma.
Come Associazione siamo sempre stati contrari alla costruzione dell'impianto di Ugozzolo, contro la quale ci siamo attivati in molti modi in questi anni.
Manifestazioni pubbliche, comunicati stampa, atti formali come un ricorso al Capo dello Stato sono lì a ricordarlo.
Riteniamo che l'accensione dell'inceneritore sia un grave errore, una grande occasione persa per la Città, e una pesante sconfitta per noi. E' davvero inaccettabile che gli sforzi, la passione e la buona fede di tanti Soci e Attivisti vengano messi in ombra dalla scorrettezza di un giornaletto web in cerca di qualche click a buon mercato.
Rolando Cervi
WWF Parma

Pubblicato in Ambiente Emilia

 

Federico Pizzarotti: "Ho fatto tutto ciò che era possibile fare con i poteri di un Sindaco."


Parma 28 agosto 2013 (20,00) --
"Oggi a Parma viviamo un momento particolare della nostra storia. Un evento che tutte le forze politiche, meno una, hanno fortemente sostenuto, e alla fine, dopo un lungo iter durato quasi un decennio, sono riuscite ad ottenere. Stiamo parlando dell'accensione dell'Inceneritore di Ugozzolo, l'ottavo in Emilia Romagna, che ha cominciato a funzionare a pochi chilometri dal centro storico.
Se oggi sono qui a comunicare un evento di questa portata, è perché per anni a Parma si è combattuta una battaglia politica ed etica che ha smosso le coscienze di molti - chi pro e chi contro – suscitando una discussione che dal livello locale ha finito per assumere un'importanza nazionale.
Questo, in sintesi, dal 2006 ad oggi ha significato l'Inceneritore di Ugozzolo.
E noi, come Movimento 5 Stelle, non ci siamo sottratti alla discussione, ma anzi ne abbiamo preso parte consapevoli. E alla fine della corsa abbiamo avuto ragione, ma al tempo stesso registriamo una grande delusione. Abbiamo avuto ragione perché oggi l'Emilia Romagna, dopo aver attivato 8 inceneritori nel cuore della Pianura Padana, si è detta pronta a invertire la rotta, e seguire il percorso ambientalista tracciato dall'Europa. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire.
Ma ci rammarichiamo perché l'Inceneritore di Parma non siamo riusciti a fermarlo. Si può dire quello che si vuole, perché in democrazia è libero il campo per ogni opinione politica: ma in campagna elettorale ci siamo dichiarati contrari - e questo è giusto dirlo - e abbiamo promesso di fare il possibile per arrivare ad un risultato che ci soddisfacesse. Per quel che mi riguarda, l'onestà nella battaglia politica che ho portato avanti, convinto di aver impegnato tutte le energie possibili e spendibili - le stesse che utilizzo per ogni azione politica intrapresa - mi portano oggi a parlarne a viso aperto, senza problemi e con assoluta onestà intellettuale.
Ho fatto tutto ciò che era possibile fare con i poteri di un Sindaco.
Come Amministrazione abbiamo portato alla luce un iter di costruzione dell'inceneritore a tratti poco chiaro, per certi aspetti davvero oscuro, rischiarando questioni di cui un domani si prenderà carico la Magistratura, se già non lo ha fatto. Come Amministrazione di Parma abbiamo lavorato con serietà, chiedendo e pretendendo il rispetto integrale di quelle che erano le normative di legge.
Ora guardiamo avanti, perché il declino di queste strutture è già iniziato, ed è iniziato proprio nell'anno in cui le forze politiche che lo hanno voluto, centrosinistra e centrodestra, ne festeggiano l'apertura, quasi fosse una nostra sconfitta, e non loro. Esultano nel loro interesse, dimenticandosi, e senza vergogna, di aver negato un referendum sull'Inceneritore richiesto da una cospicua parte della città.
Oggi il dibattito politico sull'Inceneritore ha bisogno di evolversi e smetterla di stagnare su quello che è stato detto in campagna elettorale. Purtroppo partiti e movimenti civici sono rimasti col pensiero a maggio 2012, mentre oggi c'è bisogno di guardare al futuro: perché pur importante che sia la lotta, non rappresenta comunque l'unico punto del nostro programma.
Sull'Ambiente, poi, non torneremo indietro ne' cambieremo posizione: è aumentata la raccolta differenziata in centro storico, è aumentata a livello generale su tutto il territorio del Comune di Parma; continuerà ad aumentare, e per questo diminuiranno per tutti i costi diretti a carico dei cittadini, quelli, per intenderci, delle bollette. Parleremo con Iren per arrivare a soluzioni condivise, di beneficio economico ed ambientale per la città. Siamo a lavoro per un nuovo piano di viabilità urbana, mai nemmeno discusso negli ultimi dieci anni. Lavoriamo e continueremo a lavorare.
Mi auguro che dell'Inceneritore, e degli inceneritori in generale, se ne continui a parlare, ponendo la riflessione su quello che è stato e su quello che sarà la nostra nuova politica.
Informate su chi lo ha voluto, su chi ha scelto di spendere più di 200 milioni per la sua realizzazione; su chi lo porterà ad essere mirino dei rifiuti delle altre Province emiliane; su chi ieri si sfregava le mani per la sua costruzione e oggi lo rinnega. E poi su chi lo ha contrastato e chi ha provato a fermarlo, con le armi della legge e col pensiero rivolto al nostro futuro."
(tratto da Facebook di Federico Pizzarotti)

Pubblicato in Ambiente Emilia
Mercoledì, 28 Agosto 2013 18:23

Inceneritore, acceso senza contestazioni


L'inceneritore di Parma avrebbe dovuto accendersi 479 giorni fa.

di Lamberto Colla -
Parma 28 agosto 2013 - -
28 agosto 2013, primo giorno dell'era dell'inceneritore di Parma. L'inceneritore di Ugozzolo, come il cavallo di Troia, ha acconsentito l'assalto "grillino" al governo della città ducale la scorsa primavera e oggi è diventato il simbolo della più grande promessa non mantenuta da parte del Sindaco Pizzarotti.
I timori che questa mattina, giorno dell'accensione ufficiale del termovalorizzatore, si sarebbe radunata una folla contestatrice davanti ai cancelli dell'impianto sono stati completamente disattesi. Noi stessi, per gioco ma soprattutto per misurare la temperatura sull'argomento, abbiamo postato, sulla nostra pagina facebook, un video che invitava a "incenerire" l'inceneritore. La sorpresa è stata enorme alla verifica dei dati. Forse, e può anche essere, non è stato gradita la qualità video ma il dato "statistico", seppure nella sua relatività, ha confermato la realtà. Pure l'Ansa ha rilevato come notizia l'assenza di folla contestatrice: "Di fronte alla struttura, - è il commento ANSA - , costruita a poca distanza dallo stabilimento Barilla di Pedrignano, non c'era nessuno. Auto della polizia, però, hanno pattugliato la zona fin dalle prime ore del mattino."
Infine, GCR (Gestione Corretta dei Rifiuti di Parma) che si è da sempre battuta per contrastare la messa in funzione dell'impianto, sin dalla sua progettazione, si è limitata a esprimere le perplessità soprattutto "di fronte alle considerazioni di questi giorni fatte da personaggi dell'ambientalismo cittadino, con i quali abbiamo anche condiviso tanti momenti della battaglia contro l'inceneritore ".

A meno che non intervengano nuovi stop dalla magistratura o dalle autorità pubbliche, dopo i tre mesi di esercizio provvisorio, l'inceneritore dovrebbe andare a regime.


Il Comunicato stampa di GCR Parma
Siamo perplessi di fronte alle considerazioni di questi giorni fatte da personaggi dell'ambientalismo cittadino, con i quali abbiamo anche condiviso tanti momenti della battaglia contro l'inceneritore e francamente non capiamo come da ambientalisti si possa essere a favore di un impianto di questo genere, inutile, al posto del quale in questi anni si sono evidenziate quali e quante altre alternative potrebbero essere utilizzate.
Un impianto che non risolve la questione della autosufficienza (le ceneri fuori provincia, l'organico fuori provincia, il differenziato fuori provincia, la fos fuori provincia, il polverino fuori provincia)
senza dimenticare i miliardi di metri cubi di aria inquinata che usciranno.
Un impianto che impatterà sulla salute non solo dei cittadini di Parma ma su tutti quelli del bacino padano, andandosi ad aggiungere con le sue emissioni a tutte le centinaia di camini presenti sul territorio.
Una felicità che davvero non comprendiamo.

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR
Parma, 28 agosto 2013

Pubblicato in Ambiente Emilia
Lunedì, 26 Agosto 2013 09:04

Parma, l'inceneritore accende i motori.


di Virgilio-
Parma 26 agosto 2013 --

I ringraziamenti del Comitato GCR - Gestione Corretta Rifiuti di Parma.


Ancora poche ore e il termovalorizzatore di Parma riprenderà a fumare e questa, forse, dovrebbe essere la volta definitiva.
A comunicarlo il comitato Gestione Corretta dei Rifiuti che nell'occasione "ringrazia" tutti coloro che hanno contribuito alla costruzione e accensione dell'impianto di Ugozzolo.
Come si sa il Comitato si era battuto, sin dall'inizio, affinché a Parma non tornasse un impianto di trattamento termico dei rifiuti dopo lo spegnimento del "Cornocchio"., da sempre contrario all'inceneritore di Parma, avversato anche dal Comune a 5 Stelle guidato dal sindaco Federico Pizzarotti. Il comitato Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma ha seguito tutta la costruzione dell'impianto, comprese diverse sospensioni per inchieste della Procura, ancora in corso, e procedimenti amministrativi davanti al Tar.
"I rifiuti sono già dentro il Paip - comunica il l'associazione GCR - e il 28 agosto il camino di Ugozzolo comincerà a fumare, questa volta senza soluzione di continuità.
E' l'ultima domenica di pace per la città, mentre a San Leonardo già lamentano puzze e miasmi, forse stanno scaldando i motori.
Ancora una manciata di ore e Parma tornerà ad avere un inceneritore, dopo 12 anni di assenza dalla chiusura del camino del Cornocchio (2001).
In questa giornata festiva vogliamo ringraziare gli amici del forno, i nemici di Parma, che in questi anni si sono prodigati per liberare la città della grave mancanza, una lacuna, quella parmigiana, rispetto a tutte le province regionali, tutte ordinatamente con un impianto di incenerimento, salvo Reggio che lo ha spento lo scorso anno.
I nemici di Parma non si dovevano affaticare troppo, anche perché Ugozzolo non è l'unica fiamma accesa sul nostro territorio martoriato. A Rubbiano di Solignano, un co-inceneritore di oli esausti e altri materiali pericolosi dal 2000 ne brucia ogni anno oltre 50 mila tonnellate, a Noceto un impianto militare di distruzione di esplosivo da scoppio e di propellenti, a Polesine abbiamo scoperto in queste ore la presenza di un impianto di termodistruzione che si occupa di materiali organici come il pollame colpito da aviaria.
Quindi Parma non sentiva la mancanza di un forno in città, l'aria era già sufficientemente mefitica senza l'aggiunta di un altro camino."
(in Allegato il comunicato stampa di GCR)

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