102 miliardi di euro di raccolta nel 2017, giocatori (inclusi quelli occasionali) giunti a superare i 17 milioni e comparto mobile capace di incrementare il suo giro di affari del 50% negli ultimi 12 mesi: sono questi i numeri che dipingono l'industria italiana dell'azzardo.

Scommesse sportive, slot machine, tornei di poker e casinò game vari, ovvero i tipici intrattenimenti con puntate e premi in denaro, attraggono un pubblico sempre più numeroso, generando un giro di affari in costante crescita, nonché generose entrate per le casse dello Stato e, a onor del vero, anche numeri non trascurabili sul fronte dell'occupazione.

Eppure, il tema del gioco d'azzardo continua a dividere, contrapponendo sostenitori e oppositori, soprattutto in relazione al dilagare delle ludopatie, ovvero le varie forme di dipendenza dal gioco, aumentate in modo ragguardevole anche a causa del boom della disoccupazione e delle difficoltà economiche durante gli anni della recessione.

I dati del Cnr sul gioco in Italia

A maggio del 2018, l'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa pubblicava un report esaustivo relativo allo stato dell'industria del gioco italiana. Oltre al già citato aumento della raccolta e dei giocatori, lo studio indicava come passatempi più diffusi e apprezzati i tradizionali Gratta&Vinci, Lotto e Superenalotto (sebbene leggermente in flessione rispetto al passato), sottolineando una spesa mensile pro capite pari, mediamente, a 10 euro. Ben diversa la situazione dei giocatori problematici, cresciuti soprattutto nelle regioni del Meridione, che in quasi il 15% dei casi spendono più di 200 euro al mese.

Positivi, anche se naturalmente sempre in chiaroscuro, i dati relativi al rapporto dei più giovani con l'azzardo: nel 2017 il numero degli under 18 dediti, anche occasionalmente, all'azzardo, si attestava all'incirca sul milione, comunque in contrazione rispetto agli 1,4 milioni del 2010. Tra i ragazzi, diminuiscono anche quelli affetti da ludopatie (8,7% nel 2009 contro l'attuale 7,1%), tranne che al sud, dove invece si registra la tendenza opposta.

I dati del Politecnico di Milano sul comparto online

Il settore dell'online è quello caratterizzato dalla maggiore vitalità nell'ambito dell'industria dell'azzardo: l'Osservatorio sul Gioco Online del Politecnico di Milano, in un recente studio relativo al 2017, riportava come il numero degli appassionati di betting e gambling online in Italia avesse raggiunto i 2,2 milioni di utenti, per una raccolta parti ad oltre 1,38 miliardi di euro (con un incremento sull'annata precedente pari al 34%). Più nello specifico, è il gioco mobile, ovvero quello che avviene tramite smartphone e tablet e grazie ad apposite app, a registrare il successo maggiore, con un incremento della quota di mercato pari addirittura al 50% nei 12 mesi considerati.

Il risultati raggiunti dal gioco online nella tutela del consumatore

Paradossalmente, nonostante la relativa semplicità di accesso, il mondo dell'azzardo online negli ultimi anni è riuscito ad adottare soluzioni sempre più complete ed efficaci per la tutela dei consumatori e la prevenzione dei comportamenti a rischio, attraverso un percorso portato avanti dall'ADM (l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), congiuntamente con i big player del settore.

L'incremento della sicurezza

L'offerta online è in primis sicura: la vigilanza dell'ADM e delle forze dell'ordine e la compliance dei gestori autorizzati favorisce lo sviluppo di un'offerta legale, che rispetta le normative vigenti in Italia offrendo ai giocatori intrattenimenti equi e basati totalmente sul caso.

Il contrasto ai portali di gioco irregolari, da un lato, e l'incremento dei requisiti di sicurezza e di trasparenza (a livello di regolamenti, possibilità di vincita, validità dei bonus, ecc.) richiesti per il rilascio della concessione sono solo due dei principali fattori che garantiscono la possibilità di divertirsi e sfidare la sorte sul web senza temere di incappare in truffe o furti di dati (avendo l'accortezza di scegliere solo operatori con logo ADM).

Lo sviluppo dell'offerta

Notevoli i passi in avanti compiuti dai gestori regolari nella valorizzazione dell'offerta legale: portali di betting sportivo e casinò online offrono un ventaglio di eventi e di possibilità di intrattenimento davvero per tutti i gusti, proponendo formule di gioco innovative, come quella delle scommesse o del casinò live (cioè in diretta), ma anche ricchissime selezioni di passatempi a tema, come accade nel caso delle slot declinate in stile fantasy, movie, avventura, animali, horror, ecc..

I meccanismi di autoregolazione

Le piattaforme dedicate al gioco online certificate ADM predispongono un'ampia serie di valide strategie per la promozione del gioco responsabile e la prevenzione di quello patologico. Gli utenti hanno infatti accesso a guide, servizi di assistenza e persino test di autovalutazione del rapporto con il gioco.

In più, tutti i gestori impongono l'obbligo di fissare un limite massimo di versamento settimanale, da specificare in fase di registrazione, pena l'impossibilità di attivare il proprio conto gioco e di accedere a scommesse o casinò game con puntate in denaro. A questo strumento, definito di autolimitazione, se ne aggiunge un altro, altrettanto utile, detto di autoesclusione. In sostanza, in qualsiasi momento è possibile chiedere la sospensione del proprio conto gioco e account, optando per uno stop temporaneo oppure definitivo.

Grazie all'integrazione del database dell'ACG (cioè l'Anagrafe Centralizzata dei Conti Gioco) con il RUA (il Registro Unico degli Autoesclusi), lanciato proprio nei primi mesi del 2018, inoltrando la richiesta di autoesclusione presso un gestore, automaticamente questa viene estesa a tutti i conti gioco collegati al soggetto, che in più non potrà attivarne di nuovi presso ulteriori operatori.

La prevenzione del gioco d'azzardo minorile

Il gioco online è riuscito efficacemente a contrapporsi anche al problema dell'accesso al gioco da parte dei minori. L'apertura del conto gioco è riservata esclusivamente ai maggiorenni e per completare la registrazione è obbligatoriamente richiesto l'invio della scansione di un documento di identità. Quindi, all'operatore spetta il compito di effettuare le verifiche del caso, incrociando i dati anche con quelli registrati presso l'ACG e, eventualmente, bloccare l'account qualora emergessero false dichiarazioni.

Concludendo

Il comparto del gioco online sta delineando la strada per un nuovo approccio all'azzardo, da un lato offrendo una vasta gamma di intrattenimenti sempre più stimolanti e coinvolgenti, ma dall'altro mettendo appunto validi meccanismi di difesa e autoregolazione del consumatore.

Pubblicato in Nuove Tecnologie Emilia

Gioco d'azzardo. Venturi: "Stiamo ascoltando i lavoratori ma dalla Regione non c'è, né ci sarà alcun passo indietro: la lotta alle ludopatie per noi viene prima di ogni cosa"

Dopo l'incontro con i sindacati e il direttore generale dell'assessorato alle Politiche per la salute, l'assessore ribadisce: "Confermato il divieto di aprire esercizi entro 500 metri da luoghi sensibili come scuole, ospedali e centri di aggregazione giovanile, così come quello di doversi spostare per quelli che vi si trovano ora, oppure di eliminare le slot machine"

Bologna – "Abbiamo ascoltato i lavoratori, le loro preoccupazioni, così come comprendiamo le esigenze delle imprese, ma la lotta alle ludopatie per noi viene prima di ogni altra cosa. Per quanto riguarda la Regione, deve essere chiaro che non c'è, né ci sarà alcun passo indietro nella lotta al gioco d'azzardo che abbiamo messo nero su bianco nella nostra legge regionale. Con i sindacati si è trattato di un primo incontro. Se davvero, e speriamo non sia così, si porrà un problema di perdita di posti di lavoro, non ci tireremo indietro nel trovare soluzioni condivise, a maggior ragione nel momento in cui come Giunta regionale abbiamo fatto del lavoro e della tutela dell'occupazione la priorità del nostro mandato. Un impegno che anche in questo caso non verrà certo meno". Così l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, in merito a notizie di stampa relative all'incontro avvenuto fra i sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucus-Uil con il direttore generale dell'assessorato regionale, Licia Petropulacos.

"Nessuna ci sarà alcuna retromarcia rispetto ai divieti che abbiamo introdotto con la normativa regionale- prosegue Venturi- e quindi entro 500 metri da scuole, ospedali e centri di aggregazione giovanile non è più possibile aprire nuove Sale bingo e Sale scommesse, né installare nuove macchinette negli esercizi pubblici. Così come tutte le Sale Bingo e Videolottery che attualmente sono entro il limite dei 500 dovranno spostare la propria sede, o eliminare le slot machine, entro sei mesi dal momento in cui i Comuni avranno portato a termine la mappatura dei luoghi sensibili sul territorio. Noi stiamo facendo la nostra parte con serietà e decisione- chiude l'assessore- senza per questo, lo ribadisco, sottrarci all'ascolto dei lavoratori, ai quali assicuriamo altrettanto impegno nel trovare una soluzione a problemi che approfondiremo e affronteremo con loro".

Lunedì, 30 Aprile 2018 15:43

Burraco: guida alle strategie di gioco

Come per la maggior parte dei giochi di carte, la vittoria nel burraco dipende in parte dalla fortuna e in parte dall'abilità dei giocatori e dall'efficacia delle strategie scelte. Una mano non molto fortunata può condurre alla vittoria se si riesce a giocare al meglio, così come una mano fortunata può preludere ad una sconfitta, se il giocatore non è in grado di mettere a frutto le carte che si trova fra le mani.

Strategie di gioco vincenti

Per vincere a burraco vi sono strategie diverse che si possono applicare, sia in apertura che durante lo svolgimento del gioco. Quello che non bisogna mai dimenticare è che il burraco, almeno nella sua versione tradizionale a 4 giocatori, si gioca in coppia. Bisogna quindi cercare sempre di applicare strategie comuni con il proprio compagno e cercare di creare situazioni favorevoli non solo per sé ma anche per lui.

Questo è più facile quando si gioca abitualmente con la stessa persona, di cui si conoscono le abitudini e i modi di giocare. La fase iniziale della partita è quella in cui le coppie aprono i giochi, calando sul tavolo le prime combinazioni. In questo caso creare situazioni favorevoli per sé e per il compagno significa prediligere sequenze aperte, ovvero a cui è possibile attaccare nuove carte sia all'inizio che alla fine.

In questo modo sarà più facile raggiungere il burraco sia, semplicemente, aiutare il proprio compagno nelle sue giocate, lasciandogli ampio margine di completamento delle nostre sequenze. Anche l'uso dei jolly e delle pinelle deve essere valutato al meglio, soprattutto nella fase iniziale. Sarebbe opportuno, ad esempio, non inserirle in combinazioni di 4 o più carte.

Meglio lasciare aperti i giochi, permettendo al compagno di completarli in modo da risparmiare un prezioso jolly. Molto probabilmente sarà utilissimo più avanti nel corso della partita. Alcuni giocatori preferiscono calare le proprie combinazioni appena possono, mentre altri preferiscono tenere le carte in mano più a lungo, fino quasi alla chiusura. Questo permette di non scoprire il proprio gioco, lasciando gli avversari nel dubbio, e di utilizzare le carte in modo proficuo prima di impegnarle in combinazioni di cui magari ci si pentirà poi.

Alcuni scelgono di aprire il più presto possibile, altri di tenere le carte in mano più a lungo per studiare bene le combinazioni prima di metterle in gioco. Si tratta di due strategie con dei lati positivi e dei lati negativi che vanno valutati di volta in volta. Aprire i giochi in fretta significa offrire al proprio compagno la possibilità di completare le combinazioni, ma permette anche agli avversari di essere costantemente aggiornati sui nostri progressi.

Alcune carte poi, se trattenute in mano, possono diventare utili per comporre nuove combinazioni. Le pinelle e i jolly sono carte particolarmente preziose e usarle subito può rivelarsi sbagliato. L'ideale sarebbe sfruttarle il meglio possibile. Anche tenere troppe carte in mano però può essere controproducente.

Da una parte non permette di coordinare il gioco con il proprio compagno, dall'altra, soprattutto se gli avversari si avvicinano alla chiusura, farsi trovare con molte carte in mano significherebbe essere molto penalizzati nel conteggio dei punti in caso di sconfitta. Il primo obiettivo di gioco dev'essere comunque quello di <strong>andare a pozzetto

Una volta ottenuto questo risultato sarà essenziale fare almeno un burraco, perché altrimenti non si potrà chiudere. Una volta andati a pozzetto e costruito almeno un burraco è possibile affrettarsi verso la chiusura, ma anche ritardarla per diverse ragioni. Si può aspettare a chiudere per permettere al proprio compagno di giocare più carte, se ne ha ancora molte in mano, per cercare di fare più punti prima di chiudere la partita, oppure se si ha l'opportunità di fare un altro burraco.

Ovviamente ritardare la chiusura è sempre un rischio, perché si offre agli avversari la possibilità di batterci sul tempo. Quando la coppia avversaria ha poche carte in mano è inutile tirare il gioco per le lunghe sperando di ottenere qualche punto in più. Il rischio che gli avversari chiudano prima è concreto e non va sottovalutato. E' poi sempre importante saper valutare se pescare, ad ogni turno, una carta coperta o rilevare il monte degli scarti

Ad ogni turno, in qualsiasi momento della partita, è importante <strong>saper valutare quale carta pescare. Prendere una carta coperta significa esporsi al caso e alla fortuna, perché non c'è modo di prevedere cosa pescheremo. Il monte degli scarti va valutato volta per volta a seconda delle carte utili che contiene e alla loro quantità.

Pescare un monte di scarti molto grande potrebbe riempirci le mani di carte inutili, magari solo per pescarne una in grado di farci completare una combinazione. Può trattarsi di una buona strategia nelle prime fasi di gioco, quando ancora mancano molte mani alla chiusura dei giochi.

Si tratta di una buona strategia soprattutto se il compagno ha poche carte ancora in mano, per cui ha la concreta possibilità di andare a pozzetto. Se uno dei due pensa a questa incombenza l'altro potrà concentrarsi sul burraco e sulla possibilità di completare un numero maggiore di combinazioni, facendo più punti per la squadra.

La fase di chiusura è la più delicata, ma non esistono strategie sempre valide per vincere e fare più punti. Le possibilità vanno valutate volta per volta a seconda dell'andamento della partita. Si può ritardare la chiusura ad esempio quando gli avversari hanno poche carte in mano e non sono ancora andati a pozzetto.

Rimandare la chiusura di qualche altra mano può significare coglierli con molte carte ancora da giocare, facendoci quindi totalizzare più punti. Anche la possibilità di comporre altri burraco, conquistando molti più punti, può far propendere per un allungamento forzato della partita. Ovviamente queste strategie si possono applicare solo se gli avversari sono ancora abbastanza lontani dalla chiusura.

Quando entrambe le squadre sono vicine alla chiusura la fase finale della partita diventa una vera e propria corsa per chi riuscirà a chiudere per primo. In questo caso ritardare la chiusura è un vero e proprio azzardo. Si può attirare l'avversario però con qualche trucco, ad esempio scartando una carta a lui utile e costringendolo così a prendere tutto il monte degli scarti.

Come abbiamo visto le possibili strategie sono tante. Occorre provare, sperimentare e fare esperienza. Oggi questo è più semplice anche grazie alle possibilità di giocare a BURRACO  online comodamente da casa.</p>

Come uscire dalla dipendenza dal gioco: se ne parla a San Secondo. Il 22 febbraio, alla Casa della Salute, all'incontro di educazione sanitaria dell'AUSL

La dipendenza da gioco d'azzardo definita "l'eroina del nuovo millennio" è una malattia che riguarda sempre più persone. E i danni che provoca non ricadono solo sui singoli, ma anche su familiari e amici. Per questo è importante riconoscere i sintomi e sapere a chi rivolgersi, per chiedere aiuto. Solo nel 2016, sono state 93 le persone seguite dai servizi dell'AUSL per uscire dalla dipendenza, di cui 33 nuovi casi.

Si parlerà di questa patologia e di come guarire il 22 febbraio alla Casa della Salute di San Secondo.

All'incontro di educazione sanitaria "Il tè del giovedì", con inizio alle 17, intervengono le professioniste dell'AUSL Simonetta Gariboldi, psichiatra, Nadia Cantarelli, educatrice e Donatella Anelli, assistente sociale, insieme a Gianandrea Borelli psicologo del Centro per le Famiglie di Fidenza e ai Volontari dello sportello d'ascolto "Giocatori Anonimi" di Parma.

E' un'iniziativa dell'AUSL di Parma. L'ingresso è libero e la cittadinanza è invitata a partecipare. Come d'abitudine sarà offerto il .

QUANDO IL GIOCO DIVENTA UNA DIPENDENZA
Se giochi spesso d'azzardo, se ti capita di giocare somme superiori a quello che ti puoi permettere, se torni a giocare nel tentativo di rifarti delle perdite, se nascondi agli altri la frequenza e l'entità delle giocate e se non riesci a smettere anche se vorresti, allora per te il gioco non è più un divertimento, ma una dipendenza. Il gioco d'azzardo patologico è una malattia che si può curare. Rivolgiti con fiducia ai Servizi per le dipendenze dell'AUSL. L'accesso è libero, gratuito ed è garantita la massima riservatezza.

Info su sedi e orari sono disponibili sul sito www.ausl.pr.it 

(Foto: Dipinto - Caravaggio -  Giocatori d'Azzardo)

 

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Quante persone giocano d'azzardo in Italia e quanto spendono? La risposta a questi quesiti arriva da alcune ricerche effettuate dal Politecnico di Milano in tutto il nostro Paese. I risultati sono inquietanti, non solo per quanto riguarda la diffusione dei casino in Italia, ma anche riguardo alla diffusione delle problematiche correlate al gioco d'azzardo.

Quanti casino ci sono nel nostro Paese
In Italia, sul territorio nazionale, sono presenti solo 4 casinò tradizionali, nel senso che ci sono solo 4 case da gioco con i croupier e i classici tavoli verdi, dove è possibile giocare d'azzardo. Ecco, queste realtà sono in crisi e ni molti di essi lo Stato è dovuto intervenire con prestiti e finanziamenti, perché l'italiano medio non ama più andare al casinò. Il controsenso è reale ma non del tutto: ci sono sempre più persone che spendono sempre di più per il gioco d'azzardo ma i casinò sono in crisi. La motivazione è sotto gli occhi di tutti: il gioco d'azzardo oggi non si pratica più nelle tradizionali sale del casinò. Sul territorio sono infatti presenti altri tipi di sale da gioco, dove sono disponibili dei videoterminali, dai quali si accede a uno o più tavoli da gioco, o anche a giochi come le slot machine. Questo tipo di realtà sono molto diffuse in tutto il Paese, sia come vere e proprie sale da gioco, sia con alcuni videoterminali posizionati in bar, tabaccai, stazioni di benzina e così via. Del resto stiamo parlando di terminali del tutto legali e autorizzati dallo Stato.

Altri tipi di gioco d'azzardo
Dalle ricerche sull'argomento circa il 50% degli italiani giocano d'azzardo almeno una volta all'anno, spendendo in totale più di 90 miliardi di euro. Ma questi soggetti vanno tutti al casinò, o si divertono tutte con le slot machine? La risposta è no, perché una buona fetta di mercato è rappresentata dalle lotterie istantanee, da quelle meno istantanee, dal lotto, dal totocalcio e così via. Molti giocatori prediligono giochi meno complicati, come ad esempio i gratta e vinci o l'ormai classico superenalotto. Stiamo quindi parlando di un gioco d'azzardo che ha dei contorni ben diversi rispetto a quello tradizionale, anche dal punto di vista del controllo sociale. Nessuno guarda con atteggiamento ostile una persona cha acquista un gratta e vinci, anche se questo costa più di 10 euro. Mentre in molte realtà chi gioca alle macchinette tipo slot machine viene ancora stigmatizzato come un appassionato di un passatempo poco chiaro e poco "pulito".

L'avvento di internet
I casinò fisici, quelli tradizionali, sono in crisi, ma nonostante questo gli italiani spendono tantissimo in questo tipo di mercato. Lo fanno solo con le lotterie istantanee? Certo che no, un'altra voce che contribuisce a rendere positivo il bilancio del gioco d'azzardo riguarda l'offerta della rete. Dal 2009 infatti anche nel nostro Paese è possibile consentire ai cittadini di giocare d'azzardo in internet, su appositi siti, autorizzati e controllati dall'AAMS, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Questo ente non solo controlla le società che gestiscono i casinò, ma anche i software utilizzati, per dare la certezza ai giocatori di avere le corrette probabilità di vincita, senza essere truffati. Internet sta soppiantando altri metodi per giocare d'azzardo grazie alla sua ampia versatilità. Per giocare in rete basta avere qualche euro e una connessione, anche da smartphone poco importa. Molti siti infatti permettono di puntare anche meno di un euro, portando così anche i soggetti che un tempo non avrebbero potuto avvicinarsi alt avolo verde a riuscire a dedicare del tempo a questo passatempo, senza dovrà spendere una fortuna. Il tutto senza uscire di casa.

Gioco d'azzardo. L'Emilia-Romagna promossa dall'Osservatorio nazionale, via libera al Piano regionale da 3,7 milioni di euro: più prevenzione, assistenza e recupero dalla dipendenza, salvaguardia dei luoghi sensibili come le scuole. I fondi ripartiti ai territori

Fra le quattro Regioni il cui Piano è stato approvato integralmente dall'Osservatorio, via libera che autorizza l'utilizzo della quota del Fondo nazionale. L'assessore Venturi: "Il nostro obiettivo è favorire un approccio consapevole e critico. Vogliamo tutelare le persone più deboli e vulnerabili"

Bologna – Ancor più prevenzione, avvicinando le persone a rischio e le loro famiglie ai servizi sanitari, sostenendo progetti e iniziative con ragazzi e studenti e tutelando i luoghi sensibili come scuole e ospedali. E rafforzare la qualità dell'assistenza per i soggetti con problemi di dipendenza dalgioco d'azzardo patologico, rendendo definitivamente omogeneo, efficace e di qualità il percorso diagnostico e terapeutico. Sono solo alcuni degli obiettivi contenuti nella proposta di Piano d'azione regionale contro la ludopatia approvato dalla Giunta dopo il via libera ottenuto dall'Osservatorio nazionale per il contrasto della diffusione del gioco d'azzardo.

L'Emilia-Romagna è infatti tra le quattro regioni italiane - insieme a Friuli Venezia Giulia, Basilicata e Umbria - il cui Piano regionale contro il gioco d'azzardo è stato approvato integralmente dall'Osservatorio, ottenendo così l'autorizzazione da parte del ministero della Salute all'utilizzo della quota del Fondo per il gioco d'azzardo patologico già attribuito alla Regione: 3 milioni e 712 mila euro per il periodo 2017-2018. Le risorse serviranno in gran parte (3,6 milioni) a realizzare interventi di carattere territoriale, e per questo verranno trasferite alle Aziende Usl dell'Emilia-Romagna sulla base della popolazione residente al 1^ gennaio 2017 (in quanto titolari di competenze in tema di prevenzione e cura del Gioco d'azzardo). A livello territoriale, le risorse vengono distribuite tra le Aziende sanitarie nel seguente modo: Romagna 909.512 euro; Bologna 708.661 euro; Modena 568.092 euro; Reggio Emilia 431.065 euro; Parma 362.221 euro; Ferrara 282.605 euro; Piacenza 232.140 euro; Imola 107.915 euro. La Regione si riserva una quota residua delle risorse - 110 mila euro – per le attività di formazione dei soggetti che a vario titolo si occupano del problema.

"Si tratta di un atto fondamentale, che permetterà sia di promuovere azioni di prevenzione contro il gioco d'azzardo patologico sia di potenziare quelle di cura- spiega l'assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Il piano ha la finalità di tutelare le fasce più deboli e maggiormente vulnerabili. Non solo, puntiamo anche ad aumentare la consapevolezza sui fenomeni da dipendenza e a favorire un approccio consapevole e critico al gioco, con particolare riferimento al mondo della scuola e alle famiglie. Si tratta di uno strumento che oltre a confermare le azioni già adottate dalla Regione per la prevenzione, il trattamento delle persone con dipendenza, la riduzione dei rischi correlati all'uso e la riduzione del danno, mette in campo percorsi differenziati per popolazione e tipo di dipendenza. Fondamentale- chiude l'assessore- è il lavoro di rete tra le istituzioni e il territorio, che nel tempo abbiamo rafforzato e diversificato, senza mai abbassare la guardia su un problema vero, che mai va sottovalutato".

Dipendenza patologica dal gioco d'azzardo, quasi 1.400 persone seguite dai Servizi in Emilia-Romagna

Nel 2016, le persone affette da tale dipendenza patologica seguite dai Servizi per le dipendenze sono state 1.382: una attività assistenziale fortemente cresciuta se si pensa chenel 2010 i giocatori trattati erano 512. Vanno poi considerati quelli che si rivolgono direttamente ai gruppi di auto-mutuo-aiuto dei 'Giocatori anonimi' e i familiari che frequentano i gruppi 'Gamanon'. Con queste due associazioni la Regione ha sottoscritto un protocollo di collaborazione che riconosce loro il ruolo di risorsa per il sistema dei servizi di cura.

Gli interventi

Promuovere tra i cittadini, compresi gli esercenti di locali, la cultura del gioco responsabile, la conoscenza del fenomeno e dei rischi correlati alle pratiche del gioco patologico e il loro recupero sono gli obiettivi principali delle azioni che verranno realizzate a livello locale. Rientrano tra queste le azioni di avvicinamento delle persone con dipendenza da gioco d'azzardo e delle loro famiglie ai servizi sanitari, la promozione del marchio etico SlotFreeER, voluto dalla Regione per gli esercizi commerciali liberi da slot, la collaborazione con le scuole che sperimentano progetti di prevenzione, la limitazione dell'offerta di giochi d'azzardo, anche salvaguardando i luoghi sensibili quali scuole e ospedali. L'applicazione del Piano di azione regionale riguarda, per i progetti di natura regionale, l'attività di indirizzo, sostegno e coordinamento alle Ausl e ai Comuni, l'organizzazione di eventi formativi su base regionale per diversi target, l'elaborazione di strumenti di monitoraggio sui progetti locali e il collegamento con i Centri anti-usura e gli altri soggetti che si occupano di sovra indebitamento. /Ti.Ga.

Sabato, 09 Dicembre 2017 14:48

Azzardo: un business pulito?

Scommesse e gioco d'azzardo. Se ne parla sempre più negli ultimi tempi perché, è sotto gli occhi di tutti gli italiani, il fenomeno è in costante crescita e lo dicono anche le statistiche: negli ultimi tre anni, l'industria del "gambling" è costantemente cresciuta in tutte le regioni del nostro paese con la tipica eccezione che conferma la regola rappresentata dal virtuoso Piemonte.

Il dibattito sulle possibili forme di regolamentazione è di strettissima attualità visto che Governo ed enti locali stanno varando delle misure restrittive in fatto di orari di apertura, numeri di postazioni da gioco e divieti di apertura in prossimità di vari luoghi sensibili.
E non mancano mai neppure le polemiche sulle presunte mani della criminalità organizzata sul business.

I fatti di cronaca nel corso degli anni hanno evidentemente accertato tali infiltrazioni ma al tempo stesso, non si può certo dire che anche gli altri settori industriali e commerciali del nostro paese (e non solo...) siano purtroppo immuni dal virus delle mafie.

Il gioco, soprattutto quando diventa patologico, purtroppo spesso porta anche a problemi di usura e questo è un altro aspetto su cui le istituzioni stanno cercando di intervenire per aiutare le vittime con strumenti sempre più incisivi nello sradicare questo malcostume.
Spesso comunque si fa anche confusione e si mette nello stesso calderone ogni tipo di gioco e si considera azzardo erroneamente ogni attività ludica in cui sia in palio una posta in denaro.

In realtà un gioco per essere veramente d'azzardo non dovrebbe dipendere dalle decisioni prese dal giocatore ma esclusivamente dalla sorte. Se giocassimo a soldi ad esempio tirando una moneta e puntando su testa o croce staremmo parlando di gioco d'azzardo puro. Tale definizione è stata data anche in ambito legislativo con l'articolo 721 del Codice Penale che recita "sono giuochi di azzardo quelli nei quali ricorre il fine di lucro e la vincita o la perdita è interamente o quasi interamente aleatoria".

Diventano così di più difficile definizioni giochi come il poker, soprattutto quello hold'em ed organizzato a tornei oppure chi gioca a BlackJack Online con le tante statistiche capaci di indirizzare l'esito vincente di una o più mani.

In realtà però la normativa vigente non fa molte differenze da questo punto di vista e non fa distinzione quando comunque una componente di fortuna, più o meno maggioritaria, è presente dove al tempo stesso, c'è una somma di denaro da vincere.

Quello che comunque più sorprende è che, nonostante le possibilità di giocare d'azzardo e scommettere siano di facile accesso sia nel mondo reale che in quello virtuale di Internet tramite qualsiasi dispositivo portatile e fisso, abbia ancora una certa diffusione il gioco clandestino controllato completamente da organizzazioni criminali.

Scommesse su corse ugualmente illegali di cavalli o cani, combattimenti non regolamentati e vari altri tipi di attività tutt'altro che lecite, sembrano ancora convivere con il gioco legalizzato.

Di certo i numeri sono drasticamente diminuiti del giro d'affari ma ci si augurava che la possibilità di giocare "pulito" facesse scomparire un fenomeno ancor più grave.

Una sala scommesse perfettamente attrezzata con 7 personal computer è stata sottoposta a sequestro dai militari della Guardia di Finanza di Bologna durante un mirato intervento svolto nei giorni scorsi presso un esercizio commerciale ubicato in città, in zona Barca.

Bologna 29 novembre 2017 - I militari del II Gruppo di Bologna nel corso del controllo teso al contrasto ed alla repressione degli illeciti posti in essere nel settore giochi e scommesse hanno, infatti, scoperto che all'interno del locale commerciale anziché la semplice ricarica del conto di gioco e l'assistenza ai clienti, veniva effettuata la raccolta abusiva di scommesse. Specificamente, i titolari dell'attività consentivano agli avventori privi del prescritto conto di gioco presso un bookmaker italiano, di effettuare comunque le giocate a pronostico previste dal palinsesto nazionale, utilizzando i propri profili – account.

In effetti, è stato accertato che l'attività di raccolta abusiva di scommesse veniva svolta in assenza della necessaria autorizzazione e sulla base di una concessione per il solo gioco on-line rilasciata dall'Autorità dei Monopoli di Stato.

Il controllo si concludeva con il deferimento alla locale Procura della Repubblica di due soggetti, di cui uno titolare dell'impresa, per il reato previsto dall'art. 4 della Legge 401/89 "Esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa", e con il sequestro di computer e stampanti, utilizzati nello svolgimento dell'attività illecita oltre che del locale stesso.

Nello specifico comparto operativo, la Guardia di Finanza, non mira solo a contrastare le pratiche abusive di offerta di giochi in generale, aggredendo qualsiasi forma di illegalità ad esso connessa, ma di garantire la sicurezza dei giocatori in generale ed in particolare di quelli più giovani, spesso minorenni, che vengono attratti nel vortice del gioco.

Pubblicato in Cronaca Emilia

Crescita record di giocatori in Italia. L'anno scorso l'insieme delle puntate hanno raggiunto i 96.1 miliardi. Anche il gioco d'azzardo coinvolge sempre più giocatori

Cresce la raccolta dei giochi nel 2016 in Italia. Da oggi l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a messo a disposizione di tutti gli interessati una base conoscitiva istituzionale sul gioco legale in Italia, a livello nazionale e regionale.

Per il periodo 2006-2016 sono stati ricostruiti i dati nazionali per ogni categoria di gioco relativi alla Raccolta, alle Vincite, alla Spesa (ovvero alle perdite dei giocatori), agli introiti erariali e al fatturato della filiera commerciale.

Il trend emerso è che lo scorso anno l'insieme delle puntate effettuate dalla collettività dei giocatori italiani ha raggiunto i 96,1 miliardi, in aumento di 7,9 miliardi rispetto all'anno precedente.

Anche la grande lotteria dell'azzardo non si è mai fermata in questi anni di crisi, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti": le cifre sono impressionanti del giro di affari in Italia.

Tra le regioni la Lombardia è in testa alla classifica per la raccolta complessiva: 14 miliardi e 65 milioni sono stati "bruciati" nelle macchinette dai cittadini. Il gioco on-line, per esempio, è diventato il secondo segmento del mercato, superato le lotterie istantanee come il "Gratta e vinci" che non può essere direttamente abbinato ad un territorio geografico e che quindi i dati delle regioni potrebbero avere dei numeri "veri" diversi e ridefinire questa "classifica dell'azzardo".

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